domenica 16 febbraio 2014

RECENSIONE "I Figli del Pozzo di carne" di Federica Soprani e Vittoria Corella


 Cari lettori,
se cito le nebbie della Londra vittoriana, la passione e la follia, un Medium e un ex Ispettore, l’istinto e la ragione, due cuori spezzati…a cosa e a chi pensate immediatamente? 
episodio 1
recensione - ebook
  
episodio 2
recensione+intervista - ebook
Ma bravi, avete capito che mi riferisco a Jericho e Jonas, travagliate creature nate dal talento di due bravissime scrittrici. Lo so che non c’è bisogno di dire i loro nomi perché tutti noi le conosciamo, ma giusto per quei pochi che ancora non lo sanno, dirò che mi sto riferendo a Federica Soprani e Vittoria Corella
Dopo “La Società degli Spiriti” e La Lega dei Gentiluomini Rossi”, le due talentuose scrittrici hanno confezionato il terzo episodio della serie Victorian Solstice.  Mi riferisco al racconto:  I Figli del Pozzo di Carne



Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Casa EditriceLite
Pagine: 102 p.
Prezzo:  1,99 ebook
Serie: Victorian Solstice 

Episodio: 3




Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.





STILE: 9
STORIA: 8
COPERTINA: 7


 

Che dire! Splendido!

Iniziamo con ordine. Il titolo è già un chiaro indizio su ciò che le due autrici hanno elaborato per noi lettori. 
Il Pozzo di carne di Macklin Street era un luogo che non c’era… Era un luogo che non era un luogo, al crocevia di strade con nomi di re, una zona d’ombra in pieno sole, una pustola purulenta sul seno immacolato di una regina vergine”.

Il breve romanzo ha un inizio d’impeto travolgente, le autrici non si perdono in giri di parole, il mistero è presente fin dalle prime pagine, l’inquietudine ti avvolge complice le nebbie londinesi e ti cela l’avvicinarsi dell’Uomo Nero (Boogeyman). 
Attento lettore! Questa storia fa venire la pelle d’oca e non c’è via di scampo: si rimane ipnotizzati dall’evolversi vorticoso degli avvenimenti. Se avete paura del buio sappiate che Boogeyman non è più l’incubo dei bambini che non vogliono dormire, le loro paure diventano realtà. 

In questo racconto ritroviamo Jericho e Jonas che hanno preso possesso della casa 'Fine del Mondo'. La presenza di Jonas influisce positivamente sull’animo tormentato di Jericho.
“Jonas Marlowe che gli diceva che non era più solo… che respirava da qualche parte nella casa silenziosa. Lo assordava, quel respiro, perfino quando tentava di scivolare via, di perdersi nella tomba silenziosa che si portava dentro. Lo distraeva dal laudano. Lo distraeva da se stesso”.

Ma gli incubi del Medium continuano, hanno un unico nome: Cristophe Safire il cui ricordo si “anima” e diventa “presenza”.  
“Sei ancora molto romantico, Cristophe…Ci sono cose che non muoiono- disse il mago. Jericho evitava di guardargli le labbra. Sapeva che erano blu. Cianotiche.”

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Con questa “dolce follia” ha inizio la nuova avventura dei nostri gentiluomini che dovranno far luce sulle misteriose sparizioni dei bambini  del Mondo Di Sotto dove regna il Re Dei Topi. Ancora una volta Londra è il palcoscenico di un dramma che si svolge senza che nessuno se ne occupi. Le strade londinesi sono lo spartiacque tra il Mondo di Sopra e il Mondo Nascosto, regno delle fogne, dove vige la legge del Taglione. 
Jericho e Jonas riusciranno a ritrovare i bambini scomparsi? Cosa succederà?


