giovedì 28 settembre 2017

RECENSIONE | "La congiura dei monaci maledetti" di Carmelo Nicolosi De Luca [Review Party]


Buongiorno cari lettori :) 
Se volete viaggiare nella Storia, se desiderate emozionarvi con le vicende di una setta misteriosa in cerca di vendetta, se volete vivere in prima persona la ricerca di un testamento scomparso che lascia dietro di sé una scia di sangue, allora non potete non leggere “La Congiura Dei Monaci Maledetti” di Carmelo Nicolosi De Luca, per Newton Compton Editori.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
La congiura dei monaci maledetti
Carmelo Nicolosi De Luca

Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo: € 10,00
Sinossi
Palermo. Un antiquario, proprietario di una libreria di testi antichi, viene brutalmente assassinato. Il colpo mortale è inferto da un pugnale che pare risalire al 1500. Dopo qualche giorno, nella tranquilla Firenze, viene ucciso un collezionista di libri d’epoca. Lo strano dettaglio è che l’arma del delitto è un pugnale identico a quello dell’omicidio siciliano. Stessa sorte tocca a un operaio che si occupa dei lavori di restauro nella basilica di San Domenico a Palermo: il suo corpo viene rinvenuto privo di vita. Le indagini portano ben presto a una scoperta sconcertante: l’esistenza di una setta, nata in Italia alla fine del 1400, ma sopravvissuta fino ai giorni nostri, quella dei Frateschi. I suoi adepti sono fedeli all’insegnamento di Girolamo Savonarola, il frate predicatore, e cercano da secoli il testamento che egli affidò ad alcuni discepoli prima di essere arrestato. E se tutti i delitti fossero legati a quel manoscritto? La scia di sangue, intanto, sembra destinata a non arrestarsi. Chi muove i fili dell’intricato complotto che affonda le sue radici in tempi lontanissimi?

Il maledetto dal cerchio del grande corrotto era benedetto dal padre degli angeli. L’anima sua in terra grida dal ventre della gemma più bella da gigli coperta.
Il romanzo prende il via nella bellissima Palermo dove un antiquario, proprietario di una libreria di testi antichi, viene brutalmente assassinato. La scena si sposta poi nella tranquilla Firenze, un collezionista di libri d’epoca viene ucciso. Entrambi gli uomini sono stati uccisi con un colpo al cuore inferto da un pugnale di forgia antica con l’impugnatura rossa a forma di croce. La scia di sangue continua con una serie di  oscuri delitti. Le indagini rivelano l’esistenza di una setta, nata in Italia alla fine del 1400, ma sopravvissuta fino ai giorni nostri. La setta dei Frateschi i cui adepti sono fedeli all’insegnamento di Girolamo Savonarola, il frate predicatore che pagò con la vita la sua campagna contro i vizi della Chiesa ed ebbe molti nemici ma anche molti estimatori. La polizia indaga, tutti sono alla ricerca di un antico manoscritto e c’è chi è disposto a tutto pur di ritrovare il testamento scomparso.

“La Congiura Dei Monaci Maledetti” è un libro dalla trama complessa. Alcune tra le più belle città italiane vengono macchiate dal sangue di uomini innocenti. La morte non guarda in faccia a nessuno, arriva anche in Vaticano e la Chiesa trema.

Complice una storia dall’intreccio ben congegnato e un ritmo narrativo avvincente dalla prima all’ultima pagina, mi son trovata di fronte a un romanzo ricco di colpi di scena che mi hanno tenuta incollata al libro percependo continuamente la presenza della Morte. L’autore svela pian piano i misteri che hanno dato vita all’impianto narrativo e procede spedito verso un finale dove tutto si incastra alla perfezione. Ogni dubbio è chiarito, ogni domanda trova la sua risposta anche se non sarà facile, per chi indaga, farsi strada tra sospetti e supposizioni.

