sabato 25 giugno 2016

RECENSIONE | "Il Gigante Sepolto" di Kazuo Ishiguro

Buongiorno lettori :) Spesso abbiamo sostenuto l’importanza del ricordo, della memoria e condannato l’oblio. Per caso mi è capitato tra le mani un romanzo che parla proprio della memoria ponendo ai lettori una domanda che mi ha fatto riflettere: "La memoria, per l’uomo, è sempre un elemento positivo?". E’ meglio ricordare sia i momenti belli che quelli brutti della nostra esistenza o si può rinunciare a essa per evitare odi e rancori? Un popolo deve sempre ricordare o in nome della pace, sicuramente precaria ma pur sempre un momento positivo per la popolazione, può dimenticare? Con l’oblio le guerre, le vendette diventano una possibilità remota e perdono la loro naturale ragion d’essere? Mentre meditate vi presento il libro da cui sono nate queste domande.

Il Gigante Sepolto
Kazuo Ishiguro (traduzione di Susanna Basso)

Editore: Einaudi
Pagine: 313  
Prezzo: € 20,00

Sinossi: Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti - il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re - e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l'aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig...

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 8

Barcaiolo, ho sentito dire che un uomo e una donna, dopo una vita insieme, se a legarli è stato un amore straordinariamente forte, possono traghettare all’isola senza bisogno di separarsi. Ho sentito che possono godersi il piacere della reciproca presenza, come hanno fatto per tutti gli anni prima. Potrebbe essere vero, barcaiolo?
VI secolo d.C. Artù è morto da tempo e la terra della futura Inghilterra, che ha visto cruente guerre tra Sassoni e Britanni, gode finalmente un periodo di pace. Da qualche tempo, però, una strana nebbia circonda le genti e i villaggi provocando la perdita della memoria di breve e lungo periodo. Axl e Beatrice, anziani coniugi, lasciano la loro casa e intraprendono un viaggio per raggiungere il figlio che vagamente ricordano di aver avuto. Prima di morire vorrebbero rivedere l’amato volto che ormai non ricordano più. Durante il cammino si uniscono a loro tre personaggi. Edwin, un ragazzino marchiato dal morso di  un demone. Ser Galvano, vetusto cavaliere della tavola rotonda che sostiene di aver ricevuto da Artù il compito di uccidere la draghessa Querig. Wistan, giovane guerriero senza paura. Per diradare la nebbia e ritrovare la memoria bisognerà uccidere Querig, il suo alito dona l’oblio. Cosa decideranno i nostri eroi? Bisogna uccidere il drago o proteggerlo?

Ho letto questa dolce e malinconica fiaba provando una miriade di sentimenti. Mi sono lasciata condurre nello strano mondo creato da Ishiguro apprezzando la molteplicità dei punti di vista dei personaggi. Un protagonista vero e proprio nel romanzo non c’è, la storia è caratterizzata da un coro di voci. Ognuno difende la sua posizione e insieme affrontano tante avventure che fluttuano tra sogno e realtà. Ho provato profonda commozione per Axl e Beatrice, la loro età li mostra deboli e indifesi ma il loro coraggio è grande. Camminano in fila indiana. Lei davanti, lui la segue. Il loro mantra mi ha intenerito il cuore.
Beatrice chiedeva sovente: “Ci sei ancora, Axl?”
E il marito solerte rispondeva: “Ci sono ancora, principessa!”
I due anziani coniugi affronteranno pericoli e sfideranno prodigi pur di raggiungere quel figlio perso nel quasi oblio delle loro menti. Con una scrittura raffinata che permea l’intero romanzo di una struggente malinconia, Ishiguro ha realizzato una cornice narrativa in cui ho assistito alla violenza degli orchi, alle insidie di un vecchio e misterioso monastero, alle domande di un oscuro barcaiolo che mi ha ricordato il Caronte della religione greca. Originali i capitoli che narrano ognuno una delle tante avventure vissute dai personaggi. Il ritmo è altalenante, a momenti di vivace narrazione si alternano periodi dal ritmo più pacato. I dialoghi presentano, a volte, la ripetizione di concetti già detti e i personaggi sembrano quasi figure irreali definite più dai loro caratteri che non dalle peculiarità fisiche. Le descrizioni sono ricche e particolareggiate e rappresentano un punto di merito per lo scrittore. Alcune scene concrete danno vita ad allegorie che rappresentano perle nel tessuto narrativo. In questo mondo fantastico c’è una figura che sovrasta ogni cosa, il Gigante Sepolto: la Memoria. È una presenza tra le righe, un monito per tutti. La memoria, il Gigante dormiente, non è stata del tutto annullata. Potrebbe risvegliarsi. Cosa succederebbe se i popoli recuperassero la loro memoria storica? La consapevolezza dei torti subiti accenderebbe immediatamente la miccia della guerra, dell’odio e la pace svanirebbe in un batter di ciglia.

“Il Gigante Sepolto” è un lungo, complesso viaggio verso una meta comune a noi mortali. Un tentativo di mediazione tra ricordo e perdono. Ogni uomo ha diritto alla sua memoria anche se ciò vuol dire affrontare situazioni conflittuali con gli altri. Nella dimensione umana direi che Axl e Beatrice non temono la morte ma la possibilità che la memoria sepolta ritorni a dividerli. Tra due persone, anche se unite da un profondo amore, tante parole rimangono confinate nel silenzio. Negli abissi del nostro cuore spesso si nascondono orgoglio, stupidità e brama di vendetta. La memoria che scivola via dona all’amore e alla pace una possibilità per continuare a vivere, per sperare in un domani migliore. In fondo ognuno di noi ha il suo gigante sepolto. Vedendo le brutture della realtà odierna, mi piacerebbe avere un’ampolla di alito di drago da spargere sul mondo. 

8 commenti:

  1. Buongiorno a te! Quando uscì questo libro lo inserii subito nella mia lista, ma ora è slittato verso il fondo, scalzato da altri... forse è il fatto di aver conosciuto Ishiguro in un contesto completamente diverso, con il romanzo Non lasciarmi, ma il fascino inizialmente suscitato dall'uscita de Il gigantes epolto è come svanito... chissà che non mi torni la voglia di leggerlo! :)

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    1. Per me è il primo libro di Ishiguro che leggo. Mi ha coinvolta e affascinata :)

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  2. Quando uscì il libro mi colpì molto la bellissima copertina, poi leggendo la trama e l'ambientazione ho pensato non facesse per me.
    Dalla tua recensione però comincio a pensare che dovrei dargli una possibilità.

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    1. La cover piace tanto anche a me. Se deciderai di leggerlo ti renderai conto che le atmosfere fiabesche nascondono grandi verità che coinvolgono tutti noi :)

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  3. Una recensione che da molto da pensare e che mi restituisce il quadro di un romanzo che non ho ancora letto, ma che immagino proprio così come l'hai descritto.
    Inoltre, non mi è mai capitato di leggere un libro ambientato ai tempi leggendari di Re Artù, e questo mi sembra un interessantissimo punto di partenza.

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    1. Re Artù ha un fascino senza tempo e i suoi cavalieri nutrono la nostra immaginazione :)

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  4. Recensione stupenda, Aquila cara!!! Non conoscevo questo titolo, ma sono sicura di volerlo leggere, e ragionarci sopra come hai fatto tu! Concordo sulla necessità di un po' di alito di drago anche in questi tempi!!

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    1. Sarebbe bello poter risolvere un po' di problemi con l'alito di drago anche se ciò vorrebbe dire rinunciare ai nostri ricordi per il bene della società :)

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