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lunedì 18 novembre 2024

RECENSIONE | "La portalettere" di Francesca Giannone

"La portalettere" (Casa Editrice Nord), ha vinto il Premio Bancarella 2023 e il Premio Amo Questo Libro,
è l' intenso ed emozionante romanzo d'esordio di Francesca Giannone, scrittrice salentina.

Anna, una donna del Nord trasferitasi in Salento, dà scandalo quando nel 1935 diventa la prima donna portalettere del suo paese. Per vent'anni, Anna consegna le lettere dei soldati al fronte, le cartoline degli emigranti, i messaggi degli amanti. E diventa il "filo segreto" che unisce i suoi compaesani.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
La portalettere
Francesca Giannone

Editore: Nord
Pagine: 416
Prezzo: € 19,00
Sinossi

Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent’anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all’amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell’istante in cui l’ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent’anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo – ma soprattutto senza che il paese lo voglia – la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.





La corriera blu, malandata e arrugginita, si fermò stridendo sull'asfalto rovente del primo pomeriggio. Umido di afa, il vento faceva oscillare le foglie della grande palma al centro della piazza deserta... In estate, lo scirocco che soffiava dall'Africa era impietoso. Gli unici tre passeggeri a bordo scesero: Carlo e sua moglie Anna che reggeva a fatica Roberto, un bimbo di un anno dallo sguardo vispo.

In un mondo che sembra appartenere a un passato remoto, il postino consegnava la corrispondenza: lettere che potevano contenere buone o cattive notizie, cartoline con brevi saluti. La posta si attendeva con ansia e trepidazione per leggere le notizie dei cari lontano, con il portalettere si creava un rapporto di speranza, confidenza e timore, alcune volte si stabilivano veri e propri rapporti d'amicizia. 

"La portalettere" racconta tutto ciò. 

 Francesca Giannone ha rivelato che l'ispirazione della storia è nata quando ha ritrovato, in un cassetto nella casa di famiglia, un vecchio biglietto da visita della bisnonna: "Anna Allavena, Portalettere". Il biglietto, stampato nel lontano 1935, era testimonianza di una professione svolta con orgoglio da una donna straordinaria. 

Partendo da questo biglietto da visita della bisnonna, l'autrice narra della determinazione di una donna del Nord che porta una ventata di cambiamento in un paese maschilista e conservatore del Sud. 

Anna, la protagonista del romanzo, era una maestra elementare nata e cresciuta in Liguria. Sposa Carlo, pugliese trasferitosi al nord per lavoro. Dopo i primi anni di matrimonio, Carlo inizia a sentire una forte nostalgia per il paese natio. L'uomo non vuol più vivere al nord, ricco di famiglia, decide di lasciare il lavoro per tornare a vivere con i parenti in Salento. Per amore Anna lo accontenta ma, quando scende dalla corriera nella piazza principale del paese, è confusa, perplessa. Quale vita la attende in quella terra sconosciuta? 

Osservò la piazza, lo strano giallo paglierino degli edifici, le sbiadite insegne delle botteghe, la torre grigia del castello massiccio. Era la nuova scenografia della sua vita, e ogni cosa era così diversa da ciò che conosceva. 

Anna si appresta a conoscere la realtà di un piccolo paese come Lizzanello, che fa da sfondo alla vicenda raccontata, e tutto le appare arcaico rispetto alla cittadina ligure da cui proviene. Ambientarsi non è facile, tutti la chiamano "la forestiera" e la guardano con curiosità. Ben presto Anna, bella come una statua greca ma con tanta tristezza negli occhi, si rende conto che la nuova realtà è un insieme di abitudini e tradizioni che una buona moglie deve rispettare. Il pranzo della domenica con i famigliari, gli abiti da indossare, essere sempre un passo indietro rispetto al marito, dedicarsi ai lavori domestici e soddisfare le esigenze della famiglia. I paesani non le tolgono gli occhi di dosso, sempre pronti a giudicare ogni suo comportamento. "La forestiera" è diversa, non va in chiesa e dice sempre quello che pensa. 

Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all'amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell'istante in cui l'ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. 

Carlo la fissò sbalordito. Antonio, invece, abbozzò un sorriso. 

Dai, Anna - disse Carlo ridacchiando - non è un lavoro da donne. Cosa ci sarebbe di non adatto a una donna? - ribatté lei piccata. - É faticoso, rispose lui, in giro a piedi tutto il giorno, con la pioggia o con il sole. Ci perderesti la salute. Siamo seri. Non esistono portalettere donna. 

«Finora», disse Anna

La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. "Non durerà", maligna qualcuno e la reazione di Carlo non si fece attendere: le urlò addosso. Non si rendeva conto che tutto il paese le avrebbe riso dietro? 

Grave errore. Per oltre vent'anni Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. 

Quella di Anna è la storia di una donna decisa a vivere la propria vita in libertà senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello degli anni '30 fino agli anni '50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna. 

"La portalettere" non è solo la storia di Anna venuta dalla Liguria per amore di suo marito. È la storia di una donna determinata libera dai condizionamenti mentali, è la storia di una donna che ha a cuore la sorte degli altri, che trasforma il proprio dolore in un progetto sociale per la difesa e la tutela delle donne, che raccoglie le firme per l'approvazione del voto alle donne. 

Si potrebbe dare nuova vita a quel vecchio edificio trasformandolo in una Casa per le Donne, disse Anna. Un luogo dove la porta è sempre aperta, dove ogni donna in difficoltà sa di poter trovare rifugio. Penso alle giovani madri senza un marito né un lavoro, a chi è sola, alle donne che non sanno come liberarsi di uomini violenti.

Ma è anche la storia di Carlo e del suo grande progetto vinicolo, di Antonio che ama i libri e sottolinea le frasi che lo coinvolgono emotivamente, di Carmela che non ha mai perdonato l'abbandono di Carlo e trama vendetta, di Daniele che sogna di diventare stilista ma che è costretto a fare un lavoro da maschio, di Lorenza travolta dai suoi sentimenti e dalle sue fragilità. È la storia di Agata simbolo di tutte le mogli del paese, di Giovanna che tutti chiamano "la pazza" e di un amore che nasconde abusi. 

La componente storica del romanzo è appena accennata, rappresentata non solo dal fascismo e dalla guerra ma anche nella conquista di piccole libertà da parte di donne manipolate e sottomesse agli uomini. Donne discriminate anche sul lavoro e vittime di violenze fisiche e psicologiche. Perchè "Non c'è principe che tenga" e non è vero che "una femmina diventa intera soltanto quando trova marito e si sistema, che è il maschio che salva e protegge, e, se nasci donna, da sola non vai da nessuna parte." 

