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mercoledì 10 settembre 2025

RECENSIONE | "La preda" di Damon Galgut

"La preda" è uno dei primi romanzi di Damon Galgut, pubblicato originariamente nel 1995 e ora edito in Italia da Edizioni E/O nella traduzione di Tiziana Lo Porto, è una parabola suggestiva sul peccato e sulla colpa. La speranza, invece, sarà sacrificata sull'altare del pessimismo. Tutto ha inizio in un tratto di strada solitaria quando due sconosciuti si incontrano. Il primo è un fuggitivo, il secondo è un prete.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 8
La preda
Damon Galgut

Editore: E/O
Pagine: 160
Prezzo: € 17,00
Sinossi

In un tratto di strada solitario due sconosciuti si incontrano. Il primo è un fuggitivo e viaggia a piedi apparentemente senza una meta precisa, il secondo guida un furgone ed è un prete diretto verso la nuova parrocchia che gli è stata assegnata. Temendo di essere consegnato alla polizia, dopo un momento di strana e folgorante intimità, il fuggitivo uccide il prete, nasconde il cadavere in una cava, ne assume vesti e identità, raggiunge la nuova parrocchia e si ritrova a presenziare il funerale del prete ucciso. Il fortuito ritrovamento del cadavere nella cava metterà il capo della polizia sulle tracce dell’assassino. Ma il crimine commesso dal fuggitivo non è un caso isolato, così come la sua fuga, trasformando la caccia all’uomo in una caccia collettiva al crimine, dove a inseguire è la legge e a essere inseguito è chiunque sia fuorilegge.





Un uomo che inseguiva un altro uomo attraverso la terra bruna, non erano più persone, erano un principio in atto: legge e fuorilegge. Cacciatore e preda. 

Il protagonista è un uomo senza nome che, in un tratto di strada solitaria, commette un omicidio. La vittima è un prete in viaggio verso una città vicina dove si trova la sua nuova parrocchia. 

La bottiglia si ruppe a mezz'aria dove prima c'era la testa del prete e il vino esplose rosso, come sangue. O forse era sangue. Poi l'uomo si chinò e sollevò un sasso che era rimasto lì immobile fino a quel momento e lo lasciò cadere sul cranio dell'uomo sotto di lui e lo piantò dentro.

L'omicida, in fuga nel Sudafrica natio dello scrittore, nasconde il cadavere in una cava dismessa e ruba l'identità del prete. Si reca in città e si presenta alla missione. Il suo primo incarico ufficiale è presenziare il funerale dell'uomo che lui ha ucciso. Il fortuito ritrovamento del cadavere nella cava metterà il capo della polizia sulle tracce dell'assassino. Il poliziotto, sospettoso per natura, si interessa sempre più al lavoro del nuovo ministro: osserva, ascolta, gira lentamente intorno alla sua preda. Il falso prete fugge. La legge lo insegue. La caccia all'uomo si trasforma in una caccia collettiva al crimine. 

In appena 160 pagine, Galgut realizza la metafora della colpa e del rimorso. Come in un eterno duello, il Poliziotto e il Fuggiasco si fronteggiano, si inseguono . Le vicende si svolgono attorno a una cava: un buco, nella terra, buio e freddo che, dice Galgut, è il massimo che gli esseri umani possono aspettarsi dal futuro. Puro pessimismo o realtà? 

L'elemento naturale (la cava) e quello umano sono intimamente legati simboleggiando la precarietà della vita umana, del sepolto, del nascosto e della solitudine spettrale. 

Poi il sole tramonta e l'ombra nella cava si trasforma. L'ombra si addensa. A quel punto non è più ombra. É oscurità e l'oscurità nel buco non è diversa dall'oscurità sopra di essa. Potrebbe esserci acqua nella cava, o movimento, o niente. Potrebbe non esserci fondo. 

I personaggi, infatti, sono uomini tormentati senza alcuna speranza nel futuro. Il loro disagio esistenziale nasce da un oscuro passato che proietta la sua ombra anche sul presente in un quadro di sconfitta globale. La posta in gioco è la libertà. Ottenerla è una lotta impari. 

Leggendo questo romanzo ho ripensato a un lavoro di John Steinbeck, "Uomini e topi", che narra la storia di due braccianti itineranti desiderosi di possedere un pezzo di terra dove lavorare e vivere in pace. Ma il sogno si infrange su una realtà fatta di solitudine, pregiudizio, tormento e crudeltà. La libertà anche per loro, come per il Fuggiasco, è una chimera. 

"La preda" è un'indagine che scava nelle profondità dell'animo umano, è un viaggio tra le zone d'ombra dell'esistenza, è un percorso sempre alla periferia dell'identità. È l'esplorazione di un territorio intimo che sconfina nell'onirico. Si percepisce la lama affilata che incide non solo le carni di una persona ma incide il corpo della società del Sudafrica e proietta l'oscurità sui cambiamenti reali nel Sudafrica post apartheid. 

L'incipit ci proietta in un'azione già iniziata, non conosciamo il passato del fuggitivo e non possiamo far altro che seguirlo nel suo viaggio alla continua ricerca di un luogo dove potersi fermare. Sembra, però, condannato a una fuga perpetua: 

C'era dentro di lui la sensazione di eventi che si esaurivano, di molle che si srotolavano e di ruote che rallentavano e sapeva che nella sua fuga azzurra e spettrale di movimento e sonno si stava rapidamente avvicinando al limite estremo delle cose. 

