venerdì 26 luglio 2019

RECENSIONE | "Sadie" di Courtney Summers

“Sadie” di Courtney Summers, pubblicato da Rizzoli, è un romanzo che scuote le coscienze, pone mille domande e rende concreta la voglia di vendetta. È una storia che narra l’inferno sulla Terra e pur non essendovi descrizioni cruente riesce a trasmettere un senso di angoscia e totale coinvolgimento. “Sadie” ha vinto l’Edgar Award 2019 nella categoria Best YA Fiction, premio assegnato dall’organizzazione Mystery Writers of America alla migliore opera di genere giallo, horror e thriller.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Sadie
Courtney Summers

Editore: Rizzoli
Pagine: 366
Prezzo: € 17,00
Sinossi
Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l’uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più.Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell’uomo che è convinta abbia ucciso la sorella.Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi? Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, che racconta in prima persona la sua caccia all’uomo, Courtney Summers ci regala una storia struggente che resta sulla pelle ben oltre la sua ultima pagina.


Sto per uccidere un uomo. Sto per spegnere la luce nei suoi occhi. Voglio osservarla svanire. Non si dovrebbe rispondere alla violenza con altra violenza, ma a volte penso che sia l’unica risposta.
Sadie Hunter, diciannove anni, è scomparsa da alcuni mesi. Il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie. Inizialmente il conduttore pensa si tratti del caso di una ragazza scomparsa che si aggiunge ai troppi casi di scomparsa di cui è piena la cronaca. Tuttavia questo caso si presenta subito ricco di un fascino nero che coinvolgerà McCray. Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni. Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, la ragazza vuole vendetta. Lei sa o crede di sapere il nome di colui che ha ucciso sua sorella e intraprende una lunga ricerca per trovarlo. 

Procedendo su due itinerari, il romanzo concede libertà di parola ai due personaggi principali. Da una parte c’è Sadie che racconta il suo straziante viaggio e la sua caccia all’uomo. A seguire le sue tracce c’è West che si ritroverà sempre più coinvolto dalla storia della ragazza. Ritrovarla diventerà un’ossessione mentre il mistero inquietante inizia a prendere forma e a svelarsi. Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, Courtney Summers ci regala una storia struggente da ricordare a lungo.

“Sadie” è un romanzo che corrode il nostro animo privandoci di molte sicurezze e mostrandoci una triste realtà. Nella vita, lo so, le certezze si contano sulle dita di una mano. La famiglia, l’amore che fa sorridere il cuore, la scuola, il lavoro dignitoso, gli amici. Bene, dimenticate ogni cosa e lasciate ogni  illusione all’inizio del libro. Con “Sadie” vi ritroverete in luoghi pieni di segreti, ascolterete storie dense di orrori e percorrerete strade che porteranno alla vendetta. Ancor oggi, dopo aver chiuso il libro, percepisco il bisogno d’affetto di Sadie che fin da bambina anela carezze e trova solo violenza psicologica e fisica.
Vent’anni fa è nata Sadie ed è stata messa tra le braccia della madre, e sei anni dopo furono le sue braccia ad accogliere sua sorella Mattie, e tutto il suo mondo prese vita.
Sadie non ha mai avuto una vita facile. È cresciuta  a Cold Creek, un paesino senza futuro del Colorado, e non ha mai conosciuto l’amore e la protezione della famiglia. Si è ritrovata grande dall’oggi al domani rinunciando a tutto per far da mamma alla sorellina Mattie.
Sadie amava Mattie con tutto il cuore e quell’amore per la sorella le diede uno scopo. Occuparsi di lei divenne la sua ragione di vita. Per quanto fosse piccola, sapeva già che Claire non sarebbe stata in grado.
Claire, la mamma biologica delle due ragazzine, è succube della tossicodipendenza e dell’alcol. Vive con le figlie in una roulotte ma non ha energia e tempo per occuparsi delle ragazze che trovano in May Beth un nonna surrogata. Quando la piccola Mattie viene trovata uccisa, sarà lei a chiedere l’aiuto del giornalista radiofonico West McCray.

Sadie non è mai stata libera di fare le sue scelte, ha svolto un ruolo non suo e l’ha fatto con amore prendendosi cura di Mattie. Ha vissuto per amare, accudire e proteggere la sorellina. Ora che Mattie non c’è più, le è rimasto un ultimo compito d’assolvere: la vendetta. Trovare e uccidere l’uomo che ha spento la luce negli occhi di Mattie diventa, per Sadie, un incubo a occhi aperti.
Ucciderò un uomo. Lo farò, lo farò, lo farò. Devo farlo. Ucciderò l’uomo che ha ucciso mia sorella.
Questo mantra nutre l’animo della ragazza che ha amato Mattie di un amore assoluto. L’amore però è sempre complicato. Per Sadie sarà fonte di piccole gioie e di gravi errori. L’amore unisce ma, con la stessa facilità, allontana. Perdere la sua sorellina è per Sadie la fine di tutto, vuol dire vedere il suo mondo andare in frantumi. Non le rimane che la vendetta, dare voce alle parole non dette, urlare il suo dolore e lacerare la carne di chi ha violato la vita di Mattie.

Prende le sue misere cose Sadie e va incontro al suo destino, ha con sé solo una foto e un coltello a serramanico. Una finta realtà e un’arma per dar sfogo a quell’odio che la tiene in vita, le dona energia. La vendetta diventa una fonte di giustizia. Sadie mette a tacere il suo cuore e inizia il suo viaggio doloroso che la porterà lontano, là dove vive il mostro.
Vorrei che la sua parte oscura vivesse al di fuori di lui, perché devi sapere della sua esistenza per vederla. Come tutti i veri mostri, alla luce del sole si nasconde.
“Sadie” è la storia di una famiglia disfunzionale segnata da tante cicatrici, tanti rimorsi, tanti inganni. Attraverso gli occhi della protagonista riusciamo a vedere il Male che striscia nelle camerette dei bimbi per distruggere i loro sogni. Tanti, come potete ben immaginare, i temi trattati attraverso molteplici domande che non hanno risposte. L’importante, per l’autrice, è spronare il lettore alla riflessione. Courtney Summers inventa una storia con personaggi verosimili, mostrando una visione impeccabile sulle miserie della vita. Miserie vissute nella quotidianità, che con passo lento e mortale ci conducono nel lato oscuro dell’esistenza. Ed è lì che compaiono i mostri senza dover ricorrere al soprannaturale. I mostri sono reali e seminano paura, orrore, disgusto. Sentimenti che i personaggi del libro cercano di rimuovere e la società nasconde.

