lunedì 9 febbraio 2026

RECENSIONE | "Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs

"Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs, Edizioni Piemme, è una tragicommedia su quattro amiche sessantenni che pianificano di uccidere i loro mariti per intascare le loro polizze vita milionarie. La storia mescola il drammatico e il divertente, spesso affrontando tematiche profonde con un approccio ironico e leggero.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
Le amiche di sempre
Sue Hincenbergs

Editore: Piemme
Pagine: 416
Prezzo: € 19,90
Sinossi

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. Una divertentissima storia di amicizia, matrimoni fin troppo lunghi e idee diaboliche, che cattura dalla prima risata all'ultimo colpo di scena.





Si torna sempre allo stesso punto. I nostri fottuti mariti. I nostri fottuti mariti che hanno perso tutti i nostri soldi e rovinato le nostre vite. Io ho sessantatrè anni. Non dovrei trovarmi in una situazione di merda come questa.

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le migliori amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che poi si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze e un nuovo sogno prende vita. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo che si legge con il sorriso sulle labbra ma lascia un retrogusto amaro riflettendo sui rapporti d'amore e d'amicizia. Siamo al cospetto di una commedia degli equivoci che indaga lo stato di salute di matrimoni fin troppo lunghi e vede il nascere di idee diaboliche per riprendere in mano la propria vita. Si procede speditamente con la lettura solcando mari di equivoci, incomprensioni e voglia di cambiamento. La rotta tracciata incrocia temi importanti come l'amore di lunga durata, l'amicizia, la mezza età e il rispetto. 

I personaggi, impegnati in questa storia ad alto rischio, sono legati da una profonda amicizia: 

Hank, marito di Pam, è responsabile del locale Casinò; 

Dave, addetto alle slot machines dello stesso Casinò, è il marito di Marlene; 

Larry, dirigente bancario, è sposato con Nancy; 

Andre, proprietario di un servizio di corrieri, è il marito di Shalima. 

Alla morte di Dave, le amiche fanno una sorprendente scoperta: i loro mariti hanno taciuto la verità sostituendola con una bugia. Inizia così un effetto domino che coinvolgerà tutti tra malintesi, ripensamenti (pochi) e decisioni tragicomiche (molte). 

Le amiche, con i rispettivi mariti, sono donne desiderose di vivere ancora appieno le loro vite. La pensione è più un miraggio che una certezza. Spesso si lasciano andare a cari ricordi, ripercorrono le scelte del passato sempre fatte con amore e fiducia. Poi l'amore cambia con il passare del tempo, l'emozione e le farfalle nello stomaco dei primi anni diventano un lontano ricordo. I rapporti di coppia diventano un percorso che richiede comprensione, dedizione e la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni della vita. I nostri complicati, fragili e un po' folli protagonisti del romanzo, sapranno ritrovare la retta via? 

Per complicare ancora di più gli eventi, c'è Hector, un barbiere di El Salvador noto per "fare ciò che va fatto" e che si rivela un sicario-filosofo. La donna che ha conquistato il suo cuore è Brenda. Hector vigila con amore sulla vita della moglie, elimina dalla sua strada tutti i sassolini che potrebbero crearle dei problemi. Il suo mantra è "Moglie felice, vita felice". 

Conosceremo poi Padma, la giovane direttrice del Casinò, tartassata da una madre potente in odore di malavita e da una sensale di matrimoni. Lei vive in perenne equilibrio sul tacco 12 ed è "Una persona sostanzialmente buona abituata a fare cose cattive". I personaggi sono moralmente ambigui, alcuni sono odiosi, altri, come l'adorabile cane Elmer, sono adorabili. C'è anche un gruppo di gangster di Mumbai pronti a dar voce alle loro pistole. Tutti insieme tessono una moderna ragnatela dark. 

