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lunedì 26 gennaio 2026

RECENSIONE | "L'ultimo segreto" di Dan Brown

Dopo otto anni da "Origin", Dan Brown torna in libreria con "L'ultimo segreto" pubblicato in Italia da Rizzoli. 

Il romanzo riporta in azione uno dei personaggi più iconici della narrativa contemporanea: Robert Langdon, esperto di simbolismo e docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard. 

Semplificando al massimo, posso affermare che "L'ultimo segreto" si basa su tre pilastri: la noetica, il Golem e la città-labirinto di Praga. Il libro propone un'avventura mozzafiato ricca di misteri, simboli nascosti, arte, scienza e colpi di scena nello stile inconfondibile di Dan Brown.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
L'ultimo segreto
Dan Brown

Editore: Rizzoli
Pagine: 800
Prezzo: € 27,00
Sinossi

Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all’umanità ma che potrebbe, anche, diventare un’arma dall’impatto devastante.





La Noetica è lo studio della coscienza umana. Fin dagli albori della civiltà, l'uomo ha cercato di dare risposte ai misteri della propria mente, quali la natura della coscienza e dell'anima. Per secoli ha affrontato questi temi soprattutto attraverso la lente della religione. 

Mentre si trova a Praga per accompagnare Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso a vivere un terribile incubo: Katherine è scomparsa dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa. Langdon inizia la sua personale indagine tra antichi castelli, cattedrali e labirinti sotterranei. Il lato oscuro della città sembra fagocitare il professore deciso a svelare segreti rimasti celati per secoli. Langdon dovrà affrontare una temibile sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell'umanità intera. 

"L'ultimo segreto" è il sesto capitolo della serie che narra le avventure dell'affascinante Robert Langdon. Il romanzo presenta una trama complessa, un ritmo serrato e un mix di elementi tradizionali e innovativi nella narrativa dell'autore. Gli elementi che hanno attirato la mia attenzione sono i misteri storici da risolvere, la presenza di simbolismi da decifrare, i personaggi carismatici e la tensione sempre crescente. Il tutto è intrecciato con elementi artistici, storici e religiosi, che tanto fascino esercitano su noi lettori. 

Gli argomenti trattati sono molto interessanti a partire dai temi oggetto di discussioni nella conferenza rivoluzionaria tenuta da Katherine Solomon. La studiosa sta per pubblicare un libro che contiene scoperte sorprendenti sulla natura della coscienza umana e minaccia di sconvolgere secoli di credenze consolidate. 

I noetici ritenevano che la coscienza non fosse il risultato dell'attività cerebrale, ma piuttosto un aspetto fondamentale dell'universo come lo spazio, il tempo o l'energia. E che non fosse nemmeno localizzata all'interno del corpo. 

A rendere gli eventi ancora più affascinanti è un'antica leggenda di Praga: l'esistenza di un guardiano mistico, "un protettore costretto dentro un involucro fisico, chiamato a sacrificarsi per farsi carico delle sofferenze altrui." 

L'arte magica della Cabala fa capolino fra le pagine del romanzo con una figura mitica, il Golem. 

I miti si intrecciano alle paure della nostra società e mostrano come il nostro presente non sia proprio un inno alla libertà. Le città sono controllate dalle telecamere di sicurezza, le verità sono abilmente manipolate, l'identità può essere mutabile e mai certa. 

Dan Brown narra la grande avventura della conoscenza di se stessi. Lo fa in una città sospesa, Praga, tra splendide architetture e pericoli che incombono. Ci porta in un territorio inesplorato dove albergano le nostre paure e le nostre ossessioni. Il grande mistero della mente umana, la classificazione dei dati e il controllo del reale, sono il frutto proibito della scienza futuristica. 

"L'ultimo segreto" è un thriller ad alta tensione che vede i protagonisti confrontarsi con i lati oscuri della scienza. La scrittura è chiara e diretta, eliminando ogni elemento superfluo per far emergere le cose essenziali, l'autore realizza una storia che funziona bene fin dal principio. La natura umana non offre il meglio di sé. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all'umanità ma che potrebbe, anche, diventare un'arma dall'impatto devastante. La coscienza è manipolabile? 

Libro impegnativo ma scorrevole e piacevole soprattutto per chi ama le descrizioni scientifiche, l'avventura, l'intrattenimento e la speculazione filosofica. La coscienza umana è un tema su cui fermarsi a riflettere: esiste qualcosa dopo la morte? La conoscenza si basa solo sui cinque sensi o c'è altro? 

Non troverete sicuramente tutte le risposte ma assisterete a un confronto tra fede e scienza, spiritualità e razionalità, vita e morte. Nella zona grigia della nostra morale troveremo mille domande su giusto e sbagliato, sulla coscienza e sull'aldilà. All'immaginazione di noi lettori il compito di ipotizzare le risposte alle grandi domande. L'immaginazione sarà la nostra arma vincente per accettare l'idea di un "oltre" che fa capolino. La nostra realtà cela misteri troppo grandi e orribili anche per un mito come il professor Robert Langdon.

lunedì 31 marzo 2025

RECENSIONE | "Uccidi i ricchi" di Sandrone Dazieri

Con un titolo che suona come un incitamento contro le classi sociali più agiate, Sandrone Dazieri ci presenta il suo nuovo romanzo, "Uccidi i ricchi", edito da Rizzoli. Il libro segna il ritorno della coppia investigativa Dante Torre e Colomba Caselli che abbiamo conosciuto nella "Trilogia del padre" ("Uccidi il padre", 2014; "L'angelo", 2016; "Il re di denari", 2018), serie bestseller che ha fatto di Dazieri un autore internazionale tradotto in 25 Paesi.

Dante e Colomba saranno alle prese con un piano diabolico e con un assassino che non sembra intenzionato a fermarsi. L'indagine ha inizio in seguito alla morte sospetta di un ex calciatore miliardario in un grattacielo di Milano. Intanto sul web si diffondono post incendiari con il mantra "Uccidi i ricchi".