Per Sadie cercare il mostro è un dovere d’assolvere. Il suo lungo viaggio sarà l’opportunità per dar voce ai momenti dolorosi della sua giovane esistenza. Lo farà in modo spietato e autentico. Leggere ed emozionarsi diventa un tutt’uno grazie a una scrittura fluida che tesse una ragnatela invisibile fatta di ricordi e lacrime.

martedì 23 luglio 2019

RECENSIONE | "Buona Apocalisse a tutti!" di Terry Pratchett e Neil Gaiman

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un romanzo umoristico apocalittico del 1990 scritto a quattro mani da Terry Pratchett, noto per una lunga serie di romanzi ambientati nel Mondo Disco, e Neil Gaiman, che allora era solo un promettente sceneggiatore di fumetti. Dal loro lavoro nacque questo romanzo piacevolissimo, in Italia il libro esce nel 2007 per Mondadori, caratterizzato dall’humor fantastico di Pratchett e dalle ombre oscure di Gaiman. È, per il lettore, l’inizio di un viaggio rocambolesco che ha come meta la fine del nostro pianeta popolato da strani uomini, diavoli, angeli umani, streghe e molto altro. Bene e Male diventeranno alleati per evitare l’Armageddon e  vedremo comportamenti non proprio in linea con gli schieramenti di appartenenza. Un angelo e un demone, del tutto umanizzati e ormai abituati a vivere in mezzo alle comodità terrestri, vi daranno il benvenuto ma scusateli se non si tratterranno a lungo con voi, devono salvare il mondo dall’imminente giudizio universale. 

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Buona Apocalisse a tutti!
Terry Pratchett e Neil Gaiman (traduzione di L. Fusari)

Editore: Mondadori
Pagine: 392
Prezzo: € 14,00 
Sinossi
Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro...




L’Inferno non è una grande riserva di cattiveria, pensava Crowley, né il Paradiso è una sorgente di bontà; sono solo due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell’universo. Il fatto è che la vera grazia e la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini.
Il mondo ha i giorni contati, finirà sabato prossimo. Sabato prima di cena. È questo la terribile rivelazione che si nasconde tra “Le belle e accurate profezie di Agnes Nutter, strega” l’unico libro di profezie assolutamente accurato al mondo, scritto nel 1655. A quanto pare non si tratta di menzogna. Le armate del Bene e del Male si stanno riunendo e tutto sembra andare secondo il Piano Divino. Intanto Sulla Terra succedono cose strane: i Quattro Motociclisti dell’Apocalisse stanno scaldando i loro motori e sono pronti a lanciarsi per strada, dal cielo piovono rane e Atlantide sta emergendo. Un gran caos ovunque mentre gli animi si scaldano. Tuttavia non tutto però procede come dovrebbe. Sulla Terra, infatti, un angelo un tantino pignolo e un demone che apprezza la bella vita, non sono entusiasti davanti alla prospettiva dell’imminente catastrofe cosmica. Non vogliono ritornare nei rispettivi regni. Il Paradiso e l’Inferno non possono competere con il mondo umano che può essere, a volte, più buono degli angeli ma anche più cattivo dei demoni. Per sabotare l’Armageddon, la strana coppia dovrà mettersi subito al lavoro per scovare l’Anticristo, che però è ancora un ragazzino, e fermarlo. Facile a dirsi, difficile a farsi. L’Anticristo non è dove dovrebbe essere, il Piano Divino inizia a presentare profonde crepe.

Leggere questo romanzo non è stato inizialmente facile. Non mi aspettavo una marea di situazioni bizzarre e protagonisti che spuntano ovunque. Devo confessare che in alcuni punti ho perso il filo logico della narrazione. Poi ho capito che dovevo procedere con più attenzione, il mio approccio a questa lettura era completamente sbagliato perchè divertente non è sinonimo di leggerezza. Quindi sono ritornata al primo capitolo e, procedendo a piccoli passi, ho iniziato ad amare questa straordinaria storia. Ho amato la babèle dei personaggi sopra le righe che mi hanno regalato belle emozioni con la proposta di un mondo biblico rivoluzionato e rivoluzionario. L’intreccio di storie e situazioni, spesso dissacranti, riflettono impietosamente le debolezze dell’uomo e della nostra società. Il finale è scontato e si porta dietro una montagna di temi interessanti su cui riflettere.

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un romanzo irriverente ed esilarante,  dove avventura e immaginazione sfrenata danno vita a una favola surreale in cui devoti e dannati si alleano per salvare l’umanità.

Pietre miliari di questo romanzo sono alcuni protagonisti che mi sono rimasti nel cuore iniziando dal
 diavolo Crowley e dall’angelo Azraphel, la strana coppia decisa a salvare il nostro pianeta.

Crowley è un diavolo non troppo perfido che gira per le strade di Londra a bordo di una Bentley ascoltando solo i Queen, è stato mandato sulla Terra ai tempi della cacciata degli uomini dall’Eden. Ama la tecnologia e minaccia le piante del suo appartamento affinché crescano sane e rigogliose.

Azraphel è un angelo non troppo puro in incognito sulla Terra. Apprezza gli uomini, la vita e le sue comodità. Ama scoprire ristoranti, bere vini pregiati e collezionare libri d’epoca. È amico di Crowley da millenni ed è terrorizzato al pensiero di ritornare in Paradiso e vedere per l’eternità il solo musical ammesso: “Tutti insieme appassionatamente.”

