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lunedì 10 novembre 2025

RECENSIONE | "L'erede" di Camilla Sten

 "L'erede" (Fazi, Collana Darkside, traduzione di Renato Zatti) è un romanzo di Camilla Sten, figlia della scrittrice di gialli Viveca Sten. Nel nuovo romanzo, "L'erede", troverete verità inconfessabili sepolte nel tempo, una storia familiare disseminata di segreti e una casa che non li lascerà mai andare.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 6
L'erede
Camilla Sten

Editore: Fazi
Pagine: 360
Prezzo: € 19,50
Sinossi

Eleanor convive con la prosopagnosia, l’incapacità di riconoscere i volti delle persone. Un disturbo che causa stress, ansia acuta, e può farti dubitare di ciò che pensi di sapere. Una sera la ragazza si reca a casa della nonna Vivianne per la consueta cena domenicale. Ad accoglierla sull’uscio non trova però la nonna, ma una persona cui non riesce a dare un nome, che scappa via per le scale. Dentro casa, la nonna è distesa sul tappeto accanto a un paio di forbici con le lame spalancate. Nella stanza, odore di ferro e carne. La nonna, quella nonna che l’ha cresciuta come una madre, è stata uccisa. Passano i giorni, e l’orrore di essersi avvicinata così tanto a un assassino – e di non sapere se tornerà – inizia a prendere il sopravvento su Eleanor, ostacolando la sua percezione della realtà. Finché non arriva la telefonata di un avvocato: Vivianne le ha lasciato in eredità una tenuta imponente nascosta tra i boschi svedesi. È la casa in cui suo nonno è morto all’improvviso; un posto remoto, che da oltre cinquant’anni custodisce un passato oscuro. Eleanor, il mite fidanzato Sebastian, la sfrontata zia Veronika e l’avvocato vi si recano in cerca di risposte. Tuttavia, man mano che si avvicinano alla scoperta della verità, inizieranno a desiderare di non aver mai disturbato la quiete di quel luogo. Chi era davvero Vivianne? Quali segreti si è portata nella tomba?





Eleanor, una giovane donna che soffre di prosopagnosia, un deficit percettivo che non permette di riconoscere i volti delle persone, assiste all'omicidio di sua nonna: vede una persona che scappa via per le scale, ma non riesce a ricordare il suo viso. Dentro casa la nonna è distesa sul tappeto accanto a un paio di forbici con le lame spalancate. Passano i giorni e l'orrore di essersi avvicinata così tanto a un assassino, inizia a prendere il sopravvento. Eleanor (che solo la nonna chiamava Victoria) non sa se quell'uomo tornerà e la sua vita viene invasa da stress e ansia acuta. Un giorno arriva la telefonata di un avvocato: la nonna Vivianne le ha lasciato in eredità una tenuta imponente nascosta tra i boschi svedesi. Il suo nome è Solhoga, "sole alto". 

Una dimora signorile di due piani in ottime condizioni, imponente e intonacata di bianco, con file di finestre scure che ci fissano senza vederci. Dietro la casa scorgono altre costruzioni più piccole e un laghetto circondato da giunchi ghiacciati. 

È la casa in cui suo nonno è morto all'improvviso, un posto remoto che da oltre cinquant'anni custodisce un passato oscuro. Eleanor, il mite fidanzato Sebastian, la sfrontata zia Veronika e l'ambiguo avvocato vi si recano in cerca di risposte. Quindi l'azione si sposta nella grande casa isolata dove si incroceranno due linee narrative nel segno del mistero: il presente, con Eleanor che esplora la tenuta; e il passato, quando qualcosa di terribile è accaduto. Rivivremo gli eventi accaduti nella casa nel 1965 grazie al diario della cameriera Annushka che rivelerà la crudeltà di Vivianne, la padrona della casa. 

Camilla Sten è maestra nel creare personaggi sinistri e atmosfere inquietanti. I suoi romanzi offrono storie capaci di far sussultare i lettori a ogni pagina. Il buio e le tormente di vento e neve sono il contesto da brividi di questo thriller. Non mancano l'atmosfera cupa e minacciosa, i segreti di famiglia e i personaggi misteriosi. Mentre la neve si accumula al di fuori della casa, dentro aumenta la paura e sale la tensione. 

È stato intrigante scoprire le ombre che si muovono nel buio di Solhoga, percepire le vibrazioni spettrali e seguire gli strani eventi che iniziano a verificarsi nella villa. La tempesta di neve blocca tutti nella villa e prelude a una serie di colpi di scena che rende difficile smettere di leggere questo romanzo. 

L'autrice semina varie false piste per depistare i lettori e ciò ha reso la lettura piena di tensione. Non è una storia veloce ma ciò ha fatto crescere in me l'ansia di conoscere l'evolversi degli eventi. Orrore e mistero si mescolano creando una miscela esplosiva che vi farà dubitare di ogni vostra intuizione. In questo thriller il depistaggio regna sovrano: quando ho creduto di aver indovinato il colpevole ecco che sopraggiunge un nuovo flashback che mi ribalta le deduzioni precedenti. 

Seppur l'inizio sia abbastanza classico (un assassino, un mistero irrisolto del passato e una casa sperduta nei boschi), la storia è molto più complessa di come sembra e diventa sempre più interessante. 

I personaggi sono ben delineati e complessi. Li conosceremo attraverso il racconto del passato e il diario di Annushka avrà un ruolo importante per poter svelare la verità. I rapporti tra i protagonisti sono ricchi di sfaccettature e intrecci psicologici. 

Lo stile dell'autrice è diretto, mai noioso. Segue una linea temporale non troppo intricata e intreccia abilmente elementi di thriller, mistero e approfondimento sociale dando rilievo alle dinamiche sociali e psicologiche. 

"L'erede" è un giallo matrioska: l'omicidio iniziale è il pretesto per iniziare una serie di indagini personali e misteri paralleli. Solhoga è il filo che lega passato e presente, è la lunga ombra del passato che lancia un guanto di sfida con un crescendo di false piste, lettere e documenti che spariscono, testimoni che svaniscono. La verità metterà in chiaro che non ci sono vincitori e vinti. Il lettore si troverà davanti a un vaso di Pandora che è stato aperto portando alla luce circostanze e situazioni nascoste, dannose, dolorose. 

In questo romanzo l'attenzione si concentra sui segreti di famiglia, sull'eredità e sull'identità personale. La "prosopagnosia" di Eleanor è una metafora per le difficoltà nel riconoscere le verità nascoste nella propria genealogia e nelle persone care. Anche la fiducia è un tema importante del romanzo che evidenzia come le apparenze possano ingannare. 

In questo ingranaggio di morte Solhoga infrange la sua promessa di essere custode del passato. La sua promessa è infranta, spezzata, tradita. La verità che custodiva verrà alla luce e racconterà una storia senza giustizia.

martedì 15 aprile 2025

RECENSIONE | "Una strada tranquilla" di Seraphina Nova Glass

Per le lettrici e i lettori che amano i thriller psicologici, Fazi pubblica "Una strada tranquilla" di Seraphina Nova Glass, romanzo ambientato in un sobborgo americano pieno di segreti: alcuni grandi, altri piccoli, altri mortali.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Una strada tranquilla
Seraphina Nova Glass

Editore: Fazi
Pagine: 324
Prezzo: € 18,50
Sinossi

Un intrigante thriller psicologico ambientato in un sobborgo americano pieno di segreti: alcuni grandi, altri piccoli, altri mortali. Uno dopo l’altro stanno per essere svelati tutti… Chi non vorrebbe vivere a Brighton Hills? Questo esclusivo comprensorio residenziale sulla costa dell’Oregon è il mix perfetto di lusso e bellezza naturale: splendide case si ergono sotto possenti abeti, rigogliosi giardini si estendono fino al lungolago. Chi vive qui conduce un’esistenza agiata e mondana, scandita da eventi di beneficenza, partite a golf e bevute tra conoscenti; è il tipo di posto in cui i vicini si prendono cura l’uno dell’altro. A volte fin troppo. Cora, quarantenne organizzatrice di eventi, è certa che suo marito la tradisca; deve solo coglierlo sul fatto. Per smascherarlo assolda la fedele dirimpettaia Paige. Dal canto suo, Paige non si dà pace da quando il figlio ha perso la vita in un incidente e, convinta che il responsabile si celi tra i residenti del comprensorio, ha preso a spiare compulsivamente i vicini in cerca del colpevole. Nel frattempo, la nuova vicina Georgia, giovane inglese giunta da poco a Brighton Hills al seguito del marito, si comporta in modo sempre più strano. Ma cosa potrebbe mai nascondere una madre così adorabile?





