venerdì 6 novembre 2015

RECENSIONE | "Fiore di fulmine" di Vanessa Roggeri

Buon venerdì, carissimi lettori :) Vi devo ringraziare per il consiglio che mi avete dato riguardante la scelta del libro da leggere. Tra le opzioni mi avete indicato “Fiore di fulmine” di Vanessa Roggeri. E’ stato amore fin dalle prime pagine e questo romanzo rimarrà nel mio cuore per la sua intensità e delicatezza.

Fiore di fulmine
Vanessa Roggeri

Editore: Garzanti  
Pagine: 280 
Prezzo: € 16,40

Sinossi: È quasi sera quando all'improvviso il cielo si fa livido, mentre enormi nuvole nere galoppano a oscurare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai conosciuto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta, la bambina è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C'è un nome per quelle come lei, "bidemortos", coloro che vedono i morti, e tutti ne hanno paura. Nel piccolo paese non c'è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un istituto per orfanelle, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno venga a prenderla.

STILE: 9 | STORIA: 9 | COPERTINA: 9


Villaggio minerario di Monte Narba, giugno 1899 

La prima volta che Nora Musa morì, aveva undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba avesse mai visto. Suo padre Antonio le aveva raccontato di averla trovata in una delle gallerie che bucavano il monte fin dentro il suo cuore più profondo, nascosta come una gemma vivente dentro la dura doccia. Col tempo la gemma aveva germogliato facendosi ancora più preziosa, ornandosi di capelli così neri che pareva la notte l’avesse baciata in testa, e pelle bianca come se in vita sua non avesse mai assaggiato un raggio di sole.

Quando il cielo si fa livido ed enormi nuvole nere oscurano il sole, la prima cosa da fare è ritornare subito a casa, coprire gli specchi e pregare affinché il temporale passi velocemente. La piccola Nora, 11 anni, non fugge via all’arrivo del temporale. Lei è una bimba coraggiosa che vuol sfidare le forze della Natura. Nora corre in cima alla collina, si ripara sotto una grande quercia e il suo destino si compie: viene colpita da un fulmine. Il suo corpicino esanime viene riportato al piccolo villaggio sardo dove è cresciuta. Tutti la credono morta. Il funerale si svolge tra l’immenso dolore della sua mamma, dei fratelli e di tutti gli abitanti del villaggio. Ma Nora risorge, dopo esser stata rinchiusa in una piccola bara, la bambina riapre i suoi enormi occhi verdi e torna alla vita. Sul suo corpo il fulmine ha lasciato il segno di un fiore rosso e la capacità di vedere ciò che gli altri non vedono. Per la sua famiglia Nora è cambiata, non la riconoscono più, ne hanno timore e non accettano il fatto che la piccola sia diventata una bidemortos perché vede e parla con coloro che non ci sono più. L’ignoranza genera paura e la bambina viene allontanata dalla sua famiglia e mandata a Cagliari in un istituto per orfanelle. Qui Nora trascorrerà molti anni consumandosi nella vana attesa di qualcuno che la venga a riprendere per riportarla a casa. Un giorno, una dama di carità, appare sulla soglia dell’istituto. E’ donna Trinez, una ricca viscontessa, che ha deciso di aiutare Nora. Forse non tutto è perduto. L’affetto di alcune persone, l’abbraccio di una famiglia possono compiere il miracolo di far rifiorire anche un cuore ferito.
Anche quando la notte fa paura il tuo cuore conosce la strada.
RECENSIONE

Dopo aver letto e amato “Il cuore selvatico del ginepro”, mi sono avvicinata con trepidazione e curiosità a “Fiore di fulmine”. Ricordavo ancora le atmosfere intense del primo libro, i personaggi forti e misteriosi, la comunione tra pregiudizi e paura. Mi sono chiesta se anche in questo secondo libro avrei trovato una storia forte e coraggiosa, una storia narrata con la sensibilità a cui Vanessa Roggeri ha abituato i suoi lettori. Ho aperto il libro e dopo aver letto il primo periodo ho capito che questo storia avrebbe parlato al mio cuore. Nora Musa era una bimba vivace e coraggiosa. Dopo la morte del padre, avvenuta in miniera, i fratelli con mamma Luigia rappresentavano tutto il suo mondo. La mamma era una sarta e ricamatrice dalle mani d’oro, i suoi fratelli “Saturnino, Lazzaro e Pietro erano simili per indole e turbolenza a un tino di moscatello ribollente.


