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martedì 18 marzo 2025

RECENSIONE | "Il male che non c'è" di Giulia Caminito

Nel nuovo romanzo di Giulia Caminito,"Il male che non c'è" (Bompiani), il protagonista è ossessionato dalle malattie. Le sente dentro di sé e nella sua mente. Nel tentativo di scoprire cosa non va nel suo corpo, l'uomo, giovane trentenne, trascura il lavoro, la fidanzata e la famiglia. Allontana amici e conoscenti. I suoi rifugi sono il web e i ricordi d'infanzia.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Il male che non c'è
Giulia Caminito

Editore: Bompiani
Pagine: 272
Prezzo: € 18,00
Sinossi

Tutto comincia nel tempo dell’infanzia, che Loris trascorre nell’orto di nonno Tempesta. Quando è insieme al nonno, il bisogno eccessivo di leggere per scacciare le angosce scompare e lui impara cose meravigliose come costruire una voliera per allevare i colombi, fedelissimi e iridescenti. Ma ora Loris ha trent’anni, ha fatto della lettura il suo mestiere, ha un appartamento e una fidanzata. Ma il lavoro in casa editrice è precario, l'ansia di non essere all'altezza dell'età adulta lo schiaccia, lo divora. Tempesta, i colombi, l’infanzia sembrano perduti per sempre. Giorno dopo giorno, Loris scivola dentro sé stesso, concentrato sui segnali di allarme che il corpo gli manda. C’è un male che lo assedia, ne è certo, un male che nessuno vede tranne lui, così come solo lui vede Catastrofe, la creatura mutaforme – occhi di gatta, pelle di pesce, orecchie da lupa – che gli siede accanto nei momenti più difficili.





Non so se lei può capire, dottore, ma io sono certo ci sia qualcosa, ognuno di noi conosce il proprio corpo e lo sente, e poi non c'entrano i valori comuni del sangue, l'emocromo completo, e non c'entra l'ecografia, il gel freddissimo sulla pelle, io voglio vedere dentro, voglio indagare le anse, i pertugi, i vicoli ciechi del mio intestino, delle mie membrane, dove si annidano i ragni violino, i più cattivi.

Il protagonista del romanzo di Giulia Caminito è un giovane uomo ossessionato dalle malattie. Per scoprire le patologie, frutto di fantasia, che secondo lui lo affliggono, si sottopone a continui esami diagnostici e assume numerosi farmaci che lui stesso si autoprescrive. Ma tutti i dottori consultati, ogni analisi eseguita, confermano un'unica diagnosi: Loris non ha nulla, è tutto frutto della sua mente.

Loris, questo è il nome del personaggio, è un uomo cupo prigioniero di un male, come dichiara il titolo, che non c'è. Anche se il male non c'è, Loris percepisce un dolore reale che invade ogni parte del suo corpo. Quel dolore, come una Bestia che lo divora, lo tiene lontano dal mondo intero e lo proietta in un'esistenza fatta di ricerche sui siti medici, di compilazioni di lunghi elenchi di sintomi spie di multiple patologie e di voli pindarici nel campo medico con atterraggi nei blog di malati veri o presunti. L'uomo si rifugia allora nei ricordi d'infanzia e ha un'amica immaginaria. Si tratta di Catastrofe, una creatura seducente, beffarda e mutaforme (gatta, lupa, amica, sposa), che si manifesta nei momenti in cui il dolore si fa quasi insopportabile. È come se Loris desse un corpo al proprio dolore, lo rendesse visibile e concreto.

Grazie ai blog, Loris non si sente solo. Ci sono tante persone che condividono con lui problemi seri di salute come Maddie che nel suo blog ha un diario sulla sua malattia. Lei racconta quotidianamente la sua odissea e raccoglie fondi per la terapia.

Il protagonista sembra vivere due vite. Quella reale lo vede immerso tra i suoi libri, non coinvolto dal lavoro di stagista presso una piccola casa editrice, quasi sempre in disaccordo con la fidanzata e con i genitori. In lui domina l'ansia di non essere all'altezza dell'età adulta. Ansia che lo schiaccia e lo divora. Poi c'è la vita parallela che lo vede attivo nella ricerca dei suoi sintomi, nel districarsi tra studi medici per prenotare visite di controllo specialistiche che, naturalmente, non portano mai a nulla. L'uomo sente di avere un male dentro di lui, un male capace di cancellare ogni barlume di speranza.

Loris accoglie in sé le aspettative che gli altri hanno proiettato su di lui. Non sarà mai il lavoratore propositivo, il figlio modello, il fidanzato premuroso. Non si riconosce in nessun ruolo sociale e fugge via sull'isola felice della sua infanzia. Scopriremo un Loris bambino che adora trascorrere il suo tempo con il nonno Tempesta che alleva colombe in una grande voliera posta in giardino. Con lui, Loris è felice e scompare il suo bisogno eccessivo di leggere per allontanare le angosce. Nonno Tempesta e l'amico Gelo, arrivato dalla Romania, sono un balsamo per il bambino. Il nonno, vissuto in Africa al tempo del colonialismo, ha tanti aneddoti e avventure da raccontare all'amato nipotino.