Leggere “La Congiura Dei Monaci Maledetti” è stata una bella occasione per conoscere un interessante autore che ha reso intrigante una storia complessa, dando vita a personaggi determinati e razionali che si contrappongono a personaggi esaltati e fuori dal tempo. Il potere, la corruzione, la vendetta si intrecciano con il rimorso e il perdono. Gli uomini vengono presentati con pregi e difetti, la Storia rivede gli errori compiuti. Giustizia e vendetta seguono strade parallele, a volte si avvantaggia l’una,a volte vince l’altra. 

Se volete saperne di più non vi resta che leggere questo bel thriller e ricordate:

“Ecce gladius Domini super terram, cito et velociter.”
Girolamo Savonarola, 5 aprile 1492

martedì 26 settembre 2017

RECENSIONE | "La ragazza scomparsa" di Angela Marsons

Carissimi lettori, oggi vorrei parlarvi dell’ultimo romanzo scritto da Angela Marsons, una scrittrice inglese che sto imparando ad apprezzare attraverso i suoi lavori sempre avvincenti e ricchi di colpi di scena. Adoro il personaggio seriale della detective Kim Stone che si è presentata al pubblico dei lettori con “Urla nel Silenzio”, è cresciuta con “Il gioco del male” per affermarsi definitivamente con il nuovo thriller “La ragazza scomparsa”. 

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
La ragazza scomparsa
Angela Marsons (traduzione di E. Farsetti e R. Moro)

      Serie di Kim Stone       
#1 Urla nel silenzio
#2 Il gioco del male [recensione]

#3 La ragazza scomparsa

Editore: Newton Compton
Pagine: 382
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all'improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l'ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l'inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l'una contro l'altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti...



Un singhiozzo disperato le sfuggì dalle labbra, e la bambina si mise a pregare affinché quel calvario finisse. In quel momento, all’improvviso, il furgone si fermò.

“Ti prego, m-mamma, vieni a prendermi”, bisbigliò, quando intorno a lei tutto piombò in un silenzio inquietante. Rimase appoggiata alla portiera, immobile. I tremori le avevano paralizzato le gambe. Non aveva più la forza di opporsi, rimase semplicemente lì, in attesa degli eventi.

Il suo carceriere aprì lo sportello, ed Emily sentì in gola il nodo della paura.
Charlie e Amy sono compagne di gioco. Entrambe hanno nove anni ed entrambe scompaiono all’improvviso. È subito chiaro che si tratta di un rapimento. Con un messaggio recapitato alle rispettive famiglie, inizia un incubo che vede i genitori delle bimbe, l’uno contro l’altro. Una sola bambina verrà liberata, l’altra sarà uccisa. La detective Kim Stone e la sua squadra iniziano subito le indagini. Non c’è tempo da perdere, il gioco al massacro è iniziato.

“La ragazza scomparsa” è un thriller che tratta argomenti duri e spietati resi, però, con rispetto e sensibilità. Per la serie “un altro capitolo e poi basta”, ho letto il libro provando una crescente inquietudine derivante dall’ansia di non sapere cosa fosse successo alle due bambine. Un macabro gioco di morte mi ha coinvolta, un gioco crudele al rilancio per la vita di due innocenti creature. Il mio istinto materno si è subito risvegliato pronto a contrastare chi prova piacere dal torturare le menti e chi gode dal causare dolore fisico. Tra i rapitori e Kim inizia una partita a scacchi, un gioco basato su strategie, attese, anticipazioni. Ogni mossa è studiata e non prevede una variazione.

Il solito thriller, mi direte. Un rapimento, un’indagine, un po’ di violenza e la giustizia che trionfa. No, miei cari! Il pregio di questo romanzo è che la trama non ha la funzione di catturare il lettore ma diventa un modo per mostrare il lato psicologico dei personaggi. Le azioni e i pensieri vanno di pari passo creando due piani narrativi che ben si sviluppano scivolando l’uno sull’altro. 