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 7
Uccidi i ricchi
Sandrone Dazieri

Editore: Rizzoli
Pagine: 384
Prezzo: € 19,00
Sinossi

Era scomparsa dai radar ma ora è tornata, l’ex vicequestore Colomba Caselli, e si fa notare. Capelli corti neri, iridi di un verde cangiante, spalle larghe da nuotatrice, zigomi alti vagamente orientali. E ferite difficili da ricucire. Ora, nel suo nuovo ruolo di detective privato, ha per le mani un omicidio fuori dal comune. Tra i grattacieli di vetro abitati dai milionari di Milano, infatti, tutto sembra sotto controllo: massima sorveglianza e telecamere ovunque. Eppure l’ex calciatore Jesús Martínez viene trovato morto nel suo costosissimo appartamento, congelato in una criosauna di ultima generazione. Sembra un malfunzionamento, ma se si tratta di uno dei cinquecento uomini più ricchi al mondo non esistono errori. Colomba non può fare a meno del suo prezioso quanto imprevedibile socio, Dante Torre, uomo dalle intuizioni geniali, che soffre di una forma estrema di claustrofobia e che con lei condivide le cicatrici di un passato traumatico. Tra loro c’è una complicità che li tiene in connessione, anche quando a dividerli è la lontananza. I due scoprono presto che quella di Martínez non è l’unica morte sospetta tra i membri di un ristretto cerchio composto da multimilionari. Nel frattempo si diffonde online una serie di post che incitano alla rivolta lanciando lo slogan: UCCIDI I RICCHI. Che si tratti della mano di un singolo vendicatore sociale oppure di un gruppo di anarchici o complottisti, il killer sembra inafferrabile. Messi a dura prova dall’indagine, Dante e Colomba dovranno anche sbrogliare la matassa intricata dei loro sentimenti, e capire se provano qualcosa l’uno per l’altra. 



Per essere definiti "ricchi", spiega Dante, non occorre solo il denaro. 

Ci sono i ricchi normali, gli arricchiti e i super ricchi. La prima categoria è ricca di famiglia: ha proprietà, terre e liquidità da generazioni. Sangue blu, in certi casi. Gli arricchiti hanno fatto i soldi con il loro business, hanno tante case ma poche terre, liquidità variabili dalle loro capacità. Hanno conosciuto la povertà o comunque la vita normale, hanno paura di tornare poveri, sono arroganti e accumulatori. Poi ci sono i super ricchi. É una novità del terzo millennio. Si muovono con altri ordini di grandezza. Possiedono letteralmente il nostro mondo. Hanno eserciti privati, costruiscono città nei deserti e impongono i loro gusti a tutti.

Conosciamo la coppia investigativa: 

Lei è l'ex vicequestore Colomba Caselli. Dopo aver deciso di chiudere con la polizia, collaborerà con i Servizi Segreti. Ora è tornata e si fa notare. Capelli corti neri, iridi di un verde cangiante, spalle larghe da nuotatrice, zigomi alti vagamente orientali. E ferite difficili da ricucire. 

Lui è Dante Torre, cultore della materia criminale. É diventato una star di podcast in cui parla delle origini dei crimini e dei casi irrisolti. Prezioso quanto imprevedibile socio di Colomba, Dante è un uomo dalle intuizioni geniali che soffre di una forma estrema di claustrofobia conseguenza di un passato traumatico. 

Colomba, nel suo nuovo ruolo di detective privato, deve affrontare un omicidio fuori dal comune. Tra i grattacieli di vetro abitati dai milionari di Milano, tutto sembra supercontrollato: massima sorveglianza e telecamere ovunque. Eppure l'ex calciatore Jesus Martinez, diventato magnate del fitness nel settore specifico della crioterapia, viene trovato morto nel suo costosissimo appartamento, per un "infarto da freddo" dovuto al mal funzionamento di una criosauna di ultima generazione. Sembra un incidente, ma se si tratta di uno dei cinquecento uomini più ricchi al mondo non esistono errori. 

Per indagare Colomba chiede la collaborazione di Dante e i due scoprono presto che quella di Martinez non è l'unica morte sospetta. In un breve lasso di tempo muoiono anche Franco Muller, magnate farmaceutico, e Cristina Rinaldi Moretti, stilista che firma abiti ecosostenibili ma che era stata accusata di far produrre i vestiti in Bangladesh con paghe irrisorie. 

Chi uccide i multimilionari? 

Nel frattempo si diffonde online una serie di post che incitano alla rivolta lanciando lo slogan: "Uccidi i ricchi". 

Durante le indagini sono formulate varie ipotesi. Potrebbe trattarsi di un singolo vendicatore o di un gruppo di anarchici o complottisti. Il killer sembra inafferrabile. Dante e Colomba dovranno mettere fine agli omicidi e sbrogliare anche la massa intricata dei loro sentimenti per capire se provano qualcosa l'uno per l'altra. 

"Uccidi i ricchi" è un thriller implacabile che si interroga sul presente della nostra società e sul futuro dell'umanità. Tra complotti e dilemmi morali, vendette sociali e riflessioni sul potere, Sandrone Dazieri unisce il fascino del noir con le sfumature del lato oscuro della società e crea una trama che ci porta a riflettere sul nostro mondo. 

C'é una sola grande nazione e si chiama Dollaronia e a comandarla sono le persone più ricche del mondo. I primi venti hanno il potere assoluto. Comandano loro. Su tutto. Economia, guerre... Tutti voi avete casa o usate qualche servizio fornito da loro. Internet, medicine, armi. Tutto.

La disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e dei privilegi è sotto gli occhi di tutti. Il potere dei super ricchi rischia di non avere un limite. I ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri diventano sempre più poveri. Negli affari sono spietati e non hanno certo un cuore tenero. Viviamo in un'epoca dominata da un capitalismo sempre più tecnologico, dove poche persone controllano risorse immense. 

Eppure c'è qualcosa che ci rende tutti uguali: la Morte che tutto appiana. La morte è una "livella", diceva Totò, si diventa tutti uguali a prescindere da ciò che si è fatto in vita. Di fronte al potere della morte comprendiamo la natura effimera dei beni mondani. Tuttavia la nuova sfida dei miliardari per sconfiggere la morte potrebbe portare nuovi problemi a noi poveri mortali. Il potere cerca l'immortalità! Giocare a fare Dio non è per tutti, lo sa bene l'assassino che uccide i ricchi, potenti e ingordi. Per loro nessuno verserà lacrime, anzi la loro morte sembra un atto di giustizia. 