Proseguendo con la lettura ho incontrato I quattro Cavalieri dell’Apocalisse, con giacche di pelle e rombanti motociclette. Morte, il più potente e temuto. Guerra, una lei dell’Apocalisse rappresentata da una rossa seducente portatrice di conflitti. Poi c’è Carestia, un ricco uomo d’affari che ha fatto montagne di soldi con una catena di fast-food e miracolose diete dimagranti. Infine appare il cavaliere Inquinamento che ha preso il posto di Pestilenza ritiratasi dopo l’invenzione della penicillina.

Sempre in comunicazione diretta con la Terra, sia Dio che Satana fanno sentire la loro voce e sono fermamente decisi a portare a compimento l’Armageddon. Così, come Dio aveva mandato il suo unico figlio a salvare l’umanità, anche Satana manda un pargoletto, l’Anticristo per iniziare il conto alla rovescia verso la distruzione.

La strana coppia cercherà d’impedire l’Apocalisse, avranno una settimana di tempo per cambiare il destini dell’umanità.

Nel caos degli eventi narrati è subito evidente che i temi trattati in modo bizzarro in questo romanzo sono ancor oggi, purtroppo, attuali. Tramite la sfrenata ironia si conferma, nel romanzo, che la pace è meglio della guerra, che i nostri politici dovrebbero imparare a mediare, che parlare è meglio del causare conflitti per dimostrare di aver ragione, che abbiamo solo la Terra per vivere anche se ci affanniamo a percorrere in lungo e largo lo Spazio. L’uomo dovrà promuovere un progresso mondiale sostenibile per dare un futuro alle prossime generazioni.

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un libro ancora attuale anche se è stato scritto circa 30 anni fa. Con uno stile scorrevole e divertente, la trama lascia libero sfogo all’immaginazione dei due autori che stordisce piacevolmente il lettore e lo pone davanti a riflessioni che non pensava di dover affrontare. A noi non resta che goderci la lettura di questa sfrenata opera.

giovedì 18 luglio 2019

RECENSIONE | "Delitto in alto mare" di Alessandra Carnevali

È finalmente arrivato in libreria “Delitto in alto mare” di Alessandra Carnevali (Newton Compton), autrice dei bestseller “Uno strano caso per il commissario Calligaris”, libro vincitore del Premio ilmioesordio nel 2016, “Il giallo di Villa Ravelli”(recensione) e “ Il giallo di Palazzo Corsetti”(recensione). Un caso inconsueto per il Commissario Calligaris che dovrà indagare, durante una crociera in Giappone, sulla scomparsa di una ragazza. Sulla nave c’è un assassino?

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7
Delitto in alto mare
Alessandra Carnevali

Editore: Newton Compton
Pagine: 252
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Il commissario Adalgisa Calligaris è reticente a festeggiare in grande le “nozze di stagno”. È una donna dura, un po’ brusca, e preferisce di gran lunga la semplicità agli sfarzi. Ma l’insistenza di suo marito, il magistrato Gualtiero Fontanella, la convince ad accettare l’idea di partire per una crociera in Giappone. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka di quattordici anni che fa parte di una squadra di otto giovani atleti in viaggio premio, che la coppia incontrerà di nuovo, per una coincidenza, sulla nave da crociera. Proprio quando Adalgisa sta per ammettere che, nonostante l’iniziale scetticismo, il viaggio è stato un’ottima idea, la compagna di cabina di Bianca, Ottavia, scompare nel nulla. La sua cruise card non è stata registrata in uscita: possibile che sia ancora a bordo? Per risolvere il mistero, Adalgisa dovrà dire addio allo spirito vacanziero e tirare fuori il suo proverbiale fiuto investigativo…


“Una crociera? Sei impazzito?”, gridò Adalgisa voltandosi di scatto verso il marito. “Una crociera sul mare? Con la nave?”

“No, nel deserto e col treno”, rispose Gualtiero seccato dalla reazione della moglie. “Non capisco perché ti agiti tanto, è una cosa bellissima andare in crociera e noi non ci siamo mai stati. Mi sembra un ottimo modo per festeggiare il nostro anniversario.”
Il commissario Adalgisa Calligaris non vorrebbe festeggiare in grande stile “le nozze di stagno”. Lei non ama gli sfarzi ma la semplicità, è una donna dura, un po’ brusca, instancabile paladina della giustizia. Di parere contrario è suo marito, il magistrato Gualtiero Fontanella, che la convince ad accettare l’idea di partire per una crociera in Giappone. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka di 14 anni che fa parte di una squadra di otto atleti in viaggio premio. Tutti parteciperanno alla stessa crociera. La nave salpa sotto i migliori auspici, Gualtiero e Adalgisa sono pronti a godere delle bellezze della Terra del Sol Levante. Proprio quando Adalgisa sta per ammettere che il viaggio è stata un’ottima idea, la compagna di cabina di Bianca, Ottavia, scompare nel nulla. Per risolvere il caso, Adalgisa dovrà dire addio allo spirito vacanziero e tirare fuori il suo proverbiale fiuto.

Questa nuova avventura del commissario Calligaris mi ha subito sorpresa perchè presenta una nuova location. Almeno per il momento, svanisce Rivorosso Umbro, e al suo posto appare la nave da crociera SeaStar. Questa crociera è un regalo di Gualtiero per festeggiare dieci anni di matrimonio con la sua adorata Adalgisa.

Un po’ per l’ambientazione e per la conduzione delle indagini, questo giallo mi ha ricordato i classici di Agatha Christie. In particolare ho ripensato al caro detective belga, Hercule Poirot durante la sua avventura di “Assassinio sul Nilo”. Tanti i sospettati, tutti hanno un ottimo motivo per voler uccidere la vittima. La storia racconta, con garbo e un pizzico di suspense, di passioni incandescenti e torbidi delitti. I personaggi sono descritti in modo semplice e diretto, qualcuno indossa le amate maschere e cerca di mostrarsi per quel che non è ma nulla sfugge al commissario.