Giulia Caminito racconta se stessa e la sua generazione che ha sperimentato la solitudine della Rete e della precarietà. Lo fa alternando momenti colmi di spietata tensione a periodi in cui l'emozione regna sovrana. Tuttavia si può scorgere, fate attenzione, un'ombra di speranza. Un'ombra in trappola nella torre della solitudine.

L'ipocondria diventa protagonista di una storia intensa. L'insicurezza e l'angoscia crescono in modo direttamente proporzionale alla crescita del protagonista. Diventare adulti non é facile. La precarietà, l'isolamento a cui ci ha condannato la tecnologia, la depressione sempre dietro l'angolo, sono mali invisibili che ci accompagnano. Sono i peggiori, i più crudeli. Da questo terreno fertile nasce Catastrofe, l'ipocondria che si materializza e si manifesta nei momenti più bui.

Catastrofe è l'insieme di tante paure, dell'angoscia di non farcela, di non essere come gli altri, di ammalarsi e di morire.

Caminito usa uno stile essenziale per presentare personaggi che si perdono in un mondo simile a una corsa a ostacoli, per dare voce a un'oscurità che esiste. Non tutti hanno resistenza e volontà, diventa sempre più difficile emanciparsi dalla famiglia, farsi strada in un mondo lavorativo dominato dallo sfruttamento, sopravvivere con un misero stipendio, affrontare i disservizi del sistema sanitario nazionale, affrontare il primo appuntamento con la Morte che si porta via una persona cara.

La nostra società è fatta di maschere che giudicano, i volti sono davvero pochi. In questa nebbia di malessere e aggressività è facile perdersi. Sono innanzitutto persone che vogliono essere visti non tanto per i propri pregi ma per le proprie mancanze. Incatenati a un malessere che nasce anche dall'essere non capiti, vivono un dolore perenne per ciò che non sono in grado di essere. Si sentono non compresi, non ascoltati, non visti. Sono continuamente alla ricerca di un'identità, vogliono essere riconosciuti per ciò che sono comprese le loro imperfezioni e insicurezze.

Riuscirà Loris ad approdare a un lieto fine? Ci sarà una luce in fondo al tunnel?

Giulia Caminito riesce a trasformare i disagi in parole, con sensibilità procede lungo il confine tra dolore fisico e mentale, tra quello che vediamo e quello che facciamo finta di non vedere. Una lettura ricca di poesia, un viaggio nella vulnerabilità che ripercorre un'oscurità che si cela nel corpo.

Il dolore sta lì e spinge, spinge e diventa bolo, nodulo, è sodo, lo puoi tastare sottopelle, finché il guscio non si crepa e qualcosa esce.

L'ipocondria, la fragilità emotiva, il malessere che ci portiamo dentro, sono zavorre che appesantiscono il nostro cammino per le vie del mondo. Eppure, ne sono sicura, una possibilità di rinascita c'è. L'ancora di salvezza è in noi, il difficile è trovarla.

mercoledì 18 settembre 2024

RECENSIONE | "La colpa è mia" di Andrea Donaera

Dopo "Io sono la bestia" e "Lei che non tocca mai terra" (entrambi editi da NNE), Andrea Donaera torna con "La colpa è mia", romanzo edito da Bompiani. È la storia di una coppia che deve affrontare un momento tragico: una grave diagnosi travolge i sogni di chi, pur in coppia, si sente solo e non riesce ad arginare l'impetuoso flusso di emozioni che lo investe. 

"La colpa è mia" non è un libro spensierato, non vi regalerà una lettura da svago. Sarà, piuttosto, un viaggio verso il nostro lato oscuro per scandagliare la paura della perdita, il sentimento di impotenza quando sai di non poter far nulla per cambiare la situazione e ti senti inadeguato, non all'altezza del compito che ti aspetta. La perfezione non è di questo mondo e comprendere i nostri limiti è difficile, così come è difficile gestire rapporti che di sano non hanno nulla.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
La colpa è mia
Andrea Donaera

Editore: Bompiani
Pagine: 192
Prezzo: € 19,00
Sinossi

“Certe volte quando parli sembra che tiri fuori un'altra persona,” dice Aby con inquietudine quando Bruno le confida un ricordo d'infanzia. E, come sempre, ha ragione; la sensazione di essere abitato da pensieri e pulsioni che non è capace di riconoscere si coagula per Bruno in un pensiero: “Le persone che ho attorno sanno di me molto più di quanto io saprò mai.” Quando Bruno scopre che la sua ragazza Aby morirà, morirà davvero, l'unica cosa che può fare è fingersi all'altezza della situazione, fare l'uomo. Ancora dipendente dalla generazione dei genitori e dei nonni, il cui sguardo severo lo opprime quanto l'incapacità di rendersi autonomo fino in fondo, da giornalista freelance prova a guadagnare qualche soldo calandosi nelle community degli indesiderabili, gli incel, involuntary celibates: uomini che esclusi dal gioco della seduzione fanno dell'odio per le donne la loro livorosa bandiera. Così conosce Petrus, sgradevole come i forum online dove manifesta pensieri misogini e persecutori. Eppure anche Petrus sembra sapere di Bruno qualcosa che lui non vorrebbe mai ammettere, e lo guarda come un profeta sulla soglia di un tempio, in attesa che l'adepto si decida a entrare. In una Lecce allucinata e irreale, resa aliena dal lockdown, i protagonisti di questo romanzo sono accompagnati dall'ombra anche sotto il sole più verticale eppure, abitati dal sovrumano bisogno di capire di chi sia la colpa della loro solitudine, non smettono di cercare.





