giovedì 12 settembre 2019

RECENSIONE | "Rosamund" di Rebecca West

Dopo “La famiglia Aubrey” e “Nel cuore della notte”, oggi Fazi pubblica “Rosamund”, terzo e ultimo capitolo dell’acclamata trilogia di Rebecca West. Abbiamo lasciato la famiglia Aubrey sconvolta dall’arrivo della guerra, costretta ad affrontare momenti drammatici e lutti strazianti. La vita però non si ferma e le giovani sorelle, Mary e Rose intraprendono la loro carriera da pianiste, mentre Clelia si è sposata abbracciando il ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. Ora prepariamoci ad affrontare il volume conclusivo in cui l’universo delle Aubrey verrà attraversato da grandi misteri: gli uomini e l’amore.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
Rosamund
Rebecca West (traduzione di F. Frigerio)

     Trilogia degli Aubrey    
#1 La famiglia Aubrey (recensione)
#2 Nel cuore della notte (recensione)
#3 Rosamund

Editore: Fazi
Pagine: 422
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Mentre lo scintillio degli anni Venti cede il posto alla Grande Depressione, Mary e Rose sono ormai due pianiste famose. Girano l’America soggiornando negli alberghi più esclusivi e vengono accolte come star alle feste d’élite, dove lo champagne scorre a fiumi e gli invitati sono ricchi, affascinanti e privilegiati. Di pari passo al lusso e al successo, si trovano però ad affrontare una società crudele e la volgarità di chi si finge amante della musica senza realmente comprenderla. Ma soprattutto le due gemelle non riescono a colmare il divario tra presente e passato e a intessere nuove relazioni; prostrate dal dolore per la scomparsa della cara madre e dell’adorato fratello, subiranno anche l’allontanamento dell’unica persona che sarebbe in grado di dare valore alle loro esistenze: l’affascinante cugina Rosamund, che ha inspiegabilmente sposato un uomo avido e volgare, la quale abbandona il suo lavoro per viaggiare all’estero con lui.
In questo faticoso percorso di maturazione emotiva e artistica, le due donne si aggrapperanno sempre di più l’una all’altra e troveranno rifugio e ristoro nell’affettuosa e pacata umanità degli avventori del Dog and Duck – il pub sul Tamigi –, che ai loro occhi paiono trasformarsi quasi in figure mitologiche. Eppure, mentre il loro senso di inadeguatezza nei confronti della realtà continua a crescere, e Mary si ritira sempre di più a vita privata, c’è una sorpresa che attende Rose: la più deliziosa delle scoperte, l’amore, con tutta la potenza di una sensualità ancora da esplorare.




Ma noi siamo bambine per natura, non sappiamo come si fa a vivere da sole. Mamma, Rosamund e Richard Quin erano genitori per natura. Ora se ne sono andati. Non importa quanti di noi siano rimasti indietro, siamo comunque tutti come bambini abbandonati.
Dopo gli orrori della Prima Guerra Mondiale, l’Europa vive una nuova rinascita e anche per Mary e Rose, ormai famose pianiste, è tempo di raccogliere i frutti dei loro studi e di tante fatiche. A portare nella loro vita un momento di gran stupore sarà l’amatissima cugina Rosamund che sposerà all’improvviso un grottesco uomo d’affari di dubbia moralità. Rose e Mary ripensano spesso alla loro famiglia e si rendono conto, a malincuore, che il magico mondo dell’infanzia è ormai lontano. È tempo di affrontare la maturità e per Rose arrivano le complicate tensioni dell’età adulta e la sorpresa di un grande amore.

Leggere “Rosamund” significa, per me, continuare l’affascinante viaggio narrativo al fianco della famiglia Aubrey. Significa partecipare, con Mary e Rose, alle feste d’élite, dove lo champagne scorre a fiumi e gli invitati sono ricchi e affascinanti. Tuttavia non è tutto oro quello che luccica. Nel mondo dorato del lusso e del successo ci sono anche persone crudeli che nascondono la loro volgarità fingendosi amanti della musica senza comprenderla realmente. Intorno a Mary e Rose c’è un solco che le divide dal presente e le proietta nel passato. I legami famigliari sopravvivono alle tragedie e le gemelle si sentono profondamente legate ai loro parenti tanto da non riuscire a provare interesse per nuove relazioni. A rendere ancora più frustrante il loro senso di solitudine è il matrimonio dell’affascinante Rosamund che lascia il suo lavoro per viaggiare all’estero con il marito. Seguire le gemelle in questo faticoso percorso di maturazione emotiva e artistica, è un arricchimento interiore. Coinvolgenti le pagine dedicate all’affettuosa e serena umanità degli avventori del Dog and Duck - il pub sul Tamigi -  che accoglie le ragazze per proteggerle dal loro senso di inadeguatezza nei confronti del mondo. La vita però è sempre ricca di sorprese e mentre Mary si ritira a vita privata, Rose scoprirà l’amore.

Musica, famiglia, solitudine sono i grandi temi che l’autrice sviluppa con grande armonia e senso di pace.
All’orizzonte, arbusti e salici bordavano un isolotto, e lo sfondo d’immagini tutt’intorno formava un miscuglio di verdi delicati, e l’acqua che faceva da specchio era di un grigio gentile. Era bello che nel mondo ci fosse un po’ di tenerezza, anche se solo nei colori.
“Rosamund” è un romanzo pubblicato postumo nel 1988, ricostruito dagli appunti autografi e ciò ha indubbiamente influito sulla narrazione perdendo un po’ della magia creata nei volumi precedenti. Alcune descrizioni non sono riuscite a catturare la mia attenzione mentre alcuni capitoli mi sono piaciuti tantissimo. Ho apprezzato, ad esempio, la narrazione dell’incontro tra le sorelle Aubrey e Nestor Ganymedios, il marito di Rosamund.