Uccidere è rinascere con un'altra identità. Tuttavia il destino del nostro assassino è già segnato. Fuggire e nascondersi a nulla servono. Il sospetto è come una spada di Damocle sempre pronta a colpire. "La preda" è un breve romanzo che narra di uomini in perpetuo movimento. La prosa concisa, cupa e intrisa di pessimismo, ben si adatta al paesaggio sudafricano, spoglio e suggestivo. I capitoli brevi, alcuni solo frammenti, rendono bene il susseguirsi veloce degli avvenimenti. Non c'è tempo per approfondimenti psicologici, non c'è modo di conoscere il passato, si respira una violenza repressa pronta a esplodere. Galgut non offre nessun conforto a chi legge. Appare subito chiaro che vittime e carnefici non sono poi così diversi, si è perseguitati dai propri demoni interiori e si insegue una verità che ogni volta ci sfugge tra le mani. Il capitolo finale del romanzo ci congeda ricordandoci l'inevitabilità del destino e il contagio dell'oscurità. Siamo tutti prede. Siamo tutti cacciatori.

giovedì 23 gennaio 2025

RECENSIONE | "Tatà" di Valerie Perrin

"Tatà"(Edizioni E/O, traduzione di Alberto Bracci Testasecca) è un coinvolgente romanzo della francese Valérie Perrin, fotografa, sceneggiatrice e autrice. Il suo primo libro, "Il quaderno dell'amore perduto", ha vinto il premio Choix des Libraires Littérature 2018, oltre a una decina di premi nazionali. "Cambiare l'acqua ai fiori", suo secondo romanzo, ha vinto il Prix Maison de la Presse 2018, ed è stato un successo internazionale. La terza opera, "Tre", ha vinto il premio Babelio nel 2022.

La protagonista Agnès, indagando sul mistero di sua zia Colette che per anni ha fatto credere di essere morta, scopre inattesi segreti di famiglia.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Tatà
Valérie Perrin

Editore: Edizioni E/O
Pagine: 608
Prezzo: € 21,00
Sinossi

Agnès non crede alle sue orecchie quando viene a sapere del decesso della zia. Non è possibile, la zia Colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di Gueugnon, c’è il suo nome sulla lapide… In quanto parente più prossima tocca ad Agnès andare a riconoscere il cadavere, e non c’è dubbio, si tratta proprio della zia Colette. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta? È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia di audiocassette, Agnès ricostruisce la storia di una famiglia, la sua, in cui il destino dei componenti è legato in maniera indissolubile a un circo degli orrori, all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti, alle vicende di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio, il FC Gueugnon.





Il 2010 è l'anno in cui mia zia è morta per la seconda volta.

L'espediente della morte cela l'amore per la vita. "Morire per poter vivere" è il mantra di questo romanzo che narra una vicenda complessa con eventi drammatici sullo sfondo.

Agnès, la protagonista, è incredula quando viene a sapere del decesso della zia. Non è possibile, la zia Colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di Gueugnon, c'é il suo nome sulla lapide. Tocca proprio ad Agnès, in quanto parente più prossima, andare a riconoscere il cadavere, e non c'é dubbio, si tratta della zia Colette. Ma allora che c'é nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta? E che storia la zia ha affidato a oltre duecento ore di audiocassette? È l'inizio di un'indagine a ritroso nel tempo.

Ricevere la notizia della "seconda" morte della zia è sicuramente un evento inquietante per Agnès, regista trentottenne parigina che sta attraversando un momento di crisi professionale e sentimentale. Agnès si reca subito a Gueugnon, dove viveva la zia (la tante, da cui il vezzeggiativo "tatà") per cercare di svelare il mistero della doppia morte. Scoprirà una moltitudine di storie che affondano le radici nel passato. Sono storie difficili e drammatiche che coinvolgono molti abitanti del paese.

Il romanzo mi ha catturata fin dalla prima pagina svelando una storia narrata a più voci. Ognuno rivela un frammento di verità che insieme daranno vita a un puzzle coinvolgente.

Con Agnès avremo modo di ripercorrere la sua infanzia quando trascorreva le sue vacanze estive a casa della zia, dove la lasciavano i genitori, due famosi musicisti sempre in tournée.

La zia Colette non era sposata, non aveva figli, aveva solo due grandi passioni: il suo lavoro da calzolaia e la fede calcistica per la squadra locale di cui non perdeva una partita. Tatà non amava mettersi in evidenza, mostrava sempre un basso profilo che nascondeva, come scoprirà Agnès, azioni di grande coraggio e di amore per il prossimo. La zia nascondeva parte della sua vita e aveva un ottimo motivo per comportarsi in tal modo. Lascio a voi il piacere di scoprire quale sia questo motivo. Vi svelo che Agnès riceverà, alla morte della zia, un'eredità davvero speciale: una valigia piena di cassette registrate che contengono tutti i retroscena della sua vita.

Mi alzo per riempirmi un bicchiere d'acqua. Apro il mobiletto della cucina. Sono negli oggetti di Colette, nella sua voce, nelle sue ultime mura. Sapeva che un giorno sarei stata qui? Perché ha aspettato di essere morta per parlare con me? Prendo la spugnetta che è sull'angolo del lavello. Quante volte l'ha usata per raccogliere le briciole dal tavolo? Torno nel salottino, mi siedo sul materasso e premo play.

