martedì 10 dicembre 2019

RECENSIONE | "I lupi di Venezia" di Alex Connor

È ambientato nella Venezia del XVI secolo “I lupi di Venezia”, il nuovo thriller storico di Alex Connor. Una moltitudine di personaggi si muovono fra le calli veneziane e il ghetto ebraico: mercanti di varie nazionalità, un medico ebreo e uno speziale olandese, famosi pittori, ricattatori e spie, cortigiane e umili fanciulle. Nell’acqua si riflettono meravigliosi palazzi e lugubri prigioni, vita e morte si rincorrono. Il buio nasconde le brutte verità, la luce mostra il viso di una città seducente che attrae e affascina. Un sogno, una fiaba, una trappola in cui uomini corrotti vendono l’anima al diavolo per il potere e il denaro.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
I lupi di Venezia
Alex Connor (traduzione di T. Bernardi)

Editore: Newton Compton
Pagine: 382
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Venezia, XVI secolo. La dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l'abbagliante ricchezza della città lagunare, meta di mercanti provenienti da ogni parte del mondo per fare fortuna. Ma alla prosperità, si sa, si accompagna spesso la corruzione. In un'epoca in cui l'inganno, la malizia e la perversione prosperano al pari dell'arte e della filosofia, i lupi hanno vita facile. Sono individui spregiudicati, che si muovono famelici, fiutando le migliori opportunità per acquisire sempre più potere, coinvolgendo ignare pedine nelle loro oscure trame. Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto; Ira Tabat un mercante ebreo; Giorgio Gabal lavora come apprendista di bottega; Giovanni Spoletto è un condannato senza appello. I loro destini stanno per piegarsi al volere di individui molto in vista, come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista. Il ruggito del leone di Venezia sembra essersi placato, ora che i lupi sono a caccia.


Venezia, 1549. La dura vita di bottegai e prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l’immensa ricchezza della città lagunare. Mercanti, provenienti da ogni parte del mondo, si prodigano negli affari senza disdegnare corruzioni e ricatti. In quest’epoca così ricca, i lupi hanno vita facile. Uomini spregiudicati e famelici, fiutano le loro prede e le catturano per trarne illeciti guadagni. Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto, Ira Tabat un medico ebreo. I loro destini stanno per incontrarsi e piegarsi al volere di uomini potenti come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista. Sotto il leone di Venezia i lupi sono a caccia.

La città dei vizi ha i suoi segreti custoditi nell’ombra dei fastosi palazzi che si specchiano nella laguna. La Serenissima trabocca di spezie, seta e musica. Inganno, malizia e perversioni prosperano al pari dell’arte e della filosofia. Dove però risplende la luce dell’ingegno c’è sempre il buio di anime malvagie che sono pronte alla caccia con ricatti e orrori. La Venezia che si riflette tra le pagine di questo libro non è una città romantica e indossa una maschera per ingannare e nascondersi. Uomini malvagi, personificazione del male, seminano morte nel nome del denaro e del potere.
Venezia era una magnifica aberrazione, di una bellezza accecante, vergognosamente prospera, popolata dalle sgualdrine più succose e lascive e dagli opportunisti più scellerati. Essendo una Repubblica e sentendoci già perfetti, accoglievamo ambiziosi e avventurieri scurrili; accettavamo mercanti e commercianti di ogni nazionalità e colore della pelle, approfittando delle loro capacità e delle loro tasche per vendere e comprare.
La voce narrante del romanzo appartiene al personaggio di Marco Gianetti, apprendista del maestro Tintoretto il “Furioso”. All’ombra della bottega del grande pittore, si gioca una partita molto pericolosa che vede un susseguirsi di personaggi destinati a cadere, ad uno ad uno, sotto le fauci di spietati assassini. Purtroppo i lupi cattivi hanno un fascino a cui alcuni uomini non sanno resistere firmando così la loro condanna. Uomini che si travestono da lupi, ingannano con l’ambiguità delle parole, offrono piaceri e notorietà, bella vita e un posto sul palcoscenico “di chi conta” e poi mostrano i denti aguzzi per riscuotere il loro compenso.
Attenta ai Lupi di Venezia.
Sono in quattro… non meno. Non permettere che ti dicano il contrario.
Avidità e ambizione strisciano come pericolosi serpenti tra le pagine del romanzo. Il tradimento si erge contro la lealtà. L’innocenza china il capo davanti alla corruzione. Un ritratto sconvolgente della città emerge da questa storia affascinante che cattura come un’onda gigante per condurti sulla spiaggia di un finale che rimanda a un secondo libro spero di prossima pubblicazione. Tanti i personaggi, tante le storie che intrecciano destini e spengono vite. Conosceremo Pietro Aretino, un’aquila in mezzo ai passerotti, poeta e ricattatore che si muoveva per gli ambienti veneziani ed era intoccabile. Ammireremo il Tintoretto osservando il suo modo di lavorare, i suoi dipinti, le sue modelle, e scopriremo l’origine di quel “Furioso” che accompagna il suo nome emblema del suo carattere forte e dell’uso drammatico della prospettiva. Con Ira e Rosella Tabat scopriremo il ghetto ebraico dal quale non si poteva uscire né di notte né durante le festività cristiane. A mezzanotte i ponti venivano chiusi con dei cancelli e riaperti al mattino. Seguiremo, inizialmente con fiducia poi con riprovazione, le scelte del ricco Marco Gianetti. Un lupo travestito d’agnello?