L'autrice non copre le tracce di nessuno, noi lettori sappiamo esattamente ciò che succede. Si gioca a carte scoperte tra dure verità e improbabili decisioni. Sorridendo si scopre il vaso di Pandora delle relazioni sia quelle tra i coniugi, sia quelle con i loro amici. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo irresistibile, poco probabile ma divertente in cui ogni tessera del puzzle trova il suo posto. É un mix di emozioni e sorrisi, di cuore e umorismo, di riflessione e speranza. Il finale prevedibile non toglie nulla al romanzo anzi è perfettamente in linea con la storia che scorre, dopo un placido inizio, come un fiume che corre impetuoso verso la cascata. Tenetevi forte e buon divertimento!  

lunedì 26 gennaio 2026

RECENSIONE | "L'ultimo segreto" di Dan Brown

Dopo otto anni da "Origin", Dan Brown torna in libreria con "L'ultimo segreto" pubblicato in Italia da Rizzoli. 

Il romanzo riporta in azione uno dei personaggi più iconici della narrativa contemporanea: Robert Langdon, esperto di simbolismo e docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard. 

Semplificando al massimo, posso affermare che "L'ultimo segreto" si basa su tre pilastri: la noetica, il Golem e la città-labirinto di Praga. Il libro propone un'avventura mozzafiato ricca di misteri, simboli nascosti, arte, scienza e colpi di scena nello stile inconfondibile di Dan Brown.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
L'ultimo segreto
Dan Brown

Editore: Rizzoli
Pagine: 800
Prezzo: € 27,00
Sinossi

Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all’umanità ma che potrebbe, anche, diventare un’arma dall’impatto devastante.





La Noetica è lo studio della coscienza umana. Fin dagli albori della civiltà, l'uomo ha cercato di dare risposte ai misteri della propria mente, quali la natura della coscienza e dell'anima. Per secoli ha affrontato questi temi soprattutto attraverso la lente della religione. 

Mentre si trova a Praga per accompagnare Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso a vivere un terribile incubo: Katherine è scomparsa dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa. Langdon inizia la sua personale indagine tra antichi castelli, cattedrali e labirinti sotterranei. Il lato oscuro della città sembra fagocitare il professore deciso a svelare segreti rimasti celati per secoli. Langdon dovrà affrontare una temibile sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell'umanità intera. 

"L'ultimo segreto" è il sesto capitolo della serie che narra le avventure dell'affascinante Robert Langdon. Il romanzo presenta una trama complessa, un ritmo serrato e un mix di elementi tradizionali e innovativi nella narrativa dell'autore. Gli elementi che hanno attirato la mia attenzione sono i misteri storici da risolvere, la presenza di simbolismi da decifrare, i personaggi carismatici e la tensione sempre crescente. Il tutto è intrecciato con elementi artistici, storici e religiosi, che tanto fascino esercitano su noi lettori. 

Gli argomenti trattati sono molto interessanti a partire dai temi oggetto di discussioni nella conferenza rivoluzionaria tenuta da Katherine Solomon. La studiosa sta per pubblicare un libro che contiene scoperte sorprendenti sulla natura della coscienza umana e minaccia di sconvolgere secoli di credenze consolidate. 

I noetici ritenevano che la coscienza non fosse il risultato dell'attività cerebrale, ma piuttosto un aspetto fondamentale dell'universo come lo spazio, il tempo o l'energia. E che non fosse nemmeno localizzata all'interno del corpo. 

A rendere gli eventi ancora più affascinanti è un'antica leggenda di Praga: l'esistenza di un guardiano mistico, "un protettore costretto dentro un involucro fisico, chiamato a sacrificarsi per farsi carico delle sofferenze altrui." 

L'arte magica della Cabala fa capolino fra le pagine del romanzo con una figura mitica, il Golem. 

I miti si intrecciano alle paure della nostra società e mostrano come il nostro presente non sia proprio un inno alla libertà. Le città sono controllate dalle telecamere di sicurezza, le verità sono abilmente manipolate, l'identità può essere mutabile e mai certa. 