Piani temporali e narrativi diversi si intrecciano per svelare antichi legami e segreti della provincia. Scopriremo una storia tormentata in cui si muovono tanti personaggi. L'autrice ci guida alla scoperta della loro psiche dove si celano desideri nascosti e falsità. Assistiamo così alla progressiva emersione del Male. La chiave simbolica

Valérie Perrin, attraverso i personaggi, parla direttamente all'emotività del lettore che, per svelare il mistero di Colette, deve inoltrarsi nella selva oscura dell'esistenza della donna, sfiorare la verità e guardare negli occhi il Male. Capitolo dopo capitolo emerge un mondo senza certezze in cui esistono invisibili connessioni tra gli esseri umani. Si crea un rapporto suggestivo tra presente e passato con voci che sussurrano, enigmi che si sciolgono seguendo un filo rosso che rappresenta un legame pronto a sfidare la crudeltà del destino. Ed è affascinante notare come nei momenti segnati dalla perdita, abbia inizio la rivelazione della verità. Una verità concreta, disarmante e con un gran cuore. Morire per poter vivere, morire per proteggere qualcuno a cui si vuol bene, morire per sperare in una vita migliore.

"Tatà" è un romanzo composto da più storie che trattano temi importanti come la famiglia, l'amicizia, i ricordi, l'amore, la passione per la propria squadra di calcio, la violenza sulle donne, l'abuso sui minori, l'amore per gli animali, la musica.

La zia che morì due volte è un personaggio sorprendente che racconta la sua vita in tono intimo e profondo. La voce diventa un tramite per narrare di infanzie difficili, di amori tossici, di passioni destinate a realizzarsi. Lei che appariva così debole era stata invece temprata da una vita di privazioni e severità. Il suo destino si era compiuto per via di una somiglianza con una persona. Dietro a ogni evento si celano dignità e libertà che fanno da cornice alla bellezza della vita. Non tutto è perfetto, ma la vita è meravigliosa anche se ci sono tante battaglie da combattere. Battaglie condotte in silenzio senza mai chinare il capo.

Agnès scoprirà le vere radici della sua famiglia, su tutto e tutti si eleva la voce di zia Colette. Una voce che è un sussurro per dire che morire è un ritorno alla vita. Una vita che la vedrà per sempre presente nel cuore delle persone a lei care.

martedì 18 febbraio 2020

RECENSIONE | "La Signora del martedì" di Massimo Carlotto

Un attore porno in disarmo, una signora misteriosa, un travestito dalla doppia vita, sono i protagonisti del nuovo romanzo di Massimo Carlotto “La Signora Del Martedì”, edizioni E/O. L’autore, maestro del noir, ci propone un romanzo che oltrepassa i confini del crimine e diventa un invito a ripensare i rapporti tra crimine e società. È uno scavo interiore nell’animo umano, una radiografia dei sentimenti, un desiderio d’amare e di essere amati, un aggrapparsi agli altri per non scivolare nelle crepe della solitudine. Perché, sappiatelo, quando la vita diventa nera nera anche la luce di una candela può sembrarci un faro nella nebbia.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
La Signora del martedì
Massimo Carlotto

Editore: E/O
Pagine: 212
Prezzo: € 15,00
Sinossi
Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore pomo dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all'ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più fragili, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai.



Bonamente Fanzago è un attore porno ormai in declino. Dopo l’ictus che l’ha colpito, tiene duro aspettando che ogni martedì una donna misteriosa paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto da poco dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Un imprevisto darà origine a una girandola di effetti collaterali e per i tre protagonisti  diventerà una questione di vita o di morte scavare dentro di sé e nel proprio passato per tirarsi fuori dai guai.
Era sempre l’ultimo ai provini. Per una questione di prestigio. La vecchia guardia non aveva nulla da dimostrare. Lui la gavetta l’aveva fatta da un pezzo, era passato il tempo in cui sgomitava per essere tra i primi a entrare e abbassarsi i pantaloni.
Con questo incipit, l’autore ci presenta Bonamente Fanzago, in arte Zagor. La malattia l’aveva costretto ad abbandonare la sua professione di attore porno e assisteva angosciato all’ascesa dei giovani concorrenti. Incapace di gestire la quotidianità, viveva alla pensione Lisbona e di lui si occupava il signor Alfredo che si vedeva inequivocabilmente come una bella donna e come tale voleva essere trattata.
Il signor Alfredo era una che la sapeva lunga. Di cognome faceva Guastini, ed era apparsa dal nulla una trentina di anni prima. Nessuno nel quartiere l’aveva mai vista.

Il signor Alfredo aveva superato la sessantina da un po’ e tra le mura della pensione si era sempre vestita da donna. Sopra i radi capelli tinti di nero indossava una parrucca modello sexy lady, una cascata biondo cenere lunga settanta centimetri.
Costretto a porre fine alla sua carriera nel porno, Fanzago si proponeva  come gigolò ma aveva un’unica cliente: la signora del martedì, una donna affascinante  e dal passato misterioso.
Era venuta a cercarlo. Aveva sentito parlare di lui da una sua conoscente che lo aveva incontrato un fine luglio a Bellaria. La recensione era stata positiva, pare tra il buono e l’ottimo, e così si era presentata alla pensione Lisbona. L’attore viveva lì da sempre.
Per nove anni, ogni martedì, dalle quindici alle sedici, la signora si presentava alla pensione. Stanza numero tre. Metteva i soldi sul comodino e s’infilava nel letto. Inevitabilmente Fanzago s’innamora di lei.

