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lunedì 9 febbraio 2026

RECENSIONE | "Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs

"Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs, Edizioni Piemme, è una tragicommedia su quattro amiche sessantenni che pianificano di uccidere i loro mariti per intascare le loro polizze vita milionarie. La storia mescola il drammatico e il divertente, spesso affrontando tematiche profonde con un approccio ironico e leggero.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
Le amiche di sempre
Sue Hincenbergs

Editore: Piemme
Pagine: 416
Prezzo: € 19,90
Sinossi

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. Una divertentissima storia di amicizia, matrimoni fin troppo lunghi e idee diaboliche, che cattura dalla prima risata all'ultimo colpo di scena.





Si torna sempre allo stesso punto. I nostri fottuti mariti. I nostri fottuti mariti che hanno perso tutti i nostri soldi e rovinato le nostre vite. Io ho sessantatrè anni. Non dovrei trovarmi in una situazione di merda come questa.

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le migliori amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che poi si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze e un nuovo sogno prende vita. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo che si legge con il sorriso sulle labbra ma lascia un retrogusto amaro riflettendo sui rapporti d'amore e d'amicizia. Siamo al cospetto di una commedia degli equivoci che indaga lo stato di salute di matrimoni fin troppo lunghi e vede il nascere di idee diaboliche per riprendere in mano la propria vita. Si procede speditamente con la lettura solcando mari di equivoci, incomprensioni e voglia di cambiamento. La rotta tracciata incrocia temi importanti come l'amore di lunga durata, l'amicizia, la mezza età e il rispetto. 

I personaggi, impegnati in questa storia ad alto rischio, sono legati da una profonda amicizia: 

Hank, marito di Pam, è responsabile del locale Casinò; 

Dave, addetto alle slot machines dello stesso Casinò, è il marito di Marlene; 

Larry, dirigente bancario, è sposato con Nancy; 

Andre, proprietario di un servizio di corrieri, è il marito di Shalima. 

Alla morte di Dave, le amiche fanno una sorprendente scoperta: i loro mariti hanno taciuto la verità sostituendola con una bugia. Inizia così un effetto domino che coinvolgerà tutti tra malintesi, ripensamenti (pochi) e decisioni tragicomiche (molte). 

Le amiche, con i rispettivi mariti, sono donne desiderose di vivere ancora appieno le loro vite. La pensione è più un miraggio che una certezza. Spesso si lasciano andare a cari ricordi, ripercorrono le scelte del passato sempre fatte con amore e fiducia. Poi l'amore cambia con il passare del tempo, l'emozione e le farfalle nello stomaco dei primi anni diventano un lontano ricordo. I rapporti di coppia diventano un percorso che richiede comprensione, dedizione e la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni della vita. I nostri complicati, fragili e un po' folli protagonisti del romanzo, sapranno ritrovare la retta via? 

Per complicare ancora di più gli eventi, c'è Hector, un barbiere di El Salvador noto per "fare ciò che va fatto" e che si rivela un sicario-filosofo. La donna che ha conquistato il suo cuore è Brenda. Hector vigila con amore sulla vita della moglie, elimina dalla sua strada tutti i sassolini che potrebbero crearle dei problemi. Il suo mantra è "Moglie felice, vita felice". 

Conosceremo poi Padma, la giovane direttrice del Casinò, tartassata da una madre potente in odore di malavita e da una sensale di matrimoni. Lei vive in perenne equilibrio sul tacco 12 ed è "Una persona sostanzialmente buona abituata a fare cose cattive". I personaggi sono moralmente ambigui, alcuni sono odiosi, altri, come l'adorabile cane Elmer, sono adorabili. C'è anche un gruppo di gangster di Mumbai pronti a dar voce alle loro pistole. Tutti insieme tessono una moderna ragnatela dark. 

L'autrice non copre le tracce di nessuno, noi lettori sappiamo esattamente ciò che succede. Si gioca a carte scoperte tra dure verità e improbabili decisioni. Sorridendo si scopre il vaso di Pandora delle relazioni sia quelle tra i coniugi, sia quelle con i loro amici. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo irresistibile, poco probabile ma divertente in cui ogni tessera del puzzle trova il suo posto. É un mix di emozioni e sorrisi, di cuore e umorismo, di riflessione e speranza. Il finale prevedibile non toglie nulla al romanzo anzi è perfettamente in linea con la storia che scorre, dopo un placido inizio, come un fiume che corre impetuoso verso la cascata. Tenetevi forte e buon divertimento!  

martedì 29 luglio 2025

RECENSIONE | "La cameriera silenziosa" di Mary Watson

"La cameriera silenziosa" (Piemme, traduzione di Cristina Ingiardi) è il primo romanzo pubblicato in Italia della pluripremiata autrice sudafricana Mary Watson.

La cameriera silenziosa non è la polvere che vuole trovare... É il marcio. 

Esmie pulisce le case dei ricchi. Invisibile, osserva e annota. Ma ora è tornata per vendicarsi.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 7
La cameriera silenziosa
Mary Watson

Editore: Piemme
Pagine: 416
Prezzo: € 19,90
Sinossi

Esmie è invisibile. È soltanto una donna delle pulizie dall'accento straniero di cui nessuno si interessa. Con la sua uniforme, leggings e piumino per spolverare, può esplorare le case dei ricchi senza essere notata. Un'estranea che si muove silenziosa ai margini delle vite privilegiate degli altri. Ma mentre attraversa l'esclusivo quartiere residenziale dei Woodlands, pulire è l'ultimo dei suoi pensieri. Calpestando in silenzio parquet lucidi e tappeti soffici come nuvole, Esmie raccoglie i resti di matrimoni distrutti, inganni nascosti e fallimenti. Custodisce quei frammenti, li tiene al sicuro. Per ora. Perché uno dei residenti le ha portato via la persona che amava di più. Non è lì per pulire. È lì per vendicarsi. E userà le armi che i suoi datori di lavoro le hanno affidato senza saperlo, insieme alle chiavi delle loro case: i loro stessi segreti...





Si muove tra le stanze della tua casa, discreta, invisibile, spietata, conosce tutti i tuoi segreti e li userà per distruggerti. Esmie è invisibile. È soltanto una donna delle pulizie dall'accento straniero di cui nessuno si interessa. 

Esmie è destinata a essere invisibile. Addetta alle pulizie in un esclusivo complesso residenziale irlandese, Esmie si confonde con l'ambiente, entrando e uscendo da cucine e cabine armadio, osservando la vita domestica perfetta dei suoi clienti. Queste famiglie privilegiate vedono solo una donna silenziosa con uno straccio in mano, che parla con un accento che non si preoccupano di identificare. Esmie sa bene che i suoi datori di lavoro non la vedono veramente. Per loro è una straniera che pulisce i loro pasticci. Esmie è venuta in questo quartiere per un solo scopo, uno solo. Vendetta. Armata di uno spolverino e di un piano astuto, Esmie potrebbe presto ritrovarsi invischiata con le stesse persone che era venuta a distruggere. Tra loro, infatti, si nasconde chi le ha portato via la persona che ama di più. 

"La cameriera silenziosa" è una storia cupa che scava nelle illusioni dorate di una società protetta, rivelando le scomode verità che si celano dietro le sue levigate facciate di privilegio. È un thriller a lenta combustione che prende fuoco nella parte finale, le informazioni sono date con grande parsimonia e i personaggi, ricchi e snob, non brillano per amabilità anzi sono decisamente antipatici. Non sono riuscita a legare con nessuno di loro, anche Esmie non è una narratrice del tutto affidabile. Tutto concorre a creare una trama che si sviluppa in una duplice linea temporale costellata da violenza domestica, matrimoni finiti, inganni silenziosi e fallimenti, senso di superiorità. 

È una lettura piacevole con una protagonista che si aggira ai margini del privilegio e usa i segreti dei padroni di casa come arma per ottenere la sua vendetta. Il noir domestico è un biglietto per un viaggio psicologico nella società dove si muovono persone non del tutto integrate e che svolgono un lavoro invisibile. Esmie ha un posto in prima fila per osservare la vita dei suoi padroni che, nel consegnarle le chiavi di casa le hanno affidato anche i loro lati più privati e nascosti. 

