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lunedì 4 novembre 2024

BLOGTOUR | "Tutto torna" di Juan Gomez Jurado | I 5 motivi per leggere il romanzo

"Tutto torna" è il nuovo thriller di Juan Gomez Jurado, giornalista e romanziere tradotto in quaranta lingue. Il romanzo, edito dalla Faz con traduzione di Elisa Tramontin, sarà in libreria dal 5 novembre e segna una nuova tappa nell'universo Regina Rossa che continua a espandersi con il grande ritorno di Aura, Mari Paz e Sere: tre donne pronte a tutto.

Ecco i cinque motivi per leggere "Tutto torna"



Tutto torna
Juan Gomez Jurado

Editore: Fazi
Pagine: 516
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Tutto ciò di cui Aura Reyes ha bisogno è rimanere viva altri dieci minuti. Non è un compito facile. Le altre sono quattro, sono più forti e lei - una figura accerchiata, nel cortile del carcere - non è mai stata brava a difendersi. O forse sì. Perché Aura deve riprendersi le sue figlie. E anche le sue amiche. È per questo che ha elaborato un piano che inizierà tra dieci minuti. Quindi no. Non ha intenzione di morire oggi. Fuori dal carcere la aspetta una nuova sfida: dovrà vedersela con i Dorr, una potente famiglia che nasconde molti segreti, la cui ultima erede, Irma, regge le fila di un misterioso Circolo. E c'è una preziosa valigetta da recuperare. Non si sa che cosa contenga, ma di certo il suo contenuto è potenzialmente esplosivo...



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché "Tutto torna" è il sequel di "Tutto brucia". Vi racconto in modo conciso la trama.

Aura, una delle protagoniste del romanzo, ha solo dieci minuti davanti a sé per capire come non morire in un carcere di massima sicurezza. Non è un compito facile. Davanti a lei, nel cortile del carcere di massima sicurezza, ci sono quattro donne, sono più forti di lei che non è mai stata brava a difendersi. Aura non ha nessuna intenzione di morire oggi e per questo ha elaborato un piano che inizierà tra dieci minuti. Un piano che le permetterà di salvarsi per andare a prendere le sue figlie e tornare dalle amiche Mari Paz, legionaria, e Sere, hacker e ingegnera informatica. In una manciata di capitoli iniziali Jurado ci fa intravedere l'alba di una storia mozzafiato fatta di intrighi, misteri e vendette. Aura e le sue amiche dovranno lottare per sopravvivere, nella convinzione che tutto, prima o poi, torna.

2. Perché "Tutto torna" è un romanzo in cui la presenza femminile è predominante. Un romanzo corale dove c'è un filo conduttore che lega le tre protagoniste. Un filo realizzato con l'amore filiale e con l'amicizia tra donne, sentimenti che diventano forza e coraggio per proteggere chi si ama dalle intemperie della vita. Un universo di donne con le loro storie e i loro segreti, storie che fanno emergere temi rilevanti visti da prospettive diverse. Quella tra donne, quando non ci sono invidie e competizioni, è un rapporto leale che dura nel tempo e si basa sulla fiducia, sulla condivisione delle difficoltà, sulla reciproca presa di coscienza di sé.

3. Perchè spesso l'autore scompone la realtà in tessere di memoria. Si guarda al passato per affrontare il presente e costruire un futuro. Ogni personaggio è attrice sulla scena, coprotagonista. Allora conosciamole meglio queste donne, dal passato turbolento e doloroso, unite da talenti e aspettative, sogni e desideri. Un'amicizia al femminile che restituisce speranza.

Aura Reyes, la mente: fino a poco tempo fa era una dirigente di successo, proprietaria di una lussuosa villa e madre di due figlie me-ra-vi-glio-se. Ora è in carcere per una pena detentiva per frode su larga scala e riciclaggio di denaro.

Mari Paz Celeiro, il braccio: una gallega tenace. In passato si è arruolata nel corpo d'èlite della Legine. Temprata da tante battaglie, dovrà difendere le figlie di Aura dalla vendetta di un uomo senza scrupoli. Nelle difficoltà brillerà il suo personaggio caratterizzato da determinazione e coraggio.

Sere Quijano, l'hacker ingegnera informatica. Le sue capacità tecnologiche non conoscono ostacoli. Crede ciecamente in tutto ciò che fa. Datele un computer e un martello e vi rivoluzionerà il mondo.

Ma ogni medaglia ha due facce e il Bene senza il Male non può esistere. Lo sa bene l'autore che con abilità ha creato Irma, il volto del male.

Irma Dorr è l'ultima erede di una famiglia potente che nasconde molti segreti. È a capo di un misterioso Circolo che cerca di recuperare una preziosa valigetta. Non si sa che cosa contenga, ma di certo il suo contenuto è potenzialmente esplosivo.

4. Perchè il romanzo gode di una narrazione dal ritmo serrato che intreccia passato e presente. È interessante leggere le riflessioni e i ricordi dei vari personaggi che trasmettono un messaggio chiaro: tutto ritorna, le vicende e gli errori del passato continuano a ripetersi, eternamente gira la ruota dell'essere. (Nietzsche).

"Tutto torna" è un thriller adrenalinico. Poco più di 500 pagine suddivise in capitoli brevi che terminano con un cliffhanger, una prosa diretta e veloce, molti dialoghi e un'ombra di umorismo per alleggerire la tensione costante. L'autore semina inganna, racconta menzogne, intreccia trame, nasconde connessioni tra i personaggi. Ne nasce una storia di giochi di specchi che si modifica continuamente. È una storia sull'amore, la famiglia e la responsabilità. Adoro il modo in cui Jurado cerca di nascondere il grande schema alla base dell'universo di Regina Rossa, ciò aumenta il piacere della lettura e ti permette di fare supposizioni su ciò che potrebbe accadere. Ci sono un'infinità di segreti da scoprire, personaggi da conoscere, intuizioni da convalidare. Sfidare i potenti non è cosa da poco e fare il tipo per le nostre amate protagoniste è doveroso. Tuttavia io al fascino del male non so resistere. Il personaggio di Irma Dorr è stato una piacevole scoperta e non è da sola! Il suo essere cattiva è pura adrenalina, un'identità all'ennesima potenza che usa tutti come pedine per un suo gioco più ampio. Si crea subito, con i buoni e i cattivi, un legame empatico ed emotivo che si riflette nelle missioni impossibili che Aura e le sue amiche sono chiamate ad affrontare.

5. Perché "Tutto torna" appartiene all'universo Regina Rossa che comprende i seguenti romanzi: "Regina Rossa", "Lupa Nera" e "Re Bianco". Segue "Tutto brucia" e "Tutto torna".