Sono loro i tre personaggi  che animano le pagine di questo bel romanzo. Sono persone che la vita ha maltrattato e sulle quali la società si è accanita proprio perché fragili. Non sono eroi, hanno commesso errori, ma come tutti gli uomini aspirano ad amore e rispetto. Vite complicate le loro. Ognuno nasconde qualcosa e reagisce in modo diverso agli ostacoli che la vita pone. C’è chi si lascia vincere dalla depressione, chi, invece, sposa la rabbia e chi si lascia travolgere dal dolore. Tuttavia hanno una cosa in comune: ogni loro azione avrà delle conseguenze che inevitabilmente travolgeranno anche tutti gli altri.
La vita è fatta così. Quasi sempre è spietata, e tocca fingere di essere animati da buoni sentimenti per non essere giudicati nel modo sbagliato. Un cazzo di spettacolino di varietà nel quale è consigliabile ritagliarsi un ruolo da consumati ballerini di prima fila.
Il signor Alfredo, Fanzago, la signora misteriosa, faranno di tutto , seppur involontariamente, per rovinarsi la vita a vicenda. La cosa assurda è che alla base di questa “rovina”, c’è la paura della solitudine e il desiderio di essere amati. Oltrepassare la paura non è facile, la vita è fatta di sbagli e ferite. Se poi ci aggiungiamo un destino travolgente, allora ci accorgiamo che le cose cattive capitano senza preavviso. Bussano alla nostra porta e prepotentemente stracciano le nostre buone intenzioni. A dare una mano al destino ci sono, nel romanzo,  alcuni personaggi antipatici e altri ambigui.

Tra gli antipatici al primo posto si colloca il giornalista Pietro Maria Belli. Uomo spregevole è capace di tutto pur di ottenere un’intervista e non ci pensa due volte a distruggere una persona per aumentare le vendite del giornale per cui scrive. Sempre a caccia di scoop non sa cosa significhi scrivere la verità, tutta la verità, solo la verità. Con le parole può condannare una persona senza processo e con la penna in mano si sente un dio che dispensa vita e morte.

Per completare il variegato mondo dei personaggi presenti nel romanzo di Carlotto, non posso non menzionare “l’uomo con gli stivali texani”. Egli vive nell’ombra e risolve tutti i problemi avendo competenze e conoscenze nella malavita. Svolgerà un ruolo importante nella vicenda e il suo contributo sarà fondamentale per le sorti dei tre protagonisti che sceglieranno la pensione Lisbona come luogo d’eccellenza in cui sentirsi liberi di essere ciò che vogliono

“La signora del martedì” è un romanzo che parla di solitudine, di amori folli, di vite non facili. Il timore di essere giudicati per il passato, la paura della solitudine, le scelte per rimediare agli errori commessi, sono le colonne portanti di questa intensa storia. Non mancheranno eventi violenti anche se la violenza si nasconderà tra le pieghe della società e si manifesterà quasi per caso. La storia ci presenterà tante maschere e pochi volti, sarà crudele e tenera, amara e dolce.
La vita può contenere diverse esistenze se si è capaci di inventarle. E una fiaba è la più bella delle invenzioni.
“La signora del martedì” è una storia dura in cui la verità si nasconde nei posti più impensati. È un’infelice sequenza di eventi e di effetti collaterali che avranno un effetto domino sulla vita dei protagonisti. Loro, gli esclusi, sapranno come lottare contro una società spietata che vuol negar loro il diritto di vivere e di amare. Il finale non ve lo svelo, sarà un’amara e delicata speranza d’amore. Solo però di martedì, dalle quindici alle sedici. Stanza numero tre.

martedì 21 giugno 2016

IN LIBRERIA #18 | A giugno in libreria (seconda parte)

La ragazza corvo
Erix Axl Sund

Editore: Corbaccio | Pagine: 752 | Prezzo: € 18,90
Dal 30 giugno in libreria

Sinossi: 
Stoccolma: in un parco cittadino la polizia scopre il cadavere di un giovane straniero. Il commissario di polizia Jeanette Kihlberg conduce le indagini, dando la caccia a un misterioso quanto efferato omicida e lottando contro le resistenze interne alla polizia stessa, restia a impiegare le proprie forze per cercare l’assassino di un immigrato sconosciuto. Ma con la scoperta di altri due corpi barbaramente uccisi, Jeanette Kihlberg capisce di trovarsi di fronte a un serial killer e si rivolge alla psichiatra e profiler Sofia Zetterlund, con cui lavora giorno e notte incrociando con lei non solo la vita professionale ma anche quella personale. E a mano a mano che Jeanette e Sofia progrediscono nelle indagini, appare chiaro che la catena di omicidi è solo la manifestazione più evidente e raccapricciante di un disegno criminoso e diabolico che coinvolge settori insospettabili della società svedese.



Il viaggio di Lea
Guia Risari

Editore: Einaudi Ragazzi | Pagine: 224 | Prezzo: € 14,00
Dal 14 giugno in libreria