"La cameriera silenziosa" si propone come un apprezzabile gioco di scatole cinesi. I personaggi si muovono su un territorio moralmente scivoloso, dove fanno bella mostra di sé le dinamiche, le invidie e le relazioni che intercorrono tra loro. Il romanzo mostra un mondo opaco, all'apparenza tranquillo, spesso crudele, abitato da maschere e falsità. I piani narrativi sono apparentemente semplici. La storia, narrata dall'inaffidabile Esmie, si frantuma in tanti piccoli quadri che ci permettono di conoscere "i privilegiati" tenuti sotto osservazione dalla protagonista. 

Conosceremo Amber e suo marito Linc, Ceanna, che ha perso marito e figlio in un incidente stradale, Isabelle e il consorte Paul. Con loro respireremo un'aria pregna di avidità, di benessere materiale, di gelosie. Tutti si lasciano guardare e ammirare, ma celano la loro vera essenza. Scoperchiando l'immortale vaso di Pandora, vedremo in azione un accademico ossessionato da una poetessa defunta; un medico che esercita un controllo coercitivo sulla moglie; una moglie che ama intrattenersi con i giovani studenti del marito. 

"La cameriera silenziosa" è un arco teso alla ricerca della verità. Ho letto questo libro con piacere trovandomi al cospetto di una montagna di segreti. Ciò che mi ha maggiormente coinvolta è il quadro, che l'autrice dipinge, di una società ricca di anfratti oscuri. 

Dietro alle relazioni ufficiali, ai sorrisi smaglianti, al benessere economico, si nascondono silenzi, manipolazioni, verità che nessuno vuole ascoltare. Del romanzo si apprezza la tensione che nasce dalla "ricerca", tra i non detti e le menzogne, tra apparenza e verità. 

É una storia che si riflette in specchi deformanti, che apre finestre su microcosmi chiusi, che porta la luce in situazioni buie. Dubbi e inquietudini, rivelazioni e ossessioni, modellano "chiavi" per aprire stanze chiuse, casseforti, in cui sono custoditi segreti da strappare all'oblio. Ogni personaggio è intrappolato in un dolore, in una lacerazione che cerca di nascondere. La fiducia non abita nelle pagine appena lette, ogni rivelazione può essere un inganno. Il male non alza la voce, non dà spettacolo, è silenzioso e agisce nell'ombra, nascosto nella quotidianità. Le sue conseguenze, invece, possono essere molto evidenti e dolorose. 

"La cameriera silenziosa" è un'ombra silenziosa, ma sempre presente, che conosce ogni angolo della casa e ogni segreto dei suoi abitanti. Da leggere tra parole e silenzi.

giovedì 2 marzo 2023

RECENSIONE | "Le segnatrici" di Emanuela Valentini

“Le segnatrici” (Piemme Editore), è il debutto nel thriller della scrittrice, Emanuela Valentini. Se volete provare brividi freddi non avete altra scelta che seguire l’autrice tra i vicoli di pietra di Borgo Cardo, un paesino immaginario tra le montagne dell’Appennino, per scoprire l’antica tradizione della segnatura, una specie di medicina popolare tramandata oralmente dalle segnatrici. Sulla copertina del libro leggiamo tre brevi frasi che riassumono il senso di questa tradizione secolare:

 Un segno per curare. Uno per proteggere dal male. Uno per uccidere.

Chi sono le segnatrici? Una figura tradizionale italiana che in pochi conoscono, è colei che sa riconoscere e scacciare il male.

Ti seguo e ti incanto. Sangue resta in te. Sangue resta in te. Io ti seguo, ti incanto e ti ordino di fermarti.
STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 7
Le segnatrici
Emanuela Valentini

Editore: Piemme
Pagine: 384
Prezzo: € 18,50
Sinossi
Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell'Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologico di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità. Al ritorno nella routine bolognese, il desiderio è quello di dimenticare. I segreti, gli amici d'infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano. Finché scompare un'altra bambina: Rebecca. Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla. Dopo il funerale Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l'antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei. Un legame che sa di promessa. Un filo rosso che unisce il passato di Sara, schiava della convinzione di dover salvare tutti, con un incubo appena riemerso dall'oblio. Mentre il paese si mobilita per ritrovare Rebecca, la donna è costretta a tornare. È l'inizio di una discesa negli inferi dell'Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo attraverso strade, boschi, abitazioni e volti che lei aveva imparato a cancellare dalla memoria, e che ora diventano luoghi neri in cui cercare una bambina innocente. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione delle segnatrici? In una sfrenata corsa contro il tempo per scoprire chi ha rapito Rebecca e riuscire a salvarla prima che sia troppo tardi, Sara dovrà scendere a patti con una parte di sé messa a tacere ventidue anni prima. A costo di perdersi nel labirinto dei ricordi e non trovare più la via d'uscita.


“Chi sono le persone in questo disegno?”

“Sono quelle che ho ucciso.”

“Ma hai solo otto anni.”

“Le ho uccise quando ero grande.”

Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell’Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologo di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità. Tornata a Bologna, il suo unico desideri è quello di dimenticare. I segreti, gli amici d’infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano. Finché scompare un’altra bambina, Rebecca. Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla. Dopo il funerale Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l’antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei. Un legame che sa di promessa. Un filo rosso che unisce il passato di Sara, schiava della convinzione di dover salvare tutti, con un incubo appena riemerso dall’oblio. Sara ritorna al paese dove tutti cercano Rebecca. È l’inizio di una discesa negli inferi dell’Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione delle segnatrici? Per salvare Rebecca, Sara dovrà scendere a patti con una parte di sé messa a tacere ventidue anni prima. A costo di perdersi nel labirinto dei ricordi e non trovare più la via d’uscita.

Come medico avevo sempre nutrito una certa repulsione per le cure naturali, l’omeopatia, la medicina olistica e le stregonerie di montagna, e non avrei certo cambiato idea quel giorno… La segnatura doveva essere una gran bella cosa nell’antichità, quando i borghi erano davvero isolati dal resto del mondo e il rimedio della guaritrice poteva alleviare dolori, far nascere bambini, vincere un male che era solo nella testa, ma oggi non trovava il minimo spazio nella percezione della cura e non potevo credere che tutte quelle persone avessero fatto uso del sapere della grande Vecchia quando a pochi chilometri da Borgo Cardo esistevano ottime realtà ospedaliere.

Devo ammettere di non aver mai sentito parlare di queste guaritrici che hanno il compito di curare, ma per far ciò devono affrontare il male faccia a faccia e questo le rende delle figure inquietanti. Hanno  davvero il potere di guarire o tutto si può spiegare razionalmente? Io adoro il mistero e per un momento metto in stand by la ragione e leggo la storia di Emanuela che parla di malocchi e di segnatrici che sapevano curare il male attraverso segni e frasi sussurrate. Storie alla base di questo thriller psicologico, con sfumature soprannaturali, per scoprire i segreti del paesino di Borgo Cardo e salvare una bambina innocente.

“Le segnatrici” è un romanzo dall’ambientazione montana molto suggestiva, siamo sull’Appennino Emiliano e qui ogni paese, con piccole variazioni legate alla tradizione, ha le sue segnatrici che esistono ancor oggi. Una caratteristica della segnatura è saper parlare il linguaggio del male a cui bisogna lasciare sempre una via d’uscita. La conoscenza si trasmette oralmente: le segnatrici più anziane, la notte di Natale o in altri momenti particolari dell’anno, trasmettono l’insegnamento delle parole e dei segni ad altre donne più giovani.

“Le segnatrici” è un thriller raffinato fatto di luci e di ombre, di cupi paesaggi e gotiche presenze che si palesano, è il risveglio di antichi demoni, una danza di superstizione e scienza. Il romanzo ha un fascino che conquista, spaventa, sorprende, fa riflettere e sicuramente non lascia indifferente il lettore.

“Le segnatrici” è un romanzo dall’incipit che cattura e apre le porte a una vicenda misteriosa e dal fascino senza tempo. Il bene e il male si mostrano come facce della stessa medaglia, si contrappongono e si rincorrono con la fluidità che caratterizza un buon thriller. C’è suspense, domande irrisolte, sensi di colpa e si percepisce la presenza di oscure forze. Leggendo il romanzo mi sono sentita partecipe della vicenda come se la stessi vivendo in prima persona. L’atmosfera di mistero che caratterizza la storia contribuisce a tenere il lettore incollato alle pagine per scoprire cosa succederà. La suggestione del bosco, “immobile, nero, attento”, mi ha coinvolta. È come se un’energia profonda leghi uomini e natura. L’ambientazione silvestre diventa uno spazio dove i confini del reale si addentrano nel fantastico costringendoti ad abbandonare le certezze per entrare nelle terre dell’ignoto. Custode dei segreti vi svelerà il volto del male con passaggi intrisi di bellezza nera.