Come sempre, non è imprescindibile leggere quei libri per godere delle avventure delle nostre tre protagoniste. Tuttavia io vi consiglio di leggere i romanzi precedenti per apprezzare meglio la storia e la sua evoluzione. Se poi volete raggiungere la perfezione della conoscenza allora vi toccherà leggere anche "Il paziente" e "Cicatrice", romanzi che introducono la trilogia.

L'adattamento televisivo di "Regina Rossa" è disponibile su Prime Video  in tutto il mondo dal 29 febbraio 2024.

Quindi se volete una lettura che sappia sorprendervi con un viaggio mozzafiato nel passato dove "Tutto brucia" per giungere al presente dove "Tutto torna", non vi resta che entrare nel rocambolesco universo di Regina Rossa.



lunedì 21 ottobre 2024

BLOGTOUR | "Portami a casa" di Sebastian Fitzek | I 5 motivi per leggere il romanzo

Nelle librerie dal 22 ottobre "Portami a casa" è l'atteso nuovo romanzo di Sebastian Fitzek, pubblicato da Fazi, nella collana Darkside, traduzione di Elisa Ronchi. Si tratta di un thriller dalla fitta trama arricchita di colpi di scena, traumi e allucinazioni, paure e relazioni tossiche. La carica emotiva è notevole in un gioco messo in opera da due protagonisti in equilibrio tra casualità, trappole, confronto e inganno. In una lunga notte la storia nasce e muore intrappolando il lettore in un vorticoso viaggio nel cuore dell'oscurità più profonda.

In questo post troverete ben 5 motivi per scegliere "Portami a casa" come la vostra prossima avventura letteraria.



Portami a casa
Sebastian Fitzek

Editore: Fazi
Pagine: 360
Prezzo: € 18,50
Sinossi
È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d’epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte; donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Finora nessuna chiamata ha mai riguardato una situazione di vero pericolo. Finora, appunto. Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all’altro capo della linea c’è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l’ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c’è un serial killer in libertà, noto come “il killer del calendario” per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra, un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto, e chi il topo?



I 5 motivi per leggere il romanzo

Chi conosce l'ora della propria morte ha già iniziato a morire.

1. Perché "Portami a casa" è stato definito come il romanzo più emotivamente destabilizzante e spaventoso scritto da Sebastian Fitzek.

È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d'epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte: donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all'altro capo della linea c'è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l'ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c'è un serial killer in libertà, noto come "il killer del calendario" per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra.

Sui-ci-dio. Tor-tu-ra. Do-lo-re. Nella vita di Klara molte parole trisillabe avevano un significato orribile. Ma non v'era nessuna che raggiungesse il livello di orrore di ma-ri-to. Nessuna che le fosse più odiosa. Nessuna che avesse imparato a temere così tanto nel corso del tempo. Nessuna che fosse cambiata così tanto con il passare degli anni. Da a-mo-re a sa-di-smo. Da dol-cez-za a vio-len-za.

2. Perché se siete appassionati di thriller psicologici non potete perdervi questo romanzo travolgente. Fitzek è molto abile nel creare personaggi complessi e profondamente umani che ci trascinano in un mondo oscuro dove niente è ciò che sembra. I protagonisti, Klara e Jules, mettono a nudo i loro tormenti interiori. Provare una forte empatia nei loro confronti è inevitabile. Io mi sono spesso chiesta: che cosa avrei fatto al posto di Klara o di Jules. La risposta non è facile ed è bene fare attenzione per non cadere nella trappola della manipolazione e degli oscuri segreti. La tensione e l'angoscia dei personaggi è quasi tangibile. Il pericolo, la paura, la disperazione e l'amore fanno fare cose impensabili. Così quando il castello dei nostri sogni crolla, allora tutto è impossibile e si scende sempre più in basso e si è incapaci di reagire per venir fuori da un abisso di violenze, soprusi e torture.

La protagonista, Klara, si trova in una situazione disperata. Bloccata tra un marito psicopatico e un serial killer che ai psicopatici non ha nulla da invidiare, riuscirà a sopravvivere?

Anche Jules, uomo tranquillo che ha dedicato la sua vita al bene del prossimo, vive un presente difficile propaggine di un passato drammatico: un padre violento succube dei suoi demoni. Entrambi i protagonisti hanno un pesante carico emotivo nella percezione di un pericolo costante, incombente ma invisibile. Sia Klara che Jules hanno sempre lo sguardo rivolto al passato e non riescono a immaginarsi un qualunque tipo di futuro.

3. Perchè il romanzo è una tela che imprime lividi sul corpo, annienta il cuore e inibisce la mente dei protagonisti. Un muro di violenza domestica si erge dalle pagine del romanzo che traccia il calvario di una donna succube del marito. I primi tempi del matrimonio sono una continua "luna di miele": carezze, certezze, coccole. Poi qualcosa succede e tutto cambia. Le carezze diventano sberle, le certezze vacillano e le coccole si trasformano in violenze fisiche e psicologiche. Eppure la donna spera sempre di poter ritrovare l'idillio perso. Le botte passano, i lividi passano, ritornerà nuovamente il sereno e tutto sarà ancora più bello, almeno per un po'. Una relazione tossica è la palude del male, uscirne è difficile ma non impossibile. La violenza domestica si declina in tanti modi: violenza fisica, sessuale, psicologica o economica. Nel romanzo, il marito di Klara, è un partner intimo che infligge sofferenze di ogni tipo alla moglie colpevole di comportarsi in modo non consono secondo il suo giudizio. Colpevolizzare la vittima definendola come la responsabile delle azioni da lui compiute è un'ulteriore violenza. La donna, Klara nella storia ma tutte noi nella realtà, aumenta la sua insicurezza e insorgono ansia, fobie e attacchi di panico, disperazione e sensazione di impotenza, autolesionismo o idee di suicidio. L'uomo vuol acquisire potere e controllo sulla vittima, distruggere la sua autostima e usare i bambini, nel romanzo c'è una dolce bambina contesa, per controllare la donna-madre.   

4. Perché il romanzo, oltre a denunciare la violenza dell'uomo sulla donna, racconta perchè la vittima non si sottrae a questo incubo a occhi aperti, perchè annulla se stessa per accontentare gli altri. Klara, se state attenti coglierete l'attimo del cambiamento, chiede aiuto ma nessuno ascolta il suo grido di dolore. Lei che aveva messo la sua vita nelle mani del marito manipolatore, burattinaio spregevole dell'esistenza altrui, pensa di aver trovato la soluzione al suo tormento. Fitzek non risparmia al lettore la descrizione di scene difficili da leggere, dure, violente, con dettagli sanguinosi e brutali. La violenza del patriarcato viene denunciata a gran voce ma c'è di più, molto di più. Tra la nebbia dei depistaggi, seminati ad arte dall'autore, si intravede la paura della fuga, i timori del ricatto affettivo, il desiderio maschile che si fa violenza, la legge del silenzio e di parole non dette. Tutto diventa un peccato originale da scontare. Attraverso atti estremi del male si cancella qualsiasi speranza di felicità.