Sinossi: 
Lea ha dodici anni. E’ orfana, vive col nonno nella periferia di una città. Traumatizzata dalla perdita dei genitori si chiude in un mutismo ostinato fino a quando il nonno le porta un gatto rosso, Porfirio, un animale misterioso e parlante, un po’ saggio e un po’cinico. Lea è tormentata dalle domande sulla vita, la morte, il dolore e parte assieme a Porfirio per trovare le risposte. Una storia originale dal ritmo sapientemente costruito, ricca di elementi fantastici e di atmosfere intense. Una fiaba moderna che parla ai più giovani affrontando con grande coraggio uno dei tabù più difficili da trattare, quello sulla morte, e di conseguenza sul senso della vita. 
Einaudi
€ 18,50 | 372 pg | Dal 14.06
Einaudi
€ 18,50 | 451 pg | Dal 21.06
Einaudi
€ 17,00 | 250 pg | Dal 28.06
Lo hanno visto tutti, il mostro, sbattuto in tv e sulle prime pagine dei giornali. Era accusato di un crimine raccapricciante, ma adesso che è morto, la verità finirà sepolta con lui. A meno che Jean, la vedova, la moglie devota che gli è sempre stata a fianco in tribunale, non si decida a parlare. A meno che Jean alla fine non decida di raccontare la sua storia.
Jeremiah Salinger è un giovane autore televisivo newyorkese che, insieme alla moglie Annelise, si è trasferito per un periodo a Siebenhoch, il piccolo centro del Sud Tirolo dove lei è cresciuta. Con loro c'è la precoce figlia Clara, di cinque anni. Affascinato dalla montagne e dalla gente che vi abita, Salinger comincia a realizzare un factual sul soccorso alpino, ma nel corso delle riprese viene coinvolto in un pauroso incidente. Mentre cerca in ogni modo di dimenticare la sua esperienza traumatica, viene a sapere per caso di un fatto sanguinoso risalente a molti anni prima: il massacro di tre giovani avvenuto durante un'escursione nella gola del Bletterbach. Il delitto non ha un colpevole, e in paese nessuno vuole parlarne: forse perché il solo pensarci potrebbe risuscitarne l'orrore, o forse perché sono in tanti ad avere qualcosa da nascondere. Nonostante l'ostilità crescente che lo circonda, e l'opposizione di Annelise, Salinger si mette a scavare nel passato, penetrando sempre più a fondo nella vicenda. Fino a scoprire l'imprevedibile, terrificante verità. 
Quattro racconti noir con un unico tema: la vicinanza del male. Non esistono omicidi che hanno senso, ma alcuni sono addirittura impensabili.  



Newton Compton 
€ 9,90 | 384 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 352 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 7,90 | 384 pg | Dal 23.06
Estelle Paradise si risveglia in un letto d’ospedale: la sua macchina è stata ritrovata distrutta in fondo a un burrone, lei è ferita e i suoi ricordi sono confusi e frammentari. Poi una terribile verità si fa strada: sua figlia Mia, di soli 7 mesi, è scomparsa. Qualche giorno prima, qualcuno ha portato via la bambina dalla sua stanza. In preda al panico e incapace di ricordare cosa sia successo, Estelle si lancia in un’estenuante ricerca della verità, ma le prove smentiscono la sua versione dei fatti e la donna diventa la principale sospettata agli occhi della polizia e dei media. Estelle sa bene che la chiave per capire cosa è successo quella notte è nascosta nella sua mente: può davvero aver fatto del male alla sua bambina?
Codice Millenarius Saga

Ferrara, inverno 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge… 
Vincenzo Lipari, finito sul lastrico, si è suicidato. Il viceispettore Perticone, titolare dell’indagine, trova accanto al cadavere una lettera bianca. Sembra un dettaglio di poco conto, ma quando altre persone cominciano a dichiarare di aver ricevuto lettere simili, quel particolare si fa interessante. Soprattutto nel momento in cui un’analoga missiva viene recapitata anche a un pezzo grosso, Delfino, il vicepresidente dell’associazione industriali. Eppure, nonostante la scoperta di una firma criptata sulle lettere, gli inquirenti non fanno alcun passo avanti. Perché? Perticone si rende conto che deve esserci una talpa in questura: il criminale che stanno cercando continua ad anticipare le loro mosse. Solo scovando chi fa il doppio gioco, il piano folle dell’omicida potrà essere sventato.


Newton Compton 
€ 9,90 | 352 pg | Dal 23.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 336 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 448 pg | Dal 30.06
Molto tempo fa Jacks Morgan aveva dei sogni. Voleva un lavoro importante che le permettesse di viaggiare per il mondo. Desiderava una grande casa, un portico dove trascorrere lunghe notti osservando il cielo stellato con un uomo che la rendesse felice. Ma la vita aveva altri piani per lei. E così, prima è arrivata Martha e poi Jonty che adesso, una in piena adolescenza e l’altro di appena otto anni, non sono proprio facili da gestire. Poi sua madre si è ammalata di Alzheimer e si è trasferita da loro. Ora i soldi sembrano non bastare mai e tutto sta lentamente implodendo. Jacks ha abbandonato i suoi sogni per prendersi cura della famiglia. Forse però se riuscirà a garantire a sua figlia un futuro brillante, ogni sacrificio avrà un senso… Ma sarà veramente così?
Da mesi Minette ha a che fare con dei vicini da incubo, che le hanno reso la vita un inferno lamentandosi in continuazione per il rumore provocato da Tilly, la sua bambina.
Ora finalmente i Milton hanno traslocato e Minette è felicissima quando scopre che nella casa accanto alla sua sta per trasferirsi Cath, madre di due bambini. Ben presto la nuova vicina diventa una persona speciale per lei, una confidente, un’amica e… la babysitter di sua figlia. Ma Cath, a differenza di Minette, si dimostra molto più riservata ed è riluttante a parlare del suo passato. E quando Minette assiste a qualcosa di irripetibile, inizia a chiedersi se conosce davvero la sua nuova vicina di casa…
Oslo, 1988. La dodicenne Maike Hagg viene trovata morta nei locali dell’Ospedale psichiatrico di Gaustad. La polizia, dopo le dovute indagini, conclude che si è trattato di un incidente: la ragazzina, figlia di un paziente, è caduta, battendo la testa sul pavimento. Poco prima che il fatto cada in prescrizione, Emmy Hammer e Aud Johnsen si incontrano per la prima volta dopo venticinque anni. Rispettivamente figlie di un primario e di un altro paziente psichiatrico, Emmy e Aud conoscevano bene Maike, con cui giocavano spesso per i corridoi dell’ospedale. L’incontro tra le due donne innesca una reazione a catena di eventi drammatici che costringe l’ispettore Cato Isaksen e la sua affascinante aiutante Marian Dahle a riaprire il caso… 

