sabato 5 aprile 2014

RECENSIONE "Premiata Ditta sorelle Ficcadenti" di Andrea Vitali


Salve a voi popolo di lettori.
Alcuni giorni fa, guardando la vetrina di una libreria, ho visto in bella mostra un libro che ha subito attirato la mia curiosità. E’ un libro dalla cover, per me, seducente perché mi ha subito fatto pensare alle atmosfere di paese dove, in un tempo ormai lontano, le donne ricamavano o cucivano sedute davanti alle loro case, chiacchierando dei fatti altrui. Quindi contravvenendo al sempre valido consiglio che non bisogna mai acquistare un libro per la copertina, ho fatto finta di non ascoltare “la vocina interiore” che mi richiamava all’ordine e , detto fatto, ho acquistato  
“Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti” 
di Andrea Vitali edito Rizzoli.






Autore: Andrea Vitali
Genere: Rizzoli su Amazon
Pagine: 340 p.
Prezzo: 18,50

Trama:
Bellano 1916. In una fredda serata di metà dicembre una fedele parrocchiana, la Stampina, si presenta in canonica: ha urgente bisogno di parlare con il prevosto. Suo figlio Geremia, che in trentadue anni non ha mai dato un problema, da qualche settimana sembra aver perso la testa per una donna: vuole sposarla o si butterà nel lago. L'oggetto del suo desiderio è Giovenca Ficcadenti, che insieme alla sorella Zemia ha appena aperto in paese un bottonificio, suscitando un putiferio di chiacchiere e sospetti. Come fanno ad avere prezzi così bassi per prodotti così buoni? Qual è l'origine di quel "Premiata" di cui fregiano la loro ditta? Quali traffici nascondono il giovedì sera? E come si può impedire all'ingenuo Geremia di finire vittima di qualche inganno? Sul loro passato si allungano molte ombre e servirà tutta l'astuzia dei compaesani - ma anche la loro ironia - per evitare guai più seri.




STILE: 9
STORIA: 9
COPERTINA: 9





E brave le sorelle Ficcadenti! Che mente!
1915 siamo a Bellano, ridente comune italiano situato sulla sponda orientale del Lago di Como di manzoniana memoria.
La Grande Guerra fa da sfondo alle vicende delle sorelle, anzi sorellastre, Ficcadenti: Giovenca, bella come il sole, e Zemia brutta brutta che “a incontrarla di notte c’era da credere che i morti ogni tanto uscissero dalla tomba”. Un giorno le “sorelle”giungono in paese per inaugurare la loro merceria:

“La Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti

È lieta di annunciare

La sua prossima apertura

Il giorno Mercoledì I° Dicembre

Merci di prima qualità e prezzi imbattibili

Vi attendono”

Ma chi sono queste sorelle? 
Perché di loro non si sa niente?

Basta il loro arrivo, a Bellano, per dar vita a un turbinio di chiacchiere e sospetti. Perché la loro ditta è definita “Premiata”? Come mai la merce di alta qualità è venduta a prezzi così concorrenziali? Perché la Giovenca, ogni giovedi, si allontana da Bellano la mattina presto per farvi ritorno a sera? 
Quanti interrogativi animano le giornate dei bellanesi e soprattutto una fedele parrocchiana, la Stampina, che sembra perdere il lume della ragione quando suo figlio Geremia, per tutti “lo scemo del villaggio”, annuncia di voler sposare la Giovenca. Se non riuscirà nel suo intento, il ragazzo si butterà nel lago ponendo fine alla sua misera vita. Come risolvere la questione, a chi rivolgersi? Niente di più facile: la Stampina si reca in canonica per richiedere l’aiuto di Don Primo Pastore il prevosto del paese.
Iniziano così delle indagini che vedranno coinvolti la perpetua, il brigadiere…e i mille occhi del paese.
Pian piano la verità verrà svelata, una verità inquietante, un piano diabolico, in cui Geremia è una pedina sacrificale.
Leggendo questo romanzo mi sono ritrovata in una storia di altri tempi. Tempi lontani ma vividi e presenti per Andrea Vitali che descrive la vita e le voci di paese con molta maestria. La figura del prevosto è tratteggiata con precisione e un tocco d’ironia, c’è poi la perpetua, Rebecca, che vede “ovunque il fiammeggiare del diàol bestia”; il maresciallo dei Regi Carabinieri Aristemo Citrici sempre pronto a intervenire per garantire  la quiete pubblica. Quanti nomi strani in questo romanzo. La Stampina, la Giovenca, il Pazienza, Rigorina, Estatina Sommagiunta, il Trionfa. 
Nomi propri molto particolari che descrivono in primis il personaggio indicandone le caratteristiche fisiche o morali. Tutti hanno un ruolo ben preciso nell’evoluzione degli eventi che vengono narrati alternando il presente e il passato in modo da ricomporre un mosaico fatto di verità e di bugie. In fondo nessuno mente ma ogni personaggio dice la sua verità condita dalla propria morale che riflette l’arguzia di coloro che hanno un piano ben preciso da portare avanti e vi si dedicano con assoluta devozione.

