martedì 2 luglio 2013

RECENSIONE "Una moglie imperfetta" di Sonja Radaelli

Ancora  una volta ho letto un libro di un’autrice italiana, ancora una volta devo dire grazie “al mio destino letterario” che mi permette di conoscere bravi autori, come la scrittrice Sonja Radaelli che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere il suo romanzo “Una moglie imperfetta”. Ho terminato la lettura dello scritto in un giorno e vi posso assicurare che d’imperfetto, in questo libro, non c’è nulla.

Una moglie imperfetta

Autore: Sonja Radaelli

Nasce a Milano il 4 settembre 1960. Nel 2006 segna il suo esordio letterario con la pubblicazione del primo romanzo Il Cappello di Panama continua...

Casa Editrice: Edizioni Akkuaria
Pagine: 180
Prezzo: € 12,00
Trama: La morte di due anziani fratelli avvenuta in circostanze inspiegabili mette in subbuglio gli abitanti di un piccolo borgo affacciato al lago Maggiore. Tra sospetti omicidi e segreti inconfessabili, a tirare i fili di questo intrigo il fantomatico Cavalier Tenconi, che non solo metterà a nudo le altrui debolezze, ma svelerà antichi misteri. Una moglie imperfetta è un romanzo di stampo a metà tra il sentimentale e il poliziesco. Epistole conclusive chiariscono e svelano il significato di tutta l’opera, donando un reale epilogo al racconto anche oltre la parola “Fine”.



STILE: 7
STORIA: 8
COPERTINA: 6


Sul palcoscenico di Bregulio, piccolo borgo affacciato al Lago Maggiore, la scrittrice Sonja Radaelli, mette in scena “Una moglie imperfetta” atto unico di un romanzo, giallo-introspettivo-poliziesco, che narra di un sospetto di duplice omicidio attraverso indagini che mettono a nudo l’animo dei personaggi. Il sipario si apre accendendo i riflettori sulla morte di due anziani fratelli gemelli, Paolo e Bruno Brovelli, avvenuta in circostanze misteriose. Una lettera anonima alla polizia indica, nell’avvenente e scaltra Teresa, l’autrice del duplice omicidio. Ma nulla è come appare, la verità può nascondere sentimenti contrastanti e tra le pieghe dell’animo vivono indisturbati amore e odio, invidia e amicizia, vendetta e rassegnazione.

L’indagine non è condotta nel modo tradizionale: nessuna squadra investigativa, nessun prelievo d’impronte e di DNA, nessun controllo di alibi e moventi. Ci sarà invece un invito a cena per tutti i possibili colpevoli. La cena è organizzata a Villa Tenconi dal Cavalier Flaminio Tenconi, novello Hercule Poirot, che attraverso un’indagine, più psicologica che poliziesca, cercherà di scoprire la verità. Mi sembra di vederli questi personaggi, eleganti nei loro abiti da sera, sedersi attorno al grande tavolo ovale, apparecchiato sontuosamente, nel salone della villa. Diffidenti per natura, insieme per obbligo, volgono all’unisono i loro sguardi verso  Teresa “fasciata in un leggero abito in organza azzurro, lungo fino ai piedi, che le lascia scoperte le braccia”. I commensali iniziano a mangiare con gusto e la conversazione si anima quando il Cavaliere, con tono autoritario di chi è abituato a comandare, dice: "Io sono certo che il vero responsabile della morte dei Brovelli sia tra di noi e allora siamo qui per scoprire la verità". Nel bel salone della villa ha inizio un processo che vede coinvolti tutti i presenti: essi, pian piano, svelano le loro verità, manifestando antichi rancori, paure, passioni che hanno contribuito a creare un presente che affonda le radici in un passato mai dimenticato.

Teresa è una donna dal comportamento equivoco che riesce a scatenare passioni, invidie, gelosie e tutti i presenti sono, in modo diverso, legati a lei; tutti pronti a giudicare dimenticando che ognuno di noi ha il proprio scheletro nell’armadio. Così una valanga di sospetti, di verità soggettive, si riversa su Teresa inglobando anche gli altri protagonisti. I loro racconti vanno dal passato al presente e viceversa creando delle linee temporali che uniscono “ieri e oggi” formando la ragnatela della vita.