Rebecca West, definita dal Time nel 1947 “indiscutibilmente la scrittrice numero uno al mondo”, è un’autrice britannica, di origini scozzesi e irlandesi, oggi poco conosciuta tra noi lettori. Leggendo la trilogia degli Aubrey, mi sono resa conto che non esiste un vero unico protagonista, ma tanti personaggi che si muovono in armonia. Proprio come le acque di un fiume scorrono placide, così la prosa della West è fluente con le parole che scorrono mansuete. Non c’è fretta nei suoi romanzi. Anzi con calma e grande perizia, l’autrice sceglie le parole per descrivere luoghi, eventi o figure non in primo piano. L’autrice parte dalle piccole cose per raccontare la vita, le difficoltà, i misteri, gli orrori e la bellezza. Nei suoi romanzi ho ritrovato una grande sensibilità che fa da sostegno alle inquietudini dell’epoca. Infatti lo scintillio degli anni Venti sta per cedere il posto alla Grande Depressione. Ed è proprio alle soglie del  crollo del ’29 che il romanzo termina. Molto probabilmente l’autrice pensava a un quarto volume che non vedrà mai la luce.

La trilogia degli Aubrey è profondamente autobiografica. Il padre di Rebecca era un giornalista e la madre una pianista lasciata dal marito. Rose, la voce narrante, è la stessa Rebecca che narra un mondo di emozioni che fanno sorridere e piangere. Nella vita di Mary e Rose, com’è normale che sia, non mancano lutti, sacrifici, illusioni, dubbi e paure ma tutto è raccolto in poche righe mentre un pieno di emozioni segna il loro cuore e dilata le conseguenze nel tempo. A far da padrone, lo ripeto, sono le piccole cose, i momenti che scorrono nel tempo in attesa della vita. Poi, superata l’adolescenza, si deve vivere appieno la vita e chiudere quella porta dei ricordi che permetteva di entrare nel salotto di casa Aubrey per sorseggiare un tè e ridere, sognare e guardare alla vita schermata dall’amore dei propri famigliari. Però questa è una gran triste verità perché io, in quel salotto con la famiglia Aubrey al completo, ci stavo bene.

lunedì 9 settembre 2019

RECENSIONE | "Per chi è la notte" di Aldo Simeone

Tra le ultime novità in casa Fazi, vorrei segnalarvi “Per chi è la notte”, esordio letterario di Aldo Simeone, in libreria dal 5 settembre.

È un romanzo duro e dolce, affascinante e suggestivo che racconta il dramma della guerra visto attraverso gli occhi candidi e coraggiosi dei bambini. La guerra non ha mai avuto pietà per nessuno, il dolore e la violenza albergano nei cuori di pietra che usano la forza e le armi invece del dialogo e del buon senso. Ed è durante l’occupazione nazista, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, in un piccolo paesino sui monti della Garfagnana che questa storia ha inizio. Conosceremo uomini e donne alle prese con la dura realtà, ma sarà un bambino a conquistare il nostro cuore. A sue spese imparerà che crescere vuol dire fare delle scelte, abbandonare i sogni e guardare in faccia la realtà rendendosi conto che le leggende popolari e la fantasia non sono più un filtro per lenire i risvolti dolorosi dell’esistenza.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Per chi è la notte
Aldo Simeone

Editore: Fazi
Pagine: 280
Prezzo: € 16,00
Sinossi
Mentre la seconda guerra mondiale si avvia verso la fase più cruenta, tra i monti della Garfagnana c'è un paese che sembra rimasto escluso dalla Storia e in cui la vita è scandita da antiche leggende. Per gli abitanti di Bosconero è più forte il divieto di entrare nel bosco del timore della guerra e delle terribili notizie che arrivano dal fronte. In paese si racconta che tra gli alberi si nascondano inquietanti creature: gli streghi, spiriti che, dopo il tramonto, si aggirano con un cero in mano, il loro indice che arde e non si consuma, in un'infinita processione. Chi sono? Qual è la risposta alla loro oscura domanda: «Per chi è la notte?». Francesco, di undici anni, vive con la madre, malinconica e distaccata, e con la nonna che nutre le sue fantasie con i racconti popolari. Il ragazzino non ha amici e vive isolato perché, secondo le dicerie paesane, è figlio di un disertore. Ma quel marchio infame non è la sua unica vergogna. Ancora più inconfessabile è il richiamo del bosco, nonostante la paura di ciò che in esso si annida. All'arrivo dei nazisti, e dopo l'apparizione di strane luci nel fitto degli alberi, sarà Tommaso, un ragazzino dagli occhi verdi e dai capelli rossi, giunto misteriosamente da solo in fuga dalla città, a convincere Francesco a violare quell'estremo confine, oltre il quale bisogna scegliere da che parte stare. 






Non esiste perdita che non lasci una traccia: anche l’assenza è qualcosa, una cavità dentro cui il tempo si adagia creando l’impronta di un fossile, un calco come i gessi di Pompei.
Mentre sulla Terra imperversava la seconda guerra mondiale, tra i monti della Garfagnana c’era un paese che sembrava vivere in una bolla creata da antiche leggende. Infatti  dopo il crepuscolo tutte le finestre di Bosconero si chiudevano per non vedere. Il bosco si accendeva di luci e lunghe processioni si muovevano tra gli alberi, erano gli streghi. Se incontravano un uomo, dopo il calar del sole, gli chiedevano: “Per chi è la notte?” Non rispondere nel modo giusto voleva dire non far più ritorno a casa e nessuno conosceva la risposta. Solo i custodi potevano entrare nel bosco di notte.

A Bosconero vive Francesco, Pacifico è il suo secondo nome, un ragazzino di 11 anni. Divide una semplice abitazione con la madre, donna malinconica e distaccata, e con la nonna la cui saggezza popolare vive nelle storie che lei racconta. Il ragazzino non ha amici perché nel paese lo indicano come figlio di un disertore. In lui, come tutte le cose proibite, il bosco esercita un fascino irresistibile. Un giorno a Francesco si avvicina Secondo, di provata fede fascista, il cui padre è in prigione.
 Che colpa c’abbiamo noi se siamo figli di babbi sbagliati?
Bosconero, però, come altri paesi di Garfagnana dimenticati da Dio, era diventato un luogo strategico con l’arrivo dei tedeschi e nel fitto degli alberi, le strane luci aumentarono. Intanto Francesco conosce Tommaso, un ragazzino dagli occhi verdi e dai capelli rossi. Era fuggito da solo dalla città e ora, molto probabilmente, aveva trovato rifugio nella canonica di Don Dante, il parroco del paese che, si mormorava, desse rifugio agli ebrei. Francesco e Tommaso diventano amici e insieme violeranno l’estremo confine del bosco segnando l’inizio della necessità di dover fare delle scelte. Un giuramento di sangue sancisce la loro amicizia.
Se uno sta male, l’altro lo sente; se uno è in pericolo, l’altro lo sa. E non si libera, finché non salva l’amico.
Insieme comprenderanno che nelle paure bisogna guardarci dentro, che in ogni paura c’è la speranza, che la paura si combatte con il coraggio e la determinazione per non lasciarsi travolgere dalle ombre generate dal mondo degli adulti e dagli orrori della guerra.