A Brighton Hills non succede mai niente. Be', non alla luce del sole, quantomeno. Le cose avvengono sempre in segreto e dietro porte chiuse: vorticano sotto forma di pettegolezzi e sguardi furtivi, ma la superficie resta patinata e imperturbabile.

Brighton Hills è un esclusivo comprensorio residenziale sulla costa dell'Oregon, è un mix perfetto di lusso e bellezza naturale. Case meravigliose si annidano sotto imponenti abeti e rigogliosi giardini scendono fino al lungolago. Chi vive qui conduce un'esistenza agiata e mondana, scandita da eventi di beneficenza, partite a golf e bevute tra conoscenti. É il tipo di posto in cui i vicini si prendono cura l'uno dell'altro. A volte fin troppo. 

Cora, quarantenne organizzatrice di eventi, è convinta che suo marito Finn la tradisca. Lui nega. Deve solo coglierlo in flagrante per dimostrare che il marito non ha rispettato la clausola del loro accordo prematrimoniale. Per smascherarlo assolda la fedele dirimpettaia Paige. 

Dal canto suo, Paige non si dà pace da quando il figlio Caleb ha perso la vita in un incidente stradale. É convinta che la morte del figlio non sia un incidente e che il colpevole si celi tra i residenti del comprensorio. La donna ha in sé una miscela di dolore e rabbia che cresce ogni giorno di più e tende ad allontanare tutti, compreso il marito che si trasferisce in un nuovo appartamento. Paige è determinata a scoprire chi ha ucciso il suo Caleb e così inizia a spiare i suoi vicini: scatta delle foto, osserva con il binocolo. Si improvvisa super investigatrice amatoriale. 

Nel frattempo, la nuova vicina Georgia, giovane inglese giunta da poco a Brighton Hills al seguito del marito, si comporta in modo sempre più strano. Non oltrepassa mai il portico di casa ed evita a tutti i costi di chiacchierare con i vicini. Suo marito spiega che il comportamento della moglie è dovuto all'agorafobia a causa di un trauma passato. Ma cosa potrebbe mai nascondere una giovane madre così adorabile? 

Con "Una strada tranquilla", dal quale verrà tratta una serie tv, l'autrice è stata finalista all'Edgar Award. 

I personaggi sono accattivanti: Cora, Paige e Georgia sono tre donne imperfette che si confrontano con relazioni matrimoniali disfunzionali ma, nel momento del bisogno, stringono una specie di alleanza trovando la forza l'una nell'altra per rimediare a qualche torto. Le loro voci sono nitide ed è facile schierarsi dalla loro parte. 

"Una strada tranquilla" è un dramma domestico che dimostra come le apparenze ingannino. Dietro le porte chiuse tutti hanno dei segreti e accadono eventi angoscianti 

La trama è incisiva, veloce e contorta. Si trattano temi come l'infedeltà, il dolore, la perdita di identità e la manipolazione psicologica. Tutto ciò rende la lettura emozionante e ricca di tensione. L'autrice, con mano sicura, conduce il lettore verso la soluzione di più misteri. La forza del romanzo è nei personaggi che dapprima singolarmente, poi in gruppo, riescono a scoperchiare un vaso di Pandora che non promette nulla di buono. Man mano che i segreti vengono rivelati, ciascuno si rende conto di quanto la verità cambierà la vita della propria famiglia. 

Questo è il primo libro di Seraphina Nova Glass che leggo. Mi è piaciuto il suo stile di scrittura e il suo sarcasmo e umorismo che hanno stemperato un po' l'atmosfera di cruda disperazione creata dai temi trattati. Ho trovato la storia molto interessante con momenti di alta tensione e disagio. Non sono stata sempre d'accordo con alcune decisioni prese dalle protagoniste ma leggere le loro azioni è stato assistere a un interessante gioco del gatto e del topo. 

"Una strada tranquilla" è un thriller domestico a tinte nerissime con personaggi che si arricchiscono di nuove sfaccettature a ogni capitolo. L'ingranaggio narrativo alterna le loro voci rivelando un quadro d'insieme complesso e mostruoso. Quanti demoni chiusi tra le pareti domestiche! Le convenzioni di una società senz'anima si moltiplicano segnando una pericolosa soglia invisibile. Sarà pericoloso portare alla luce gli aspetti nascosti della personalità di alcuni protagonisti. 

La bellezza di questo thriller è vedere come forze inarrestabili si mettono in moto e inducono il lettore alla riflessione e rivalutazione dei lati oscuri della personalità, dei non detti del matrimonio e della vita famigliare. 

È intrigante seguire le prospettive di Paige, Cora e Georgia, conoscenti e vicine di casa attraverso una spirale che si sviluppa intorno a una tragedia. Le loro storie sono un'esperienza emotiva di largo respiro che porta il lettore a guardare gli eventi sulla pagina come proiezione di eventi che le donne possono vivere realmente in famiglia. La famiglia diventa un luogo pericoloso, non è più un nido di accoglienza, calore e felicità. Non c'è niente di più terrificante di ciò che può accadere nelle nostre case, all'interno delle nostre famiglie e delle amicizie. C'è sempre un divario tra l'ineccepibile facciata pubblica delle famiglie perfette e il loro lato oscuro privato. 

Vorrei concludere con un'ultima riflessione. Sotto la superficie della normalità si annidano gli orrori della perversione, dietro gli abbracci e i sorrisi possono nascondersi paura, odio e violenza. La libertà e la dignità della donna sono beni a cui non si può e non si deve rinunciare. La violenza non è mai giustificata, l'amore non è mai possesso. Diamo voce alla violenza sotterranea, ai lividi che deturpano la pelle, alle paure taciute, alle minacce sommesse, alle manipolazioni e alla gelosia ossessiva. Promuoviamo la cultura del rispetto.

lunedì 7 aprile 2025

RECENSIONE | "56 giorni" di Catherine Ryan Howard

"56 giorni" (Fazi) è il nuovo romanzo di Catherine Ryan Howard, scrittrice di gialli di successo internazionale. La storia è ambientata a Dublino, città d'origine della scrittrice, nell'Irlanda 2020 nel periodo del lockdown.

Tutto ha inizio con un incontro casuale, con una convivenza affrettata e con la scoperta di un cadavere in decomposizione. Potrebbe essere l'omicidio perfetto?


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
56 giorni
Catherine Ryan Howard

Editore: Fazi
Pagine: 372
Prezzo: € 19,00
Sinossi

Nessuno sapeva che vivevano insieme. Ora uno dei due è morto. Potrebbe essere questo il delitto perfetto? 

