lunedì 7 novembre 2016

RECENSIONE | "Vittima senza nome" di Tami Hoag

Buongiorno, lettori :) Oggi vorrei proporvi "Vittima senza nome", thriller della scrittrice Tami Hoag, edito Newton Compton. La trama abilmente costruita vi renderà prigionieri in una rete di emozionanti colpi di scena.

Vittima senza nome
Tami Hoag (traduzione di E. Mascolo)

Editore: Newton Compton | Pagine: 384 | Prezzo: € 9,90

Sinossi: Per trascorrere più tempo con i suoi figli, la detective Nikki Liska ha scelto di dedicarsi ai cosiddetti “cold case”, i casi del passato rimasti irrisolti. Al momento si sta occupando dell’omicidio di un poliziotto avvenuto venticinque anni fa, ma le manca l’adrenalina della sua vecchia vita e soprattutto le manca il suo partner, Sam Kovac. Sam, dal canto suo, è alle prese con un crimine scioccante. Una coppia di mezza età è stata fatta a pezzi all’interno della propria abitazione. L’arma con cui è stato commesso l’efferato crimine è una spada da samurai. I due coniugi trucidati sembra fossero delle persone assolutamente normali. Ma chi erano in realtà? E perché sono stati presi di mira? Le tracce di entrambi i casi sembrano condurre a una donna… Nikki Liska e Sam Kovac riusciranno a rintracciarla prima che sia troppo tardi? Una storia terrificante ad altissima tensione, con stratagemmi narrativi che disorientano il lettore in cerca della soluzione. La Hoag tesse una rete di emozionanti colpi di scena che tengono il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

STILE: 8 | STORIA: 7 | COPERTINA: 7

Che bambini fortunati erano stati, gli era stato detto, a essere adottati da genitori che avrebbero potuto dare loro opportunità, istruzione ed esperienza di vita, Dall'esterno sembravano una famiglia perfetta. Dentro quella bolla, le loro esperienze di vita consistevano nell'imparare a sopravvivere in una casa in cui i bambini non erano i benvenuti, con dei genitori che li avevano voluti per le ragioni sbagliate.
Nikki Liska, detective della sezione omicidi, decide di dedicarsi ai cosiddetti "cold case" per avere più tempo da dedicare ai suoi figli. Il caso irrisolto prescelto riguarda l'omicidio di un poliziotto dell'Unità Crimini sessuali: Ted Duffy. Dal crimine sono ormai trascorsi ben venticinque anni ma Liska è decisa a scoprire la verità. Nel frattempo, Sam Kovac, ex partner di Liska nella squadra omicidi, è alle prese con un crimine scioccante: una coppia di mezza età è stata fatta a pezzi nella propria abitazione con una spada da samurai e un paio di nunchaku. Le indagini di Liska e Kovac procedono parallele ma ben presto scopriranno un anello di congiunzione tra le due storie: una donna misteriosa è la chiave per risolvere entrambi gli omicidi. Nikki Liska e Sam Kovac dovranno rintracciarla per fermare la scia di sangue che terrorizza la città.

Un "cold case" che attende silente da ben venticinque anni è un ottimo inizio per catturare l'attenzione del lettore, Il primo capitolo del romanzo espone ciò che è successo a Ted Duffy, il suo omicidio per cui nessuno ha pagato. L'incedere della storia è inizialmente lento, poi la situazione si anima grazie a un brutale doppio omicidio. I personaggi, numerosi e complessi, sono l'esempio di una umanità variegata che mostra i propri limiti, le proprie debolezze. Ho apprezzato le intense sequenze riflessive che mi hanno permesso di comprendere a fondo lo stato d'animo dei protagonisti. Non ci sono "uomini e donne perfetti" in questo thriller caratterizzato da una varietà di situazioni che ben descrivono l'ambiente in cui maturano i crimini e le difficoltà dei rapporti tra poliziotti. Gli uomini tendono a prevaricare sulle poliziotte, hanno un atteggiamento sessista nei loro confronti ma sono pronti a cambiar opinione.