Oltra alla cornice della suspense e dell’avventura, i temi affrontati sono importanti: il rapporto tra genitori e figli, la complicità nell’amicizia, l’elaborazione di una perdita, il fascino malsano del denaro. Assisterete a incontri fuori dalla norma, voci arcane per incontri onirici che sono lo specchio rovesciato di un’accusa, di una condanna, di una profonda richiesta di giustizia. La voce del tempo, la voce di chi non c’è più, la voce di un’età rubata all’innocenza sono sussurri che popolano la periferia del cuore della protagonista coinvolta, suo malgrado, in una vicenda di violenza e di rinascita. Una vicenda in cui i sentimenti sono ancora una luminosa avventura che illumina il buio del male.

giovedì 5 ottobre 2017

RECENSIONE | "L'uomo di neve" di Jo Nesbø

La recensione odierna riguarda un thriller scritto da Jo Nesbø, autore noto non solo nella sua Norvegia ma in tutto il mondo.

“L’uomo di neve”, edito Piemme, vincitore nel 2007 del Norwegian Booksellers’ Prize, diventerà un film diretto dallo svedese Tomas Alfredson.
Le riprese del film sono iniziate a gennaio 2016 in Norvegia proprio nei luoghi natali di Hole, il protagonista seriale di ben 11 thriller firmati Nesbø. 

A interpretare il commissario Herry Hole, Michael Fassbender. Il film verrà distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 12 ottobre ( Trailer ).

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7
L'uomo di neve
Jo Nesbø

Editore: Piemme
Pagine: 530
Prezzo: € 14,00
Sinossi
La città di Oslo è avvolta nel buio e i primi fiocchi di neve cadono leggeri imbiancando le strade. Birte Becker è appena tornata a casa dal lavoro quando, fuori dalla propria finestra, nota un pupazzo di neve che sembra scrutarla. Poche ore dopo, Birte scompare senza lasciare traccia. Unico indizio, un pupazzo di neve avvolto nella sciarpa della donna, all'interno del quale viene ritrovato anche il suo cellulare. Il commissario Harry Hole, chiamato per indagare sulla misteriosa scomparsa, si getta a capofitto nel caso per sfuggire ai fantasmi che lo perseguitano giorno e notte e alla notizia che lo ha gettato nel baratro dopo mesi di astinenza dall'alcol e di buona condotta: Rakel, l'unica donna che abbia mai amato, sta per sposarsi. Appena inizia a indagare sulla scomparsa della Becker, Harry si rende conto che il caso ha moltissime somiglianze con altre sparizioni misteriose avvenute a Oslo negli ultimi vent'anni. La procedura è sempre la stessa: una donna, sposata con figli, scompare nel nulla, nella notte in cui sulla città cade la prima neve. Hole è l'unico che può avvicinarsi alla verità, perché il male, subito e inferto, lo conosce molto da vicino e può calarsi pienamente nella testa del serial killer. La scoperta, però, sarà più amara e sconcertante del previsto, perché la mano in grado di perpetrare quegli orrendi crimini è molto più vicina di quanto Harry si sarebbe mai immaginato. 

Presto nevicherà. E allora i pupazzi di neve torneranno. E quando la neve si scioglierà, avrà portato qualcuno con sé. Quello che dovrai chiederti è: “Chi ha fatto il pupazzo? Chi fa i pupazzi? Chi ha dato alla luce The Murri?”. Nemmeno l’Uomo di neve lo sa.
Harry Hole è un commissario rude, dai metodi poco ortodossi. Ha un difficile rapporto con l’alcol, è un lupo solitario. La sua pessima fama unita a una dubbia moralità e a un temperamento poco malleabile ne fanno un soggetto dalle mille sfaccettature ma dal forte acume investigativo. Toccherà a lui e alla sua squadra scoprire chi è l’uomo di neve. In una Oslo imbiancata dalla prima neve dell’anno, una donna scompare senza lasciare traccia. L’unico indizio è un pupazzo di neve che ha, attorno al collo, la sciarpa della vittima. Quando una misteriosa e inquietante lettera giunge a Hole, il commissario dovrà affrontare questa sfida. Uno spietato serial killer agisce indisturbato distribuendo le sue vittime in un lasso di tempo molto lungo. Per vent’anni, la prima nevicata è stata accolta con un violento omicidio, i cadaveri non sono mai stati ritrovati, i collegamenti mai realizzati, le misteriose sparizioni mai risolte. A Hole il compito di scoprire che cos’é The Murri e fermare l’Uomo di neve.

Lo ammetto, per leggere “L’Uomo di neve” ho fatto le ore piccole. Per la serie “un altro capitolo e poi basta”, mi sono lasciata catturare dal fascino nero di questo libro. Hole, protagonista indiscusso, non è un uomo perfetto, non è un integerrimo e tradizionalista commissario di polizia. Mi piace questo cocktail di pregi e difetti. Harry Hole ha un temperamento poco malleabile, è un lupo solitario, pessima fama e dubbia moralità. È un poliziotto rude dai metodi poco ortodossi ma è dotato di un forte acume investigativo e un profondo senso di giustizia. Le sue indagini non seguono i normali canoni investigativi e ciò introduce un approccio diverso alla ricerca del serial Killer. A dir il vero ho individuato quasi subito il possibile colpevole ma ciò non ha diminuito il fascino della lettura. La trama, complessa e ben articolata, mostra spesso situazioni che si possono interpretare in modo opposto. Hole conosce il male e riesce a calarsi nella mente del serial killer. Questo lato psicologico del thriller mi ha mostrato il coinvolgimento personale dell’investigatore sempre in lotta con le sue dipendenze. Ciò crea continui colpi di scena che nascono da false tracce che inducono a erronee conclusioni. Faticosa la lettura? No, le 531 pagine del libro volano via con la partecipazione di personaggi pieni di difetti ed eccessi ma ben tratteggiati. La tensione è palpabile e ogni capitolo ne aumenta l’intensità. Unico difetto i nomi dei luoghi e di alcuni personaggi: impronunciabili, almeno per me!

Ora non mi resta che salutarvi e augurarvi una buona lettura :)

lunedì 18 settembre 2017

RECENSIONE | "Dietro i suoi occhi" di Sarah Pinborough

“Dietro i suoi occhi” è un thriller psicologico con una goccia di paranormale. Il tutto nasce dalla penna della scrittrice inglese  Sarah Pinborough. Se dovessi ridurre ai minimi termini la trama di questo thriller direi che ci troviamo in presenza di due “amiche”, un marito e un amore diventato ossessione.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 6
Dietro i suoi occhi
Sarah Pinborough (traduzione di R. Salerno)

Editore: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: € 19,50
Sinossi
Louise vorrebbe dire ad Adele tutta la verità, anche se si sono appena conosciute. Anche se Adele le sembra una donna così fragile, tormentata com'è dall'insonnia e dalla solitudine. Louise vorrebbe dirle che quella sera, al bar, quando è entrato quell'uomo, lei ha provato qualcosa che, nella sua vita di madre single, non provava da tempo. Vorrebbe dire ad Adele che le dispiace di averlo baciato. E che non poteva sapere che quell'uomo era suo marito. Anche Adele ha i suoi segreti. Non fa parola della nuova amica con David. E nasconde a Louise ciò che accade quando, nella loro splendida casa nel cuore di Londra, lei e il marito sono finalmente soli dietro porte chiuse. Così come ogni giorno, da anni, Adele nasconde a tutti quello che accade nella sua mente. Là dove nessuno può spiarla. Perché tante bugie, si chiede Louise? Divisa tra il suo fascinoso amante e la nuova, bellissima amica, soffocata dal castello di menzogne che lei stessa ha costruito, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David. Sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai.





Per fidarti della verità di una cosa, devi provarla sulla tua pelle. Non devi aver paura di sporcarti con il fango, di riempirti le unghie di terra. Devi scavare a mani nude per portarla alla luce.
“Dietro i tuoi occhi” può sembrare, a prima vista, la storia di un triangolo amoroso. Al centro della narrazione c’è un matrimonio basato su molti segreti e le voci dei personaggi appaiono subito inaffidabili. Ognuno racconta la sua verità mentre il grande burattinaio, celato agli occhi del lettore, muove le fila di una storia che vi porterà nei meandri di un’esistenza misteriosa e pericolosa. Ora vi racconterò a grandi linee gli eventi che daranno vita a una storia ricca di colpi di scena, con un finale che mi ha trovata impreparata. Un finale da incubo.