"Portami a casa" mette a nudo sottomissioni e pulsioni che possono far parte del vissuto di ognuno e tracciano un percorso di riflessioni per comprendere la vastità del problema della violenza sulle donne, per non chiudere gli occhi e chinare il capo, per non tacere, per trovare il coraggio di liberarsi dalla tossicità di relazioni claustrofobiche.

5. Perché Sebastian Fitzek è uno degli autori più venduti in Germania. I suoi thriller hanno un ritmo che mozza il fiato e lasciano il lettore in bilico fino all'ultima riga. "Portami a casa" non fa eccezione. Fitzek, ribattezzato come "lo Stephen King tedesco", è da considerarsi uno scrittore che sperimenta nuove tecniche nel genere psycho thriller. Il suo stile coinvolge il lettore e spesso le immagini visive degli eventi sembrano prendere forma davanti ai nostri occhi. Fitzek è abile nel dosare momenti di pura adrenalina e momenti di quiete che annunciano svolte ricche di tensione. Il male, in questa storia, non è appannaggio esclusivo dei protagonisti, ma riguarda l'intera società e coinvolge tutti i ceti sociali. L'autore invita il lettore a immergersi con lui nel torbido mare dell'animo umano. Il buio della notte è un'ambientazione perfetta per raccontare il vortice di eventi che vede una donna decisa a sfidare la morte. La storia evolve continuamente, non ci sono pagine di calma piatta. È un bel rompicapo con al centro sia il corpo che la mente umana. Capire come stanno realmente le cose e cosa sia reale non è cosa facile. È un guanto di sfida che lo scrittore getta al lettore. Io ci provo a comprendere dove sia la verità ma spesso sono travolta da eventi che si susseguono alla velocità della luce e si smentiscono con altrettanta velocità. Si dice sempre che leggere sia sinonimo di evasione, di libertà, di puro piacere. Ebbene leggete i thriller firmati da Fitzek e ditemi se non vi siete sentiti anche voi intrappolati al fianco dei protagonisti. Il finale fornirà ogni spiegazione e vi sorprenderà.

"Portami a casa" è un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto e chi il topo?



venerdì 13 settembre 2024

BLOGTOUR | "Solo un'altra persona scomparsa" di Gillian McAllister | I 5 motivi per leggere il romanzo

I thriller psicologici di Gillian McAllister hanno conquistato un buon pubblico di lettori. Se non li avete ancora scoperti è arrivato il momento giusto. Dopo "Posto sbagliato, momento sbagliato", il 17 settembre arriva "Solo un'altra persona scomparsa". Entrambi i romanzi sono editi da Fazi Editore, nella splendida collana Darkside.

Le premesse per un'ottima lettura ci sono tutte, eccovi cinque motivi per inserire "Solo un'altra persona scomparsa" tra le vostre prossime scelte.



Solo un'altra persona scomparsa
Gillian McAllister

Editore: Fazi
Pagine: 384
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Da genitore, cosa saresti disposto a fare per salvare tuo figlio? Olivia, una ragazza di ventidue anni, è stata avvistata l’ultima volta dalle telecamere a circuito chiuso mentre entrava in un vicolo cieco. Non ne è mai uscita. È scomparsa. Nessuno ha sue notizie da ventiquattro ore, e più passa il tempo, più diminuiscono le possibilità di ritrovarla sana e salva. Lo sa bene Julia, l’irreprensibile e instancabile ispettrice a cui è stato affidato il caso. Non è una situazione nuova per lei: una famiglia disperata, il ticchettio implacabile dell’orologio, lunghe ore di lavoro lontana dal marito e dalla figlia. Ma questa volta è diverso, e Julia non ha idea di quanto questa indagine, invece, la condurrà verso i suoi cari. Là fuori c’è un uomo pericoloso, che ha a disposizione l’arma più temibile di tutte. Non è una pistola, né un coltello: è un segreto. Il segreto più oscuro di Julia. L’unico. E da subito è chiaro che la sicurezza della sua stessa famiglia è appesa a un filo, e tutto dipende da lei, che si trova di fronte a un ricatto impossibile: non deve scoprire cosa è successo davvero a Olivia, e deve far ricadere la colpa della scomparsa su un innocente. Non sempre chi scompare dovrebbe essere ritrovato… Trovare Olivia potrebbe essere il suo più grave errore.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè Gillian McAllister ci propone un'immersione negli abissi più profondi della vita familiare e firma un intrigante thriller psicologico basato sul fascino oscuro dei segreti di famiglia. La trama è ben congegnata, una intrigante ragnatela di eventi caratterizzati da colpi di scena e rivelazioni che vi sorprenderanno. 

Da genitore, cosa saresti disposta a fare per salvare tuo figlio?

Olivia, una ragazza di ventidue anni, è stata vista l'ultima volta dalle telecamere a circuito chiuso mentre entrava in un vicolo cieco. Non ne è mai uscita. Nessuno ha più sue notizie e il tempo che passa riduce drasticamente le possibilità di ritrovarla sana e salva. Lo sa bene Julia, l'irreprensibile ispettrice a cui è stato affidato il caso. Non è una situazione nuova per lei: una famiglia disperata, il ticchettio implacabile dell'orologio, lunghe ore di lavoro lontana dal marito e dalla figlia. Ma questa volta è diverso. Là fuori c'è un uomo pericoloso, che ha a disposizione l'arma più temibile di tutte. Non è una pistola, né un coltello, è un segreto. Il segreto più oscuro di Julia. L'unico. E da subito è chiaro che la sicurezza della sua stessa famiglia è appesa a un filo, e tutto dipende da lei, che si trova di fronte a un ricatto impossibile: non deve scoprire cosa è successo davvero a Olivia, e deve far ricadere la colpa della scomparsa su un innocente. Non sempre chi scompare dovrebbe essere ritrovato. Trovare Olivia potrebbe essere il suo più grave errore. 

2. Perché Gillian McAllister torna a narrare delle paure del nostro tempo, penetrando nell'animo dei suoi personaggi per metterne a nudo il lato oscuro. I personaggi sono molteplici e si alternano nel raccontare lo sviluppo della storia secondo il loro punto di vista. Julia, la protagonista, è una donna complessa e tormentata. In lei il ruolo di madre e di professionista sono in competizione. La sua vita è nel caos, sia familiare che lavorativo. Suo marito Art, anche se sono sposati da vent'anni, non la sostiene nelle sue scelte lavorative e i conflitti hanno segnato un solco profondo che li ha allontanati l'uno dall'altra. 

Emma, altro personaggio dalle mille sfaccettature, è una mamma single, protettiva verso il figlio. 