Quando scopro che Aby morirà (che sarà una persona morta, ma morta davvero - e forse succederà davanti a me, succederà durante durante un giorno dei nostri e non in un domani lontano e remoto e fumoso - mentre scopro che morirà non come moriranno tutti, per tempo, no, ma sarà morta davvero tra pochi anni, forse mesi) sono davanti allo schermo macchiato e impolverato del vecchio HP per pagare l'affitto.

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il tema cupo di questo romanzo si comprende già dalla cover che ho trovato splendida nella sua inquietante bellezza. 

Di Donaera ho già letto "Io sono la bestia", un romanzo nero che trasporta il lettore in una voragine senza fine. Il protagonista quindicenne, Michele, si suicida perché Nicole, sua compagna di scuola, l'ha rifiutato. I toni diventano ancora più tragici quando Mimì, padre di Michele e boss della Sacra Corona Riunita, vuole vendetta. 

"La colpa è mia" pone al centro sempre l'amore, la morte e gli uomini che non sanno più chi sono, che non sanno il loro ruolo nella società. Uomini che hanno perso parte del loro potere ancestrale e devono confrontarsi con donne sempre più indipendenti e spesso un passo avanti a loro. 

"La colpa è mia" è una storia ambientata nel Salento, a Lecce, resa aliena dal lockdown. Qui facciamo la conoscenza di Bruno ed Aby. Lui ha un lavoro precario, è un giornalista freelance, mentre la fidanzata è brillante, ama la letteratura. 

Scopriamo subito che lei è malata, ha un blastoma al cervello, e le resta poco tempo da vivere. Ma la vita deve andare avanti. Lei non vuole parlare della sua malattia, vuol continuare nella sua quotidianità come se niente fosse e non è d'accordo con il padre che vorrebbe sentire altri pareri medici, fare altre visite, tentare l'impossibile per sconfiggere la malattia. Bruno è nel limbo del "dubbio" estremo, non sa come comportarsi, vorrebbe aiutare la sua Aby ma si sente inadeguato. Bruno desidera essere come Aby, ma come potrà amarla ora che non vorrebbe più essere come lei? Il ragazzo si sente assediato dai sensi di colpa, solo e inquieto. A cambiare queste sensazioni sarà Petrus, persona sgradevole come i forum online dove manifesta pensieri misogini e persecutori a cui Bruno deve fare un'intervista per il giornale con cui collabora. Petrus è membro della comunità degli incel, celibi involontari. Maschi eterosessuali che non riescono a instaurare rapporti con le donne e si sentono discriminati. Questi uomini si riuniscono in contesti digitali per scambiarsi opinioni sulla loro condizione e per ragionare sulle loro teorie sociali. I loro discorsi sono profondamente misogini e tracciano una visione lucida e completa del mondo. Una spiegazione della loro situazione è data dalla teoria "pillola rossa": gli uomini sono celibi involontari a causa di una società che mette in atto meccanismi relazionali sbagliati perché fondati sull'ingiustizia e sulla violenza psicologica. Questo ingranaggio deve essere fermato. Le donne sono diventate molto selettive, decidono loro l'uomo che può ambire a stare con loro. Se non sei bello, se non hai un ruolo sociale all'altezza delle aspettative, se non hai risorse economiche, sei fuori. A tutto ciò gli incel si oppongono: le donne moderne sono la rovina degli uomini e questi pensieri generano odio e violenza. 

Come reagirà Bruno sentendo i rivoluzionari e pericolosi discorsi di Petrus? Inizierà a dubitare della sua maschera interiore e di quella esteriore? Quale sentiero sceglierà di percorrere? Petrus non ha un amore, lui un amore ce l'ha e si chiama Aby. 

Aby "dai capelli strani, che si fa le camomille la sera, che studia gli autori americani, che ride a crepapelle se lui dice qualcosa di troppo serio, che sta per ore nella vasca da bagno. E che sta per morire." 

Bruno non si sente uomo perché ha bisogno di affetto e protezione. 

Bruno non si sente all'altezza di Aby, la ragazza ha un lavoro che le permette di guadagnare di più del fidanzato. Lui è ancora dipendente dalla nonna e dal papà di lei che paga l'affitto. 

Bruno è convinto di rovinare ciò che di bello sta attorno a lui. 

Bruno si vede come un mostro che non merita amore e si morde le mani. 

Eppure Bruno non può vivere senza amore, non esiste e privarlo dell'amore vuol dire trasformarlo in una bestia che tramite la violenza, vorrebbe porre fine alla propria infelicità. 

Non riesci a controllarti? Hai il cervello spappolato come quello di tuo padre? Allora eccoti la soluzione: morditi le mani fino a quando non ti passa, fino a quando il cervello non ricomincia a funzionarti normalmente. 

