giovedì 11 luglio 2013

PRESENTAZIONE "Il prezzo della bellezza" di Rosa Teruzzi



 Il prezzo della bellezza

Autrice: Rosa Teruzzi
Casa Editrice: Rusconi Libri
Pagine: 160
Prezzo: € 9,90

Trama: Una bomba esplode sotto una Porsche posteggiata davanti a un palazzo signorile di Milano. È una fredda notte di febbraio e questo è solo il primo di una serie di attentati compiuti dalle sedicenti Brigate Antisilicone contro i chirurghi estetici delle star. Ma chi si nasconde dietro questa sigla? Davvero un gruppo di “rifatte” pentite o, all’origine, c’è qualcosa di diverso: una passione ferita, un antico astio, una vendetta?
Sul caso indagano Irene, giovane cronista di “nera” in uno scalcinato giornale del pomeriggio, e Angelo, il suo inseparabile fotografo, specializzato in proverbi milanesi. Sullo sfondo ruota il mondo variopinto del quotidiano in cui Irene lavora (a partire dal Dog, il misogino capocronista, per finire con Luca, imprendibile e affascinante vice-direttore) e quello del palazzo in cui abita, uno stabile sul Naviglio Grande dove vivono anche Viola – la sua amica del cuore – e una sorprendente figura di guru, Rosa Maria. E poi c’è Beppe, il commissario di polizia, con cui Irene ha intrecciato una tormentata storia segreta. E soprattutto c’è il dono, il talento di sentire le emozioni violente del prossimo anche solo sfiorandolo, una specie di empatia al quadrato che mette Irene in contatto con molti segreti.


Sveva Casati Modignani, madrina letteraria dell’autrice, ha paragonato la sua protagonista al commissario Montalbano. “Magari! – si schermisce Teruzzi – In realtà Irene ha la metà dei suoi anni. È goffa in amore quanto lui è irresistibile e purtroppo vive a Milano, non in Sicilia. Ma entrambi provano una specie di ‘nostalgia della giustizia’. Una giustizia più alta, che non coincide necessariamente con quella dei tribunali.”


<<Una città magica e dolente che ricorda le atmosfere di Scerbanenco, molto lontana dagli sbarluccichii della tivù.>> TGCOM24

Autrice: Rosa Teruzzi
Rosa Teruzzi è giornalista e scrittrice. Ha lavorato per molti anni come cronista di “nera” a La Notte, il giornale del pomeriggio di Milano che ha ispirato La Città di Irene. Poi è passata a Epoca e in tivù.
Per 13 edizioni è stata la curatrice del rotocalco di Canale5 Verissimo, che ha anche condotto nell’estate del 2001. Per due stagioni ha condotto Verissimo Magazine, settimanale di libri, dischi e film in onda su Canale 5. Da tre anni è caporedattore di Quarto Grado, la trasmissione di crime di Rete4 in onda il venerdì sera.
Ha pubblicato il suo primo racconto nell’antologia Crimine Milano giallo-nera (Stampa Alternativa, 1995). Altri racconti sono usciti nelle antologie Cuori di Pietra, Facce di Bronzo e Corpi, pubblicate da Oscar Mondadori nel 2007, 2008, 2009.
Un suo racconto, Requiescat, è stato segnalato dalla giuria del Premio Scerbanenco nel 1996.
Il primo romanzo con Irene protagonista è stato Nulla per Caso (Sperling&Kupfer 2008), cui sono seguiti Il segreto del giardiniere (Rusconi 2012) e Il prezzo della bellezza (Rusconi 2013).

Raccontami una storia #4 "Vecchio nell’animo. Vecchio dentro."

"Raccontami una storia" è una rubrica/iniziativa  creata da me appositamente per il blog Penna d'oro.
In questa rubrica darò spazio a tutti coloro che amano scrivere brevi racconti e a coloro che amano semplicemente leggerli :)

REGOLAMENTO
Inviate i vostri brevi scritti alla mia e-mail: pennadoro62@gmail.com provvederò a pubblicarli sul blog.
IMPORTANTE: i racconti devono essere brevi, originali e devono trattare dei temi adatti a tutti con un linguaggio adeguato.
Insieme al racconto potrete mandarmi un vostro commento personale, una curiosità su come è nata la storiella o un’immagine che volete accompagni il vostro scritto.


In questo appuntamento con la rubrica "Raccontami una storia"
voglio farvi conoscere il racconto di:

Peter Amighetti 

Vecchio nell’animo.
Vecchio dentro.