Lewis è un papà disposto a tutto pur di ritrovare la figlia scomparsa. 

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati. Conosceremo la loro quotidianità, dove vivono, cosa indossano e cosa mangiano. La loro vulnerabilità li ancora alla realtà in una sequenza di situazioni sempre emotivamente coinvolgenti. 

3. Perché questo romanzo non è soltanto un thriller travolgente ed emozionante, ma è anche un gioco a sfidare il lettore. Ogni capitolo contiene rivelazioni e indizi per svelare il geniale e imprevedibile finale. Qui nessuno dice la verità, la scomparsa di Olivia svela segreti più profondi e oscuri che portano a scelte morali davvero difficili. Tuttavia oltre all'atto criminale, possiamo confrontarci con tematiche importanti mettendoci nei panni dei protagonisti. I riflettori sono puntati su temi della maternità, della conciliazione famiglia lavoro, dei dilemmi etici che mostrano quanto possa essere confusa la distinzione tra giusto e sbagliato. Questo romanzo ci porta a comprendere l'angoscia e i dubbi che si possono provare di fronte a una crisi esistenziale. Il disagio di natura interiore si nasconde dietro comportamenti che portano la storia in un intricato labirinto affinché il finale possa poi coinvolgere con il suo inaspettato esito. 

4. Perché questo è il secondo libro che leggo di questa autrice che non mi ha delusa. "Posto sbagliato, momento sbagliato" (recensione) pone una domanda che sfida la ragione: "Si può impedire un omicidio che è già avvenuto?" Crediamo di conoscere le persone che amiamo, ma è proprio in famiglia che si nascondono i segreti più inconfessabili. Un thriller affascinante che vi invito a leggere per il suo meccanismo geniale. 

"Solo un'altra persona scomparsa" è un viaggio verso l'oblio che si trasforma in un'odissea disperata. La schiera di personaggi che popolano questa storia danno vita a un drammatico percorso in un gioco di specchi ambiguo e allucinato, dove la verità si nasconde tra vite violate e dilemmi. 

L'autrice riesce a coinvolgere emotivamente il lettore per poi lasciarlo alle sue riflessioni. Si è sospesi tra passato e presente, tra bene e male, tra paure e ombre. Ci si ritrova in un castello di bugie con il ponte levatoio sospeso su un fossato di inganni, menzogne e manipolazioni. Così mentre Diogene con la lanterna cercava l'uomo, nel romanzo il lettore è alle prese con la scomparsa moralità. Cosa succederebbe se la società non aderisse più all'etica morale? 

5. Perchè "Solo un'altra persona scomparsa" è un thriller dal cuore tenero. Nei contrasti familiari o relazionali non ci sono scontri violenti ma mostrano un'attenzione particolare alla genitorialità. Viene sottolineato come ogni matrimonio è un campo minato e nessuna coppia è perfetta. Si è disposti a tutto per proteggere i propri figli ed è così tenero vedere i personaggi che ricordano la loro giovinezza, i loro sogni, le loro speranze. Il romanzo è un palcoscenico di varie identità e relazioni non scontate. Genitori, figli, amici e fidanzati, si proteggono a vicenda, si cercano, si parlano, si sostengono. Quando l'imprevedibile accade, l'autrice mescola le carte e tira fuori dal cilindro un altro pezzo del puzzle che verrà completato nell'ultimo capitolo con piena soddisfazione del detective che è in me. 

"Solo un'altra persona scomparsa" mostra come essere perfetti non è possibile, ma gli errori non hanno sempre risultati orribili. Una storia oscura e intensa che vi conquisterà.  



venerdì 6 settembre 2024

BLOGTOUR | "Inseparabili" di Michael Robotham | I 5 motivi per leggere il romanzo

Dal 3 settembre è nelle librerie italiane "Inseparabili" del maestro del thriller psicologico Michael Robotham, nella traduzione di Giuseppe Marano per Fazi Editore.

Dopo "Brava ragazza, cattiva ragazza" e "La ragazza che viene dal buio", prosegue l'amata e travolgente serie con lo psicologo forense Cyrus Haven e l'imperscrutabile Evie Cormac come protagonisti. Tutti i romanzi della serie possono essere letti come storie autonome, ben congegnate e ricche di suspense, in un crescendo di tensione, violenza, false piste e indizi seminati ad arte.

Eccovi quindi 5 motivi per leggere "Inseparabili", un perfetto thriller capace di fondere azione e introspezione, ironia e dramma.



Inseparabili
Michael Robotham

Editore: Fazi
Pagine: 408
Prezzo: € 18,50
Sinossi
Vent’anni fa, il fratello di Cyrus Haven ha ucciso i loro genitori e le due sorelle gemelle. Da allora Cyrus, tramite il suo lavoro di psicologo forense, cerca di capire perché le persone commettono crimini così terribili. Ora che Elias è stato dimesso dall’ospedale psichiatrico dove era stato recluso, per lui è giunto il momento di tornare a far parte della società e Cyrus si trova di fronte a un bivio: è pronto a fidarsi dell’uomo che ha distrutto la sua infanzia? Evie Cormac, che ha il dono di capire quando le persone mentono, non ne è così sicura. La ragazza è finalmente uscita dall’istituto per minori di Langford Hall, si è trasferita a casa dello psicologo e cerca di costruirsi un futuro da persona libera. Nel frattempo Cyrus, perseguitato dai suoi fantasmi, viene convocato dal commissario Parvel per un nuovo caso misterioso: un pensionato è stato ucciso nel suo appartamento e pochi giorni dopo anche la figlia, dapprima scomparsa, viene trovata morta in un canale, legata con la tecnica Shibari e con la testa rasata. Il duplice omicidio assume subito contorni inquietanti. Mentre Cyrus ed Evie cercano di scoprire la verità, passato e presente si scontrano con conseguenze devastanti.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè "Inseparabili" ha una trama avvincente resa ancor più coinvolgente dalla scelta stilistica del racconto alternato. I capitoli si avvicendano dando spazio alle voci di Cyrus ed Evie dando vita a un ritmo che rimane sempre vivace. 

Vent'anni fa, il fratello di Cyrus ha ucciso i loro genitori e le due sorelle gemelle. Da allora Cyrus, tramite il suo lavoro di psicologo forense, cerca di capire perché le persone commettono crimini così terribili. Ora che Elias è stato dimesso dall'ospedale psichiatrico dove era recluso, per lui è giunto il momento di tornare a far parte della società e Cyrus si trova davanti a un bivio: è pronto a fidarsi dell'uomo che ha distrutto la sua infanzia? Evie Cormac non ne è così sicura. La ragazza è finalmente uscita dall'istituto per minori di Langford Hall, si è trasferita a casa dello psicologo e cerca di costruirsi un futuro da persona libera. Nel frattempo Cyrus, perseguitato dai suoi fantasmi, viene convocato dal commissario Parvel per un nuovo caso misterioso: un duplice omicidio, padre e figlia, dai contorni inquietanti. Presto viene rapita una seconda donna ed Evie è l'unica persona ad aver intravisto l'uomo al volante. Mentre Cyrus ed Evie cercano di scoprire la verità, passato e presente si scontrano con conseguenze devastanti. 

