martedì 17 febbraio 2026

RECENSIONE | "Sotto mentite spoglie" di Antonio Manzini

Nel 2013 Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, presentò ai lettori un nuovo personaggio protagonista di una lunga serie molto apprezzata. Si trattava del vicequestore Rocco Schiavone, uomo burbero, spesso scontroso e irascibile, a tratti malinconico e con una spiccata avversione per il Natale ma con tanto talento nel risolvere gli enigmi delle inchieste. Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo. Per ironia della sorte Schiavone viene trasferito, anzi esiliato, ad Aosta. 

"Sotto mentite spoglie" (Sellerio) segna il ritorno di Rocco Schiavone: uomo affascinante con tutte le sue contraddizioni e debolezze.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Sotto mentite spoglie
Antonio Manzini

Editore: Sellerio
Pagine: 432
Prezzo: € 17,00
Sinossi

Ad Aosta è quasi Natale. Una stagione difficile, per Rocco Schiavone, e non solo per lui. Un periodo dell’anno che da sempre con le sue usanze svetta nella nota classifica affissa in Questura. Tutto sembra andare male. Ovunque nelle strade si esibiscono cori di dilettanti che cantano in ogni momento della giornata. La città è preda di lucine a intermittenza, della puzza di fritto, dell’agitazione dovuta all’acquisto compulsivo. Lampeggiano vetrine e finestre, auto e antifurti. Di fronte ai negozi, pupazzi di raso e fiamme di stoffa si agitano al soffio dell’aria calda dimenando braccia, teste e lingue. Non c’è da aspettarsi niente di buono. E infatti. Una rapina finisce nel peggiore dei modi possibili, coprendo Rocco di ridicolo, fin sui giornali. Un cadavere senza nome viene ritrovato in un lago, incatenato a 150 chili di pesi. Un chimico di un’azienda farmaceutica sparisce senza lasciare traccia. Rocco non parla più con Marina. E nevica. Eppure qualcosa si muove. Sandra sta meglio, sta per uscire dall’ospedale. Piccoli spiragli, rari sorrisi, la squadra, come la chiama Rocco con un filo di sarcasmo, sembra crescere, i colleghi migliorano, i superiori comprendono. Schiavone a tratti sembra trovare le energie per affrontare gli eventi che si susseguono, le difficoltà che si porta dentro, e poi quello slancio svanisce e ancora si riforma. Il vicequestore entra ed esce dalla sua oscurità, a volte il sole lo aspetta, quasi sempre il cielo è plumbeo, una promessa di neve e di gelo. Passo dopo passo, però, anche se stanco, amareggiato, arrabbiato, Rocco Schiavone continua a guardare il mondo con gli occhi socchiusi, a indignarsi, a tenere insieme il cuore e il cervello, la memoria e il futuro.





Siamo ad Aosta e il Natale si avvicina. In città impazzano i preparativi e Rocco Schiavone non nasconde i suoi pensieri sulle tradizioni e sui canti natalizi: 

Ad Aosta proprio sotto le festività era esplosa l'ennesima moda importata e di cui, secondo il vicequestore Schiavone, si poteva in tutta tranquillità fare a meno: i canti natalizi eseguiti da cori eterogenei di anziani sgretolati, bambini, adolescenti brufolosi, donne dimenticate dal tempo, uomini senza più scopi, tutti armati di candele e di una campanella per avvertire l'inizio del solenne concerto.

Schiavone, sempre più ombroso e malinconico, ha da ridire su tutto, sull'usanza del cenone, sullo scambio degli auguri e dei regali. 

Nella personale "scala delle rotture", il Natale si colloca all'ottavo livello e il vicequestore lo ignora mentre dedica tutta la sua attenzione a una "rottura" di livello nove e mezzo. Si tratta di una rapina in banca che avviene proprio poco prima delle feste. La rapina si rivelerà ben presto uno specchietto per le allodole e Schiavone dovrà indagare anche su un cadavere ritrovato sul fondo di un laghetto di montagna e sulla sparizione di un chimico impegnato in un importante progetto. Le indagini non sono per nulla facili: Big Pharma, affari, grande criminalità e tutte le connessioni imprevedibili su cui il vicequestore sarà costretto a indagare con gli uomini della sua squadra. Per me, che ho letto alcuni romanzi della serie, è stato un piacere ritrovare la commissaria della scientifica Michela Gambino, l'amico anatomopatologo Alberto Fumagalli, lo svagato Deruta, il riservato Casella, l'imbranato D'Intino e l'unico affidabile, il vicequestore Scipioni. 

Una squadra? Andiamo, dottor Baldi! Ho quattro gatti. Quattro gatti proprio, di cui uno è poco più di una forma antropomorfa, un altro a volte ci azzecca e a volte pare un deficiente, un terzo di buon comando ma di bassissima manovalanza, avrei un solo uomo, il viceispettore Scipioni. 