È un libro scritto con una prosa curata, un mix equilibrato di storie personali e temi sociali. I personaggi sono ben delineati e la lettura si fa intrigante procedendo tra legami di famiglia, tradimenti e passioni, gioie e dolori, amori negati e traditi. L'autrice riesce a trasmettere il dolore di persone che rimangono intrappolate in vite che non vorrebbero. I dialoghi si susseguono e leggendo tra le righe si scopre che tutti sono uguali, nessuno è del tutto innocente. Le tentazioni, i sospiri nelle notti insonni, la fuga, la passione, sono un comune denominatore che rende i personaggi non privi di errori eppur decisi a progredire in una vita che non smette mai di giocare con il destino. 

Non voglio essere dimenticata 

E noi non la dimenticheremo. Anna, imperfetta eppur eroica, avrà per sempre un posto nel nostro cuore.

giovedì 7 luglio 2022

RECENSIONE | "La custode dei peccati" di Megan Campisi

“La custode dei  peccati” è il romanzo d’esordio della drammaturga americana Megan Campisi. È un romanzo originale e coinvolgente, ambientato in una reinventata ma molto credibile epoca Tudor. L’autrice si ispira alla figura realmente esistita della Mangiapeccati e dà vita a una protagonista commovente e coraggiosa, decisa e intelligente.


STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 9
La custode dei peccati
Megan Campisi

Editore: Nord
Pagine: 400
Prezzo: € 19,00
Sinossi

Per ogni peccato, un cibo. Per ogni confessione, il silenzio. Ma la verità non si può tacere per sempre. Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all'unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d'intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre...


Sale per l’orgoglio. Semi di senape per le menzogne. Orzo per le bestemmie. C’è anche l’uva, acini rossi e rigonfi, sparsi sulla cassa in pino (…) Ci sono anche altri cibi, ma non tanti. Mia madre non ha commesso molti peccati.

Ha rubato solo un pezzo di pane per sfamarsi, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una pena peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. A May viene messo un collare e le viene tatuata la lettera S (di “sin”, peccato) sulla lingua. Da quel momento non potrà più parlare, tranne per chiedere i cibi e per la Recitazione, nessuno le rivolgerà più la parola, nessuno le si avvicinerà, nessuno la toccherà. A insegnarle le regole del mestiere è la Mangiapeccati anziana. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono donne disprezzate e temute da tutti, sono solo donne poiché il peccato originale è tutta colpa di Eva.

A fine giornata, m’incammino di nuovo verso Dungsbrook. Le Recitazioni mi si confondono nella testa e ho ancora sulla lingua il sapore dei peccati altrui: erbe amare per chi saltava le preghiere, grani d’orzo per i bestemmiatori, capone gorno in umido per i maldicenti, vino speziato per i bevitori smodati. Mi sento malinconica e gonfia. Mi fa male il collo. Voglio il mio tappetino davanti al fuoco. Voglio dormire.

Un giorno May e la sua Maestra sono convocate a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, tra i cibi associati ai peccati compare un cuore di cervo. È un cibo non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio che la donna morente non ha confessato. La Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. May, rimasta sola, porta a termine il compito e giura  in cuor suo che renderà giustizia all’unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione.

Megan Campisi, per il suo romanzo, si ispira all’usanza da tempo dimenticata di “mangiare i peccati” e da vita a un personaggio che non accetta passivamente il destino che qualcuno ha deciso per lei. May rifiuta il ruolo impostole dalla società che la umilia in quanto donna e riuscirà, con determinazione e coraggio, a cambiare la propria vita.

Ho adorato fin da subito questa storia dal fascino particolare che appassiona e incuriosisce e sono rimasta sbalordita dall’apprendere che la figura della mangiapeccati sia realmente esistita. Quando una persona era in fin di vita, la famiglia, per dare una bella ripulita alla coscienza del morto, gli metteva del pane sul petto in modo che assorbisse le sue colpe. Poi chiedeva a un mangiatore di peccati di consumare quel pasto in modo da far transitare i peccati dal morto a qualcun altro. Così l’anima del morto volava in paradiso e l’anima dei mangiatori di peccati sprofondava all’inferno. Questo rituale era praticato in alcune zone dell’Inghilterra e della Scozia.

L’invisibile è ora visibile. L’inudibile è ora udibile. I peccati della tua carne diventano i peccati della mia, così che io li possa portare nella tomba in silenzio. Parla.

Questa è la formula della Recitazione con cui la Mangiapeccati prendeva su di se le colpe dei morenti e sono le parole che portano la protagonista nelle case di chi sta per morire. Costrette a vivere ai margini della società, allontanate e disprezzate da tutti, queste donne erano costrette al silenzio e condannate alla povertà. Ambientata nel XVI secolo, in un’Inghilterra abilmente mascherata (si tratta del regno della regina Elisabetta I, Bethany nel romanzo), la storia coinvolge fin dalle prime pagine e il piacere della lettura non viene mai meno. Attraverso le vicende di May, povera orfana e analfabeta, abbiamo l’occasione per conoscere usi e costumi del luogo. Con mio grande piacere ho assistito, man mano che la lettura procedeva, alla comparsa di intrighi alla corte della regina Bethany, c’è un terribile segreto che riguarda personaggi potenti e crudeli, e all’intreccio di eventi in un gioco d’incastri ben costruito.

Il romanzo è scritto in prima persona, è la voce di May che narra non solo la società in cui vive, ma anche il suo grande bisogno di affetto, le sue paure, la solitudine, l’indifferenza che la circonda. Quel collare al collo e la S tatuata sulla lingua, sono la sua maledizione, indicano il compito che altri hanno scelto per lei. Dentro di sé May ha un mondo fatto di libertà, si sente una ragazzina come tante, ancora umana: fragile, inesperta, ingenua.

Tante volte, nel corso degli anni, mi sono sentita svuotata. Nel senso di sola. Però adesso in me c’è qualcosa di ancora più brutto. Un senso di morte che mi striscia fino al cuore… Sono una mangiapeccati. Cosa significa? Significa che non vedrai mai più una persona che ti sorride con gli occhi, significa che non sentirai mai più un petto premuto contro il tuo in un abbraccio.

 A volte fa fatica a comprendere cosa le accade intorno, non conosce il significato delle parole, vive la sua condizione non con rassegnazione ma con la certezza di avere un compito, oltre a quello di Mangiapeccati, che solo lei può assolvere. Perché essere invisibili può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero    rimanere chiuse per sempre. May impersona le donne dell’epoca, la loro continua umiliazione e oppressione, senza alcuna libertà.

Forse la libertà sta nel poter decidere da sé, anche se le decisioni sono pessime.