56 GIORNI PRIMA Ciara e Oliver si incontrano per la prima volta in un supermercato di Dublino, durante una pausa pranzo come tante; tra loro scatta subito la scintilla e, nel giro di pochi giorni, iniziano a frequentarsi. Nella stessa settimana, il Covid-19 raggiunge le coste irlandesi. 

35 GIORNI PRIMA Quando il lockdown minaccia di tenerli separati, Oliver suggerisce di andare a vivere insieme nel suo appartamento. Nonostante si conoscano da poco, Ciara accetta: per lei è l’unico modo di far funzionare la relazione sfuggendo al controllo della famiglia e degli amici. Per Oliver è l’unico modo di nascondere la sua vera identità. 

OGGI Nell’appartamento di Oliver viene trovato un cadavere in decomposizione. Gli investigatori si buttano a capofitto nell’indagine: riusciranno a capire cosa è realmente accaduto, oppure la pandemia ha permesso a qualcuno di commettere il delitto perfetto?





Le bugie sono cose sottili e poco maneggevoli. Filamenti delicati, come i fasci di nervi del corpo. Facili da torcere, difficili da controllare, impossibili da tenere fermi.

Ciara e Oliver si incontrano in coda al supermercato a Dublino la stessa settimana in cui il Covid-19 raggiunge le coste irlandesi. Tra loro scatta subito una forte attrazione. Quando il lockdown minaccia di tenerli separati, Oliver propone a Ciara di trasferirsi nel suo appartamento. Si conoscono appena ma lei vede la convivenza come l'opportunità per vivere una nuova relazione senza l'esame scrupoloso di famigliari e amici, lui la vede come un'opportunità per tenere segreto il suo passato. 

Cinquantasei giorni dopo, la polizia trova un cadavere in decomposizione nel loro appartamento. Nessuno sapeva della loro convivenza. 

Cosa è realmente successo nell'appartamento di Oliver? Un tragico incidente, un delitto passionale o il lockdown ha offerto l'occasione per un crimine perfetto? I detective saranno in grado di determinare cose sia realmente successo? 

"56 giorni" è un giallo claustrofobico che vi trascinerà in un gorgo di sospetti fino all'ultima rivelazione. 

Oliver è un "tecnico dell'architettura", studia il modo per costruire gli edifici progettati dagli architetti. È alto e bello, forse un po' troppo paranoico. 

Ciara lavora per un'azienda tecnologica. È una ragazza che sembra insicura 

Le loro storie creano un'atmosfera carica di tensione e sono un portale per svelare i misteri del loro passato. Hanno 56 giorni per trasformare l'attrazione iniziale in amore. Ma il loro sarà un paradiso in terra o l'anticamera dell'inferno? 

L'intera vicenda è divisa in capitoli che hanno come titolo date che collocano gli eventi sia nel passato sia nel presente. I protagonisti sono ben descritti e le loro motivazioni psicologiche vengono sondate in profondità anche se ognuno nasconde delle informazioni. L'autrice è brava a seminare sospetti su entrambi i protagonisti costruendo un castello destinato a crollare miseramente. 

Il thriller si evolve su più piani temporali. Tutto parte dal lontano 2003 quando Oliver e Ciara erano all'inizio dell'adolescenza. Un passato, mai del tutto sepolto, allunga la sua ombra sugli eventi del 2020. 

"56 giorni" è un giallo ben congegnato, intriso di dolore, rancore, rabbia, desiderio di essere perdonati. Il passato non si può cambiare ma si può scrivere il presente e soprattutto il futuro. Ogni protagonista esprime il proprio punto di vista con rari e frammentati nuovi elementi e questo genera una certa ripetizione rimbalzando avanti e indietro nel tempo. Oliver e Ciara mentono sapendo di mentire, indossano una maschera e rimescolano continuamente le carte in tavola. 

Leggere questo thriller mi ha fatto rivivere l'incertezza, la solitudine e la tensione del lockdown: le strade silenziose, gli scaffali del supermercato vuoti, il distanziamento sociale, le mascherine, la vita messa in stand-by. Comunque il Covid fa solo da sfondo alla vicenda fornendo l'atmosfera perfetta per un mistero drammatico e agghiacciante. Infatti quando pensi di aver afferrato il bandolo della matassa, ti accorgi di aver sbagliato e le tue deduzioni si volatilizzano nel nulla. 

Catherine Ryan Howard ci propone un romanzo in cui nulla è come sembra e non ci si può fidare di nessuno. L'autrice è brava nell'arte della manipolazione della trama, spiazza il lettore intrappolandolo nelle menti di Oliver e Ciara. Fin dall'inizio sappiamo che qualcuno morirà ed è normale chiedersi: Chi morirà? Chi ha commesso l'omicidio? Qual è il movente? 

A dare una risposta a queste domande è una coppia di detective che dovrà scoprire cosa sia realmente successo nell'appartamento dove hanno scoperto un corpo in putrefazione nella doccia. La polizia non trova alcun documento né impronte digitali. Riusciranno a stabilire cosa è realmente accaduto? 

Questo libro mi ha tenuto sulle spine fino alla fine. Non sono mai stata sicura per chi tifare e di chi fidarmi. Un bel colpo di scena segna il gran finale dove l'Io si perde dietro al vetro smerigliato di una doccia, in una piccola pozzanghera d'acqua che diventa l'universo in cui giustizia e vendetta si fronteggiano. In ognuno di noi c'è un mostro, attenti!

lunedì 4 novembre 2024

BLOGTOUR | "Tutto torna" di Juan Gomez Jurado | I 5 motivi per leggere il romanzo

"Tutto torna" è il nuovo thriller di Juan Gomez Jurado, giornalista e romanziere tradotto in quaranta lingue. Il romanzo, edito dalla Faz con traduzione di Elisa Tramontin, sarà in libreria dal 5 novembre e segna una nuova tappa nell'universo Regina Rossa che continua a espandersi con il grande ritorno di Aura, Mari Paz e Sere: tre donne pronte a tutto.

Ecco i cinque motivi per leggere "Tutto torna"



Tutto torna
Juan Gomez Jurado

Editore: Fazi
Pagine: 516
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Tutto ciò di cui Aura Reyes ha bisogno è rimanere viva altri dieci minuti. Non è un compito facile. Le altre sono quattro, sono più forti e lei - una figura accerchiata, nel cortile del carcere - non è mai stata brava a difendersi. O forse sì. Perché Aura deve riprendersi le sue figlie. E anche le sue amiche. È per questo che ha elaborato un piano che inizierà tra dieci minuti. Quindi no. Non ha intenzione di morire oggi. Fuori dal carcere la aspetta una nuova sfida: dovrà vedersela con i Dorr, una potente famiglia che nasconde molti segreti, la cui ultima erede, Irma, regge le fila di un misterioso Circolo. E c'è una preziosa valigetta da recuperare. Non si sa che cosa contenga, ma di certo il suo contenuto è potenzialmente esplosivo...



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché "Tutto torna" è il sequel di "Tutto brucia". Vi racconto in modo conciso la trama.

Aura, una delle protagoniste del romanzo, ha solo dieci minuti davanti a sé per capire come non morire in un carcere di massima sicurezza. Non è un compito facile. Davanti a lei, nel cortile del carcere di massima sicurezza, ci sono quattro donne, sono più forti di lei che non è mai stata brava a difendersi. Aura non ha nessuna intenzione di morire oggi e per questo ha elaborato un piano che inizierà tra dieci minuti. Un piano che le permetterà di salvarsi per andare a prendere le sue figlie e tornare dalle amiche Mari Paz, legionaria, e Sere, hacker e ingegnera informatica. In una manciata di capitoli iniziali Jurado ci fa intravedere l'alba di una storia mozzafiato fatta di intrighi, misteri e vendette. Aura e le sue amiche dovranno lottare per sopravvivere, nella convinzione che tutto, prima o poi, torna.

