giovedì 11 ottobre 2018

RECENSIONE | "La veste nera" di Wilkie Collins

Ormai, per me, leggere Collins è sempre un vero piacere. I romanzi del padre della narrativa del mistero sono scrigni che contengono sentimenti, emozioni e pensieri. Ogni storia si moltiplica in mille storie, ogni vita deve vedersela con il caso (se volete chiamatelo destino) e spesso la Provvidenza arriva in soccorso dei più deboli. Una verità appare inesorabile: i mostri non si nascondono negli armadi ma nei cuori delle persone. Oggi, 11 ottobre, potrete trovare in libreria “La veste nera” di Wilkie Collins, edito Fazi.

STILE: 9 | STORIA: 9 | COVER: 8
La veste nera
Wilkie Collins (traduzione di A. Lombardi Bom)

Editore: Fazi
Pagine: 336
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Lewis Romayne sembra avere tutto per essere felice: giovane, di bell'aspetto, agiato, conduce una tranquilla vita di studioso nella sua splendida residenza di campagna, Vange Abbey. Ma un avvenimento funesto tronca bruscamente la sua serenità: durante un viaggio in Francia, l'uccisione di un uomo in duello porta con sé un carico di oscuri rimorsi che, dopo un lungo e tormentato periodo di solitudine, solo il sorriso della dolce Stella Eyrecourt è in grado di allontanare. Ma le vicissitudini di Romayne non sono terminate: nella sua vita s'insinua l'ombra nera del padre gesuita Benwell, determinato a restituire Vange Abbey alle proprietà ecclesiastiche e a infoltire le schiere della Chiesa cattolica convertendo il protestante Romayne. Tra il prete e la giovane, innamoratissima Stella si scatena una lotta senza esclusione di colpi, in cui dubbi, sospetti, insinuazioni, certezze e verità nascoste s'intrecciano alle vite dei diversi personaggi, la cui psicologia è delineata in modo magistrale. 


Può darsi che sia così per lei, padre Benwell. Ha forse abbandonato la sua umanità quando ha indossato la veste nera del prete?
 Ho abbandonato, figlio mio, tutte quelle debolezze su cui le donne fanno leva.
Lewis Romayne è un giovane di bell’aspetto, ricco, conduce una tranquilla vita di studioso nella sua splendida residenza di campagna, Vange Abbey. Durante un viaggio in Francia, Romayne viene sfidato in duello e uccide il suo avversario. Da quel momento il giovane è tormentato da oscuri rimorsi e solo il sorriso della dolce Stella Eyrecourt è in gradi di strapparlo alla sua solitudine. Tutto sembra volgere al meglio ma l’ombra nera del padre gesuita Benwell, determinato a restituire la proprietà di Vange Abbey alla Chiesa convertendo il protestante Romayne, sconvolge la vita del giovane possidente. Tra il prete e la dolce Stella, innamorata di Lewis, si scatena una dura lotta senza esclusioni di colpi. Dubbi, sospetti, insinuazioni e verità nascoste s’intrecciano alla vita dei vari personaggi fino al finale inaspettato.

“La veste nera” è un pregevole romanzo impreziosito da una pura narrativa di suspense, con sfumature dal gotico al grottesco, per un’appassionante storia di segreti e introspezione psicologica. Tuttavia i segreti non possono restare sepolti per sempre, i protagonisti sono persone normali che vivono, sbagliano e tentano di riscattarsi dagli errori commessi. Nessuno può sottrarsi alla sfida con il destino e con la caducità dell’esistenza e dei sentimenti umani.

I personaggi sono molti e vari, affascinanti esempi di variegata umanità.

Stella è una dolce fanciulla, ama la vita appartata, i libri e i disegni. Ha un soave sorriso e l’ardire di sentirsi in grado di liberare Mr Romayne dal tormento di cui soffre. L’amore le dona coraggio e determinazione. Il suo candore conquista i cuori ma non ha ancora chiuso i conti con il suo passato. E il passato ritorna. Ritorna sempre.

Lewis Romayne è un giovane uomo impulsivo che ha perso la sua serenità d’animo. È tormentato da ciò che ha fatto in Francia e deluso dalla vita che lo ha reso irrequieto, malinconico, senza alcuna stabilità. Stella sarà la sua “rivoluzione imprevista”, con il suo amore lo porterà a riconsiderare, anche se per breve tempo, la bellezza della vita.

Su tutti aleggia la figura di padre Benwell, la veste nera. Uomo subdolo e ingannatore, dall’intelligenza lungimirante, non arretra davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. Per lui le persone sono solo pedine da muovere sulla scacchiera della vita.
Era, da capo a piedi, uno di quei preziosi soldati della Chiesa che non ammettono sconfitte e che approfittano di ogni vittoria!
La trama, ricca di eventi, non vi lascerà un attimo di tranquillità trascinandovi nel gorgo di intrighi e passioni mai sopite. La serenità d’animo di Romayne dipenderà dall’amore di una donna o dalla divina saggezza e compassione della santa Chiesa Cattolica? Tra Stella e padre Benwell, chi vincera?

Ho letto “La veste nera” con interesse lasciandomi coinvolgere dalle atmosfere sfumatamente gotiche. I capitoli volano via veloci caratterizzati da una scrittura incisiva e nitida che scava nelle anime degli uomini, nei loro progetti e passioni. Wilkie Collins non delude mai. Con abilità tratteggia gli ambienti della società vittoriana e la fragilità umana nel non saper prendere in mano il proprio destino assistendo, spesso inermi, a un girotondo di promesse non mantenute, incontri fortuiti, fragili emozioni, ipocrisie e segreti. Il passato che ritorna mette in difficoltà la relazione tra Stella e Romayne grazie anche alla sapiente opera minatoria di padre Benwell. Vivremo così un’avventura pericolosa quanto intrigante subendo il fascino di una storia che ci dimostra come non sia mai troppo tardi per cominciare a vivere davvero.

“La veste nera” è un romanzo che rientra perfettamente nella tradizione letteraria di Collins. In questa storia appare evidente come lo scrittore ami il caso e lasci spazio alla Provvidenza. Anche qui non c’è un narratore unico ed onnisciente. Più voci si alternano narrando la propria verità e la realtà anche se questa indossa sempre una maschera di signorile menzogna. Lettere e diari si passano il testimone in questa staffetta di lettura rendendo dinamica e varia la struttura del romanzo. C’è, se così posso dire, un lieto fine ma solo dopo aver attraversato dolori, sofferenze, pianti ed eroiche decisioni. Troverete in questa storia tante storie che si completano a vicenda incastrandosi tra loro alla perfezione e marciando spedite verso un finale inaspettato.

Cosa dirvi di più? Se ancora non conoscete Wilkie Collins non indugiate ancora, “La veste nera” vi aspetta in libreria e io vi saluto con i versi del grande Byron:
Ecco un sospiro per coloro che mi amano,
E un sorriso a coloro che odiano;
E qualsiasi cielo si trovi lassù,
Ecco il cuore per ogni destino!

2 commenti:

  1. con mio grande rammarico, devo ammettere che ancora non recupero questo autore,di cui penso mi innamorerei!!
    Devo assolutamente iniziare a leggere qualcosa di suo, questo penso mi piacerebbe, mi pare di capire che abbia una trama ricca e coinvolgente!
    buon sabato :)

    RispondiElimina
  2. Non rileggo "La veste nera" da almeno una decina d'anni... Sappi che mi hai fatto venire una voglia irrefrenabile di toglierlo dalla libreria, spolverarlo e leggerlo proprio stasera!
    Complimenti per la recensione!

    RispondiElimina