Le protagoniste sono Louise e Adele. Le due donne sono appena diventate amiche e non sanno di condividere già inquietanti segreti. Louise, in un bar affollato, ha conosciuto un uomo sconosciuto e affascinante. Il suo cuore ha ripreso a battere con desiderio baciando quell’uomo che non sapeva fosse il marito della sua nuova amica.

Adele è una donna molto bella, sempre curata nell’aspetto elegante. È sposata con David, l’uomo sconosciuto, e nasconde molti scheletri nell’armadio. Adele e David sono intrappolati in un matrimonio diventato una prigione con sbarre-menzogna e divorati da una lotta interiore che nasce da demoni mai pacati. Louise vorrebbe aiutare Adele, moglie sottomessa, a riconquistare la libertà da un marito che appare maniaco del controllo, possessivo e con una grave dipendenza. Adele, Louise, David: il triangolo amoroso è servito. Sbagliato! C’è di più, molto di più.

“Dietro i suoi occhi” è un thriller che incrocia la strada del paranormale aumentando, così, il coinvolgimento del lettore conducendolo per i sentieri impervi dell’animo umano. Le voci dei protagonisti si alternano in un racconto corale che dissemina indizi, qua e là, quasi per caso. Io mi sono lasciata prendere dalla storia e devo confessarvi di non aver provato solidarietà con nessun personaggio. La bravura della scrittrice mi ha indotta a non saper più a chi credere, ogni voce narrava la sua verità. Le due donne con vite diverse e diverse esperienze avevano un destino in comune. Erano unite nel nome di David.

Per cercare di scoprire dove si nascondesse la verità, ho letto il libro in breve tempo. Quando credevo di aver compreso tutto o quasi tutto, mi sono ritrovata a parare i colpi bassi dell’autrice che davano una nuova interpretazione agli eventi. Alcune volte gli eventi erano ripetuti, da punti di vista diversi, e ciò ha conferito , in alcuni passaggi, una decelerazione del ritmo narrativo. Pagina dopo pagina le domande si sono moltiplicate nella mia mente, il detto-non detto impera, la verità si moltiplica. Questo romanzo è come un’enorme ragnatela tessuta con abilità e pazienza. Ma chi è il cacciatore? Chi la preda?

Come ho già scritto, questo romanzo è un thriller psicologico che si intreccia con alcuni elementi tipici del romanzo paranormale.  Nel thriller classico la tensione nasce dalla ciò che succede nella realtà, dalle situazioni di pericolo. Si crea, nel lettore, curiosità, sorpresa, incertezza, ansia. Sicuramente in questo romanzo non troverete scie di sangue ma vi ritroverete nei meandri della psiche. Assisterete a duelli mentali ed emotivi tra i protagonisti. Le menzogne, i segreti, prendono vita e si trasformano in eventuali trappole mortali segnando un confine pericoloso da oltrepassare. Il finale sorprendente mi è piaciuto tantissimo perché mi ha permesso di mettere la razionalità da parte per aprire la mente al mondo dei…

No, miei cari! Il finale non lo svelerò, non vi priverei mai del piacere scaturito da un’inaspettata virata del thriller verso un mistero che poi tanto mistero non è. Vi ritroverete a pensare: “Possibile?”

Sì. Il potere della mente è ancora inesplorato, quindi tutto può accadere. Conclusa la lettura del romanzo mi sono fermata un attimo a riflettere chiedendomi se ci fosse un vincitore, un personaggio che avesse appagato i propri desideri. Secondo me non ha vinto nessuno.

giovedì 3 agosto 2017

RECENSIONE | “La donna nella pioggia” di Marina Visentin

Carissimi lettori, dopo una breve pausa riprende l’attività del blog con la recensione di un thriller psicologico dal titolo accattivante visto il caldo infernale che Lucifero regala a tutti noi.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
La donna nella pioggia
Marina Visentin

Editore: Piemme
Pagine: 420
Prezzo: € 17,50
Sinossi
Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della mia vita. Invece. Stella Romano non saprebbe dire quando le ore che compongono le sue giornate abbiano cominciato a scomparire. In una quotidianità senza imprevisti, scandita dalle attività ripetitive e confortanti delle figlie, dai viaggi di lavoro del marito, dai piccoli gesti di una vita agiata in cui continua a sentirsi un'estranea, a Stella mancano dei momenti; ore intere di cui non ha alcun ricordo, in cui compie azioni che poi si smarriscono nelle profondità della mente, in cui diventa un'altra persona. Un giorno, anche il vaso di sua madre - unico legame con la donna scomparsa quando lei aveva tre anni - va in mille pezzi: è il segno tangibile che qualcosa non va, davvero, e Stella non può più fingere indifferenza di fronte a ciò che sta accadendo. Deve andare fino in fondo, riaprendo pagine dolorose della sua vita. Scavando in un passato di cui pochissimi sono i testimoni - la madre è morta in un incidente e il padre si è tolto la vita in manicomio -, Stella si rende conto di aver vissuto sepolta nelle bugie di chi avrebbe dovuto amarla e di aver costruito la sua identità di donna su un'infanzia fasulla. Anche il marito sembra stare dalla parte di chi non vuole che lei arrivi alla verità, a una vita nuova, lontana dai dolori e dai drammi del passato. E Stella capisce che chi ha rubato i suoi ricordi è pericoloso, nel passato come nel presente.

Per tanto tempo ho pensato al mio angolo di mondo come al più confortevole dei nidi, un luogo sicuro, dove essere felici, sentirsi al riparo.

Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della mia vita.

Invece.
Stella, la protagonista del romanzo, è una donna apparentemente felice. È una disegnatrice di libri per bambini, ama sostituire le parole con i disegni, ha una bella casa, che però non ama, un marito distratto e due bambine che adora. Ha un padre adottivo che le vuole bene ed è l’unico legame con un passato doloroso. La mamma di Stella è mancata in modo tragico quando lei aveva tre anni e il padre si è tolto la vita in manicomio. Un passato tragico mai del tutto svelato, molte le domande senza risposta, molte le ombre che si allungano nel presente. A un certo punto, in un momento particolare della sua vita, Stella inizia a perdere il tempo. La prima volta che succede Stella perde un’ora. Il tempo svanisce nel nulla, non ricorda cosa ha fatto in quel lasso di tempo. Le sue azioni si smarriscono nella profondità della mente, cosa sta succedendo? Stella ha già perduto parte del suo passato, ora anche il presente diventa nebuloso frantumandosi con perdita di memoria, allucinazioni, attacchi di panico. Per fermare il disintegrarsi del suo presente Stella deve far luce sulle sue origini. Scoprire le sue vere radici per costruire l’identità che le manca per proiettarsi nel futuro.

Ho letto questo thriller tutto d’un fiato ipnotizzata dalla ricerca di Stella. Il suo passato si scopre essere un cumulo di menzogne, ricordi sbiaditi di una verità sibillina. La prima parte del romanzo è costituita da momenti di paura, allucinazioni, ansia che assalgono la protagonista. Si evidenzia subito un malessere psicologico profondo. Malessere che mi ha subito contagiata instillando in me la voglia di sapere.

Stella perde dei pezzi di vita e i ricordi non le forniscono un appiglio sicuro.
Non siamo noi che decidiamo dei nostri ricordi. Sono loro, i ricordi, che decidono se restare o svanire dalla mente.
Quanti dubbi, mezze verità e una montagna di menzogne. La ricerca della verità non sarà una passeggiata. La vita è complessa, fatta di silenzi, paure, reticenze. La verità è un bisogno per Stella, perché conoscere il suo passato le permetterà di comprendere il presente e progettare il futuro. Per anni è stata immersa in un mare di frottole. Tutto ruota attorno ai suoi genitori. Le menzogne, dette da chi avrebbe dovuto amarla, le hanno regalato un’identità di donna costruita su un’infanzia fasulla. Solo la verità potrà sistemare ogni cosa. Forse.
La verità. C’è chi dice che rende liberi. È una menzogna. La verità è una prigione. Un dolore senza fine. Una voragine che inghiotte ogni cosa. Un abisso nero che riflette solo la tua disperazione.
“La donna nella pioggia” è un thriller psicologico ben scritto. La trama complessa cattura l’attenzione del lettore ed è praticamente impossibile chiudere il libro prima di aver letto l’ultima pagina. Mi è piaciuta molto l’interazione dei personaggi che evolvono continuamente. Le figure femminili, ben caratterizzate, sono fonte di conflitto e riflettono il tipico contrasto dei rapporti tra donne. La storia non si svolge esclusivamente a Milano. Con mia grande sorpresa ho intrapreso, con Stella, un viaggio con varie tappe: Torino,  Buenos Aires e Patagonia. Stella rincorre la verità e insegue un padre fantasma.  Durante “il viaggio” tanti i temi su cui mi sono fermata a riflettere. Mi ha colpita l’associazione tra verità e paura, tra giustizia e verità. Il bisogno di sapere è più forte della paura di ciò che potremmo scoprire? La giustizia percorre la stessa strada della verità? Spesso quando la giustizia arriva, tutto si è già concluso. Per la verità non c’è una scadenza ma può far male. Molto, molto male!

