Nel suo nuovo libro "Il cerchio dei giorni" (Mondadori, traduzione di Annamaria Raffo), il britannico Ken Follett torna indietro nel tempo, fino all'Età della Pietra, per raccontare la costruzione di un gigantesco luogo di culto, Stonehenge.
Ken Follett, tra archeologia e immaginazione, svela la nascita di uno dei monumenti più misteriosi e affascinanti della storia umana visto che non c'è ancora pieno accordo tra gli storici, sulla sua reale funzione, né sulle modalità della sua costruzione con megaliti davvero giganteschi. Il mistero è quindi parte integrante del fascino del monumento e Follett utilizza questa incertezza storica per rendere ancora più avvincente il suo romanzo.
Tra mille eventi e una marea di personaggi, lo scrittore gallese ci propone la soluzione fantasiosa di un enigma archeologico coordinando ansie e speranze e desideri. Realizzare un sogno non è mai facile ma, con l'aiuto e il sostegno di tutti, è possibile. Dal Neolitico giunge quindi l'eco di una verità che oggi stentiamo a mettere in atto: cooperare è l'unica via che porta al bene comune.
L'autore da vita a personaggi carismatici, come Joya e Seft, i protagonisti di questo romanzo composto da una parte basata sui reperti trovati dagli archeologi (frammenti di ossa umane, animali, armi, resti di case) e da una parte, personaggi e dialoghi, basata sull'immaginazione.
Ci aspetta una lettura appassionante e suggestiva. Quindi, senza indugi, iniziamo il nostro viaggio: Stonehenge, il celebre e mastodontico monumento preistorico nel Wiltshire, Inghilterra, composto da un cerchio di enormi pietre erette tra il 3000 e il 1600 a.C. circa, ci aspetta.
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![]() STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8 |
Pagine: 704
Il romanzo epico della costruzione di Stonehenge, ancora oggi uno dei più grandi misteri del mondo. Un cavatore di selce con un dono. Una sacerdotessa che crede nell'impossibile. Un monumento che definirà una civiltà. Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l'inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni. Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all'interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche. Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all'apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta...

Seft arrancava attraverso la Grande Pianura portando sulla schiena un cesto di vimini intrecciato con dentro delle selci da barattare. Era in compagnia del padre e dei due fratelli, più grandi di lui. Li odiava tutti e tre.
Intorno al 2500 a.C., in una vasta pianura della Gran Bretagna meridionale vivono diversi gruppi di umani: i pastori, i contadini, i cavatori di selce e la gente del bosco. Ciascun gruppo ha la propria organizzazione sviluppando abitudini diverse. Condividono, però, alcuni territori e risorse. Ciò genera conflitti e a volte cruenti scontri. Tutti però sono uniti da spiritualità antica, onorano il sole come divinità. Il tempo è scandito dalle stagioni, i solstizi e gli equinozi sono momenti di aggregazione ed è stato creato un cerchio rituale. Il cerchio però è fatto di legno e quindi esposto agli agenti atmosferici e agli incendi. Seft, un cavatore di selce, e Joia, sacerdotessa che crede nell'impossibile, sono uniti nel sogno di costruire un monumento ciclopico con le pietre più grandi mai viste. Solo che la pietra, in quella zona, non c'è. Il sogno visionario di Stonehenge ha inizio.
Seft, un giovane e abile cavatore di selce, dotato di un talento speciale, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per partecipare, insieme al padre-padrone e ai due fratelli spietati, ai rituali che segnano l'inizio di un nuovo anno. Si tratta della Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo. Al rito partecipano tutte le tribù dei dintorni e Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato. Lui sogna la libertà, vorrebbe allontanarsi dalla sua famiglia violenta e cambiare vita. La ragazza vive, con la sua famiglia, nella comunità dei pastori, in cui si scorgono amore e gentilezza. Neen ricambia l'amore di Seft e insieme sperano nella possibilità di un futuro migliore e in una differente visione del mondo. Joia è la sorella di Neen. Ha grandi doti carismatiche e sogna di realizzare un monumento miracoloso: un grande cerchio eretto con pietre enormi che diventerà luogo eterno di preghiera e memoria. Quando Joia diventerà sacerdotessa, condividerà questa sogno con Seft e insieme si dedicheranno anima e corpo a questo progetto all'apparenza impossibile. Tuttavia il fragile equilibrio tra le tribù, la vita è molto dura per tutti, si spezza per vari motivi: la siccità devasta la terra e le persone muoiono di fame, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta.