2. Perché "Tutto torna" è un romanzo in cui la presenza femminile è predominante. Un romanzo corale dove c'è un filo conduttore che lega le tre protagoniste. Un filo realizzato con l'amore filiale e con l'amicizia tra donne, sentimenti che diventano forza e coraggio per proteggere chi si ama dalle intemperie della vita. Un universo di donne con le loro storie e i loro segreti, storie che fanno emergere temi rilevanti visti da prospettive diverse. Quella tra donne, quando non ci sono invidie e competizioni, è un rapporto leale che dura nel tempo e si basa sulla fiducia, sulla condivisione delle difficoltà, sulla reciproca presa di coscienza di sé.

3. Perchè spesso l'autore scompone la realtà in tessere di memoria. Si guarda al passato per affrontare il presente e costruire un futuro. Ogni personaggio è attrice sulla scena, coprotagonista. Allora conosciamole meglio queste donne, dal passato turbolento e doloroso, unite da talenti e aspettative, sogni e desideri. Un'amicizia al femminile che restituisce speranza.

Aura Reyes, la mente: fino a poco tempo fa era una dirigente di successo, proprietaria di una lussuosa villa e madre di due figlie me-ra-vi-glio-se. Ora è in carcere per una pena detentiva per frode su larga scala e riciclaggio di denaro.

Mari Paz Celeiro, il braccio: una gallega tenace. In passato si è arruolata nel corpo d'èlite della Legine. Temprata da tante battaglie, dovrà difendere le figlie di Aura dalla vendetta di un uomo senza scrupoli. Nelle difficoltà brillerà il suo personaggio caratterizzato da determinazione e coraggio.

Sere Quijano, l'hacker ingegnera informatica. Le sue capacità tecnologiche non conoscono ostacoli. Crede ciecamente in tutto ciò che fa. Datele un computer e un martello e vi rivoluzionerà il mondo.

Ma ogni medaglia ha due facce e il Bene senza il Male non può esistere. Lo sa bene l'autore che con abilità ha creato Irma, il volto del male.

Irma Dorr è l'ultima erede di una famiglia potente che nasconde molti segreti. È a capo di un misterioso Circolo che cerca di recuperare una preziosa valigetta. Non si sa che cosa contenga, ma di certo il suo contenuto è potenzialmente esplosivo.

4. Perchè il romanzo gode di una narrazione dal ritmo serrato che intreccia passato e presente. È interessante leggere le riflessioni e i ricordi dei vari personaggi che trasmettono un messaggio chiaro: tutto ritorna, le vicende e gli errori del passato continuano a ripetersi, eternamente gira la ruota dell'essere. (Nietzsche).

"Tutto torna" è un thriller adrenalinico. Poco più di 500 pagine suddivise in capitoli brevi che terminano con un cliffhanger, una prosa diretta e veloce, molti dialoghi e un'ombra di umorismo per alleggerire la tensione costante. L'autore semina inganna, racconta menzogne, intreccia trame, nasconde connessioni tra i personaggi. Ne nasce una storia di giochi di specchi che si modifica continuamente. È una storia sull'amore, la famiglia e la responsabilità. Adoro il modo in cui Jurado cerca di nascondere il grande schema alla base dell'universo di Regina Rossa, ciò aumenta il piacere della lettura e ti permette di fare supposizioni su ciò che potrebbe accadere. Ci sono un'infinità di segreti da scoprire, personaggi da conoscere, intuizioni da convalidare. Sfidare i potenti non è cosa da poco e fare il tipo per le nostre amate protagoniste è doveroso. Tuttavia io al fascino del male non so resistere. Il personaggio di Irma Dorr è stato una piacevole scoperta e non è da sola! Il suo essere cattiva è pura adrenalina, un'identità all'ennesima potenza che usa tutti come pedine per un suo gioco più ampio. Si crea subito, con i buoni e i cattivi, un legame empatico ed emotivo che si riflette nelle missioni impossibili che Aura e le sue amiche sono chiamate ad affrontare.

5. Perché "Tutto torna" appartiene all'universo Regina Rossa che comprende i seguenti romanzi: "Regina Rossa", "Lupa Nera" e "Re Bianco". Segue "Tutto brucia" e "Tutto torna".

Come sempre, non è imprescindibile leggere quei libri per godere delle avventure delle nostre tre protagoniste. Tuttavia io vi consiglio di leggere i romanzi precedenti per apprezzare meglio la storia e la sua evoluzione. Se poi volete raggiungere la perfezione della conoscenza allora vi toccherà leggere anche "Il paziente" e "Cicatrice", romanzi che introducono la trilogia.

L'adattamento televisivo di "Regina Rossa" è disponibile su Prime Video  in tutto il mondo dal 29 febbraio 2024.

Quindi se volete una lettura che sappia sorprendervi con un viaggio mozzafiato nel passato dove "Tutto brucia" per giungere al presente dove "Tutto torna", non vi resta che entrare nel rocambolesco universo di Regina Rossa.



lunedì 21 ottobre 2024

BLOGTOUR | "Portami a casa" di Sebastian Fitzek | I 5 motivi per leggere il romanzo

Nelle librerie dal 22 ottobre "Portami a casa" è l'atteso nuovo romanzo di Sebastian Fitzek, pubblicato da Fazi, nella collana Darkside, traduzione di Elisa Ronchi. Si tratta di un thriller dalla fitta trama arricchita di colpi di scena, traumi e allucinazioni, paure e relazioni tossiche. La carica emotiva è notevole in un gioco messo in opera da due protagonisti in equilibrio tra casualità, trappole, confronto e inganno. In una lunga notte la storia nasce e muore intrappolando il lettore in un vorticoso viaggio nel cuore dell'oscurità più profonda.

In questo post troverete ben 5 motivi per scegliere "Portami a casa" come la vostra prossima avventura letteraria.



Portami a casa
Sebastian Fitzek

Editore: Fazi
Pagine: 360
Prezzo: € 18,50
Sinossi
È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d’epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte; donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Finora nessuna chiamata ha mai riguardato una situazione di vero pericolo. Finora, appunto. Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all’altro capo della linea c’è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l’ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c’è un serial killer in libertà, noto come “il killer del calendario” per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra, un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto, e chi il topo?



I 5 motivi per leggere il romanzo

Chi conosce l'ora della propria morte ha già iniziato a morire.

1. Perché "Portami a casa" è stato definito come il romanzo più emotivamente destabilizzante e spaventoso scritto da Sebastian Fitzek.

È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d'epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte: donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all'altro capo della linea c'è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l'ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c'è un serial killer in libertà, noto come "il killer del calendario" per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra.

Sui-ci-dio. Tor-tu-ra. Do-lo-re. Nella vita di Klara molte parole trisillabe avevano un significato orribile. Ma non v'era nessuna che raggiungesse il livello di orrore di ma-ri-to. Nessuna che le fosse più odiosa. Nessuna che avesse imparato a temere così tanto nel corso del tempo. Nessuna che fosse cambiata così tanto con il passare degli anni. Da a-mo-re a sa-di-smo. Da dol-cez-za a vio-len-za.

2. Perché se siete appassionati di thriller psicologici non potete perdervi questo romanzo travolgente. Fitzek è molto abile nel creare personaggi complessi e profondamente umani che ci trascinano in un mondo oscuro dove niente è ciò che sembra. I protagonisti, Klara e Jules, mettono a nudo i loro tormenti interiori. Provare una forte empatia nei loro confronti è inevitabile. Io mi sono spesso chiesta: che cosa avrei fatto al posto di Klara o di Jules. La risposta non è facile ed è bene fare attenzione per non cadere nella trappola della manipolazione e degli oscuri segreti. La tensione e l'angoscia dei personaggi è quasi tangibile. Il pericolo, la paura, la disperazione e l'amore fanno fare cose impensabili. Così quando il castello dei nostri sogni crolla, allora tutto è impossibile e si scende sempre più in basso e si è incapaci di reagire per venir fuori da un abisso di violenze, soprusi e torture.

