Scriveva Jean de la Fontaine: “Le persone che non fanno
rumore sono pericolose”. Questa frase mi ha dato modo di riflettere sul
significato della parola “silenzio” inteso come una debolezza d’animo ma anche
come confine fra il mondo della realtà vissuta e quella immaginata. Silenzio
fra ciò che si è e ciò che avremmo voluto essere.
Ci vuol coraggio per amare.
Ci vuol coraggio per far la cosa giusta. Ci vuol coraggio per mettersi contro i
cattivi. Ci vuol coraggio per denunciare ed esporsi pubblicamente. Aver paura è
normale ma dobbiamo riuscire a vincerla altrimenti diventerà l’ostacolo che ci
impedirà di andare avanti. A volte ci si chiude nel silenzio per proteggersi,
per passare inosservati, per non farsi riconoscere dal proprio destino. Tutto
lavoro sprecato perché il destino è pronto a riprenderci proprio nel modo di
vita in cui avevamo deciso di mimetizzarci. Il silenzio ha, come ogni cosa, una
valenza positiva e una negativa. Io ho rispecchiato queste riflessioni in un
romanzo che ho letto con interesse e coinvolgimento. Si tratta di “Senza far
rumore”, romanzo d’esordio di Riccardo Castiglioni, La Ponga Edizioni.
STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 6
|
Senza far rumore
Riccardo Castiglioni
Editore: La Ponga
Editore: La Ponga
Pagine: 272
Prezzo: € 18,00 cartaceo / € 3,99 ebook
Prezzo: € 18,00 cartaceo / € 3,99 ebook
Sinossi
Antonio è un ex insegnante di lettere andato in pensione
troppo presto. Conduce una vita solitaria e apatica, dividendosi tra la lettura
e la compagnia di Lele, gioviale e sincero amico d’infanzia che movimenta le
sue giornate.
Per sdebitarsi delle continue attenzioni dell’amico, il
professore decide di ricercare un romanzo letto che Lele ha letto in
adolescenza e che ora pare introvabile.
Nei meandri della Rete si imbatte così in Claudia, giovane e
spaesata studentessa universitaria fuori sede in possesso di una copia del
libro. Tra i due nasce una corrispondenza, che però si interrompe bruscamente
per un banale equivoco.
Un crudele scherzo del destino, però, interviene a far
incrociare nuovamente le vite dei due quando un vecchio incubo mai dimenticato
riemerge dal passato di Antonio minacciando la ragazza, inconsapevole e
all’oscuro di tutto.
Per provare a sventare la minaccia l’anziano professore sarà costretto a combattere i propri demoni interiori, vincendo la sua esistenza apatica e improvvisandosi uomo d’azione.
A dispetto della corporatura robusta il ragazzo non sente alcuna fatica. Sale i tornanti della collinetta con evidente agilità; gambe e fiato allenati dalle interminabili partite al campetto. Indossa un paio di jeans invernali accorciati fin sopra il ginocchio e una canottiera scolorita, appena chiazzata di sudore sul petto. Tra le mani – come sempre – l’adorato pallone da basket…
Antonio, 62 anni, è un ex insegnante di lettere in pensione.
Conduce una vita solitaria e pigra. Gli fanno compagnia i libri e Lele,
gioviale e sincero amico d’infanzia. La madre di Lele, Mammà per gli amici,
ricopre di attenzione e di cibo il professore. Per sdebitarsi delle continue
attenzioni di Mammà e di Lele, Antonio decide di cercare il romanzo “Il
guerriero della nebbia” ormai introvabile ma che tanto era piaciuto a Lele.
Grazie alla Rete il professore conosce Claudia, giovane e spaesata studentessa
universitaria fuori sede a Milano. Lei ha una copia del raro libro. Tra i due
nasce una fitta corrispondenza che verrà interrotta per un banale equivoco. Il
destino, mai pago di combinar scherzi, interviene incrociando nuovamente le
vite di Claudia e Antonio. Dal passato del professore riemerge una terribile
minaccia su cui rischia di infrangersi la vita della ragazza all’oscuro di
tutto. Il professore sarà costretto a combattere i propri demoni interiori per
salvare Claudia e vincere la sua apatica esistenza improvvisandosi uomo
d’azione.
“Senza far rumore” è un romanzo che inizia in sordina ma
riserva molte sorprese. I primi capitoli sono pacati e armonici nel raccontare
gli eventi e nel presentarci i personaggi. In questa realtà si scopre ben
presto che qualcosa non va. Tra le righe si legge un’inquietudine che si
manifesta con luci e ombre improvvise. La calma lascia il posto a un racconto
adrenalinico e ricco di suspense.
Scopriremo, così, il segreto di Antonio. Molti anni addietro
è stato testimone di un abuso ma ha taciuto, per paura, pur conoscendo il
“mostro”. Questo segreto è un peso che grava sull’anima del professore. Egli
pur sapendo di essere un uomo buono, mite e saggio sa di aver commesso degli
errori. Non si può certo condannare un uomo perché ha avuto paura ma questa
difficoltà, di esprimere a parola il suo tormento, gli ha cambiato la vita
caratterizzata da una malinconia costante. Mi è sembrato di condividere con lui
questo peso e quando il “male” si è ripresentato sono stata lì a incitare
Antonio affinchè cogliesse la sua occasione di riscatto.
Attorno al protagonista ruotano dei personaggi secondari ben
collocati nei loro ruoli.
Alla dolcezza e ingenuità di Claudia si contrappone la
pratica saggezza di Mammà. Ad Antonio “da sempre mimetizzato tra le pagine
della vita” si contrappone il suo amico Lele, deciso e cinico. Ai “cattivi” che
si credono onnipotenti e invincibili si
contrappone il coraggio di chi cerca di fermare il male. Al rumore delle grida
di chi è vittima di abusi si contrappone il silenzio di coloro che non riescono
a liberarsi dai macigni sul cuore. La vita di Antonio non fa rumore, è persa
nella nebbia dei rimpianti.
Quando i giorni del dolore finiscono, assistere alla
rinascita di un uomo è davvero una bella esperienza. L’agnello si scopre lupo
per difendere ciò che ama e ciò mi ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo.
“Senza far rumore” è un susseguirsi di capitoli brevi che
scorrono via velocemente grazie a dialoghi vivaci e a un intreccio ben
sviluppato. Mi sarebbe piaciuto sapere un po’ di più sugli eventi del passato e
su alcuni personaggi delineati a grandi linee. Bravo lo scrittore a seminare
qua e là alcuni indizi che segnano la trasformazione del romanzo in un noir dal
fascino oscuro. Tanti i temi trattati: la violenza sulle donne, l’amicizia, la
malattia mentale e l’indifferenza. Su tutto domina il tema delle maschere,
siamo tutti frammentati in mille maschere dietro cui nascondiamo la nostra vera
identità. C’è una maschera per il lavoro, una per la famiglia, una per la
società. Quando però rimaniamo da soli, cosa siamo? Provate a strappare la
maschera del bene ed ecco il male diventare padrone della scena. Bene e male
giocano a nascondino, spesso il gioco finisce male con sofferenze e dolori.
Cosa resta quando il gioco finisce? Rimane la vita senza la necessità di barare
guardando il mondo con occhi scintillanti,
trasformando i pensieri in parole e in atti, smettendola di vivere senza
far rumore.
Bella recensione.
RispondiEliminaGrazie :)
EliminaComprato con l'offerta del giorno a 0,99. Si legge bene, ben scritto, toni molto pacati. Forse finale un po' frettoloso ma nell'insieme personaggi credibili, con cui si entra in empatia.
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