lunedì 8 ottobre 2018

RECENSIONE | “I gemelli Gheddafi” di Marco Ubezio

Carissimi lettori, oggi vi presento il romanzo “I gemelli Gheddafi”, opera prima di Marco Ubezio. Il libro è pubblicato dalla casa editrice milanese bookabook, fondata nel 2014 da due giovani imprenditori: Tomaso Greco ed Emanuela Furiosi.

Prima di passare alla recensione del romanzo vorrei darvi qualche informazione su Marco Ubezio, classe 1978, avvocato a Milano. Si occupa di assistenza legale a operatori del no profit. È esercitatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, facoltà di Scienze Politiche. Con “I gemelli Gheddafi” ha vinto il terzo premio al concorso Avvocati e Autori organizzato dall’Unione Lombarda Ordini Forensi e Ananke Lab.

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7
I gemelli Gheddafi
Marco Ubezio

Editore: bookabook
Pagine: 272
Prezzo: € 15,00
Sinossi
Milano, seconda decade degli anni Duemila. Mentre nel pieno della notte viene ritrovato il cadavere di un ragazzo mediorientale orrendamente mutilato, l’avvocato Matteo Riflessi riceve una telefonata. È Marco, il suo vecchio amico d’infanzia. Insieme erano “i Gemelli Gheddafi”, il terrore del quartiere. A distanza di anni, il suo compagno di giochi, diventato un prete di prestigio della Curia milanese, gli chiede aiuto: un anziano monsignore è accusato di ricettazione di antichi manoscritti e ha bisogno di un avvocato. Ma quando il prelato muore in circostanze sospette, Matteo resta intrappolato in una vicenda labirintica la cui unica certezza è un misterioso legame tra i due cadaveri. Circondato da illustri porporati, sciure fattucchiere e fantasmi del passato, Matteo avrà l’ardito compito di ricomporre lo schema di omissioni al cui interno si cela un’unica sconcertante verità.


Se non fosse apparso sul display il suo nome avrei rifiutato la telefonata senza indugio, ma lui non è un cliente qualsiasi. Lui le palle le rompe sempre a ragion veduta, e poi è come un fratello. Anzi, di più.
Milano, seconda decade degli anni Duemila. Nel cuore della notte, l’avvocato Matteo Riflessi riceve una telefonata da Marco, il suo vecchio amico d’infanzia. Insieme erano “i Gemelli Gheddafi”, il terrore del quartiere. Nella stessa notte viene ritrovato il cadavere di un ragazzo mediorientale orrendamente mutilato. I due avvenimenti sembrano non aver nulla in comune. Per Matteo correre alla chiamata del suo compagno di giochi è quasi un obbligo. Ora Marco è un prete di prestigio della Curia milanese e chiede, a Matteo, il suo aiuto come avvocato per difendere un anziano monsignore accusato di ricettazione di antichi manoscritti. Quando il prelato muore, in circostanze sospette, il caso è prossimo all’archiviazione ma la curiosità condurrà Matteo in una vicenda labirintica dove l’unica certezza è un misterioso legame tra i due cadaveri. All’avvocato Riflessi il compito di svelare la sconcertante verità destreggiandosi tra illustri porporati, sciure fattucchiere e fantasmi del passato.
Non sempre la luce svela, più spesso occulta. È più facile  intuire i contorni di un’ombra nel buio che ciò che si cela dietro una maschera indossata alla luce del giorno. Giorno dopo giorno.
La vita umana, scriveva Erasmo da Rotterdam, è una commedia in cui ognuno recita con una maschera diversa e continua nella parte finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico. In questo bel romanzo a ricoprire il ruolo di direttore di scena è l’avvocato Matteo Riflessi, un uomo curioso e spesso in netto conflitto con la quotidianità e le relazioni sentimentali. Fin dalle prime pagine la storia accoglie il lettore in un mondo dove “le maschere” sono ovunque. Tutto ruota intorno alla ricerca della felicità.
Molti uomini sono vivi a loro insaputa, in fondo sono già salme che camminano. Ridono, piangono, si arrabbiano e fanno figli come conigli ma, in fondo, salme restano. Chi rifiuta anche solo di provare a essere felice è già morto. Un pezzo di carne che non si consuma non è buono neppure a concimare la terra.
“I gemelli Gheddafi” è un romanzo giallo che nasconde un’anima riflessiva in cerca di verità. Denaro, sesso, fragilità umana sono i fantasmi che fluttuano tra i capitoli dai titoli evocativi come Il Sipario Strappato, Metti una sera a cena, La piccola bottega degli errori.