“Per chi è la notte” è un romanzo d’esordio travolgente e dal fascino innegabile che coinvolge generando un’attesa fatta di segreti e ricordi. È un libro in cui dolcezza e durezza si combinano in una lieve danza malinconica. È un libro sulla perdita delle persone care, sul dolore che uccide giorno dopo giorno, sulle parole non dette, sulle carezze mai ricevute e sulla disperata necessità di amare ed essere amati. Tra le righe del romanzo si nasconde la tragedia della guerra. Leggerlo vuol dire provare intensi sentimenti che ti portano indietro nel tempo dove le inquietudini segnano i volti. Ognuno ha un dolore a cui sopravvivere. Ma la notte non è mai totalmente buia, tra gli affanni filtra una flebile luce capace di far germogliare il seme dell’amicizia. La giovane piantina dovrà farsi strada tra esitazioni, desideri, vendette e solidarietà. Dovrà munirsi di un gran coraggio per sfidare il cuore nero delle truppe naziste e guardare a un futuro migliore in cui il mondo è di tutti e di nessuno.

Con penna sensibile e malinconica, Aldo Simeone ci conduce sui sentieri della Storia non per narrare le grandi gesta degli uomini ma per affrontare un viaggio doveroso a cui nessuno può sottrarsi. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta non è qualcosa che accade per magia, è una scelta. Oltrepassare la linea d’ombra vuol dire trovare la propria identità e affrontare la vita tenendo a mente l’irrequietezza di quegli anni confusi prima dell’età adulta. Un romanzo può aiutare in questo difficile passaggio? Sì, “Per chi è la notte” può.

mercoledì 4 settembre 2019

BLOGTOUR | “Il manoscritto” di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

“Il manoscritto” è un romanzo di Franck Thilliez, pluripremiato maestro del giallo francese, pubblicato da Fazi Editore nella collana Darkside. È una storia dura e implacabile che percorre, senza esitazioni, le vie del male e le vie della speranza. Lo troverete in libreria da domani, 5 settembre. 




Il manoscritto
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 480
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Caleb Traskman, famoso scrittore di thriller, si suicida lasciando incompiuto il suo ultimo manoscritto, che racconta la storia di Léane, a sua volta scrittrice di successo. Sposata con Jullian, ha visto il suo matrimonio naufragare dopo il misterioso assassinio della figlia Sarah, il cui corpo non è mai stato trovato, nonostante un serial killer abbia rivendicato l'omicidio. Sono ormai trascorsi anni, ma Jullian, che ha continuato a indagare, è convinto che sua figlia sia in realtà ancora viva. Gli indizi raccolti dall'uomo sembrano assumere un senso quando, al confine con la Svizzera, due poliziotti ritrovano nel bagagliaio di un'auto il cadavere di una giovane donna dal volto strappato e senza mani. Ma Jullian viene aggredito e perde la memoria: tocca a Léane prendere in carico l'indagine del marito e cercare di rimettere insieme i tasselli di un enigma che, indizio dopo indizio, si rivela sempre più complesso. E tocca al figlio di Caleb Traskman scrivere il finale della storia...



I 5 motivi per leggere il romanzo


Caleb Traskman, famoso scrittore di thriller, si suicida lasciando incompiuto il suo ultimo manoscritto, che racconta la storia di Léane, a sua volta scrittrice di successo. Sposata con Jullian, ha visto il suo matrimonio naufragare dopo il misterioso assassinio della figlia Sarah, il cui corpo non è mai stato ritrovato, anche se un serial Killer ne ha rivendicato l’omicidio. Jullian continua a indagare convinto che sua figlia sia ancora in vita. Gli indizi raccolti dall’uomo sembrano assumere un senso quando, al confine con la Svizzere, due poliziotti ritrovano nel bagagliaio di un’auto il cadavere di una giovane donna dal volto strappato e senza mani. Quando Jullian viene aggredito perdendo la memoria, toccherà a Léane cercare di mettere insieme i tasselli di un enigma sempre più complesso. E toccherà al figlio di Caleb Traskman scrivere il finale della storia.

La Fazi ha organizzato un interessante blogtour per promuovere il romanzo e la mia tappa vi elencherà 5 motivi per leggere “Il manoscritto”. Leggete “Il manoscritto” perché…

1. È un romanzo freddo come la neve e duro come l’acciaio
La cosa interessante non è tanto ciò che succede ma perché succede e quali sono le conseguenze. È interessante scoprire cosa accade alle persone dopo aver subito eventi drammatici e la curiosità  viene stuzzicata continuamente con indizi mostrati e poi nascosti. Molteplici le chiavi di lettura che rendono il romanzo fonte di coinvolgimento e arrovellamento. Cercherete di scoprire da soli chi si nutre di questo incubo ma troverete solo buio e fantasmi che si nascondono nelle pieghe del tempo. Non aspettatevi incubi alla Sthepen King ma scelte che diventano dannazioni, che diventano morte, che diventano maledizioni. È un gioco mortale che mescola più storie e nasconde la verità sotto una coltre di violenza e di doppie identità. Non troverete un po’ di calore umano per riscaldar gli eventi, i cuori sono diventati di pietra anzi di acciaio.