Quel paesino era irrimediabilmente vecchio.
Ma di una strana vecchiaia.
Non voleva diventare giovane.
Era vecchio dentro.
Le stradine deserte.
Quelle poche case diroccate.
Abitate da anziani e vecchi.
Aspettano la morte tra una bevuta e l’altra.
Vecchi nell’animo.
Persino il mare è vecchio.
Non vuole più ondeggiare e resta placido dalla mattino sino alla sera.
Il vento è ormai vecchio, quasi non esiste più.
Soffia quando si ricorda che esiste.
Perchè è vecchio dentro.
Nel paesino il bar è vecchio.
Il barista è morto, ma il bar è sempre aperto.
I vecchi ci vanno e si prendono da bere da soli.
Riflettono sulla loro vecchiaia.
Tra una mano e l’altra di Bridge.
Perchè anche loro sono vecchi nell’animo.
I mici sono vecchi.
Vecchi dentro.
Anche loro.
Se ne vedono un paio l’anno.
Vagabondano nelle strade.
Anche loro vecchie.
Le strade.
Sotto sotto sono vecchie anche loro.
Vecchie dentro.
Il vento soffia per l’ultima e abbandona il paesino.
Il sole è stanco, troppo vecchio anche lui.
E se ne va dietro l’orizzonte.
Torna a casa sua.
Lascia i vecchi alle loro vecchie case.
Anche se domani non sanno se si sveglieranno.
I vecchi.
Non le case.

Commento di Aquila Reale
Ringrazio l'autore per aver deciso di condividere con noi il suo racconto. Lo scrittore, molto giovane, è riuscito a catturare la mia attenzione. E' un racconto simpatico ma triste che io ho trovato molto bello. Spero che piaccia anche a voi. Complimenti Peter!

Aspetto con curiosità i vostri commenti e le vostre storie. 
Alla prossima, la vostra Aquila Reale.

mercoledì 10 luglio 2013

RECENSIONE “Fontamara” di Ignazio Silone

Fontamara

Autore: Ignazio Silone

Ignazio Silone, pseudonimo e poi, dagli anni sessanta, anche nome legale, di Secondo Tranquilli (Pescina, 1º maggio 1900 – Ginevra, 22 agosto 1978), è stato uno scrittore e politico italiano.  continua... 

Casa Editrice: Mondadori 
Pagine: 167
Prezzo: € 9,00

Trama: A partire dal 1º giugno del 1929 al paese non arriva più l'elettricità. Sperando di rimediare a questa “fatalità” ogni contadino firma una misteriosa “carta bianca”, portata loro da un graduato della milizia (il cav. Pelino), che, con il passare delle pagine, si scoprirà essere l'autorizzazione a togliere l'acqua per l'irrigazione portandola ad irrigare i possedimenti dell'Impresario, un “galantuomo” che era diventato podestà del capoluogo.  continua...




STILE: 9
STORIA: 9
COPERTINA: 7


Fontamara è il romanzo più noto di Ignazio Silone e descrive un mondo contadino, immutabile nel tempo, che trova riscontro nella terra d’Abruzzo dove è ambientato il romanzo. 
Fontamara è un piccolo paesino dove il tempo trascorre sempre uguale: prima la semina, poi l’insolfatura, la mietitura e la vendemmia. Tutto è sempre uguale, anno dopo anno, i contadini subiscono ogni avversità passivamente fino a quando non accade un fatto strano: la rivendicazione del diritto dell’ acqua. Il nuovo podestà del capoluogo, con il sostegno del regime fascista, è deciso a favorire i propri interessi senza considerare la povera gente. 
I fontamaresi non possono rinunciare all’ acqua indispensabile per la loro sopravvivenza e, per sedare ogni tentativo di rivolta, arrivano in paese le squadracce fasciste. Berardo Viola, l’uomo più forte del paese, decide di abbandonare il paese in cerca di un lavoro che non troverà mai. Avvilito, Berardo, decide di ritornare a Fontamara ma si ritrova, per un equivoco, in carcere dove nasce un insperato impegno morale che lo porterà alla morte. I fontamaresi, conosciuta la storia di Berardo, decidono di ribellarsi ma il regime decide di punirli mandando una squadra della Milizia che fa strage di abitanti. Silone divide gli abitanti di Fontamara in “cafoni”, cioè i contadini poveri che lavorano la terra per poter sopravvivere, e i cittadini che agiscono, che cambiano la società. Esempio lampante è l’Impresario, abile uomo d’affari che in poco tempo costruisce la sua ricchezza, mentre la gente comune continuava a lavorare la terra senza ottenere nessun miglioramento per le proprie condizioni di vita. I Cafoni posseggono, al massimo, un asino o un mulo, vivono nell’ignoranza; tuttavia essi sono consapevoli della loro situazione:

« In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo.
Questo ognuno lo sa.
Poi viene il principe di Torlonia, padrone della terra.
Poi vengono le guardie del principe.
Poi vengono i cani delle guardie del principe.
Poi, nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi vengono i cafoni.
E si può dire ch'è finito. »


Questa recensione partecipa alle sfide di lettura "Un classico al mese" e "Io leggo italiano"