L'analisi psicologica è un bisturi che Donaera usa con gran abilità per incidere gli stati d'animo più oscuri e sondare terreni inesplorati. 

La colpa è mia, è del mio non poter essere un uomo, non saper essere un uomo. Perché un uomo non dovrebbe avere un così disperato bisogno di amore.

Bruno "si sente abitato da pensieri e pulsioni che non e capace di riconoscere. In lui c'è una sola certezza: Le persone che ho attorno sanno di me molto più di quanto io saprò mai." 

Il libro si legge bene, il ritmo è variabile, la trama trasmette angoscia e inquietudine. È una storia crudele, a tratti acida, capace di trasformare i sogni in incubi. Quando leggo Donaera è come se il tempo si fermasse, entro in una bolla di angoscia e aspetto che il dramma si compia sotto i miei occhi. Con Donaera non si sorride ma si riflette, non si evade in un mondo sereno e accogliente ma si cammina nel luogo dell'anima provando smarrimento e paura e silenzi che parlano al nostro cuore. 

Donaera ti emoziona con un linguaggio semplice ma incisivo, si procede con la sensazione di guardare il mondo attraverso un filtro di luci e ombre che mostra l'amore non come sentimento e amalgama per costruire, ma solo per rifugiarsi in attesa del risveglio del vero uomo. 

È un romanzo dark in cui le donne sono viste come esseri superiori mentre gli uomini sono considerati inferiori. C'è una dualità di scontro, due corpi in collisione, ma uomini e donne sono solo creature con tanti problemi. Di chi è la colpa? Siamo tutti imperfetti, esseri fragili nel bene e nel male. 

Aby a breve sarà morta per un cancro inoperabile al cervello, quindi morta davvero, qui, accanto a me, con uno come me nella sua vita. Uno come me. Addento la pelle sul dorso della mano destra. Stringo forte come non facevo da tempo.

La realtà non si può cambiare, non si può essere sempre forti e cedere è questione di un attimo. Lo stesso attimo che mi ha sconvolta nel finale. Non c'è luce in fondo al tunnel.

martedì 11 giugno 2024

RECENSIONE | "Uomini e topi" di John Steinbeck

"Uomini e topi" di John Steinbeck, scrittore statunitense tra i più noti del XX secolo, è un romanzo breve pubblicato in Italia nel 1938 da Bompiani nella celebre traduzione di Cesare Pavese.

Nel 1962 a Steinbech gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura "per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta."

"Uomini e topi" ha come protagonisti due diseredati, due uomini legati da una profonda amicizia che non accettano l'umiliazione e vivono, anche loro, il sogno americano. Il titolo è tratto da una poesia dello scrittore scozzese settecentesco Robert Burns che parla di come i piani architettati da uomini e topi abbiano spesso un esito negativo. La gioia promessa dal "sogno" si rivela null'altro che dolore e sofferenza. 



Uomini e topi
John Steinbeck

Editore: Bompiani
Pagine: 144
Prezzo: € 12,35
Sinossi

La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. 





Di' della casa George, supplicò Lennie. Va bene, avremo una casetta e una stanza tutta nostra. Una stufetta di ghisa bella panciuta, e d'inverno la accendiamo e la lasciamo bruciare. Terra non ce ne sarà molta, così non dovremo lavorare troppo. Magari sei, sette ore al giorno. Non dovremo  sollevare l'orzo per undici ore al giorno.

Il romanzo narra la storia tragica e violenta di due braccianti, sono due hobos ossia lavoratori stagionali, che trovano lavoro in un ranch della California. Lennie, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, e il saggio George, guida e sostegno dell'amico.

Lennie ha una stazza imponente e una straordinaria forza fisica, è affetto da ritardo mentale e non è in grado di controllare la sua forza. Lui, che il bene non l'ha mai conosciuto, ama accarezzare piccoli animali ma finisce per ucciderli perché non riesce a dosare la sua forza che malvagia non è.

George, punto di riferimento di Lennie, ha un fisico minuto ma è acuto di mente e scaltro. George cerca di proteggere Lennie da se stesso e dagli altri che non comprendono quanto siano inconsapevoli le azioni del gigante.

I due uomini, siamo negli anni trenta in piena Depressione, affrontano insieme le difficoltà della vita e condividono un sogno: acquistare, un giorno, un piccolo pezzo di terra a Hill Country, dove la terra costa poco, dove condurre una vita finalmente serena, vivendo dei frutti della terra, insieme con i tanti animali di cui Lennie sogna di prendersi cura. Da questo sogno, i due uomini, traggono la forza per sopportare la durezza della vita quotidiana. Giunti al ranch, dove hanno trovato lavoro come stagionali, i due protagonisti fanno conoscenza con gli altri personaggi simbolo della sconfitta, del dolore, dell'insoddisfazione e della rabbia.

C'é l'anziano scopino Candy, rimasto monco in seguito a un incidente sul lavoro che teme di essere mandato via dal ranch quando sarà diventato inutile.

Poi c'è Curley, il rissoso figlio del padrone, con sua moglie.

Slim, l'autorevole capo-mulattiere, si rivela un personaggio positivo. Quando il vecchio cane di Candy dev'essere soppresso, gli regala uno dei cuccioli della sua cagna, e fa lo stesso con Lennie, quando sa che quest'ultimo adora gli animali.