La prima parte del romanzo procede tra interrogatori, perquisizioni e supposizioni e io mi sono sentita partecipe nell'indagine svelata passo passo con novizia di dettagli. Ciò mi ha permesso di calarmi nei panni della "detective" per un giorno. Quante cose ho creduto di sapere e mi sbagliavo. Quante volte mi son detta "ho capito" e così non era. Tuttavia una cosa è stata chiara subito:
Siamo tutti prigionieri di qualcosa e cerchiamo di sopravvivere!
Si può essere prigionieri del proprio destino, del gran vuoto che ci portiamo dentro di noi, della rabbia e dell'odio che avvelenano la nostra esistenza.

"Vittima senza nome" è una lettura in cui abusi sessuali, disordine bipolare e sete di vendetta creano una miscela esplosiva tenuta cheta da tanti dannosi silenzi, Il silenzio non è una soluzione a tutti i mali, una volta aperto il vaso di Pandora le ombre del passato ritornano affamate di giustizia e di vendetta. È inutile opporsi, la verità emergerà crudele e sarà una triste verità. Il passato e il presente sono uniti da una scia di sangue.

Leggendo questo thriller ho provato molte emozioni. La prima parte del romanzo non mi ha entusiasmata. Il ritmo lento, l'ambiguità di alcuni personaggi, l'atteggiamento misogino dei poliziotti, non mi hanno coinvolta più di tanto. Quando il gioco è diventato duro e cruento, la mia attenzione si è risvegliata ed è stata una lettura "in crescendo ". Sembrava una lettura tranquilla e invece no! Il duplice omicidio della coppia di mezza età ha dato una sferzata d'energia alla storia, i personaggi sono diventati crudeli e dinamici. L'autrice non si è limitata a ricostruire e narrare gli eventi ma è riuscita a leggere nell'animo delle persone affrontando momenti drammatici. Il thriller, pur non brillando di originalità, è ben scritto. La storia gioca su una suspense psicologica condotta lungo il confine che separa normalità e pazzia, vita e morte.

Liska è un personaggio grintoso, amante del suo lavoro, impegnata a conciliare lavoro e famiglia. Facile riconoscersi in lei, fare il tifo e temere per la sua vita. Anche se non ci sono eroi in questa storia ma solo esseri umani con i loro vizi e virtù.

Alla prima parte del romanzo assegno 3 piume che diventano 5 dal diciottesimo capitolo in poi grazie a un killer "annientatore familiare" che spargerà sangue ovunque. Ora non mi resta che salutarvi dandovi appuntamento al prossimo omicidio e, nel frattempo, diffidate dalle famiglie perfette. Diffidate.

10 commenti:

  1. I thriller della Hoag hanno il diesel, però mi piace come scrive. Sono ferma a La Ragazza n*9 con la serie, mi tocca recuperare!

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    1. Anche io voglio recuperare altri romanzi della Hoag :)

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  2. Proprio oggi mi è capitato di vedere su amazon questo nuovo thriller della Hoag. Al momento, è ancora in wish-list, ma credo lo acquisterò. I due precedenti mi erano piaciuti proprio perché focalizzavano l'attenzione più sulle dinamiche psicologiche che sull'azione. Qui mi sembra, almeno stando a quanto letto in giro, che ci sia un cambiamento. Staremo a vedere. :)

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    1. Diciamo che in questo romanzo c'è un buon equilibrio tra azione e psicologia.

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  3. sono sempre alla ricerca di thriller emozionanti! immagino che questo possa essere una lettura interessante!

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  4. che recensione emozionante!!! si vede che il libro ti ha preso tantissimo.

    io amo i thriller e sono sempre in cerca di nuove letture.

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    1. Anche se la storia è iniziata in sordina, ha recuperato strada facendo ed è per questo mi è piaciuto :)

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  5. Ciao:) la recensione è molto bella, purtroppo i thriller raramente trovano posto sulla mia libreriaxD A parte alcuni casi non mi fanno impazzire, però mi piacerebbe approfondire questo genere, quindi terrò sicuramente in conto questo titolo:)

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    1. Spero che troverai dei titoli interessanti per lasciarti conquistare dal mondo dei thriller e spero di contribuire a questa tua ricerca :)

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