lunedì 3 dicembre 2018

RECENSIONE | "L'ombra del Naviglio" di Gabriele Macchiarella

Carissimi lettori, oggi voglio condividere con voi un bel giallo ambientato a Milano. Capoluogo della regione Lombardia, la città ha un fascino discreto nascosto nei misteri e nelle tradizioni che si snodano nel suo cuore pulsante, i Navigli. Non pensate alla Milano scintillante, elegante e dinamica. Immaginate, invece, luoghi più intimi carichi di storia, scrigno della Milano di un tempo. Un ponticello dopo l’altro, un intricato intreccio di viuzze, i cortili, le case di ringhiera, i negozi di antiquariato, le librerie, danno vita all’atmosfera inebriante e oscura che mi ha accolta fin dalle prime pagine di “L’ombra Del Naviglio” di Gabriele Macchiarella con la partecipazione del giornalista Roberto Caravaggi, edito da Bookabook.

Il romanzo è da subito un salto nel buio. La prefazione non fornisce alcuna informazione spiegando un po’ il punto di partenza e l’ambientazione della storia. Un bel “Arcana non movere” ci accoglie e ci invita a proseguire con cautela. Che cosa avvolge e nasconde la nebbia milanese? 

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
L'ombra del Naviglio
Gabriele Macchiarella e Roberto Caravaggi

Editore: bookabook
Pagine: 253
Prezzo: € 15,00
Sinossi
Benedetto Salazar Dacascos è un improbabile investigatore privato attanagliato dai debiti in una Milano dei primi anni Ottanta. Un giorno, mentre passa in rassegna i fatti di cronaca nera sui giornali, trova un caso che potrebbe farlo tornare in carreggiata: da alcuni mesi una serie di insoliti omicidi vengono perpetrati in città. Non è la morte di per sé a essere singolare, quanto le modalità in cui vengono ritrovati i corpi. Dopo aver contattato diversi familiari delle vittime, l'investigatore convince la moglie di uno degli assassinati ad affidargli il caso, svolgendo indagini parallele a quelle delle forze dell'ordine. Ma Dacascos non è solo. L'amico Roberto Merisi, giornalista locale, segue la vicenda collaborando con lui tramite un fitto scambio di informazioni. Scopriranno un nesso tra gli strani omicidi e una vecchia leggenda palermitana... Con la partecipazione del giornalista Roberto Caravaggi.


In un mondo dove ogni cosa è governata da leggi in grado d’essere scavalcate, i Beati Paoli si pongono al di sopra di esse, considerandole inadeguate. Per quanto mi riguarda, starei molto attento a fidarmi di chi si fa detentore di una verità assoluta. Il bianco e il nero li si trova solo nei vecchi televisori…
“L’ombra Del Naviglio” può assumere varie forme e volti. È l’investigatore privato Benedetto Salazar Dacascos, attanagliato dai debiti in una Milano dei primi anni Ottanta. È la scia di sangue lasciata dai tre omicidi avvenuti in tre settimane. Scia che conduce fino al paesino di Locate di Triulzi, nel cui cimitero sono stati ritrovati i cadaveri delle vittime, persone residenti nella cerchia dei Navigli milanesi. È la lunga mano di una vecchia leggenda siciliana che forse tanto leggenda non è. È il giornalista Roberto Merisi, amico di Dacascos, che segue indagini parallele a quelle delle forze dell’ordine.

I due amici non sanno che le loro indagini scoperchieranno il vaso di Pandora delle verità scomode.

La trama del romanzo intreccia più fili narrativi dando voce a vari personaggi che si muovono e agiscono nell’ombra andando incontro a numerosi pericoli. Mi è piaciuta questa molteplicità di voci, questo incastro tra fatti reali e immaginari che rendono la storia viva e palpitante. C’è un cuore nero che batte nel nome della vendetta e udire i suoi battiti fa venir i brividi. Gli stessi brividi che ho provato leggendo, a pag. 118 per la precisione, il motto “Nemo me impune lacessit”. In un primo momento mi sono detta di aver già sentito queste parole ma, come spesso mi succede, non ho ricordato subito ciò che poi mi si è fatto evidente qualche pagina dopo. Il motto “Nessuno mi offende impunemente” lo troviamo nel racconto breve “Il barile di Amontillado” di Edgar Allan Poe. Riuscite a immaginare un filo conduttore tra questo tetro racconto e il romanzo di Macchiarella? Se la cosa vi incuriosisce non vi resta che leggere questo intenso romanzo scritto a quattro mani che riserva molte sorprese. Gli autori sono bravi a fornire al lettore molti indizi per la soluzione del mistero. Tuttavia il colpo di scena è assicurato dopo indagini difficili e pericolose. Dacascos e Merisi pensano di trovarsi alle prese con un serial killer, entrambi credono di seguire la pista giusta, ma non tutto è come sembra.

“L’Ombra Del Naviglio”  è un noir avvincente e imprevedibile. È la storia, descritta con realismo, di come il male graviti intorno a tutti noi. I protagonisti vivono le indagini rischiando in prima persona. Non si rinchiudono nei loro uffici ma seguono personalmente le tracce, respirano la polvere della strada, la terra del cimitero, le inquietudini della notte. L’investigatore e il giornalista non sono due eroi, sono uomini che non si vergognano ad ammettere le loro fragilità ma hanno la caparbietà di voler risolvere il mistero che si cela dietro agli omicidi. Il male che incontrerete in questo romanzo è un male sottile che si nasconde dietro la normalità che si nutre di antichi orgogli e moderni crimini. Sconfiggere questo male non sarà facile e non è detto che tutto vada per il meglio.I due amici procedono sempre in equilibrio tra realtà e deduzioni, con abilità e un po’ di fortuna riescono sempre a portar a casa la pelle dando vita a una storia avvincente in cui, a poco a poco, filtra la verità nascosta dietro “L’Ombra Del Naviglio”.

11 commenti:

  1. Subito in lista. E davanti a questi romanzi, a queste recesioni appassioante, mi sentirei proprio fortunato a fare parte un giorno della scuderia Bookabook: incrociamo le dità, sono a metà strada. :))

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    1. Le incrocio anch'io per te ;)

      Gabriele

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    2. Faccio anche io il tifo per te :) Non vedo l'ora di leggere la tua opera.

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  2. Intrigante, ho voglia di un buon noir. Lo metto in lista!

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  3. Amo i noir, e ne sto leggendo uno ambientato pure a Milano ;)

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  4. Come faccio a mettermi in contatto privatamente con lei???

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