giovedì 10 dicembre 2015

RECENSIONE | "L'opera dei Pupi e altri racconti di crimini e misfatti" di Gabriele Cantella

Carissimi lettori, come procedono i preparativi per il Natale? Vi state preparando per le grandi tavolate in famiglia che si sa quando iniziano ma non si sa quando finiscono? Se, nel frattempo, volete trascorrere qualche ore in modo piacevole in compagnia di un buon libro allora non vi resta che leggere “L’opera dei Pupi e altri racconti di crimini e misfatti” di Gabriele Cantella, La Sirena Edizioni.

L'opera dei Pupi 
e altri racconti di crimini e misfatti
Gabriele Cantella

Editore: La Sirena Edizioni
Collana: Le Onde
Pagine: 232 
Prezzo: € 14,00 

Sinossi: Come i pupi della tradizione siciliana, i personaggi di questi sei racconti vengono indirizzati nelle loro vicende dall’abile penna dell’autore, che intreccia vicende di genere poliziesco tradizionale ad altre di stampo storico o surreale. L’indagine attraversa ognuno dei sei racconti ma si declina in generi diversi rendendo questo volume una vera chicca per gli amanti della narrazione breve.

La figura sagace e ironica del sicilianissimo commissario Paternò spicca in tre dei sei racconti della raccolta e lascia intuire la passione dell’autore per il racconto giallo popolare così caro alla nostra tradizione letteraria.

In una Palermo quanto mai caotica e assolata, il nostro arguto poliziotto e l’immancabile compagno, l’ispettore Cammarata, indagano su crimini e misfatti, misteriose sparizioni e inquietanti rapimenti. Ma non sono loro i soli protagonisti nei racconti di Gabriele Cantella, che si spinge oltre e esplora tutte le declinazioni del racconto d’investigazione. Dal giallo storico a quello fantastico passando per note noir e strizzando l’occhio al gotico per un’opera prima consapevole ed eterogenea pur nell’unità intrinseca del genere.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7


“L’opera dei Pupi” è una raccolta composta da sei racconti che hanno un filo conduttore: la giustizia vista nelle sue molteplici interpretazioni. I racconti presentano personaggi nati dalla fantasiosa penna dello scrittore e il loro palcoscenico sono le indagini che si presentano nelle classiche vesti di genere poliziesco o   in vicende di stampo storico o surreale. In tre dei sei racconti troviamo la figura perspicace e ironica del commissario Paternò.

Nel racconto “L’opera dei Pupi”, il sicilianissimo commissario Paternò è alle prese con l’omicidio della baronessa Sconfietti. Fido collaboratore di Paternò è l’ispettore Mauro Cammarata.