Questo libro è sulle persone che hanno costruito Stonehenge, sui metodi di costruzione ideati, su come sia stato possibile spostare le grandi pietre che vengono da una foresta distante trenta chilometri. Niente ruota, né carro, né animali da traino. Sappiamo che avevano corde, il resto è mistero. Come hanno fatto a estrarre, trasportare ed erigere le colossali pietre? L'ipotesi di Follett è naturalmente tutta da dimostrare ma siamo tra le pagine di un romanzo dove tutto è possibile.
"Il cerchio dei giorni" parla di una grande avventura scaturita da una grande idea e del tempo necessario a realizzarla. Dopo migliaia di anni Stonehenge resiste a testimonianza di una storia fatta di gente comune, che conduce una vita semplice e sicuramente povera, ma che decide di realizzare qualcosa d'impossibile. Realizzare un sogno è un'impresa ardua, gli ostacoli si moltiplicano: convincere i capi tribù; superare le rivalità fra pastori, agricoltori e cacciatori; affrontare carestie e guerre; domare la natura e la diffidenza umana.
Scritto bene ma dal ritmo lento, "Il cerchio dei giorni" offre una lettura piacevole sia per l'ambientazione preistorica, sia per la suggestione di vedere come sono affrontati i problemi che si presentano. Sogno, genialità e duro lavoro rappresentano i pilastri del successo. Entriamo virtualmente nelle abitazioni e immaginiamo la vita quotidiana del villaggio neolitico vicino a Stonehenge. Tantissimi i personaggi, sembrano moltiplicarsi dopo ogni capitolo, a volte ricordare i loro nomi è stato difficile. Le relazioni tra i personaggi, il loro modo di ragionare ed esprimersi, sembrano un po' forzati. Nello Wiltshire di quattro millenni e mezzo si pensava a questo modo? Tutto ciò, a ben vedere, non è importante perché sappiamo come l'immaginazione dell'autore giochi un ruolo nella stesura del romanzo.
Fra i personaggi emerge la figura della coraggiosa e visionaria sacerdotessa Joia che spera in un futuro in cui la pace e la collaborazioni tra tribù regnino sovrani. È lei, con il suo carisma naturale, il cuore pulsante del romanzo. Follett affida a una donna il ruolo di forza viva del romanzo, di energia inesauribile, di capacità di convincimento e di organizzazione. La sacerdotessa porta la speranza, ma anche la ribellione, facendosi tramite tra il divino e l'umano. Lei crede nella sua fede, difende le sue scelte, non si arrende e non abbassa mai lo sguardo.
"Il cerchio dei giorni" è un romanzo in cui s'intrecciano storia, passione e umanità. Non si parla solo di tecniche d'ingegneria ma anche di persone, di comunità, di fede e di amore. L'autore mescola abilmente ricerca storica e pura immaginazione. Parla di un'epoca lontanissima di cui non abbiamo testimonianze se non le ipotesi degli archeologi che si basano sui reperti ritrovati. Attraverso lo studio dei reperti, armi e strumenti, frammenti di ossa umane e animali, si è ricostruita un'idea del tipo che vita che si conduceva nella preistoria. Quindi il romanzo nasce dall'insieme di elementi materiali che sono archeologia e da una parte umana che è narrativa.
Cosa strana ma interessante ho trovato nel romanzo analogie con il nostro presente. La storia narra di guerre e diffidenze, di siccità e prevaricazioni, di resilienza di fronte a sfide che sembrano insormontabili. Nel romanzo i gruppi, coltivatori, pastori e gli abitanti dei boschi, entrano in conflitto per l'appropriazione di un pezzo di terra e per le sue risorse. In tutte le epoche, deprimente a dirsi, gli esseri umani hanno fatto la guerra! Il lato affascinante è la dimostrazione di come l'uomo sia al centro di ogni progresso con le sue scelte e le sue responsabilità. Nel passato ancestrale come nel presente le persone si preoccupano del benessere della famiglia, delle violenze, delle guerre, di sesso e matrimonio, di epidemie. Corsi e ricorsi storici scriveva il filosofo Giambattista Vico.
"Il cerchio dei giorni" è racconto potente, una lettura piacevole che offre una visione d'insieme dell'epica impresa umana con un forte coinvolgimento emotivo. Per la prima volta Follett in un suo romanzo racconta anche di un amore saffico, dà lo scettro di protagoniste a donne forti e credibili, non trascura le ansie e le speranze del tempo. Ci sono, nel romanzo, molte scene cruente e momenti di brutalità che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori. Tra le righe scopriamo un monito a tutti noi, gente del presente: la salvezza può arrivare solo cooperando tutti insieme senza individualismi. Facile a dirsi, quasi impossibile da realizzare. Tuttavia se l'umanità vuole continuare a vivere sul pianeta Terra, quel "quasi" deve trasformarsi in certezza. Forse l'esempio di Stonehenge potrebbe indicarci la via. Forse.


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