La mia attenzione è stata catturata dalla complessa figura della detective Stone che conosco da un po’, mi piace pensare a dei personaggi investendoli della mia amicizia e posso assicurarvi che per lei, seguire le regole, è un tormento. La pazienza non è il suo forte e “aborra il contatto fisico con gli sconosciuti, a meno che non li stia mettendo KO.” Kim si muove nei luoghi della Black Country, nelle Midlands occidentali inglesi, chiamati così a causa dell’inquinamento industriale che ricopre l’area di fuliggine nera. È impossibile non farsi coinvolgere dalla personalità di Kim risultante di un passato doloroso. L’attenzione della scrittrice non si focalizza solo sul crimine ma dedica ampio spazio alla scoperta delle motivazioni che sono alla base del misfatto. Questa indagine non coinvolge solo i cattivi ma tutti i protagonisti. Kim mostra le sue fragilità che spesso si rivelano punti di forza e non nasconde la rudezza del suo carattere. A rendere la detective Stone “umana” è la sua passione per la giustizia, la determinazione nel voler risolvere il caso, la formidabile capacità deduttiva. Quasi nessuno ha il coraggio di fronteggiarla. Quasi. Kim, infatti, spesso deve vedersela con un insidioso grillo parlante che risponde al nome del sergente Bryant. Lui è la voce della ragione, colui che pone un freno all’irruenza di Kim. Bryant fa parte della squadra investigativa, presta sempre molta attenzione alle parole di Kim, è sempre pronto a fare il suo dovere. È paziente e spesso rappresenta la diga che argina le acque agitate in cui Kim si dibatte.

Durante la lettura de “La ragazza scomparsa” noterete come si dissolve la netta divisione tra personaggi buoni e cattivi, tra criminali e persone oneste. Mi piace questa evoluzione del thriller, il crimine è solo il punto di partenza ciò che interessa è cosa si nasconde dietro le azioni malvagie. Crimine e psicologia camminano insieme. L’essenza del crimine affascina e scoprirne il mistero è appagante. Ora non mi resta che consigliarvi di leggere “La ragazza scomparsa” per proseguire con Kim il lungo viaggio oltre la linea immaginaria che divide il bene dal male.

giovedì 21 settembre 2017

RECENSIONE | "Il guerriero del mare" di Giulio Castelli [Review Party]

Carissimi lettori se amate il romanzo storico e siete affascinati dalle gesta della Repubblica romana nel III secolo a.C. , non potete non leggere “IL Guerriero Del Mare”, un libro di Castelli Giulio edito da Newton Compton nella collana Nuova narrativa Newton.

Se siete pronti, mettetevi comodi. La prima grande sfida per Roma sta per cominciare.

Con la mia recensione partecipo al Review Party dedicato al romanzo, vi invito a leggere le recensioni degli altri blogger :)


STILE: 9 | STORIA: 8 | COVER: 8
Il guerriero del mare
Giulio Castelli

Editore: Newton Compton
Pagine: 573
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Roma, III secolo a.C. Il primo terribile conflitto con Cartagine è alle porte. Roma è una città-stato ancora arcaica e i suoi abitanti sono fieri e pronti a qualsiasi sacrificio pur di difendere la Repubblica e le loro libertà. Le differenze tra patrizi e plebei però sono manifeste. Piccole angherie o vere e proprie ingiustizie sono all'ordine del giorno. Gaio Lutazio Catulo, nonostante la sua appartenenza al ceto più ricco, è intenzionato a servire la patria con onore e coraggio disinteressato. In poco tempo, grazie alle sue abilità tattiche, riesce a farsi notare dai vertici militari. Ma Gaio Lutazio è anche un avventuriero e uno dei pochi romani ad aver avuto il privilegio di visitare da giovane Cartagine prima che diventasse nemica di Roma. La sua esperienza e le sue conoscenze lo conducono dunque sempre più in alto nella gerarchia. Tornato a Roma, dovrà prestare molta attenzione agli intrighi politici, perché le campagne elettorali, in un periodo così delicato, sono condotte senza esclusione di colpi. Un arrogante rampollo della gens Claudia è infatti disposto a ogni nefandezza e un capopopolo plebeo aspira alla tirannide. 