Newton Compton 
€ 9,90 | 512 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 288 pg | Dal 30.06
Newton Compton 
€ 9,90 | 288 pg | Dal 30.06
«Ti prego vieni subito. La vogliono uccidere. Vieni al Cimitero degli Impiccati». È una giornata come tutte le altre quando l’avvocato Anna Ferrari riceve questa telefonata da uno sconosciuto. Poche parole, in un italiano incerto, che però Anna non se la sente di ignorare. Si precipita al cimitero, ma quando arriva ormai è troppo tardi: a terra giace il cadavere insanguinato di una donna. Le indagini scattano immediatamente e portano all’arresto di un ragazzo marocchino che si trovava nei pressi della scena del delitto e aveva addosso tracce di sangue. Nonostante le apparenze Anna decide di fidarsi di quel ragazzo che lavora da tempo al mercato, non ha precedenti e si professa innocente. Inizia così a indagare a fondo, ma presto è chiaro che le sue ricerche danno fastidio a qualcuno… Qualcuno che preferirebbe chiudere la questione facendo ricadere la colpa dell’omicidio su un imputato perfetto…
Mork è un ispettore di polizia in servizio presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Però non è un agente come gli altri, lui non è mai stato dietro una scrivania, neanche un giorno. Perché Mork è un infiltrato, e nel suo lavoro è considerato uno dei migliori. Sono pochissimi a sapere cosa faccia veramente. Tra questi c’è Bruno, il suo più caro amico, importante produttore televisivo e cinematografico. Proprio nel mondo del cinema si concentra l’indagine di Mork. Una torbida vicenda di festini a luci rosse e omicidi, che coinvolge un politico di spicco, la mala romana e la ’ndrangheta calabrese. Una missione pericolosissima, che metterà a dura prova le abilità di trasformista di Mork. E questa volta l’infiltrato dovrà proteggere molto più che la sua copertura. È a rischio la vita di Bruno e soprattutto quella di Martina, la donna che ha conquistato il suo cuore…
Palermo. Anni Novanta. Il boss Trubìa è in carcere. Al vertice della cupola ora ambisce lo “Zio” Calò Bonfiglio. Uno dopo l’altro, gli uomini di Trubìa finiscono dietro le sbarre, finché, grazie a una soffiata, a essere catturato è Schillaci, latitante e fedelissimo dello Zio. Com’è possibile? Per Giannini, maggiore dei carabinieri in forza alla DIA che indaga sui collegamenti tra politica e mafia, quell’arresto è molto strano. Tra gli elementi dell’indagine c’è anche un’assurda testimonianza: anni prima, la Pro Loco del paese ha premiato il racconto di uno studente nel quale era descritto nei minimi dettagli proprio l’arresto di Schillaci. Quando qualcuno nota la coincidenza, la casa di Rosario Di Bella, l’autore del racconto, viene messa a soqquadro, così come gli uffici della Pro Loco. Qualcuno ha costruito un castello di bugie, e a Giannini spetta l’ingrato compito di raderlo al suolo.



Harper Collins Italia
€ 16,00 | 368 pg | Dal 16.06
Harper Collins Italia
€ 16,00 | 277 pg | Dal 23.06

Una telefonata nel cuore della notte convoca Peter Deker, detective della Omicidi di Los Angeles, sulla scena di un efferato delitto: qualcuno ha fatto irruzione nella proprietà di Guy Kaffey, ricchissimo imprenditore edile, e ha assassinato lui, sua moglie e quattro dipendenti. Deker e i suoi non ci mettono molto a capire che Kaffey, filantropo noto per aver finanziato associazioni benefiche che operano nel recupero degli ex delinquenti - e per averne assunti alcuni come guardie del corpo - è stato ucciso in quello che ha tutte le caratteristiche di un inside job... ma si tratta di un semplice tentativo di rapina finito male o è qualcosa di più? Perché è evidente che un uomo del genere non diventa ricco senza farsi dei nemici. Per Deker l'unica consolazione, durante le complicate indagini per risalire al mandante dell'omicidio, è sapere che sua moglie, Rina Lazarus, è stata scelta come membro della giuria in un processo e quindi è al sicuro. Poi l'incontro casuale con un interprete che lavora in tribunale trascina Rina nel cuore delle indagini del marito e sulla strada di una gang di killer spietati. E a quel punto Deker non ha alternative: se vuole salvarla deve scoprire il colpevole.
Leah Mills vive una vita da fuggitiva inseguita dal ricordo di un avvenimento terribile del suo passato. Conduce un’esistenza in disparte, sola e senza amici, finché non incontra Julian e per la prima volta intravede la possibilità di un futuro normale. Fino a quando, nel quattordicesimo anniversario di quel giorno maledetto, riceve un biglietto inquietante e misterioso. Qualcuno conosce la verità su quanto è successo. Qualcuno che non smetterà di tormentarla fino a quando non sarà riuscito a distruggere la vita che Leah si è creata. Ma Leah è davvero quella che sembra? Oppure si merita tutto ciò che le sta succedendo? Tutti hanno dei segreti. Ma alcuni sono mortali.


