giovedì 29 gennaio 2015

RECENSIONE | "13" di Jay Asher

Cari lettori oggi affrontiamo insieme un tema intenso, doloroso, purtroppo attualissimo: il suicidio adolescenziale. Tempo fa ho letto una bellissima recensione scritta da Ilenia, del Blog “Libri di Cristallo”. La giovane blogger esprimeva le sue opinioni scaturite da una lettura impegnativa. Dalla recensione trasparivano le emozioni nate nel corso della lettura e così, fidandomi del giudizio di Ilenia, ho deciso di leggere  “13” di Jay Asher,edito Mondadori.


13

Autore: Jay Asher


Titolo originale: Thirteen Reasons Why
Editore: Mondadori
Pagine: 236
Prezzo: € 10,00 (cartaceo)
Sinossi: Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare...



    ALTRE EDIZIONI DEL ROMANZO    




INGLESE  |  CATALANA |  BULGARA


PORTOGHESE  |  INDONESIANA |  ITALIANA 





STILE: 8
STORIA: 8
COPERTINA: 7
Sono 13 innocenti fino a quando non schiacciano Play.
Clay Jensen, al ritorno da scuola, trova davanti alla porta della sua abitazione un pacco indirizzato a suo nome. Scoprirà che, nel pacco, ci sono sette audiocassette numerate con dello smalto blu. L’autrice delle registrazioni è Hannah Baker,una ragazza che si è suicidata due settimane prima. Tredici registrazioni, tredici vicende per raccontare i motivi che l’hanno condotta al suicidio. Inizia così una lunga via crucis che vedrà Clay ritornare sui luoghi che sono stati importanti nella vita di Hannah. Guidato dalla voce della ragazza, Jensen vivrà un viaggio a ritroso nei ricordi di colei che si è arresa davanti alle difficoltà della vita. 
Ciao a tutti, ragazze e ragazzi. Qui è Hannah Baker. Dal vivo e in stereofonia. Niente rimpatriate. Niente bis. E stavolta, neppure una richiesta. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette, è perché voi siete una delle ragioni…Non datemi per scontata…una seconda volta.Vi tengo d’occhio.
“13” è la storia di una fragilità che corrode l’animo. E’ una storia non vera ma nata per scuotere le coscienze, per indurre i giovani lettori a riflettere sui problemi che, in giovane età, sembrano insuperabili. Hannah è di una lucidità sconvolgente quando pianifica il suo suicidio e il suo “ritorno” per puntare il dito contro coloro che, in maniera diversa, hanno contribuito alla sua dolorosa scelta. Una scelta che non permette ripensamenti. 
Ma quali sono i motivi che hanno indotto Hannah al suicidio? Delusioni, pettegolezzi, falsità, compagni di scuola falsi e ipocriti. False verità che danno vita a una visione distorta di Hannah. Le hanno cucito addosso un identikit fatto di apparenze. La vera Hannah è un’altra persona. La scuola, incubatrice di giovani capaci di ogni falsità, diventa il luogo dove le torture psicologiche si applicano quotidianamente. Hannah diventa Miss Cattiva Reputazione, non riesce a integrarsi nella nuova città, in un tessuto scolastico dove tutti sembrano pronti a tenderti una mano, ti offrono un appiglio e poi ti mollano all’improvviso. E’ un continuo sprofondare nel baratro dell’indifferenza. Hannah e la sua voglia di essere incoraggiata, il suo bisogno di esistere per i genitori, distratti dai loro problemi economici, il suo disperato bisogno d’amore. Sono tanti i campanelli d’allarme a cui qualcuno avrebbe dovuto dare ascolto. Un cambiamento repentino nel look, lo sguardo che si abbassa, il donare oggetti personali. Tutto era una muta richiesta d’aiuto. Confusione, frustrazione, rabbia diventano i fedeli amici di colei che chiede aiuto in silenzio perché non ha la forza di gridare di reagire. Scrive poesie, Hannah, frasi che parlano al cuore di chi vuole ascoltare, di chi, distratto dalla vita, non si accorge che una “bellissima stella” si sta spegnendo.

Poesia “Anima sola” di Hanna Baker

Incrocio il tuo sguardo
Ma tu non mi vedi
A malapena rispondi
Se mormoro
Come stai
Due amici del cuore
Due anime gemelle
Forse non lo siamo
Forse non lo sapremo mai

Madre mia
Mi hai portato in te
Ora non vedi altro
Che ciò che indosso qui
La gente ti chiede
Come sto
Tu sorridi e annuisci
Fai che non finisca
Così
Mettimi
Sotto il cielo di Dio e
Conoscimi
Non mi guardare solo con gli occhi
Strappa
Questa maschera di carne e di parola
E vedimi
Per la mia anima sola.