"Uccidi i ricchi" è un romanzo da leggere tutto d'un fiato. Dazieri proietta subito il lettore sulla scena del crimine e da qui inizia un'indagine tagliente del tessuto sociale. Molti i personaggi che interagiscono tra loro in un lasso di tempo molto breve e alla fine del romanzo tutti gli interrogativi saranno evasi in modo soddisfacente. Il conflitto tra il mondo dei ricchi e quello di chi non lo è solleva molti interrogativi. Parteciperemo a cerimonie esclusive dove i cani robot fanno la guardia. Voleremo su elicotteri sorvolando antichi castelli e mega yacht. Avremo sempre presente il messaggio del titolo e toccheremo con mano il malcontento sociale e il senso di ingiustizia che portano alla protesta. In una girandola di false piste e scoperte inattese si giunge all'amara conclusione che la normalità di una vita sia spesso una facciata che nasconde realtà oscure e inquietanti. Cosa succederà al grido di "Uccidi i ricchi"? Leggete questo romanzo e ogni cosa vi verrà svelata.

venerdì 26 luglio 2019

RECENSIONE | "Sadie" di Courtney Summers

“Sadie” di Courtney Summers, pubblicato da Rizzoli, è un romanzo che scuote le coscienze, pone mille domande e rende concreta la voglia di vendetta. È una storia che narra l’inferno sulla Terra e pur non essendovi descrizioni cruente riesce a trasmettere un senso di angoscia e totale coinvolgimento. “Sadie” ha vinto l’Edgar Award 2019 nella categoria Best YA Fiction, premio assegnato dall’organizzazione Mystery Writers of America alla migliore opera di genere giallo, horror e thriller.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Sadie
Courtney Summers

Editore: Rizzoli
Pagine: 366
Prezzo: € 17,00
Sinossi
Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l’uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più.Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell’uomo che è convinta abbia ucciso la sorella.Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi? Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, che racconta in prima persona la sua caccia all’uomo, Courtney Summers ci regala una storia struggente che resta sulla pelle ben oltre la sua ultima pagina.


Sto per uccidere un uomo. Sto per spegnere la luce nei suoi occhi. Voglio osservarla svanire. Non si dovrebbe rispondere alla violenza con altra violenza, ma a volte penso che sia l’unica risposta.
Sadie Hunter, diciannove anni, è scomparsa da alcuni mesi. Il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie. Inizialmente il conduttore pensa si tratti del caso di una ragazza scomparsa che si aggiunge ai troppi casi di scomparsa di cui è piena la cronaca. Tuttavia questo caso si presenta subito ricco di un fascino nero che coinvolgerà McCray. Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni. Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, la ragazza vuole vendetta. Lei sa o crede di sapere il nome di colui che ha ucciso sua sorella e intraprende una lunga ricerca per trovarlo. 

Procedendo su due itinerari, il romanzo concede libertà di parola ai due personaggi principali. Da una parte c’è Sadie che racconta il suo straziante viaggio e la sua caccia all’uomo. A seguire le sue tracce c’è West che si ritroverà sempre più coinvolto dalla storia della ragazza. Ritrovarla diventerà un’ossessione mentre il mistero inquietante inizia a prendere forma e a svelarsi. Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, Courtney Summers ci regala una storia struggente da ricordare a lungo.

“Sadie” è un romanzo che corrode il nostro animo privandoci di molte sicurezze e mostrandoci una triste realtà. Nella vita, lo so, le certezze si contano sulle dita di una mano. La famiglia, l’amore che fa sorridere il cuore, la scuola, il lavoro dignitoso, gli amici. Bene, dimenticate ogni cosa e lasciate ogni  illusione all’inizio del libro. Con “Sadie” vi ritroverete in luoghi pieni di segreti, ascolterete storie dense di orrori e percorrerete strade che porteranno alla vendetta. Ancor oggi, dopo aver chiuso il libro, percepisco il bisogno d’affetto di Sadie che fin da bambina anela carezze e trova solo violenza psicologica e fisica.
Vent’anni fa è nata Sadie ed è stata messa tra le braccia della madre, e sei anni dopo furono le sue braccia ad accogliere sua sorella Mattie, e tutto il suo mondo prese vita.
Sadie non ha mai avuto una vita facile. È cresciuta  a Cold Creek, un paesino senza futuro del Colorado, e non ha mai conosciuto l’amore e la protezione della famiglia. Si è ritrovata grande dall’oggi al domani rinunciando a tutto per far da mamma alla sorellina Mattie.
Sadie amava Mattie con tutto il cuore e quell’amore per la sorella le diede uno scopo. Occuparsi di lei divenne la sua ragione di vita. Per quanto fosse piccola, sapeva già che Claire non sarebbe stata in grado.
Claire, la mamma biologica delle due ragazzine, è succube della tossicodipendenza e dell’alcol. Vive con le figlie in una roulotte ma non ha energia e tempo per occuparsi delle ragazze che trovano in May Beth un nonna surrogata. Quando la piccola Mattie viene trovata uccisa, sarà lei a chiedere l’aiuto del giornalista radiofonico West McCray.

Sadie non è mai stata libera di fare le sue scelte, ha svolto un ruolo non suo e l’ha fatto con amore prendendosi cura di Mattie. Ha vissuto per amare, accudire e proteggere la sorellina. Ora che Mattie non c’è più, le è rimasto un ultimo compito d’assolvere: la vendetta. Trovare e uccidere l’uomo che ha spento la luce negli occhi di Mattie diventa, per Sadie, un incubo a occhi aperti.
Ucciderò un uomo. Lo farò, lo farò, lo farò. Devo farlo. Ucciderò l’uomo che ha ucciso mia sorella.
Questo mantra nutre l’animo della ragazza che ha amato Mattie di un amore assoluto. L’amore però è sempre complicato. Per Sadie sarà fonte di piccole gioie e di gravi errori. L’amore unisce ma, con la stessa facilità, allontana. Perdere la sua sorellina è per Sadie la fine di tutto, vuol dire vedere il suo mondo andare in frantumi. Non le rimane che la vendetta, dare voce alle parole non dette, urlare il suo dolore e lacerare la carne di chi ha violato la vita di Mattie.

Prende le sue misere cose Sadie e va incontro al suo destino, ha con sé solo una foto e un coltello a serramanico. Una finta realtà e un’arma per dar sfogo a quell’odio che la tiene in vita, le dona energia. La vendetta diventa una fonte di giustizia. Sadie mette a tacere il suo cuore e inizia il suo viaggio doloroso che la porterà lontano, là dove vive il mostro.
Vorrei che la sua parte oscura vivesse al di fuori di lui, perché devi sapere della sua esistenza per vederla. Come tutti i veri mostri, alla luce del sole si nasconde.
“Sadie” è la storia di una famiglia disfunzionale segnata da tante cicatrici, tanti rimorsi, tanti inganni. Attraverso gli occhi della protagonista riusciamo a vedere il Male che striscia nelle camerette dei bimbi per distruggere i loro sogni. Tanti, come potete ben immaginare, i temi trattati attraverso molteplici domande che non hanno risposte. L’importante, per l’autrice, è spronare il lettore alla riflessione. Courtney Summers inventa una storia con personaggi verosimili, mostrando una visione impeccabile sulle miserie della vita. Miserie vissute nella quotidianità, che con passo lento e mortale ci conducono nel lato oscuro dell’esistenza. Ed è lì che compaiono i mostri senza dover ricorrere al soprannaturale. I mostri sono reali e seminano paura, orrore, disgusto. Sentimenti che i personaggi del libro cercano di rimuovere e la società nasconde.