Un aiuto viene dato a Schiavone anche dagli amici di Roma, Brizio e Furio. 

Brizio alzò la testa per guardare le montagne. 

"Però che bello, c'è un sacco di neve!" osservò. "Me mette allegria". 

"te mette allegria perché fra du' giorni te ne vai" gli disse Rocco. 

In campo sentimentale per Schiavone è forte il rimpianto di un amore possibile, una storia che avrebbe potuto essere e che invece è solo una voce da aggiungere alla lista dei rimorsi. Lui continua a soffrire per il vuoto insostenibile del fantasma della moglie Marina che non si fa più vedere e non gli parla più. Eppure il Natale ha in serbo per il nostro protagonista un dono che proverà a riscaldare il suo cuore. 

Giusto per rimanere sempre aggiornati è opportuno ricordare che Schiavone colloca "i regali di Natale" al nono livello nella classifica delle "rotture" a pari merito con i fuochi d'artificio di Capodanno. 

Manzini rivela alcuni episodi sulla vita del vicequestore. Con un triplo salto carpiato all'indietro vedremo Rocco alle prese con i temi a scuola, con la passione per il fumetto "Beetle Bailey" e con un piccolo crimine. Scopriremo anche il ricordo del professor Cantone che alle superiori soleva ripetere ai suoi studenti che dovevano costruirselo da soli il loro pensiero interpretando la realtà. 

Bisogna sempre dubitare, non bisogna mai dare nulla per scontato, soprattutto le Verità assolute, quelle religiose e quelle politiche, perché le hanno fatte gli uomini e gli uomini sbagliano. 

Memore di queste parole, Schiavone saprà portare a termine le indagini superando porte blindate, decifrando formule occulte e svelando identità nascoste. 

Sicuramente Rocco Schiavone è un personaggio fuori dagli schemi, pronto a trasgressioni al limite del lecito ma con un senso di giustizia tutto suo e un cuore tenero nascosto da strati di oscurità. L'amara ironia del vicequestore nasconde la sua tenerezza, l'incapacità di amare perché il suo amore è per chi adesso è solo il fantasma di un rimorso. Tuttavia Rocco Schiavone evolve e cambia nel tempo, anche se le ombre del passato lo inseguono minacciose. Non cambia, invece, la sua cinica visione su verità, degrado umano e giustizia. 

"Sotto mentite spoglie" è un giallo dai mille ingranaggi, dalle molteplici storie intrecciate, dai disagi esistenziali, dalla denuncia sociale e da profondi sentimenti. Il tutto è narrato con umorismo ironico che intreccia indagini complesse a riflessioni sulla solitudine, al dolore e alla morale. La trama è ben costruita, la lettura è scorrevole e piacevole, la complessità dell'animo umano e le sue zone in ombra sono il cuore pulsante del romanzo. I personaggi sono ben delineati, crescono ed evolvono, sono diventati, anche per me, una grande famiglia. Rocco è un amico di vecchia data, con i suoi rari momenti di slancio e i suoi tanti momenti di sconforto. Eppure la sua personale ricerca di verità non si arena mai. Lui ha amato ma è convinto di non poter più amare. Lui è stato felice ma ora vive con la certezza che non saprà mai più cos'è la felicità. 

Per concludere in bellezza ecco arrivare, sul finire di questo romanzo, un nuovo personaggio che innesca un meccanismo a orologeria che ci proietta nella prossima storia e io non vedo l'ora di fare ufficialmente la sua conoscenza. Riuscirà il vicequestore Rocco Schiavone a ritrovare la luce in fondo al tunnel o resterà un antieroe burbero e malinconico? Io tifo per l'antieroe!

lunedì 9 febbraio 2026

RECENSIONE | "Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs

"Le amiche di sempre" di Sue Hincenbergs, Edizioni Piemme, è una tragicommedia su quattro amiche sessantenni che pianificano di uccidere i loro mariti per intascare le loro polizze vita milionarie. La storia mescola il drammatico e il divertente, spesso affrontando tematiche profonde con un approccio ironico e leggero.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 7
Le amiche di sempre
Sue Hincenbergs

Editore: Piemme
Pagine: 416
Prezzo: € 19,90
Sinossi

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. Una divertentissima storia di amicizia, matrimoni fin troppo lunghi e idee diaboliche, che cattura dalla prima risata all'ultimo colpo di scena.





Si torna sempre allo stesso punto. I nostri fottuti mariti. I nostri fottuti mariti che hanno perso tutti i nostri soldi e rovinato le nostre vite. Io ho sessantatrè anni. Non dovrei trovarmi in una situazione di merda come questa.