2. È un esercizio di funambolismo tra verità, istinti primordiali e follia.
L’ultima fatica letteraria di Franck Thilliez è un thriller corposo composto da quasi 500 pagine. Chi legge i thriller sa bene come sia complesso confezionare una trama intrigante e ben congegnata che tenga incollato il lettore fino all’ultima pagina senza mai far calare il suo interesse. La lettura è fluida e scorre come un fiume in piena con cascate che tolgono il respiro fino a giungere al finale che vi riserverà un altissimo tasso di suspense. L’adrenalina vi terrà compagnia per tutta la lettura e potrete godere dell’intreccio tra passato e presente dando ascolto a più punti di vista poiché il narratore assume il volto di vari personaggi che vi aiuteranno a ricomporre un puzzle macchiato di sangue. Tra sospetti e dubbi arriverete a dubitare di tutti e non sarete da soli. Anche alcuni protagonisti arriveranno a diffidare del loro operato, dei loro ricordi. La memoria diventa fallace e ben presto vi renderete conto che nulla è come sembra. In un continuo gioco di specchi non saprete di chi fidarvi. Voi vi ritroverete a dover camminare su una fune tesa al di sopra di tutto questo orrore ma non abbiate paura, passo dopo passo, pagina dopo pagina, avanzerete sul filo della storia.

3. È una lunga, instancabile ricerca della verità.
Con una scrittura coinvolgente e mai banale, lo scrittore sommerge la verità sotto strati di false piste e sorprese continue. Munitevi di pazienza, aguzzate la vostra attenzione e aiutandovi con qualche volo pindarico dell’immaginazione arriverete al reperto tanto atteso. Qual è la verità? Chi è capace di tanta inaudita violenza? Nessun personaggio è totalmente buono e tantomeno è totalmente cattivo. Ognuno ha la sua verità e vi toccherà scavare nella loro psicologia ed entrare nella mente contorta, imprevedibile e vendicativa di personaggi agghiaccianti e feroci. Mi direte: “Anche un malvagio può avere buone ragioni per diventar quel che è!”A tutti verrà data la possibilità di parlare e solo alla fine scoprirete il confine tra menzogna e verità. A voi ascoltare e decidere.

4. È un romanzo matrioska
Una storia che appare subito complicata ma che nasconde un gioco d’incastri pronti a conquistarvi. Tutto è connesso, all’apparenza leggerete di storie che sembrano lontane anni luce tra di loro e invece finiranno per allacciarsi in una girandola di eventi, ricordi e spietati omicidi. Immaginate, ora, di avere tra le vostre mani il libro. È la grande matrioska. Apritelo e iniziate a leggere, troverete la seconda matrioska che vi narrerà la storia di un rapimento. Vi racconterà di ragazze che scompaiono quando il buio ha fame. Svitate le due metà e troverete la matrioska che rappresenta un padre che non si rassegna davanti alla presunta morte della figlia. Disperazione, sconforto, rabbia, depressione e vendetta coabitano in lui. Andate avanti, aprite l’ennesima matrioska e conoscerete Vic Altran, un ispettore che soffre di ipermnesia. Egli ha un’eccezionale capacità di memorizzare ogni cosa, ogni particolare. Il suo punto debole è il non rispetto per le procedure e la burocrazia. Nell’ultima matrioska troverete forse la verità ma dovrete stare molto attenti perché si nasconde dietro alla perversione, alla predazione, alla manipolazione e alla sottomissione.

5. È un romanzo ricco di fascino perverso
“Il manoscritto” vi propone un romanzo che gioca con i temi del doppio e della memoria, incastrando in ogni svelamento un nuovo mistero. Nel disorientante e labirintico gioco di specchi si nascondono personaggi pericolosi pronti a oltrepassare il confine dei desideri illeciti. Scoprirete abissi di male assoluto in cui l’animo umano si frantuma e si libera del bene, lasciando il male libero d’agire. Le maschere sociali cadono e favoriscono il crearsi di atmosfere inquietanti in cui aleggiano disordine e capovolgimenti e smarrimento e angoscia. La storia evolverà verso il ripristino dell’ordine. Il male deve essere eliminato e il dualismo ridotto in frantumi per favorire la sua scomparsa. Il fascino perverso esercitato dal Male sull’uomo ha qui libero sfogo. Il mostro genera carisma.

Il bel romanzo mozzafiato di Franck Thilliez ci  condurrà nelle tenebre della mente regalandoci brividi freddi per evadere dal caldo di questa lunga estate.


giovedì 29 agosto 2019

RECENSIONE | "Foglie cadute" di Wilkie Collins

Buongiorno lettori e ben ritrovati :) Le vacanze ormai sono finite e io ritorno sul blog per parlarvi di un classico della lettura inglese. Pubblicato nel 1879, “Foglie Cadute” è tra gli ultimi romanzi scritti da Wilkie Collins, amico intimo di Dickens e tra i più pagati autori vittoriani. Popolarissimo nel secondo Ottocento, William Wilkie Collins è considerato il vero maestro e pioniere del genere noir e poliziesco. È stato riscoperto dal grande pubblico e dalla critica negli ultimi decenni come una delle figure più significative del panorama vittoriano. Oggi, 29 agosto 2019, la Fazi ripropone il romanzo “Foglie Cadute” in una nuova veste editoriale e con la traduzione dall’inglese di Carla Vannuccini.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Foglie cadute
Wilkie Collins (traduzione di Carla Vannuccini)

Editore: Fazi
Pagine: 480
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Amelius Goldenheart viene esiliato dalla Comunità Cristiana di Tadmor, nell'Illinois, a causa della relazione illecita con una donna più matura. Una volta giunto a Londra, al ricordo del mondo ideale dove Amelius è cresciuto e ha coltivato i suoi valori si contrappone una realtà fatta di persone senza scrupoli, fra cui spicca John Farnaby, ricchissimo e disonesto uomo d'affari. Farnaby ha preso in adozione una nipote nel tentativo di consolare la moglie, affranta per la scomparsa di sua figlia, smarrita tra le strade di Londra sedici anni prima. All'ingenuo Goldenheart basterà un solo sguardo per innamorarsi perdutamente della ragazza, anche se il loro amore verrà ostacolato dalla famiglia, che cercherà a ogni costo di tenere lontani i due giovani. Intanto Amelius, fedele a una promessa fatta alla triste signora Farnaby, si impegna a ritrovare la fanciulla smarrita della coppia. La ricerca della giovane porterà quest'uomo dall'animo candido, compassionevole per natura e capace di ispirare grande fiducia nelle donne, a perdersi per le vie della città spingendosi fin nei bassifondi. 