Per Sadie cercare il mostro è un dovere d’assolvere. Il suo lungo viaggio sarà l’opportunità per dar voce ai momenti dolorosi della sua giovane esistenza. Lo farà in modo spietato e autentico. Leggere ed emozionarsi diventa un tutt’uno grazie a una scrittura fluida che tesse una ragnatela invisibile fatta di ricordi e lacrime.

lunedì 16 aprile 2018

RECENSIONE | "La cercatrice di corallo" di Vanessa Roggeri

Carissimi lettori, dopo aver letto e amato “Il cuore selvatico del ginepro” (recensione) e “Fiore di fulmine” (recensione), ho accolto con vivo interesse il terzo romanzo di Vanessa Roggeri: “La cercatrice di corallo”, edito Rizzoli. Chi ha letto i primi due romanzi, ricorderà con affetto le figure femminili di Ianetta, la coga, e Nora una bidemortos, colei che vede i morti. Questi libri sono una proiezione dell’amore della Roggeri per la sua terra natia, così la Sardegna diventa palcoscenico affascinante  di superstizioni e passioni, amori e debolezze. Con il suo terzo romanzo ampliamo la galleria di figure femminili conoscendo Regina, affettuosamente chiamata “Istellighedda”, cercatrice di corallo convinta di essere figlia del mare. Le acque azzurre si ergono testimoni di una drammatica storia d’amore, lo sciabordare delle onde tra gli scogli addormenta le coscienze e nel mare annegano pensieri inquieti e cattivi. È qui che nascono i desideri per poi infrangersi sulla realtà. Se volete, anche solo sfiorare questi sogni, venite con me per conoscere la notte oscura dell’anima. Ma prima dite addio alla spensieratezza dell’adolescenza, al fantasticare senza limiti godendo di una immensa libertà per entrare nel mondo adulto dove non è più tempo di sognare.
STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
La cercatrice di corallo
Vanessa Roggeri

Editore: Rizzoli
Pagine: 317
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo...


Il suo corpo non possedeva squame o pinne da delfino, né branchie che respirassero aria dall’acqua, eppure, per quanto fosse un corpo nato per stare sulla terraferma, riconobbe il mare quale propria casa, al pari di un figlio che dal primo istante di concepimento riconosce il grembo materno.
Quando Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell’estate 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica, sono solo due bambini. In riva al mare Regina regala ad Achille un rametto di corallo rosso dicendogli che gli porterà tanta fortuna ma non dovrà mai separarsene. Anni dopo, quella bambina è diventata un’abile cercatrice di corallo. Lei è una creatura del mare, libera e senza alcun legame. Lui, diventato un giovane uomo, riappare nella vita di Regina. I due sembrano attratti da una forza potente e distruttrice. Il passato segna il loro futuro. Novelli Romeo e Giulietta, Achille e Regina diventano protagonisti di una cupa tragedia. Le loro famiglie sono divise da rancori e vendette. Basterà l’amore per cambiare un destino che sembra già scritto?

Ho letto “La cercatrice di corallo” provando mille emozioni: la crudeltà di un cuore di pietra, il rancore della vendetta, la debolezza umana, l’incanto della giovinezza e dell’amore. Regina rispecchia il fuoco della giovinezza. In lei si mescolano sogni mitologici, coraggio e concretezza. Affronta a testa alta il mondo ostile quasi ossessionata dalla ricerca del corallo bianco, prezioso e raro, e non si rende conto di avere già la felicità al suo fianco.
Il corallo rosso è il tesoro santo del mare. È sangue, è forza, è vita! Fa germogliare i campi e nascere i bambini. È il sangue di Cristo, il sangue benedetto della sua resurrezione.
Achille è un ragazzo fragile, complicato, si muove come se fosse lui l’artefice del suo destino. Così non è! Diventa, suo malgrado, un’arma nelle mani di sua madre, Dolores Derosas.

Ecco è lei, la vedova Derosas, il personaggio che mi ha colpito maggiormente. Amo le figure forti, nel bene e nel male, e questa donna cova rancore contro Fortunato Derosas, cugino del defunto marito, per ben nove anni. Lui, per vecchi attriti tra parenti, le nega il suo aiuto quando Dolores, con i suoi otto figli, bussa alla sua casa cercando di non far morire di fame i suoi bambini. Il gran rifiuto segna l’inizio della fine per le due famiglie. Regina, figlia illegittima di Fortunato, regala il corallo ad Achille, figlio prediletto di Dolores. Il loro destino è deciso in quel momento, il rosso sangue del corallo segnerà le loro vite.

Ho visto crescere l’odio di Dolores mentre, con forza e coraggio, lottava per dare un futuro ai propri figli. Lotta con tutta se stessa la vedova, non si arrende affrontando una vita difficile ma sempre col pensiero rivolto all’affronto e all’umiliazione subita. Così come Fortunato non si era preoccupato di condannare alla fame i suoi figli, ora lei, Dolores Derosas avrebbe colpito lui senza alcuna pietà. Gli avrebbe tolto la cosa che per lui era più preziosa, sua figlia Regina. Quando la vita capovolge la situazione economica delle due famiglie, Dolores è diventata ricca mentre Fortunato è caduto in miseria, giunge il momento della vendetta. Naturalmente non condivido il comportamento della donna ma nell’economia del romanzo è fondamentale e io mi sono lasciata conquistare dalla forza distruttrice di un cuore nutrito dal desiderio di una vendetta privata del tipo occhio per occhio. Peccato che tale disegno veda Achille come protagonista.
Una madre aveva appena consegnato al figlio un frutto amarissimo, e il figlio non aveva fatto che aprire i palmi e accettare l’offerta maledetta.
In che cosa consista la vendetta è facilmente ipotizzabile e questo è forse l’unico limite di questo romanzo. La trama è, infatti, agevolmente intuibile ma diventa un mezzo per andare oltre all’apparente semplicità degli eventi. Con il suo stile ricco di emozioni pulsanti, la scrittrice narra una storia dal fascino arcaico, magico e irresistibile. Conoscete le origini mitiche della nascita del corallo? Si narra che il sangue sgorgato dalla testa di Medusa recisa da Perseo, cadendo in mare, si è tramutato nel prezioso ramoscello acquatico. La nave di Fortunato si chiama proprio Medusa mentre Libertà è il nome di un’altra barca che avrà un ruolo importante nella storia.
Fortunato Derosas, il gagliardo corallaro, padrone del corallo e dei mari, l’uomo che poteva vantare essenza salmastra nelle vene e occhi che bruciavano di ardore sanguigno
Fortunato si lascerà travolgere dall’odio e dalla collera. Nessuno vince, tutti sono prigionieri del rancore. La vendetta diventa un bisogno umano? Forse, tutti siamo bene e male.