2. Perchè i personaggi sapranno conquistarvi con le loro vite. Michael Robotham è molto abile nella creazione di figure di spicco, tutte ben caratterizzate, affascinanti e facilmente empatiche per il lettore. Anche i tanti comprimari che ruotano attorno a Cyrus ed Evie sono ben descritti con le loro sfaccettature e ricoprono un ruolo importante nell'economia del romanzo. Immedesimarsi con loro è facile e ciò arricchisce ancor di più l'esperienza di lettura. 

Evie, ma non è il suo vero nome, è la ragazza dal passato misterioso. Anni prima era stata trovata "nella villetta degli orrori", nascosta in una stanza segreta, nella casa dove un uomo era stato torturato e ucciso. I giornali l'avevano soprannominata "faccia d'angelo" e lei si era sempre ostinata a celare la sua vera identità. Evie si considera "merce avariata", scortese e sbagliata. Senza sapere come, Evie ha un dono: capisce subito se le persone, che gli stanno davanti, mentono. Quando la realtà diventa insopportabile, Evie si chiude in se stessa, in luoghi oscuri presenti nella sua anima e nella sua mente. Per lei il mondo è un posto difficile in cui vivere, non ha amici. Abita con Cyrus, che ne è affidatario, ha un cane labrador, Poppy. Spesso sfodera un umorismo dark che vi farà sorridere. 

Anche Cyrus Haven, "il ragazzo sopravvissuto", ha il suo inferno personale. Quando aveva 13 anni, tornando a casa dagli allenamenti di football, ha trovato tutta la sua famiglia, i genitori e le sorelle gemelle, sterminata dal fratello Elias che sentiva delle voci nella sua testa. A Elias era stata diagnosticata la schizofrenia paranoide ed era stato incarcerato in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza. Ora Cyrus deve decidere se può perdonare l'uomo che ha distrutto la sua infanzia. Si dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, separare la persona dall'atto, odiare il peccato ma perdonare il peccatore. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. 

Cyrus ed Evie sono due personaggi molto umani, tormentati, imperfetti e attratti l'uno dall'altro. I loro demoni interiori non tacciono mai. Non ci sono eroi in questo romanzo, ma persone con pregi e difetti, debolezze e mostri da sconfiggere. 

Elias, ora ha 39 anni, ha ricevuto dai medici il permesso per tornare in sicurezza nella comunità. Ma può davvero gestire se stesso e il suo regime farmacologico obbligatorio? 

3. Perché ambientato a Nottingham, Inghilterra, il romanzo più che riferirsi a un luogo geografico, coinvolge i luoghi dell'anima e della mente. Non tutto è totalmente bianco o nero, esiste anche una zona d'ombra dove tutto si mescola. Il passato non si può cambiare e camminare per i labirinti della vita richiede tanto coraggio. Così come richiede determinazione affrontare il tema della malattia mentale che ha un ruolo importante nel romanzo, così come il perdono, la fiducia, la redenzione e l'amore. Il romanzo diventa una finestra per conoscere afflizioni mentali. La lettura diventa un momento di riflessione anche per affrontare le nostre paure. Attraverso l'agire dei personaggi possiamo osservare alcune implicazioni della psicologia comportamentale. 

4. Perchè la conclusione di "Inseparabili" è il finale perfetto di un romanzo avvincente che mi ha tenuta sulle spine fino alla fine. Io ho provato a scoprire il colpevole ma le mie teorie si sono rivelate sbagliate. Se posso darvi un consiglio non perdetevi anche le storie passate di Cyrus ed Evie, la nascita del loro rapporto di reciproco sostegno. L'introduzione del personaggio di Elias ha sicuramente smosso le acque, già turbolente, della narrazione. 

5. Perchè "Inseparabili" è un libro che ho letto con vero piacere. Mi piace quando ciò che leggo mi porta a riflettere su vari temi. Ad esempio il dilemma di Cyrus con suo fratello Elias è quasi impossibile da risolvere. Si può perdonare? Evie, poi, si sente minacciata dalla presenza di Elias perché sta profanando il suo spazio sicuro e la sua complicata relazione con Cyrus. Introdurre Elias nella quotidianità di Cyrus ed Evie è stata sicuramente un'ottima scelta che ha rimescolato le carte. Ora abbiamo un bel trio di protagonisti "fuori dagli schemi", cosa succederà? 

Sicuramente Robotham è stato bravissimo nel realizzare un terzo capitolo della serie mantenendo alta la tensione e coinvolgendo totalmente il lettore nella ricostruzione dei fatti. 

"Inseparabili" è una lettura altamente consigliata e io attenderò con ansia l'uscita del prossimo libro. A presto Cyrus ed Evie... ed Elias!



venerdì 19 luglio 2024

BLOGTOUR | "Se i morti non risorgono" di Philip Kerr | I 5 motivi per leggere il romanzo

"Se i morti non risorgono" di Philip Kerr, edito da Fazi nella traduzione di Luca Merlini, segna il ritorno di Bernie Gunther, il famoso detective antinazista protagonista della fortunata trilogia berlinese.

Berlino, la mia città natale, era riconoscibile a stento. Prima era il luogo più libero del mondo. Adesso sembrava una vera e propria piazza d'armi. Le dittature sembrano sempre buone finchè qualcuno non comincia a darti ordini.