Alex Connor sa come creare la suspense nei lettori e tenerli incollati al libro dalla prima all’ultima pagina con un romanzo coinvolgente che mostra la società del tempo descritta con intrighi, arte, paure e passioni. Nessun segreto è al sicuro e abili burattinai giocano con la vita delle persone. Come sempre, nei libri dell’autrice, anche in questo suo thriller non manca il mondo dell’arte con le sue invidie, le gelosie e i pettegolezzi.

“I lupi di Venezia” è un thriller dall’atmosfera cupa e avvincente, intrigante e affascinante. I venti del narrare soffiano impetuosi su questa storia ed è bello fare incontri interessanti conoscendo tanti personaggi che entrano in scena cammin facendo. Cortigiane e mercanti, spie e assassini, ci conducono in un’epoca in cui sfarzi e orrori vanno a braccetto. Il tutto ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una donna con gli arti mozzati. A dare un nome al corpo martoriato è Tintoretto, pittore dal gran talento. Intorno al mistero si muovono personaggi ambigui capitanati da Pietro Aretino, il flagello dei principi, e dalla spia Adamo Battista sempre di nero vestito. Tra false amicizie e illusorie nobiltà, gli eventi ci mostrano uomini che tramano nell’ombra. Ne percepiamo la presenza ma non ne conosciamo il nome, sono i lupi di Venezia. “Sono in quattro…non meno.”

Non vi svelo più nulla della trama ricca e solida che caratterizza questo romanzo storico in cui una molteplicità di voci narrano la loro verità, tessono oscure congiure, manipolando i destini di persone innocenti. Non vi sarà difficile percepire la presenza di uno spiritello che, senza neanche nascondersi troppo, vi sussurrerà di non fidarvi di nessuno. I “lupi” attaccano sempre l’agnello più debole, quello che resta in fondo al gregge. Nella città del doge il pericolo è in agguato e crea una continua tensione con numerosi colpi di scena. Gli omicidi irrisolti ci danno appuntamento al prossimo volume di questa serie appassionante. All’appello io non mancherò!
Venezia è una città che non tace mai. Senti come spettegolano, come si accapigliano come corvi davanti a un brandello di carne per ogni frammento di notizia. La gente ama gli scandali, gli omicidi, le pene.
I lupi, vestiti di seta, ci aspettano nella città dei sogni.

3 commenti:

  1. Altro thriller che non conoscevo. Già solo per le ambientazioni veneziane, metto in lista!

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  2. Concordo, lo.sfondo della Serenissima è accattivante di per sé, e comunque mi pare che la trama sia bella articolata e ricca di sorprese!

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  3. L'ho letto e mi pare di aver capito che ci deve essere una seconda parte, perchè non spiega niente alla fine del libro di tutti i misteri. È cosí? Se la risposta è no, potete dirmi chi è l'assassino?

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