venerdì 30 ottobre 2015

RECENSIONE | "Acqua Morta" di Michele Catozzi

Buon venerdì, amati lettori :) Il libro che oggi vorrei sottoporre alla vostra attenzione è “Acqua Morta” di Michele Catozzi. Il romanzo è risultato vincitore del Torneo Letterario “IoScrittore” 2014 (con il titolo originale Acque Morte), ed è stato successivamente pubblicato da TEA. In libreria dal 15 ottobre 2015.

Acqua Morta
Michele Catozzi

Editore: Tea  
Pagine: 364 
Prezzo: € 14,00 cartaceo - € 6,99 ebook


Sinossi: Venezia, 1981. Una giovane coppia, appartata su una panchina dei giardini della Biennale, a Sant'Elena, viene aggredita. Il ragazzo resta ucciso, la ragazza precipita in un silenzio al limite della follia, che rende impossibile risalire al colpevole. Alla Polizia non rimane che archiviare il caso.



Venezia, oggi. Dalle acque della laguna affiora un cadavere. Si tratta di Mirco Albrizzi, immobiliarista molto conosciuto e vittima troppo illustre per passare inosservata.  Se le autorità vorrebbero archiviare la faccenda come suicidio, il commissario Nicola Aldani, incaricato delle indagini, riconosce inequivocabili i segni dell'omicidio. È un caso scomodo, e a complicarlo ci si mette anche quel commissario Zennari, ormai in pensione, che pretende aiuto per chiudere una storia ormai dimenticata, risalente a quarant'anni prima, l'aggressione ai giardini della Biennale...  
Ma nulla avviene per caso, e ben presto le due piste si confondono, le acque si intorbidano, gli indizi si inquinano...

Sullo sfondo della vicenda, vivida e inconfondibile, Venezia: l'altana sul tetto, dove Aldani ama rifugiarsi; la laguna davanti alle Fondamenta Nove, dove il pilota del commissario fa sfrecciare il vecchio Toni, la lancia in dotazione alla Polizia; il dialetto, che risuona nella calli e lungo i rii; le acque e le nebbie, complici di misteri e custodi di verità.


http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png
STILE: 8 | STORIA: 9 | COPERTINA: 8


Il cadavere affiorò dall’acqua morta di un canale secondario con la bassa marea. Prima la schiena, infagottata in una giacca di lino che un manto di alghe traslucide spennellavano di verde, poi la testa, liscia e splendente di capelli che aderivano ai lati, lasciando intravedere un buco nella scatola cranica.

Venezia, 1981. Una giovane coppia, appartata su una panchina dei giardini della Biennale, a Sant’Elena, viene aggredita. Il ragazzo viene ucciso, la ragazza precipita in un silenzio che rasenta la follia. Le indagini non  conducono a un colpevole e il caso viene archiviato.

Venezia,oggi. Dalle acque della laguna riaffiora il cadavere di Mirco Albrizzi, immobiliarista molto conosciuto. Le indagini vengono affidate al commissario Nicola Aldani che nutre subito dei sospetti sulla morte di Albrizzi: omicidio o suicidio? E’ un caso complesso, da condurre con cautela e a complicarlo ci si mette anche il commissario Zennari, ormai in pensione, che chiede l’aiuto di Aldani per chiudere una vecchia storia: l’aggressione dei due fidanzati ai giardini della Biennale. Ben presto le due indagini, che inizialmente correvano su binari paralleli, iniziano a confondersi fra loro. La ricerca della verità, per quanto scomoda possa essere, prosegue.


Il commissario della Mobile Nicola Aldani è alle prese con un cadavere eccellente ripescato dalle acque della laguna. Aldani non si lascia deviare “dalle prime impressioni”. I Suoi superiori vorrebbero che il caso fosse archiviato, nel più breve tempo possibile, come suicidio. Ma il commissario non piega il capo davanti alle pressioni, più o meno velate, esercitate dai suoi superiori e da influenti uomini politici. Le indagini si mostrano subito complesse, al puzzle mancano tanti pezzi. Aldani, estraneo ai giochi di potere, andrà avanti con le indagini scoperchiando il vaso di Pandora della corruzione e del malaffare. In tanti tremeranno: amministratori locali, industriali, uomini politici. Il partito degli affari, delle mazzette e delle corruzioni, è sotto la lente delle indagini. A volte la realtà supera la fantasia e il commissario, dall’animo nobile e dal cuor gentile, condurrà l’inchiesta con tenacia e abilità.

Aldani è un personaggio dalle mille sfaccettature, ligio al dovere è sempre pronto a collaborare con le altre forze di polizia. E’ un uomo efficace e dinamico, dalla vita famigliare alquanto complicata, conciliare lavoro e affetti non è facile. Non ama i giornalisti né i politici. Non sopporta la vista del sangue, evita di assistere alle autopsie e pretende sempre il massimo impegno dai suoi uomini. Ama bere caffè ed è un sostenitore della tipica cucina veneziana.

“Acqua Morta” è un giallo che ho amato perché, pagina dopo pagina, ho percepito l’unità della storia. Lo scrittore ha ben dosato gli ingredienti del romanzo: potere, passioni, sentimenti, vizi e virtù degli uomini. Un filo d’Arianna che permette al commissario di non perder la via alla ricerca di una verità che affonda le sue radici nel passato. Spesso dietro la normalità si nascondono realtà inquietanti, ogni uomo ha le sue pene segrete.

“Acqua Morta” è un giallo dal ritmo serrato che si basa su un ottimo intreccio poliziesco. I dialoghi, vivaci e numerosi, donano fluidità alla lettura che si arricchisce dell’idioma veneziano per sottolineare il connubio tra personaggi e ambiente. Venezia fa da sfondo all’evolversi della vicenda. Con i suoi canali, con le sue calle, crea un’atmosfera senza tempo in cui si colloca l’inchiesta di Aldani. Intrigante il gioco di incastri, la verità svelata pian piano, i colpi di scena disseminati lungo la narrazione. A volte anche la giustizia non riesce ad assolvere ai suoi compiti, ma la verità può sempre emergere per vie traverse.

I personaggi di questo romanzo sono tutti interessanti, descritti con pregi e virtù, sanno conquistare l’animo del lettore. In modo particolare mi è piaciuto il personaggio dell’ex commissario di Polizia Giacomo Zennari, che aveva indagato, molti anni prima, su un caso di omicidio in cui era coinvolta una ragazza e il suo fidanzato. Il caso venne archiviato ma, dopo oltre quarant’anni, il desiderio di giustizia è ancora preponderante nell’animo dell’uomo. La fiducia nella giustizia, la speranza di trovare il colpevole non si arrendono al trascorrere del tempo, prima o poi ogni tessera del mosaico ritorna al suo posto e la sconvolgente verità viene a galla.


Lo scrittore Michele Catozzi  tesse con abilità e precisione una trama narrativa  ricca di energia e colpi di scena, raccontando del potere economico che divora gli uomini e di oscure passioni. Da leggere!

4 commenti:

  1. come sempre, recensisci in modo esauriente generi che piacciono anche a me!! la mia wishlist si allunga quando passo da te!!
    buon week end!! :)

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    1. Grazie ^-^ Anche io quando passo dal tuo blog non posso far a meno di prendere nota dei bei libri che recensisci :)

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  2. Sembra interessantissimo **

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    1. Puoi con sicurezza eliminare il condizionale. E' una lettura che coinvolge e appassiona :)

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