Quelli che fanno solo buchi nell’acqua nella lotteria della vita, quelli che hanno sgobbato tanto per raggiungere la felicità e non hanno raccolto che dispiaceri e delusioni, quelli soli e senza amici, feriti e smarriti.
Queste creature infelici sono le Foglie Cadute del titolo, creature che non sono riuscite a ritagliarsi un posto nella società da cui vengono respinte e spesso dimenticate. Per sfuggire a tutto ciò a queste persone non resta che trovare un luogo lontano in cui abbandonarsi all’oblio per cercare un po’ di pace. Il protagonista Amelius Goldenheart, giovane e ingenuo protagonista dal cuore d’oro, viene proprio da un posto del genere e precisamente dalla comunità di Tadmore (Illinois) dei socialisti cristiani. A causa di una relazione con una donna più grande di lui, viene bandito dalla comunità e rispedito nella nativa Inghilterra per fare esperienza nel Vecchio Mondo. L’incontro con Mr. Farnaby, un ricco e ambiguo uomo d’affari, lo avvierà alla conoscenza di regole e pratiche sociali agli antipodi della sua onestà e della sua profonda empatia con i più deboli e bisognosi. A Londra il ricordo del mondo idealista di Tadmore s’infrange grazie a una piccola folla di gente senza scrupoli. Le vicende di Amelius si intrecciano così con quelle di Farnaby, il quale ha preso in adozione la nipote per tentare di consolare sua moglie Emma affranta per la scomparsa della figlia, smarrita tra le strade di Londra sedici anni prima. Al giovane, dai modi semplici e cordiali, basterà incrociare lo sguardo della nipote per innamorarsi perdutamente di lei, ma per varie ragioni l’amore dei due giovani verrà ostacolato dalla famiglia. Intanto Amelius, fedele a una promessa fatta alla triste signora Farnaby, si impegna a ritrovare la fanciulla smarrita. Ciò lo porterà a perdersi per le vie della città spingendosi fin nei bassifondi armato solo di un animo candido e della sua capacità di ispirare grande fiducia nelle donne.
Le influenze inesorabili che sono destinate un giorno a regnare sovrane sulle nostre misere anime e a dar forma al triste e breve corso della nostra vita hanno talvolta un’origine misteriosamente remota e giungono a noi per strade tortuose attraverso l’anima e la vita di sconosciuti.
Leggere Collins è sempre un gran piacere perché la sua scrittura elegante dipinge un mondo che si piega davanti alle difficoltà della vita. Spesso la luce delle relazioni vira nell’ombra dove la verità si perde e i buoni propositi vanno alla deriva. Mi piace la presenza di tanti personaggi che arricchiscono, con i loro sentimenti e le loro azioni, una storia che pur scritta nell’Ottocento non perderà mai il suo fascino. Anche le sorprese prevedibili sono una ricchezza per questo romanzo in cui dubbi, sospetti, insinuazioni, certezze e mezze verità si mescolano alle vite dei vari personaggi in grado si intrigare e stupire.
Tieniti in guardia, figliolo, quando incontrerai una donna che ti farà soffrire veramente. Una volta aperta la porta dei tuoi sentimenti, sarà sulla buona strada per conquistare la tua passione; e la cosa sarà ancora più certa, se lei stessa non ne è consapevole.
“Foglie Cadute” permette a Wilkie Collins un’accurata ricostruzione della società inglese di fine Ottocento, con pregi e difetti. Lo scrittore crea una struttura narrativa solida dando voce a un romanzo dalla trama fitta di eventi e colpi di scena che Collins dipana con l’abilità di sempre. “Foglie Cadute” è un romanzo di denuncia sociale, è il racconto di una storia complessa attraverso dei personaggi fortemente caratterizzati nel bene e nel male e che non sono mai statici ma evolvono con il procede degli avvenimenti. I molteplici punti di vista si alternano in modo esemplare grazie all’abilità dello scrittore.

“Fogli Cadute” è un bel romanzo d’intrattenimento ricco di colpi di scena, con drammi sociali e amorosi contrasti politici ed economici, che vi terranno incollati alle intricate vicende in cui i persanaggi si muoveranno fino alla loro conclusione. C’è una minuziosa osservazione psicologica e allo stesso tempo critica decisa alla società vittoriana. I personaggi emergono in modo prepotente danno vita a una storia che presenta vicende drammatiche e  storie velate dalla patina del tempo. Una narrazione ricca di innumerevoli colpi di scena, in cui ogni capitolo si ricollega al precedente in una dinamica continua e incessante. È impossibile non seguire il protagonista quando intraprende il cammino, tutto in salita, verso la felicità. Evitando trappole, aggirando ostacoli e camminando sull’orlo di un baratro morale e sociale, sono rimasta affascinata dal modo in cui lo scrittore narra con audacia e determinazione. In questo romanzo la vita non scorre su quieti binari ma imbocca strade ignote e travagliate, alcuni spregevoli personaggi daranno vita a un cuore nero capace di fagocitare tutte le emozioni. Cattivi, buoni e vittime si presenteranno davanti ai vostri occhi senza vergogna. Collins prende la sua epoca e la mette nei suoi libri, entra nel labirinto delle emozioni senza mai perdere l’orientamento e cerca di fare i conti con la malattia, la depressione, la morte.
La sua è un’impresa difficile, un cammino ricco di trappole, un affascinante duello con il destino che complica l’esistenza. La vita ha mille colori, mille volti, mille suoni, mille avvenimenti e Collins eccelle nell’arte di mescolare colori, volti, suoni, avvenimenti per creare le sue storie. Fatevi un regalo e leggete i romanzi di quest’autore, non ve ne pentirete!

La ricetta di scrittura di Collins, approvata anche dal suo grande amico Charles Dickens, è ormai diventata leggendaria e vorrei condividerla con voi: “Make them laugh, make them cry, make them wait.” (Falli ridere, falli piangere, falli attendere.)

venerdì 26 luglio 2019

RECENSIONE | "Sadie" di Courtney Summers

“Sadie” di Courtney Summers, pubblicato da Rizzoli, è un romanzo che scuote le coscienze, pone mille domande e rende concreta la voglia di vendetta. È una storia che narra l’inferno sulla Terra e pur non essendovi descrizioni cruente riesce a trasmettere un senso di angoscia e totale coinvolgimento. “Sadie” ha vinto l’Edgar Award 2019 nella categoria Best YA Fiction, premio assegnato dall’organizzazione Mystery Writers of America alla migliore opera di genere giallo, horror e thriller.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Sadie
Courtney Summers

Editore: Rizzoli
Pagine: 366
Prezzo: € 17,00
Sinossi
Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l’uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più.Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell’uomo che è convinta abbia ucciso la sorella.Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi? Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, che racconta in prima persona la sua caccia all’uomo, Courtney Summers ci regala una storia struggente che resta sulla pelle ben oltre la sua ultima pagina.