“La custode dei peccati” è una storia di riscatto femminile. May saprà, con intelligenza e audacia, trasformare la sua maledizione in una forma di potere. Lei, ragazzina di 14 anni, deve farsi strada in un mondo pericoloso e crudele che a malapena comprende, e allora sfrutta al meglio i lati negativi della sua condizione. May non è solo una Mangiapeccati ma è anche una ragazzina alla scoperta di se stessa, del suo io più profondo. Non vuol essere un invisibile, il suo status di emarginazione diventa un mezzo per scardinare il male in cui la società la vorrebbe seppellire. Attorno a lei si aggirano uomini e donne prigionieri della loro ignoranza, allontanati a causa delle superstizioni e di una religione che crede in un Dio pronto a punire il peccatore senza alcuna pietà. Ultimi tra gli ultimi diventano l’unica famiglia che May ha, l’abbraccio che tanto desidera, la carezza per riscaldare il suo giovane cuore.

“La custode dei peccati” è un racconto oscuro e suggestivo, una miscela di storia, invenzione e mistero. L’autrice ci conduce in un mondo ingiusto e crudele dove le donne non contano nulla oppresse da una società patriarcale. Il loro silenzio diventa una catena, la loro libertà un’utopia, ma quando una di loro decide di osare, di usare le avversità come occasioni, ecco che tutto diventa possibile. May attraverserà la notte delle Mangiapeccati per veder sorgere l’alba e camminare verso il futuro che lei desidera.

mercoledì 19 settembre 2018

RECENSIONE | "Vox" di Christina Dalcher

Pensate, care lettrici, di non poter più dialogare con nessuno, di non poter più cantare a squarciagola le vostre canzoni preferite, di non poter più raccontare la favola della buonanotte, di non poter più stare svegli fino a tardi a parlare. Immaginate di avere a disposizione una quota fissa di 100 parole al giorno. Niente più libri, nessun lavoro, nessun conto in banca. State iniziando a tremare? Continuiamo: non potete scrivere, non potete praticamente far nulla che non sia una totale sottomissione all’uomo ricoprendo il ruolo di “angelo del focolare”. Bene, vedo il terrore nei vostri occhi, quindi sarà meglio che iniziate a pensare a quello che sareste disposte a fare per essere delle donne libere, per essere ascoltate. Nel frattempo vi parlerò di un romanzo potente che dovete assolutamente leggere: “Vox” di Christina Dalcher.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Vox
Christina Dalcher (traduzione di B.Ronca)

Editore: Nord
Pagine: 416
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere.

Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.

Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi.

Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Ogni giorno pronunciamo in media 16.000 parole.

Parole che usiamo per lavorare, per chiacchierare con gli amici, per esprimere la nostra opinione.

Ma, se non facciamo sentire la nostra voce, ci rimarrà solo il silenzio…

 

Se qualcuno mi dicesse che in una settimana potrei far fuori il presidente e il Movimento per la Purezza, non gli crederei. Ma non potrei nemmeno contraddirlo. Non potrei dire niente. Stasera, a cena, prima che pronunci le ultime sillabe della giornata, mio marito dà un colpetto al dispositivo argentato attorno al mio polso sinistro. Un tocco leggero, come per condividere il mio dolore, o forse per ricordarmi di rimanere in silenzio fino a mezzanotte, quando il contatore si resetterà. Il contatore di mia figlia Sonia farà lo stesso. I miei figli maschi, invece, non hanno nulla al polso.
Jean McClellan indossa un apparente innocuo braccialetto al polso. Non ha deciso lei d’indossare quella “diavoleria”, un dispositivo conta parole. Anche sua figlia di sei anni ne porta uno e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Il nuovo governo al potere, in America, è l’artefice di questo salto indietro nel tempo. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca e al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.
Come donne, siamo chiamate al silenzio e all’obbedienza. Se dobbiamo imparare, chiediamo ai nostri mariti nell’intimità di casa, poiché è peccato che una donna metta in discussione l’autorità maschile voluta da Dio.
“Vox” è uno dei romanzi più attesi dell’anno. È una storia di forte intensità che disegna un mondo futuro indesiderabile e spaventoso. Questo futuro per noi inaccettabile ci aiuta a riflettere sul presente. Non dobbiamo mai dimenticare quanto sia preziosa la libertà e la possibilità di non aver alcun limite di parole. Quando il silenzio è assordante si deve agire per noi stessi, per la società, per il mondo.
Quando obbediamo al comando dell’uomo con umiltà e sottomissione, riconosciamo che a capo di ogni uomo sta Cristo e che a capo di ogni donna sta l’uomo.
Ho letto “Vox” immedesimandomi nei personaggi femminili costretti ad un’esistenza silenziosa e per sempre sottomesse all’uomo. Immaginate di essere costantemente sotto l’occhio vigile del Grande Fratello pronto a catturare qualsiasi cosa possa essere interpretata come comunicazione non verbale. Se dite più di 100 parole una scossa elettrica vi punirà ricordandovi di vivere nel silenzio.

“Vox” vi porterà indietro nel tempo, ricordate il culto vittoriano della vita domestica e l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica? Vorreste ritornare ad essere “solo” l’angelo del focolare? Vi piacerebbe vedere solo gli uomini impegnati nella vita economica e politica? E le donne? Tutte impegnate in faccende legate all’ambiente domestico, pronte a riverire il marito e a difendere la propria purezza.

Nel romanzo questa mannaia sociale non vede solo le donne oggetto di repressione, il fanatismo religioso si abbatte anche sull’adultèrio, sugli omosessuali, sui cospiratori. Tutti i colpevoli non hanno scampo, il loro futuro è ai lavori forzati: umiliati pubblicamenti, allontanati dalla famiglia e ridotti in schiavitù.
Onorerò la santità del matrimonio, sia il mio sia quello altrui, poiché Dio retribuirà gli adulteri con la vendetta.
Ho provato un profondo brivido di paura quando ho letto i versetti moralistici del Movimento per la Purezza ricordando un altro movimento per la purezza della razza. Il grido di dolore di milioni di ebrei massacrati dai nazisti non è ancora sopito e mai lo sarà. Quando uccidere diventa giusto allora l’oppressione è leggittima e il mondo mostra la sua faccia mostruosa.

“Vox” ci mostra come sia pericolosa la vicinanza tra religione e Stato. Ci mostra la debolezza di tutti i cittadini davanti al volere di uomini fanatici. In molti diventano soggetti passivi, non c’è ribellione davanti a una politica che ignora le più elementari basi d’uguaglianza. Occorre reagire, protestare e fare delle scelte difficili ma necessarie.

Nel romanzo conoscerete personaggi attivi che sfideranno il Movimento e altri pronti a chinare la testa. Naturalmente non vi svelo cosa succederà ma preparatevi ad affrontare situazioni difficili, scelte fatte per amore, uomini coraggiosi e donne ancor più determinate.