Londra è una città misteriosa e pericolosa, divisa, da una immaginaria linea di confine, in due parti: il Mondo di sopra e il Mondo di sotto. La violenza, però, non conosce barriere e i nostri due eroi dovranno risolvere un caso misterioso che vede la scomparsa di un bambino di nome Ansel. In verità i bambini scomparsi sono tanti, la polizia non si cura di loro, ma possono Jericho e Jonas abbandonare dei teneri fanciulli a un atroce destino? Ma certo che no! Sicuramente la vita dei due gentiluomini non è tranquilla e piacevole. I fantasmi del passato non vogliono saperne di dileguarsi anzi “ritornano”. Ma non c’è tempo per perdersi nei ricordi che si personificano, bisogna agire! Il ritmo serrato della storia travolge il lettore che viene subito a contatto con personaggi molto, molto particolari…
Lancelot Mercyful, puntaspilli umano: 
“Era un giocattolo anche lui, una bambola di pezza con le cuciture in rilievo, un puntaspilli di carne e stoffa, gingillo e creazione del suo Giocattolaio”.
Galahad, fanciullo biondo dal volto paradisiaco ma dagli occhi da vecchio.
Tristan Mercyful, padre di Lancelot e Galahad, macellaio che vuol sempre accontentare i clienti.
“Tristan fischiettava sempre, quando lavorava, quando vedeva la sua bella moglie ammiccare civettuola agli altri uomini. Lui fischiava mentre lavorava con il coltello…”

E’ tutto un susseguirsi di colpi di scena in questo racconto che concentra in pochissime pagine un magnifico esempio di “palpitazione da lettura”. Leggendo, anzi divorando, questo romanzo mi sono resa conto che Federica e Vittoria hanno realizzato una storia avvincente che si colora con sfumature gialle e nere. Non si può rimanere passivi davanti a scene cruenti narrate senza la ricerca del particolare macabro, ma credetemi, sembra di leggere dei versi quasi poetici. Coraggio, follia, disperazione sono i sentimenti alla base dell’agire di Jericho e Jonas che dovranno combattere contro dei “Mostri che hanno fame”. Tra le pagine del racconto sgorgano lacrime, scorre del sangue, terrore e morte si mescolano in momenti ad altissima tensione. I protagonisti, tutti in egual misura, sono perfettamente descritti con un’analisi psicologica che rende tutto più reale. “Le parole” sono usate come un’arma anzi come la lama di un coltello.

Vittoria e Federica hanno dimostrato, ancora una volta, di essere in piena sintonia, scrivono amalgamando alla perfezione i loro “istinti letterari”. Le parole si piegano ai loro voleri, con molteplicità di termini, nomi fantasiosi, l’uso caleidoscopico dell’aggettivo. Queste scrittrici sono caratterizzate dall’avere una notevole potenza narrativa con uno stile diretto e personale. Con loro ogni emozione violenta si trasforma in un trionfo di delicate sensazioni a cui nessuno può sottrarsi. 

In attesa di sviluppi, che spero non tarderanno ad arrivare, sulla “dolce follia” di Jericho e “sulla trasformazione”  di Jonas, invito tutti a leggere “I Figli del Pozzo di Carne”. Non potete perdervi una storia che vi emozionerà tenendo alta la tensione, per tutta la narrazione, disegnando luci e ombre dell’animo umano.  Leggetela, è un consiglio di Aquila Reale!

11 commenti:

  1. Mi suona completamente nuovo e sembra interessante.

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    1. E' un' ottima possibilità per conoscere il Medium e il Poliziotto! Sarà sicuramente una lettura piacevole.

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  2. Confermo è bellissimo. Ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima. Io adoro la ditta J&J e la ditta F&V

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    1. Hai ragione! Le "due ditte" sono più che affidabili:)

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  3. Troppo, troppo gentile Aquila. I tuoi giudizi discendono sempre come un balsamo benefico sulle nostre anime esacerbate dalla grigia cenere dei giorni e ulcerate dalla mediocritas imperante.
    Ok, rimetto a dormire il Medium e ti ringrazio infinitamente per aver trovato ancora tempo per J&J e per noi ;)

    Federica

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    1. Per voi e per J&J ho sempre tempo! Complimenti, ragazze:) I vostri scritti sono sempre un'ottima lettura. Per la mediocritas imperante ci vorrebbe una magia. Forse dovreste risvegliare il Medium;)

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    2. Per una magia dovremmo resuscitare il Mago, più che altro... ma mi sembra sia chiaro per tutti che è meglio lasciare i morti dove stanno.

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  4. Nomina Liebster Award per il blog ^-^ http://peccati-di-penna.blogspot.it/2014/02/liebster-award-2014.html

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    1. Grazie, che gentile! Passo subito da te:)

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