Marina Visentin, non so se avete letto la sua “Biancaneve” noir, ha creato dei personaggi reali con pregi e difetti. Stella, inizialmente fragile e insicura, riesce a prendere le redini della sua vita e si pone degli obiettivi che riesce a raggiungere tra mille difficoltà. Continua imperterrita la sua ricerca dimostrando che scoprire la verità sulle proprie origini è fondamentale per poter costruire una vita nuova. Un futuro sulle ceneri del passato. Un passato dai ricordi sbiaditi, un passato pericoloso, un passato da cui giunge l’eco di una voce materna e la foto sbiadita di un padre rinchiuso in un manicomio. Buona lettura!

martedì 13 giugno 2017

RECENSIONE | "The Tower. Il millesimo piano" di Katharine McGee

Manhattan 2118.  Una torre di mille piani. L’universo di giovani vite. Tutti vogliono qualcosa. Più in alto arrivi, più in basso cadrai. Oscuri segreti, amori impossibili, tradimenti e abbandoni. Droghe, gelosie, alcol e tanta solitudine. Se vi va, se siete abbastanza audaci, seguitemi. Approderemo in un futuro dove tutto è possibile. Approderemo a New York, nella torre che svetta nel cielo, per conoscere gli uomini del domani spaventosamente uguali all’umanità del nostro presente.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
The Tower. Il millesimo piano
Katharine McGee (traduzione di G. Pastorino)

Editore: Piemme
Pagine: 463
Prezzo: € 17,00
Sinossi
Manhattan, 2118. New York è diventata una torre di mille piani, ma le persone non sono cambiate: tutti vogliono qualcosa, e tutti hanno qualcosa da perdere. La spregiudicata Leda, che brama una droga che non avrebbe mai dovuto provare e un ragazzo che non avrebbe mai dovuto toccare. La viziata Eris, che dopo aver perso tutto in un istante vuole risalire, ma presto comincerà a chiedersi quale sia veramente il suo posto. L'intraprendente Rylin, che un lavoro ai piani alti trascinerà in un mondo - e in una relazione - mai immaginati: la nuova vita le costerà quella vecchia? Il geniale Watt, che può arrivare ai segreti di ciascuno e, quando viene assunto per spiare una ragazza, si troverà imprigionato in una rete di bugie. E sopra tutti, al millesimo piano del Tower, vive Avery, disegnata geneticamente per essere perfetta. La ragazza che sembra avere ogni cosa, tormentata dall'unica che non dovrebbe nemmeno desiderare...

La musica e le risate si stavano affievolendo al millesimo piano, la festa giungeva lentamente al termine e anche gli ospiti più resistenti barcollavano verso gli ascensori per scendere nei loro appartamenti. Le ampie finestre che andavano dal pavimento al soffitto erano quadrati di vellutata oscurità, ma in lontananza il sole stava sorgendo e tingeva l’orizzonte di rosa pallido venato di una sfumatura d’oro luccicante.

All’improvviso un urlo lacerò il silenzio, mentre una ragazza cadeva verso terra, il corpo che fendeva l’aria fresca del primo mattino.

In meno di tre minuti la ragazza si sarebbe schiantata sull’implacabile cemento della East Avenue.

Quando il sorvegliante trovò quel che restava del suo corpo,l’unica cosa che sapeva era che quella ragazza era la prima persona a cadere dal Tower nei venticinque anni da che era stato costruito. Non sapeva chi fosse, né come fosse riuscita a uscire all’aperto. Non sapeva se fosse caduta o fosse stata spinta o se, schiacciata dal peso di oscuri segreti, avesse deciso di saltar giù.
Niente timori, amici lettori, non ho intenzione di rivelarvi nulla ma questo prologo, che ho voluto condividere con voi, mi ha catturata mostrandomi i mille riflessi tragici di una storia che stava per muovere i primi passi.

L’autrice, con una pluralità di voci, da vita al suo romanzo d’esordio, disegnando una società distopica in cui potere e denaro hanno un ruolo determinante. Niente di nuovo se non fosse per il modo in cui questi parametri evidenziano le differenze sociali.

New York è dislocata tutta in una Torre formata da mille piani. Nella down Tower vivono le famiglie più povere, salendo nella up Tower troviamo i personaggi ricchi e importanti. Al millesimo piano il massimo splendore.

The Tower è popolata da persone ambiziose e infelici, ben lontane dall’avere una vita perfetta. Il mondo tecnologico assiste ai continui errori degli uomini occupati a rincorrere denaro e vanità.

Tutto lusso, feste e divertimenti? Apparentemente sì, ma ben presto il lato oscuro dei personaggi richiama l’attenzione del lettore e diventa il protagonista del romanzo.

Inizialmente ho provato un po’ di difficoltà a ricordare i nomi e le storie dei molti personaggi che animano il romanzo. Il ritmo è lento nei primi capitoli poi si entra nel vivo degli avvenimenti e le cose cambiano. Pian piano ho conosciuto la spregiudicata Leda, vive al 962° piano, prigioniera delle apparenze. Al 969° piano troviamo Cord, un ragazzo orfano di genitori, cuore delle feste più belle. Appare sicuro ma nasconde un animo fragile. Eris, 985° piano, è una ragazza molto bella e viziata. La sua vita verrà sconvolta in un istante. Al 294° piano abita Watt, un ragazzo geniale, un hacker capace di arrivare ai segreti di ciascuno. Giù, nella down Tower, facciamo la conoscenza di Rylin, orfana si occupa di una sorella più giovane di lei. Ha un lavoro che detesta, la sua vita potrebbe cambiare quando un’occupazione ai piani alti le farà conoscere l’amore.

Al 1000° piano vivono i fratelli Fuller, Avery e Atlas. Lei è stata disegnata geneticamente per essere perfetta, lui sparisce per un anno e nessuno sa dove sia stato. Vivono nel lusso senza limiti ma nei loro cuori custodiscono segreti che il denaro non potrà mai trasformare in splendida realtà.

“The Tower” è il primo capitolo di una appassionante saga che, sono sicura, conquisterà i cultori della fantascienza. Io ho trovato pregi e difetti che vorrei condividere con voi.

L’alto numero dei personaggi mi ha creato inizialmente un po’ di confusione e il ritmo lento rende la prima parte del romanzo non molto fluida. Poi sono entrata nel meccanismo della narrazione, i nomi si sono associati a dei volti immaginari e tutto si è evoluto verso una lettura più intrigante. Mi è piaciuta l’idea della Torre come simbolo di un’umanità evoluta in tecnologia ma alle prese con i problemi della vita  a raggiungerti ovunque tu sia. Il mondo descritto si è trasformato in un gran vaso di Pandora. La realtà descritta, anche le tecnologie sono possibilissime in un futuro non molto lontano, rappresenta l’elemento più inquietante di questa distopia. È una realtà simile alla nostra. La sua vicinanza al nostro quotidiano è come una lama che ti scava dentro, ti ferisce, ti rende vulnerabile e fragile. L’amore non ha il potere di risolvere tutto, è una speranza mai una certezza. I protagonisti diventano impotenti marionette nel nome di un segreto per un segreto. La perfezione fisica non dona felicità, si è al primo posto della popolarità ma i tormenti interiori esistono. Questo dualismo, perfezione esterna e macerie morali, rende il romanzo vivo e interessante. Tra segreti e bugie, tradimenti e sbornie, mi sono ritrovata a riflettere su come la natura umana sconvolge e frantuma i sentimenti. Adulti e adolescenti si comportano nello stesso modo. Si gioca con la vita e non importa se si è al primo o al millesimi piano. In povertà o in ricchezza. La tragedia ci aspetta senza alcun segno di speranza. “The Tower” chiude il suo cerchio con un evento che vi emozionerà, possibile che l’umanità sia così “povera di sentimenti”? Lo scopriremo nel prossimo capitolo della saga dove, spero, ci sarà anche una flebile speranza che possa rendere liberi gli uomini del domani. 

