martedì 17 novembre 2015

RECENSIONE | "Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr

Buongiorno amici lettori, in questi giorni così tristi e drammatici abbiamo tutti bisogno di una parola di conforto, abbiamo bisogno di sperare in un futuro di pace e collaborazione fra popoli. In un presente orribilmente violentato rivolgiamo il nostro sguardo alla Storia  per trovare nei tragici errori del passato un seme di speranza e fratellanza per i tempi a venire. Di guerra e violenza, d’amore e redenzione, di speranza e coraggio parla l’ultimo romanzo dello scrittore statunitense Anthony Doerr: “Tutta la luce che non vediamo”. Dopo aver conquistato il Premio Pulitzer 2015, “Tutta la luce che non vediamo”, edito Rizzoli, ha conquistato un ampio pubblico di lettori incantati dal narrare, intenso e reale, di Doerr.

Tutta la luce che non vediamo
Anthony Doerr

Editore: Rizzoli
Pagine: 518
Prezzo: € 19,00 cartaceo 

Sinossi: È il 1934, a Parigi, quando Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, scopre di essere destinata alla cecità per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, in Bretagna, nella casa sul mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l’eco delle onde che si infrangono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà affrontare una nuova oscurità. La stessa in cui, in un orfanotrofio della Germania nazista, vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale nel costruire e riparare lo strumento di guerra più strategico, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all’accademia della Gioventù hitleriana e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane che hanno le sue azioni, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce. Lirico, potente, malinconico, squarciato da improvvise speranze, il romanzo di Doerr è un ponte gettato oltre lo smarrimento che accomuna tutti, una delicata partitura che ci sussurra come, contro ogni avversità, viviamo alla ricerca di un gesto luminoso che ci avvicini agli altri.


STILE: 9 | STORIA: 9 | COPERTINA: 9

LEI

In un angolo della cittadina, al quinto e ultimo piano della casa alta e stretta al civico 4 di rue Vauborel, una sedicenne cieca di nome Marie-Laure Leblanc sta inginocchiata dinanzi a un tavolino interamente ricoperto da un plastico. Il plastico è una miniatura della stessa cittadina in cui Marie-Laure si trova inginocchiata, e contiene le riproduzioni delle centinaia fra case, botteghe e alberghi racchiusi entro le sue mura. C’è la cattedrale con la guglia traforata, c’è il vecchio, massiccio castello di Saint- Malo, ci sono le belle case allineate sul lungomare trapunte di comignoli.
LUI

Cinque traverse più a nord il soldato semplice tedesco Werner Pfennig, che ha diciott’anni e i capelli candidi, viene svegliato da un brusio fioco e intermittente: poco più forte delle fusa di un gatto, come mosche che sbattono contro una finestra lontana. Dove si trova? L’odore dolciastro, lievemente chimico, del lubrificante per armi; il legno grezzo delle casse per munizioni appena inchiodate; il sentore di naftalina delle coperte vecchie: è nell’albergo. Certo, l’Hotel des Abeilles, l’Hotel delle Api.
Parigi 1934. Marie-Laure, una bambina di sei anni, scopre di essere destinata alla cecità per il resto della vita. Il suo amorevole padre fa di tutto per renderla autonoma. 

“ Le patate a ore sei, Marie. I funghi a ore tre. 

Alcuni anni dopo, quando i nazisti occupano la città, lei e il padre sono costretti ad abbandonare la loro casa per cercar rifugio nella cittadina di Saint-Malò, in Bretagna, nella casa del prozio Etienne. Inizia per la ragazzina una vita dettata dalle crudeli leggi della guerra: cibo razionato, imposte sempre chiuse, divieto di ascoltare la radio, divieti, divieti, divieti.

In un orfanotrofio della Germania nazista, vive Werner, un ragazzino con la passione per la tecnologia. Per caso riesce a mettere le mani su una vecchia radio, la ripara e nella soffitta della vecchia Casa dei Bambini, in cui abita con sua sorella Jutta e altri orfani curati amorevolmente da Frau Elena, inizia ad ascoltare alcune trasmissioni. Egli ha il dono di riuscire a costruire e riparare lo strumento di guerra più strategico che si conosca. Questa sua capacità gli aprirà le porte dell’Accademia della Gioventù hitleriana per poi partecipare alle missioni di guerra col compito di localizzare i partigiani. Werner, di fronte alle brutture della guerra, comincerà a riflettere sulle sue scelte, comprenderà che ogni sua azione ha un costo in vite umane. La guerra evolve con il suo carico di Morte e due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina di Saint-Malò, i destini opposti di Werner e Marie-Laure s’incroceranno per un attimo.

“Tutta la luce che non vediamo” è un romanzo composto da brevi capitoli che sviluppano una storia che evolve su più piani temporali. Conosciamo subito i due protagonisti e siamo immediatamente travolti dal loro dolore. Marie-Laure è sola nella grande casa in cui non è rimasto più nessuno. Suo padre Daniel, madame Manec, il prozio Etienne sono stati portati via dalla guerra. A farle compagnia c’è un libro in braille di Verne, “Ventimila leghe sotto i mari”, emblema di conoscenza e avventura, e una vecchia ricetrasmittente. A poca distanza da lei, il soldato Werner è intrappolato nella cantina di un albergo in seguito a un bombardamento aereo.

Entrambi sono circondati dal buio ma il destino non ha finito di giocare le sue carte. Con un salto temporale ritorniamo indietro nel tempo e seguiamo, a Parigi, Marie-Laure che impara a convivere con la sua cecità. Il padre le costruisce un modellino del quartiere in cui vivono in modo che lei possa muoversi autonomamente, le regala libri per “vedere” con gli occhi della fantasia, la incita a non aver paura, l’aiuta con un eserciziario di Braille.