Dan Brown narra la grande avventura della conoscenza di se stessi. Lo fa in una città sospesa, Praga, tra splendide architetture e pericoli che incombono. Ci porta in un territorio inesplorato dove albergano le nostre paure e le nostre ossessioni. Il grande mistero della mente umana, la classificazione dei dati e il controllo del reale, sono il frutto proibito della scienza futuristica. 

"L'ultimo segreto" è un thriller ad alta tensione che vede i protagonisti confrontarsi con i lati oscuri della scienza. La scrittura è chiara e diretta, eliminando ogni elemento superfluo per far emergere le cose essenziali, l'autore realizza una storia che funziona bene fin dal principio. La natura umana non offre il meglio di sé. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all'umanità ma che potrebbe, anche, diventare un'arma dall'impatto devastante. La coscienza è manipolabile? 

Libro impegnativo ma scorrevole e piacevole soprattutto per chi ama le descrizioni scientifiche, l'avventura, l'intrattenimento e la speculazione filosofica. La coscienza umana è un tema su cui fermarsi a riflettere: esiste qualcosa dopo la morte? La conoscenza si basa solo sui cinque sensi o c'è altro? 

Non troverete sicuramente tutte le risposte ma assisterete a un confronto tra fede e scienza, spiritualità e razionalità, vita e morte. Nella zona grigia della nostra morale troveremo mille domande su giusto e sbagliato, sulla coscienza e sull'aldilà. All'immaginazione di noi lettori il compito di ipotizzare le risposte alle grandi domande. L'immaginazione sarà la nostra arma vincente per accettare l'idea di un "oltre" che fa capolino. La nostra realtà cela misteri troppo grandi e orribili anche per un mito come il professor Robert Langdon.

giovedì 11 dicembre 2025

RECENSIONE | "La morte della Pizia" di Friedrich Durrenmatt

 "La morte della Pizia" (Adelphi, traduzione di Renata Colorni) è un breve romanzo dello scrittore svizzero Friedrich Durrenmatt. Fu pubblicato nel 1976 all'interno della raccolta di racconti "Mitmacher".


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
La morte della Pizia
Friedrich Durrenmatt

Editore: Adelphi 
Pagine: 68
Prezzo: € 10,00
Sinossi

«Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca.





Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l'ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi, Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l'avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro. 

Con queste parole beffarde ha inizio "La morte della Pizia" che riserverà irriverenza ai più augusti miti greci. 

La Pizia Pannychis XI ha sempre trovato insopportabile la credulità dei suoi contemporanei. Per divertirsi alle loro spalle, indifferente alle fragilità umane, pronuncia gli oracoli più improbabili che le passano per la testa. Un giorno, volendo fare uno scherzo crudele all'ennesimo visitatore del santuario di Delfi, vaticina ad un giovane zoppo che avrebbe ucciso il suo stesso padre per poi giacere con la sua stessa madre. Il giovane era Edipo e la Pizia mai avrebbe immaginato l'avverarsi della sua profezia. 

...una profezia che più insensata e inverosimile non avrebbe potuto essere, la quale, pensò, non si sarebbe certamente mai avverata, perché nessuno al mondo può ammazzare il proprio padre e andare a letto con la propria madre, senza contare che per lei tutte quelle storie di accoppiamenti incestuosi fra dèi e semidei altro non erano che insulse leggende. 

Anni dopo, ignorando la verità, Edipo, figlio di Laio, uccide accidentalmente il padre e sposa la madre Giocasta; quando la verità viene a galla, lei si impicca e lui si acceca. 

Ormai in fin di vita, la Pizia deve fare i conti con gli spiriti di Laio, assediato dai dubbi di paternità, e di Giocasta, che rivela chi è il vero padre di Edipo. Anche Edipo e la bellissima Sfinge si presentano al cospetto della Pizia. 

Gli spiriti le fanno visita nella sua umida grotta e raccontano la propria versione di quella tragedia, in un crescendo di dubbi, contraddizioni e mezze verità. Quale delle quattro storie corrisponde a verità? 

