sabato 6 giugno 2015

RECENSIONE | "Santa degli impossibili" di Daria Bignardi

Carissimi lettori, durante il mio ultimo “giro” in libreria, la mia attenzione è stata attratta da un piccolo libro, con copertina blu rigida e sovraccoperta lucida e graficamente accattivante. L’impulso mi ha detto : “Compralo”. Io ho risposto: “Obbedisco”. Si tratta di “Santa Degli Impossibili” di Daria Bignardi, edito Mondadori.

Santa degli impossibili

Autrice: Daria Bignardi

Editore: Mondadori
Prezzo: 12,00  €  (cartaceo)  
Pagine: 109

Sinossi:
"Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa." 
Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un'insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che - a nome di tutte le donne - riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l'amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.

http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png

STILE: 8 | STORIA:  8 | COPERTINA: 9

Se hai visto la luce anche solo una volta te la ricordi per sempre. Io l’ho vista lungo la strada che portava dalla nostra piccola città al paese dove sono nati i miei. 

Conoscevo a memoria ogni metro dei venti chilometri di pianura, campi di terra rossa, filari di pioppi, prati e fossi del percorso. Mentre la macchina di mio padre superava i rari camion che trasportavano fieno o maiali, io contavo le oche, i conigli e le galline che vedevo nei cortili, i cani col muso abbassato lungo gli argini, le bande di cornacchie radunate in mezzo ai prati. A seconda della stagione guardavo scorrere dal finestrino l’erba gelata e la nebbia distesa sui campi o le grandi macchie verdi e gli appezzamenti di terra arata luccicanti nell’azzurro del pomeriggio. 

Quella strada era la mia preghiera, sempre la stessa, sempre identica. 

Avevo dodici anni, come Maddi adesso, e immaginavo che la mia vita adulta sarebbe stata un deciso, inesorabile e ordinato cammino verso la pienezza che avevo sperimentato in quegli istanti di euforia sul sedile posteriore dell’auto di mio padre. 

Le cose sono andate in un altro modo. Sono venuta a vivere in una grande città, ho sposato un uomo che ha la capacità di ferirmi, ho smesso di pregare; ma non ho dimenticato la luce.

Mila è stata una bambina felice, amata, una ragazza solitaria, oggi è la moglie di Paolo e madre di Maddi e dei gemelli. E’ una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno, dopo un misterioso incidente, si ritrova in ospedale dove conosce Annamaria, un' insegnante laica che ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Questo incontrò sarà molto importante per Mila che grazie ad Annamaria ritroverà una figura straordinaria della sua infanzia: Santa Rita, la santa degli impossibili.
Mila, vive a Milano, è una donna che ha un buon lavoro, una famiglia. E’ una donna normale ma sotto l’aspetto della “normalità” nasconde l’infelicità, l’inquietudine, lo smarrimento. Alle soglie dei quarant’ anni, l’inquietudine si manifesta proprio come l’herpes che le deturpa il labbro. Silente per anni, il disagio interiore bussa alle porte della coscienza, si manifesta, sconvolge ogni cosa, porta crisi e un profondo senso di insoddisfazione.

Mila nella vita avrebbe voluto far altro, ha sempre manifestato un profondo amore per i più deboli, ma si è ritrovata sposata con un marito e dei figli. E’ una donna contemporanea divisa tra lavoro, famiglia, volontariato. Cerca di fare tutto, fa quel che può ma, arrivata a 40 anni, prende coscienza che  "c’è qualcosa che non va" . Ha perso se stessa, la sua vocazione. Il marito Paolo è un uomo che ha sempre accettato ogni decisione lavorativa di Mila, non ha mai obbiettato nulla, infondo non l’ha mai capita. Mila, negli anni, ha accumulato rancori e delusioni, ha provato a cambiar le cose. Tra lei e Paolo, il divario dell’incomprensione si è sempre più allargato, ci sono state anche molte litigate nella speranza che qualcosa cambiasse, poi più nulla perché quando anche la speranza tace cosa si può fare?

Mila ricorda l’amore che univa i suoi genitori, condividevano tutto, persino la morte. Volevano amarsi e aiutare gli altri. Sono stati sempre uniti e sono morti a pochi mesi di distanza l’una dall’altro.

Mila si sente sola, le manca il tempo per fare quello che vorrebbe e non solo quello che deve. Ha lasciato il suo lavoro alla redazione del “Corriere” perché si sentiva in colpa in quanto non era lei a mettere a letto sua figlia Maddi. Lascia il lavoro per stare di più con i figli, ma la famiglia può diventare l’universo in cui la donna si sente completamente soddisfatta? Per Mila non è così. Poi l’incidente, il ricovero, la nuova amicizia, la riscoperta della preghiera. Per la giovane donna, un momento drammatico si trasforma in una rinascita spirituale che vede in Santa Rita una figura straordinaria da cui attingere forza per cambiare la propria vita.

Santa Rita è il simbolo della forza delle donne. Rita si era sposata giovanissima, per volere dei suoi genitori, con Paolo: uomo orgoglioso e irruente. Nacquero due figli, forse gemelli, e dopo 18 anni di matrimonio, Paolo venne ucciso e poco dopo morirono anche i figli. Rita decise di prendere i voti ed entrare in monastero, ma il noviziato le venne rifiutato proprio a causa del marito ammazzato. Si temevano vendette e altri delitti. Rita pregò tanto e, una notte, venne portata in volo, fin dentro le mura del monastero di Cascia, dai suoi protettori. Con questo volo Rita supera ogni ostacolo grazie alla potenza magica della sua passione e simboleggia la capacità femminile di fare miracoli, riannodare i fili di un destino perduto o una vocazione trascurata. Proprio come accade a Mila che si sente incompleta.