Anno CDLXXII dalla Fondazione dell’Urbe (281 a.C.)

Avevo da poco compiuto dieci anni quando mio padre Silio Lutazio mi concesse di assistere alla rassegna dei cavalieri. Era una cerimonia suggestiva che si svolgeva sulla via Appia davanti al tempio di Marte, circa un miglio e mezzo fuori di porta Capena. Ricordo che era una giornata caldissima alle Idi di Quintile.
“Il guerriero del mare” è un romanzo storico intenso e affascinante. La voce narrante è quella di Gaio  Lutazio Catulo che vive nell’Urbe ancora arcaica. I suoi abitanti sono fieri e pronti a tutto pur di difendere la Repubblica e le loro libertà. Sono ancora presenti nette distinzioni tra patrizi e plebei. Spesso piccole angherie e ingiustizie sono all’ordine del giorno. In questo contesto storico cresce Gaio Lutazio che servirà la patria con onore e coraggio. Grazie alle sue abilità tattiche, verrà notato dai vertici militari e diventerà uno dei protagonisti della prima guerra punica: il conflitto vedrà Cartagine e Roma affrontarsi per ben 23 anni, per ottenere la supremazia nel Mar Mediterraneo occidentale. Le battaglie insanguinano principalmente la Sicilia e le acque circostanti.

Ho trovato molto interessante questa lettura impegnativa, ben 571 pagine, ma fluida che mi ha condotta al cospetto di epiche battaglie tra Roma e Cartagine. Non ci si annoia sicuramente perché molti degli avvenimenti narrati fanno parte del nostro comune passato storico. In alcuni capitoli lo scrittore ricostruisce, con precisione e ricchezza di particolari, l’inizio della guerra punica quando Roma non era esperta in guerre navali. Le sue legioni erano vittoriose sulla terraferma, non possedeva una grande flotta e costruì le sue navi basandosi sulle triremi e quinqueremi cartaginesi catturate. Per riprodurre il combattimento terrestre le navi romane furono dotate di uno speciale congegno d’abbordaggio: il corvo.  Dopo alterne vicende si arriva alla battaglia finale alle Egadi. Catulo si scontrò con la flotta nemica e la sbaragliò ponendo termine al conflitto.

“Il guerriero del mare” è un romanzo storico limpido nello stile con un forte impianto realistico. Con  Giulio Castelli la letteratura diventa ricerca e avventura. Fin dalle prime pagine, questo libro, offre grandi suggestioni e rende fruibile a tutti la storia con la S maiuscola. Per semplificare la lettura,nelle prime pagine del libro troverete un utilissimo glossario dei termini antichi. Nulla è lasciato al caso, ogni pagina offre l’evoluzione di Roma. La Repubblica della giustizia e dell’onore stava cedendo il posto all’Urbe dei potenti ai quali tutto era permesso. Attraverso le gesta di Catulo scopriremo intrighi politici per ottenere il potere, un arrogante rampollo della gens Claudia disposto a ogni nefandezza e un capopopolo plebeo che aspira alla tirannide.

Il senso del dovere, la fedeltà, l’orgoglio, la fermezza d’animo si scontrano con le ruberie, i giochi di potere i tentativi di sovversione.

Gaio Lutazio Catulo  ci conduce agli albori del dominio immortale di Roma, incastra la fedele ricostruzione storica con avvenimenti personali, mostra le sue fragilità ma non teme lo scontro con il nemico. Diventa un eroe ma non si insuperbisce per i suoi successi militari.