La protagonista, Klara, si trova in una situazione disperata. Bloccata tra un marito psicopatico e un serial killer che ai psicopatici non ha nulla da invidiare, riuscirà a sopravvivere?

Anche Jules, uomo tranquillo che ha dedicato la sua vita al bene del prossimo, vive un presente difficile propaggine di un passato drammatico: un padre violento succube dei suoi demoni. Entrambi i protagonisti hanno un pesante carico emotivo nella percezione di un pericolo costante, incombente ma invisibile. Sia Klara che Jules hanno sempre lo sguardo rivolto al passato e non riescono a immaginarsi un qualunque tipo di futuro.

3. Perchè il romanzo è una tela che imprime lividi sul corpo, annienta il cuore e inibisce la mente dei protagonisti. Un muro di violenza domestica si erge dalle pagine del romanzo che traccia il calvario di una donna succube del marito. I primi tempi del matrimonio sono una continua "luna di miele": carezze, certezze, coccole. Poi qualcosa succede e tutto cambia. Le carezze diventano sberle, le certezze vacillano e le coccole si trasformano in violenze fisiche e psicologiche. Eppure la donna spera sempre di poter ritrovare l'idillio perso. Le botte passano, i lividi passano, ritornerà nuovamente il sereno e tutto sarà ancora più bello, almeno per un po'. Una relazione tossica è la palude del male, uscirne è difficile ma non impossibile. La violenza domestica si declina in tanti modi: violenza fisica, sessuale, psicologica o economica. Nel romanzo, il marito di Klara, è un partner intimo che infligge sofferenze di ogni tipo alla moglie colpevole di comportarsi in modo non consono secondo il suo giudizio. Colpevolizzare la vittima definendola come la responsabile delle azioni da lui compiute è un'ulteriore violenza. La donna, Klara nella storia ma tutte noi nella realtà, aumenta la sua insicurezza e insorgono ansia, fobie e attacchi di panico, disperazione e sensazione di impotenza, autolesionismo o idee di suicidio. L'uomo vuol acquisire potere e controllo sulla vittima, distruggere la sua autostima e usare i bambini, nel romanzo c'è una dolce bambina contesa, per controllare la donna-madre.   

4. Perché il romanzo, oltre a denunciare la violenza dell'uomo sulla donna, racconta perchè la vittima non si sottrae a questo incubo a occhi aperti, perchè annulla se stessa per accontentare gli altri. Klara, se state attenti coglierete l'attimo del cambiamento, chiede aiuto ma nessuno ascolta il suo grido di dolore. Lei che aveva messo la sua vita nelle mani del marito manipolatore, burattinaio spregevole dell'esistenza altrui, pensa di aver trovato la soluzione al suo tormento. Fitzek non risparmia al lettore la descrizione di scene difficili da leggere, dure, violente, con dettagli sanguinosi e brutali. La violenza del patriarcato viene denunciata a gran voce ma c'è di più, molto di più. Tra la nebbia dei depistaggi, seminati ad arte dall'autore, si intravede la paura della fuga, i timori del ricatto affettivo, il desiderio maschile che si fa violenza, la legge del silenzio e di parole non dette. Tutto diventa un peccato originale da scontare. Attraverso atti estremi del male si cancella qualsiasi speranza di felicità.

"Portami a casa" mette a nudo sottomissioni e pulsioni che possono far parte del vissuto di ognuno e tracciano un percorso di riflessioni per comprendere la vastità del problema della violenza sulle donne, per non chiudere gli occhi e chinare il capo, per non tacere, per trovare il coraggio di liberarsi dalla tossicità di relazioni claustrofobiche.

5. Perché Sebastian Fitzek è uno degli autori più venduti in Germania. I suoi thriller hanno un ritmo che mozza il fiato e lasciano il lettore in bilico fino all'ultima riga. "Portami a casa" non fa eccezione. Fitzek, ribattezzato come "lo Stephen King tedesco", è da considerarsi uno scrittore che sperimenta nuove tecniche nel genere psycho thriller. Il suo stile coinvolge il lettore e spesso le immagini visive degli eventi sembrano prendere forma davanti ai nostri occhi. Fitzek è abile nel dosare momenti di pura adrenalina e momenti di quiete che annunciano svolte ricche di tensione. Il male, in questa storia, non è appannaggio esclusivo dei protagonisti, ma riguarda l'intera società e coinvolge tutti i ceti sociali. L'autore invita il lettore a immergersi con lui nel torbido mare dell'animo umano. Il buio della notte è un'ambientazione perfetta per raccontare il vortice di eventi che vede una donna decisa a sfidare la morte. La storia evolve continuamente, non ci sono pagine di calma piatta. È un bel rompicapo con al centro sia il corpo che la mente umana. Capire come stanno realmente le cose e cosa sia reale non è cosa facile. È un guanto di sfida che lo scrittore getta al lettore. Io ci provo a comprendere dove sia la verità ma spesso sono travolta da eventi che si susseguono alla velocità della luce e si smentiscono con altrettanta velocità. Si dice sempre che leggere sia sinonimo di evasione, di libertà, di puro piacere. Ebbene leggete i thriller firmati da Fitzek e ditemi se non vi siete sentiti anche voi intrappolati al fianco dei protagonisti. Il finale fornirà ogni spiegazione e vi sorprenderà.

"Portami a casa" è un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto e chi il topo?



venerdì 13 settembre 2024

BLOGTOUR | "Solo un'altra persona scomparsa" di Gillian McAllister | I 5 motivi per leggere il romanzo

I thriller psicologici di Gillian McAllister hanno conquistato un buon pubblico di lettori. Se non li avete ancora scoperti è arrivato il momento giusto. Dopo "Posto sbagliato, momento sbagliato", il 17 settembre arriva "Solo un'altra persona scomparsa". Entrambi i romanzi sono editi da Fazi Editore, nella splendida collana Darkside.

Le premesse per un'ottima lettura ci sono tutte, eccovi cinque motivi per inserire "Solo un'altra persona scomparsa" tra le vostre prossime scelte.



Solo un'altra persona scomparsa
Gillian McAllister

Editore: Fazi
Pagine: 384
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Da genitore, cosa saresti disposto a fare per salvare tuo figlio? Olivia, una ragazza di ventidue anni, è stata avvistata l’ultima volta dalle telecamere a circuito chiuso mentre entrava in un vicolo cieco. Non ne è mai uscita. È scomparsa. Nessuno ha sue notizie da ventiquattro ore, e più passa il tempo, più diminuiscono le possibilità di ritrovarla sana e salva. Lo sa bene Julia, l’irreprensibile e instancabile ispettrice a cui è stato affidato il caso. Non è una situazione nuova per lei: una famiglia disperata, il ticchettio implacabile dell’orologio, lunghe ore di lavoro lontana dal marito e dalla figlia. Ma questa volta è diverso, e Julia non ha idea di quanto questa indagine, invece, la condurrà verso i suoi cari. Là fuori c’è un uomo pericoloso, che ha a disposizione l’arma più temibile di tutte. Non è una pistola, né un coltello: è un segreto. Il segreto più oscuro di Julia. L’unico. E da subito è chiaro che la sicurezza della sua stessa famiglia è appesa a un filo, e tutto dipende da lei, che si trova di fronte a un ricatto impossibile: non deve scoprire cosa è successo davvero a Olivia, e deve far ricadere la colpa della scomparsa su un innocente. Non sempre chi scompare dovrebbe essere ritrovato… Trovare Olivia potrebbe essere il suo più grave errore.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè Gillian McAllister ci propone un'immersione negli abissi più profondi della vita familiare e firma un intrigante thriller psicologico basato sul fascino oscuro dei segreti di famiglia. La trama è ben congegnata, una intrigante ragnatela di eventi caratterizzati da colpi di scena e rivelazioni che vi sorprenderanno. 

