"La bugia dell'orchidea" è in nuovo intrigante romanzo che segna il ritorno in libreria, per Longanesi, di Donato Carrisi, il maestro del thriller italiano.
Questo libro ha un segreto. Chi l'ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso.
Tra le rovine di una famiglia, un uomo e una donna cercano le tracce di un amore, di un delitto e di una felicità perduta.
Il titolo, "La bugia dell'orchidea", mostra già un primo indizio: un'orchidea che sopravvive grazie a una bugia. La bugia è il cuore pulsante del romanzo che porterà il lettore a riflettere sul ruolo della menzogna, del silenzio e su quanto possa essere ingannevole la percezione nella vita quotidiana e nella famiglia.
L'orchidea Labia sericea, fiore che forse non esiste, simboleggia le menzogne che noi stessi costruiamo. Tutto è seducente, perturbante, emozionante.
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![]() STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8 |
Pagine: 400
Immagina un’alba d’estate. Immagina l’aria immobile della campagna, l’odore dei campi, il frinire dei grilli. Immagina il buio che arretra all’invasione del giorno. Immagina ora un casale rosso, solitario in mezzo al nulla. Immagina di scorgere biciclette da bambini e giocattoli sulla ghiaia, panni stesi ad asciugare, galline e conigli, un moscone sopra un secchio. Immagina il silenzio. Un silenzio che non sembra appartenere a questo mondo. Un silenzio interrotto all’improvviso da un urlo disperato. C’era una volta la famiglia C., tre figli piccoli e due genitori amorevoli. C’era una volta la famiglia perfetta, e ora non c’è più. Cos’è accaduto dentro il casale rosso in quella calda notte d’agosto? Immagina qualcosa di terribile e crudele. Immagina che esista solo un possibile responsabile. L’unico sopravvissuto. Immagina di avere la verità proprio davanti agli occhi. Ogni dettaglio combacia, ogni indizio è allineato e c’è una sola spiegazione. Non puoi sbagliare. Hai tutte le risposte. Ma ciò che proprio non puoi immaginare è che questa non è la fine della storia. È l’inizio. Questo libro ha un segreto. Chi l’ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso.

Un agricoltore in preda a un raptus, servendosi di un grosso coltello da carne, una notte aveva tagliato la gola a moglie e figli piccoli mentre dormivano. All'alba lo stesso assassino aveva chiamato i carabinieri e si era fatto trovare dai militari disarmato, all'esterno dell'abitazione. Un grande casale rosso.
La trama ruota attorno alla misteriosa scrittrice Victoria Anthon, che indaga su una brutale strage familiare avvenuta dieci anni prima, collegandosi al giornalista Alfredo F. e immergendosi in un labirinto di segreti. Immagina l'alba di un'estate caldissima. Immagina l'aria immobile della campagna, l'odore dei campi, il frinire dei grilli.
Immagina il buio che arretra all'invasione del giorno. Immagina ora un grande e antico casale rosso, solitario in mezzo al nulla. Immagina di scorgere biciclette da bambini e giocattoli sulla ghiaia, panni stesi ad asciugare, galline e conigli, un moscone sopra il secchio. Immagina il silenzio. Un silenzio che non sembra appartenere a questo mondo. Un silenzio interrotto all'improvviso da un urlo disperato.
C'era una volta la famiglia C., tre figli piccoli e due genitori amorevoli.
C'era una volta la famiglia perfetta, e ora non c'è più.
Cos'è accaduto dentro il casale rosso in quella calda notte d'agosto?
Immagina qualcosa di terribile e crudele. Immagina che esista solo un possibile responsabile. L'unico sopravvissuto. La verità è davanti agli occhi. C'è una sola spiegazione. Non c'è errore. Le risposte sono tutte lì, nero su bianco.
Ma ciò che proprio non puoi immaginare è che questa non è la fine della storia.
È l'inizio.
"La bugia dell'orchidea" è un romanzo a scatole cinesi dal ritmo placido, l'azione frenetica è bandita e sostituita dalla tensione mentale che trasforma i ricordi, le paure, i desideri, in ombre spietate che si muovono su un terreno instabile. Qui nascono incertezze e ambiguità, la verità mostra vari volti poiché è intrisa da rivelazioni pronte a ribaltare le conclusioni di ciò che abbiamo appena letto.
Il lettore deve procedere con attenzione, affrontando il conflitto interiore dei protagonisti con mente aperta pronta ad accogliere segreti di famiglia, memorie frammentate, identità e memorie confuse. Non esistono persone senza segreti.