Adalgisa è una donna che fa dell’ironia la sua cifra stilistica. È un personaggio simpaticissimo. È una donna dall’intuito sottile che le permette di cogliere ciò che sfugge agli altri, ha un carattere forte e tenace. Impacciata nei movimenti e nei modi, ama la buona cucina e ha una passione per i mercatini dell’usato.

“Delitto in alto mare” è un giallo in cui bugie, sparizioni e omicidi si passano il testimone in una storia  che appassiona e si complica sempre più con la comparsa di inspiegabili eventi. Le suggestive ed eleganti atmosfere giapponesi conferiscono un valore aggiunto al romanzo e proiettano il lettore al centro dell’avventura. Un’avventura che ha risvolti imprevedibili e una trama ben sviluppata a conferma della bravura di Alessandra Carnevali.

Io ho apprezzato lo stile sobrio e brillante dell’autrice, il suo modo soft di presentare l’evento criminale, il suo desiderio di sperimentare nuove ambientazioni e tematiche sempre attuali.

Alessandra Carnevali ha dato vita a un giallo godibilissimo, scritto bene, perfetto da portare in vacanza e che vi regalerà qualche ora di piacevole lettura. Il personaggio di Adalgisa Calligaris è perfetto per sorridere e riflettere. Le sue indagini non conoscono distrazioni e corrono dritte verso la soluzione. La giustizia al fine trionferà in un finale sempre in stile Poirot. Spero di leggere al più presto un’altra avventura del commissario Calligaris e nel frattempo vi saluto con un ossequioso sayoonara.

lunedì 15 luglio 2019

RECENSIONE | "Una bambina cattiva" di Zoje Stage

“Una bambina cattiva” è il romanzo d’esordio di Zoje Stage, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. È un thriller originale e inquietante che esplora gli abissi dell’animo umano regalandoci una lettura mozzafiato. Infatti il titolo è tutto un programma. I bambini scherzano, ridono e giocano ma non tutti sono così. Alcuni hanno la capacità di manipolare chi sta intorno a loro, sicuri di volgere la situazione a proprio favore. Si annoiano con facilità e sono alla continua ricerca di emozioni forti con comportamenti aggressivi. Possono esprimere la loro disobbedienza con urla, morsi e attacchi di rabbia. I fattori che possono portare a questo tipo di comportamento sono molteplici: ereditarietà, errori di educazione dei genitori, fattori ambientali, traumi psicologici. Poi, per non farci mancare niente, dobbiamo prendere in considerazione anche il disturbo dissociativo dell’identità. Sono bambini cattivi?

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 6
Una bambina cattiva
Zoje Stage

Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Suzette Jensen è affitta da una malattia debilitante cronica, ma nonostante i rischi decide di portare avanti una gravidanza, perché è quello che desidera davvero nonostante la fragilità del suo corpo. È così che dà alla luce Hannah, felice di poter finalmente avere una famiglia con suo marito Alex. Ma Hannah non è una bambina semplice. Più cresce e più sembra rifiutare il mondo che la circonda. A sette anni impara a leggere e scrivere, ma si ostina a non pronunciare neppure una parola. Ed è così che Suzette smette di mandarla a scuola, sicura di riuscire a gestire meglio la situazione a casa. Ma accade tutt'altro. Hannah diventa più aggressiva ogni giorno. L'unico momento in cui sembra calmarsi è quando suo padre è presente. Agli occhi di Alex, infatti, è il ritratto della brava bambina, semplice-mente precoce rispetto ai suoi coetanei. Ma Suzette sa che c'è molto di più. E sa che sua figlia non la ama, ma cova un odio viscerale nei suoi confronti. Un odio che peggiora di giorno in giorno...


La mamma a volte era una piovra che brandiva una lama affilata con i tentacoli.
E ancora:
Io non sono Hannah, il mio nome è Marie-Anne Dufosset.

MAD, pazza.
Alex e Suzette hanno coronato il loro amore con il matrimonio. Entrambi desiderano una famiglia e quando nasce la loro bambina, Hannah, sono al settimo cielo. La felicità, però, ha vita breve. Hannah, che oggi ha sette anni, non parla. Non ha mai pronunciato una parola e i controlli medici escludono un problema fisico. La bambina e Suzette trascorrono molto tempo insieme, Hannah è riuscita a farsi espellere da tutte le scuole in cui l’hanno mandata. Le cose tra madre e figlia non vanno per il verso giusto. Hannah è una bambina difficile, spesso capricciosa e aggressiva. Ogni giorno che passa diventa sempre più ostile verso la madre mentre adora il padre. In presenza di Alex, Hannah recita il ruolo della brava bambina, un angioletto bisognoso d’affetto per sbloccarsi. Suzette percepisce a pelle l’odio viscerale che Hannah prova nei suoi confronti. Un odio che peggiorerà fino a diventare una vera e propria minaccia.

Passare dall’essere una coppia a essere una famiglia può infrangere i propri sogni. Diventare genitori vuol dire dover affrontare pesanti responsabilità e ciò cambia la relazione tra marito e moglie. Avere poi una figlia come Hannah rende tutto più complicato.  Ci sono angoscia, paura e repressione tra le pagine di questo romanzo. È sicuramente difficile schierarsi con uno dei personaggi che animano la storia, non ci sono angeli e qualche demone si è forse intrufolato in questa famiglia davvero problematica.

Suzette, la madre, si considera la paladina degli errori genitoriali. Si sente costretta, consumata dalle difficoltà quotidiane del fare da madre a Hannah e dalla delusione cronica per il proprio corpo (è affetta dal morbo di Crohn).

Alex, padre in carriera, vede solo ciò che piace a lui: Suzette è una madre perfetta, Hannah è una bambina adorabile. In questa famiglia perfetta non c’è posto per le insinuazioni e le lamentele di Suzette. Non è Hannah a fare cose strane sono gli altri che non la comprendono.

Hannah è una bambina convinta che Suzette voglia sbarazzarsi di lei. Vede la scuola come il luogo in cui la mamma cerca di abbandonarla. Solo il papà le vuol bene e lei non vuole dividerlo con la mamma. Il papà dovrà essere tutto suo, a qualunque costo.