Sto per uccidere un uomo. Sto per spegnere la luce nei suoi occhi. Voglio osservarla svanire. Non si dovrebbe rispondere alla violenza con altra violenza, ma a volte penso che sia l’unica risposta.
Sadie Hunter, diciannove anni, è scomparsa da alcuni mesi. Il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie. Inizialmente il conduttore pensa si tratti del caso di una ragazza scomparsa che si aggiunge ai troppi casi di scomparsa di cui è piena la cronaca. Tuttavia questo caso si presenta subito ricco di un fascino nero che coinvolgerà McCray. Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni. Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, la ragazza vuole vendetta. Lei sa o crede di sapere il nome di colui che ha ucciso sua sorella e intraprende una lunga ricerca per trovarlo. 

Procedendo su due itinerari, il romanzo concede libertà di parola ai due personaggi principali. Da una parte c’è Sadie che racconta il suo straziante viaggio e la sua caccia all’uomo. A seguire le sue tracce c’è West che si ritroverà sempre più coinvolto dalla storia della ragazza. Ritrovarla diventerà un’ossessione mentre il mistero inquietante inizia a prendere forma e a svelarsi. Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, Courtney Summers ci regala una storia struggente da ricordare a lungo.

“Sadie” è un romanzo che corrode il nostro animo privandoci di molte sicurezze e mostrandoci una triste realtà. Nella vita, lo so, le certezze si contano sulle dita di una mano. La famiglia, l’amore che fa sorridere il cuore, la scuola, il lavoro dignitoso, gli amici. Bene, dimenticate ogni cosa e lasciate ogni  illusione all’inizio del libro. Con “Sadie” vi ritroverete in luoghi pieni di segreti, ascolterete storie dense di orrori e percorrerete strade che porteranno alla vendetta. Ancor oggi, dopo aver chiuso il libro, percepisco il bisogno d’affetto di Sadie che fin da bambina anela carezze e trova solo violenza psicologica e fisica.
Vent’anni fa è nata Sadie ed è stata messa tra le braccia della madre, e sei anni dopo furono le sue braccia ad accogliere sua sorella Mattie, e tutto il suo mondo prese vita.
Sadie non ha mai avuto una vita facile. È cresciuta  a Cold Creek, un paesino senza futuro del Colorado, e non ha mai conosciuto l’amore e la protezione della famiglia. Si è ritrovata grande dall’oggi al domani rinunciando a tutto per far da mamma alla sorellina Mattie.
Sadie amava Mattie con tutto il cuore e quell’amore per la sorella le diede uno scopo. Occuparsi di lei divenne la sua ragione di vita. Per quanto fosse piccola, sapeva già che Claire non sarebbe stata in grado.
Claire, la mamma biologica delle due ragazzine, è succube della tossicodipendenza e dell’alcol. Vive con le figlie in una roulotte ma non ha energia e tempo per occuparsi delle ragazze che trovano in May Beth un nonna surrogata. Quando la piccola Mattie viene trovata uccisa, sarà lei a chiedere l’aiuto del giornalista radiofonico West McCray.

Sadie non è mai stata libera di fare le sue scelte, ha svolto un ruolo non suo e l’ha fatto con amore prendendosi cura di Mattie. Ha vissuto per amare, accudire e proteggere la sorellina. Ora che Mattie non c’è più, le è rimasto un ultimo compito d’assolvere: la vendetta. Trovare e uccidere l’uomo che ha spento la luce negli occhi di Mattie diventa, per Sadie, un incubo a occhi aperti.
Ucciderò un uomo. Lo farò, lo farò, lo farò. Devo farlo. Ucciderò l’uomo che ha ucciso mia sorella.
Questo mantra nutre l’animo della ragazza che ha amato Mattie di un amore assoluto. L’amore però è sempre complicato. Per Sadie sarà fonte di piccole gioie e di gravi errori. L’amore unisce ma, con la stessa facilità, allontana. Perdere la sua sorellina è per Sadie la fine di tutto, vuol dire vedere il suo mondo andare in frantumi. Non le rimane che la vendetta, dare voce alle parole non dette, urlare il suo dolore e lacerare la carne di chi ha violato la vita di Mattie.

Prende le sue misere cose Sadie e va incontro al suo destino, ha con sé solo una foto e un coltello a serramanico. Una finta realtà e un’arma per dar sfogo a quell’odio che la tiene in vita, le dona energia. La vendetta diventa una fonte di giustizia. Sadie mette a tacere il suo cuore e inizia il suo viaggio doloroso che la porterà lontano, là dove vive il mostro.
Vorrei che la sua parte oscura vivesse al di fuori di lui, perché devi sapere della sua esistenza per vederla. Come tutti i veri mostri, alla luce del sole si nasconde.
“Sadie” è la storia di una famiglia disfunzionale segnata da tante cicatrici, tanti rimorsi, tanti inganni. Attraverso gli occhi della protagonista riusciamo a vedere il Male che striscia nelle camerette dei bimbi per distruggere i loro sogni. Tanti, come potete ben immaginare, i temi trattati attraverso molteplici domande che non hanno risposte. L’importante, per l’autrice, è spronare il lettore alla riflessione. Courtney Summers inventa una storia con personaggi verosimili, mostrando una visione impeccabile sulle miserie della vita. Miserie vissute nella quotidianità, che con passo lento e mortale ci conducono nel lato oscuro dell’esistenza. Ed è lì che compaiono i mostri senza dover ricorrere al soprannaturale. I mostri sono reali e seminano paura, orrore, disgusto. Sentimenti che i personaggi del libro cercano di rimuovere e la società nasconde.