Se i morti non risorgono
Philip Kerr

Editore: Fazi
Pagine: 516
Prezzo: € 20,00
Sinossi
Berlino si prepara a ospitare le Olimpiadi del 1936. Per placare i dubbi espressi dagli Stati Uniti arriva in città il rappresentante del comitato olimpico americano, che rassicura il governo statunitense: in Germania non ci sono discriminazioni. In realtà i nazisti sono al potere da appena diciotto mesi, ma la Germania ha già assistito ad alcuni cambiamenti spaventosi: gli ebrei sono stati espulsi da tutte le organizzazioni sportive. Noreen Charalambides, affascinante giornalista americana ebrea, si reca a Berlino progettando di scrivere un articolo di denuncia. La giovane donna viene ospitata dall’amica Hedda Adlon, proprietaria dell’hotel dove Bernie Gunther, che ha lasciato la omicidi per via delle sue idee giudicate troppo liberali, è responsabile della sicurezza. L’hotel è frequentato da personaggi di spicco, ma nel giro di poco in una stanza viene trovato il cadavere di un uomo d’affari. Non molto tempo dopo dalle acque di un canale spunta un altro corpo senza vita: quello di un pugile ebreo. Mentre Bernie scava per portare alla luce la verità, scopre un vasto racket del lavoro e dell’edilizia progettato per trarre vantaggio dalle ingenti somme che i nazisti stanno spendendo per mostrare la nuova Germania al mondo. È un complotto che troverà la sua drammatica e violenta conclusione vent’anni dopo, nella Cuba prerivoluzionaria.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché la trama è tortuosa, la scrittura incisiva e l'atmosfera è indiscutibilmente noir. La storia si apre nella Berlino del 1934. Il Nazismo è al potere da solo diciotto mesi e molte cose sono cambiate in peggio. La città si sta preparando a ospitare le Olimpiadi del 1936 e gli ebrei sono espulsi dalle associazioni sportive. Negli Stati Uniti si forma un movimento per boicottare le Olimpiadi di Berlino a causa della discriminazione razziale. Ma i nazisti non vogliono perdere l'occasione di fare dei giochi olimpici un palcoscenico della nuova Germania. Costretto a causa del nuovo regime a rassegnare le dimissioni dalla polizia, Bernie Gunther ha trovato un modesto impiego di poliziotto privato del famoso Hotel Adlon. La scoperta di due cadaveri, uno di un uomo d'affari tedesco e l'altro di un ex pugile ebreo, mette Bernie in contatto con due ospiti dell'albergo: un'affascinante giornalista americana ebrea che appoggia il boicottaggio delle Olimpiadi e un uomo d'affari apparentemente legato alla malavita di Chicago che cerca di sfruttare i giochi olimpici e i ricchi appalti edilizi per realizzare favolosi guadagni. Nel corso delle sue indagini Gunther scopre un potente racket che ingaggia illegalmente e a basso costo gli ebrei senza lavoro per le nuove disposizioni razziali. Sono coinvolti anche i più alti esponenti del partito nazista e Avery Brundage, presidente del Comitato Olimpico Americano. L'epilogo della vicenda si svelerà solo nel 1954 a Cuba, dove Gunther si è rifugiato dopo esser stato costretto a fuggire dalla Germania del dopoguerra sotto falso nome perché vittima di uno scambio di persona, ricercato come criminale di guerra. 

2. Perché, come sempre in Kerr, romanzo e realtà storica si intrecciano e anche questo romanzo si presenta al contempo come un thriller intrigante, una storia d'amore e una sorprendente lezione di storia. Leggeremo un'impeccabile ricostruzione storica della Berlino nazista. Scopriremo come Berlino si preparò alle Olimpiadi dal punto di vista mediatico, civile e politico. I Giochi Olimpici di Berlino del 1936 rappresentavano molto di più di un evento sportivo di importanza mondiale: essi costituivano una vetrina senza precedenti per la propaganda del Nazismo e della sua ideologia, provocando così un intenso dibattito all'estero. Quando i quarantanove paesi partecipanti mandarono le loro squadre ai Giochi legittimarono il regime di Hitler sia agli occhi del mondo che della popolazione tedesca. 

Non sono nazista, sono tedesco. E un tedesco è una cosa diversa da un nazista. Un tedesco è uno che si sforza di andare oltre i propri peggiori pregiudizi. Nazista è colui che li trasforma in legge. 

3. Perché il protagonista ha una personalità trascinante. Bernie Gunther, ex agente di polizia a Berlino, è cinico, sprezzante, caustico, amante delle donne, solitario, ostinato, sempre pronto a violare le regole ma dotato di morale in un mondo che l'ha decisamente persa. Gunther, fedele alla Repubblica di Weimar, non riesce ad essere fedele al nazismo e vive nell'inferno che i nazisti stanno realizzando, eppure non si arrende e cerca di difendere i più deboli. Egli stesso lotta per sopravvivere tanto che gli viene consigliato di rimuovere la nonna ebrea dal suo albero genealogico. Infatti i nazisti hanno in programma di privare della cittadinanza tedesca coloro che hanno anche un solo nonno ebreo. I guai riescono sempre a trovare Gunther che dovrà affrontare una serie di dilemmi morali. Kerr è davvero bravo a gestire i suoi personaggi, la trama complessa e le interazioni tra Gunther e nazisti, dittatori e gangster americani. Con abilità Bernie si muove in un mondo di corruzione internazionale e doppi giochi. Dovrà vedersela con personaggi complessi i cui lati oscuri verranno alla luce in una continua lotta tra bene e male. 

4. Perchè l'autore è abile nel ricostruire l'atmosfera di un periodo come il Terzo Reich, la Germania durante il nazismo, perfetta per far emergere il Male. Lo scenario è quello di una Berlino meravigliosa che si trasforma in un incubo generato da Hitler e dai demoni suoi seguaci. La pressione nazista cominciava a esercitare i suoi effetti specialmente nell'ambito della discriminazione verso la popolazione ebraica. I tempi bui avevano inizio, tutto era un'incognita e non esisteva alcuna certezza. I Nazisti volevano proporre l'immagine di una Germania forte e unita, celando sia la persecuzione ebrea e dei Rom sia il crescente militarismo. 

Grazie a Gunther conosceremo anche l'Avana del 1954 di Fulgencio Batista che, con l'aiuto della CIA, ha appena preso il potere. Castro è in prigione e la mafia americana sta rapidamente estendendo i suoi tentacoli sulle fiorenti industrie del gioco d'azzardo. Qui ritroviamo Bernie che sembra condurre una nuova vita relativamente tranquilla. Ma Bernie scopre di non poter sfuggire al fantasma del suo passato quando si scontra con un vecchio amore e un feroce assassino dei suoi giorni a Berlino. 

5. Perché "Se i morti non risorgono" ci mostra la situazione drammatica della Germania dal suo interno, ci trasmette tante informazioni all'interno di una trama sempre in evoluzione. Con una scrittura brillante, un pizzico d'ironia e un buon ritmo, Philippe Kerr tratta i temi quali potere, denaro, sangue. Gunther interagisce anche con personaggi realmente esistiti e ci narra dell'adozione delle leggi razziali che portarono all'espulsione di molti atleti ebrei costretti ad accettare lavori in nero per poter sopravvivere. Così gli ebrei erano sfruttati sul lavoro e perseguitati politicamente. 

"Se i morti non risorgono, cosa accade all'anima umana? E se risorgono con che corpo tornano a vivere? Non ho una risposta. Nessuno ce l'ha mai avuta. Forse se i morti potessero risorgere e rimanere incorruttibili, e se potessimo essere mutati per sempre in un batter d'occhio, allora potrebbe valere la pena di farsi uccidere o di suicidarsi." 

