venerdì 23 settembre 2016

BLOGTOUR "Erano due bravi ragazzi" di Giuramento e Scalia | Terza Tappa - Intervista agli autori

Carissimi lettori, benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicato al romanzo "Erano due bravi ragazzi" di Mattia Giuramento e Emiliano Scalia (Newton Compton). Io ho già avuto il piacere di leggere questo libro che  ho trovato interessante e coinvolgente. Si narra di Napoli, di camorra e di due guaglioni che volevano farsi re. Per saperne di più vi lascio all’intervista con i due autori che ringrazio per la loro disponibilità :)

Erano due bravi ragazzi
Mattia Giuramento e Emiliano Scalia

Editore: Newton Compton | Pagine: 331 | Prezzo: € 9,90

Sinossi: Fabrizio appartiene alla Napoli bene, è figlio di un medico molto noto. Andrea invece viene da Miano, un quartiere di periferia, dove la camorra la fa da padrone. 

S’incontrano per caso a una festa e quell’incontro segna l’inizio e la fine di tutto. Perché i due, pur così diversi, si piacciono, e quando Fabrizio, seguendo Andrea, si trova coinvolto in un duplice omicidio, invece di scappare subisce il fascino di quel che non conosce. E la scalata ai vertici della criminalità è breve: Fabrizio e Andrea conquistano la fiducia di Totonno, il boss di Miano, e cominciano a lavorare per lui. Ma sono giovani, quel che hanno non gli basta: puntano più in alto e convincono Totonno a fare affari coi cartelli messicani. All’inizio tutto procede bene, poi, lentamente, qualcosa nel meccanismo che hanno messo a punto s’inceppa. Sequestri di droga, denunce sui giornali, morti scomode ed ecco che il sodalizio col boss si spezza. E la vendetta, quella più crudele, si scatena…

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 Mattia Giuramento e Emiliano Scalia, benvenuti nel mio blog. Senza indugi vi chiedo di presentarvi ai lettori di Penna d’Oro.
 Siamo due giornalisti con la passione per i libri. Lavoriamo insieme da tanti anni nella redazione di Sky Tg24. Mattia è pugliese con radici profonde nella sua terra. Emiliano è romano, ma con Napoli nel cuore. Cinque figli in due (quasi sei) e due vite piuttosto piene. Ci uniscono molte cose, ci divide solo la fede calcistica. Mattia ha già tre pubblicazioni di altro genere alle spalle, per Emiliano “Erano due bravi ragazzi” è il battesimo del fuoco.

 Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a scrivere “Erano due bravi ragazzi”?
 Abbiamo gusti letterari molto simili. Ci piacciono gli stessi autori e un genere che in Italia è scritto poco. Un giorno ci siamo guardati e ci siamo detti: “Perché non proviamo a scriverne uno?”. Ci piace raccontare storie con intrecci movimentati e abbiamo trovato nella trama che poi si è sviluppata le dinamiche giuste in cui inserire il nostro plot. Ma le motivazioni sono essenzialmente di pura passione verso un genere che amiamo così tanto da sentirci spinti a metterci in gioco.

 Andrea e Fabrizio sono due ragazzi legati indissolubilmente alla camorra. Fabrizio appartiene alla Napoli bene, Andrea è cresciuto a pane e camorra. La loro è una scelta o un destino già scritto?
 La strada di uno dei due era già tracciata, mentre l’altro è completamente estraneo all’ambiente criminale. Ma la scelta è di entrambi. Anche grazie a un episodio decisivo, Fabrizio viene catapultato in una realtà che non conosce ma che subito lo attrae e lo spinge a compiere questo salto; Andrea trova l’anima gemella necessaria per dare una svolta a una carriera criminale di piccolo cabotaggio. Da lì in poi le loro due strade diventano una sola. 

 Criminalità organizzata, politica, economia spesso si confondono in un tutt’uno. Una comunione d’interessi che non stupisce più. Da dove nasce questa visione?
 Nasce dalla più pura realtà. Il nostro mestiere ci mette ogni giorno di fronte a episodi e notizie che non possono fare altro che ispirare chi ha voglia di raccontare qualcosa. “Erano due bravi ragazzi” è un romanzo, è pura fiction. Ma bisogna necessariamente partire dal reale per scrivere una buona storia. E la realtà dice che le mafie non sono apparati estranei alla società e alle sue mille espressioni ma, anzi, spesso le condizionano.

 Nel vostro romanzo emergono prepotentemente dei personaggi femminili potenti e spietati. Donne forti tra uomini forti?
 Al contrario che nella mafia siciliana, o ancora di più nella ‘ndrangheta, la camorra ha visto spesso le donne prendere le redini dei clan. Senza risalire alla storia di Pupetta Maresca (che è ancora viva e che meriterebbe un discorso a parte), negli ultimi anni le donne al vertice di clan camorristici sono state sempre di più. Mogli, compagne e figlie che –magari con i loro uomini in carcere- si assumono la responsabilità di portare avanti gli affari. Dalle cronache emergono ritratti interessanti per giornalisti, romanzieri e sociologi.

 Leggendo “Erano due bravi ragazzi” ho notato un intenso rapporto tra camorra e fede. Perché Dio dovrebbe proteggere uomini così violenti?
 Tutte le mafie, storicamente, fanno riferimento a Dio nel loro agire. Da quelle italiane a quelle sudamericane. Ma in parte anche i cinesi e i russi, a modo loro, giustificano le loro azioni e si nascondono dietro a riti e credenze. Pensiamo alla punciuta mafiosa, ai vari riti di iniziazione e alle leggende sulle origini delle mafie nostrane. La religione è uno strumento di controllo, oltre che un alibi morale.

 Quanto vi sentite emotivamente coinvolti nei personaggi che rendono vivo il vostro romanzo?
 Molto. Sentirsi coinvolti, immedesimarsi nei personaggi è una condizione imprescindibile per scrivere un buon romanzo e tratteggiarne decentemente i protagonisti. E’ un po’ una prova attoriale: cosa farei se fossi io il protagonista? Come mi muoverei in quel contesto? Ogni scrittore si affeziona ai suoi personaggi e in questo caso l’affetto è doppio, visto che i protagonisti sono due come gli autori. 

 Chi vince e chi perde in “Erano due bravi ragazzi”?
 Noi speriamo che vinca la storia. Qualsiasi altra risposta anticiperebbe troppo del romanzo.

 Progetti per il futuro?
 Continuare a scrivere. Siamo grosso modo a metà del nostro secondo romanzo. Scrivere è una cosa che ci piace moltissimo fare e  fare insieme. Abbiamo trovato una sintonia che speriamo ci possa portare verso nuove storie e sfide narrative anche diverse.






20 settembre /  Il giallista - Introduzione e incipit del romanzo
22 settembre / Liberi di scrivere - I personaggi del romanzo 
23 settembre / Penna d'oro - Intervista agli autori
26 settembre / Il Flauto di Pan - Recensione
27 settembre / GraphoMania - Recensione

Buon proseguimento e buona lettura :)

1 commento:

  1. Bella intervista, letta con piacere, alle prossime tappe.
    Giulia

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