Leggendo questo romanzo di Vanessa Roggeri ho accostato i suoi personaggi ai vinti di Verga, gli umili prendono la parola per narrare le brutture della società e del cuore umano. L’irresistibile avventura della vita assume le vesti della lotta per la sopravvivenza nelle classi più umili. La Sardegna con il suo splendore e le sue tempeste si colora di atmosfere fatte di sentimenti intensi e figure selvagge che si muovono dando vita a vicende di dolore e di morte. Per fortuna un lumicino di speranza rompe il buio del cupo dramma. Le figure create dalla Roggeri vivono fino in fondo i loro limiti, le loro debolezze. Il dolore interiore trasloca nella vita reale senza pace. È facile immedesimarsi con questi personaggi comprendendo le debolezze umane. La scrittrice con una scrittura intensa, ricca di emozioni e suggestioni, narra della sua terra natia intesa come luogo dimora dei miti, dove il tempo si è fermato. Dinnanzi ai misteri della natura e del cuore umano nulla possiamo se non raccontare e costruire un ponte di parole e sentimenti per attraversare lo spazio che separa la volontà individuale dal destino, il rimorso dall’espiazione, l’odio dall’amore. I personaggi perdono la loro umanità già in vita, si sottraggono solo Regina e Achille. La storia della cercatrice di corallo finisce tra sogno e realtà, tra innocenza e crudeltà. Sicuramente non finisce qui il mio apprezzamento per Vanessa Roggeri, aspetterò con ansia il suo prossimo lavoro felice di aver conosciuto Ianetta, Nora e Regina.

lunedì 5 marzo 2018

RECENSIONE | "L'uomo di gesso" di C.J. Tudor

Dal 30 gennaio 2018 è in libreria il thriller “L’Uomo Di Gesso” di C.J. Tudor (Rizzoli). Un mix ben calibrato di suspense, colpi di scena e zone d’ombra che, tassello dopo tassello, conducono il lettore in una spirale progressiva dove non ci sono certezze.
STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
L'uomo di gesso
C.J. Tudor (traduzione di S. Ristori)

Editore: Rizzoli
Pagine: 347
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Sono trascorsi trent'anni. Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale. Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado. Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell'estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici. Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle. E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco. Fino al corpo smembrato di una ragazza. Chi sia stato l'artefice di un simile delitto, in questi trent'anni, non si è mai saputo. Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde. La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa. Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio. L'uomo di gesso è tornato. 



La testa della ragazza giaceva su un piccolo cumulo di foglie arancioni e marroni. Gli occhi a mandorla fissavano la volta frondosa del sicomoro, del faggio e della quercia, ma non vedevano le incerte dita del sole che si facevano largo tra i rami e tingevano d’oro il terreno del sottobosco. Le palpebre non sbattevano mentre lucenti scarafaggi neri scorrazzavano sulle pupille. Occhi che non vedevano più nulla, solo oscurità.
Con questo prologo agghiacciante,Tudor ci apre le porte del suo romanzo presentandoci la Ragazza del Valzer. Un corpo straziato su cui qualcuno ha infierito mostrando tutta la sua crudeltà. Ma dove si nasconde il Male? Ovunque e in chiunque, oserei dire! Tuttavia in un gioco di specchi non sarà facile scoprire la verità, solo il finale renderà giustizia a eventi violenti che, da un passato sopito, reclamano attenzione.

Sono trascorsi trent’anni da quell’estate del 1986 in cui Ed Munster era un ragazzino e trascorreva le sue giornate con i fidati amici. Tra corse in bicicletta, spedizioni nei boschi e pomeriggi a scuola, nella cittadina di Anderbury, Ed e la sua banda vivevano serenamente. Avevano anche un codice segreto: piccole figure disegnate col gesso colorato, un colore per ogni ragazzo, per comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi,un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco dove avevano trovato il corpo smembrato di una ragazza. Il colpevole non era mai stata arrestato. Oggi, 2016, Ed è un uomo. Vive ancora nella medesima cittadina, insegna nella scuola locale e abita nella stessa casa in cui è nato. La sua quotidianità viene stravolta dall’arrivo di una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri amici hanno ricevuto lo stesso messaggio. L’uomo di gesso è tornato e il gioco ricomincia.

“L’uomo di gesso” è un romanzo che ha subito catturato la mia attenzione. La cover è semplicemente inquietante e promette una storia ricca di forti emozioni. Il prologo, poi, mi ha dato una bella scossa, ha messo in allerta i miei sensi e ha risvegliato la mia curiosità. Chi è la Ragazza Del Valzer? Chi l’ha uccisa? Perché la sua testa non è stata mai ritrovata?

Eddie Munster, Gav la Palla, Mickey Metallo, Hoppo e Nicky. Una banda di amici, un gruppo di ragazzini, un presente su cui si allungano le ombre del male.

Nella scacchiera degli eventi ci sono molte mosse imprevedibili a iniziare dalla comparsa di un omino stilizzato con un cappio al collo. Capitolo dopo capitolo, il 1986 e il 2016 si cedono il passo con perfetto sincronismo, ho fatto la conoscenza con strani personaggi, inquietanti disegni, incidenti non proprio chiari e un omicidio sanguinario. Le vicende del passato rivivono nel presente illuminate da una luce diversa, quasi abbellite dal tempo.
Ma anche la Storia con al s maiuscola in fondo è solo una storia, narrata da coloro che sono riusciti a sopravvivere.
Leggere questo thriller è stato un vero piacere. La scrittrice ha creato personaggi ben definiti dai loro caratteri, dai loro sentimenti e idee. Nella storia, dalla trama complessa ma ben scritta, amicizia, amore, paura, coraggio, rassegnazione, speranza e rabbia si intrecciano. Un romanzo pieno di sfumature e con false piste seminate lungo una narrazione mai noiosa. Nel labirinto del male ci si può perdere.
Bisogna iniziare dal principio, certo. Il problema è che non siamo mai riusciti a metterci d’accordo su quale fosse, questo principio. Quando abbiamo iniziato a disegnare gli ometti di gesso, o quando cominciarono a comparire da soli? È stato il terribile incidente, forse? O quando trovarono il primo corpo?
Per trovare una risposta a queste domande dovrete affrontare un percorso tortuoso con atmosfere mozzafiato. Fate attenzione alla natura della verità e alla consistenza dei sogni. Tra realtà e sogni horror c’è un ponte da percorrere che vi condurrà in un Luna- Park, poi sarà la volta di un folto bosco e dovrete chinare il capo prima di entrare in chiesa. Se tutto ciò non vi basta ecco comparire una clinica molto particolare in cui consiglio di soffermarsi il meno possibile.