Crooks, lo stalliere di colore vittima del pregiudizio, è costretto a  dormire separato dagli altri. Tutti lo evitano. Crooks ha solo la compagnia dei suoi libri.

Un uomo ha bisogno di qualcuno vicino. Un uomo diventa pazzo se non ha nessuno. Non importa chi è, da quanto è con lui. Te lo dico io che a rimanere troppo soli si finisce per impazzire.

E poi c'é lei, la sensuale e superficiale moglie di Curley, satanica tentatrice senza nome, che ha accettato il matrimonio solo per sfuggire alla madre e a una infanzia e giovinezza segnate da incomprensioni e abusi. La donna coltiva il sogno di diventare una star del cinema e si lascia andare in ammiccamenti e sottointesi con tutti i lavoranti della fattoria.

"Uomini e topi" é un piccolo gioiello, un romanzo indimenticabile che mostra l'importanza  dei veri rapporti umani in una vita difficile. È una storia che emoziona e coinvolge, ma il finale lascia sicuramente l'amaro in bocca. I dialoghi si arricchiscono dello slang dei braccianti e tracciano un quadro di sfruttamento e lotte sociali, ingiustizia e sofferenza umana.

"Uomini e topi" è  un omaggio agli umili e oppressi della terra, alla solitudine  e alla perdita. Il sogno americano acquista i contorni di un'illusione. L'ingiustizia sociale ferma il loro cammino versa la terra promessa. Lennie e George sono protagonisti di un'odissea moderna, di una storia che si ripete.

"Sembra strano che un matto come lui e un ometto come voi giriate insieme".

"Non è matto," disse George.

"È duro assai, ma non è un matto. E neanche io sono poi una cima, altrimenti non starei a caricare sacchi per i miei cinquanta e rotti."

Nel romanzo il sogno americano svanisce e al suo posto c'è un mondo di prevaricazione, di disperazione, di uomini invisibili. L'eterno scontro tra classi sociali e la lotta per la sopravvivenza sono il substrato che nutre questo romanzo amaro che rappresenta la metafora della vita. Si sogna la libertà, si anela al paradiso in terra, si brama la felicità. Ma tutto è utopia, scritto sulla sabbia del deserto.

Ai classici nessun voto, brillano di luce propria.

venerdì 9 settembre 2016

IN LIBRERIA #20 | A settembre in libreria (prima parte)

La sposa scomparsa
Rosa Teruzzi

Editore: Sonzogno | Pagine: 171 | Prezzo: € 14,00
Dall' 8 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera - quarantasei anni portati magnificamente- ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa.  



Newton Compton
€ 9,90 | 384 pg | Dal 1.09
Newton Compton
€ 9,90 | 328 pg | Dal 1.09
Newton Compton
€ 9,90 | 288 pg | Dal 1.09
Quando viene rinvenuto un cadavere mutilato, la detective Kim Stone e il suo team sono chiamati a investigare. Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l'omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti. È evidente che dietro tutto questo c'è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo. Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale.
Harper Lane è in volo da New York a Londra, dove dovrà rendere ufficiale la decisione più importante della sua vita. Ma una misteriosa turbolenza fa precipitare l'aereo nella campagna inglese, e la priorità, per lei e per gli altri passeggeri, diventa sopravvivere al disastro. Ben presto però i superstiti si rendono conto che nell'aria c'è qualcosa di strano e inspiegabile. Il mondo sembra diverso da come lo ricordavano. E forse l'incidente non è stato casuale: potrebbe esserci un collegamento tra coloro che si trovavano sul volo 305. Ma quale? Nick Stone è uno dei fondatori del Progetto Gibilterra, un gruppo internazionale impegnato nella costruzione di una faraonica diga nel Mediterraneo. Sabrina Schröder è a capo di un importante centro di ricerca genetica in Germania. Yul Tan, scienziato informatico, ha trascorso tutto il tempo del volo a digitare sul suo portatile, e non ha smesso neanche dopo lo schianto. Infine c'è Grayson Shaw, figlio di un magnate dell'industria: se ne sta sulle sue e tratta gli altri dall'alto in basso. Chi di loro sa cosa è realmente accaduto?
Isabel abita a Roma, è poco socievole, precisa e abituata a programmare ogni dettaglio della sua vita, non sopporta le sorprese e non le piace cambiare i suoi piani all'ultimo momento. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, gestisce l'officina del padre, ama la compagnia, il rischio e l'avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da un particolare: la passione per i cani. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara che Isabel e Andreas s'incontrano. Quasi per gioco, iniziano a scriversi su Facebook. All'inizio brevi messaggi, che col tempo diventano frecciatine condite da ironia e malizia. E allora innamorarsi sarà un attimo. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Isabel è sposata e Andreas è fidanzato. Il racconto di un amore scomodo, capace di usare l'autoironia come arma contundente. Perché il lieto fine, se ci sarà, avrà un prezzo per tutti.