Attraverso flashback, traghettatori del passato nel tempo presente, conosciamo Alex e Suzette. I due giovani si amano e hanno deciso d’intrecciare i loro destini, nella buona e nella cattiva sorte. Quando nasce Hannah, la famiglia si trasforma in uno strano, tragico triangolo di amore filiale, gelosie, legami familiari e passione. L’illusione di famiglia perfetta s’infrange sugli scogli dell’imperfezione. Tutti nuotano nel mare delle colpe. Non pensate a verità nascoste, non ci sono scheletri nell’armadio ma ognuno vuole qualcosa e non è disposto a fare un passo indietro. Una guerra psicologica senza esclusioni di colpi, senza una marcata distinzione tra cacciatore e preda.

“Una bambina cattiva” è un mix tra thriller psicologico e domestic, una storia appassionante fuori dagli schemi. L’autrice affronta con abilità e precisione il delicato tema delle complicate dinamiche dei rapporti di coppia. Il punto di forza di questo romanzo è proprio la perfetta costruzione dei personaggi che danno vita a una famiglia per nulla perfetta. Tutti sono innocenti, tutti sono colpevoli. Per questo la famiglia tiene in pugno il lettore che assiste a un gioco perverso in cui la violenza è una delle carte vincenti. Zoje Stage muove le fila e ci conduce per vie impervie con un crescendo di tensione e un susseguirsi di colpi di scena fino al finale all’altezza delle aspettative. C’è una morale in questa storia? La Cattiva bambina può trasformarsi in una brava bambina? C’erano una volta le illusioni, il re e la regina si erano promessi amore eterno. Poi nacque lei, la principessa. Tutto mutò.

giovedì 11 luglio 2019

RECENSIONE | "Ferryman. Amore eterno" di Claire McFall

Cari lettori, esce oggi in libreria “Ferryman. Amore eterno” di Claire McFall, per la collana LAINYA di Fazi Editore, primo volume di una commovente e originale trilogia fantasy, una moderna riscrittura del mito di Caronte. Il romanzo è avvincente e piacevole, ricco di avventure e sentimenti. Potrete visitare un mondo originale e misterioso popolato da strane e orribili creature. Con un tocco di magia e una manciata di mitologia greca, l’autrice crea un mondo, una terra di mezzo tra vita e morte, in cui vi sorprenderanno le vivide descrizioni e vedrete nascere una romantica storia d’amore.

“Ferryman. Amore eterno”, ha vinto lo Scottish Book Award nella categoria young adult ed è stato candidato a diversi premi letterari in Scozia e nel Regno Unito. Dopo aver ottenuto un enorme successo in Cina, con una permanenza di 30 mesi consecutivi nella top ten cinese, l’autrice è stata ribattezzata “la J.K. Rowling dell’Estremo Oriente. Tradotta in più di quindici lingue, la serie di Ferryman ha venduto oltre tre milioni di copie nel mondo e presto ne verrà realizzata una trasposizione cinematografica.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Ferryman. Amore eterno (Vol.1)
Claire McFall (traduzione di D. Rizzati)

Editore: Fazi
Pagine: 300
Prezzo: € 16,00
Sinossi
Dylan ha quindici anni e quando una mattina decide di andare a trovare il padre, che non vede da molto tempo, la sua vita subisce un drastico cambiamento: il treno su cui viaggia ha un terribile incidente. Dylan sembrerebbe essere l’unica sopravvissuta tra i passeggeri e, una volta uscita, si ritrova in aperta campagna, in mezzo alle colline scozzesi. Intorno non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba. L’adolescente si chiama Tristan e, con il suo fare impassibile e risoluto, convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure che girano loro intorno, come fossero pronte ad attaccarli da un momento all’altro. È proprio dopo essersi messi in salvo da questi strani esseri che Tristan le rivela la verità… lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta. 

A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan? L’iniziale ritrosia di Dylan e l’indifferenza di Tristan si trasformano a poco a poco in fiducia e in un’attrazione magnetica tra i due ragazzi che non sembrano più volersi dividere. Arrivati al termine del loro viaggio insieme, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino e del mondo di Tristan, pur di non perderlo. 






Si sedette sul pendio della collina e aspettò.
 Un altro giorno, un altro incarico. Davanti a lui un binario arrugginito spariva nelle buie profondità della galleria… il ragazzo non staccava gli occhi dall’apertura. Ma era un’attesa priva di tensione, la sua. Non provava alcun fremito d’eccitazione o d’interesse. La curiosità si era esaurita da un pezzo. Ora l’unica cosa importante era portare a termine il lavoro. Aveva occhi gelidi e impassibili.
Dylan è una ragazzina di 15 anni, i suoi genitori sono separati e un giorno  decide di andare a trovare il padre, che non vede da 10 anni. Il treno su cui viaggia, entrando in una galleria, ha un terribile incidente e la  vita della ragazzina subisce un drastico cambiamento. Dylan si ritrova sul pavimento del treno, riesce a riaprire gli occhi, dolorosamente si rialza e le sembra di essere l’unica superstite tra i passeggeri. Con difficoltà esce dal vagone e si ritrova in aperta campagna. Intorno a lei non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba. L’adolescente si chiama Tristan e convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure pronte ad attaccarli da un momento all’altro. Lungo il cammino ci sono delle case sicure in cui i ragazzi possono mettersi in salvo quando calano le ombre della sera. Ed è proprio in una casa sicura che Tristan dirà la verità a Dylan: lei non è più in vita e lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta. Tra difficoltà e mille pericoli, nascerà tra i due ragazzi un’attrazione magnetica. Impareranno a fidarsi l’uno dell’altra. Quando il loro viaggio giungerà al termine, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino, è disposta a tutto pur di restare con Tristan. Sarà una gran bella sfida, vita e morte si fronteggeranno e tutto verrà sovvertito. A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan?