Il Male ha mille volti e assume la consistenza dei tanti “avrei dovuto”, “avrei potuto”, “se solo”, che accompagnano l’intera esistenza di Ed. Così scopriremo una verità dai due volti, sacre convinzioni che perdono forza quando in ballo c’è il tuo futuro. I rimpianti non danno tregua, ti scavano dentro e ti logorano l’anima. Quando si decide cosa fare, come comportarsi in determinate occasioni, si pensa sempre di essere nel giusto. Se il tempo ci darà torto dovremo sopportarne le conseguenze. Il passato sbiadisce come una vecchia foto ma rimane in noi a testimonianza delle nostre azioni che hanno sempre delle conseguenze. Anche fare supposizioni può impedirci di vedere la gente per quella che è realmente. Se volete cimentarvi con tutto ciò, “L’uomo di gesso” è il thriller che fa per voi. Naturalmente prestate attenzione agli omini stilizzati, il gioco dell’impiccato potrebbe non essere un gioco. Gli omini di gesso potrebbero rivelare la loro vera natura.
Non dare mai nulla per scontato. Dubita di tutto. E guarda sempre cosa c’è dietro quello che ti sembra ovvio.

lunedì 11 dicembre 2017

RECENSIONE | “Tre donne. Una storia d’amore e disamore.” di Dacia Maraini

“Tre donne. Una storia d’amore e disamore.” è il nuovo romanzo di Dacia Maraini, edito Rizzoli. Una storia intensa, emozionante, in cui tre donne, a turno, si passano “la parola” senza mai prevaricare l’una sull’altra. Narrano in prima persona la vita, i pensieri, le difficoltà della loro piccola comunità femminile.

STILE: 9 | STORIA: 8 | COVER: 8
Tre donne.
Una storia d'amore e disamore.
Dacia Maraini

Editore: Rizzoli
Pagine: 207
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Ogni donna è una voce, uno sguardo, una sensibilità unica e irripetibile. Lo sono anche Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa stregata dall'assenza prolungata di un uomo. Tanto Gesuina, più di sessant'anni e un'instancabile curiosità per il gioco dell'amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta, che del cuore conosce solo il ritmo istintivo dell'adolescenza. Ma il fragile equilibrio che regola la quotidianità di queste tre generazioni è destinato a incrinarsi quando un uomo irrompe nelle loro vite, e ristabilirne uno nuovo significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. 

Gli affetti famigliari sono complicati e covano implicazioni sconosciute. Ci si ama follemente ma anche ci si detesta. Si trovano insopportabili i gesti, le azioni, le scelte di chi ci vive accanto, ma nello stesso tempo si pensa con terrore a quando questa intimità terminerà.
Nonna, figlia e nipote sono costrette a vivere nella stessa casa. Ognuna insegue i propri sogni, ha la sua vita e mal sopporta le altre. Finché un uomo, fidanzato di una delle tre, frantumerà il già fragile equilibrio.

Nonna Gesuina, più di sessant’anni perennemente innamorata dell’amore, è una donna disinibita, aperta al mondo. Ama la tecnologia per comunicare, ex  attrice ora “donna delle punture a domicilio”. Sua figlia, Maria, vorrebbe fuggire dalla realtà con la mente persa tra le carte di traduttrice. Ama i libri, il lento trascorrere del tempo, ha un’attenzione profonda verso la parola e la scrittura. Detesta la tecnologia, usa carta e penna per scrivere al suo amato mettendo a nudo i suoi pensieri. Per lei è bello sognare attraverso le parole scritte. A unire i sogni di Maria e la praticità di Gesuina è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta. Ha un drago tatuato sulla schiena. È una ragazza egoista.

Tre donne che confidano i propri pensieri a un diario. Gesuina, in linea con un uso disinvolto della tecnologia, registra quello che le passa per la mente su un piccolo registratore che porta sempre con se. Lori scrive un diario cartaceo che nasconde in un buco nel muro. Maria scrive lettere in cui ferma i suoi pensieri.

Tre donne che affrontano l’amore in modo diverso.
Dovrei difendere con più forza la libertà dell’amore che non conosce età, che si fa sudore, fiato, respiro, eccitazione, tutto per via del  piacere del gioco amoroso.
L’amore non ha età. Gesuina rivendica il diritto di amare in ogni età della vita. È attratta dal fornaio Simone con cui scambia baci nel retrobottega del negozio. Maria è romantica, “fragile come un uovo di giornata”, crede nell’amore e sogna “con il naso sempre nei libri”. Lori è la più arrabbiata, non crede nell’amore e pensa che la libertà sia non fare progetti, non innamorarsi. Considera la nonna “un’amoreggiatrice farfallina” e sua madre Maria “una donna distratta come una rosa invernale.”

Il già precario equilibrio verrà distrutto dall’arrivo di un uomo affascinante che farà del tradimento il cavallo di Troia per far implodere la piccola comunità di donne.

“Tre donne” è un romanzo intenso, ricco di metafore e similitudini. La scrittrice usa le parole come pennelli per dipingere i ritratti di tre donne. Pagina dopo pagina si compone non solo una descrizione fisica delle protagoniste ma s’impone, all’attenzione del lettore, il profilo psicologico di Gesuina, Maria e Lori. Esprimono l’amore in tre diverse stagioni della vita, affrontano l’esistenza in modo diverso, usano linguaggi diversi. Maria ha un linguaggio ordinato come la sua vita. Gesuina parla in modo semplice e usa spesso citazioni tratte soprattutto da Mirandolina che ha recitato a teatro. Lori usa un linguaggio duro espressione della sua rabbia. Il loro precario equilibrio è racchiuso nel sottotitolo: storia d’amore e disamore. La dolce culla dell’amore cede il posto alle bugie e agli inganni. Il cuore, prima ossessionato dall’amore, si ritrova colmo d’umiliazioni. Il disamore conquista la ribalta in un capovolgimento della realtà. Tutto cambia, gli amici diventano nemici, le certezze svaniscono e il disamore cristallizza i sentimenti. Tuttavia la nostalgia inizia un lungo viaggio dal profondo dell’anima. Pian piano avanza, riscopre emozioni, perdona, ritrasforma le bugie in baci. L’amore ha mille sfumature e in una famiglia di sole donne ancor di più. Solo il tempo potrà guarire le ferite del cuore, la speranza si presenterà con un lieve sorriso. Giustina, Maria e Lori dovranno far pulizie per eliminare i residui tossici di sentimenti infranti. Sicuramente il “per sempre” non appartiene a questa storia di donne apparentemente fragili che ritroveranno la forza e la complicità per guardare al futuro.