Stupenda questa poesia, l’ho letta più volte e in ogni parola ho ritrovato la necessità disperata di ritrovare l’amore perso. Una valanga emotiva travolge chi legge queste pagine. In Hannah ritroviamo i nostri ragazzi che si atteggiano a fare i duri e hanno paura di fare i conti con se stessi. Crescere è difficile, inevitabilmente ci si scontra con una società distratta, a volte superficiale, spesso cattiva. La “vera” Hannah è invisibile agli altri perché è soprattutto invisibile a se stessa. Vive una concatenazione di eventi che segnerà un tragico destino per alcune persone. 
Ogni azione, ricordatelo sempre, ha delle conseguenze. La nostra superficialità o l’incapacità di reagire possono causare veri drammi che si ripercuotono su altri uomini. Hannah non riesce  più a sopportare il mondo che la circonda e decide di farla finita. Una volta presa questa decisione il cervello non prende più in considerazione la possibilità di ripensarci. E’ come se tutta l’energia interiore fosse stata prosciugata nel pianificare il proprio suicidio e se s’intravede una possibilità di salvezza non viene più considerata perché giunta fuori tempo massimo. 
Sicuramente nulla e nessuno può giustificare un suicidio. Questa, però, è un’affermazione fatta da me, persona adulta con un percorso di crescita alle spalle. Alcuni ragazzi, purtroppo, sono fragili, vulnerabili, vivono in silenzio il loro disagio. Problemi che “agli adulti” sembrano piccolezze, si rivelano montagne insuperabili per i giovani che decidono di liberarsi della loro sofferenza uccidendosi. Fermo restando che la morte non è una soluzione, posso comprendere le difficoltà di Hannah che vede il vuoto affettivo intorno a sé. Noi adulti abbiamo le nostre colpe, siamo sempre persi dietro i nostri problemi e sottovalutiamo i segnali premonitori che preannunciano qualcosa di drammatico. Violenze, apatia, disordini alimentari, bruschi cambiamenti della personalità e dell’umore devono metterci in allarme. Sono tutte, in forma diversa, un campanello d’allarme, una richiesta d’aiuto.

“13” è un romanzo che a molti non è piaciuto. I motivi sono tanti: Hannah è considerata una ragazza passiva che non reagisce, considera gravi avvenimenti che non sono poi così drammatici, ha la possibilità di vivere una bella storia d’amore ma la respinge, non chiede aiuto apertamente, potrebbe affrontare i suoi amici-nemici ma si rifugia nel silenzio, lascia che di sé venga data un’idea sbagliata. 
Giusto direte ma, a volte, ciò che sembra facile per alcuni diventa impossibile per altri. 
La fragilità, la vulnerabilità, rendono indifesi i giovani che non hanno punti di riferimento. Le cronache ci descrivono suicidi che sembrano dettati da futili motivi: un brutto voto, una delusione amorosa, un rimprovero. Sicuramente non è un singolo motivo che spinge all’insano gesto, la cause si sommano e non si riesce a guardare più in là dei nostri problemi. Uccidersi è irragionevole, proprio quando la vita diventa difficile bisogna reagire. Il romanzo affronta questo tema con gli occhi della gioventù, ci narra una storia per darci uno spunto di riflessione e per parlare ai giovani. Bisogna mostrare, Hannah lo fa, gli errori commessi. Nelle sue registrazioni c’è l’atto d’accusa ma anche il monito affinché tutti possano imparare dai propri sbagli. Affinché la storia non si ripeta perché la vita è un dono e come tale va’ amata nel modo migliore.

14 commenti:

  1. Bellissima recensione!!Come dissi già a Ilenia, questo romanzo mi incuriosisce un bel po'!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ha incuriosito tante anche me! Per fortuna il romanzo non ha tradito le mie aspettative:)

      Elimina
  2. >> “13” è un romanzo che a molti non è piaciuto.
    *alza la mano* Presente! XD
    Purtroppo proprio perché per un adolescente la morte può essere una facile via di fuga ai banali problemi della vita, io non ho sentito il dolore della protagonista che mi è sembrata troppo fredda e calcolatrice. Ma a molti è piaciuto, quindi il messaggio è anche arrivato :)
    Bella recensione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scegliere di porre fine alla propria vita non è mai una soluzione ai problemi dell'esistenza. Hai ragione quando dici che la protagonista sembra fredda ma è il suo modo per rapportarsi con gli altri per non soffrire ulteriormente. Tuttavia credo che l'importante sia il messaggio di speranza che si ricava dal romanzo :)

      Elimina
  3. Letto un po' di tempo fa. A me è piaciuto molto, mi ha fatto riflettere, mi ha fatto pensare, mi ha lasciato qualcosa dentro che faccio ancora fatica ad esprimere. Complimenti, bella recensione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie cara:) Indubbiamente ci sono pareri discordanti su "13" , Non essendo una storia vissuta in prima persona, può risultare fredda ma ha il pregio di far discutere. Un saluto.

      Elimina
  4. E' da mesi che desidero leggere questo libro e non ho mai avuto occasione! Bella recensione!
    PS: sono tua nuova follower ^_^

    RispondiElimina
  5. Sono felice che il mio consiglio ti abbia portato a una buona lettura!
    Speravo davvero che non saresti rimasta delusa (ma questa frase è italianamente corretta? ò.o)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente delusioni! Io leggo spesso le tue recensioni e mi piace scoprire libri nuovi. Grazie per i consigli:)

      Elimina
  6. Una recensione fantastica, complimenti aquilotta!!! Sicuramente leggerò prestissimo questo libro, avendocelo già in ebook!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo anch'io il libro in formato digitale, il mio kobo è la salvezza per me che leggo tantissimo. Grazie per i complimenti:)

      Elimina
  7. Ciao, bella recensione e bellissimo blog, non so come abbia fatto a farmelo sfuggire *-*
    Io l'ho trovato un libro molto forte e al contempo molto bello ed era da tantissimo tempo nella mia Wish List, quindi sono contenta di essere finalmente riuscita a leggerlo *-*
    Non mi è dispiaciuta la crudezza di alcune scene, che ritengo sia stata necessaria a far capire tutti i sentimenti e la disperazione che ha portato Hannah a quel gesto, ma allo stesso tempo ho apprezzato il fatto che la sua voce narrante non cadesse mai nel patetico o nel banale.
    Se ti interessa leggere la mia recensione la trovi qui :3 .
    Un salutone,
    Rainy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Rainy, sei molto gentile. "Tredici" è un libro che ho apprezzato molto e sono curiosa di conoscere il tuo parere quindi passo subito dal tuo blog :)

      Elimina