Il fascino di questo romanzo consiste nel mondo oscuro, terrificante e affascinante raccontato con gran maestria dall’autrice. Tra lande desolate, paludi traditrici e distese d’acqua da attraversare, “Ferryman”ci traghetterà al cospetto di una storia avventurosa, piena di tenerezza ma anche di dolore e di speranza. I personaggi principali sono ben delineati. Dylan è una ragazzina semplice, vive con la mamma e con lei ha un rapporto altalenante di odio amore. Non ha amici, l’unica sua amica si è trasferita in una località lontana, e a scuola è spesso vittima di bullismo. Quando attraverserà il confine vita-morte scoprirà di avere in se’ una forza inaspettata e si scoprirà caparbia perchè non vuol perdere la speranza, soprattutto quando scopre che anche Tristan è innamorato di lei. Dylan è un personaggio sfaccettato: è spaventata eppur sollevata subito dopo l’incidente, indignata e scontenta quando deve affrontare il lungo cammino, arrabbiata e stizzita quando non riesce a ottenere risposte esaustive, imbarazzata in alcune occasioni e addirittura felice per aver conosciuto Tristan. Rimarranno l’uno al fianco dell’altra? Potrebbero sembrare una coppia con pochi punti in comune e con poche probabilità di un legame duraturo ma vedremo cosa succederà in seguito. Nulla sarà definitivo. In un susseguirsi di eventi inaspettati, mettendo a rischio la propria anima, i due ragazzi lotteranno spingendosi oltre i limiti. Il loro amore appena sbocciato è però coperto da un velo nero che fa da filtro a scenari intrisi di suggestioni con paesaggi mutevoli e spiriti irrequieti e affamati. Tutto accade molto velocemente, forse è tutto fin troppo facile e mi aspetto grandi eventi negativi nel secondo volume della serie. Dylan rispecchia, nella parte conclusiva del romanzo, l’immagine di una ragazzina coraggiosa che affronta i pericoli e si confronta con le sue paure. Non ci penserà due volte ad affrontare i demoni, creature ripugnanti, urlanti, bramose e violente che popolano la terra perduta.

Tuttavia devo confessare che il mio personaggio preferito è stato Tristan, il ragazzo dagli occhi color cobalto. Mi affascina il mistero che l’avvolge. Noi non sappiamo nulla di lui se non che è un traghettatore trasformista. Cambia sembianze e nome a seconda dei defunti da guidare attraverso la terra perduta, protegge le anime dai demoni, rivela loro la verità e li accompagna alla loro destinazione. È un ragazzo coraggioso che presenta due personalità. Ha un lato caratteriale forte e risoluto, il suo compito di traghettatore assorbe ogni sua energia. Dall’altro canto, però, si mostra come un essere sensibile capace di aprirsi all’amore. Eppure si ha la sensazione che la tragedia sia dietro l’angolo, come se l’autrice si sia dimenticata d’informarci di un qualcosa che capovolgerà la situazione.

Naturalmente ci sono anche molti personaggi secondari e antagonisti pronti all’azione. In questo variegato panorama narrativo  nasce spontanea una domanda: “Esiste l’amore oltre la morte?”
“Ferryman” è un romanzo a cui non potrete resistere. Vi prenderà per mano e vi condurrà nei due grandi mondi dell’ignoto: amore e morte. Tra un demone e un angelo, avrete la possibilità di riflettere sulla giovinezza che è l’età delle possibilità. I ragazzi hanno tutta la vita davanti a sé, tante opportunità, tanti sogni. Poi crescendo qualcosa cambia, le possibilità diminuiscono, le porte si chiudono e bisogna moltiplicare i propri sforzi per ottenere ciò che si vuole.

Alla fine del romanzo c’è una piacevolissima sorpresa: un’anteprima di “Trespassers” il sequel di Ferryman.

Ho letto queste poche pagine con gran curiosità e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà a Dylan e Tristan ora che sono insieme. Aspetterò con ansia la tempesta che sicuramente arriverà nel secondo volume scuotendo le fondamenta della vita e della morte. Nubi nere si addensano all’orizzonte per i due ragazzi. Riusciranno a non perdersi nei labirinti segreti del cuore? Non ci resta che attendere!

martedì 9 luglio 2019

BLOGTOUR | "La vendetta di Oreste" di Giovanni Ricciardi | I 5 motivi per leggere il romanzo

Buongiorno, cari lettori! Se siete alla ricerca di un buon libro da mettere in valigia prima di partire per le tanto attese vacanze, ho il libro che fa per voi. L’11 luglio arriva nelle librerie “La vendetta di Oreste” di Giovanni Ricciardi, collana Darkside, Fazi Editore. Questa pubblicazione è un giallo particolare che riserva molte sorprese. A condurre l’ennesima indagine è sempre lui, il Commissario Ottavio Ponzetti nato dalla brillante penna di Ricciardi. Non aspettatevi cadaveri e assassini intesi nel modo tradizionale. Ponzetti dovrà compiere un viaggio a ritroso nella memoria di Oreste, esule istriano. Incrocerà un amore spezzato e una storia di vendetta nascosta nella vita segreta di un uomo in fuga, vissuto a cavallo della seconda guerra mondiale.




La vendetta di Oreste
Giovanni Ricciardi
Editore: Fazi
Pagine: 222
Prezzo: € 16,00
Sinossi
Il vecchio Oreste ha un segreto. Poco prima di morire, costretto in un letto d’ospedale, chiede di poter parlare con un amico di famiglia, il commissario Ponzetti. Ma è troppo tardi, e così l’uomo porta via con sé un’oscura verità. Dieci anni dopo, Marco, il figlio di Oreste, invita Ponzetti nell’appartamento dei suoi genitori per mostrargli gli oggetti che ha rinvenuto in una cassaforte e di cui nessuno era al corrente: una pistola risalente alla seconda guerra mondiale e una lettera indirizzata a un misterioso Ulisse da parte di una donna. La scoperta, insieme ad altri dettagli, getta un’ombra sul passato di Oreste, esule istriano giunto a Roma nel 1954, in fuga dalle terre passate alla Jugoslavia all’indomani della guerra e da un clima di intimidazione e violenza.
Da qui parte l’indagine non ufficiale di Ponzetti, che si svolgerà tra Roma, Trieste e la Slovenia, intorno all’enigmatica storia di Oreste: un caso in cui, come sempre, vengono coinvolti il fidato ispettore Iannotta e i familiari del commissario. Una storia che porterà tutti a confrontarsi con il dramma, a lungo taciuto, dell’esodo istriano e dei profughi giuliano-dalmati.