venerdì 11 novembre 2016

BLOGTOUR "Il Segreto delle Sibille" di Luisa Mazzocchi | Le leggende delle Sibille

Buongiorno lettori :) Seconda tappa del blogtour dedicato al romanzo "Il Segreto delle Sibille" di Luisa Mazzocchi. Ho avuto il piacere di leggere questo libro un po' di tempo fa (recensione) e sono stata felicissima quando ho scoperto che il romanzo sarebbe stato pubblicato dalla Rizzoli nella collana YouFeel. Luisa Mazzocchi è una bravissima scrittrice, seguite il blogtour e alla fine potrete vincere una copia del romanzo che vi consiglio assolutamente di leggere :)

Il Segreto delle Sibille
Luisa Mazzocchi

Editore: Rizzoli (YouFeel) | Pagine: 114 | Prezzo: € 2,99 (ebook)

Sinossi: Ci sono presenze invisibili che abitano le nostre vite, e incontri che sono scritti nel destino.
Un tranquillo lavoro da insegnante, due figli adolescenti e un marito “importante” che le garantisce un’ottima posizione nella città in cui vive, Ancona. Cosa desiderare di più dalla vita? Eppure Laura è inquieta e insoddisfatta, e tutto precipita quando scopre il tradimento del marito. Da questo shock prenderà il via una catena di eventi che trascineranno Laura in un’avventura terribile quanto liberatoria. Un vero e proprio viaggio nei segreti della sua storia e della sua terra, tra i paesaggi incantati dei monti Sibillini, fino all’incontro con il mondo misterioso e affascinante del sovrannaturale. Sarà proprio grazie a questo incontro che Laura troverà la soluzione del mistero che grava sul passato della sua famiglia e la forza per dare una nuova direzione alla sua vita.
Un romantic suspence intriso di segreti e amore, di magia e di storia che vi porterà in mondo di donne disposte a sacrificare se stesse per l’amore e la libertà.





Le leggende delle Sibille

In questo avvincente romanzo (recensione) troverete l’eco di antiche leggende che vi condurranno in un mondo magico dove la natura diventa parte integrante della storia. Tra i boschi, le pietre e le acque dei Monti Sibillini, vagano, sin dalla notte dei tempi, intense figure femminili: le Sibille. Nel romanzo vengono riportate interessanti informazioni su queste mitiche figure.
Delle fate delle Sibille, numerose erano state le leggende tramandate nel tempo. Si diceva che fossero ancelle della Regina Sibilla, creature misteriose che quasi ogni sera scendevano gli scoscesi sentieri dei Sibillini per recarsi a valle. Sembra che queste diafane creature bellissime fossero solite ballare con i pastori più belli della zona. Nei paesi di Castelluccio, Foce e Rocca si narra ancora delle loro danze notturne, quelle che hanno preso poi il nome di “saltarello” o “ballo delle Fate”, insegnate proprio dalle fate Sibille all’antica gente di quei luoghi magici. Erano ballerine abilissime, dai piedi simili a zoccoli di capra, che abitavano sul Vettore, nella Grotta delle Fate insieme alla loro Regina Sibilla, una saggia regnante che aveva comunque posto un limite alle loro scappatelle. Le fate dovevano infatti ritornare alla Grotta prima che il sole sorgesse. Se ciò non fosse avvenuto, ella non le avrebbe più accettate nel suo regno ed esse sarebbero diventate delle misere comuni mortali. Una volta per poco non accadde l’irreparabile: le fate non si accorsero che la notte stava per finire. Risalirono velocemente per il monte Vettore. I loro zoccoli caprini finirono per frantumare il terreno. Le fate riuscirono a rientrare in tempo nella Grotta, prima che i raggi dell’alba rendessero mortale qualcuna di loro. A perenne ricordo di quella estenuante corsa, sulla parte del monte da loro attraversata, rimase una lunga striscia di ghiaia che ora spicca ben visibile sul monte Vettore: il sentiero delle Fate.
Le fate sibilline erano donne celtiche giunte sui Monti Sibillini dopo la battaglia del Sentino avvenuta nel 295 a.C. nelle zone di Sassoferrato-Camerimo. Molto sangue venne versato, lo testimonia ancor oggi il fiume Sanguerone, fiume tinto di sangue. Le legioni romane combatterono contro i Celti. Nella battaglia i comandanti della coalizione antiromana, morirono con numerosissimi guerrieri. I Celti furono sconfitti e tantissime donne celtiche fuggirono sulle montagne. Tra loro c’era la bella e giovane Morhag che riuscì a fuggire su di un cavallo scampato al massacro. Cavalcando per ore, giunse nei boschi: era sfinita e si rese conto di essere ferita alla gamba destra. Sarebbe morta se non fosse successo qualcosa di insperato. La meravigliosa Sibilla delle sue genti era accorsa in suo aiuto. Morhag si risvegliò nella Grotta magica dei Sibillini. Iniziava, per lei, una nuova vita. La coraggiosa guerriera celtica, salvata in punto di morte dalla sacerdotessa druida Sibilla, rinasceva a nuova vita. In quella grotta magica si trovava la prodigiosa sorgente che donava l’immortalità. Un dono dall’enorme potere che la Sibilla condivideva con tutte le donne che si trovavano sul punto di morire nell’area di quei monti del mistero. Morhag divenne la prima ancella della Sibilla. Altre fanciulle si unirono a loro, tutte avevano un animo puro. Anche la sibilla Morhag compì delle magie salvando delle donne dalla violenza degli uomini. Nel tempo si aggiunsero altre sibille, sebbene alcune di loro subissero poi la punizione del ritorno alla vita terrena, senza peraltro alcun ricordo della precedente vita di fata. La Sibilla sapeva essere implacabile quando un’ancella osava disobbedirgli.

Nel corso degli anni le leggende sulle Sibille si sono evolute. Nella tradizione romana, il monte Sibilla venne collegato al culto della Magna Mater. Durante l’epoca del Cristianesimo primitivo, invece, la Sibilla divenne una profetessa. Le cose cambiarono durante l’oscuro Medioevo. La Grotta venne considerata una sede occulta di sortilegi e la Sibilla una strega che di notte si trasformava in serpe con le sue ancelle. La saggia indovina dei Sibillini divenne così la Maga Alcina, tanto che un casto guerriero, Guerrino detto il Meschino, per il solo avvicinarla rischiò di essere ammaliato. Bellissime e dispettose, le fate furono demonizzate e dotate di piedi diabolicamente caprini.