Leggere Philip Kerr è sempre un'occasione di riflessione sulla natura dei regimi dittatoriali e sui loro effetti sul comportamento umano, sulla corruzione personale e pubblica. Gunther, alla fine del libro, riflette seriamente e tristemente su temi come la redenzione, la dannazione e la resurrezione dei morti. 

"Se i morti non risorgono" è un altro straordinario esempio del brillante talento di Philip Kerr.



venerdì 14 giugno 2024

BLOGTOUR | "Il Nido del Pettirosso" di Lorenzo Sartori | I 5 motivi per leggere il romanzo

Il 18 giugno 2024 esce il nuovo romanzo di Lorenzo Sartori, "Il Nido del Pettirosso". Pubblicato da Fazi, nella colonna Darkside, si tratta di un thriller psicologico ambientato tra le montagne del Trentino.

Il romanzo racconta di una famiglia che vive a Milano e che decide di  cambiare totalmente la propria esistenza per andare ad aprire un piccolo albergo di montagna. Tanti bei progetti, tanti sogni e aspettative, ma le cose non andranno come previsto. Si tratta di un thriller appassionante che dovreste leggere per ben 5 motivi.




Il Nido del Pettirosso
Lorenzo Sartori

Editore: Fazi
Pagine: 336
Prezzo: € 18
Sinossi
La scomparsa improvvisa di una ragazza riporta a galla un terribile omicidio avvenuto in passato e mai dimenticato. Ad Alveno, paese di poche anime tra i monti del Trentino, Alice ha lasciato i ricordi più belli e anche i più atroci. Dopo alcuni anni di assenza, sta andando lì con gli amici di sempre. Sono in macchina, diretti al Nido del Pettirosso, l’albergo che i suoi genitori gestivano quando lei era ancora una bambina e che ora sua madre Laura ha deciso di vendere per lasciarsi alle spalle i tragici eventi accaduti nei dintorni. Undici anni prima, infatti, sua sorella Sara era stata ritrovata morta in fondo a un burrone: come siano realmente andate le cose resta un mistero ma la sua famiglia, nel frattempo, è andata in pezzi. L’indomani, Laura riceve una telefonata dalla polizia: l’auto su cui viaggiava Alice è finita in una scarpata; lei e un suo amico si sono allontanati per chiedere aiuto e da quel momento nessuno ha più avuto notizie di loro. Laura si precipita sul posto per seguire le indagini, portate avanti dall’agguerrita ispettrice Valenti. Possibile che la montagna voglia prendersi anche l’unica figlia rimastale? Tutte le paure e i dubbi del passato si riaffacciano come ospiti indesiderati dalle finestre delle stanze ormai vuote del Nido del Pettirosso: che fine ha fatto Alice? La sua scomparsa è legata in qualche modo alla morte di Sara? Riusciranno Laura e l’ispettrice Valenti a ritrovare la ragazza prima che accada di nuovo l’irreparabile?



I 5 motivi per leggere il romanzo

Dopo tre giorni di ricerche, alla fine l'avevano trovata. In fondo a un dirupo, morta. Quello stesso dirupo che Laura adesso sta cercando di raggiungere con il cuore che è ormai una pietra acuminata e a ogni passo le incide il petto da dentro, togliendole fiato più del pendio.

1. Perché la trama crea una fitta ragnatela intrecciando i misteriosi avvenimenti del passato con un presente altrettanto misterioso. Vecchi segreti e nuove paure si rincorrono in un incastro perfetto rivelando una realtà impensabile.

Ad Alveno, paese di poche anime tra i monti del Trentino, Alice ha lasciato i ricordi più belli e anche i più atroci. Dopo alcuni anni di assenza, sta andando lì con gli amici di sempre. Sono in macchina, diretti al Nido del Pettirosso, l'albergo che i suoi genitori gestivano quando lei era ancora una bambina e che ora sua madre Laura ha deciso di vendere per lasciarsi alle spalle i tragici eventi accaduti nei dintorni. Undici anni prima, infatti, sua sorella Sara era stata ritrovata morta in fondo a un burrone. La verità non è mai venuta a galla e la famiglia è andata in pezzi. L'indomani Laura riceve una telefonata dalla polizia: l'auto su cui viaggiava Alice è finita in una scarpata; lei e un suo amico si sono allontanati per chiedere aiuto e da quel momento nessuno ha più avuto notizie di loro. Laura si precipita sul posto per seguire le indagini portate avanti dall'agguerrita ispettrice Valenti. Possibile che la montagna voglia prendersi anche l'unica figlia rimastale?

Tra le cime affilate degli alberi la luna era l'unghia di un predatore. Alice rimase incantata a osservarla... Tremava. Si accorse di essere scalza. A piedi nudi e con una strana veste addosso. Cosa ci faceva di notte in un bosco?

2. Perché è un romanzo potente e coinvolgente, un caso delicato ad alto tasso di suspense. L'autore è bravissimo a evocare inquietudine e paura sullo sfondo del paesaggio montano con i suoi boschi, i torrenti e gli animali selvatici. In tanta bellezza, che fa da cornice a una intricata vicenda umana, riemerge l'orrore del passato e si scrutano i recessi più oscuri dell'animo umano. Avvincente l'architettura narrativa, l'autore prima ci accoglie con un prologo che è un pugno nello stomaco  e ci cattura con tanti piccoli dettagli che rendono la narrazione ancora più vera e inquietante. I personaggi sono il cuore pulsante del romanzo, sono credibili, alcuni sono simpatici, altri determinati e qualcuno è davvero antipatico. La forza e il coraggio delle donne appare determinante, sono donne decise che si sentono incomprese da chi dice di amarle, ma alcune sono anche abilissime manipolatrici. Gli uomini si rivelano  più enigmatici e sfuggenti.

"Mamma", urlò, e fu allora che qualcuno la strinse. L'incubo era finito. Diverse torce illuminarono quell'abbraccio disperato e fu solo quando sua madre si scostò, gli occhi sbarrati, che Alice si accorse delle chiazze di fango e sangue sulla sua veste.

3. Perché è una storia di coraggio, di amore e di legami familiari. Ridare voce ai ricordi è doloroso ma necessario e Laura nasconde la sua vulnerabilità con il coraggio che solo una madre può avere per salvare la propria figlia. Non si può rimanere indifferenti davanti alla trasformazione di Laura che, attraverso i suoi ricordi, ci permette di scoprire cosa è successo nel passato e come ogni componente della famiglia abbia reagito alla morte di Sara. Non si può fuggire dai propri demoni e Laura per salvare Alice dovrà iniziare un viaggio doloroso nel passato. Dovrà ritrovare la speranza per affrontare un'altra esperienza spaventosa tra ricordi angoscianti e fantasmi venuti a tormentarla.