ALPHABET - La letteratura dei grandi capolavori dalla A alla Z 
Vi segnalo anche il concorso DILLO CON UN ALPHABET :)



La promessa
Jussi Adler-Olsen

Editore: Marsilio | Pagine: 571 | Prezzo: € 19,50

Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
La consueta pennichella mattutina di Carl Mørck nel seminterrato della centrale di polizia di Copenaghen viene bruscamente interrotta dalla telefonata di un collega di Bornholm, la più orientale delle isole danesi. Da diciassette anni l'ispettore Christian Habersaat cerca senza successo di far luce sulla morte misteriosa di una ragazza, che gli apparve allora su una strada di campagna, appesa a testa in giù tra i rami di un albero. La Sezione Q, specializzata in casi irrisolti, è la sua ultima speranza. Burbero e svogliato come al solito, l'ispettore Mørck è riluttante ad accollarsi un nuovo caso. Ma quando, poche ore dopo, lo stesso Habersaat muore in circostanze drammatiche, si sente in dovere di precipitarsi nella remota isola del Mar Baltico insieme ai suoi due stravaganti assistenti, Rose e Assad. In quel luogo lontano dal mondo, la Sezione Q al completo dovrà indagare su personaggi dalla volontà d'acciaio e dalle incredibili doti manipolatorie, disposti a tutto pur di raggiungere i loro fini e difendere i loro interessi. Sette dai riti esoterici, guru carismatici e ragazze troppo ingenue: l'immersione della squadra più anticonformista dell'intero corpo di polizia nelle acque torbide di un'inchiesta costellata di misteri e false tracce porta alla luce il marcio ben dissimulato della società danese contemporanea.



Garzanti
€ 16,90 | 277 pg | Dal 1.09
Garzanti
€ 18,60 | 400 pg | Dal 12.09
Garzanti
€ 16,90 | 368 pg | Dal 22.09
Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fìngere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli.
È una notte stranamente luminosa. Una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. Lo sa bene Sandra mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. Ha fatto il possibile per proteggerlo. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto ora che ha trovato nel suo zainetto un biglietto. Non ha idea di come sia finito lì. All'interno poche parole. Parole che possono venire solo dal suo passato: "Dov'è Julian?". All'improvviso il castello che ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. Sandra non può far altro che tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo...
Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che ha soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi. 



La coppia perfetta
B. A. Paris

Editore: Nord | Pagine: 337 | Prezzo: € 16,90
Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Chiunque avesse l'occasione di conoscere Jack e Grace Angel penserebbe che sono la coppia perfetta. Lui un avvocato di successo, affascinante, spiritoso. Lei una donna elegante e una padrona di casa impeccabile. Chiunque allora vorrebbe conoscere meglio Grace, diventare sua amica, scoprendo però che è quasi impossibile anche solo prendere un caffè con lei: non ha un cellulare né un indirizzo email, e comunque non esce mai senza Jack al proprio fianco. Chiunque penserebbe che in fondo è il classico comportamento degli sposi novelli, che non vogliono passare nemmeno un minuto separati. Eppure, alla fine, qualcuno potrebbe sospettare che ci sia qualcosa di strano nel rapporto fra Grace e Jack. E chiedersi per esempio perché, subito dopo il matrimonio, Grace ha lasciato un ottimo lavoro sebbene ancora non abbia figli, perché non risponde mai nemmeno al telefono di casa, perché ci sono delle sbarre alle finestre della camera da letto. E a quel qualcuno potrebbe venire il dubbio che, forse, la coppia perfetta in realtà è la bugia perfetta... 



I custodi di Slade house
David Mitchell

Editore: Frassinelli | Pagine: 240 | Prezzo: € 19,00
Dal 6 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Voltato l'angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l'ingresso di Slade House. Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. Ogni nove anni, l'ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa - una sinistra coppia di gemelli - estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario. Ma che cosa succede, veramente, dentro Slade House? Per chi ha varcato la soglia, scoprirlo è questione di un attimo. Ed è già troppo tardi.  




L'uomo del fuoco
Joe Hill

Editore: Sperling & Kupfer | Pagine: 312 | Prezzo: € 14,90
Dal 6 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Nessuno sa dove e quando sia iniziata. Tutti hanno imparato a loro spese che la nuova epidemia si diffonde più velocemente di qualsiasi altra malattia, e che ha già decimato la popolazione di grandi città come Boston, Detroit, Seattle. Per i medici il suo nome è Trichophyton draco incendiarius, per la gente si chiama Scaglia di Drago, perché il suo primo sintomo è un marchio d'oro e nero sulla pelle e l'ultimo è la morte. Per autocombustione. Milioni di persone sono infette; gli incendi scoppiano dappertutto. Non esiste antidoto. Nessuno è al sicuro. Harper Grayson, bravissima infermiera che non si lascia abbattere da niente e nessuno, ha curato migliaia di malati prima che il suo ospedale fosse ridotto in cenere. Lei e il marito Jakob si erano promessi di farla finita, in caso d'infezione, ma ora che anche lei porta i segni terribili del Drago, Harper vuole vivere. Almeno fino al termine della sua gravidanza. Incinta, abbandonata dal marito terrorizzato, perseguitata dalle feroci Squadre di Cremazione a caccia di infetti, Harper sembra destinata a soccombere. Se non fosse per il misterioso straniero vestito da pompiere che arriva in suo soccorso. L'unico uomo che sappia controllare il fuoco. Anche quello malato che cova dentro il suo corpo.