Leggendo “Vox” ho ripensato a dei romanzi, letti tempo fa, che raffigurano un mondo senza libertà. Il primo romanzo a cui ho pensato è “Il racconto dell’ancella” (recensione) di Margaret Atwood: ambientato in un regime totalitario e teocratico, priva la donna di qualsiasi diritto considerandola solo “un’incubatrice” umana.

Poi ho ricordato gli ammonimenti di “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury: leggere e possedere libri è considerato un reato.

Quindi posso tranquillamente dire che i temi trattati in “Vox” non sono nuovi ma l’autrice è stata brava nel trasmettere l’angoscia, l’ansia, la paura, l’annullamento delle donne. Ogni capitolo vola via veloce trasmettendo emozioni e la curiosità di sapere come va a finire. Il pensiero va ai tanti soprusi commessi dagli uomini in nome del potere, del denaro, di un dio non tanto benevolo e di una politica distruttiva. È importante, per me, ricordare che siamo tutti noi le sentinelle di un mondo in equilibrio tra il bene e il male. Occorre non abbassare mai la guardia e prestare sempre attenzione a ciò che ci circonda. Il filosofo Edmund Burke scriveva: “L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che l’uomo buono non faccia niente.”

L’unica pecca, di questo romanzo agghiacciante, è il finale un po’ sbrigativo che lascia molte domande senza risposta. Nell’attesa di un eventuale seguito, consiglio questo libro a tutte le donne coraggiose che si piegano ma non si spezzano, a coloro che sono alle prese con le grandi scelte della vita, a chi del silenzio riesce a farne un’arma potente.

lunedì 13 marzo 2017

RECENSIONE | "Nel buio della mente" di Paul Tremblay

Cari lettori, oggi vorrei proporvi un romanzo che mi ha trasmesso molta inquietudine e mille incertezze. Fin dalla prima pagina sono stata colpita dall’ambiguità della storia. Molte situazioni si possono interpretare in modo differente rimanendo sempre indecisi su ciò che si legge. Verità o menzogna? A complicare ancor di più uno scenario di per sé ricco di temi scottanti, c’è la presenza subdola e strisciante del soprannaturale targato “L’Esorcista” di William Peter Blattey. Tutti ricorderete la piccola Regan posseduta dal demone! Le debolezze che rendono più forte il maligno! Se tutto ciò vi affascina il libro che ora vi presenterò è sicuramente una buona lettura.

Se avete coraggio e non vi fate suggestionare da alcune scene descritte con molto realismo horror allora questo libro fa per voi. Un consiglio: evitate la lettura nelle ore notturne e diffidate dei preti che propongono esorcismi come panacea per tutti i mali.

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7

Nel buio della mente
Paul Tremblay (traduzione di A. Ricci)

Editore: Nord
Pagine: 356
Prezzo: € 16,90
Sinossi
Urla strazianti svegliano John Barrett nel cuore della notte. Quando si alza, l'occhio implacabile di una telecamera lo segue fin nella stanza di Marjorie. E, come ogni notte, John si chiede se abbia fatto bene a dare in pasto la sofferenza di sua figlia quattordicenne a un'emittente televisiva. Ma non aveva scelta. Da ormai un anno, Marjorie mostra i sintomi di un grave disturbo mentale e finora nessuna terapia si è rivelata efficace. Perciò John si è lasciato convincere da padre Wanderly che la ragazza non sia affatto malata, bensì posseduta da uno spirito demoniaco. E sempre padre Wanderly lo ha messo in contatto con un regista, interessato a documentare le varie fasi dell'esorcismo e disposto, in cambio, a pagare tutte le spese e le ingenti parcelle mediche che si erano accumulate nel corso dei mesi. Suo malgrado, John ha accettato. Forse la fede arriverà là dove la scienza ha fallito e, in ogni caso, di certo Marjorie non può peggiorare... Sono passati quindici anni, eppure tutti ricordano molto bene l'ultimo episodio della Possessione, il controverso reality show che si era concluso con tre morti e un'unica sopravvissuta: Merry Barrett, che all'epoca aveva appena otto anni. Eppure nessuno è davvero sicuro di cosa sia realmente successo. Per alcuni, è stata solo una messa in scena. Altri pensano che il vero folle fosse John Barrett e che sia lui il colpevole della strage. Per fare luce sulla vicenda, la giornalista Rachel Neville decide di intervistare Merry Barrett. Però, più Merry va avanti nel suo racconto, più Rachel si rende conto che ricostruire quella tragedia è come inoltrarsi lungo un cammino costellato di inganni, segreti e tradimenti. Un cammino in cui a ogni passo si rischia di perdersi negli oscuri recessi della mente umana...

Il male più pericoloso è quello che si cela dentro di noi.
John Barrett è un uomo concreto abituato a credere solo a ciò che può vedere e toccare con mano. Le sue convinzioni cambiano radicalmente quando sua figlia Marjorie mostra i primi segni di un grave disturbo mentale. John è disposto a tutto pur di aiutare sua figlia. Quando le terapie si rivelano inefficaci, all’uomo non resta che affidarsi a padre Wanderly. Si parla di “possessione” quindi bisogna sottoporre la ragazzina a un esorcismo. Intanto John ha perso il lavoro, non ha più denaro per saldare le parcelle mediche. Padre Wanderly prende contatto con un’emittente televisiva che vorrebbe filmare le varie fasi dell’esorcismo. In cambio i Barrett avranno denaro sufficiente per le spese mediche. John è convinto che la fede riuscirà là dove la scienza ha fallito.

Sono trascorsi quindici anni dall’ultimo episodio della Possessione e, oggi, Merry Barrett, che all’epoca aveva otto anni, è l’unica depositaria della verità. Cosa è realmente successo alla famiglia Barrett? La ricostruzione dei fatti sarà difficile, ad ogni passo Merry rischia di perdersi tra inganni, segreti e tradimenti. Gli oscuri recessi della mente umana nascondono la violenza dell’uomo. Scoprire la verità sarà una dura partita con i demoni che affondano la lama nel cuore degli uomini.

