martedì 15 maggio 2018

RECENSIONE | "Salvare le ossa" di Jesmyn Ward

Cari lettori, voglio condividere con voi le riflessioni e le emozioni provate leggendo un romanzo straordinario che mi ha lasciata senza fiato per la sua rude bellezza e per la dolcezza celata. Con “Salvare le ossa”, Jesmyn Ward (prima donna ad aver vinto per due volte il National Book Award) ci porta in una delle zone più povere dell’America, il Delta del Mississippi, dove i quartieri abitati solo da afroamericani si contrappongono alle fattorie dei bianchi. Dove ogni cosa non conosce le mezze misure. Dove la povertà materiale sconfina, a volte, nella povertà morale. Dove la nascita e la morte sono unite da un sottile filo rosso nel nome di Medea. Dove un terribile uragano provocherà danni ingenti. L’uomo pagherà un alto tributo, alla Natura, in vite umane. Katrina sta per arrivare. Mancano solo dieci giorni e la sua forza devastatrice non avrà pietà per nessuno.

STILE: 9 | STORIA: 9 | COVER: 8
Salvare le ossa
Jesmyn Ward (Traduzione di M. Pareschi)

    Trilogia di Bois Sauvage     
#1 Salvare le ossa

Editore: NN Editore
Pagine: 316
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all'emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che scandiscono l'arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l'amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile.


Legherò i pezzi di vetro e mattone con lo spago e appenderò i frammenti sopra il letto, in modo che brillino nel buio e raccontino la storia di Katrina, la madre che è entrata nel golfo come una regina per portare la morte. Il suo carro era una tempesta terribile e nera, e i greci avrebbero detto che era trainato dai draghi. La madre assassina che ci ha feriti a morte e tuttavia ci ha lasciati vivi, nudi, stupefatti e raggrinziti come bimbi appena nati, come cuccioli ciechi, come serpentelli appena usciti dal guscio, affamati di sole. Ci ha lasciato un mare buio e una terra bruciata dal sole. Ci ha lasciati qui perché impariamo a camminare da soli.
Con “Salvare le ossa”, libro del 2011 con cui l’autrice ha vinto il National Book Award, la casa editrice NN inaugura la Trilogia di Bois Sauvage, una cittadina immaginaria nel cuore del Mississippi. Rimanere indifferenti a questa lettura è impossibile, per me il coinvolgimento è stato totale e drammatico. Ho letto il romanzo con calma, gustando il sapore dolce-amaro degli eventi. Ho atteso con la famiglia Batiste l’arrivo di Katrina. Ho conosciuto personaggi che mi hanno fatto battere forte il cuore nella loro disperata ricerca d’amore. Ho letto dell’amore negato, dell’amore materno che crea e distrugge, dell’amore condivisione del poco che si ha, dell’amore tradito e dell’amore cercato e mai trovato. Dieci giorni per affrontare l’uragano, dieci giorni per scoprirsi fratelli, dieci giorni per prendere coscienza di sé, dieci giorni per svelare un gran segreto, dieci giorni per rivivere il mito di Medea e Giasone, dieci giorni per rivoluzionare la propria esistenza nel nome di un destino non ancora scritto. Su tutto e tutti incombe Katrina, la madre che tutto travolge.

Ora vi presento la famiglia Batiste, povera tra i poveri. Conosciamo Claude, padre violento e alcolizzato, e i suoi quattro figli. Randall, promessa del basket; Skeetah che ha occhi e cuore solo per il suo pitbull China; Junior, il piccolo di casa svezzato troppo presto, la cui nascita ha causato la morte della madre dei ragazzi. Completa il quadro famigliare, Esch. Lei, unica donna in un mondo di uomini, ha 15 anni ed è in attesa di un bimbo. È la voce narrante del romanzo, la nostra guida. Dalle pagine di un libro nascosto tra il muro e il suo letto, Esch da vita alla figura di Medea che la rimanda in un mondo dove la perfezione non esiste. Manny, novello Giasone, è il ragazzo amato da Esch, è il padre del suo bambino ma per lui, lei non è nulla se non una distrazione occasionale dalla sua fidanzata ufficiale. Anche lui, come Giasone, tradirà ripudiando amicizia e lealtà.
Non voglio che se ne accorga, ma non posso dirglielo perché mi mancano le parole per farlo. Non l’ho ancora detto nemmeno a me stessa, non sono riuscita a pronunciarle quelle parole.
Esch custodisce il segreto nella sua pancia. Tra poco sarà mamma di un bimbo non cercato, condannato prima ancora di nascere.