Rizzoli
€ 18,00 | 301 pg | Dal 1.09
Rizzoli
€ 19,00 | 286 pg | Dal 1.09

Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura,esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l’occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione. 
È la sera giusta, per Elias. Dopo la partita a calcetto e le lezioni all'università di Cagliari, è impaziente di partecipare alle prove del coro, dare un passaggio verso casa a Violetta e, vincendo la timidezza, confessarle il proprio amore. È la sera sbagliata, invece. Perché dopo averla lasciata davanti al portone, incapace di parlare, lui risale in macchina e va incontro a un destino buio. Quella notte, infatti, investe una giovane donna che muore sul colpo. E anche il suo futuro si spezza. Dopo l'incidente il senso di colpa è troppo grande: si chiude in camera, non vede più nessuno. Non parlare, non muoversi, sperando di sentire il meno possibile, sono gli imperativi del suo giudice interiore. Elias si infligge un percorso ascetico in fondo al proprio dolore, che pare senza uscita. Due anni. Finché, un passo alla volta, decide di abbandonare la Sardegna e cercare una sua strada, altrove... Ed è così che succede: il vento soffia di nuovo inarrestabile, e porta con sé un presente da reinventare e il coraggio di affrontare tutto ciò che verrà.



La strada verde
Anne Enright

Editore: Bompiani | Pagine: 319 | Prezzo: € 19,00
Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Rosaleen Madigan è una donna forte, forse troppo, un'irresistibile matriarca irlandese da cui prima o poi bisogna allontanarsi, se si vuole sopravviverle. Dei quattro figli solo Constance è rimasta nella contea di Clare, presa nelle spire di una vita troppo prevedibile; gli altri hanno cercato di sfuggire alla personalità ingombrante della madre, ma non è detto che ci siano del tutto riusciti. Dan l'inquieto ha scelto New York e il mondo eccentrico dell'arte; Emmet è arrivato fino in Mali, dove l'impegno rigoroso sul fronte umanitario non compensa l'incompiutezza di una vita sentimentale fatta di strade non prese; Hanna ha tentato senza successo la carriera di attrice a Dublino. Richiamati a casa per quello che potrebbe essere l'ultimo Natale condiviso Rosaleen, rimasta sola, ha deciso di liberarsi della dimora di famiglia -, dovranno fronteggiare se stessi cresciuti, misurarsi con desideri ancora accesi e aspirazioni appassite, ma soprattutto non potranno più eludere lo scontro con una madre che in un gioco di sguardi giudicanti, silenzi e improvvise asprezze riesce a trascinarli indietro nel tempo, a quello che erano e per lei sono rimasti: bambini per sempre, prigionieri di un'infanzia eterna pronta a rivivere nel momento in cui tornano tutti insieme, domati e definiti dal suo sguardo implacabile. 


Feltrinelli
€ 13,00 | 123 pg | Dal 1.09
Feltrinelli
€ 20,00 | 507 pg | Dal 1.09

Un uomo di molti mestieri è incaricato di un delicato restauro. La statua del crocifisso contiene segreti che si rivelano solo al tatto. Bisogna risalire a diverse nudità per eseguire. C'entra una città di mare e un villaggio di confine, un amore d'azzardo e una volontà di imitazione.
Cosa collega gli omicidi di Jorge Eliécer Gaitán, la cui morte ha spezzato in due la storia della Colombia, e quello di John F. Kennedy? In che maniera un crimine accaduto nel 1914, quello del senatore liberale colombiano Rafael Uribe Uribe, può segnare la vita di un uomo nel XXI secolo? Violenza, omicidi illustri, colpevoli trovati troppo in fretta o scomparsi nel nulla, indagini insabbiate, depistaggi, segreti di stato, menzogne attraversano la storia della Colombia, come la nostra, lasciando dietro di sé rovine e reliquie, vittime e sospetti. Sono un'eredità pesantissima per le generazioni future e la base di un fiorire di teorie cospirative più o meno fantasiose. 


lunedì 11 maggio 2015

RECENSIONE | "Il Miniaturista" di Jessie Burton

Buongiorno cari lettori :)
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo denso di magia e passioni, un romanzo che mi ha conquistata inizialmente con una cover strepitosa poi con una storia che ho trovato semplicemente adorabile.

Il Miniaturista

Autore: Jessie Burton

Editore: Bompiani
Prezzo: 18  €  (cartaceo)
Pagine: 439 

Sinossi:
In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma − bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla.
Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. 