Leggere questo romanzo è stato un bellissimo viaggio nella storia di Roma. Un viaggio avventuroso in cui le storie personali si intrecciano con la storia dell’Urbe e annunciano al mondo un dominio immortale.

lunedì 18 settembre 2017

RECENSIONE | "Dietro i suoi occhi" di Sarah Pinborough

“Dietro i suoi occhi” è un thriller psicologico con una goccia di paranormale. Il tutto nasce dalla penna della scrittrice inglese  Sarah Pinborough. Se dovessi ridurre ai minimi termini la trama di questo thriller direi che ci troviamo in presenza di due “amiche”, un marito e un amore diventato ossessione.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 6
Dietro i suoi occhi
Sarah Pinborough (traduzione di R. Salerno)

Editore: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: € 19,50
Sinossi
Louise vorrebbe dire ad Adele tutta la verità, anche se si sono appena conosciute. Anche se Adele le sembra una donna così fragile, tormentata com'è dall'insonnia e dalla solitudine. Louise vorrebbe dirle che quella sera, al bar, quando è entrato quell'uomo, lei ha provato qualcosa che, nella sua vita di madre single, non provava da tempo. Vorrebbe dire ad Adele che le dispiace di averlo baciato. E che non poteva sapere che quell'uomo era suo marito. Anche Adele ha i suoi segreti. Non fa parola della nuova amica con David. E nasconde a Louise ciò che accade quando, nella loro splendida casa nel cuore di Londra, lei e il marito sono finalmente soli dietro porte chiuse. Così come ogni giorno, da anni, Adele nasconde a tutti quello che accade nella sua mente. Là dove nessuno può spiarla. Perché tante bugie, si chiede Louise? Divisa tra il suo fascinoso amante e la nuova, bellissima amica, soffocata dal castello di menzogne che lei stessa ha costruito, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David. Sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai.





Per fidarti della verità di una cosa, devi provarla sulla tua pelle. Non devi aver paura di sporcarti con il fango, di riempirti le unghie di terra. Devi scavare a mani nude per portarla alla luce.
“Dietro i tuoi occhi” può sembrare, a prima vista, la storia di un triangolo amoroso. Al centro della narrazione c’è un matrimonio basato su molti segreti e le voci dei personaggi appaiono subito inaffidabili. Ognuno racconta la sua verità mentre il grande burattinaio, celato agli occhi del lettore, muove le fila di una storia che vi porterà nei meandri di un’esistenza misteriosa e pericolosa. Ora vi racconterò a grandi linee gli eventi che daranno vita a una storia ricca di colpi di scena, con un finale che mi ha trovata impreparata. Un finale da incubo.

Le protagoniste sono Louise e Adele. Le due donne sono appena diventate amiche e non sanno di condividere già inquietanti segreti. Louise, in un bar affollato, ha conosciuto un uomo sconosciuto e affascinante. Il suo cuore ha ripreso a battere con desiderio baciando quell’uomo che non sapeva fosse il marito della sua nuova amica.

Adele è una donna molto bella, sempre curata nell’aspetto elegante. È sposata con David, l’uomo sconosciuto, e nasconde molti scheletri nell’armadio. Adele e David sono intrappolati in un matrimonio diventato una prigione con sbarre-menzogna e divorati da una lotta interiore che nasce da demoni mai pacati. Louise vorrebbe aiutare Adele, moglie sottomessa, a riconquistare la libertà da un marito che appare maniaco del controllo, possessivo e con una grave dipendenza. Adele, Louise, David: il triangolo amoroso è servito. Sbagliato! C’è di più, molto di più.

“Dietro i suoi occhi” è un thriller che incrocia la strada del paranormale aumentando, così, il coinvolgimento del lettore conducendolo per i sentieri impervi dell’animo umano. Le voci dei protagonisti si alternano in un racconto corale che dissemina indizi, qua e là, quasi per caso. Io mi sono lasciata prendere dalla storia e devo confessarvi di non aver provato solidarietà con nessun personaggio. La bravura della scrittrice mi ha indotta a non saper più a chi credere, ogni voce narrava la sua verità. Le due donne con vite diverse e diverse esperienze avevano un destino in comune. Erano unite nel nome di David.