La santa degli impossibili ci ha mostrato, con la sua testimonianza, che bisogna lottare e insistere per essere l’artefice del proprio destino. Tra le cose mutabili della vita, del mondo, il cuore rimane fisso là dove c’è la vera gioia, la luce che rischiara il nostro cammino. Il miracolo è questa nuova conoscenza di sé, l’impegno per riprendere in mano il proprio destino, diventarne l’artefice, sentirsi un tutt’uno con l’amore del mondo e sorridere. E’ bello vedere il sorriso di una donna, il sorriso dell’anima. La ricerca di Mila è solo all’inizio. Dove la porterà è un mistero che spero la scrittrice risolverà presto per soddisfare la curiosità di noi lettori.

“Santa degli impossibili” è un breve romanzo, 109 pagine, che narra di quotidianità e di trascendenza. E’ un romanzo sulla libertà: ognuno deve essere l’artefice del proprio destino. Per conquistare in libertà ciò che si desidera nel profondo del cuore. I personaggi sono donne e uomini descritti con luci e ombre, commettono errori, si lasciano trascinare dalle proprie paure, si dimenticano della linfa vitale che nutre il loro cuore. Più che dimenticare preferirei dire che accantoniamo i nostri desideri, li respingiamo nel profondo del nostro cuore, non ascoltiamo più la loro voce. Poi, quando meno ce l’aspettiamo, tutto ritorna prepotentemente a galla, si manifesta, come l’herpes, pretende la nostra attenzione. Il problema è trovare il coraggio per ascoltare quella voce, trovare la forza per cambiare il nostro futuro. Non siamo tutti coraggiosi e temerari, le difficoltà rendono arduo il camino ma possiamo, se vogliamo, trovare un esempio in Santa Rita che è riuscita a trasformare il dolore in amore che dona senza chiedere.

Daria Bignardi si riconferma un’ottima scrittrice capace di fondere realtà e desiderio di trascendenza per dare una speranza a tutti gli uomini. Il nostro vivere è ricco di difficoltà, a volte ci perdiamo per via, siamo uomini deboli e fragili. Attraverso il suo bel racconto, la scrittrice, ci presenta personaggi con molte contraddizioni che vivono la nostra realtà con un bisogno, a volte sconosciuto a loro stessi, di trascendenza. Nel mondo c’è anche l’amore, un amore silenzioso che sarà la nostra ancora di salvezza.

Consiglio questo libro a tutti voi, leggetelo con calma, assaporatene ogni parola, riflettete sulla storia e vi ritroverete, tra le mani, un piccolo grande romanzo reso ancora più prezioso dalla copertina di Dino Buzzati, da I Miracoli di Val Morel. Buona lettura e ricordate:

“Se hai visto la luce anche solo 
una volta te la ricordi per sempre.”

17 commenti:

  1. E' piaciuto molto anche a me! bellissima recensione! Ho imparato ad amare lo stile della Bignardi.

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    1. Lo stile diretto e conciso ben si adatta a una storia che propone riflessioni su noi stessi e sul nostro futuro. Un saluto :)

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  2. Anch io amo lo stile asciutto della Bignardi. Rileggero' subito questo piccolo grande libro per assaporare ogni poarola

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    1. Sarà sicuramene una lettura emozionante :)

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  3. Anch io amo lo stile asciutto della Bignardi. Rileggero' subito questo piccolo grande libro per assaporare ogni poarola

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  4. Anch io amo lo stile asciutto della Bignardi. Rileggero' subito questo piccolo grande libro per assaporare ogni poarola

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  5. Anch io amo lo stile della Bignardi. Rileggero' questo libro per assaporare al meglio ogni parola

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  6. Anch io amo lo stile della Bignardi. Rileggero' questo libro per assaporare al meglio ogni parola

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  7. Anch io amo lo stile della Bignardi. Rileggero' questo libro per assaporare al meglio ogni parola

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  8. dopo la tua recensione credo sia giunto il momento di concedere a Daria una possibilità! forse ho aspettato anche troppo :D

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    1. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione su questo libro della Bignardi, sono sicura che ti piacerà :)

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  9. è in wishlist!! ne parlano tutti così bene che sono curiosa!!

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    1. E' un libro che merita un'attenta lettura :)

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  10. Stimo molto Daria Bignardi, ma purtroppo mi ha delusa con "un karma pesante" e dopo quello l'ho accantonata come autrice. Dopo averla incontrata al salone del libro, sono rimasta colpita da lei e dal quel piccolo libricino che diventava grande tra le sue mani, quindi penso proprio che concederò a Daria un'altra possibilità. Complimenti Aquila, recensione convincente!

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    1. Grazie cara! A volte proprio nelle piccole cose troviamo un grande tesoro :)

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  11. Ciao Aquila! Io ho letto solo un altro romanzo della Bignardi, Un karma pesante e mi era piaciuto molto, uno stile e una scelta dei temi molto "concreta" e avvincente!! Questo titolo me lo segno subito, hai scritto delle parole bellissime!!

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  12. Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e cretini che la Madonna non l'hanno vista mai. È tutto qui.

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