Ma di queste storie di sibille, molto altro potrebbe essere raccontato.

Una cosa è sicura: queste leggende trasmettono con intensità un’energia tutta femminile, un modo deciso di affrontare problemi e situazioni drammatiche. La forza delle donne non è leggenda ma in essa trova testimonianza attraverso i secoli. Giunge fino a noi e diventa parte attiva nel romanzo “Il Segreto Delle Sibille”. A voi scoprire il connubio perfetto tra fantasia e magia, tra leggenda e realtà. Non tutto ha una logica spiegazione, il mistero continua.




http://i.imgur.com/QK8UJjX.png
CALENDARIO BLOGTOUR

10/11 - Starlight book's: presentazione e giveaway

11/11 - Penna D'oro: leggenda delle sibille

12/11 - Libri di cristallo: intervista all'autrice

13/11- Librintavola: i personaggi

41/11 - Every book has its story: recensione

15/11 - Libri al Caffè: motivi per leggere il romanzo





REGOLE PER PARTECIPARE AL GIVEAWAY:
-Diventare LETTORE FISSO di tutti i blog partecipanti;
-Commentare tutte le tappe con commenti inerenti, lasciando anche un indirizzo email per essere contattati in caso di vittoria
-Mettere MI PIACE alla pagina Facebook Il segreto delle sibille
-Mettere MI PIACE alla pagina Facebook Rizzoli
-Condividere l'evento sui social taggando 3 persone

Buona fortuna e buona lettura :)

lunedì 3 ottobre 2016

RECENSIONE | "Il Turista" di Massimo Carlotto

Carissimi lettori, iniziamo una nuova settimana con una frase di Honoré de Balzac:

“Il caso è il solo legittimo sovrano dell’universo.”

Questa citazione, posta a introduzione del romanzo “Il Turista”, ci ricorda come agire sempre con la massima attenzione non è sinonimo di successo assicurato. Spesso l’imprevisto è dietro l’angolo ed è artefice di fallimenti e complicazioni. È ciò che il Turista proverà sulla propria pelle.

Ora non fate gli occhi a cuoricino pensando a magnifiche mete turistiche, abbandonate l’idea di perdervi in romantici tramonti in riva al mare. Sappiate che il Turista è un efferato e imprendibile serial killer che ama le città d’arte ma solo per scegliere le sue vittime. 

Il Turista
Massimo Carlotto

Editore: Rizzoli
Pagine: 301
Prezzo:  € 18.00

Sinossi: Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura,esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l’occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

Tutti fingono, la menzogna è l’unica moneta di scambio che abbia valore. Solo che noi dobbiamo essere più bravi.
Il Turista è un serial killer che non ama firmare i suoi omicidi, non sfida la polizia e non ha alcun desiderio inconscio di farsi arrestare. Ama travestirsi e uccidere, per lui, è sempre un piacere da reinventare ogni volta. È un uomo che non prova alcuna empatia con le vittime. Rimorso e paura gli sono sconosciuti. Nelle sue vittime ama vedere un atteggiamento di sottomissione dettato dal terrore. Non uccide mai due volte nella stessa città: per questo lo chiamano il Turista. Quando giunge a Venezia non sa che il destino ha in serbo per lui un nuovo inizio. Tutto prende il via da un passo falso commesso dal killer che lo incastrerà in un gioco pericoloso trasformandolo da cacciatore in preda.

A Venezia anche Pietro Sambo, ex commissario della squadra omicidi, è intrappolato nell’unico errore della sua vita: è stata espulso con disonore dal corpo per aver accettato la prima e ultima mazzetta della sua vita. Risalire la china è dura ma potrà riabilitarsi agli occhi di tutti compiendo un’impresa ardua, quasi impossibile ed estremamente rischiosa. Dovrà mettere le manette ai polsi del Turista. Per riconquistare onore e dignità nella vita sociale, Sambo si troverà a rischiare molto per compiere la sua missione. La caccia sarà spietata, ogni regola infranta, non ci sono buoni e cattivi, la legalità piega il capo davanti alla giustizia privata. La linea di demarcazione tra bene e male si sposta continuamente e scendere a compromessi, a volte, è l’unica soluzione possibile per non cadere in trappola.

Il Turista sceglie impulsivamente le sue vittime pregustando il rischio e il pericolo che sarebbero derivati dall’aggressione, un momento magico a cui non avrebbe mai rinunciato. Il killer uccide belle donne e le sceglie per le borse firmate che indossano. Borse che diventano trofei, considerati preziosi scrigni che celano frammenti di vita privata. Il Turista si sente invincibile e potente, è il re della menzogna e della manipolazione. Poi le cose si complicano quando commette l’errore fatale che lo trasformerà in preda alla mercé di uomini pronti a tutto per la loro causa.

“Il Turista” è un thriller che cattura, un’avvincente partita a scacchi giocata su una scacchiera complessa. Il caso muove i personaggi come pedine di un gioco crudele e violento. Nella magica Venezia, violata dal passaggio nel Canal Grande delle navi da crociera e da un turismo barbaro, si fronteggiano due organizzazioni clandestine che si vogliono eliminare a vicenda. Il Turista si trova invischiato in questa lotta che lo porterà a rivedere tutti i suoi piani. 

Il romanzo si compone di più storie unite da un filo di violenza fisica e psicologica. I molti personaggi, fatta eccezione per il killer e l’ex commissario, sono appena descritti  lasciando al lettore la possibilità di una personale visione. Ho notato che le donne della storia sono fragili ed emotivamente malleabili anche quando assumono ruoli forti e di comando. L’umanità presente nel romanzo è formata da esseri dall’indubbia moralità. Poliziotti corrotti, mercenari, servizi segreti fanno da cornice a un nucleo centrale che sposta la sua attenzione dal killer, alle organizzazioni clandestine, ai compromessi. In questo noir il messaggio sociale si accompagna all’intrigo poliziesco offrendo la possibilità di affrontare temi attuali. Ho apprezzato il modo dell’autore di mescolare luoghi reali con storie di fantasia. La scrittura agile favorisce una lettura veloce che alterna momenti di descrizione psicologica a momenti di pura azione. Le certezze in questo romanzo sono merce rara, abbondano intrighi, omicidi, tradimenti, sospetti. L’evoluzione della trama è ben congegnata e sono curiosa di scoprire se questo romanzo avrà un seguito. Se leggerete questo thriller vedrete che conoscere i pensieri del Turista ha un suo fascino, l’importante è non fidarsi.
Un’ultima raccomandazione, quando uscite lasciate le vostre borse griffate nell’armadio.
Saremo tutte, così, più tranquille :)