giovedì 1 giugno 2017

RECENSIONE | "I 444 scalini" di Mario Mazzanti [Review Party]

Cari lettori se amate i thriller tesi e inquietanti non potete perdervi “I 444 Scalini”di Mario Mazzanti. Lo scrittore è noto al vasto pubblico  per i bestseller “Un Giorno Perfetto Per Uccidere” e “Non Uccidere”.

Il solito thriller, mi direte! Scie di sangue,orribili omicidi, investigatori pronti a tutto pur di assicurare il killer alla giustizia. No! Cosa ne dite di un assassino dalla personalità multipla? Niente di nuovo, obbietterete. E se le personalità fossero ben 10 e capaci di interagire fra loro? Vedo la curiosità nei vostri occhi. Immaginate 10 personalità, diverse per età e caratteri, che affollano la mente dell’assassino. Tutte capaci di manifestarsi, tutte capaci di azioni diabolicamente perverse, tutte pronte allo scontro per affermarsi. Con questa intrigante premessa vi sfido a prendere il coraggio a due mani per iniziare a salire “I 444 Scalini” che non vi condurranno in un luogo colmo d’affetto ma vi apriranno le porte di una vita di odio e di dolore. 

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
I 444 scalini
Mario Mazzanti

Editore: Newton Compton
Pagine: 352
Prezzo: € 10,00
Sinossi
Il Cerro de Santa Ana è uno dei più affascinanti luoghi di Guayaquil, in Ecuador. Dal faro posto alla sua sommità, si può ammirare un panorama mozzafiato sulla città e il fiume che la attraversa. Ma per arrivarci bisogna salire ben 444 scalini, tutti numerati. È in corrispondenza dello scalino 382 che Sheila Ross, una giovane turista americana in viaggio con un’amica, sparisce senza lasciare alcuna traccia. Unico indizio: un italiano con cui Sheila avrebbe parlato la mattina. Sono pochissimi e fragili gli elementi a disposizione degli inquirenti, ma sufficienti a convincere Claps, rinomato profiler, ad attraversare l’oceano. Perché c’è qualcosa di strano in quel caso, qualcosa che lo riporta al suo incubo: Giacomo Riondino, uno spietato omicida sfuggito all’arresto in Italia due anni prima, dopo aver lasciato una lunga scia di sangue dietro di sé. Da allora Claps è ossessionato dall’idea di catturarlo. Una volta in Ecuador, scoprirà che la Ross non è l’unica ragazza scomparsa e che la presenza di Riondino in quel Paese è sempre più probabile. Trovarlo sarà come cercare un ago nel pagliaio. E Riondino è un ago con cui si rischia di morire…

E infine la patologia di Riondino che qualche traccia, a saperle cercare, doveva pur aver lasciato. Le personalità multiple. Dieci in tutto.

Un gruppo quasi fuso in una unica, con Jack a fare da leader, e il Furbo, l’Attore,il Conte ad assecondarlo con il Professore; ognuna con il suo talento, con le sue inclinazioni. E Hannibal, naturalmente. La pulsione bestiale che veniva dal profondo. C’era anche il Floscio, l’unica personalità a non essere a conoscenza dell’esistenza di altre. E poi le ultime tre personalità, le più incredibili; ben distinte e contrapposte a Jack e i suoi: il Ribelle, diciassette anni, il Piccolo, di sette, e Giulia, la dolce Giulia.
Nella “camera affollata”, espressione che prendo in prestito da Billy Milligan, di Riondino, il killer creato da Mazzanti, convivono i “protagonisti” del thriller. Ma andiamo con ordine.

Il Cerro De Santa Ana è uno dei luoghi più affascinanti di Guayaquil, in Ecuador. Per arrivarci bisogna salire ben 444 scalini, tutti numerati. Una giovane turista americana sparisce, senza lasciare alcuna traccia, in corrispondenza dello scalino 382. Unico indizio: un italiano con cui la ragazza avrebbe parlato la mattina. Questa labile pista è sufficiente affinché Claps, rinomato profiler, attraversi l’oceano. In questo caso c’è qualcosa che lo riporta al suo incubo: Giacomo Riondino, uno spietato omicida sfuggito, due anni prima, all’arresto in Italia. Claps segue la fragile pista.

Al di là della storia e del meccanismo omicidi-indagini, sono stata conquistata dalle personalità che convivono nella mente del Killer. Il tema delle personalità multiple non è nuovo, tanti sono i thriller che hanno visto scie di sangue lasciate dal disturbo dissociativo dell’identità. Mi affascina la natura psichiatrica di questo disturbo che, nel romanzo, offre un quadro dalle mille sfaccettature. Ogni personalità ha la consapevolezza della presenze delle altre, tra loro c’è complicità ma anche odio e rancore. I ricordi sono comuni così come molti segreti sepolti capaci di scatenare i loro terrificanti lati oscuri.

Il romanzo di Mario Mazzanti non ammette pause, si legge tutto d’un fiato. L’intreccio si arricchisce di coincidenze e fatalità che generano svolte inattese nella narrazione. Claps è ossessionato da Riondino, ha un conto in sospeso con lui, è intenzionato a catturarlo ad ogni costo. I due protagonisti, il killer e il profiler, si fronteggiano in una sorta di partita a scacchi. La mossa di uno genera la contromossa dell’altro. Molti pezzi cadranno lungo il cammino, il Nero e il Bianco non si fermeranno fino alla soluzione finale che mi ha fatto battere forte il cuore. In questo thriller, dalle cupe atmosfere, c’è spazio per una gamma nera di sentimenti e io mi sono lasciata conquistare dal Piccolo. È indubbiamente la personalità più misteriosa, depositaria di atroci ricordi, è un bambino molto dolce e molto triste. Ama disegnare ma ha paura di una filastrocca, quella dei coniglietti morti.
Sei coniglietti andarono a spasso, uno di loro morì contro un sasso. Cinque conigli andarono al mare, uno di loro fu visto affogare. Quattro coniglietti andarono in un prato e uno di loro non si è più trovato. Tre coniglietti videro un bue, uno morì e rimasero in due. Due coniglietti andarono all’ovile, un cacciatore gli sparò col fucile. Un coniglietto che aveva buon cuore, rimasto solo morì di dolore.
Inquietante, vero? Bene, ora sapete cosa vi aspetta. Con un ritmo narrativo che non dà tregua e una tensione sempre alta, Mario Mazzanti ci propone un thriller capace di catturare il lettore in un vortice di forti sensazioni. Non mi resta che augurarvi una buona lettura :)

2 commenti:

  1. non conoscevo questo libro!! grazie per la dritta, sai bene che è un genere che amo!!

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