giovedì 16 giugno 2016

RECENSIONE | "La moglie bugiarda" di Susan Crawford

Buongiorno a tutti voi, amati lettori :) Continuo, con mio grande piacere, a interessarmi a thriller che si presentano con cover accattivanti e titoli intriganti. Oggi facciamo due chiacchiere sul romanzo d’esordio di Susan Crawford che Harper Collins si è aggiudicato per una cifra a sei zeri in America facendone un bestseller. 

La moglie bugiarda
Susan Crawford (traduzione di Cantoni E.)

Editore: Piemme
Pagine: 309   
Prezzo: € 18,50

Sinossi: Dana Catrell pensava di sapere tutto della sua vicina Celia: nel quartiere elegante dove vivono, nella sonnolenta provincia americana, sembrano non esserci segreti e tutti conoscono tutti. Fino al giorno in cui Celia viene trovata morta in casa sua, uccisa con un vaso molto pesante. Lo stesso giorno in cui Dana ha passato l'intero pomeriggio a casa della povera Celia, bevendo decisamente un po' troppo. 
Celia doveva confidarle un segreto, per questo l'aveva chiamata. Un segreto che ora Dana, per colpa dell'alcol e degli psicofarmaci di cui spesso fa uso per tenere a bada l'ansia, non riesce a ricordare. Ma quando il detective Jack Moss comincia a indagare, quella memoria che non torna diventerà la cosa più importante, se Dana non vuole essere la sospettata numero uno. Peccato che suo marito Peter non l'aiuti affatto: specie quando Dana trova nel suo telefono un numero registrato come "C.", che risponde alla segreteria telefonica di Celia... 
Incerta se credere alla propria, inaffidabile mente, al suo istinto, o ai sospetti che si fanno strada dentro di lei, Dana cercherà di ritrovare la verità di quel pomeriggio, e quel segreto che Celia doveva confidarle: sapendo che ciò che scoprirà potrebbe rovinare per sempre la sua vita. E il suo matrimonio. 


STILE: 7 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

L’amore è un tale pasticcio, pensa Dana, soprattutto per gente come lei e Peter, con un matrimonio lungo e problematico e già abbastanza difficile anche senza l’intromissione di una vicina di casa impicciona, che adesso è morta.
La vicina di casa, ora defunta, è Celia. Dana è una donna affetta da un disturbo bipolare che spesso prende dei psicofarmaci e che non ricorda cosa sia successo il pomeriggio in cui Celia è stata uccisa. L’unica cosa che ricorda è che l’amica l’aveva invitata a casa sua per parlarle di una questione di vita o di morte. Le due donne avevano trascorso il pomeriggio insieme, avevano bevuto e discusso di una questione importante. Ma i ricordi di Dana si interrompono bruscamente, la donna è nel panico non sapendo se ha svolto un ruolo nell’omicidio dell’amica. Suo marito Peter non l’aiuta per niente, anzi le ripete continuamente : “Tu non stai bene, fatti curare.” Dana sprofonda sempre più nella confusione, sente di essere la sospettata numero uno. Quando il detective Jack Moss comincia a indagare, Dana capisce che il cerchio si stringe attorno a lei. Cerca disperatamente un aiuto che suo marito le nega. Le cose si complicano quando Dana trova nel telefonino del marito un numero registrato come “C”. Incuriosita la donna digita il numero e scopre che corrisponde alla segreteria telefonica di Celia. Tra sospetti, falsi indizi, mezze verità, la donna cercherà di ricostruire la dinamica di quel maledetto pomeriggio. La memoria si fa beffa di lei. Tra la nebbia della follia, che sta già bussando alle porte del suo cervello, dovrà trovare il coraggio per scoprire se è davvero un’assassina.

“La moglie bugiarda” è un thriller ben scritto e avvincente. L’autrice non perde tempo e ci conduce subito sulla scena del crimine presentendoci i protagonisti della sua storia. Conosciamo subito Dana e appare evidente lo stato confusionale in cui si trova. Ed è proprio questa confusione, le maglie larghe della sua memoria, che conquista immediatamente il lettore. Niente di nuovo, mi direte, ma la storia si ingarbuglia a tal punto che difficilmente riuscirete a scoprire il colpevole prima del gran finale. Andando avanti con la lettura quel che più mi ha colpita è il tormento interiore di Dana. Nel tentativo di ricordare, la donna rivede la sua vita e condivide con noi i momenti più salienti della sua vita. Ne vien fuori il ritratto di una donna complessa che deve convivere con la sua malattia. Accanto a lei troviamo il marito Peter, un uomo che ho profondamente odiato. Egli è caratterizzato dalla sterilità emotiva, dalla mancanza di valori morali. È un uomo vuoto (ricorderete sicuramente la poesia di Eliot “Gli uomini vuoti”) che per esistere ha bisogno dell’ammirazione, del sostegno degli altri. Celia, donna enigmatica non virtuosamente sincera, ricopre il molteplice ruolo di vittima, istigatrice, moglie non propriamente esemplare, amica dall’anima nera. Il marito di Celia è un personaggio incolore, inodore, insapore. Il suo ruolo nella vicenda è irrilevante. Chi invece svolge un ruolo primario è il detective Jack Moss che ha un debole per le anime perse. È un uomo dal passato tragico che vive un rapporto conflittuale con il figlio Kyle, ragazzo sfuggente dal comportamento non proprio cristallino. Anche il modo di fare di Moss è, in alcuni momenti, non condivisibile. In questo romanzo non ci sono certezze ma una marea di dubbi e sospetti. Nessuno è innocente al cento per cento. Tutto però ruota attorno a lei, a Dana, il cui tormento interiore diventa palpabile. L’assassinio di Celia, l’amnesia parziale, il comportamento di Peter, fungono da catalizzatori per le sue crisi. Con destrezza il demone della follia si impossessa della sua mente in cui ogni cosa si confonde: il dolore, i sogni, i ricordi, il passato. La follia appare quasi tangibile, indossa le vesti di una dama del tempo che fu, una dama che reca in dono l’amnesia. In questo precipitare degli eventi Dana è al centro di un girotondo di demoni. Omicidio. Celia. Amnesia. Tradimento. Suicidio. Per interi capitoli assistiamo al fluttuare dei ricordi, delle immagini, dei volti, poi tutto trova un ordine, prende forma. Il puzzle si ricompone, gli animi si chetano. Un ultimo sussulto ci guida verso un finale sorprendente. Soddisfatta chiudo il libro e penso che le donne, in questo thriller, non son state solo vittime ma hanno svolto ruoli importanti nel bene e nel male. Hanno dato vita a un mondo dilaniato dalle emozioni ma, proprio per questo, vivo  e intramontabile.