Per cercare di scoprire dove si nascondesse la verità, ho letto il libro in breve tempo. Quando credevo di aver compreso tutto o quasi tutto, mi sono ritrovata a parare i colpi bassi dell’autrice che davano una nuova interpretazione agli eventi. Alcune volte gli eventi erano ripetuti, da punti di vista diversi, e ciò ha conferito , in alcuni passaggi, una decelerazione del ritmo narrativo. Pagina dopo pagina le domande si sono moltiplicate nella mia mente, il detto-non detto impera, la verità si moltiplica. Questo romanzo è come un’enorme ragnatela tessuta con abilità e pazienza. Ma chi è il cacciatore? Chi la preda?

Come ho già scritto, questo romanzo è un thriller psicologico che si intreccia con alcuni elementi tipici del romanzo paranormale.  Nel thriller classico la tensione nasce dalla ciò che succede nella realtà, dalle situazioni di pericolo. Si crea, nel lettore, curiosità, sorpresa, incertezza, ansia. Sicuramente in questo romanzo non troverete scie di sangue ma vi ritroverete nei meandri della psiche. Assisterete a duelli mentali ed emotivi tra i protagonisti. Le menzogne, i segreti, prendono vita e si trasformano in eventuali trappole mortali segnando un confine pericoloso da oltrepassare. Il finale sorprendente mi è piaciuto tantissimo perché mi ha permesso di mettere la razionalità da parte per aprire la mente al mondo dei…

No, miei cari! Il finale non lo svelerò, non vi priverei mai del piacere scaturito da un’inaspettata virata del thriller verso un mistero che poi tanto mistero non è. Vi ritroverete a pensare: “Possibile?”

Sì. Il potere della mente è ancora inesplorato, quindi tutto può accadere. Conclusa la lettura del romanzo mi sono fermata un attimo a riflettere chiedendomi se ci fosse un vincitore, un personaggio che avesse appagato i propri desideri. Secondo me non ha vinto nessuno.

lunedì 11 settembre 2017

RECENSIONE | "Otto mesi a Ghazzah Street" di Hilary Mantel

Buon inizio settimana, miei cari lettori :)
“Otto mesi a Ghazzah Street” è il nuovo romanzo  nato dalla penna di Hilary Mantel. La scrittrice inglese ha vinto per ben due volte il Man Booker Prize rendendo popolare il romanzo storico. I suoi libri sono frutto di attente e profonde ricerche storiche che mettono in luce anche la psicologia dei personaggi. “Otto mesi a Ghazzah Street è un romanzo che si insinua nelle irrequietudini di due società che si fronteggiano senza avvicinarsi e integrarsi. La società araba, con le sue ferree regole, si scontra con la società occidentale. Da questo contrapposizione nascono i semi che si trasformeranno in atti terroristici facendo sanguinare il cuore del mondo europeo.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 7
Otto mesi a Ghazzah Street
Hilary Mantel (traduzione di G. Oneto)

Editore: Fazi
Pagine: 334
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. Uno strano posto. Un luogo senza passato, un luogo di passaggio dove nessuno si ferma per più di qualche anno e dove la gente, in casa, tiene le sue cose, negli scatoloni. Anche la terra e il mare, laggiù, sono in continuo mutamento: ci sono ville costruite da pochi anni con vista sul mare che oggi si allacciano su un muro. Frances Shore è una cartografa, ma quando il lavoro di suo marito la porta in Arabia Saudita si ritrova come una prigioniera sperduta, incapace di orientarsi nelle zone oscure del paese. Il regime che impera è corrotto e inflessibile, molti degli stranieri che incontra non sono che avidi faccendieri in cerca di denaro accompagnati dalle mogli e i vicini musulmani si muovono furtivi ma hanno occhi per ogni cosa. Le strade non sono il posto adatto per le donne, e Frances - il marito Andrew è spesso assente - si ritrova confinata nel suo appartamento cercando di dare un senso a tutto ciò. Ma la battaglia è ardua. Le giornate diventano un susseguirsi di vuoti e di silenzi, interrotti soltanto dagli inspiegabili rumori provenienti dal piano superiore, che però, a quanto le è stato detto, dovrebbe essere disabitato. Quello dell'appartamento al piano di sopra diventa un mistero tutto da sciogliere, che obbligherà la protagonista a scontrarsi con le mille contraddizioni di un mondo infernale: un mondo asfittico, fatto di sofferenze celate, silenzi strazianti, segreti inconfessabili. Un mondo di cui le donne sono vittime ma anche complici.