La lettura non è mai noia, alterna momenti di apparente quiete a momenti di rivelazioni che destabilizzano e inquietano. Il brivido non nasce dall'azione, la strage è già conclusa fin dalle prime pagine, ma scaturisce dall'incertezza e dalla manipolazione emotiva. Il lettore è chiamato a fare una scelta: fidarsi o dubitare dei protagonisti. Alcuni sono inaffidabili, altri plasmano la realtà in base ai loro desideri, altri ancora sono oppressi dai sensi di colpa. Tutti, però, concorrono a mantenere alta la tensione. Ogni tassello, aggiunto nella risoluzione del caso, nasconde un pericolo che si manifesta in un'atmosfera a tratti opprimente dove cuore e cervello spesso sono schierati in opposte trincee. Le verità riemergono pian piano e scoprire la fonte del male non sarà facile.
A volte la verità non viene nascosta: viene coltivata, come un'orchidea. Bella da guardare, velenosa da toccare.
Inizialmente il lettore potrebbe rifiutarsi di credere e Carrisi gli offre un ventaglio di verità possibili, plausibili e verosimili. Dubbi e inquietudini si moltiplicano a testimonianza del fatto che la verità non è la fine ma l'inizio. Quando crediamo di aver raggiunto un traguardo, scrive Carrisi, è solo perché è consolatorio.
Il romanzo è anche un ritratto della società che consuma in fretta ogni evento. Siamo al cospetto di una società inquieta in cui il presunto colpevole, l'indiziato numero uno della strage familiare, subisce due processi: uno giudiziario, l'altro mediatico. Nel primo la sua colpevolezza era ancora da dimostrare, nel secondo era già stato inesorabilmente condannato. La presunzione d'innocenza e il beneficio del dubbio vengono cancellati non da prove certe ma da giudizi e dalla necessità di trovare un colpevole.
Carrisi è uno dei miei autori preferiti. Amo il suo modo di scrivere, le trame complesse i personaggi dalle mille sfaccettature. Mai nulla è come appare, Carrisi gioca con il lettore esplorando la fragilità delle certezze e ricordando che la verità è sempre soggettiva. Il nuovo romanzo di Carrisi non delude sicuramente. Anzi, questo libro è uno scenario perfetto per riflettere su temi importanti come la famiglia, l'identità e la menzogna.
Il rancore è un lievito che cresce lentamente, al calore domestico degli affetti.
"La bugia dell'orchidea" è un thriller sperimentale con nuovi linguaggi, nuove strutture e nuove formule. È un'esperienza che coinvolge il lettore in una storia che oltrepassa una soglia senza che ce ne accorgiamo. Non c'è un profiler ma una scrittrice che indaga; non c'è lo studio di uno psicologo ma un casale rosso; non c'è la polizia con un'indagine ufficiale ma un percorso interiore e narrativo; non ci sono risposte certe ma tante domande. L'autore ci indica un portale per accedere a un mistero più profondo. Non lasciatevi ingannare dagli indizi e dai dettagli che si incastrano alla perfezione. Questo romanzo sfida le convenzioni, rendendo la lettura più coinvolgente e riflessiva. I piani di realtà si moltiplicano e ciò coinvolge attivamente il lettore nell'interpretazione degli eventi. Si vive, quindi, un'esperienza di indagine su verità e finzione, su ciò che sappiamo e su ciò che scegliamo di non vedere. Il sapore dell'inganno è ovunque. La lettura si rivela un'esperienza sensoriale. Le domande si accumulano, le risposte si nascondono nel nostro personale modo di percepire la storia.
È tutto una bugia? Una cosa è sicura: "L'inganno perfetto ha il profumo di un'orchidea, la Labia Sericea, che nessuno ha mai visto, ma esiste semplicemente perché se ne parla!"
Vi saluto con le parole dell'autore:
Io non sono uno di quegli scrittori che vi prendono per mano e vi accompagnano pagina per pagina. Io vi conduco sulla soglia di una stanza buia. Vi spingo dentro e richiudo la porta.
L'incantesimo di Carrisi su di me continua e l'attesa ricomincia!


Ciao Aquila, di Carrisi ho letto solo "Il suggeritore", che all'inizio mi aveva coinvolta tantissimo ma sul finale mi aveva un po' delusa. Poi non ho più letto nulla di suo, però mi piacerebbe dedicarmi a un altro suo romanzo. Questo, per esempio, mi sembra molto accattivante... la tua bella recensione mi ha convinta a inserirlo in wish list :-)
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