sabato 18 luglio 2015

RECENSIONE | "La ragazza del treno" di Paula Hawkins

Buon sabato carissimi lettori. Ormai è cosa nota: amo i thriller! Tra i miei autori preferiti c’è lui, il Re: Stephen King. Quindi potete ben immaginare cosa ho provato quando ho letto un suo commento su un libro uscito di recente: “Un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte.
Potevo resistere? No.
Se un libro riesce a togliere il sonno al Re, sarà sicuramente un condensato di adrenalina, una lettura mozzafiato, un romanzo che stritola tra le sue manine cartacee il lettore. Senza alcun indugio ho acquistato il libro e mi sono preparata a gustare una lettura, definita dai critici, imperdibile. Il noir in questione è “La ragazza del treno” di Paula Hawkins, editore Piemme.

La ragazza del treno

Autrice: Paula Hawkins

Editore: Piemme
Pagine: 378
Prezzo: € 19,50 (cartaceo) -   9,99 (ebook)
Sinossi: 
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?


http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png

STILE: 6
STORIA:  5
COPERTINA: 5

E’ sepolta sotto una betulla bianca, vicino ai vecchi binari della ferrovia. La tomba è segnalata solo da un mucchietto di pietre, nient’altro. Non volevo attirare l’attenzione sul luogo in cui riposa, ma nemmeno potevo abbandonarla all’oblio. Dormirà in pace, lì: a turbare la sua quiete solo il canto degli uccelli e lo sferragliare dei treni.
La vita di Rachel non è quella che vorresti spiare: è una donna distrutta nel fisico e nell’anima. Alcolizzata, abbandonata dal marito, non ha amici. Ogni mattina prende il treno da Ashbury per Londra. Alle 8.04, Rachel inizia il suo viaggio quotidiano. Alle 17.56 ritorna a casa. E’ il suo treno, l’unico che prende. Quando viene licenziata, Rachel continua a far finta di andare al lavoro e durante il percorso, seduta vicino al finestrino, osserva le case e la vita degli altri. La sua attenzione è attratta da una coppia, un uomo e una donna, che ogni mattina fanno colazione in veranda. Rachel immagina la loro vita perfetta, il loro amore perfetto, dà loro un nome: per lei sono Jess e  Jason. La coppia perfetta si contrappone alla sua vita implosa. Poi accade un imprevisto, Rachel vede, o crede di vedere, qualcosa che sconvolgerà ancor di più la sua disastrosa vita. Ma cosa accomuna la donna imperfetta e la perfetta coppia?

Questo romanzo è basato sui racconti di tre donne che, alternandosi, narrano le loro vite. Rachel, Megan e Anna.

Rachel è colei che ogni mattina prende il treno delle 8.04, facendo finta di andare a lavorare. Invece, dopo essere stata abbandonata dal marito Tom, è stata licenziata per i suoi problemi con l’alcol. Rachel spia la vita degli altri, immagina storie, perseguita il suo ex marito decisa a rendergli difficile la vita. Quando la storia si complica, Rachel da pendolare diventa detective e indaga non riuscendo ben a definire cosa sia realmente successo e cosa sia frutto delle sue continue bevute in solitaria.

Megan, nome vero della Jess osservata da Rachel, è il personaggio a cui è affidato il compito di scomparire dopo aver rappresentato la donna ideale a cui volgere lo sguardo ogni mattina. E’ sposata con Scott e abita in una casa vicinissima all’ex abitazione coniugale di Rachel. Il suo presente è un mistero ma il suo passato lo è ancor di più.

Anna, attuale moglie di Tom, vive nella costante paura che Rachel possa fare del male alla sua famiglia. Lei e Tom hanno una figlia, Evie, che proteggono in modo maniacale dalla follia di Rachel.

Tre donne, tre storie che si intrecciano, un treno che corre sui binari. Quando Megan scompare, la ricerca della donna comprometterà ancor di più l’esile equilibrio di Rachel.

Tra verità e menzogne, accuse e sospetti, si consuma una tragedia che dà voce alle paure più intime che feriscono l’anima. Il finale scontato conclude una storia che si lascia leggere ma non entusiasma per niente.

I personaggi, pochi e convenzionali, non mi hanno conquistata, nessuna empatia.

I capitoli brevi e divisi ognuno in “mattina” e “sera”, non rendono agile e scorrevole la storia anche perché c’è un alternanza della narrazione, in forma di diario, “a tre voci”. Le tre signore raccontano gli avvenimenti dal loro punto di vista creando, molto spesso, ripetizioni che rallentano il romanzo. Il cattivo lo scoprirete subito, non c’è suspense, i temi trattati non riescono a coinvolgere il lettore perché è tutto prevedibile.