Ghazzah Street è una strada piccolina e stretta. Il quartiere non è lussuoso ma neppure squallido. I piccoli condomini, alti due o tre piani, sono chiusi da un muro che impedisce la visuale degli appartamenti. I vicini si conoscono di vista e nessuno si ferma mai a chiacchierare. Ghazzah Street ospita anche una moschea che al tramonto ha la cupola illuminata da una luce verde al neon.
Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. È un luogo senza un passato, un luogo di passaggio, un luogo dove nessuno mette radici. Frances Shore, cartografa, per lavoro segue il marito in Arabia Saudita. L’impatto con la società araba è duro. Un regime corrotto, avidi stranieri, la discriminazione verso le donne formano il comitato di accoglienza per Frances che, confinata nel proprio appartamento, cerca di dare un senso a giorni vuoti e silenziosi. Le cose si complicano quando dall’appartamento al piano superiore dell’abitazione della donna, giungono inspiegabili rumori. Inspiegabili perché l’abitazione dovrebbe essere disabitata. Cosa si nasconde tra quelle mura?

Ho letto con molta attenzione e interesse questo romanzo che alza il velo dal volto di una società, quella araba, complessa e con molti angoli bui.

Frances è diventata il mio sguardo su questa società riservata, che cela i propri difetti e non svela apertamente il modo in cui ragiona. La scrittrice, attraverso i personaggi del romanzo, ci propone un mondo lontano anni luce dal nostro modo di intendere la vita. Hillary Mantel narra il difficile mondo saudita, le sue contraddizioni, le sofferenze celate dietro lunghi silenzi e segreti inconfessabili. L’Arabia Saudita è uno stato arabo che noi poco conosciamo.

La società mette in pratica molte forme di discriminazione contro le donne. Le donne non possono guidare autovetture, non possono viaggiare senza un accompagnatore o senza un modulo di autorizzazione firmato da un tutore maschio. Non possono lavorare, sono ammessi solo alcuni tipi di lavoro, senza il permesso di un tutore maschio. La vita della donna è nelle mani degli uomini: padre, marito, figlio. E i diritti delle donne? Inesistenti. Per tutta la vita sono sottomesse a un tutore maschile che esercita su di loro la patria podestà.

Per non tralasciare nulla c’è poi la polizia religiosa, ente per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio, che impone agli abitanti il totale rispetto della Shariya islamica considerata al pari di una legge di Stato. La polizia controlla che le donne siano coperte dalla testa ai piedi, controlla che i negozi chiudano durante le cinque preghiere giornaliere, potendo arrestare, interrogare, trattenere le persone sospettate.

Tutto ciò è riportato con novizia di particolari nel romanzo che diventa una testimonianza, da parte di una donna straniera, di un codice di comportamento molto severo. Frances dovrà affrontare un mondo difficile, conoscerà alcune donne, sue vicine di casa, che riveleranno un duplice modo di essere: sono vittime ma anche complici. Danno vita a un universo femminile capace di ammaliare ma anche di intimorire. Nessuna democrazia potrà mai nascere senza “l’altra metà del cielo”. Ma proprio la complessità del mondo femminile può riservare delle sorprese.

“Otto mesi a Ghazzah Street” è un intenso romanzo che gode di un’armonia compositiva in grado di creare un inaspettato mosaico in cui si inseriscono le fragilità dei rapporti umani, la religione, le dipendenze, i gusti, le passioni. Un romanzo che esplora l’identità di una società complessa che deve ancora scoprire il potere del sorriso di una donna.