giovedì 3 novembre 2016

RECENSIONE | "La profezia di Cittastella" di Guido Conti

Buongiorno, carissimi lettori :) Se amate i romanzi storici dal cuore malvagio allora non potete perdervi “La profezia di Cittastella” di Guido Conti, edito Mondadori. Le corti del Rinascimento, un duca crudele, i nani e i buffoni che nascondono la verità nei loro sorrisi, un indovino e la terribile profezia, il popolo che si diverte davanti ai patiboli, un frate eremita umile e coraggioso, un ragazzo alla ricerca delle sue radici nel labirinto della malvagità, sono gli animi inquieti che danno vita a una storia assetata di sangue in cui non sempre i buoni e i cattivi sono nettamente distinguibili.

La profezia di Cittastella
Guido Conti

Editore: Mondadori | Pagine: 318  | Prezzo: € 20,00

Sinossi: Novembre 1510. Piove da giorni e il Po è in procinto di allagare le terre che circondano la casupola di frate Berardo, isolandolo completamente, quando alla sua porta si presenta un cavallo sfiancato, che porta con sé un neonato. Berardo, che vive solo e conosce le virtù delle piante curative, lo accoglie e gli insegna tutto ciò che sa: gli effetti prodigiosi della medicina naturale, i segreti della caccia e della pesca e i trucchi della navigazione sul Po. Ma soprattutto gli insegna ad avere rispetto per il Grande Fiume, ad amare ogni essere vivente, a vivere in armonia con ciò che lo circonda. Nella vicina Cittastella, intanto, regna il duca Filippo, sovrano sanguinario che trascorre le proprie giornate tra astrologhi, giullari e buffoni, mentre i sudditi reclamano pane e giustizia e i nobili locali tramano per spodestarlo. Quindici anni dopo, il bambino che conosce tutti i recessi del bosco ma non ha mai sperimentato la frenesia e i pericoli della città è diventato un ragazzo vivace e sicuro di sé, legato a Berardo da un affetto profondo. Sarà l'amore per la bellissima Eleonora che porterà Ruggero a Cittastella, su cui incombe una profezia che sta per avverarsi. Tra la minaccia della peste, il tradimento dei compagni di viaggio e il prezioso aiuto dell'amico Francesco, Ruggero si troverà a compiere scelte importanti per la propria vita e il destino del regno.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COPERTINA: 8
Ti ricordi quante volte abbiamo guardato le stelle coricati sulle spiagge del nostro fiume? Il buio esiste solo nelle case degli uomini, la notte altrimenti è azzurra o spolverata di stelle. Sono stati momenti belli, di silenzi, in armonia con i cieli e con le forze sacre che regolano l’universo. Il mondo degli uomini è solo disordine e violenza, e questa continua violenza è un livore che non si perdona mai all’altro, in una sete continua di soprusi e vendette, anche piccole, tra amici e parenti, tra marito e moglie, tra uomini di corte e gente semplice. Il mondo degli uomini è un mondo malato. Di soprusi continui.
http://i.imgur.com/9g2BGan.pngNovembre, Anno Domini 1510. In una povera capanna, costruita su un vecchio argine del grande fiume Po, viveva frate Berardo. Una notte arrivò alla sua porta un cavallo che portava con sé un neonato. Il frate, che viveva da solo, decise subito di accogliere quella creatura per dargli una casa, una possibilità di vita in un’epoca segnata da una malvagità che tutto travolge. Il frate insegnò al bambino a leggere e a scrivere in latino e in volgare. Gli commentò la Bibbia e il Vangelo. Lo istruì ai poteri delle erbe e al loro uso in campo medico. Ruggero, questo il nome che Berardo aveva scelto per il suo ragazzo, cresce in un paradiso a contatto costante con la natura. Egli impara a rispettare il Grande Fiume, a vivere e amare ogni essere vivente. Superati i confini della quiete e della pace, ci sono le terre dove regna il duca Filippo, sovrano sanguinario e signore di Cittastella. Nel castello la corte vive beatamente e trascorre le proprie giornate tra astrologhi, giullari e buffoni, mentre i sudditi muoiono di fame e malattie. Quindici anni dopo, Ruggero, diventato un ragazzo coraggioso e istintivo, si lascerà guidare dall’amore per la bella Eleonora. Lascerà la sua oasi di pace e raggiungerà Cittastella. Così andrà incontro al suo destino e dovrà compiere scelte importanti non solo per sé ma anche per il regno su cui incombe una terribile profezia.