“Nel buio della mente” è una lettura ad alta tensione che non vi permetterà mai di raggiungere piena consapevolezza dei fatti. La trama non è originalissima, possessione e esorcismi sono temi di cui la letteratura è ricchissima, ma è ben costruita con descrizioni inquietanti e gran colpo di scena finale. I personaggi sono emblematici di un rapporto tra ragione e follia non sempre facilmente evidenziabile. John è il simbolo di una società patriarcale in declino. Ha perso il lavoro, non può più provvedere alle esigenze della sua famiglia. In lui cresce l’odio e diventa succube di un fanatismo religioso che lo porterà su strade molto pericolose. Sua moglie è una donna debole, soffre di depressione, fuma e beve molto. Le lacrime sono la sua unica compagnia. Merry, la piccola di casa, è la voce narrante. Ripercorre gli eventi viziandoli con il suo punto di vista. Marjorie è “la posseduta” ma vi chiederete, per tutto il romanzo, se i suoi disturbi comportamentali siano veri o meno. Accanto ai demoni tradizionali ci sono poi i demoni moderni. Le videocamere che invadono la casa dei Barrett, il confessionale in cui ognuno avrebbe potuto parlare liberamente, l’audience del programma. Spiare, registrare, montare ad arte con musiche suggestive: mandare in onda la possessione e il sacro rito dell’ossessione.

Quanti mostri ci sono in questo romanzo?

Tanti, siatene certi. Ho letto questa storia provando una gran inquietudine, le possessioni non mi sono particolarmente care, e ho apprezzato quel senso d’incertezza che permea l’intera narrazione. I protagonisti hanno un duplice ruolo di vittima e carnefice mostrando come il male sia in noi. Prima di guardare l’abisso in cui il maligno si cela, dovremmo rivolgere l’attenzione a noi stessi, ai nostri pensieri e alle nostre ossessioni.

Paul Tremblay ha scritto sicuramente una storia sconvolgente, alcuni passaggi sono molto forti. Urla, cambi nella voce, passeggiate sui muri, vomiti e menti in cui si affollano tetri fantasmi, sono alcuni elementi implacabili di una storia scritta molto bene. L’orrore del soprannaturale si sposa con la quotidianità creando una suspense che vi accompagnerà per tutta la lettura. Il finale è originale e sorprendente.

lunedì 17 ottobre 2016

RECENSIONE | "Non tutto si dimentica" di Wendy Walker

Buongiorno lettori, le temperature iniziano a scendere per la mia felicità. Amo il freddo e non vedo l’ora di accendere il fuoco nel caminetto. Nell’attesa mi consolo con i miei amati libri. La mia scelta è caduta su un thriller atipico ma brillante. La sua atipicità si basa su vari fattori di cui vi parlerò, spero, in maniera esaustiva. Il romanzo in questione è “Non Tutto Si Dimentica” di Wendy Walker.

Non tutto si dimentica
Wendy Walker (traduzione di B. Ronca)

Editore: Nord | Pagine: 359 | Prezzo: € 16,90

Sinossi: Vuoi davvero ricordare cosa ti è successo? Tutti sanno cose successo a Jenny Kramer quella sera. Non capita spesso che una tranquilla cittadina di provincia sia teatro di un crimine e la notizia ha sconvolto l'intera comunità: durante una festa a casa di amici, Jenny è stata aggredita da un uomo, che poi è fuggito senza lasciare traccia. Tutti lo sanno, tranne Jenny. Perché lei è stata sottoposta a una terapia farmacologica sperimentale, che le ha cancellato dalla memoria quella terribile esperienza. O almeno così speravano i medici. In realtà, il corpo di Jenny non ha dimenticato e, a poco a poco, i demoni del passato iniziano a intaccare l'apparente serenità del presente, trascinando la ragazza sull'orlo del suicidio. E nemmeno i suoi genitori riescono a superare il trauma, ossessionati dall'idea che chi ha distrutto la vita della figlia sia ancora in libertà. Secondo il dottor Forrester, il terapeuta di Jenny, la ragazza non ha scelta: deve recuperare i ricordi di quella sera. Anche a costo di portare alla luce verità che gettano più di un'ombra sulla superficie perfetta di quella tranquilla cittadina di provincia...

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 6

L’ingiustizia di quell’evento, l’immensa rabbia che mi suscitava, la capacità di comprendere la sua sofferenza… tutto ciò mi ha condotto a un unico, precisissimo scopo: restituire a Jenny Kramer il suo incubo più terrificante.
Una tranquilla cittadina di provincia è teatro di  un crimine che sconvolge la comunità: la giovanissima Jenny, durante una festa a casa di amici, viene aggredita e violentata da un uomo che poi fugge senza lasciar traccia. Tutti sanno ciò che è successo tranne Jenny che è stata sottoposta a una terapia farmacologica per cancellare in lei la memoria di quella terribile esperienza. Niente ricordi, niente traumi, nessuna sofferenza. Tutto sbagliato. Jenny sa che in lei qualcosa è cambiato ma non sa cosa sia. Il presente è inquieto, Jenny tenta il suicidio, i genitori sono ossessionati dall’idea che il responsabile dello stupro sia ancora in libertà. Toccherà al dottor Forrester, il terapeuta della ragazza, prendere una drastica decisione: per tornare a vivere Jenny dovrà recuperare i ricordi di quella sera. Non sarà facile anche perché la verità demolirà l’apparente perfezione della tranquilla cittadina.

La voce narrante, riconoscibile nel personaggio del dottor Alan Forrester, caratterizza immediatamente la personalità del romanzo evidenziandone l’esplorazione di una terapia farmacologica che cancella la memoria di un avvenimento. Cancellare non è il termine giusto perché i ricordi, i frammenti di ricordi, non svaniscono nel nulla ma si rifugiano in luoghi diversi da quelli dove, normalmente, avrebbero dovuto trovarsi.

Il romanzo inizia subito narrandoci la violenza subita da Jenny ma altrettanto velocemente l’attenzione si sposta dal crimine alle complesse dinamiche psicologiche che coinvolgono i personaggi. Tom e Charlotte, genitori della ragazza,  reagiscono in modo diverso al terribile evento. Tom è ossessionato dal voler scoprire chi ha violentato la figlia. Charlotte vede il suo mondo perfetto infrangersi, i problemi coniugali aumentare e i traumi del passato ritornare. Anche il dottor Forrester, psichiatra con una lunga esperienza con le vittime di eventi traumatici, adotterà dei comportamenti che lo porteranno a tradire l’etica professionale.

Il primo capitolo del romanzo ci pone di fronte al crimine poi, con una continua altalena tra i personaggi, inizia quella che definirei “una lunga, multipla, seduta terapeutica.” La lettura inizialmente non è stata fluida, avevo mille perplessità, perché vedevo Jenny, la protagonista, sfuggirmi tra le mani. Dopo una descrizione particolareggiata dello stupro mi aspettavo la classica indagine della polizia invece la storia evolve in modo diverso, del tutto inaspettato e molto interessante. Nello studio del psicoterapeuta vengono svelate verità sepolte che condizionano il presente. I protagonisti hanno profonde cicatrici psicologiche. Nessuno mostra tutto se stesso a un altro essere umano. Tutti nascondiamo qualcosa. Si dicono bugie innocenti, bugie crudeli, una marea di menzogne dette da chiunque. Tra tutte queste bugie la verità dove si nasconde? Nella memoria. Jenny, sottoposta a terapia farmacologica, non ha scelta: per poter tornare a vivere deve ricordare, deve ritornare all’inferno di quella sera quando tutto è cambiato. Ed ecco che la memoria diventa il nucleo del romanzo. La ricerca del ricordo è un momento delicato, la memoria può essere manipolata o cancellata, dipende dalle necessità.