Per Sadie cercare il mostro è un dovere d’assolvere. Il suo lungo viaggio sarà l’opportunità per dar voce ai momenti dolorosi della sua giovane esistenza. Lo farà in modo spietato e autentico. Leggere ed emozionarsi diventa un tutt’uno grazie a una scrittura fluida che tesse una ragnatela invisibile fatta di ricordi e lacrime.

martedì 23 luglio 2019

RECENSIONE | "Buona Apocalisse a tutti!" di Terry Pratchett e Neil Gaiman

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un romanzo umoristico apocalittico del 1990 scritto a quattro mani da Terry Pratchett, noto per una lunga serie di romanzi ambientati nel Mondo Disco, e Neil Gaiman, che allora era solo un promettente sceneggiatore di fumetti. Dal loro lavoro nacque questo romanzo piacevolissimo, in Italia il libro esce nel 2007 per Mondadori, caratterizzato dall’humor fantastico di Pratchett e dalle ombre oscure di Gaiman. È, per il lettore, l’inizio di un viaggio rocambolesco che ha come meta la fine del nostro pianeta popolato da strani uomini, diavoli, angeli umani, streghe e molto altro. Bene e Male diventeranno alleati per evitare l’Armageddon e  vedremo comportamenti non proprio in linea con gli schieramenti di appartenenza. Un angelo e un demone, del tutto umanizzati e ormai abituati a vivere in mezzo alle comodità terrestri, vi daranno il benvenuto ma scusateli se non si tratterranno a lungo con voi, devono salvare il mondo dall’imminente giudizio universale. 

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Buona Apocalisse a tutti!
Terry Pratchett e Neil Gaiman (traduzione di L. Fusari)

Editore: Mondadori
Pagine: 392
Prezzo: € 14,00 
Sinossi
Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro...




L’Inferno non è una grande riserva di cattiveria, pensava Crowley, né il Paradiso è una sorgente di bontà; sono solo due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell’universo. Il fatto è che la vera grazia e la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini.
Il mondo ha i giorni contati, finirà sabato prossimo. Sabato prima di cena. È questo la terribile rivelazione che si nasconde tra “Le belle e accurate profezie di Agnes Nutter, strega” l’unico libro di profezie assolutamente accurato al mondo, scritto nel 1655. A quanto pare non si tratta di menzogna. Le armate del Bene e del Male si stanno riunendo e tutto sembra andare secondo il Piano Divino. Intanto Sulla Terra succedono cose strane: i Quattro Motociclisti dell’Apocalisse stanno scaldando i loro motori e sono pronti a lanciarsi per strada, dal cielo piovono rane e Atlantide sta emergendo. Un gran caos ovunque mentre gli animi si scaldano. Tuttavia non tutto però procede come dovrebbe. Sulla Terra, infatti, un angelo un tantino pignolo e un demone che apprezza la bella vita, non sono entusiasti davanti alla prospettiva dell’imminente catastrofe cosmica. Non vogliono ritornare nei rispettivi regni. Il Paradiso e l’Inferno non possono competere con il mondo umano che può essere, a volte, più buono degli angeli ma anche più cattivo dei demoni. Per sabotare l’Armageddon, la strana coppia dovrà mettersi subito al lavoro per scovare l’Anticristo, che però è ancora un ragazzino, e fermarlo. Facile a dirsi, difficile a farsi. L’Anticristo non è dove dovrebbe essere, il Piano Divino inizia a presentare profonde crepe.

Leggere questo romanzo non è stato inizialmente facile. Non mi aspettavo una marea di situazioni bizzarre e protagonisti che spuntano ovunque. Devo confessare che in alcuni punti ho perso il filo logico della narrazione. Poi ho capito che dovevo procedere con più attenzione, il mio approccio a questa lettura era completamente sbagliato perchè divertente non è sinonimo di leggerezza. Quindi sono ritornata al primo capitolo e, procedendo a piccoli passi, ho iniziato ad amare questa straordinaria storia. Ho amato la babèle dei personaggi sopra le righe che mi hanno regalato belle emozioni con la proposta di un mondo biblico rivoluzionato e rivoluzionario. L’intreccio di storie e situazioni, spesso dissacranti, riflettono impietosamente le debolezze dell’uomo e della nostra società. Il finale è scontato e si porta dietro una montagna di temi interessanti su cui riflettere.

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un romanzo irriverente ed esilarante,  dove avventura e immaginazione sfrenata danno vita a una favola surreale in cui devoti e dannati si alleano per salvare l’umanità.

Pietre miliari di questo romanzo sono alcuni protagonisti che mi sono rimasti nel cuore iniziando dal
 diavolo Crowley e dall’angelo Azraphel, la strana coppia decisa a salvare il nostro pianeta.

Crowley è un diavolo non troppo perfido che gira per le strade di Londra a bordo di una Bentley ascoltando solo i Queen, è stato mandato sulla Terra ai tempi della cacciata degli uomini dall’Eden. Ama la tecnologia e minaccia le piante del suo appartamento affinché crescano sane e rigogliose.

Azraphel è un angelo non troppo puro in incognito sulla Terra. Apprezza gli uomini, la vita e le sue comodità. Ama scoprire ristoranti, bere vini pregiati e collezionare libri d’epoca. È amico di Crowley da millenni ed è terrorizzato al pensiero di ritornare in Paradiso e vedere per l’eternità il solo musical ammesso: “Tutti insieme appassionatamente.”

Proseguendo con la lettura ho incontrato I quattro Cavalieri dell’Apocalisse, con giacche di pelle e rombanti motociclette. Morte, il più potente e temuto. Guerra, una lei dell’Apocalisse rappresentata da una rossa seducente portatrice di conflitti. Poi c’è Carestia, un ricco uomo d’affari che ha fatto montagne di soldi con una catena di fast-food e miracolose diete dimagranti. Infine appare il cavaliere Inquinamento che ha preso il posto di Pestilenza ritiratasi dopo l’invenzione della penicillina.

Sempre in comunicazione diretta con la Terra, sia Dio che Satana fanno sentire la loro voce e sono fermamente decisi a portare a compimento l’Armageddon. Così, come Dio aveva mandato il suo unico figlio a salvare l’umanità, anche Satana manda un pargoletto, l’Anticristo per iniziare il conto alla rovescia verso la distruzione.

La strana coppia cercherà d’impedire l’Apocalisse, avranno una settimana di tempo per cambiare il destini dell’umanità.