Da genitore, cosa saresti disposta a fare per salvare tuo figlio?

Olivia, una ragazza di ventidue anni, è stata vista l'ultima volta dalle telecamere a circuito chiuso mentre entrava in un vicolo cieco. Non ne è mai uscita. Nessuno ha più sue notizie e il tempo che passa riduce drasticamente le possibilità di ritrovarla sana e salva. Lo sa bene Julia, l'irreprensibile ispettrice a cui è stato affidato il caso. Non è una situazione nuova per lei: una famiglia disperata, il ticchettio implacabile dell'orologio, lunghe ore di lavoro lontana dal marito e dalla figlia. Ma questa volta è diverso. Là fuori c'è un uomo pericoloso, che ha a disposizione l'arma più temibile di tutte. Non è una pistola, né un coltello, è un segreto. Il segreto più oscuro di Julia. L'unico. E da subito è chiaro che la sicurezza della sua stessa famiglia è appesa a un filo, e tutto dipende da lei, che si trova di fronte a un ricatto impossibile: non deve scoprire cosa è successo davvero a Olivia, e deve far ricadere la colpa della scomparsa su un innocente. Non sempre chi scompare dovrebbe essere ritrovato. Trovare Olivia potrebbe essere il suo più grave errore. 

2. Perché Gillian McAllister torna a narrare delle paure del nostro tempo, penetrando nell'animo dei suoi personaggi per metterne a nudo il lato oscuro. I personaggi sono molteplici e si alternano nel raccontare lo sviluppo della storia secondo il loro punto di vista. Julia, la protagonista, è una donna complessa e tormentata. In lei il ruolo di madre e di professionista sono in competizione. La sua vita è nel caos, sia familiare che lavorativo. Suo marito Art, anche se sono sposati da vent'anni, non la sostiene nelle sue scelte lavorative e i conflitti hanno segnato un solco profondo che li ha allontanati l'uno dall'altra. 

Emma, altro personaggio dalle mille sfaccettature, è una mamma single, protettiva verso il figlio. 

Lewis è un papà disposto a tutto pur di ritrovare la figlia scomparsa. 

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati. Conosceremo la loro quotidianità, dove vivono, cosa indossano e cosa mangiano. La loro vulnerabilità li ancora alla realtà in una sequenza di situazioni sempre emotivamente coinvolgenti. 

3. Perché questo romanzo non è soltanto un thriller travolgente ed emozionante, ma è anche un gioco a sfidare il lettore. Ogni capitolo contiene rivelazioni e indizi per svelare il geniale e imprevedibile finale. Qui nessuno dice la verità, la scomparsa di Olivia svela segreti più profondi e oscuri che portano a scelte morali davvero difficili. Tuttavia oltre all'atto criminale, possiamo confrontarci con tematiche importanti mettendoci nei panni dei protagonisti. I riflettori sono puntati su temi della maternità, della conciliazione famiglia lavoro, dei dilemmi etici che mostrano quanto possa essere confusa la distinzione tra giusto e sbagliato. Questo romanzo ci porta a comprendere l'angoscia e i dubbi che si possono provare di fronte a una crisi esistenziale. Il disagio di natura interiore si nasconde dietro comportamenti che portano la storia in un intricato labirinto affinché il finale possa poi coinvolgere con il suo inaspettato esito. 

4. Perché questo è il secondo libro che leggo di questa autrice che non mi ha delusa. "Posto sbagliato, momento sbagliato" (recensione) pone una domanda che sfida la ragione: "Si può impedire un omicidio che è già avvenuto?" Crediamo di conoscere le persone che amiamo, ma è proprio in famiglia che si nascondono i segreti più inconfessabili. Un thriller affascinante che vi invito a leggere per il suo meccanismo geniale. 

"Solo un'altra persona scomparsa" è un viaggio verso l'oblio che si trasforma in un'odissea disperata. La schiera di personaggi che popolano questa storia danno vita a un drammatico percorso in un gioco di specchi ambiguo e allucinato, dove la verità si nasconde tra vite violate e dilemmi. 

L'autrice riesce a coinvolgere emotivamente il lettore per poi lasciarlo alle sue riflessioni. Si è sospesi tra passato e presente, tra bene e male, tra paure e ombre. Ci si ritrova in un castello di bugie con il ponte levatoio sospeso su un fossato di inganni, menzogne e manipolazioni. Così mentre Diogene con la lanterna cercava l'uomo, nel romanzo il lettore è alle prese con la scomparsa moralità. Cosa succederebbe se la società non aderisse più all'etica morale? 

5. Perchè "Solo un'altra persona scomparsa" è un thriller dal cuore tenero. Nei contrasti familiari o relazionali non ci sono scontri violenti ma mostrano un'attenzione particolare alla genitorialità. Viene sottolineato come ogni matrimonio è un campo minato e nessuna coppia è perfetta. Si è disposti a tutto per proteggere i propri figli ed è così tenero vedere i personaggi che ricordano la loro giovinezza, i loro sogni, le loro speranze. Il romanzo è un palcoscenico di varie identità e relazioni non scontate. Genitori, figli, amici e fidanzati, si proteggono a vicenda, si cercano, si parlano, si sostengono. Quando l'imprevedibile accade, l'autrice mescola le carte e tira fuori dal cilindro un altro pezzo del puzzle che verrà completato nell'ultimo capitolo con piena soddisfazione del detective che è in me. 

"Solo un'altra persona scomparsa" mostra come essere perfetti non è possibile, ma gli errori non hanno sempre risultati orribili. Una storia oscura e intensa che vi conquisterà.  



venerdì 6 settembre 2024

BLOGTOUR | "Inseparabili" di Michael Robotham | I 5 motivi per leggere il romanzo

Dal 3 settembre è nelle librerie italiane "Inseparabili" del maestro del thriller psicologico Michael Robotham, nella traduzione di Giuseppe Marano per Fazi Editore.

Dopo "Brava ragazza, cattiva ragazza" e "La ragazza che viene dal buio", prosegue l'amata e travolgente serie con lo psicologo forense Cyrus Haven e l'imperscrutabile Evie Cormac come protagonisti. Tutti i romanzi della serie possono essere letti come storie autonome, ben congegnate e ricche di suspense, in un crescendo di tensione, violenza, false piste e indizi seminati ad arte.

Eccovi quindi 5 motivi per leggere "Inseparabili", un perfetto thriller capace di fondere azione e introspezione, ironia e dramma.