Quindi l’attenzione è centrata sul rapporto tra psichiatra e paziente, l’indagine si nasconde tra le pieghe della memoria che bisogna ritrovare andandola a stanare nel suo rifugio. Come? Utilizzando tutti e cinque i sensi che riportano Jenny a rivivere quei drammatici momenti. Inizia un viaggio fatto di odori, di suoni, attraverso delle tecniche molto interessanti. Alan, il dottore che conduce la ricerca, espone le sue tecniche rivolgendosi direttamente al lettore creando un coinvolgimento totale e una partecipazione emozionale. I momenti della ricerca sono esposti con un linguaggio medico semplice e comprensibile a tutti.

Indipendentemente dalla storia, mi è piaciuto molto questo connubio tra la sperimentazione medica e la ricerca della verità. Non tutto filerà liscio, ci saranno molti problemi, dilemmi morali e colpi di scena. I personaggi si sveleranno al lettore pian piano, la perfezione apparente verrà scalfita e il lato oscuro dei rapporti familiari emergrà con il suo carico di sofferenze e disillusioni.

“Non tutto si dimentica” ha come protagonista la ricerca della memoria e trasmette intense emozioni che pongono in secondo piano la scoperta del colpevole. Il ritmo del romanzo è scandito dalle sedute di terapia, ogni volta si scopre un pochino di verità che emerge attraverso la lente delle relazioni e dei sentimenti. Ciò crea un buon equilibrio tra cuore e mente, emozioni e realtà.

Nella nota dell’autore viene ricordato che la terapia farmacologica descritta nel romanzo non esiste anche se alcuni ricercatori sono riusciti a modificare dei ricordi e a mitigare la risposta emozionale attraverso la somministrazione di farmaci. Questo tipo d’intervento è nato in ambito militare, per alleviare le sofferenze e i sintomi del disturbo post-traumatico da stress nei soldati.

“Non tutto si dimentica” è il romanzo d’esordio di Wendy Walker. La scrittrice è promossa a pieni voti!

lunedì 26 settembre 2016

RECENSIONE | "L'anno senza estate" di Carlos Del Amor

Carissimi lettori, iniziamo la settimana con la recensione di un romanzo che ha catturato la mia attenzione sin da subito :)

L'anno senza estate
Carlos Del Amor (traduzione di P. Spinato)

Editore: Nord
Pagine: 266
Prezzo: € 16,90

Sinossi: Secondo i meteorologi, l'estate sarà fredda e piovosa. E una Madrid silenziosa e soprattutto fresca è ciò che serve a un giornalista per concentrarsi sulla stesura del suo primo romanzo. Peccato, però, che i meteorologi si siano sbagliati e ad agosto lo città diventi un deserto d'asfalto infuocato. Il giornalista è stremato dal caldo e completamente privo di idee. Ma tutto cambia quando, per caso, trova il mazzo di chiavi della custode del suo condominio, anche lei partita per le vacanze. La tentazione è troppo forte e il giornalista lo usa per entrare negli appartamenti dei vicini. Comincia così uno strano vagabondaggio alla scoperta dei mondi celati dietro le porte chiuse: dall'attico spoglio di Juan, attore fallito che mente alla famiglia dicendo di essere diventato un divo, alla casa della signora Margherita, piena dei ricordi che l'Alzheimer le ha portato via. Ma sono i segreti di Simon, l'inquilino del quinto piano, ad attrarre maggiormente l'attenzione del giornalista. Perché da trent'anni, ogni 20 settembre, Simon fa pubblicare sul giornale una lettera per Ana, la moglie morta troppo presto... e non per cause naturali. Ana è caduta dal balcone. È stato un incidente? O forse qualcuno l'ha spinta? Per il giornalista, capire che cosa sia accaduto ad Ana diventa quasi una missione.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COPERTINA: 6

Nel folle piano che avevo in mente, l’appartamento semiabbandonato sotto il mio sarebbe stato il primo obiettivo. Guardai il mazzo di chiavi, ed eccola: una molto più vecchia delle altre, con qualche segno di ruggine, che aspettava solo di essere usata. Le chiavi sono fatte per aprire porte, cassette delle lettere, macchine, sogni. E quella era una chiave triste.
I meteorologi avevano previsto un’estate fredda e piovosa. Peccato che si siano sbagliati e Madrid, ad agosto, è un deserto d’asfalto infuocato. Un giornalista, alle prese con la stesura del suo primo romanzo, è stremato dal caldo e del tutto privo di idee. Rientrando a casa trova, per caso, il mazzo di chiavi della custode del suo condominio. Tutti sono partiti per le vacanze e il giornalista decide di usare le chiave per entrare nei vari appartamenti del suo condominio. Scoprirà mondi diversi che si celano dietro le porte chiuse.

Entrerà negli appartamenti di persone che finora ha conosciuto in modo superficiale, profanerà la loro intimità. Come un ladro di ricordi porterà alla luce situazioni vissute nell’ombra. Ogni notte un appartamento viene violato: dall’attico di Juan, attore fallito che mente ai suoi vantandosi di essere un divo del cinema, alla casa della signora Margherita, i cui ricordi sono stati spazzati via dall’Alzheimer. Ma è al terzo piano che il giornalista fa una scoperta sensazionale. Qui vive Simòn che da più di trent’anni, ogni 20 settembre, pubblica sul giornale una lettera per Ana, sua moglie, morta in circostanze misteriose. Ana è caduta dal balcone ma non tutti credono al suicidio. Forse si è trattato di un incidente. Forse è stato un omicidio. Il giornalista è deciso a ricostruire la storia di Simòn e Ana. Conoscerà la donna attraverso le lettere, ricostruendo l’esistenza di una persona fragile e misteriosa. Soprattutto si renderà conto che spesso la realtà è più sorprendente di un romanzo.

Leggendo questo libro mi sono chiesta cosa averi fatto se fossi stata io a trovare le chiavi degli appartamenti del mio condominio. Sicuramente non avrei girovagato, di casa in casa, per carpire i segreti altrui ma, un “ma” c’è sempre, l’idea di scoprire tante storie ha un suo fascino. Quando il giornalista inserisce la chiave nella serratura e apre la porta entrando in una realtà che non gli appartiene, ho provato una forte curiosità verso queste persone le cui storie vengono svelate pian piano come a ricostruire il gran puzzle della vita. Sono curiosa di sapere voi cosa fareste in una situazione del genere.