martedì 21 giugno 2016

IN LIBRERIA #18 | A giugno in libreria (seconda parte)

La ragazza corvo
Erix Axl Sund

Editore: Corbaccio | Pagine: 752 | Prezzo: € 18,90
Dal 30 giugno in libreria

Sinossi: 
Stoccolma: in un parco cittadino la polizia scopre il cadavere di un giovane straniero. Il commissario di polizia Jeanette Kihlberg conduce le indagini, dando la caccia a un misterioso quanto efferato omicida e lottando contro le resistenze interne alla polizia stessa, restia a impiegare le proprie forze per cercare l’assassino di un immigrato sconosciuto. Ma con la scoperta di altri due corpi barbaramente uccisi, Jeanette Kihlberg capisce di trovarsi di fronte a un serial killer e si rivolge alla psichiatra e profiler Sofia Zetterlund, con cui lavora giorno e notte incrociando con lei non solo la vita professionale ma anche quella personale. E a mano a mano che Jeanette e Sofia progrediscono nelle indagini, appare chiaro che la catena di omicidi è solo la manifestazione più evidente e raccapricciante di un disegno criminoso e diabolico che coinvolge settori insospettabili della società svedese.



Il viaggio di Lea
Guia Risari

Editore: Einaudi Ragazzi | Pagine: 224 | Prezzo: € 14,00
Dal 14 giugno in libreria

Sinossi: 
Lea ha dodici anni. E’ orfana, vive col nonno nella periferia di una città. Traumatizzata dalla perdita dei genitori si chiude in un mutismo ostinato fino a quando il nonno le porta un gatto rosso, Porfirio, un animale misterioso e parlante, un po’ saggio e un po’cinico. Lea è tormentata dalle domande sulla vita, la morte, il dolore e parte assieme a Porfirio per trovare le risposte. Una storia originale dal ritmo sapientemente costruito, ricca di elementi fantastici e di atmosfere intense. Una fiaba moderna che parla ai più giovani affrontando con grande coraggio uno dei tabù più difficili da trattare, quello sulla morte, e di conseguenza sul senso della vita. 
Einaudi
€ 18,50 | 372 pg | Dal 14.06
Einaudi
€ 18,50 | 451 pg | Dal 21.06
Einaudi
€ 17,00 | 250 pg | Dal 28.06
Lo hanno visto tutti, il mostro, sbattuto in tv e sulle prime pagine dei giornali. Era accusato di un crimine raccapricciante, ma adesso che è morto, la verità finirà sepolta con lui. A meno che Jean, la vedova, la moglie devota che gli è sempre stata a fianco in tribunale, non si decida a parlare. A meno che Jean alla fine non decida di raccontare la sua storia.
Jeremiah Salinger è un giovane autore televisivo newyorkese che, insieme alla moglie Annelise, si è trasferito per un periodo a Siebenhoch, il piccolo centro del Sud Tirolo dove lei è cresciuta. Con loro c'è la precoce figlia Clara, di cinque anni. Affascinato dalla montagne e dalla gente che vi abita, Salinger comincia a realizzare un factual sul soccorso alpino, ma nel corso delle riprese viene coinvolto in un pauroso incidente. Mentre cerca in ogni modo di dimenticare la sua esperienza traumatica, viene a sapere per caso di un fatto sanguinoso risalente a molti anni prima: il massacro di tre giovani avvenuto durante un'escursione nella gola del Bletterbach. Il delitto non ha un colpevole, e in paese nessuno vuole parlarne: forse perché il solo pensarci potrebbe risuscitarne l'orrore, o forse perché sono in tanti ad avere qualcosa da nascondere. Nonostante l'ostilità crescente che lo circonda, e l'opposizione di Annelise, Salinger si mette a scavare nel passato, penetrando sempre più a fondo nella vicenda. Fino a scoprire l'imprevedibile, terrificante verità. 
Quattro racconti noir con un unico tema: la vicinanza del male. Non esistono omicidi che hanno senso, ma alcuni sono addirittura impensabili.  



Newton Compton 
€ 9,90 | 384 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 352 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 7,90 | 384 pg | Dal 23.06
Estelle Paradise si risveglia in un letto d’ospedale: la sua macchina è stata ritrovata distrutta in fondo a un burrone, lei è ferita e i suoi ricordi sono confusi e frammentari. Poi una terribile verità si fa strada: sua figlia Mia, di soli 7 mesi, è scomparsa. Qualche giorno prima, qualcuno ha portato via la bambina dalla sua stanza. In preda al panico e incapace di ricordare cosa sia successo, Estelle si lancia in un’estenuante ricerca della verità, ma le prove smentiscono la sua versione dei fatti e la donna diventa la principale sospettata agli occhi della polizia e dei media. Estelle sa bene che la chiave per capire cosa è successo quella notte è nascosta nella sua mente: può davvero aver fatto del male alla sua bambina?
Codice Millenarius Saga

Ferrara, inverno 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge… 
Vincenzo Lipari, finito sul lastrico, si è suicidato. Il viceispettore Perticone, titolare dell’indagine, trova accanto al cadavere una lettera bianca. Sembra un dettaglio di poco conto, ma quando altre persone cominciano a dichiarare di aver ricevuto lettere simili, quel particolare si fa interessante. Soprattutto nel momento in cui un’analoga missiva viene recapitata anche a un pezzo grosso, Delfino, il vicepresidente dell’associazione industriali. Eppure, nonostante la scoperta di una firma criptata sulle lettere, gli inquirenti non fanno alcun passo avanti. Perché? Perticone si rende conto che deve esserci una talpa in questura: il criminale che stanno cercando continua ad anticipare le loro mosse. Solo scovando chi fa il doppio gioco, il piano folle dell’omicida potrà essere sventato.


Newton Compton 
€ 9,90 | 352 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 336 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 448 pg | Dal 30.06
Molto tempo fa Jacks Morgan aveva dei sogni. Voleva un lavoro importante che le permettesse di viaggiare per il mondo. Desiderava una grande casa, un portico dove trascorrere lunghe notti osservando il cielo stellato con un uomo che la rendesse felice. Ma la vita aveva altri piani per lei. E così, prima è arrivata Martha e poi Jonty che adesso, una in piena adolescenza e l’altro di appena otto anni, non sono proprio facili da gestire. Poi sua madre si è ammalata di Alzheimer e si è trasferita da loro. Ora i soldi sembrano non bastare mai e tutto sta lentamente implodendo. Jacks ha abbandonato i suoi sogni per prendersi cura della famiglia. Forse però se riuscirà a garantire a sua figlia un futuro brillante, ogni sacrificio avrà un senso… Ma sarà veramente così?
Da mesi Minette ha a che fare con dei vicini da incubo, che le hanno reso la vita un inferno lamentandosi in continuazione per il rumore provocato da Tilly, la sua bambina.
Ora finalmente i Milton hanno traslocato e Minette è felicissima quando scopre che nella casa accanto alla sua sta per trasferirsi Cath, madre di due bambini. Ben presto la nuova vicina diventa una persona speciale per lei, una confidente, un’amica e… la babysitter di sua figlia. Ma Cath, a differenza di Minette, si dimostra molto più riservata ed è riluttante a parlare del suo passato. E quando Minette assiste a qualcosa di irripetibile, inizia a chiedersi se conosce davvero la sua nuova vicina di casa…
Oslo, 1988. La dodicenne Maike Hagg viene trovata morta nei locali dell’Ospedale psichiatrico di Gaustad. La polizia, dopo le dovute indagini, conclude che si è trattato di un incidente: la ragazzina, figlia di un paziente, è caduta, battendo la testa sul pavimento. Poco prima che il fatto cada in prescrizione, Emmy Hammer e Aud Johnsen si incontrano per la prima volta dopo venticinque anni. Rispettivamente figlie di un primario e di un altro paziente psichiatrico, Emmy e Aud conoscevano bene Maike, con cui giocavano spesso per i corridoi dell’ospedale. L’incontro tra le due donne innesca una reazione a catena di eventi drammatici che costringe l’ispettore Cato Isaksen e la sua affascinante aiutante Marian Dahle a riaprire il caso… 