Nel romanzo si parla di alcolismo, di stalking, di rapporti conflittuali tra uomini e donne, del matrimonio visto come una gabbia che per alcuni è una protezione per altri una tortura. Le prime pagine catturano l’attenzione del lettore, attenzione che poi si perderà sui binari di una ferrovia.

“La ragazza del treno” non è, almeno per me, il romanzo giallo dell’estate 2015. Non so perché l’amato Stephen King non sia riuscito a prender sonno dopo aver letto questo libro. Ciò rimarrà l'unico mistero attorno a questo romanzo! Sicuramente il libro ha un’anima femminile che si scontra contro uomini immancabilmente cattivelli. Sicuramente la pubblicità ha creato grandi aspettative verso questo romanzo che S.J.Watson, definisce un thriller da dieci e lode, una lettura compulsiva.

Sicuramente per me è stata una lettura senza grandi pretese, a volte pesante e un thriller non può essere noioso. Devo imparare a non fidarmi della pubblicità!

18 commenti:

  1. Il nostro Stephen si è ammattito con la vecchiaia??? Mi fido di te e con cavolo che lo leggo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene, potrai dedicarti a letture più interessanti :)

      Elimina
  2. Che peccato, la trama mi ispirava parecchio. Ma sto leggendo solo recensioni negative, uffa :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La trama ispirava anche me, il romanzo tradisce le aspettative :)

      Elimina
  3. Se avrò la possibilità, lo leggerò perché mi incuriosisce molto e vorrei farmene una mia idea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' giusto voler leggere il libro per poter decidere autonomamente se è un romanzo positivo o meno. Buona lettura :)

      Elimina
  4. Continua a rimandare la lettura di questo libro,nonostante mi sia stato inviata proprio dalla CE. E con questa tua recensione, credo che farò ancora più fatica ad approcciarmici.
    Per quanto riguarda Stephen King...boh, sai che io diffido da sempre da ciò che viene scritto su fascette e retro di copertina!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, bisogna diffidare sempre da ciò che viene scritto su fascette e copertine :)

      Elimina
  5. ecco... ho letto pareri entusiasti... come altri super negativi, e anche se questi ultimi sono in minoranza, il fatto che tra di essi ci sia il tuo - le cui recensioni praticamente condivido sempre :D - beh mi raffredda molto conto questo thriller.
    Per ora bypasso, poi si vede :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I thriller sono per me una lettura a cui mai rinuncerei, sono il mio pane quotidiano e forse per questo, per averne letto tantissimi, mi aspettavo molto ma molto di più dal libro della Hawkins :)

      Elimina
  6. Io di solito diffido dalle presentazioni "famose" e dalle pubblicità che titolano "thriller dell'anno". Ho letto il romanzo con poca aspettativa, la trama non mi intrigava più di tanto, e non l'ho trovato malaccio. Si legge, senza brividi, un po' come Una famiglia quasi perfetta, di cui abbiamo "parlato" da me. Quest'anno faccio fatica a trovare un thriller particolare, di quelli che rimangono impressi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai perfettamente ragione! Bisogna diffidare dalle pubblicità :)

      Elimina
  7. Forse King aveva mangiato pesante quella sera XD
    Ho anch'io questo libro ma non l'ho ancora letto, spero non deluda anche le mie aspettative.
    In genere evito i libri pubblicizzati ma questo mi ispirava, quindi ho tentato.
    Staremo a vedere ^^

    RispondiElimina
  8. Stephen King tempo fa consigliava caldamente anche Shirley Jackson, di cui sono a malapena riuscita a cominciare Abbiamo Sempre Vissuto Nel Castello. L'ho trovato noiosissimo. Forse era il momento sbagliato e necessitavo di altro tipo di letture, in futuro gli concederò un'altra chance, ma non dimentichiamo che anche lo stesso Stephen negli ultimi anni non ha certo brillato. Under The Dome è uno dei titoli più deludenti che abbia mai approcciato.

    RispondiElimina
  9. Concordo con te, gli ultimi libri del Re non sono letture indimenticabili :)

    RispondiElimina
  10. Per il mio parere è forse più opportuno considerare "La ragazza del treno" un romanzo drammatico travestito da thriller.
    Il finale non è sorprendente e inatteso, il ritmo non è incalzante, i protagonisti non hanno un profilo psicologico ben distinto… perché non è un thriller!
    Se interessa, la mia recensione è qui: https://goo.gl/BbNAmi

    RispondiElimina
  11. Mi piace molto la tua definizione. Passo subito a leggere la tua opinione :)

    RispondiElimina