“L’anno senza estate” è un romanzo che si legge piacevolmente e con un pizzico di morbosa curiosità. Le storie dei vari inquilini si intrecciano dando vita a una narrazione che coinvolge e induce a riflettere. Tra le mura domestiche del condominio violato si nascondono situazioni tristi e grandi solitudini. Una malattia debilitante, la ricerca della propria identità, la mancanza di coraggio, la solitudine, l’amore tradito e mai più ritrovato, le azioni fatte per aiutare che si rivelano un boomerang mortale. Tra le pagine di questo libro ho trovato esempi di una variegata umanità. Il finale non mi ha sorpresa più di tanto poiché perfettamente in linea con il romanzo. Ho apprezzato la ricostruzione del passato dei molteplici personaggi che sono ben caratterizzati e rappresentano gente comune che tutti potremmo avere come vicini di casa.

“L’anno senza estate” è una storia dalle molteplici sfumature in cui tutti hanno qualcosa da nascondere. A volte non basta una porta chiusa per tener lontano il mondo. La realtà ci costringe a far i conti con le nostre azioni. Una chiave non ci proteggerà. 

venerdì 9 settembre 2016

IN LIBRERIA #20 | A settembre in libreria (prima parte)

La sposa scomparsa
Rosa Teruzzi

Editore: Sonzogno | Pagine: 171 | Prezzo: € 14,00
Dall' 8 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera - quarantasei anni portati magnificamente- ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa.  



Newton Compton
€ 9,90 | 384 pg | Dal 1.09
Newton Compton
€ 9,90 | 328 pg | Dal 1.09
Newton Compton
€ 9,90 | 288 pg | Dal 1.09
Quando viene rinvenuto un cadavere mutilato, la detective Kim Stone e il suo team sono chiamati a investigare. Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l'omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti. È evidente che dietro tutto questo c'è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo. Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale.
Harper Lane è in volo da New York a Londra, dove dovrà rendere ufficiale la decisione più importante della sua vita. Ma una misteriosa turbolenza fa precipitare l'aereo nella campagna inglese, e la priorità, per lei e per gli altri passeggeri, diventa sopravvivere al disastro. Ben presto però i superstiti si rendono conto che nell'aria c'è qualcosa di strano e inspiegabile. Il mondo sembra diverso da come lo ricordavano. E forse l'incidente non è stato casuale: potrebbe esserci un collegamento tra coloro che si trovavano sul volo 305. Ma quale? Nick Stone è uno dei fondatori del Progetto Gibilterra, un gruppo internazionale impegnato nella costruzione di una faraonica diga nel Mediterraneo. Sabrina Schröder è a capo di un importante centro di ricerca genetica in Germania. Yul Tan, scienziato informatico, ha trascorso tutto il tempo del volo a digitare sul suo portatile, e non ha smesso neanche dopo lo schianto. Infine c'è Grayson Shaw, figlio di un magnate dell'industria: se ne sta sulle sue e tratta gli altri dall'alto in basso. Chi di loro sa cosa è realmente accaduto?
Isabel abita a Roma, è poco socievole, precisa e abituata a programmare ogni dettaglio della sua vita, non sopporta le sorprese e non le piace cambiare i suoi piani all'ultimo momento. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, gestisce l'officina del padre, ama la compagnia, il rischio e l'avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da un particolare: la passione per i cani. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara che Isabel e Andreas s'incontrano. Quasi per gioco, iniziano a scriversi su Facebook. All'inizio brevi messaggi, che col tempo diventano frecciatine condite da ironia e malizia. E allora innamorarsi sarà un attimo. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Isabel è sposata e Andreas è fidanzato. Il racconto di un amore scomodo, capace di usare l'autoironia come arma contundente. Perché il lieto fine, se ci sarà, avrà un prezzo per tutti.


ALPHABET - La letteratura dei grandi capolavori dalla A alla Z 
Vi segnalo anche il concorso DILLO CON UN ALPHABET :)



La promessa
Jussi Adler-Olsen

Editore: Marsilio | Pagine: 571 | Prezzo: € 19,50

Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
La consueta pennichella mattutina di Carl Mørck nel seminterrato della centrale di polizia di Copenaghen viene bruscamente interrotta dalla telefonata di un collega di Bornholm, la più orientale delle isole danesi. Da diciassette anni l'ispettore Christian Habersaat cerca senza successo di far luce sulla morte misteriosa di una ragazza, che gli apparve allora su una strada di campagna, appesa a testa in giù tra i rami di un albero. La Sezione Q, specializzata in casi irrisolti, è la sua ultima speranza. Burbero e svogliato come al solito, l'ispettore Mørck è riluttante ad accollarsi un nuovo caso. Ma quando, poche ore dopo, lo stesso Habersaat muore in circostanze drammatiche, si sente in dovere di precipitarsi nella remota isola del Mar Baltico insieme ai suoi due stravaganti assistenti, Rose e Assad. In quel luogo lontano dal mondo, la Sezione Q al completo dovrà indagare su personaggi dalla volontà d'acciaio e dalle incredibili doti manipolatorie, disposti a tutto pur di raggiungere i loro fini e difendere i loro interessi. Sette dai riti esoterici, guru carismatici e ragazze troppo ingenue: l'immersione della squadra più anticonformista dell'intero corpo di polizia nelle acque torbide di un'inchiesta costellata di misteri e false tracce porta alla luce il marcio ben dissimulato della società danese contemporanea.



Garzanti
€ 16,90 | 277 pg | Dal 1.09
Garzanti
€ 18,60 | 400 pg | Dal 12.09
Garzanti
€ 16,90 | 368 pg | Dal 22.09
Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fìngere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli.
È una notte stranamente luminosa. Una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. Lo sa bene Sandra mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. Ha fatto il possibile per proteggerlo. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto ora che ha trovato nel suo zainetto un biglietto. Non ha idea di come sia finito lì. All'interno poche parole. Parole che possono venire solo dal suo passato: "Dov'è Julian?". All'improvviso il castello che ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. Sandra non può far altro che tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo...
Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che ha soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi. 