Il commissario è una persona complessa che si lascia coinvolgere totalmente dal proprio lavoro. Per lui assicurare il colpevole alla giustizia diventa, a volte, un’ossessione, una sfida con se stesso, un tarlo che incessantemente scava nella sua mente. La sua visione della giustizia passa per la dimostrazione della sua bravura. Soprattutto i colpevoli devono sapere che con lui non hanno scampo.
Troppo spesso la giustizia diventa un pretesto per mascherare propositi di vendetta oppure uno scudo dietro al quale si nascondono motivazioni personali che niente hanno a che fare con quella che gli antichi greci chiamavano Dike.
Ogni personaggio, nei sei racconti, indossa una maschera e si mostra in modo differente dal vero se stesso. Si lascia guidare dalle emozioni, dagli avvenimenti, ricopre ruoli che deve necessariamente interpretare.
Siamo tutti burattini in questa brutta storia, chi più e chi meno.
Nel secondo racconto “La giustizia imperfetta”, un uomo decide di diventare un inflessibile dispensatore di giustizia. Dove la polizia, i giudici, le istituzioni falliscono, sarà lui ad emettere sentenze e a eseguire condanne. Il protagonista della storia di giorno è un operaio afflitto e svogliato, al calar delle tenebre si trasforma nel giustiziere della notte.
Quando parlo di giustizia, non mi riferisco al sistema giudiziario: per giustizia intendo quella vera, immediata, efficace, ineluttabile, infallibile; una giustizia che agisce per mezzo di una pistola e si manifesta con una morte subitanea.
In “Chiaramonte Gulfi, 1299” viene narrato l’assedio alla città di Chiaramonte che capitola sotto i colpi dell’invasore francese. I vincitori trionfalmente entrano in città. I vinti sono disperati, le donne sicule sono piegate dal dolore ma non si spezzano. La città è in ginocchio ma i suoi abitanti conservano una fede incrollabile ed è proprio in chiesa che la giustizia divina si manifesterà.
Il sacerdote si appresta a sollevare al cielo il calice consacrato quando, d’improvviso, si ode un gran boato e le porte della chiesa si spalancano per la carica violenta e animalesca di un gruppo di soldati francesi che si riversano all’interno della casa del Signore con lo stesso impeto di un fiume in piena che travolge ogni cosa si trovi sul suo corso.
A seguire troviamo “Il Guastatore”, un ladro di opere d’arte. Egli non ruba le famose tele ma entra nei dipinti e ne modifica la scena cambiandone, quindi, il significato. Lo scopo è quello di diffondere un messaggio sul senso del dovere.
Del resto, fare il proprio dovere è sempre una scelta obbligata, comporta sempre un vincolo; il dovere non si sceglie, è lui che s’impone. Si fa ciò che si deve fare perché si deve farlo, non perché si sceglie di farlo.
Negli ultimi due racconti “Moto perpetuo” e “Lame di ricordi” ritroviamo il commissario Paternò alle prese prima con un furto in casa di monsignor Siracusa, poi impegnato nelle ricerche di una donna scomparsa.


http://i.imgur.com/JoT3R4K.png“L’opera dei Pupi” presenta una varietà di racconti che spaziano dalla tipica indagine poliziesca, al noir, al giallo storico e fantastico. Fin dalle prime pagine appare evidente la cura e l’amore dell’autore per la criminologia. Cantella non si limita solo a narrare l’accaduto, egli analizza i motivi, i retroscena che conducono a commettere crimini e misfatti. Mi piace l’approfondimento psicologico dei personaggi che vivono tra le pagine di questo libro che conduce il lettore nei misteriosi meccanismi della mente umana. Fin dalle prime battute lo scrittore riesce a catturare l’attenzione del lettore e con bravura caratterizza ogni racconto. Il commissario Paternò è la figura di spicco tra i vari personaggi che arricchiscono la narrazione, non mi meraviglierei se diventasse il protagonista di un romanzo. Tra i racconti il mio preferito è stato “Chiaramonte Gulfi, 1299”. Ho molto apprezzato la capacità dello scrittore di trasmettere emozioni con uno scritto intenso ma brevissimo. Le descrizioni della popolazione vinta sono risultate vivide e ho percepito la sofferenza e la solennità del momento. La fede che sostiene è un atto di devozione assoluta e Dio ascolta la preghiera dei suoi figli. Le armi seminano la morte, la strage degli innocenti avviene. La giustizia divina colpirà coloro che si sono macchiati le mani di sangue.


“L’opera dei Pupi” è un libro ben scritto, con una narrazione agile e appassionante, mai noioso e acuto osservatore della psicologia umana. Un buon libro da leggere con interesse e curiosità.

4 commenti:

  1. Questo non mi ispira particolarmente.
    Come sai ho già dei problemi con i racconti e con questo genere quando sono divisi. Credo che unirli non sarebbe una buona idea ahahahah

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    1. Se non t'ispira pazienza, in effetti il genere deve piacere altrimenti la lettura non è più un atto piacevole ma diventa una vera e propria tortura :)

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  2. Ti, ho taggata qui:
    http://fantasyfordreaming.blogspot.com/2015/12/santa-claus-book-tag.html
    Ciao. :)

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    1. Grazie, passo a vedere di cosa si tratta :)

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