Vi è mai capitato di sentirvi relegati in un ruolo che non vi appartiene? Avete mai provato la sensazione di andare alla ricerca continua di un punto di riferimento? Avete mai considerato la “bellezza” come un mezzo o un’arma per creare una famiglia simbolica? Donare il proprio corpo per saziare la fame d’affetto non è una novità, bisogna indagare i motivi che spingono a tale comportamento. A volte le circostanze ci portano a usare ciò che abbiamo a disposizione nel tentativo di creare una parvenza di normalità. Anche Teresa, dai capelli rossi e dallo sguardo sfacciato, è una donna complessa, violata nelle sue aspettative di bambina; una donna additata dalle malelingue del paese che recita una parte che le hanno cucito addosso. Forse, dopo la cena-processo, quando tutta la verità si libera dalla nebbia che l’attanaglia, forse è arrivato, anche per Teresa, il momento della rinascita, del cambiamento. Il finale è davvero “un colpo di scena” reso ancora più chiaro da alcune epistole conclusive. La signora Radaelli pone la parola fine alla stesura dell’opera ma dona a tutti una speranza di rinnovamento che ha saputo ben alimentare con descrizioni accurate, suspance e sintesi, con ambientazioni realistiche, con personaggi ben caratterizzati, con sentimenti espressi senza alcun pudore perché la vita non è mai monocolore, non è mai una passeggiata tranquilla. Il “buio” può avvolgerci, a volte stritolare con il suo abbraccio ma possiamo provare a cambiare le cose.

Consiglio a tutti di leggere “Una moglie imperfetta”, non fermatevi all’apparenza, guardate oltre e andate a fondo nel cuore di Teresa e scoprirete che nulla è come appare. Spesso dietro un sorriso sfrontato c’è una calda lacrima di dolore.

BBC giugno - Best Book Cover #2


"Best Book Cover" è una rubrica mensile creata da me appositamente per il blog Penna d'oro.
Ogni primo del mese vi mostrerò tutte le copertine dei libri letti nel mese precedente e sarete voi, 
tramite un sondaggio, a decretare le copertine vincenti.

Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica "Best Book Cover" :) 
Vi ricordo che potete trovare i  libri vincitori dello scorso mese nella pagina BBC.


Ecco le copertine dei libri che ho letto nel mese di GIUGNO:
(Ho inserito anche le copertine dei libri che sono ancora in lettura)

      
        
    
    

Ecco il risultato del sondaggio, ringrazio tutti coloro che hanno votato :)

 3 VOTI +1 "La bambina senza cuore" 
3 VOTI "La piramide del caffè"
1 VOT0 "Come into my Wonderland"

Dato che sia "La bambina senza cuore"  sia "La piramide del caffè" hanno avuto lo stesso numero di voti, ho deciso di votare anche io ed ho scelto proprio "La bambina senza cuore"  :)

3° POSTO: Terzo posto per  "Come into my Wonderland"

2° POSTO: Al secondo posto "La piramide del caffè"

 1° POSTO: Primo posto per "La bambina senza cuore" 


Ecco il podio:



lunedì 1 luglio 2013

Detective Gufo #3

"Detective Gufo" è una rubrica settimanale creata da me appositamente per il blog Penna d'oro.
Perché detective? Semplice, Gufo andrà in giro tra i vari blog per scovare la recensione più 
emozionante tra le tante che vengono pubblicate. 




Buon lunedì 1 luglio 2013, miei cari lettori.

Le vacanze sono iniziate per molti ma non per Detective Gufo che continua a lavorare senza mai fermarsi!
Stamani sono stata convocata, proprio dal Detective, nel suo ufficio per informazioni inerenti alle sue ricerche.
Dopo aver trascorso una notte insonne girovagando tra i vari blog, Detective Gufo, sorseggiando il suo caffè, mi ha messo al corrente dell'esito della sua ultima indagine. Orgogliosamente mi ha parlato della recensione del libro:

“Marina” di Carlos Ruiz Zafòn
scritta da Frannie Panglossa del blog "Frannie’s Café"



Zafòn è un autore che, nei suoi libri, ama analizzare la vita, l’animo dei personaggi, i luoghi dove le storie si evolvono. In “Marina”  ritroviamo l’atmosfera tenebrosa che caratterizza gli scritti di Zafòn, ma si parla anche di buoni sentimenti, si parla “del ricordo” che segna un confine labile tra il passato e il presente. Frannie pone sotto la lente del lettore attento, i molti risvolti di “Marina”. La storia è recensita con un coinvolgimento totale espresso con una commozione profonda che caratterizza l’animo sensibile di colei che in Zafòn vede “un grande” che, con talento e magia, ti proietta realmente nella storia. Termino riportando le parole di Frannie:

“Se leggere un libro vuol dire perdersi tra le pagine, viaggiare con la fantasia, emozionarsi, sentirsi diversi e arricchiti seppur non sapendo esattamente di cosa… io ho letto un Libro”.

Brava, Frannie Panglossa!

Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell'età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l'oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l'amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.