La coppia perfetta
B. A. Paris

Editore: Nord | Pagine: 337 | Prezzo: € 16,90
Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Chiunque avesse l'occasione di conoscere Jack e Grace Angel penserebbe che sono la coppia perfetta. Lui un avvocato di successo, affascinante, spiritoso. Lei una donna elegante e una padrona di casa impeccabile. Chiunque allora vorrebbe conoscere meglio Grace, diventare sua amica, scoprendo però che è quasi impossibile anche solo prendere un caffè con lei: non ha un cellulare né un indirizzo email, e comunque non esce mai senza Jack al proprio fianco. Chiunque penserebbe che in fondo è il classico comportamento degli sposi novelli, che non vogliono passare nemmeno un minuto separati. Eppure, alla fine, qualcuno potrebbe sospettare che ci sia qualcosa di strano nel rapporto fra Grace e Jack. E chiedersi per esempio perché, subito dopo il matrimonio, Grace ha lasciato un ottimo lavoro sebbene ancora non abbia figli, perché non risponde mai nemmeno al telefono di casa, perché ci sono delle sbarre alle finestre della camera da letto. E a quel qualcuno potrebbe venire il dubbio che, forse, la coppia perfetta in realtà è la bugia perfetta... 



I custodi di Slade house
David Mitchell

Editore: Frassinelli | Pagine: 240 | Prezzo: € 19,00
Dal 6 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Voltato l'angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l'ingresso di Slade House. Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. Ogni nove anni, l'ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa - una sinistra coppia di gemelli - estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario. Ma che cosa succede, veramente, dentro Slade House? Per chi ha varcato la soglia, scoprirlo è questione di un attimo. Ed è già troppo tardi.  




L'uomo del fuoco
Joe Hill

Editore: Sperling & Kupfer | Pagine: 312 | Prezzo: € 14,90
Dal 6 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Nessuno sa dove e quando sia iniziata. Tutti hanno imparato a loro spese che la nuova epidemia si diffonde più velocemente di qualsiasi altra malattia, e che ha già decimato la popolazione di grandi città come Boston, Detroit, Seattle. Per i medici il suo nome è Trichophyton draco incendiarius, per la gente si chiama Scaglia di Drago, perché il suo primo sintomo è un marchio d'oro e nero sulla pelle e l'ultimo è la morte. Per autocombustione. Milioni di persone sono infette; gli incendi scoppiano dappertutto. Non esiste antidoto. Nessuno è al sicuro. Harper Grayson, bravissima infermiera che non si lascia abbattere da niente e nessuno, ha curato migliaia di malati prima che il suo ospedale fosse ridotto in cenere. Lei e il marito Jakob si erano promessi di farla finita, in caso d'infezione, ma ora che anche lei porta i segni terribili del Drago, Harper vuole vivere. Almeno fino al termine della sua gravidanza. Incinta, abbandonata dal marito terrorizzato, perseguitata dalle feroci Squadre di Cremazione a caccia di infetti, Harper sembra destinata a soccombere. Se non fosse per il misterioso straniero vestito da pompiere che arriva in suo soccorso. L'unico uomo che sappia controllare il fuoco. Anche quello malato che cova dentro il suo corpo.



Rizzoli
€ 18,00 | 301 pg | Dal 1.09
Rizzoli
€ 19,00 | 286 pg | Dal 1.09

Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non “firma” i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l’ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura,esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia – il territorio di caccia ideale per qualunque assassino – e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l’occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione. 
È la sera giusta, per Elias. Dopo la partita a calcetto e le lezioni all'università di Cagliari, è impaziente di partecipare alle prove del coro, dare un passaggio verso casa a Violetta e, vincendo la timidezza, confessarle il proprio amore. È la sera sbagliata, invece. Perché dopo averla lasciata davanti al portone, incapace di parlare, lui risale in macchina e va incontro a un destino buio. Quella notte, infatti, investe una giovane donna che muore sul colpo. E anche il suo futuro si spezza. Dopo l'incidente il senso di colpa è troppo grande: si chiude in camera, non vede più nessuno. Non parlare, non muoversi, sperando di sentire il meno possibile, sono gli imperativi del suo giudice interiore. Elias si infligge un percorso ascetico in fondo al proprio dolore, che pare senza uscita. Due anni. Finché, un passo alla volta, decide di abbandonare la Sardegna e cercare una sua strada, altrove... Ed è così che succede: il vento soffia di nuovo inarrestabile, e porta con sé un presente da reinventare e il coraggio di affrontare tutto ciò che verrà.



La strada verde
Anne Enright

Editore: Bompiani | Pagine: 319 | Prezzo: € 19,00
Dal 1 SETTEMBRE in libreria

Sinossi: 
Rosaleen Madigan è una donna forte, forse troppo, un'irresistibile matriarca irlandese da cui prima o poi bisogna allontanarsi, se si vuole sopravviverle. Dei quattro figli solo Constance è rimasta nella contea di Clare, presa nelle spire di una vita troppo prevedibile; gli altri hanno cercato di sfuggire alla personalità ingombrante della madre, ma non è detto che ci siano del tutto riusciti. Dan l'inquieto ha scelto New York e il mondo eccentrico dell'arte; Emmet è arrivato fino in Mali, dove l'impegno rigoroso sul fronte umanitario non compensa l'incompiutezza di una vita sentimentale fatta di strade non prese; Hanna ha tentato senza successo la carriera di attrice a Dublino. Richiamati a casa per quello che potrebbe essere l'ultimo Natale condiviso Rosaleen, rimasta sola, ha deciso di liberarsi della dimora di famiglia -, dovranno fronteggiare se stessi cresciuti, misurarsi con desideri ancora accesi e aspirazioni appassite, ma soprattutto non potranno più eludere lo scontro con una madre che in un gioco di sguardi giudicanti, silenzi e improvvise asprezze riesce a trascinarli indietro nel tempo, a quello che erano e per lei sono rimasti: bambini per sempre, prigionieri di un'infanzia eterna pronta a rivivere nel momento in cui tornano tutti insieme, domati e definiti dal suo sguardo implacabile. 


Feltrinelli
€ 13,00 | 123 pg | Dal 1.09
Feltrinelli
€ 20,00 | 507 pg | Dal 1.09

Un uomo di molti mestieri è incaricato di un delicato restauro. La statua del crocifisso contiene segreti che si rivelano solo al tatto. Bisogna risalire a diverse nudità per eseguire. C'entra una città di mare e un villaggio di confine, un amore d'azzardo e una volontà di imitazione.
Cosa collega gli omicidi di Jorge Eliécer Gaitán, la cui morte ha spezzato in due la storia della Colombia, e quello di John F. Kennedy? In che maniera un crimine accaduto nel 1914, quello del senatore liberale colombiano Rafael Uribe Uribe, può segnare la vita di un uomo nel XXI secolo? Violenza, omicidi illustri, colpevoli trovati troppo in fretta o scomparsi nel nulla, indagini insabbiate, depistaggi, segreti di stato, menzogne attraversano la storia della Colombia, come la nostra, lasciando dietro di sé rovine e reliquie, vittime e sospetti. Sono un'eredità pesantissima per le generazioni future e la base di un fiorire di teorie cospirative più o meno fantasiose.