Newton Compton 
€ 9,90 | 512 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 288 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 288 pg | Dal 30.06
«Ti prego vieni subito. La vogliono uccidere. Vieni al Cimitero degli Impiccati». È una giornata come tutte le altre quando l’avvocato Anna Ferrari riceve questa telefonata da uno sconosciuto. Poche parole, in un italiano incerto, che però Anna non se la sente di ignorare. Si precipita al cimitero, ma quando arriva ormai è troppo tardi: a terra giace il cadavere insanguinato di una donna. Le indagini scattano immediatamente e portano all’arresto di un ragazzo marocchino che si trovava nei pressi della scena del delitto e aveva addosso tracce di sangue. Nonostante le apparenze Anna decide di fidarsi di quel ragazzo che lavora da tempo al mercato, non ha precedenti e si professa innocente. Inizia così a indagare a fondo, ma presto è chiaro che le sue ricerche danno fastidio a qualcuno… Qualcuno che preferirebbe chiudere la questione facendo ricadere la colpa dell’omicidio su un imputato perfetto…
Mork è un ispettore di polizia in servizio presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Però non è un agente come gli altri, lui non è mai stato dietro una scrivania, neanche un giorno. Perché Mork è un infiltrato, e nel suo lavoro è considerato uno dei migliori. Sono pochissimi a sapere cosa faccia veramente. Tra questi c’è Bruno, il suo più caro amico, importante produttore televisivo e cinematografico. Proprio nel mondo del cinema si concentra l’indagine di Mork. Una torbida vicenda di festini a luci rosse e omicidi, che coinvolge un politico di spicco, la mala romana e la ’ndrangheta calabrese. Una missione pericolosissima, che metterà a dura prova le abilità di trasformista di Mork. E questa volta l’infiltrato dovrà proteggere molto più che la sua copertura. È a rischio la vita di Bruno e soprattutto quella di Martina, la donna che ha conquistato il suo cuore…
Palermo. Anni Novanta. Il boss Trubìa è in carcere. Al vertice della cupola ora ambisce lo “Zio” Calò Bonfiglio. Uno dopo l’altro, gli uomini di Trubìa finiscono dietro le sbarre, finché, grazie a una soffiata, a essere catturato è Schillaci, latitante e fedelissimo dello Zio. Com’è possibile? Per Giannini, maggiore dei carabinieri in forza alla DIA che indaga sui collegamenti tra politica e mafia, quell’arresto è molto strano. Tra gli elementi dell’indagine c’è anche un’assurda testimonianza: anni prima, la Pro Loco del paese ha premiato il racconto di uno studente nel quale era descritto nei minimi dettagli proprio l’arresto di Schillaci. Quando qualcuno nota la coincidenza, la casa di Rosario Di Bella, l’autore del racconto, viene messa a soqquadro, così come gli uffici della Pro Loco. Qualcuno ha costruito un castello di bugie, e a Giannini spetta l’ingrato compito di raderlo al suolo.



Harper Collins Italia
€ 16,00 | 368 pg | Dal 16.06
Harper Collins Italia
€ 16,00 | 277 pg | Dal 23.06

Una telefonata nel cuore della notte convoca Peter Deker, detective della Omicidi di Los Angeles, sulla scena di un efferato delitto: qualcuno ha fatto irruzione nella proprietà di Guy Kaffey, ricchissimo imprenditore edile, e ha assassinato lui, sua moglie e quattro dipendenti. Deker e i suoi non ci mettono molto a capire che Kaffey, filantropo noto per aver finanziato associazioni benefiche che operano nel recupero degli ex delinquenti - e per averne assunti alcuni come guardie del corpo - è stato ucciso in quello che ha tutte le caratteristiche di un inside job... ma si tratta di un semplice tentativo di rapina finito male o è qualcosa di più? Perché è evidente che un uomo del genere non diventa ricco senza farsi dei nemici. Per Deker l'unica consolazione, durante le complicate indagini per risalire al mandante dell'omicidio, è sapere che sua moglie, Rina Lazarus, è stata scelta come membro della giuria in un processo e quindi è al sicuro. Poi l'incontro casuale con un interprete che lavora in tribunale trascina Rina nel cuore delle indagini del marito e sulla strada di una gang di killer spietati. E a quel punto Deker non ha alternative: se vuole salvarla deve scoprire il colpevole.
Leah Mills vive una vita da fuggitiva inseguita dal ricordo di un avvenimento terribile del suo passato. Conduce un’esistenza in disparte, sola e senza amici, finché non incontra Julian e per la prima volta intravede la possibilità di un futuro normale. Fino a quando, nel quattordicesimo anniversario di quel giorno maledetto, riceve un biglietto inquietante e misterioso. Qualcuno conosce la verità su quanto è successo. Qualcuno che non smetterà di tormentarla fino a quando non sarà riuscito a distruggere la vita che Leah si è creata. Ma Leah è davvero quella che sembra? Oppure si merita tutto ciò che le sta succedendo? Tutti hanno dei segreti. Ma alcuni sono mortali.


Un buon presagio
Gillian Flynn

Editore: Rizzoli | Pagine: 85 | Prezzo: € 12,00
Dal 16 giugno in libreria

Sinossi: 
La incontriamo in un piovoso mattino d'aprile, nel bugigattolo dove legge l'aura a signore fragili di nervi, dispensando loro consigli e previsioni. Di lei non conosciamo il nome, sappiamo solo che è una giovane donna intraprendente, scaltra, cresciuta da una madre bizzarra e spesso assente, e che fin da bambina è stata abituata a vivere di espedienti, a escogitare ogni giorno un modo per tirare avanti. Quando nel piccolo locale entra Susan Burke, bionda, bella, occhi azzurri e ben vestita, da una analisi veloce la nostra "sensitiva" si convince che si tratta dell'ennesima signora benestante e infelice, in cerca di emozioni forti. In realtà Susan è lì per chiedere aiuto: nella vecchia casa dove vive con la famiglia si verificano fatti inquietanti. Fiutato l'affare, la truffatrice si propone per una "purificazione" dell'ambiente domestico a base di spargimenti di sale, erbe da bruciare e formule pseudomagiche. Nel varcare la soglia della sinistra casa vittoriana, però, si rende conto che qualcosa davvero non va, e l'incontro con il figliastro di Susan non fa che confermare le sue impressioni. Miles è un quindicenne indecifrabile, dal comportamento disturbato e violento, capace con le sue storie di creare nuove realtà. Ma sono davvero soltanto storie, le sue? In presenza di Miles nulla è come sembra, verità e invenzione si sovrappongono e si mescolano fino a confondersi.



Longanesi 
€ 14,90 | 350 pg | Dal 23.06
Longanesi 
€ 16,90 | 288 pg | Dal 23.06
Longanesi 
€ -- | 232 pg | Dal 30.06
Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell incappa in uno strano manoscritto che contiene uno spartito. Si tratta di una musica inedita, un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Una melodia che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Quello che Julia non sa è che, una volta eseguita quella composizione al violino, le cose cambieranno per sempre. Iniziano a susseguirsi episodi sempre più inquietanti, che coinvolgono anche sua figlia, e quando comprende che a rischio non c'è solo la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia decide che esiste un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Julia torna in Italia e, viaggiando tra Venezia e Roma per le sue ricerche, scopre che l'autore del meraviglioso valzer è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Roma straziata dalla guerra e dalle leggi razziali del Fascismo. Le due storie, quella di Julia e quella di Lorenzo, si intrecciano via via...
Come ogni estate, Roma ritrova il suo splendore in un agosto caldo e deserto. Fra i pochi che popolano la città, c’è l’investigatore privato Fabio Gracco, cinquant’anni, un divorzio alle spalle e una vita sentimentale fatta di alti e bassi.
Gracco ha appena svolto un’indagine su un caso d’infedeltà coniugale che coinvolge Nicola de Nicola, un noto politico d’area progressista, astro nascente nella corsa alle primarie per la Regione Lazio. Potrebbe finire tutto così, con una scenata della moglie, l’avvio dell’iter per il divorzio, magari uno scandalo mediatico con le inevitabili dimissioni del politico. Ma le cose si complicano drammaticamente, perché una giovane archeologa viene ritrovata morta nel sotterraneo del palazzo dove ha sede il comitato elettorale di de Nicola.
L’investigatore Fabio Gracco si troverà alle prese con un’indagine delicatissima, in una Roma infuocata, che lo porterà a scoprire passioni segrete e scomode verità.
Scrittore francese di grande successo, vincitore del prestigioso premio Goncourt, il sessantenne Pierre-Marie Sotto non risponde mai alle lettere dei suoi ammiratori. Ma di fronte alle parole della misteriosa Adeline ha fin da subito la sensazione di non avere a che fare con una lettrice qualsiasi. C’è qualcosa nella sua vena inesauribile di storie che lo attrae, e c’è quella busta ingombrante che gli ha mandato... Chissà quale segreto nasconde.
Pierre-Marie le scrive e inizia così uno scambio sempre meno formale e sempre più intimo fra un uomo e una donna che si raccontano le ferite dell’infanzia e quelle dell’amore, la passione per la scrittura, il canto e la danza. Ben presto Pierre-Marie si accorge di non poter più fare a meno di questa nuova amica per rimettere a posto un tassello del suo passato che ancora non trova la giusta collocazione. Ma chi è davvero Adeline? E cosa contiene quel plico misterioso che gli è stato recapitato? 