Un buon presagio
Gillian Flynn

Editore: Rizzoli | Pagine: 85 | Prezzo: € 12,00
Dal 16 giugno in libreria

Sinossi: 
La incontriamo in un piovoso mattino d'aprile, nel bugigattolo dove legge l'aura a signore fragili di nervi, dispensando loro consigli e previsioni. Di lei non conosciamo il nome, sappiamo solo che è una giovane donna intraprendente, scaltra, cresciuta da una madre bizzarra e spesso assente, e che fin da bambina è stata abituata a vivere di espedienti, a escogitare ogni giorno un modo per tirare avanti. Quando nel piccolo locale entra Susan Burke, bionda, bella, occhi azzurri e ben vestita, da una analisi veloce la nostra "sensitiva" si convince che si tratta dell'ennesima signora benestante e infelice, in cerca di emozioni forti. In realtà Susan è lì per chiedere aiuto: nella vecchia casa dove vive con la famiglia si verificano fatti inquietanti. Fiutato l'affare, la truffatrice si propone per una "purificazione" dell'ambiente domestico a base di spargimenti di sale, erbe da bruciare e formule pseudomagiche. Nel varcare la soglia della sinistra casa vittoriana, però, si rende conto che qualcosa davvero non va, e l'incontro con il figliastro di Susan non fa che confermare le sue impressioni. Miles è un quindicenne indecifrabile, dal comportamento disturbato e violento, capace con le sue storie di creare nuove realtà. Ma sono davvero soltanto storie, le sue? In presenza di Miles nulla è come sembra, verità e invenzione si sovrappongono e si mescolano fino a confondersi.



Longanesi 
€ 14,90 | 350 pg | Dal 23.06
Longanesi 
€ 16,90 | 288 pg | Dal 23.06
Longanesi 
€ -- | 232 pg | Dal 30.06
Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell incappa in uno strano manoscritto che contiene uno spartito. Si tratta di una musica inedita, un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Una melodia che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Quello che Julia non sa è che, una volta eseguita quella composizione al violino, le cose cambieranno per sempre. Iniziano a susseguirsi episodi sempre più inquietanti, che coinvolgono anche sua figlia, e quando comprende che a rischio non c'è solo la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia decide che esiste un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Julia torna in Italia e, viaggiando tra Venezia e Roma per le sue ricerche, scopre che l'autore del meraviglioso valzer è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Roma straziata dalla guerra e dalle leggi razziali del Fascismo. Le due storie, quella di Julia e quella di Lorenzo, si intrecciano via via...
Come ogni estate, Roma ritrova il suo splendore in un agosto caldo e deserto. Fra i pochi che popolano la città, c’è l’investigatore privato Fabio Gracco, cinquant’anni, un divorzio alle spalle e una vita sentimentale fatta di alti e bassi.
Gracco ha appena svolto un’indagine su un caso d’infedeltà coniugale che coinvolge Nicola de Nicola, un noto politico d’area progressista, astro nascente nella corsa alle primarie per la Regione Lazio. Potrebbe finire tutto così, con una scenata della moglie, l’avvio dell’iter per il divorzio, magari uno scandalo mediatico con le inevitabili dimissioni del politico. Ma le cose si complicano drammaticamente, perché una giovane archeologa viene ritrovata morta nel sotterraneo del palazzo dove ha sede il comitato elettorale di de Nicola.
L’investigatore Fabio Gracco si troverà alle prese con un’indagine delicatissima, in una Roma infuocata, che lo porterà a scoprire passioni segrete e scomode verità.
Scrittore francese di grande successo, vincitore del prestigioso premio Goncourt, il sessantenne Pierre-Marie Sotto non risponde mai alle lettere dei suoi ammiratori. Ma di fronte alle parole della misteriosa Adeline ha fin da subito la sensazione di non avere a che fare con una lettrice qualsiasi. C’è qualcosa nella sua vena inesauribile di storie che lo attrae, e c’è quella busta ingombrante che gli ha mandato... Chissà quale segreto nasconde.
Pierre-Marie le scrive e inizia così uno scambio sempre meno formale e sempre più intimo fra un uomo e una donna che si raccontano le ferite dell’infanzia e quelle dell’amore, la passione per la scrittura, il canto e la danza. Ben presto Pierre-Marie si accorge di non poter più fare a meno di questa nuova amica per rimettere a posto un tassello del suo passato che ancora non trova la giusta collocazione. Ma chi è davvero Adeline? E cosa contiene quel plico misterioso che gli è stato recapitato? 



Ninfee Nere
Michel Bussi

Editore: Edizioni E/O | Pagine: 394 | Prezzo: € 16,00
Dal 9 giugno in libreria

Sinossi: 
A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L'intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un'indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso. 