Dopo trent'anni di amicizia, Pam sogna di godersi la pensione insieme a Nancy, Shalisa e Marlene, le migliori amiche di sempre. Ma quando i loro mariti mettono insieme i risparmi di una vita per investirli in un fondo che poi si rivela fallimentare, all'improvviso i piani per il futuro iniziano a sembrare grigi... proprio come i loro matrimoni. La scoperta delle polizze vita a sette cifre dei mariti, però, riaccende le loro speranze e un nuovo sogno prende vita. Le amiche hanno in mente un piano, e per attuarlo avranno bisogno di un sicario. Nel frattempo, anche i mariti hanno un progetto segreto per la pensione, ma quando le cose iniziano a precipitare, si rendono conto che potrebbero non farcela a battere le loro compagne. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo che si legge con il sorriso sulle labbra ma lascia un retrogusto amaro riflettendo sui rapporti d'amore e d'amicizia. Siamo al cospetto di una commedia degli equivoci che indaga lo stato di salute di matrimoni fin troppo lunghi e vede il nascere di idee diaboliche per riprendere in mano la propria vita. Si procede speditamente con la lettura solcando mari di equivoci, incomprensioni e voglia di cambiamento. La rotta tracciata incrocia temi importanti come l'amore di lunga durata, l'amicizia, la mezza età e il rispetto. 

I personaggi, impegnati in questa storia ad alto rischio, sono legati da una profonda amicizia: 

Hank, marito di Pam, è responsabile del locale Casinò; 

Dave, addetto alle slot machines dello stesso Casinò, è il marito di Marlene; 

Larry, dirigente bancario, è sposato con Nancy; 

Andre, proprietario di un servizio di corrieri, è il marito di Shalima. 

Alla morte di Dave, le amiche fanno una sorprendente scoperta: i loro mariti hanno taciuto la verità sostituendola con una bugia. Inizia così un effetto domino che coinvolgerà tutti tra malintesi, ripensamenti (pochi) e decisioni tragicomiche (molte). 

Le amiche, con i rispettivi mariti, sono donne desiderose di vivere ancora appieno le loro vite. La pensione è più un miraggio che una certezza. Spesso si lasciano andare a cari ricordi, ripercorrono le scelte del passato sempre fatte con amore e fiducia. Poi l'amore cambia con il passare del tempo, l'emozione e le farfalle nello stomaco dei primi anni diventano un lontano ricordo. I rapporti di coppia diventano un percorso che richiede comprensione, dedizione e la capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni della vita. I nostri complicati, fragili e un po' folli protagonisti del romanzo, sapranno ritrovare la retta via? 

Per complicare ancora di più gli eventi, c'è Hector, un barbiere di El Salvador noto per "fare ciò che va fatto" e che si rivela un sicario-filosofo. La donna che ha conquistato il suo cuore è Brenda. Hector vigila con amore sulla vita della moglie, elimina dalla sua strada tutti i sassolini che potrebbero crearle dei problemi. Il suo mantra è "Moglie felice, vita felice". 

Conosceremo poi Padma, la giovane direttrice del Casinò, tartassata da una madre potente in odore di malavita e da una sensale di matrimoni. Lei vive in perenne equilibrio sul tacco 12 ed è "Una persona sostanzialmente buona abituata a fare cose cattive". I personaggi sono moralmente ambigui, alcuni sono odiosi, altri, come l'adorabile cane Elmer, sono adorabili. C'è anche un gruppo di gangster di Mumbai pronti a dar voce alle loro pistole. Tutti insieme tessono una moderna ragnatela dark. 

L'autrice non copre le tracce di nessuno, noi lettori sappiamo esattamente ciò che succede. Si gioca a carte scoperte tra dure verità e improbabili decisioni. Sorridendo si scopre il vaso di Pandora delle relazioni sia quelle tra i coniugi, sia quelle con i loro amici. 

"Le amiche di sempre" è un romanzo irresistibile, poco probabile ma divertente in cui ogni tessera del puzzle trova il suo posto. É un mix di emozioni e sorrisi, di cuore e umorismo, di riflessione e speranza. Il finale prevedibile non toglie nulla al romanzo anzi è perfettamente in linea con la storia che scorre, dopo un placido inizio, come un fiume che corre impetuoso verso la cascata. Tenetevi forte e buon divertimento!  

lunedì 26 gennaio 2026

RECENSIONE | "L'ultimo segreto" di Dan Brown

Dopo otto anni da "Origin", Dan Brown torna in libreria con "L'ultimo segreto" pubblicato in Italia da Rizzoli. 

Il romanzo riporta in azione uno dei personaggi più iconici della narrativa contemporanea: Robert Langdon, esperto di simbolismo e docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard. 