Inseparabili
Michael Robotham

Editore: Fazi
Pagine: 408
Prezzo: € 18,50
Sinossi
Vent’anni fa, il fratello di Cyrus Haven ha ucciso i loro genitori e le due sorelle gemelle. Da allora Cyrus, tramite il suo lavoro di psicologo forense, cerca di capire perché le persone commettono crimini così terribili. Ora che Elias è stato dimesso dall’ospedale psichiatrico dove era stato recluso, per lui è giunto il momento di tornare a far parte della società e Cyrus si trova di fronte a un bivio: è pronto a fidarsi dell’uomo che ha distrutto la sua infanzia? Evie Cormac, che ha il dono di capire quando le persone mentono, non ne è così sicura. La ragazza è finalmente uscita dall’istituto per minori di Langford Hall, si è trasferita a casa dello psicologo e cerca di costruirsi un futuro da persona libera. Nel frattempo Cyrus, perseguitato dai suoi fantasmi, viene convocato dal commissario Parvel per un nuovo caso misterioso: un pensionato è stato ucciso nel suo appartamento e pochi giorni dopo anche la figlia, dapprima scomparsa, viene trovata morta in un canale, legata con la tecnica Shibari e con la testa rasata. Il duplice omicidio assume subito contorni inquietanti. Mentre Cyrus ed Evie cercano di scoprire la verità, passato e presente si scontrano con conseguenze devastanti.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè "Inseparabili" ha una trama avvincente resa ancor più coinvolgente dalla scelta stilistica del racconto alternato. I capitoli si avvicendano dando spazio alle voci di Cyrus ed Evie dando vita a un ritmo che rimane sempre vivace. 

Vent'anni fa, il fratello di Cyrus ha ucciso i loro genitori e le due sorelle gemelle. Da allora Cyrus, tramite il suo lavoro di psicologo forense, cerca di capire perché le persone commettono crimini così terribili. Ora che Elias è stato dimesso dall'ospedale psichiatrico dove era recluso, per lui è giunto il momento di tornare a far parte della società e Cyrus si trova davanti a un bivio: è pronto a fidarsi dell'uomo che ha distrutto la sua infanzia? Evie Cormac non ne è così sicura. La ragazza è finalmente uscita dall'istituto per minori di Langford Hall, si è trasferita a casa dello psicologo e cerca di costruirsi un futuro da persona libera. Nel frattempo Cyrus, perseguitato dai suoi fantasmi, viene convocato dal commissario Parvel per un nuovo caso misterioso: un duplice omicidio, padre e figlia, dai contorni inquietanti. Presto viene rapita una seconda donna ed Evie è l'unica persona ad aver intravisto l'uomo al volante. Mentre Cyrus ed Evie cercano di scoprire la verità, passato e presente si scontrano con conseguenze devastanti. 

2. Perchè i personaggi sapranno conquistarvi con le loro vite. Michael Robotham è molto abile nella creazione di figure di spicco, tutte ben caratterizzate, affascinanti e facilmente empatiche per il lettore. Anche i tanti comprimari che ruotano attorno a Cyrus ed Evie sono ben descritti con le loro sfaccettature e ricoprono un ruolo importante nell'economia del romanzo. Immedesimarsi con loro è facile e ciò arricchisce ancor di più l'esperienza di lettura. 

Evie, ma non è il suo vero nome, è la ragazza dal passato misterioso. Anni prima era stata trovata "nella villetta degli orrori", nascosta in una stanza segreta, nella casa dove un uomo era stato torturato e ucciso. I giornali l'avevano soprannominata "faccia d'angelo" e lei si era sempre ostinata a celare la sua vera identità. Evie si considera "merce avariata", scortese e sbagliata. Senza sapere come, Evie ha un dono: capisce subito se le persone, che gli stanno davanti, mentono. Quando la realtà diventa insopportabile, Evie si chiude in se stessa, in luoghi oscuri presenti nella sua anima e nella sua mente. Per lei il mondo è un posto difficile in cui vivere, non ha amici. Abita con Cyrus, che ne è affidatario, ha un cane labrador, Poppy. Spesso sfodera un umorismo dark che vi farà sorridere. 

Anche Cyrus Haven, "il ragazzo sopravvissuto", ha il suo inferno personale. Quando aveva 13 anni, tornando a casa dagli allenamenti di football, ha trovato tutta la sua famiglia, i genitori e le sorelle gemelle, sterminata dal fratello Elias che sentiva delle voci nella sua testa. A Elias era stata diagnosticata la schizofrenia paranoide ed era stato incarcerato in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza. Ora Cyrus deve decidere se può perdonare l'uomo che ha distrutto la sua infanzia. Si dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, separare la persona dall'atto, odiare il peccato ma perdonare il peccatore. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. 

Cyrus ed Evie sono due personaggi molto umani, tormentati, imperfetti e attratti l'uno dall'altro. I loro demoni interiori non tacciono mai. Non ci sono eroi in questo romanzo, ma persone con pregi e difetti, debolezze e mostri da sconfiggere. 

Elias, ora ha 39 anni, ha ricevuto dai medici il permesso per tornare in sicurezza nella comunità. Ma può davvero gestire se stesso e il suo regime farmacologico obbligatorio? 

3. Perché ambientato a Nottingham, Inghilterra, il romanzo più che riferirsi a un luogo geografico, coinvolge i luoghi dell'anima e della mente. Non tutto è totalmente bianco o nero, esiste anche una zona d'ombra dove tutto si mescola. Il passato non si può cambiare e camminare per i labirinti della vita richiede tanto coraggio. Così come richiede determinazione affrontare il tema della malattia mentale che ha un ruolo importante nel romanzo, così come il perdono, la fiducia, la redenzione e l'amore. Il romanzo diventa una finestra per conoscere afflizioni mentali. La lettura diventa un momento di riflessione anche per affrontare le nostre paure. Attraverso l'agire dei personaggi possiamo osservare alcune implicazioni della psicologia comportamentale. 

4. Perchè la conclusione di "Inseparabili" è il finale perfetto di un romanzo avvincente che mi ha tenuta sulle spine fino alla fine. Io ho provato a scoprire il colpevole ma le mie teorie si sono rivelate sbagliate. Se posso darvi un consiglio non perdetevi anche le storie passate di Cyrus ed Evie, la nascita del loro rapporto di reciproco sostegno. L'introduzione del personaggio di Elias ha sicuramente smosso le acque, già turbolente, della narrazione. 

5. Perchè "Inseparabili" è un libro che ho letto con vero piacere. Mi piace quando ciò che leggo mi porta a riflettere su vari temi. Ad esempio il dilemma di Cyrus con suo fratello Elias è quasi impossibile da risolvere. Si può perdonare? Evie, poi, si sente minacciata dalla presenza di Elias perché sta profanando il suo spazio sicuro e la sua complicata relazione con Cyrus. Introdurre Elias nella quotidianità di Cyrus ed Evie è stata sicuramente un'ottima scelta che ha rimescolato le carte. Ora abbiamo un bel trio di protagonisti "fuori dagli schemi", cosa succederà? 

Sicuramente Robotham è stato bravissimo nel realizzare un terzo capitolo della serie mantenendo alta la tensione e coinvolgendo totalmente il lettore nella ricostruzione dei fatti. 

"Inseparabili" è una lettura altamente consigliata e io attenderò con ansia l'uscita del prossimo libro. A presto Cyrus ed Evie... ed Elias!



venerdì 19 luglio 2024

BLOGTOUR | "Se i morti non risorgono" di Philip Kerr | I 5 motivi per leggere il romanzo

"Se i morti non risorgono" di Philip Kerr, edito da Fazi nella traduzione di Luca Merlini, segna il ritorno di Bernie Gunther, il famoso detective antinazista protagonista della fortunata trilogia berlinese.

Berlino, la mia città natale, era riconoscibile a stento. Prima era il luogo più libero del mondo. Adesso sembrava una vera e propria piazza d'armi. Le dittature sembrano sempre buone finchè qualcuno non comincia a darti ordini.