In Germania Werner e la sorellina minore Jutta crescono alla Casa dei Bambini, un orfanotrofio affidato alle amorevoli cure di Frau Elena.

“ Non c’è burro, non c’è carne. La frutta è solo un ricordo. Certe sere, nei mesi peggiori, la direttrice non ha che tortine d’acqua e farina di semi di senape da far mangiare ai suoi dodici assistiti.

Werner ha fame di conoscenza, è un continuo chiedere.

“ Frau Elena, se la luna è così grande, perché la vediamo così piccola? 
“ Frau Elena, i sordi riescono a sentire il battito del loro cuore? 
 Frau Elena, perché la colla non si appiccica dentro il vasetto? 

La vita per Werner è tutta un perché.

Gli anni passano, la guerra inizia ad allungare le sue ombre sulla Francia. La Germania è persa nel suo credo nazista.

Disordine. Avete sentito cos’ha detto il vostro comandante. Avete sentito i vostri capicamerata. Ordine, ci vuole. La sua vita è caos, signori, e noi siamo destinati a portare ordine nel caos. Fin nei geni. Portiamo ordine nell’evoluzione della specie. La ripuliamo dagli inferi, dai ribelli, dai cascami. E’ questo il grande progetto del Reich, il più grande progetto mai intrapreso da esseri umani.

La follia nazista travolge il mondo, la Morte non ha un attimo di pace: non ha mai lavorato tanto senza confini senza tregua.


“Tutta la luce che non vediamo” è un racconto malinconico che mi ha stregata, ammaliata con la sua voce carica di sentimenti. Ogni personaggio è indimenticabile perché dona emozioni e commuove. Si intenerisce il cuore a pensare alla giovane Marie-Laure sola e indifesa nella grande casa di Saint-Malò. Lei è coraggiosa, decisa a vivere, pronta a lottare per la libertà, per gli affetti, per un futuro migliore. I suoi occhi hanno perso la luce della vista ma la sua anima risplende di una luce interiore che la guiderà nelle sue scelte. Marie-Laure vive ogni istante della sua esistenza cercando di esser parte attiva della comunità che l’accoglie.

Anche Werner è coinvolto in una guerra che non è la sua guerra. Egli si rende conto delle brutture che lo circondano, le violenze sono state sempre presenti nella sua vita. Le ferite inferte al suo spirito non si rimargineranno mai. Egli affronta l’addestramento e i capi nazisti sentendosi sempre sospeso tra la vita e la morte. La vita può sembrare una cosa meravigliosa ma, a volte, non lo è. Quando si comprende che ciò che si sta facendo non corrisponde al nostro essere allora il libero arbitrio ci tende la sua mano salvifica.

Marie-Laure e Werner devono affrontare mille avversità. Le conoscenze tecnologiche possono essere usate per scopi spaventosi, la follia umana può distruggere ogni cosa anche ciò che reale non è. Narrando le vite di questi due giovani, lo scrittore ci conduce nella Storia. Con una scrittura limpida ci mostra la quotidianità violata, le brutture della guerra, il senso dell’abbandono e della perdizione. Tuttavia il buio della violenza e del terrore può esser spazzato via dalla luce della speranza e dell’amore. Finché esisteranno cuori capaci d’amare ci sarà sempre una possibilità di salvezza per l’uomo, una luce fatta d’energia che sfugge alla nostra vista ma che ci rende capaci di grandi gesta. La meraviglia della vita è dentro di noi, è la nostra speranza che ci permette di avvicinarci agli altri perché il dolore di uno è il dolore di tutti. 

18 commenti:

  1. Mi hai convinto alla grande. Questo libro devo leggermelo per forza :)

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    1. Sono felice che il libro sia di tuo interesse, ti auguro una buona lettura :)

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  2. dev'essere molto bello!!! devo tenerlo presente!!!

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    1. E' un romanzo intenso, te lo consiglio vivamente :)

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  3. Bellissima recensione. Probabilmente è il giusto momento per questo romanzo che ho da tempo nella lista dei libri "da leggere". Sarà una della mie prossime letture. Grazie!

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    1. Ti ringrazio :) Hai perfettamente ragione. Ti auguro una buona lettura.

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  4. La mia lettura migliore per quest'anno. Un libro davvero magnifico, grazie per questa bella recensione!

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    1. Anche per me questo libro rientra tra le letture più belle del 2015 :)

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  5. Ciao Aquila....ero certa che avresti apprezzato questo libro...Complimenti la tua recensione è davvero bellissima, sentita, brilla di quella luce che si chiama speranza.

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    1. Ciao Cuore Zingaro, ti ringrazio per le tue belle parole ^-^

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  6. Ammaliata dalla tua recensione, questo libro sale in cima alla lista dei miei desideri! *-*

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  7. Bellissimo! Va subito nella mia wishlist! :)

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    1. Son felice per aver proposto un libro che merita di essere letto :)

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  8. Ciao Aquila! questo libro mi ispira, la tua recensione non lascia indifferenti!! Credo che lo terrò d'occhio :-)

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    1. Fai bene Salvia, appena puoi leggilo e sono sicura che ti piacerà tantissimo :)

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  9. Mi ispirava già, aspetta sul kindle da quando è uscito e mi hai convinto a dargli una chance. La trama mi incuriosisce proprio, penso che lo leggerò prima della giornata della memoria se riesco! Bella recensione :3

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    1. E' un romanzo intenso che parla della guerra ma anche della speranza e del libero arbitrio :)

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