I 5 motivi per leggere il romanzo

Il vecchio Oreste ha un segreto. Poco prima di morire, costretto in un letto di ospedale, chiede al suo vecchio amico Ponzetti, di raggiungerlo. Deve dirgli qualcosa d’importante, ma il Commissario giunge troppo tardi al suo capezzale. Dieci anni dopo Marco, figlio di Oreste, invita Ponzetti nella casa dei suoi genitori per mostrargli il contenuto della cassaforte. Marco ha trovato una pistola, che risale alla seconda guerra mondiale, ancora perfettamente funzionante, e una lettera d’amore indirizzata a un misterioso Ulisse da parte di una donna. Ponzetti inizia una cauta ricerca che lo porterà lontano, nel passato di un esule istriano fuggito nel secondo dopoguerra dalle terre cedute alla Jugoslavia di Tito in un clima di intimidazioni ed esecuzioni sommarie. Cosa ha nascosto, Oreste, per tutta la vita?

In occasione dell’uscita del romanzo, è stato organizzato un blogtour. La mia tappa è dedicata ai 5 buoni motivi per leggere questo libro.

1. Una serie di grande successo. Gli amanti delle serie poliziesche che parlano italiano conoscono e amano la figura del Commissario Ponzetti protagonista di una nutrita serie di gialli. “Chiamatemi pure sbirro. Sono vecchio del mesterie, per queste cose non mi offendo più.” Così si presentava ai lettori il commissario Ottavio Ponzetti in occasione della sua prima indagine: “I gatti lo sapranno.” Ponzetti è un commissario insolito, dal passo stanco e dal pensiero veloce, che al cinismo e agli spari sostituisce l’eroismo di uno sguardo sempre umano e partecipe al dolore delle vicende altrui. Ponzetti è il protagonista di una fortunata serie di romanzi, firmati Giovanni Ricciardi, tra cui “I gatti lo sapranno”, vincitore del premio Belgioioso Giallo 2008; “Il silenzio degli occhi”, finalista al premio Fenice Europa 2012; “Il dono delle lacrime”, candidato al premio Scerbanenco 2014. Ricciardi racconta storie originali macchiate d’ironia, dai finali inattesi e dalla suspense assicurata. L’inchiesta non monopolizza l’intera narrazione ma lascia spazio ai sentimenti, alla famiglia Ponzetti, all’ironia. Colpisce l’umanità di tutti i personaggi che ritroviamo, come novello filo d’Arianna, in ogni libro. Non ci si annoia mai a seguire le indagini del commissario.

2. L’ambientazione. L’indagine non ufficiale di Ponzetti, si svolgerà tra Roma, Trieste e la Slovenia. Un nome, però, mi ha fatto gelare il sangue: l’isola Calva, Goli Otok, uno dei gulag più terribili d’Europa. Per sette lunghi anni, Tito fece rinchiudere, in questa isola della Dalmazia settentrionale, in mezzo all’Adriatico, i suoi oppositori per una rieducazione politica. Quella terra arida divenne teatro di orrori inimmaginabili e dimenticati dalla Storia.

3. La tensione triplica i suoi effetti. Mi piace il personaggio di Ottavio Ponzetti che non fa mistero della sua vita, pubblica e privata, con difetti e pregi che lo rendono simile a noi lettori. L’enigmatica storia di Oreste coinvolgerà anche la famiglia del commissario e il fidato ispettore Iannotta. Ognuno darà il suo contributo per svelare il mistero. Ciò crea una complicità investigativa che porterà i suoi frutti e permette, all’autore, d’innestare varie microstorie sulla trama principale. Questo sottobosco di storie darà la possibilità a Ricciardi di condurci su ben tre livelli di partecipazione emotiva e quindi di tensione. Ho vissuto in prima persona la necessità del protagonista di confidare il suo segreto per poter morire in pace dopo una vita vissuta indossando una maschera. La mia curiosità si è poi accesa grazie alla pistola e alla lettera ritrovate nella cassaforte. Tuttavia il coinvolgimento totale è avvenuto con la lettura degli eventi storici che hanno permesso di ricostruire un puzzle nato dalla fantasia dell’autore ma intriso di verità storica.

4. “La vendetta di Oreste” è un libro storico travestito da giallo. Lo scrittore narra una pagina della nostra Storia attraverso le vicende personali del protagonista Oreste, giunto a Roma nel 1945. Il commissario restituisce a noi lettori un frammento della grande Storia, una pagina drammatica che porterà tutti a confrontarsi con il dramma, a lungo taciuto, dell’esodo istriano e dei profughi giuliano-dalmati. Il dramma delle Foibe e dei campi di concentramento testimoniano una carneficina nata dall’odio politico-ideologico e dalla pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti e gli italiani.

5. Come avrete compreso dal punto precedente, Il giallo non è più una lettura d’evasione ma diventa un mezzo per informare, per denunciare una situazione storica e sociale del passato. Tra le pagine del libro si respira la passione e il gusto con cui l’autore racconta. Leggendo questo libro è d’obbligo interrogarsi sul senso della vita, sulle azioni degli uomini che hanno caratterizzato la Storia. In un gioco di specchi, di bugie, di omissioni una domanda emerge prepotentemente: “Chi è realmente Oreste?”

