venerdì 16 settembre 2016

RECENSIONE | "Anemone Al Buio" di Maria Silvia Avanzato

Carissimi lettori, la recensione odierna riguarda un giallo screziato di noir con una buona dose di suspense e un finale che riserva molte sorprese.

Anemone al buio
Maria Silvia Avanzato

Editore: Fazi (collana Darkside)
Pagine: 287 
Prezzo: € 14,00 

Sinossi: Gloria si risveglia dopo un incidente e non è più la stessa. I suoi occhi non vedono più e anche la sua testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che all’inizio sembrano solo allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia.

Eppure, qualcosa non torna. Troppe cose strane attorno a lei, troppe persone che non ricorda ma di cui ora riesce a distinguere meglio la voce, con conseguenze talvolta sinistre. Quando, in questa nuova dimensione, iniziano a consumarsi drammi e persino omicidi, Gloria decide che è arrivato il momento di fare un viaggio e ripercorrere i luoghi del passato alla ricerca di sé. Man mano che la memoria comincia a tornare, restituendole frammenti perduti, gli occhi riacquistano la vista anche se lei preferirà non farne parola con nessuno, nemmeno col nuovo fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, prenderà coscienza della realtà che la circonda e scoprirà qualcosa di sconvolgente e insieme inaspettato: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità e un grumo di ricordi con risvolti a dir poco raccapriccianti.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

Un fascio di luce, il pedale del freno, un vetro che esplode contro un palo nero.
Basta un attimo e la vita di Gloria cambia radicalmente: coinvolta in un incidente d’auto, è viva per miracolo. Il suo risveglio, in un letto d’ospedale, è traumatico. Gloria sente il suo corpo sfigurato, i suoi occhi non vedono più la luce e la mente le propone segmenti di ricordi.

Il ritorno nella sua casa, assistita dall’amica d’infanzia Licia, segna l’inizio di un vero e proprio incubo. Gloria è prigioniera del buio, i suoi ricordi si confondono e sposano realtà e menzogna. In un crescendo di suspense assisteremo alla disperata e coraggiosa ricerca della verità che ha un solo nome: Anemone.
Sono una povera inutile cieca relegata a un divano in una casa piccola e piena di rumori sinistri. Sono la preda ideale per chiunque, posso solo tremare e implorare, piangere e ripararmi il viso con le mani. Fragile, vulnerabile, a rischio. Sono una nullità.
Nella gabbia che imprigiona Gloria non filtra mai la luce e alcuni suoi ricordi sono veri altri sicuramente falsi. La ragazza ha perso tutto: l’amore, l’amica, la famiglia, il lavoro, la vista. Il buio l’avvolge, la rende inquieta, accende in lei mille paure. La quotidianità del passato è stata cancellata con un colpo di spugna. Il presente la vede sussultare per una voce sconosciuta, diventare timorosa al suono del telefono, lottare con i suoi stessi ricordi per scoprire che qualcosa di sconvolgente si nutre della sua stessa cecità.

“Anemone al buio” è un romanzo godibile che affronta un evento traumatico come la perdita della vista. È stato molto interessante leggere il modificarsi del rapporto tra l’ambiente e la protagonista, le strategie di adattamento alla nuova complessa e dolorosa situazione. Nel caos emotivo che ne consegue ben s’insinuano i dubbi legati ai ricordi. Nella mente di Gloria affiorano come flash i ricordi del passato che svelano, pian piano, un’amara e tragica realtà. Accanto a Gloria c’è una persona che si prende cura di lei e che l’aiuterà a scoprire chi è Anemone. Per fortuna, penserete, qualcuno guiderà i suoi passi, aiutandola, difendendola, amandola. Ma ricordate che in questo romanzo nulla è come appare, il male si nasconde e tesse un’orribile ragnatela per intrappolare Gloria. Lacrime e sangue, buio e rassegnazione, odio e amore aspettano la protagonista circondata da spettri che ritornano da un passato nebuloso.

Il finale mi ha colta impreparata, avevo capito alcune dinamiche della storia ma sono rimasta intrappolata in una scia di sangue che non avevo previsto. A dir il vero sono appunto questi gli elementi che più mi coinvolgono nella lettura di un romanzo: l’imprevedibilità associata all’evolversi della vicenda in cui i personaggi non dicono tutto di se stessi. Mi piace scoprire, supporre, togliere loro la maschera pian piano pregustando il loro vero volto. Lo stile scorrevole regala momenti in cui le emozioni sono sovrane sottolineando il senso di ambiguità, di smarrimento, di crisi d’identità che investono la protagonista. Leggere gli eventi che hanno sconvolto la sua vita e conoscere  Gloria nella sua dimensione umana mi hanno dato la possibilità di immedesimarmi nel personaggio. 

Non vi nascondo che ho letto il libro in brevissimo tempo chiedendomi chi fosse Anemone e come sarebbero evolute alcune situazioni nate nel buio dell’intrigo. Ho molto apprezzato l’ottima descrizione psicologica dei personaggi e i rapporti tra di loro che creano un bell’intreccio narrativo.

“Anemone al buio” è un romanzo ben scritto che gode di cupe atmosfere che lo rendono profondamente vicino a chi, come me, ama il lato oscuro della vita. Buona lettura.

1 commento:

  1. Sembra angosciante! Non so se imbarcarmi o no in questa lettura...

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