Il giorno della disgrazia la vita di Nora cambia per sempre. La bimba sconfigge la morte ma rimane vittima dell’ignoranza che genera paura. Dopo esser stata per un giorno intero cullata dalle fredde braccia della Morte, Nora riapre gli occhi, ritorna alla vita ma dovrà affrontare i ferali pregiudizi della popolazione del suo villaggio. La bimba confessa, dopo la rinascita, di vedere delle persone intorno al suo letto. Nessun altro le vede perché Nora ha in sé un potere, dono o maledizione lascio a voi decidere, straordinario: vede e parla con i morti. Per paura la bimba viene abbandonata in un istituto a Cagliari e il suo animo si piegherà al dolore. Nell’istituto Nora è sempre sola, tutti la evitano, nessuno vuol giocare con lei, il dolore è la sua unica compagnia. Sol suor Nicoletta le mostra un po’ d’affetto e la definisce “osso di pesca” per la sua ostinazione.
Anche l’osso di pesca più duro è capace di germogliare e tu, mia piccola Nora, sono sicura che quando giungerà il tempo diventerai un meraviglioso albero e i tuoi fiori saranno bellissimi.
Nora mostra un talento raffinato e sublime per il ricamo. Il cambiamento avviene quando donna Trinez, che conosce la storia della ragazza, decide di portarla a casa con sé. Ben presto Nora comprende che anche donna Trinez racchiude in sé un dolore immenso, una ferita dell’anima che sanguina ancora, un dramma a cui nessuno può porre rimedio. Ma anche nel tormento più travolgente che investe i cuori può esserci una fiammella di speranza alimentata dalla passione, dalla voglia di vivere. Vivere. A ogni costo.

“Fiore di fulmine” narra di un viaggio attraverso le luci e le ombre della vita. Un viaggio drammatico caratterizzato dall’abbandono, dalla solitudine, da un cupo e intimo dolore. L’autrice riesce a coinvolgere totalmente il lettore che si ritrova a soffrire e gioire con i protagonisti della storia. Una storia ben articolata in cui si muovono figure femminili che non hanno paura di mostrare i propri sentimenti. La magia di questo libro risplende proprio in queste figure che non temono di mettere a nudo il proprio animo, si amplifica nelle superstizioni che nascono dall’ignoranza e generano paura, si concretizza nei legami spezzati che condannano Nora all’abbandono e alla solitudine.

“Fiore di fulmine” è un romanzo intenso e delicato come una carezza che sfiora la guancia del lettore. E’ il coraggio di una bambina che non si arrende e di una donna che ha in sé la forza per sopravvivere a un’immane tragedia. La Sardegna vive attraverso i romanzi di Vanessa Roggeri e io non vedo l’ora di leggere altre sue opere che riscaldano il cuore.

Nessun vascello c’è che come un libro
possa portarci in contrade lontane
né corsiere che superi la pagina
d’una poesia al galoppo.
Questo viaggio può farlo anche il più povero
senza pagare nulla
tant’è frugale il carro che trasporta
l’anima umana.
- Emily Dickinson -

12 commenti:

  1. meravigliosa recensione, un libro che ho amato e che ero certa conquistasse anche te ^-^

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    1. Hai ragione, è un libro semplicemente perfetto *-*

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  2. Bellissima recensione, come ti ho già detto, non vedo l'ora di leggerlo anche io!!! Vediamo se Nora entrerà nel mio cuore come fece Ianetta! *_*

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    1. Nora e Ianetta sono due figure femminili dall'animo tormentato che ricorderò sempre con affetto :) Sono sicura che il romanzo ti piacerà, ti auguro una buona lettura ^-^

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  3. come non essere d'accordo col tuo entusiasmo per quest'autrice sensibile e capace di raccontare storie ricche di emozioni e personaggi femminili che ti restano nel cuore?? Anche io ho apprezzato tantissimo questo libro della Roggeri, come anche il precedente!

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    1. L'autrice riesce a percepire ciò che il lettore cerca in un libro: una storia ricca di emozioni che parlano al cuore con personaggi intensi con cui è immediata l'immedesimazione di colei che legge.. Non vedo l'ora di conoscere il nuovo romanzo della Roggeri :)

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  4. Uh mamma, non pensavo potesse essere così bello!

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  5. Bella recensione, sembra proprio molto bello ed interessante

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    1. E' un modo piacevolissimo per scoprire una terra e le sue tradizioni :)

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  6. Non vedo l'ora di leggerlo *^* anche io avevo apprezzato il primo romanzo dell'autrice, però non mi aveva fatto innamorare del tutto! Questo sembra avere una trama a me più affine, dunque ho aspettative abbastanza alte :D

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    1. Entrambe le letture mi sono piaciute molto ma devo ammettere di aver preferito questo romanzo al primo. Ti auguro una buona lettura :)

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