"La morte della Pizia" è un racconto che ci apre le porte del mondo mitologico. Siamo nella Grecia antica, nel santuario di Delfi, dove la Pizia, seduta sul tripode posto in una rupe caverna davanti al Tempio di Apollo, affascina con i suoi vaticini. 

Per intrigare ancor di più gli eventi, alla Pizia, che rappresenta il caos, si presenta un'ombra con le sembianze dell'assennato Tiresia, il famoso veggente cieco, che rappresenta l'ordine. Queste sono le sue parole: 

Pannychis, anch'io come te sono una persona sensata, come te non ho fede negli dèi e credo invece nella ragione, e proprio perché credo nella ragione sono persuaso che l'insensata fede negli dèi debba essere sfruttata in maniera ragionevole.

Il destino di Edipo è il mezzo per raccontare il conflitto tra ordine e caos. 

A guidare l'uomo deve essere la razionalità e non la mitologia. Tuttavia, qui emerge il pessimismo dell'autore, gli uomini sono opportunisti, spesso incompetenti e arroganti. Il proprio tornaconto è il dio in cui tutti credono. La verità è l'unica base possibile per una società imparziale e libera. 

La verità è il mezzo per cercare la giustizia. 

Pizia e Tiresia espongono i loro dubbi mentre cercano di far luce sulla capacità dell'uomo di scegliere il proprio destino. L'uomo ha il diritto di poter pensare liberamente senza le catene del soprannaturale e dei miti. A complicare le cose per la ragione, c'è l'esistenza della casualità che lascia il mondo in balia del caos. Si crea, così, un groviglio di coincidenze e intricatissime connessioni che portano l'uomo a brancolare nel buio. L'enigma regna nelle nostre vite e a nulla valgono i tentativi per influenzare gli eventi. 

"La morte della Pizia" è un libro sorprendente che regala una lettura intrigante e ironica. L'attività dell'oracolo di Delfi appare fuori dal tempo, perfettamente aderente ai nostri giorni. Pensate ai vari aspetti politici, economici, morali, che caratterizzano la nostra società e immaginate "un gran burattinaio" che dispone, a suo piacimento, delle nostre vite. Ognuno ha la sua verità, come gli spiriti che si presentano alla Pizia. Una verità viva nel limbo delle nostre certezze che non va confusa con la Verità, enigma che si nasconde dietro le apparenze. Alcuni uomini comprendono che i tentativi per cambiare il mondo sono tutti inutili e lo accettano così com'è. Altri non si arrendono e provano a realizzare i propri sogni. Chi ha ragione, chi ha torto? Durrenmatt lascia la risposta a Tiresia. Una risposta che potrebbe non essere definitiva: 

Pannychis, disse il veggente in tono paterno, solo la non conoscenza del futuro ci rende sopportabile il presente. Mi sono sempre stupito e continuo a stupirmi immensamente che gli uomini siano tanto smaniosi di conoscere il futuro. Sembra quasi che preferiscano l'infelicità alla felicità. 

La razionalità riuscirà a riportare l'ordine nel caos? 

"La morte della Pizia" è un gioiellino letterario, dallo stile travolgente e irriverente, che vi esorto a leggere per riflettere sui pericoli che si corrono quando ci si mette nelle mani degli altri (dèi inclusi) rinunciando a costruirci un nostro pensiero critico su ciò che accade. Cedere la propria libertà in cambio di un illusorio senso di protezione è un grave errore. Lasciatevi conquistare dalla magica seduzione della parola e dal fascino del partecipare alla vita della collettività. Ricordando che è bene guardare la realtà con occhio critico, accettandone l'irrazionalità e la complessità ed è auspicabile riflettere sul ruolo dell'individuo in un mondo in cui il caos e il paradosso sembrano avere il sopravvento. Quindi buona lettura e non date mai ascolto alla Pizia che è in voi.