E’ sepolta sotto una
betulla bianca, vicino ai vecchi binari della ferrovia. La tomba è segnalata
solo da un mucchietto di pietre, nient’altro. Non volevo attirare l’attenzione
sul luogo in cui riposa, ma nemmeno potevo abbandonarla all’oblio. Dormirà in
pace, lì: a turbare la sua quiete solo il canto degli uccelli e lo sferragliare
dei treni.
La vita di Rachel non è quella che vorresti spiare: è una
donna distrutta nel fisico e nell’anima. Alcolizzata, abbandonata dal marito,
non ha amici. Ogni mattina prende il treno da Ashbury per Londra. Alle 8.04,
Rachel inizia il suo viaggio quotidiano. Alle 17.56 ritorna a casa. E’ il suo
treno, l’unico che prende. Quando viene licenziata, Rachel continua a far finta
di andare al lavoro e durante il percorso, seduta vicino al finestrino, osserva
le case e la vita degli altri. La sua attenzione è attratta da una coppia, un
uomo e una donna, che ogni mattina fanno colazione in veranda. Rachel immagina
la loro vita perfetta, il loro amore perfetto, dà loro un nome: per lei sono
Jess e Jason. La coppia perfetta si
contrappone alla sua vita implosa. Poi accade un imprevisto, Rachel vede, o
crede di vedere, qualcosa che sconvolgerà ancor di più la sua disastrosa vita.
Ma cosa accomuna la donna imperfetta e la perfetta coppia?
Questo romanzo è basato sui racconti di tre donne che,
alternandosi, narrano le loro vite. Rachel, Megan e Anna.
Rachel è colei che ogni mattina prende il treno delle 8.04,
facendo finta di andare a lavorare. Invece, dopo essere stata abbandonata dal
marito Tom, è stata licenziata per i suoi problemi con l’alcol. Rachel spia la
vita degli altri, immagina storie, perseguita il suo ex marito decisa a
rendergli difficile la vita. Quando la storia si complica, Rachel da pendolare
diventa detective e indaga non riuscendo ben a definire cosa sia realmente
successo e cosa sia frutto delle sue continue bevute in solitaria.
Megan, nome vero della Jess osservata da Rachel, è il
personaggio a cui è affidato il compito di scomparire dopo aver rappresentato
la donna ideale a cui volgere lo sguardo ogni mattina. E’ sposata con Scott e
abita in una casa vicinissima all’ex abitazione coniugale di Rachel. Il suo
presente è un mistero ma il suo passato lo è ancor di più.
Anna, attuale moglie di Tom, vive nella costante paura che
Rachel possa fare del male alla sua famiglia. Lei e Tom hanno una figlia, Evie,
che proteggono in modo maniacale dalla follia di Rachel.
Tre donne, tre storie che si intrecciano, un treno che corre
sui binari. Quando Megan scompare, la ricerca della donna comprometterà ancor
di più l’esile equilibrio di Rachel.
Tra verità e menzogne, accuse e sospetti, si consuma una
tragedia che dà voce alle paure più intime che feriscono l’anima. Il finale
scontato conclude una storia che si lascia leggere ma non entusiasma per
niente.
I personaggi, pochi e convenzionali, non mi hanno
conquistata, nessuna empatia.
I capitoli brevi e divisi ognuno in “mattina” e “sera”, non
rendono agile e scorrevole la storia anche perché c’è un alternanza della
narrazione, in forma di diario, “a tre voci”. Le tre signore raccontano gli
avvenimenti dal loro punto di vista creando, molto spesso, ripetizioni che
rallentano il romanzo. Il cattivo lo scoprirete subito, non c’è suspense, i
temi trattati non riescono a coinvolgere il lettore perché è tutto prevedibile.
Nel romanzo si parla di alcolismo, di stalking, di rapporti
conflittuali tra uomini e donne, del matrimonio visto come una gabbia che per
alcuni è una protezione per altri una tortura. Le prime pagine catturano
l’attenzione del lettore, attenzione che poi si perderà sui binari di una
ferrovia.
“La ragazza del treno” non è, almeno per me, il romanzo
giallo dell’estate 2015. Non so perché l’amato Stephen King non sia riuscito a
prender sonno dopo aver letto questo libro. Ciò rimarrà l'unico mistero attorno a questo romanzo! Sicuramente
il libro ha un’anima femminile che si scontra contro uomini immancabilmente
cattivelli. Sicuramente la pubblicità ha creato grandi aspettative verso questo
romanzo che S.J.Watson, definisce un thriller da dieci e lode, una lettura
compulsiva.
Sicuramente per me è stata una lettura senza grandi pretese,
a volte pesante e un thriller non può essere noioso. Devo imparare a non
fidarmi della pubblicità!