Semplificando al massimo, posso affermare che "L'ultimo segreto" si basa su tre pilastri: la noetica, il Golem e la città-labirinto di Praga. Il libro propone un'avventura mozzafiato ricca di misteri, simboli nascosti, arte, scienza e colpi di scena nello stile inconfondibile di Dan Brown.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
L'ultimo segreto
Dan Brown

Editore: Rizzoli
Pagine: 800
Prezzo: € 27,00
Sinossi

Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all’umanità ma che potrebbe, anche, diventare un’arma dall’impatto devastante.





La Noetica è lo studio della coscienza umana. Fin dagli albori della civiltà, l'uomo ha cercato di dare risposte ai misteri della propria mente, quali la natura della coscienza e dell'anima. Per secoli ha affrontato questi temi soprattutto attraverso la lente della religione. 

Mentre si trova a Praga per accompagnare Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso a vivere un terribile incubo: Katherine è scomparsa dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa. Langdon inizia la sua personale indagine tra antichi castelli, cattedrali e labirinti sotterranei. Il lato oscuro della città sembra fagocitare il professore deciso a svelare segreti rimasti celati per secoli. Langdon dovrà affrontare una temibile sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell'umanità intera. 

"L'ultimo segreto" è il sesto capitolo della serie che narra le avventure dell'affascinante Robert Langdon. Il romanzo presenta una trama complessa, un ritmo serrato e un mix di elementi tradizionali e innovativi nella narrativa dell'autore. Gli elementi che hanno attirato la mia attenzione sono i misteri storici da risolvere, la presenza di simbolismi da decifrare, i personaggi carismatici e la tensione sempre crescente. Il tutto è intrecciato con elementi artistici, storici e religiosi, che tanto fascino esercitano su noi lettori. 

Gli argomenti trattati sono molto interessanti a partire dai temi oggetto di discussioni nella conferenza rivoluzionaria tenuta da Katherine Solomon. La studiosa sta per pubblicare un libro che contiene scoperte sorprendenti sulla natura della coscienza umana e minaccia di sconvolgere secoli di credenze consolidate. 

I noetici ritenevano che la coscienza non fosse il risultato dell'attività cerebrale, ma piuttosto un aspetto fondamentale dell'universo come lo spazio, il tempo o l'energia. E che non fosse nemmeno localizzata all'interno del corpo. 

A rendere gli eventi ancora più affascinanti è un'antica leggenda di Praga: l'esistenza di un guardiano mistico, "un protettore costretto dentro un involucro fisico, chiamato a sacrificarsi per farsi carico delle sofferenze altrui." 

L'arte magica della Cabala fa capolino fra le pagine del romanzo con una figura mitica, il Golem. 

I miti si intrecciano alle paure della nostra società e mostrano come il nostro presente non sia proprio un inno alla libertà. Le città sono controllate dalle telecamere di sicurezza, le verità sono abilmente manipolate, l'identità può essere mutabile e mai certa. 

Dan Brown narra la grande avventura della conoscenza di se stessi. Lo fa in una città sospesa, Praga, tra splendide architetture e pericoli che incombono. Ci porta in un territorio inesplorato dove albergano le nostre paure e le nostre ossessioni. Il grande mistero della mente umana, la classificazione dei dati e il controllo del reale, sono il frutto proibito della scienza futuristica. 

"L'ultimo segreto" è un thriller ad alta tensione che vede i protagonisti confrontarsi con i lati oscuri della scienza. La scrittura è chiara e diretta, eliminando ogni elemento superfluo per far emergere le cose essenziali, l'autore realizza una storia che funziona bene fin dal principio. La natura umana non offre il meglio di sé. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all'umanità ma che potrebbe, anche, diventare un'arma dall'impatto devastante. La coscienza è manipolabile? 

Libro impegnativo ma scorrevole e piacevole soprattutto per chi ama le descrizioni scientifiche, l'avventura, l'intrattenimento e la speculazione filosofica. La coscienza umana è un tema su cui fermarsi a riflettere: esiste qualcosa dopo la morte? La conoscenza si basa solo sui cinque sensi o c'è altro? 

Non troverete sicuramente tutte le risposte ma assisterete a un confronto tra fede e scienza, spiritualità e razionalità, vita e morte. Nella zona grigia della nostra morale troveremo mille domande su giusto e sbagliato, sulla coscienza e sull'aldilà. All'immaginazione di noi lettori il compito di ipotizzare le risposte alle grandi domande. L'immaginazione sarà la nostra arma vincente per accettare l'idea di un "oltre" che fa capolino. La nostra realtà cela misteri troppo grandi e orribili anche per un mito come il professor Robert Langdon.