Mondadori
€ 18,00 | 139 pg | Dal 07.06
Mondadori
€ 17,00 | 160 pg | Dal 21.06
Mondadori
€ 18,50 | 271 pg | Dal 07.06
Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui.
Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza.
Terrorizzato all'idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco.
In Tre giorni e una vita Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l'atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell'animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi "e se fosse successo a me?".
"Nessuno è tanto annoiato quanto un ricco" dice Mauro Corona parafrasando il grande poeta Iosif Brodskij, e lo sa bene il protagonista di questo romanzo, un ragazzo talmente abituato a ottenere tutto dalla vita che ormai da tutto è nauseato. Di ottima famiglia, ricchissimo e anche piuttosto affascinante, a nemmeno trent'anni è già uno stimato ingegnere cui non manca davvero nulla: ville, automobili, ma anche amici, donne e salute. Un eccesso di cose per lui sempre più opprimente... È per questo che di punto in bianco decide di dare una svolta radicale alla sua esistenza abbandonando il lavoro e rinunciando a ogni comodità per andare a vivere in una baita di montagna. E proprio mentre comunica ai genitori l'intenzione di ritirarsi sdegnosamente dal mondo, ne capisce ancora più profondamente le ragioni. Evocando le memorie dell'infanzia, scopre infatti i ricordi buoni: visioni di cime lontane, limpide sorgenti, ruscelli canterini, pascoli verdi e cascate lucenti di sole. Sì, il sole! È lui il ricordo più bello, il vero motivo che lo spinge a lasciare tutto e trasferirsi lassù. Ma una volta tra i monti, dove finalmente può dedicarsi incessantemente alla contemplazione della palla infuocata, si accorge che le ore di luce a sua disposizione non gli bastano più...
A Montecarlo un omicidio è evento raro. In cerca di tranquillità e per stare più vicino alla famiglia, il commissario Bernard Bastiani ha chiesto di essere assegnato qui dopo tanti anni di servizio nelle periferie francesi. Quando nei giorni del Gran Premio, blindati e mediaticamente esposti viene ritrovato in un cassonetto un cadavere orrendamente mutilato, Bastiani sente di nuovo il brivido dell'adrenalina. Il magistrato Robert Labrosse riconosce la vittima: è Claude Massena, ricco, mondano e chiacchierato mercante di quadri, indagato per truffa. Il giovane Labrosse, lui stesso collezionista d'arte, si muove con disinvoltura nell'ambiente e dà utili indicazioni al commissario. Nella caccia all'assassino, Bastiani si troverà invischiato nelle complesse dinamiche che regolano il mercato dell'arte e subirà il fascino misterioso delle donne protagoniste della vicenda: dall'ex moglie di Massena, riservata signora in cerca di conferme della propria femminilità, all'amante del mercante, la bellissima ucraina Maryam, che con Massena formava una spregiudicata coppia di affaristi. I sospetti ruotano attorno alla figura di Sergej Suslov, miliardario russo coinvolto in oscuri affari e grande acquirente di opere d'arte. L'inchiesta del commissario Bastiani si concentra sulla ricerca di un preziosissimo Modigliani, "Nudo di donna su cuscino blu", pagato, mai consegnato, forse scomparso nelle tenebre del periodo nazista 



Il metodo della fenice. (Le indagini del commissario Casabona Vol. 3)
Antonio Fusco

Editore: Giunti | Pagine: 256 | Prezzo: € 12,90
Dal 29 giugno in libreria

Sinossi: 
Novembre, il mese dei morti e della pioggia. La provincia di Valdenza è scossa dall'efferato omicidio di una giovane donna. Il suo corpo, nudo e parzialmente bruciato, viene trovato in una discarica abusiva sopra un cumulo di rifiuti. Precipitatosi sul posto, Casabona e i suoi scovano subito tracce utili. Troppe, e troppo facilmente. Anche il colpevole si fa trovare in fretta, in fondo a un lago, al volante della sua auto in seguito a quello che appare un fatale incidente. Ma Casabona non ci sta. C'è forse qualcuno che sta cercando di nascondere una storia scomoda e imbarazzante? Per venirne a capo, il commissario dovrà affondare le mani nel ventre molle della provincia italiana, dove l'unica cosa che conta è l'apparenza.



Piemme
€ 18,50 | 316 pg | Dal 14.06
Piemme
€ 18,50 | 400 pg | Dal 07.06
Piemme
€ 17,90 | 318 pg | Dal 07.06
Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...
La vita di Max Wolfe non è cambiata, e i suoi problemi sono sempre lì ad attenderlo: l'insonnia, una bambina piccola di cui prendersi cura da solo, un cane da portare in giro all'alba per le strade di Londra, e ... questa volta, l'ombra di un serial killer del passato che ritorna. Quando, la notte di Capodanno, in un esclusivo complesso residenziale, una bambina viene rapita e i suoi genitori vengono ritrovati sgozzati, Max Wolfe ha un déjà vu. Le modalità dell'omicidio gli ricordano decisamente qualcosa... Ben presto, scoprirà che l'atroce delitto è stata commesso con un particolare tipo di arma da fuoco che si usa per freddare il bestiame prima del macello; ulteriori indagini lo porteranno in un angolo polveroso del Museo di Scotland Yard dedicato a un serial killer noto come Slaughter Man, che 30 anni prima ammazzava così le sue vittime. Ma Slaughter Man ha scontato la sua pena, e adesso è un uomo anziano e in punto di morte... Una sola cosa è certa: Max dovrà fare luce sul caso prima che il killer, chiunque sia, colpisca ancora, e soprattutto, dovrà ritrovare la bambina rapita prima che sia troppo tardi. Prima che la prossima famiglia distrutta dal serial killer sia la sua.
Il detective Hank Palace è un poliziotto ostinato. Il più ostinato di tutti, a quanto pare. Anche adesso che la Terra è in rotta di collisione con un asteroide che, tempo sei mesi, la distruggerà completamente, Hank non rinuncia a fare il suo dovere. Così, davanti a quello che a prima vista sembra l'ennesimo caso di suicidio a Concord, nel New Hampshire - perché ognuno, di fronte alla fine del mondo, reagisce a modo suo -, il detective decide che vale la pena saperne di più. E ben presto scoprirà che sì, c'è ancora gente che ha voglia di ammazzare anche in un mondo in cui tutto sembra finito. Un mondo in cui i mercati finanziari sono da tempo crollati, la maggior parte delle persone non va neanche più a lavorare, gli ospedali hanno smesso di funzionare, non si comprano né vendono case, non si celebrano più matrimoni. Molti passano le loro giornate a pregare qualunque dio gli venga in mente. Altri si dedicano al sesso, che in fondo non è mai troppo. E il Dipartimento di Polizia di Concord può contare su un solo uomo: perché per Hank Palace vale ancora la pena di compiere il proprio dovere. Con senso della suspense, Ben Winters crea un mondo assolutamente credibile, in cui tutti sono di fronte alla domanda straziante: cosa faremmo se i nostri giorni su questo pianeta fossero davvero contati?