Se i morti non risorgono
Philip Kerr

Editore: Fazi
Pagine: 516
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Berlino si prepara a ospitare le Olimpiadi del 1936. Per placare i dubbi espressi dagli Stati Uniti arriva in città il rappresentante del comitato olimpico americano, che rassicura il governo statunitense: in Germania non ci sono discriminazioni. In realtà i nazisti sono al potere da appena diciotto mesi, ma la Germania ha già assistito ad alcuni cambiamenti spaventosi: gli ebrei sono stati espulsi da tutte le organizzazioni sportive. Noreen Charalambides, affascinante giornalista americana ebrea, si reca a Berlino progettando di scrivere un articolo di denuncia. La giovane donna viene ospitata dall’amica Hedda Adlon, proprietaria dell’hotel dove Bernie Gunther, che ha lasciato la omicidi per via delle sue idee giudicate troppo liberali, è responsabile della sicurezza. L’hotel è frequentato da personaggi di spicco, ma nel giro di poco in una stanza viene trovato il cadavere di un uomo d’affari. Non molto tempo dopo dalle acque di un canale spunta un altro corpo senza vita: quello di un pugile ebreo. Mentre Bernie scava per portare alla luce la verità, scopre un vasto racket del lavoro e dell’edilizia progettato per trarre vantaggio dalle ingenti somme che i nazisti stanno spendendo per mostrare la nuova Germania al mondo. È un complotto che troverà la sua drammatica e violenta conclusione vent’anni dopo, nella Cuba prerivoluzionaria.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché la trama è tortuosa, la scrittura incisiva e l'atmosfera è indiscutibilmente noir. La storia si apre nella Berlino del 1934. Il Nazismo è al potere da solo diciotto mesi e molte cose sono cambiate in peggio. La città si sta preparando a ospitare le Olimpiadi del 1936 e gli ebrei sono espulsi dalle associazioni sportive. Negli Stati Uniti si forma un movimento per boicottare le Olimpiadi di Berlino a causa della discriminazione razziale. Ma i nazisti non vogliono perdere l'occasione di fare dei giochi olimpici un palcoscenico della nuova Germania. Costretto a causa del nuovo regime a rassegnare le dimissioni dalla polizia, Bernie Gunther ha trovato un modesto impiego di poliziotto privato del famoso Hotel Adlon. La scoperta di due cadaveri, uno di un uomo d'affari tedesco e l'altro di un ex pugile ebreo, mette Bernie in contatto con due ospiti dell'albergo: un'affascinante giornalista americana ebrea che appoggia il boicottaggio delle Olimpiadi e un uomo d'affari apparentemente legato alla malavita di Chicago che cerca di sfruttare i giochi olimpici e i ricchi appalti edilizi per realizzare favolosi guadagni. Nel corso delle sue indagini Gunther scopre un potente racket che ingaggia illegalmente e a basso costo gli ebrei senza lavoro per le nuove disposizioni razziali. Sono coinvolti anche i più alti esponenti del partito nazista e Avery Brundage, presidente del Comitato Olimpico Americano. L'epilogo della vicenda si svelerà solo nel 1954 a Cuba, dove Gunther si è rifugiato dopo esser stato costretto a fuggire dalla Germania del dopoguerra sotto falso nome perché vittima di uno scambio di persona, ricercato come criminale di guerra. 

2. Perché, come sempre in Kerr, romanzo e realtà storica si intrecciano e anche questo romanzo si presenta al contempo come un thriller intrigante, una storia d'amore e una sorprendente lezione di storia. Leggeremo un'impeccabile ricostruzione storica della Berlino nazista. Scopriremo come Berlino si preparò alle Olimpiadi dal punto di vista mediatico, civile e politico. I Giochi Olimpici di Berlino del 1936 rappresentavano molto di più di un evento sportivo di importanza mondiale: essi costituivano una vetrina senza precedenti per la propaganda del Nazismo e della sua ideologia, provocando così un intenso dibattito all'estero. Quando i quarantanove paesi partecipanti mandarono le loro squadre ai Giochi legittimarono il regime di Hitler sia agli occhi del mondo che della popolazione tedesca. 

Non sono nazista, sono tedesco. E un tedesco è una cosa diversa da un nazista. Un tedesco è uno che si sforza di andare oltre i propri peggiori pregiudizi. Nazista è colui che li trasforma in legge. 

3. Perché il protagonista ha una personalità trascinante. Bernie Gunther, ex agente di polizia a Berlino, è cinico, sprezzante, caustico, amante delle donne, solitario, ostinato, sempre pronto a violare le regole ma dotato di morale in un mondo che l'ha decisamente persa. Gunther, fedele alla Repubblica di Weimar, non riesce ad essere fedele al nazismo e vive nell'inferno che i nazisti stanno realizzando, eppure non si arrende e cerca di difendere i più deboli. Egli stesso lotta per sopravvivere tanto che gli viene consigliato di rimuovere la nonna ebrea dal suo albero genealogico. Infatti i nazisti hanno in programma di privare della cittadinanza tedesca coloro che hanno anche un solo nonno ebreo. I guai riescono sempre a trovare Gunther che dovrà affrontare una serie di dilemmi morali. Kerr è davvero bravo a gestire i suoi personaggi, la trama complessa e le interazioni tra Gunther e nazisti, dittatori e gangster americani. Con abilità Bernie si muove in un mondo di corruzione internazionale e doppi giochi. Dovrà vedersela con personaggi complessi i cui lati oscuri verranno alla luce in una continua lotta tra bene e male. 

4. Perchè l'autore è abile nel ricostruire l'atmosfera di un periodo come il Terzo Reich, la Germania durante il nazismo, perfetta per far emergere il Male. Lo scenario è quello di una Berlino meravigliosa che si trasforma in un incubo generato da Hitler e dai demoni suoi seguaci. La pressione nazista cominciava a esercitare i suoi effetti specialmente nell'ambito della discriminazione verso la popolazione ebraica. I tempi bui avevano inizio, tutto era un'incognita e non esisteva alcuna certezza. I Nazisti volevano proporre l'immagine di una Germania forte e unita, celando sia la persecuzione ebrea e dei Rom sia il crescente militarismo. 

Grazie a Gunther conosceremo anche l'Avana del 1954 di Fulgencio Batista che, con l'aiuto della CIA, ha appena preso il potere. Castro è in prigione e la mafia americana sta rapidamente estendendo i suoi tentacoli sulle fiorenti industrie del gioco d'azzardo. Qui ritroviamo Bernie che sembra condurre una nuova vita relativamente tranquilla. Ma Bernie scopre di non poter sfuggire al fantasma del suo passato quando si scontra con un vecchio amore e un feroce assassino dei suoi giorni a Berlino. 

5. Perché "Se i morti non risorgono" ci mostra la situazione drammatica della Germania dal suo interno, ci trasmette tante informazioni all'interno di una trama sempre in evoluzione. Con una scrittura brillante, un pizzico d'ironia e un buon ritmo, Philippe Kerr tratta i temi quali potere, denaro, sangue. Gunther interagisce anche con personaggi realmente esistiti e ci narra dell'adozione delle leggi razziali che portarono all'espulsione di molti atleti ebrei costretti ad accettare lavori in nero per poter sopravvivere. Così gli ebrei erano sfruttati sul lavoro e perseguitati politicamente. 

"Se i morti non risorgono, cosa accade all'anima umana? E se risorgono con che corpo tornano a vivere? Non ho una risposta. Nessuno ce l'ha mai avuta. Forse se i morti potessero risorgere e rimanere incorruttibili, e se potessimo essere mutati per sempre in un batter d'occhio, allora potrebbe valere la pena di farsi uccidere o di suicidarsi." 

Leggere Philip Kerr è sempre un'occasione di riflessione sulla natura dei regimi dittatoriali e sui loro effetti sul comportamento umano, sulla corruzione personale e pubblica. Gunther, alla fine del libro, riflette seriamente e tristemente su temi come la redenzione, la dannazione e la resurrezione dei morti. 

"Se i morti non risorgono" è un altro straordinario esempio del brillante talento di Philip Kerr.