martedì 12 aprile 2016

RECENSIONE | “Agharti” di Antonio Forni

Una nota citazione di William Shakespeare recita: 
“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”

Fin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre cercato di dare un perché a ogni cosa. Attraverso i secoli abbiamo appreso che molto sfugge alla nostra comprensione. Possiamo scomodare la scienza, la filosofia o ciò che più vi aggrada ma la verità è che il pensiero umano ha dei limiti e ci sono cose a noi sconosciute.

Con questa premessa vi presento un libro che vi coinvolgerà narrandovi di due efferati omicidi, di un probabile serial Killer e di un mistero che sembra avere radici in uno scavo archeologico in Kazakistan. Se vi alletta l’idea di un giallo venato di mistery, ho il romanzo che fa per voi: “Agharti. Un’indagine del commissario Salina.” di Antonio Forni / edizioni Cento Autori.

Agharti
Un'indagine del commissario Salina
Antonio Forni

Editore: Edizioni Cento Autori
Pagine: 204  
Prezzo: € 12,00

Sinossi: Un rompicapo. È quello che deve risolvere il commissario Salina, indagando sulla morte di un giovane ricercatore universitario, specializzato in lingue antiche, il cui corpo è stato ritrovato con la testa tagliata di netto. La vita del morto era tranquilla: università, casa, pochi svaghi. Chi e perché ha ucciso l'uomo? Il mistero s'infittisce quando anche una giovane prostituta di colore viene ritrovata decapitata. Per Salina e la dottoressa Presti, il magistrato incaricato delle indagini, il doppio omicidio sembra opera di un serial killer, fino a quando una donna telefona dalla Francia e dichiara di conoscere chi è l'assassino. Il caso scotta e a Salina e Presti vengono, nel frattempo, revocate le indagini. Ma i due non demordono e volano a Parigi per ascoltare la donna. Scoprono che tutto il mistero ruota intorno ad uno scavo archeologico in Kazakistan, alla ricerca di un Kurgan, un antico mausoleo funebre...

STILE: 7 | STORIA: 8 | COPERTINA: 6

Fu allora che Lui ci apparve, spaventoso in mezzo alle fiamme nel chiarore del fuoco ci sembrò vestito di rosso e d’oro, una sorta di casacca stretta in vita da una cintura di cuoio borchiato, il capo protetto da un lungo cappello a punta con un diadema a forma di croce con più raggi, lunghi capelli neri che dal cappello gli scivolavano sulle spalle robuste, enorme minaccioso. Così come la spada che brandiva, che sollevò in alto prima di attaccarci, fendendo l’aria con terribili colpi, urlando parole sconosciute.
Napoli. Francesco Tufi, esperto di lingue antiche, viene ritrovato con la testa tagliata di netto. Il commissario Salina è incaricato delle indagini. Le cose si complicano quando viene ritrovato anche il cadavere di una prostituta anche lei decapitata. Il doppio omicidio sembra opera di un serial killer. L’inchiesta appare subito complessa, ed è resa ancor più ingarbugliata da un terzo omicidio perpetuato con lo stesso modus operandi dei primi due. Qual è il comune denominatore che unisce questi terribili omicidi? Improvvisa giunge una telefonata da Parigi: una donna afferma di conoscere l’identità dell’omicida. Salina e la dottoressa Presti volano in Francia per ascoltare una storia misteriosa intorno ad uno scavo archeologico in Kazakistan, alla ricerca di un Kurgan, un antico mausoleo funebre.

“Agharti” è una lettura appassionante che, devo confessare, mi ha conquistata non tanto per gli efferati omicidi e la conseguente indagine, quanto per le pagine, intense e ricche di mistero, dedicate allo scavo archeologico, alla scoperta di un Kurgan mai violato. Questa parte del romanzo mi ha conquistata affascinandomi con antiche leggende su un misterioso ed evanescente guerriero che compare nel Kurgan, mausoleo che i Saka costruivano per i loro defunti. Gli omicidi sembrano così perdersi nella notte dei tempi e al posto di martoriati cadaveri ecco apparire una storia affascinante, nata con gli albori del mondo. La storia di antichi popoli e del loro immenso sapere. Da un passato lontano riemerge la leggenda di Agharti, il Regno sotterraneo. Con una scrittura intensa, ricca di emozioni e sensazioni, lo scrittore annulla il tempo, intreccia luci e ombre, per narrare una storia dal fascino eterno. Mi sono ritrovata a fantasticare tra Sciiti e Cimmeri, tra fiumi di semi di canapa e le caverne di Cuma. Ho ritrovato il sommo Dante e conosciuto la regina Tomiri che fece decapitare il corpo dell’imperatore persiano Ciro il Grande e ne mise la testa in un otre di sangue.

Ma cos’è Agharti?

Agharti  è l’accesso, attraverso sette porte, sette prove, alle caverne del Regno di Sotto, nell’infinita biblioteca della conoscenza suprema.

Agharti è uno scrigno sotterraneo che cela il sapere supremo.

Agharti è Atlantide, è il Continente perduto, è Thule, è Camelot.

E se Agharti non fosse solo fantasia?

Affascinante domanda. E’ stata una piacevole sorpresa trovare il soprannaturale, il mito, legato indissolubilmente con il thriller. Credetemi, alla fine del romanzo avrei voluto leggere ancora del mondo sotterraneo e dei suoi tesori, conoscere il nome del killer è passato in secondo piano. L’autore è riuscito a tessere un intreccio avvincente, mai banale, ricco di colpi di scena. Senza lasciare il mio divano ho avuto la possibilità di viaggiare con la fantasia, entrare nel Kurgan toccare vasi, armi e gioielli. Ho guardato, affascinata, i rituali funebri di antiche tribù che sotterravano il loro principe. Quando la storia è finita ho provato una gran commozione, al vocio delle emozioni si è sostituito il silenzio. Chiudere il libro è stato come chiudere le porte di Agharti. Una sensazione davvero unica.

6 commenti:

  1. Il libro sembra molto interessante, e la tua recensione invoglia senz'altro alla lettura. Oltretutto, gli scavi archeologici esercitano sempre un certo fascino su di me, e poi, un paese così misterioso e sconosciuto...
    Se ti interessa, ti ho "nominata" in un tag a sfondo libroso, diverso dai soliti e più "personale". Eccoti il link: http://evapalumbo.blogspot.it/2016/04/25-fatti-libreschi-su-di-me.html
    Buona serata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io subisco il fascino dell'archeologia, il mistero del passato rivive nel presente ed è meravigliosamente affascinante. Grazie per aver pensato al mio blog per il tuo tag, passo subito da te :)

      Elimina
  2. Risposte
    1. Un giallo insolito con radici nel tempo che fu :)

      Elimina
  3. oh ma che lettura intrigante devo segnarla assolutamente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lasciati conquistare dal mistero della Storia che si intreccia con i miti, ne vien fuori una lettura piacevolissima :)

      Elimina