La famiglia vive in una casa nella Fossa, una depressione nel bayon causata da anni di estrazione dell’argilla. Attorno solo acquitrini, terra rossa e rifiuti. In questa desolazione abitativa, protagonista importante, vive China. Prossima al parto, la pitbull di Skeetah, è campionessa di combattimenti tra cani. Rappresenta il riscatto sociale per il suo padrone, fra loro c’è un rapporto di amore filiale: lui è suo padre, lei la sua diletta figlia. China partorisce ma invece di madre amorevole si riscopre strumento di morte. Un cuore di pietra? Prima il rifiuto poi l’accoglienza, nel mezzo la morte. China madre così come lo sarà Esch. La maternità rivela un volto violento. Sullo sfondo Medea.

Intanto passano i giorni e la famiglia si prepara all’arrivo dell’uragano. Fanno rifornimento di cibo, scarso e mal assortito, inchiodano assi alle finestre della casa, si riuniscono per farsi coraggio a vicenda. Sono pronti a lottare per vivere. Ed eccola Katrina in tutta la sua maestosa forza distruttrice. Il suo arrivo segna una netta linea di confine tra il mondo di prima e il mondo di domani. Non ha pietà Katrina, si abbatte sulla vita, la travolge, la sconvolge e si allontana. Si può ricominciare una nuova vita? Sì. Il nuovo inizio ha il nome del gesto sottile chiamato solidarietà, condivisione e amore per il prossimo. Non siamo soli, insieme per salvare le ossa, per guardare l’alba di un nuovo giorno, per sciogliere il cuore di pietra e affidare i nostri sogni alla speranza. Mano nella mano!

Con una scrittura cruda ed evocativa, che regala emozioni forti, la scrittrice narra una tragedia tutta al femminile. I personaggi sono resi vivi dalla forza della loro disperazione e vi conquisteranno. I dialoghi sono caratterizzati dall’uso di espressioni gergali che riflettono rabbia, risentimento e orgoglio. Il registro diventa ricercato soprattutto nei momenti in cui si descrive lo stretto rapporto, quasi una “vita in comune”, tra uomo e natura. Questo romanzo è una lettura che commuove con un finale drammatico che apre alla speranza.

Sicuramente l’amore è un tassello importante del romanzo. Lo vedrete in mille aspetti: l’amore non corrisposto da un ragazzo, l’amore paterno svanito sul fondo di una bottiglia, l’amore di una madre che supera i confini della morte, l’amore di un ragazzo per il suo cane. Mi sono congedata con rammarico da questo romanzo, affascinata da una storia a tratti violenta, cupa, commovente ma ricca di forza espressa con parole “che bruciano come una lacrima non versata”. Katrina segna la fine del mondo di ieri, il mondo di domani ha inizio. Tutti insieme proveranno a superare l’abisso oscuro che la luce della speranza trasformerà in una nuova alba. Per la vita che sopravvive, per la vita che verrà.

6 commenti:

  1. Mi attira e mi intimorisce. Per fortuna, è già sul mio comodino. ;)

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  2. Non avevo fatto caso a questa pubblicazione, intanto me la segno e me la procurero' al più presto! Mi pare proprio una storia ad alto coinvolgimento emotivo!

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    1. Potrebbe essere un'ottima lettura per le tue prossime vacanze :)

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  3. Ciao ho appena terminato questa lettura e nonostante la tua bellissima recensione purtroppo io non mi sono sentita coinvolta durante la narrazione. Ho trovato il ritmo narrativo lento e solo nelle ultime sessanta pagine con l'arrivo di katrina si è ripreso un po. Ovviamente è solo la mia personale opinione il bello della lettura è appunto questo il "confronto". Il tuo punto di vista è molto interessante. Rosa

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    1. Ciao Rosa, ti ringrazio per il tuo commento. Hai ragione, il confronto tra lettori è sempre importante. Mi dispiace che il romanzo non ti abbia coinvolta del tutto, magari i prossimi romanzi riusciranno a conquistarti :)

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