Nulla è più spaventoso del rimorso ma giunge, per tutti, il momento in cui bisogna scegliere tra speranza e paura. Ora non vi resta che vestire di giallo la vostra estate e seguire, se volete saperne di più su Oreste e il suo segreto, le altre tappe del blogtour.

giovedì 4 luglio 2019

RECENSIONE | "Jalna" di Mazo de la Roche

Oggi, 4 luglio, vorrei invitarvi tutti a Jalna per conoscere la famiglia Whiteoak, una famiglia numerosa di origini inglesi. “Jalna” (Mazo de la Roche, collana Le strade per Fazi Editore) è la storia di tre generazioni che ci conducono in un mondo nuovo dove il tempo sembra essersi fermato. Lasciatevi quindi conquistare da “cent’anni di amori, odi, passioni e rivalità sullo sfondo dei paesaggi sconfinati del Canada” dove la quiete della natura incontaminata fa da sfondo a una grande saga familiare.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Jalna (Vol. 1)
Mazo de la Roche (traduzione di S. Terziani)

Editore: Fazi
Pagine: 382
Prezzo: € 18,00 
Sinossi
I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l’indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa…




Perché quel pomposo accumulare vita dietro porte chiuse?
La nonna: Boney, l’India, le crinoline, gli scandali, il capitano Whiteoak.
Nicholas: Nip, Londra, il whisky, Millicent, la gotta.
Ernest: Sasha, Shakespeare, i bei tempi a Oxford, i debiti.
Meggie: cuori spezzati, bastarde, spuntini, rotondità rassicuranti.”
Grazie alla Fazi abbiamo avuto la possibilità di conoscere i Cazalet di Elizabeth Jane Howard, gli Aubrey di Rebecca West e la trilogia di Carmen Korn. È arrivato il momento di incontrare la famiglia Whiteoak le cui vicende si svolgono a Jalna, grande tenuta in territorio canadese.

“Jalna” è il primo romanzo di una saga familiare amatissima, che a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo. Grazie a quest’opera, l’autrice ottenne fama internazionale e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize.

La famiglia Whiteoak risiede a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adelina, si sono conosciuti. Il loro matrimonio avviene a Bombay nel 1848. Oggi, siamo negli anni Venti, l’indomabile Adelina, ormai nonna e vedova, è la matriarca di una grande famiglia. Aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti. Pian piano conosceremo il piccolo Wakefield, simpatico monello infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e per rubare fette di torta. Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. Gli zii Nicholas, che aveva sperperato il patrimonio in una gioventù dissoluta, ed Ernest, che si era rovinato con oscure speculazioni. A loro si aggiungono molti nipoti. Vivono tutti a Jalna dove la vita scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è considerato un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa.

Nella famiglia Whiteoak non volavano sempre bianche colombe e la discordia era, a volte, feroce mentre lo scherno era una presenza costante. I componenti intrecciano relazioni complesse. Sono affettuosi, arroganti, irascibili ed è interessante scoprire le dinamiche familiari esplorando le profondità delle loro interazioni.

Questo primo volume della saga è dedicato, prevalentemente, alla presentazione dei numerosi personaggi. L’autrice coglie ogni occasione per descriverci fisicamente e psicologicamente le sue creature. Ogni personaggio riceve egual attenzione e la loro vita ci viene svelata per comporre un mosaico di varia umanità. Alla nonna Adelina spetta la medaglia d’oro per l’eccentricità e la simpatia. Considerate che sta per compiere cento anni eppure vuol sempre essere al centro della scena. Alterna momenti di dolce sensibilità, chiede spesso che qualcuno la baci, a momenti di pura tirannia. Sulla sua spalla, a completare un quadro un po’ bislacco, c’è il pappagallo Boney che spesso viene sommerso dalle crinoline delle cuffiette indossate, con grazia civettuola, da Adelina. Lei è la matriarca, tutti le vogliono bene e a lei piace essere una donna viziata e tirannica che ha combattuto le sue battaglie a testa alta senza mai piegarsi.

Alayne, donna forte e indipendente, è il personaggio a cui l’autrice dà il compito di trasmettere un forte messaggio attraverso le sue parole:
Tu non hai idea di cosa significhi essere una donna. Nella mia vita di prima credevo che uomini e donne fossero uguali, ma da quando vivo qui mi sembra che noi donne siamo soltanto schiave.
Ed ecco come, poco tempo dopo il matrimonio, Alayne descrive la famiglia del marito:
Eden è un egoista. Egocentrico come un gatto, un gatto flessuoso e dal pelo color tartaruga dorato; mentre Renny è una volpe, e la nonna un vecchio pappagallo, e Maggie un gatto, di quelli morbidi e che fanno le fusa ma poi sono particolarmente crudeli con gli uccellini; e gli zii, due vecchi gufi, e Finch un goffo agnellini mezzo cresciuto, che serraglio è mai Jalna!
Poi c’è lui, bello e tenebroso, un duro dal cuore tenero, Renny. Irrequieto, capace di grandi effimere passioni, testardo e sicuro di piegare il destino al suo volere. Tuttavia venti d’amore lo travolgeranno e non sarà un amore lecito. Nell’oscurità due cuori si uniranno ma uno di loro aveva già promesso eterno amore a un altro cuoricino.

“Jalna” è un romanzo travolgente e deliziosamente coinvolgente. Vi sembrerà di vivere anche voi nella grande tenuta e affronterete temi cari alla scrittrice: l’amore, la famiglia, le radici e la ricerca del proprio posto nel mondo. La famiglia è un’entità vivente, soffre e gioisce con i suoi componenti e chiude gli occhi per non vedere le nubi che si presentano all’orizzonte. Dover rinunciare alle proprie passioni, per il bene della famiglia, scatenerà sentimenti violenti. Jalna è il cuore della storia che si arricchisce di tante trame secondarie che, come fiumi in piena, trasportano emozioni, disperazione, tradimenti e passioni segrete. Mi piace vedere come la sofferenza non è riservata sollo alle donne, anche gli uomini soffrono per amore e la vendetta non è sconosciuta a Jalna. Le poesie di Eden non basteranno a riportare la pace, la musica di Finch si perderà nell’ampio salone lasciato all’oblio del tempo e solo la nonna sarà beata. La sua festa di compleanno sarà un grande successo. I 100 anni sono stati raggiunti ma non è un traguardo che non si può superare. Domani, a Jalna, sorgerà di nuovo il sole. Domani è un altro giorno!