Lo scrittore Marco Ubezio ha la capacità di narrare gli eventi analizzando le piccole o grandi scoperte che portano a importanti svolte. Le storie altrui entrano in rapporto con la vita dell’avvocato toccando temi come l’affermazione professionale, la Chiesa e le sue debolezze, i rapporti affettivi, l’amicizia e la ricerca di sé. Mi piace il variopinto mondo dei personaggi descritti da Ubezio. Conosceremo uomini apparentemente forti e altri solo apparentemente deboli. Su tutti sovrastano i personaggi con pensieri estremi che portano ad azioni drastiche. C’è coraggio nel seguire le proprie scelte mentre un velo di falsità le nasconde agli occhi del mondo. Non so se posso dire che in alcuni di loro c’è vergogna, sicuramente provano un senso di colpa. Questi sentimenti tessono la loro rete incastrando chi non si sente a proprio agio nella propria pelle.

Questo romanzo mi è piaciuto per i temi affrontati e per il tatto con cui lo scrittore tratta le debolezze umane. C’è una vena d’umorismo nella storia che rivela una profonda simpatia, dello scrittore, verso gli uomini. Ridere con i personaggi è stato un modo meno pesante per affrontare tensioni, rapporti e relazioni umane. Le caratteristiche del genere giallo sono ampiamente rispettate e spesso viene citato il commissario Maigret, nato dalla fervida penna di Georges Simenon. Infatti l’avvocato Matteo si ritrova a indagare basandosi sul suo istinto, immedesimandosi nell’ambiente dei delitti e nella personalità dei personaggi coinvolti nell’indagine. Gli avvenimenti si susseguono nella frenetica Milano, nel mezzo di una campagna elettorale, con la Polizia alle prese con più importanti emergenze, promozioni e trasferimenti d’ufficio.

“I gemelli Gheddafi” è un romanzo avvincente basato su inganni e ricatti che ci porta a riflettere sul coraggio di guardare noi stessi con occhi diversi per mettere a fuoco ciò che realmente siamo.
Non c’è niente da dire, si può nascere dritti o storti, è solo una questione di probabilità, non di merito. Certo è che se si nasce storti non c’è bisogno di stortare tutto il mondo per sembrare dritti.
Vorrei ringraziare la bookabook per avermi dato l’opportunità di leggere questo giallo e ne approfitto per parlarvi di questa casa editrice molto particolare.

La bookabook è una casa editrice indipendente che mira a rimettere il lettore al centro del lavoro editoriale sfruttando le opportunità del web. Attraverso il meccanismo del Crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) il lettore diventa editore, sostenendo i libri che preferisce. Sono i lettori a scegliere il libro che verrà pubblicato, in cartaceo e digitale, e distribuito online e nel circuito delle librerie. Bookabook è anche una community dove i lettori possono scambiarsi idee, incontrare gli scrittori e scoprire ciò che ha ispirato gli autori. Vi consiglio di dare uno sguardo al sito bookabook.it per scoprire nuove opportunità di lettura :)

2 commenti:

  1. Romanzo che non conoscevo e realt editoriale, quella della bookabook, che mi ispira immensamente. Segno, in attesa di recuperi. :)

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