4. Perché è un thriller che intreccia un cold case e una sparizione nel presente, ma affronta anche temi socialmente rilevanti, controversi e provocatori. L'autore dispone tutte le tessere del puzzle per poi incastrarle perfettamente e ti rendi conto che la vera protagonista, nel bene e nel male, è "la maternità". I capitoli sono un gioco crudele che mescola le carte, ognuno reinterpreta gli eventi a seconda delle loro visioni interiori. Qui non troverete una netta distinzione tra vittima e carnefice, ma sarete alla presenza di un vortice ingannevole che scompagina le certezze che il lettore crede di aver accumulato strada facendo.

Leggendo "Il nido del pettirosso" si ha una piacevole sensazione ansiogena, ci si immedesima con Laura. Una madre che non smette di lottare per rendere giustizia alla memoria della figlia e per salvare l'altra figlia, oggi in pericolo. La verità verrà a galla e sarà sorprendente, crudele e inattesa.

5. Perché è un viaggio attraverso le luci e le ombre dell'animo umano in un vortice di emozioni. Esplora temi sempre attuali come il senso di appartenenza e d'integrazione, di giustizia e sguardo al futuro. Interessante leggere le dinamiche familiari che portano a determinate scelte e le conseguenze, che gli eventi, hanno sulla vita dei protagonisti tormentati da rimpianti e rimorsi.

"Il Nido del Pettirosso" mescola mistero, emozioni e realtà. Pone al centro di una serrata narrazione il sacrificio e la paura di perdere una persona amata. I sentieri di montagna sono fantastici ma possono nascondere pericoli mortali.



venerdì 31 gennaio 2020

BLOGTOUR | “Violette di marzo" di Philip Kerr | I 5 motivi per leggere il romanzo

Se siete alla ricerca di un nuovo libro da leggere, vi consiglio “Violette di marzo. La trilogia berlinese di Bernie Gunther”, di Philip Kerr. Pubblicato da Fazi nella collana Darkside, il romanzo è un filo d’Arianna tra le pagine della Storia e della malvagità umana. Per promuovere questa nuova pubblicazione, in libreria dal 30 gennaio, la Fazi ha organizzato un blogtour. Quindi, con gran piacere, vi illustrerò ben cinque motivi per cui dovete assolutamente leggere questo romanzo.





Violette di marzo
(Trilogia berlinese di Bernie Gunther #1)
Philip Kerr (traduzione di P. Bernardini)

Editore: Fazi
Pagine: 317
Prezzo: € 15,00
Sinossi
Con Violette di marzo torna finalmente in libreria un grande classico del poliziesco: la trilogia berlinese di Bernie Gunther.

Nella Berlino del 1936, alla vigilia delle Olimpiadi, marito e moglie vengono assassinati nel loro letto e il loro appartamento viene incendiato. Il padre della donna, Hermann Six, un industriale milionario, vuole fare giustizia – o meglio, rivuole la preziosissima collana di diamanti della figlia Grete, che è stata rubata. Si rivolge perciò al detective privato Bernie Gunther, veterano di guerra ed ex poliziotto. Grete non ha fatto testamento e dunque tutti i suoi averi spetterebbero al marito, Paul Pfarr, il quale ha nominato suo unico erede legittimo il Reich stesso. Come scopre in seguito Gunther, Pfarr era una “violetta di marzo”: un affiliato dell’ultima ora al Partito Nazionalsocialista. L’investigatore si troverà invischiato in una vicenda pericolosissima che tocca le alte sfere del potere nazista, tormentato da un conflitto interno. Bugie, eccessi, corruzione e brutalità sono all’ordine del giorno, mentre a muovere le fila di tutto ci sono Himmler e Göring.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché Berlino è il cuore del romanzo. Siamo nel 1934 e il Nazismo, al potere da poco più di un anno, svela sempre più il suo regime dittatoriale. La città si prepara a ospitare le Olimpiadi del 1936. I Nazisti utilizzarono questo evento sportivo come strumento di propaganda. Promossero l’immagine di una Germania nuova, unita e forte, mascherando le politiche antisemita e razziste del regime così come il suo crescente militarismo. Il regime dittatoriale più crudele della Storia dell’umanità si mostrò al mondo come un luogo di pace, amore e prosperità.

2. Perché vi sarete domandati a cosa o a chi si riferisce il titolo. Violette di marzo è un nome dispregiativo dato a quegli uomini che erano corsi a prendere la tessera del Partito nazista appena Hitler aveva preso i pieni poteri.  Dopo le elezioni, centinaia di migliaia di nuovi membri avevano aderito al partito per convenienza e interesse. La maggior parte di loro erano funzionari e colletti bianchi. Il romanzo vi farà conoscere alcune “violette di marzo” e riconoscerete anche figure storiche del regime che si mescoleranno a personaggi immaginari in una cornice sempre rigorosa e verosimile.

3. Perché dovete assolutamente conoscere  il protagonista, Bernie Gunther. Ex poliziotto, ha lasciato la polizia per diventare detective privato dopo aver visto i tentacoli dei nazisti stritolare la giustizia. È un personaggio sarcastico e donnaiolo, costretto ad affrontare il Male in una Berlino cupa e dilaniata dallo strapotere dei gerarchi. Gunther, veterano della Grande Guerra, è ostile al regime ma non mostra apertamente il suo dissenso. Tramite il sarcasmo, il detective rende ridicoli alcuni comportamenti delle SS e della Gestapo. Gunther è alle prese con un caso di omicidio che coinvolge la figlia di un potente industriale e ben presto Bernie si troverà coinvolto in una vicenda pericolosa che tocca le alte sfere del potere nazista.

4. Perché “Violette di marzo” è una lettura densa di emozioni forti che ci permette di tornare con la memoria a epoche sconvolgenti ed è impossibile non pensare a come la Storia tenda a ripetersi e che nessuno è mai al sicuro. “Far finta di non vedere” ha permesso la presa  del potere del nazional-socialismo che ha scritto una pagina dolorosa e tremenda della nostra Storia. La cieca ferocia che cresce e dilaga nella Germania nazista fa da sfondo alle indagini del detective Gunther costretto a fare i conti con il potere nazista.

5. Perché non potete perdervi la trilogia berlinese di Philip Kerr ambientata a Berlino negli anni del Terza Reich. Dopo “Violette di marzo”, sarà la volta de “Il criminale pallido” per finire con “Requiem Tedesco”. Di sicuro interesse è il momento storico in cui i romanzi sono collocati ma coinvolgente è anche l’attività del protagonista e le sue indagini sempre complesse e ad alto tasso di pericolosità. Nei personaggi troverete un fascino perverso che non può che intrigare dipingendo un mondo di menzogne, tradimenti e delitti. Con questo primo libro inizia la discesa all’inferno per l’umanità e il lato oscuro degli uomini brilla celato dall’indifferenza di molti. La penna di Kerr è magistrale nel descrivere quel periodo.