Ninfee Nere
Michel Bussi

Editore: Edizioni E/O | Pagine: 394 | Prezzo: € 16,00
Dal 9 giugno in libreria

Sinossi: 
A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L'intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un'indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso. 



Mondadori
€ 18,00 | 139 pg | Dal 07.06
Mondadori
€ 17,00 | 160 pg | Dal 21.06
Mondadori
€ 18,50 | 271 pg | Dal 07.06
Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui.
Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza.
Terrorizzato all'idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco.
In Tre giorni e una vita Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l'atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell'animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi "e se fosse successo a me?".
"Nessuno è tanto annoiato quanto un ricco" dice Mauro Corona parafrasando il grande poeta Iosif Brodskij, e lo sa bene il protagonista di questo romanzo, un ragazzo talmente abituato a ottenere tutto dalla vita che ormai da tutto è nauseato. Di ottima famiglia, ricchissimo e anche piuttosto affascinante, a nemmeno trent'anni è già uno stimato ingegnere cui non manca davvero nulla: ville, automobili, ma anche amici, donne e salute. Un eccesso di cose per lui sempre più opprimente... È per questo che di punto in bianco decide di dare una svolta radicale alla sua esistenza abbandonando il lavoro e rinunciando a ogni comodità per andare a vivere in una baita di montagna. E proprio mentre comunica ai genitori l'intenzione di ritirarsi sdegnosamente dal mondo, ne capisce ancora più profondamente le ragioni. Evocando le memorie dell'infanzia, scopre infatti i ricordi buoni: visioni di cime lontane, limpide sorgenti, ruscelli canterini, pascoli verdi e cascate lucenti di sole. Sì, il sole! È lui il ricordo più bello, il vero motivo che lo spinge a lasciare tutto e trasferirsi lassù. Ma una volta tra i monti, dove finalmente può dedicarsi incessantemente alla contemplazione della palla infuocata, si accorge che le ore di luce a sua disposizione non gli bastano più...
A Montecarlo un omicidio è evento raro. In cerca di tranquillità e per stare più vicino alla famiglia, il commissario Bernard Bastiani ha chiesto di essere assegnato qui dopo tanti anni di servizio nelle periferie francesi. Quando nei giorni del Gran Premio, blindati e mediaticamente esposti viene ritrovato in un cassonetto un cadavere orrendamente mutilato, Bastiani sente di nuovo il brivido dell'adrenalina. Il magistrato Robert Labrosse riconosce la vittima: è Claude Massena, ricco, mondano e chiacchierato mercante di quadri, indagato per truffa. Il giovane Labrosse, lui stesso collezionista d'arte, si muove con disinvoltura nell'ambiente e dà utili indicazioni al commissario. Nella caccia all'assassino, Bastiani si troverà invischiato nelle complesse dinamiche che regolano il mercato dell'arte e subirà il fascino misterioso delle donne protagoniste della vicenda: dall'ex moglie di Massena, riservata signora in cerca di conferme della propria femminilità, all'amante del mercante, la bellissima ucraina Maryam, che con Massena formava una spregiudicata coppia di affaristi. I sospetti ruotano attorno alla figura di Sergej Suslov, miliardario russo coinvolto in oscuri affari e grande acquirente di opere d'arte. L'inchiesta del commissario Bastiani si concentra sulla ricerca di un preziosissimo Modigliani, "Nudo di donna su cuscino blu", pagato, mai consegnato, forse scomparso nelle tenebre del periodo nazista 



Il metodo della fenice. (Le indagini del commissario Casabona Vol. 3)
Antonio Fusco

Editore: Giunti | Pagine: 256 | Prezzo: € 12,90
Dal 29 giugno in libreria

Sinossi: 
Novembre, il mese dei morti e della pioggia. La provincia di Valdenza è scossa dall'efferato omicidio di una giovane donna. Il suo corpo, nudo e parzialmente bruciato, viene trovato in una discarica abusiva sopra un cumulo di rifiuti. Precipitatosi sul posto, Casabona e i suoi scovano subito tracce utili. Troppe, e troppo facilmente. Anche il colpevole si fa trovare in fretta, in fondo a un lago, al volante della sua auto in seguito a quello che appare un fatale incidente. Ma Casabona non ci sta. C'è forse qualcuno che sta cercando di nascondere una storia scomoda e imbarazzante? Per venirne a capo, il commissario dovrà affondare le mani nel ventre molle della provincia italiana, dove l'unica cosa che conta è l'apparenza.



Piemme
€ 18,50 | 316 pg | Dal 14.06
Piemme
€ 18,50 | 400 pg | Dal 07.06
Piemme
€ 17,90 | 318 pg | Dal 07.06
Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...
La vita di Max Wolfe non è cambiata, e i suoi problemi sono sempre lì ad attenderlo: l'insonnia, una bambina piccola di cui prendersi cura da solo, un cane da portare in giro all'alba per le strade di Londra, e ... questa volta, l'ombra di un serial killer del passato che ritorna. Quando, la notte di Capodanno, in un esclusivo complesso residenziale, una bambina viene rapita e i suoi genitori vengono ritrovati sgozzati, Max Wolfe ha un déjà vu. Le modalità dell'omicidio gli ricordano decisamente qualcosa... Ben presto, scoprirà che l'atroce delitto è stata commesso con un particolare tipo di arma da fuoco che si usa per freddare il bestiame prima del macello; ulteriori indagini lo porteranno in un angolo polveroso del Museo di Scotland Yard dedicato a un serial killer noto come Slaughter Man, che 30 anni prima ammazzava così le sue vittime. Ma Slaughter Man ha scontato la sua pena, e adesso è un uomo anziano e in punto di morte... Una sola cosa è certa: Max dovrà fare luce sul caso prima che il killer, chiunque sia, colpisca ancora, e soprattutto, dovrà ritrovare la bambina rapita prima che sia troppo tardi. Prima che la prossima famiglia distrutta dal serial killer sia la sua.
Il detective Hank Palace è un poliziotto ostinato. Il più ostinato di tutti, a quanto pare. Anche adesso che la Terra è in rotta di collisione con un asteroide che, tempo sei mesi, la distruggerà completamente, Hank non rinuncia a fare il suo dovere. Così, davanti a quello che a prima vista sembra l'ennesimo caso di suicidio a Concord, nel New Hampshire - perché ognuno, di fronte alla fine del mondo, reagisce a modo suo -, il detective decide che vale la pena saperne di più. E ben presto scoprirà che sì, c'è ancora gente che ha voglia di ammazzare anche in un mondo in cui tutto sembra finito. Un mondo in cui i mercati finanziari sono da tempo crollati, la maggior parte delle persone non va neanche più a lavorare, gli ospedali hanno smesso di funzionare, non si comprano né vendono case, non si celebrano più matrimoni. Molti passano le loro giornate a pregare qualunque dio gli venga in mente. Altri si dedicano al sesso, che in fondo non è mai troppo. E il Dipartimento di Polizia di Concord può contare su un solo uomo: perché per Hank Palace vale ancora la pena di compiere il proprio dovere. Con senso della suspense, Ben Winters crea un mondo assolutamente credibile, in cui tutti sono di fronte alla domanda straziante: cosa faremmo se i nostri giorni su questo pianeta fossero davvero contati?