STILE: 9 | STORIA: 9 | COPERTINA: 10

Il funerale dovrebbe essere una cosa tranquilla, perché chi giace nella bara non aveva amici. Ma le parole, ad Amsterdam, sono come l’acqua, intasano le orecchie e da lì comincia il marcio, e l’angolo orientale della chiesa è pieno. La donna osserva la scena al riparo degli stalli del coro, mentre membri delle corporazioni con le mogli si avvicinano alla tomba aperta come formiche al miele. Li raggiungono poco dopo impiegati della VOC e capitani di nave, reggenti, fabbricanti di dolci e infine lui, con il solito cappello a tesa larga in testa. La donna cerca di compatirlo. La pietà, a differenza dell’odio, può essere chiusa in una cassa e messa da parte. 
Nel 1686, un giorno d’autunno, Petronella Oortman  Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole dalla mamma - giunge ad Amsterdam per iniziare la sua vita coniugale. Bussa alla porta di una casa nel quartiere benestante della città ma riceve un’accoglienza fredda: invece del consorte, il mercante Johannes Brandt, Nella trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt. Ben presto i sogni di Nella si infrangono contro l’indifferenza del marito che, ritornato da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con lei. Le lunghe notti in attesa di Johannes sono l’amara dimostrazione dell’indifferenza del marito nei suoi confronti. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, ricordando l’insegnamento della madre (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. Nella non riesce a capire questi atteggiamenti e si sente ancor più confusa quando il marito le mostra il suo dono di nozze: la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Nella non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista presente in città. Inizia così un dialogo fitto fra la giovane donna e il miniaturista, un dialogo fatto di manufatti straordinari che raccontano i misteri di casa Brandt. Pagina dopo pagina scoprirete amore e tradimenti, ossessioni, rancori, sesso e ricchezza, fino all’epilogo drammatico e travolgente che racchiude il dolore di una società specchio deforme della vita.

“Il Miniaturista” è la storia di passioni e segreti, una storia ambientata nell’Olanda di fine Seicento ad Amsterdam “dove il pendolo oscilla tra Dio e i fiorini.”

Nella, giovane sposa nata e cresciuta in campagna, sposa il ricco mercante Jhoannes Brandt. Quando giunge ad Amsterdam ha il cuore colmo di speranze per il futuro: una bella casa, un marito ricco, una nuova famiglia, l’amore che amalgama ogni desiderio, la voglia di credere in un futuro denso di emozioni a completamento di una vita felice e dignitosa.

 Desideri, cara Nella, solo desideri.

La verità mostra il suo volto feroce fin dalle prime pagine: la giovane sposa vede infrangersi il suo sogno d’amore sulle pagine della Bibbia della famiglia Brandt. Intorno a Jhoannes ruotano personaggi dai molteplici aspetti, la società li vuole ligi alla religione, i calvinisti non perdonano. Conosciamo subito Marin, sorella dello sposo, donna austera e altera che mostra in pubblico le sue rinunce, che mortifica il corpo in neri e pesanti abiti che, nessuno sa, sono foderati di pregiata pelliccia. Otto e Cecilia sono i domestici di casa, depositari di verità nascoste. Il miniaturista è la figura più emblematica del romanzo: realizza miniature di persone e cose e animali di casa Brandt manifestando una straordinaria capacità di predire il futuro attraverso i suoi manufatti che sembrano “magici” ambasciatori di futuri accadimenti. 
Nella arreda la sua casa a stipetto e contemporaneamente aggiunge tasselli alla sua nuova vita che la vede in una città corrotta, dove ognuno spia il vicino, dove i bei modi, i lussuosi ricevimenti, i commerci, sono l’aspetto esteriore e falso di una società prigioniera delle proprie emozioni. In casa Brandt, quando il pesante portone si chiude, inizia una vita fatta di rinunce, tutto all’ombra di una religione che influenza ogni azione, ogni pensiero. Ma in casa Brandt c’è molto, molto di più, all’insegna di un passato mai sepolto, di vecchi rancori e future vendette. Ogni personaggio ha una propria odissea che scopriremo pian piano, entrando in punta di piedi nelle loro stanze, leggendo lettere appassionate in cui l’amore ha mille aspetti. Mille modi per dire “ti amo”: nell’intimità di una stanza, nei freddi magazzini dei depositi portuali, nella navata di una Chiesa, all’ombra di un cappello a tesa larga, nel movimento austero e sferzante di una mantella. Questa storia non obbedisce alle regole del tempo, ogni personaggio è un filo sospeso, una scommessa con il destino in cui ognuno è artefice del proprio domani.

“Il Miniaturista” è un romanzo intenso, che ammalia e conquista. E’ una storia appassionante in cui non tutto è svelato, luce e ombre disegnano il passato e nutrono il presente. I personaggi non smaniano per carpire l’attenzione del lettore, le loro vite sono uno specchio in cui è facile riflettersi. Al di là del tempo, oltre l’ambientazione geografica, oltre i nomi e le situazioni, esiste una “verità” che ci porta a immedesimarci con i protagonisti. La lettura cattura, le emozioni fanno battere forte il cuore. Questo libro mostra il coraggio e le insicurezze insite nell’uomo. Mostra la voglia di riscatto, il tentare il tutto per tutto per salvare i propri affetti tra infinite prove. La storia presenta momenti di dolcezza intercalati da scene audaci e passionali. E’ un libro in cui le donne inseguono i loro sogni pur sapendo di non avere gli stessi diritti e opportunità degli uomini. E’ una sfida che le donne pongono al loro destino. E’ un sogno, un desiderio, una magica speranza.
“Il Miniaturista” è un libro che consiglio vivamente a tutti. E’ una struggente e magica storia, un coro di voci femminili che sussurra:
“T’ can vekeeren”
 “Le cose possono cambiare”