“Tieni per te il segreto delle tue azioni e sarai tu l’unico giudice di te stesso”.

 Tra le pagine di questo romanzo ritroverete la Provincia fonte di innumerevoli storie che si intrecciano abilmente in un rincorrersi di strategie messe in atto a cuor leggero. La lettura è piacevole, molti i detti dialettali e i proverbi, spassose alcune pagine in cui i personaggi riflettono ed espongono le loro teorie come “Lo sviluppo del ravanello” formulata da Rigorina per spiegare a Giovenca “certe cose della vita”.                

Piacevolissimi alcuni modi di dire che racchiudono la saggezza popolare:

“Il prevosto era nelle pettole”
“Scopa nuova, scopa bene”
“Chi muore giace, chi vive si dà pace”
“Di venere e di marte né si sposa né si parte”
“Via el gàt, bàla i ràt”

Questo libro si legge velocemente ma vi consiglio di gustare lentamente la caratterizzazione dei personaggi, il loro “pensare” e il rapportarsi con una quotidianità sempre diversa a seconda dei punti di vista. Le menti geniali elaborano continuamente strategie “di vita”, imbrogli e sotterfugi si rincorrono vivacemente, tutto all’ombra del tempo che fu!

Vi trascrivo alcuni commenti su questo libro che, come riportato sull’aletta sinistra della cover, “ è come le chiacchiere di paese: quando inizia non si può più fermare”:

“Di fronte a uno che sa raccontare, che ha la felicità del racconto, ti senti grato.” -Andrea Camilleri

“I suoi libri sono premiatissimi: dal pubblico che li attende e dalle giurie letterarie che li annunciano ogni volta come una rivelazione.”
-Concita De Gregorio, “la Repubblica”

        

11 commenti:

  1. mi manca vitali, tra le mie letture, ma i pareri su quest'autore son sempre positivi, quindi credo che proverò!!

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  2. A esser sincera questo è il primo libro che leggo di Andrea Vitali. Sicuramente leggerò altri suoi scritti.

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  3. Questa è proprio la recensione che mi aspettavo da te! Precisa, perfetta, ironica come l'autore del libro. Felice che, per una volta, tu abbia ceduto ad una bella copertina che, come hai avuto modo di appurare, racchiude anche un bel libro!

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    1. Grazie Laura per i tuoi complimenti:) E' facile scrivere una recensione interessante quando si ha a disposizione un ottimo romanzo. A dir la verità, anche il libro che ora ho in lettura "Acciaio" di Silvia Avallone è stato un acquisto impulsivo. Adoro le copertine rigide:) A presto.

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  4. Scopa nuova scopa bene, iN dialetto "scua nua scua bee" a casa mia si dice un sacco, frase ereditata dai nonni, non per niente abitavano non lontano da Bellano.

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    1. Anche i miei nonni facevano spesso uso di modi di dire. Era un intercalare normale nel parlato quotidiano per sottolineare, approvare o meno i fatti che scandivano il trascorrere delle giornate:) Un saluto.

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  5. A casa ho un bel po' di libri di Vitali ma, non so spiegarmi bene il perché, fino a qualche settimana fa non avevo mai preso in considerazione l'idea di leggerli (sono tutti di mia madre). Poi un giorno ero in aereo, il libro che avevo non mi piaceva e mi faccio prestare il libro da mia mamma, che al momento non stava leggendo. Bum, è amore.
    Le sorelle Ficcadenti sono lì sul comodino che aspettano con ansia il loro turno, e io che aspetto con ansia di finire altre letture e dedicarmi a loro! :)

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    1. Anche per me Vitali è stato una rivelazione. Non avevo letto nulla di questo scrittore ora aspetto con ansia il 28 aprile, data che vedrà la pubblicazione di un nuovo romanzo dell'autore. il titolo sarà "Quattro sberle benedette".

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    2. Sì sì sapevo della prossima uscita... prima o poi li leggerò tutti. Ogni volta che avrò voglia di distrarmi con qualcosa di piacevole e leggero

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  6. Ho scoperto Andrea Vitali una decina di anni or sono con "Una finestra vistalago" e non l'ho più abbandonato (acquistando in blocco anche i suoi precedenti). Non tutti i suoi libri hanno calcato la strada dell'eccellenza, ma la media è sempre stata elevata: merito di una straordinaria capacità narrativa che trae il massimo anche dal poco. Leggere "Premiata ditta sorelle Ficcadenti" è stato semplicemente piacevole. Grazie Andrea. Sei proprio un signor Scrittore!

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  7. Ho appena finito di leggerlo. Belle le storie popolari, di paese, per me racchiudono sempre della gran saggezza.. e questo libro ha dato voce al chiacchiericcio, ai detti, agli intrighi, ai nuovi abitanti che sono forestieri che destano sospetto,ai prevosti e a alle perpetue di tutti i tempi! Insomma.. mi ha affascinato. Però la narrazione è stata eccessivamente allungata e poi contorta forse per dare un tocco noir..però inconcludete e ho perso il filo! Consigliato? Ni. Si, se piacciono le storie popolari

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