Nel caos degli eventi narrati è subito evidente che i temi trattati in modo bizzarro in questo romanzo sono ancor oggi, purtroppo, attuali. Tramite la sfrenata ironia si conferma, nel romanzo, che la pace è meglio della guerra, che i nostri politici dovrebbero imparare a mediare, che parlare è meglio del causare conflitti per dimostrare di aver ragione, che abbiamo solo la Terra per vivere anche se ci affanniamo a percorrere in lungo e largo lo Spazio. L’uomo dovrà promuovere un progresso mondiale sostenibile per dare un futuro alle prossime generazioni.

“Buona Apocalisse A Tutti!” è un libro ancora attuale anche se è stato scritto circa 30 anni fa. Con uno stile scorrevole e divertente, la trama lascia libero sfogo all’immaginazione dei due autori che stordisce piacevolmente il lettore e lo pone davanti a riflessioni che non pensava di dover affrontare. A noi non resta che goderci la lettura di questa sfrenata opera.

giovedì 18 luglio 2019

RECENSIONE | "Delitto in alto mare" di Alessandra Carnevali

È finalmente arrivato in libreria “Delitto in alto mare” di Alessandra Carnevali (Newton Compton), autrice dei bestseller “Uno strano caso per il commissario Calligaris”, libro vincitore del Premio ilmioesordio nel 2016, “Il giallo di Villa Ravelli”(recensione) e “ Il giallo di Palazzo Corsetti”(recensione). Un caso inconsueto per il Commissario Calligaris che dovrà indagare, durante una crociera in Giappone, sulla scomparsa di una ragazza. Sulla nave c’è un assassino?

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7
Delitto in alto mare
Alessandra Carnevali

Editore: Newton Compton
Pagine: 252
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Il commissario Adalgisa Calligaris è reticente a festeggiare in grande le “nozze di stagno”. È una donna dura, un po’ brusca, e preferisce di gran lunga la semplicità agli sfarzi. Ma l’insistenza di suo marito, il magistrato Gualtiero Fontanella, la convince ad accettare l’idea di partire per una crociera in Giappone. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka di quattordici anni che fa parte di una squadra di otto giovani atleti in viaggio premio, che la coppia incontrerà di nuovo, per una coincidenza, sulla nave da crociera. Proprio quando Adalgisa sta per ammettere che, nonostante l’iniziale scetticismo, il viaggio è stato un’ottima idea, la compagna di cabina di Bianca, Ottavia, scompare nel nulla. La sua cruise card non è stata registrata in uscita: possibile che sia ancora a bordo? Per risolvere il mistero, Adalgisa dovrà dire addio allo spirito vacanziero e tirare fuori il suo proverbiale fiuto investigativo…


“Una crociera? Sei impazzito?”, gridò Adalgisa voltandosi di scatto verso il marito. “Una crociera sul mare? Con la nave?”

“No, nel deserto e col treno”, rispose Gualtiero seccato dalla reazione della moglie. “Non capisco perché ti agiti tanto, è una cosa bellissima andare in crociera e noi non ci siamo mai stati. Mi sembra un ottimo modo per festeggiare il nostro anniversario.”
Il commissario Adalgisa Calligaris non vorrebbe festeggiare in grande stile “le nozze di stagno”. Lei non ama gli sfarzi ma la semplicità, è una donna dura, un po’ brusca, instancabile paladina della giustizia. Di parere contrario è suo marito, il magistrato Gualtiero Fontanella, che la convince ad accettare l’idea di partire per una crociera in Giappone. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka di 14 anni che fa parte di una squadra di otto atleti in viaggio premio. Tutti parteciperanno alla stessa crociera. La nave salpa sotto i migliori auspici, Gualtiero e Adalgisa sono pronti a godere delle bellezze della Terra del Sol Levante. Proprio quando Adalgisa sta per ammettere che il viaggio è stata un’ottima idea, la compagna di cabina di Bianca, Ottavia, scompare nel nulla. Per risolvere il caso, Adalgisa dovrà dire addio allo spirito vacanziero e tirare fuori il suo proverbiale fiuto.

Questa nuova avventura del commissario Calligaris mi ha subito sorpresa perchè presenta una nuova location. Almeno per il momento, svanisce Rivorosso Umbro, e al suo posto appare la nave da crociera SeaStar. Questa crociera è un regalo di Gualtiero per festeggiare dieci anni di matrimonio con la sua adorata Adalgisa.

Un po’ per l’ambientazione e per la conduzione delle indagini, questo giallo mi ha ricordato i classici di Agatha Christie. In particolare ho ripensato al caro detective belga, Hercule Poirot durante la sua avventura di “Assassinio sul Nilo”. Tanti i sospettati, tutti hanno un ottimo motivo per voler uccidere la vittima. La storia racconta, con garbo e un pizzico di suspense, di passioni incandescenti e torbidi delitti. I personaggi sono descritti in modo semplice e diretto, qualcuno indossa le amate maschere e cerca di mostrarsi per quel che non è ma nulla sfugge al commissario.

Adalgisa è una donna che fa dell’ironia la sua cifra stilistica. È un personaggio simpaticissimo. È una donna dall’intuito sottile che le permette di cogliere ciò che sfugge agli altri, ha un carattere forte e tenace. Impacciata nei movimenti e nei modi, ama la buona cucina e ha una passione per i mercatini dell’usato.

“Delitto in alto mare” è un giallo in cui bugie, sparizioni e omicidi si passano il testimone in una storia  che appassiona e si complica sempre più con la comparsa di inspiegabili eventi. Le suggestive ed eleganti atmosfere giapponesi conferiscono un valore aggiunto al romanzo e proiettano il lettore al centro dell’avventura. Un’avventura che ha risvolti imprevedibili e una trama ben sviluppata a conferma della bravura di Alessandra Carnevali.

Io ho apprezzato lo stile sobrio e brillante dell’autrice, il suo modo soft di presentare l’evento criminale, il suo desiderio di sperimentare nuove ambientazioni e tematiche sempre attuali.

Alessandra Carnevali ha dato vita a un giallo godibilissimo, scritto bene, perfetto da portare in vacanza e che vi regalerà qualche ora di piacevole lettura. Il personaggio di Adalgisa Calligaris è perfetto per sorridere e riflettere. Le sue indagini non conoscono distrazioni e corrono dritte verso la soluzione. La giustizia al fine trionferà in un finale sempre in stile Poirot. Spero di leggere al più presto un’altra avventura del commissario Calligaris e nel frattempo vi saluto con un ossequioso sayoonara.