“La profezia di Cittastella” è un romanzo storico e avventuroso in cui i protagonisti vanno incontro al proprio destino. Ruggero non conosce i pericoli della città ma è pronto a lottare per ciò in cui crede. Dovrà vedersela con la minaccia della peste, il tradimento di alcuni compagni, la crudeltà degli uomini.

Il duca Filippo, con le mani lorde di sangue, tiene a bada il suo popolo con la sferza, la spada e il cappio. Il popolo, ridotto alla fame, alza il capo e risponde a violenza con altra violenza. Le braci della vendetta, rimaste in caldo sotto la cenere, scatenano una fiamma feroce. In questo emozionante palcoscenico rinascimentale troviamo vari personaggi che si nascondono sotto abiti sfarzosi o poveri stracci. Tra il duca malvagio e il popolo incattivito, si muovono i buffoni di corte come Gonella e il nano Rodomonte. Loro sono i depositari di una verità sconosciuta a tutti. Tra scontri sanguinosi, Papi pronti a impugnare la spada, tra guerre e massacri, Ruggero sceglie di stare dalla parte dei più deboli. Ma attenzione, cari lettori, non aspettatevi una netta distinzione tra buoni e cattivi. In ogni uomo ci sono la luce e il buio, la mano tesa per aiutare il prossimo e il pugnale nascosto per ferire.

Frate Berardo mi ha ricordato la figura di San Francesco con il suo vivere in comunione con la natura ma ha anche molti punti in comune con fra Cristoforo di manzoniana memoria. Sicuramente non ho apprezzato il duca, i Papi guerrieri, i Lanzichenecchi e le loro invasioni. Il sangue scorre inesorabile e si ferma sotto le mura del castello di Cittastella dove ho tifato per Gonella e Rodomonte, personaggi ambigui e cinici ma dal fascino indiscutibile. Ho amato la scena che vede Gonella avanzare verso il patibolo dove il boia l’aspetta. L’esecuzione del buffone si trasforma nel suo tripudio quando si rivolge al popolo per deliziarlo con le sue ultime volontà.
Lascio i miei debiti a chi li vuol pagare, lascio i miei pensieri e i miei scherzi al popolo sovrano perché li tramandi, e infine lascio il mio cuore a tutte le donne che ho amato e mi hanno amato sotto la luce del sole!
Anche il popolo mostra una violenza senza freni, diventato una marea pronta a distruggere tutto. Davanti al patibolo gli uomini si esaltano, ubriachi di orrore e meraviglia per lo spettacolo.

Tutto questo mi ha regalato una lettura ricca di fascino e dal ritmo incalzante. Non c’è differenza tra vittima e carnefice, ciò rende in modo perfetto il periodo storico in cui la storia si svolge. I potenti amano sentirsi dei giganti, amore e vendetta si mescolano. La precarietà della vita è in primo piano. In Ruggero, lo scrittore pone la speranza per un cambiamento sullo sfondo di un periodo storico violento. Suggestive le pagine dedicate alla descrizione degli ambienti.

Alla fine del romanzo ho chiuso il libro con la netta sensazione di conoscere e amare i personaggi, con le loro forze e le loro debolezze, i loro sogni e le loro delusioni. Soprattutto Ruggero affascina con la sua voglia di conoscere il suo passato, le sue radici, la sua storia. In un Rinascimento che si nutre di violenza, il giovane Ruggero è un impavido cavaliere pronto a lottare per permettere ai suoi sentimenti di non naufragare in un mare di cattiveria. Il fato farà la sua parte, com’è inevitabile che accada. Ruggero non detiene la giustizia nelle sue mani ma sfida il potere in nome dell’amore.

La profezia? Un monito, lascio a voi giudicare! Scusate se la recensione risulta lunga ma posso ridurla in 6 parole: è un romanzo da leggere assolutamente.

2 commenti:

  1. bhe direi che questo libro è da segnare per il futuro.
    io invece sto leggendo il mondo di belle ambientato a cavallo tra il 1700 e il 1800 durante il periodo dello schiavismo. sono all'inizio ma devo ammettere che mi sta prendendo molto

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    1. I libri che trattano argomenti storici mi coinvolgono sempre in modo positivo :)

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