PICCOLA DIVAGAZIONE:
Ultimamente ho letto ben due romanzi, “Dimmi la verità tutta la verità” (recensione) e “La moglie bugiarda”, che sono stati definiti coinvolgenti come “La ragazza del treno” (recensione). Anzi per essere più precisi la scritta recita: "Per tutti quelli che hanno amato La ragazza del treno." Oh povera me, ho inizialmente pensato, io non ho particolarmente apprezzato il thriller di Paula Hawkins, forse non apprezzerò neanche queste letture. Mi sbagliavo. A dir il vero non amo molto quando si accostano romanzi sottolineando che se piace l’uno inevitabilmente piacerà l’altro. Nell’alchimia delle emozioni ogni lettura è un caso a sé. 

21 commenti:

  1. Sarà sicuramente nei miei prossimi acquisti! E dopo la tua recensione sono ancora più curiosa *-*

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    1. Allora non mi resta che augurarti buona lettura :)

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  2. Purtroppo non mi ha conquistato, ho avuto qualche difficoltà a procedere nella lettura...mi fa piacere scoprire la tua opinione e sapere che per te si è rivelato una lettura gradevole :)

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    1. L'elemento che ho apprezzato e che mi ha coinvolta è l'inquietudine interiore di Dana. Il personaggio, ombre e luci fin dall'inizio, rispecchia una donna con mille contraddizioni dovute alla sua malattia. La sua sofferenza interiore è la parte più intensa e avvincente della storia :)

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    2. concordo! è l'elemento che anch'io ho apprezzato maggiormente :)

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  3. Sinceramente la trama mi sembrava banale :/ ultimamente sto vedendo parecchi thriller in cui la protagonista dimentica proprio il momento dell'omicidio. Non so perché, ma mi sembra una storia già sentita. Magari mi sbaglio.

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    1. Hai ragione, la trama non brilla per originalità ma i personaggi che le danno vita hanno delle caratteristiche che attirano l'attenzione del lettore. Le donne sono le colone portanti degli avvenimenti. Gli uomini, principalmente i due mariti, sono uomini vuoti. Il detective si schiera fin da subito con i più deboli, con le anime perse e ha una situazione familiare complessa. Ciò che ho apprezzato è la caratterizzazione dei protagonisti :)

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  4. come sai, condividiamola passione per questo tipo di letture; devo ricordarmene, anche se ho una WL infinita >_<

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    1. Evviva le WL infinite, le adoro anche perchè la mia vive ormai di vita propria :)

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  5. Fantastica recensione come sempre!
    Messo in lista subito!! :D

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  6. Ciao! Questo libro mi ha subito attirata per trama e titolo, la tua recensione è stata una conferma e lo prenderò di sicuro =)

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  7. Bellissima recensione! L'ho visto in libreria e mi ha intrigato, penso che adesso lo prenderò di sicuro

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    1. La cover attira sicuramente l'attenzione per un libro che offre piacevoli ore di lettura :)

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  8. Mi incuriosiva già quando ho letto la sinossi per la prima volta, la tua recensione mi fa ben sperare che sia davvero un'ottima lettura :)

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    1. La trama non è originale ma è un libro ben scritto in cui i personaggi offrono un variegato mondo di comportamenti ed emozioni :)

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  9. Mi hai incuriosito con questa recensione! Mi sa che il tuo blog è ricco di spunti libreschi che fanno per me! A presto :)

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    1. Se ami il genere thriller troverai sicuramente molte proposte per le tue prossime letture :)

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  10. Ciao Aquila, come sempre le tue recensioni sanno conquistarmi, e se dalla trama, avrei pensato all'ennesimo thriller fotocopia, ora sono sicura che non lo è! Lo leggerò sicuramente, grazie! ^_^

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  11. Il thriller ha la sua sostanza, mi sembra discretamente scritto ma non un capolavoro. Alcuni capitoli per descrivere la Dana bipolare mi sono sembrati fiumi di parole per arrivare a 300 pagine, quelli che ti tengono attaccato al libro e divorarlo ci sono ma non sono poi così tanti. La scrittrice c'è, nel tempo spero possa diventare più snella e avvincente,l'esordio da sei milioni mi sembra eccessivo se penso a Conan Doyle.

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