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martedì 8 giugno 2021

RECENSIONE | “Quando il mondo era giovane” di Carmen Korn

“Quando il mondo era giovane” è il primo capitolo di una nuova saga in due volumi firmata Carmen Korn, autrice della “Trilogia del secolo”: “Figlie di una nuova era”, "È tempo di ricominciare” e “Aria di novità”, tutti editi da Fazi Editore.

In questo attesissimo romanzo, Carmen Korn narra un’emozionante storia corale intrecciando la Storia alla quotidianità, la forza alla fragilità, il dolore alla speranza in un decennio all’insegna della rinascita. Tre famiglie pronte a prendere in mano il proprio destino perché è giunto il tempo di costruire il futuro riprendendosi tante piccole libertà che il nazismo e la guerra avevano cancellato.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Quando il mondo era giovane (Vol. 1)
Carmen Korn

Editore: Fazi
Pagine: 650
Prezzo: € 20,00
Sinossi

1 gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l'arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori. La casa di Gerda e Heinrich Aldenhoven a Colonia è stata distrutta e la galleria d'arte di Heinrich non basta per sfamare tutti. Ad Amburgo, invece, l'amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt hanno meno preoccupazioni economiche: come manager pubblicitario di una cassa di risparmio, Kurt riesce a sostenere la sua famiglia; anche qui, però, i problemi non mancano: il genero Joachim non è ancora tornato dalla guerra. E infine Margarethe, nata Aldenhoven, si è trasferita da Colonia a Sanremo. La vita al fianco del marito italiano sembra spensierata, ma la presenza della suocera è molto ingombrante... Ognuno festeggia il capodanno a modo suo, ma il mattino seguente tutti si pongono le stesse domande: le ferite finalmente guariranno? Cosa riserva il futuro?


1 gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Dopo gli anni della guerra e della distruzione, è giunto il momento della ricostruzione. La casa di Gerda e Heinrich Aldenhoven a Colonia è stata distrutta e la galleria d’arte di Heinrich non basta per sfamare tutti.

Heinrich era in preda a sentimenti contrastanti: da una parte la speranza, dall’altra la paura delle novità che il primo decennio di pace avrebbe portato.

Ad Amburgo, invece, l’amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt hanno meno preoccupazioni economiche: lui è il direttore dell’ufficio pubblicità di una grande banca, ma anche qui i problemi non mancano. infatti il genero Joachim non è ancora tornato dalla guerra. Le ultime notizie lo davano prigioniero in un campo russo.

“Joachin non tornerà.”

“È con questo spirito che vuoi iniziare il nuovo anno?”

“Dovete smettere di tormentarvi, tu e Nina. Non vi fa bene, e non fa bene nemmeno al bambino lasciargli credere che suo padre tornerà dalla guerra!”

Infine conosciamo  Margarethe, nata Aldenhoven, che si è trasferita da Colonia a Sanremo. La vita al fianco del marito italiano sembra spensierata, ma la presenza della suocera è molto ingombrante.

“Se Fossi un po’ più robusta, sembreresti il camion dei pompieri” Ecco cosa le aveva detto sua suocera. Margarethe si era fatta rossa in viso, in pendant col cappotto che il proprietario del ristorante aveva appeso nel guardaroba.

Tre diverse città, tra famiglie che festeggiano il Capodanno, ma il mattino seguente tutti si pongono le stesse domande: le ferite finalmente guariranno? Cosa riserva il futuro?

Con “Quando il mondo era giovane” Carmen Korn affronta un arco narrativo che va dal 1950 al 1959 in cui si snodano le vicende di tre famiglie con i loro turbamenti, difficoltà e piccole gioie nell’affrontare un mondo nuovo culla di molte trasformazioni. I personaggi che animano questa storia sono un chiaro esempio di complessità e poliedricità sociale. Ne scaturiscono idee innovative: dalla posizione sociale delle donne (non hanno più intenzione di ricoprire il ruolo di “angelo del focolare” ma cercano di affermarsi attraverso il lavoro), al non essere più schiavi delle convenzioni, al proposito di liberarsi delle illusioni per vivere concretamente il presente e progettare un futuro migliore. Le nuove generazioni vogliono avere la libertà di scegliere il proprio futuro sperimentando lavori nuovi e non sono disposte a obbedire senza discutere. Trovare la fiducia in se stessi diventa importante per vincere le sfide della vita.

Leggere “Quando il mondo era giovane” mi ha permesso di seguire le storie delle tre famiglie legate da legami di parentela o amicizia. La storia è narrata da prospettive diverse e in luoghi diversi. Man mano che procedevo con la lettura, mi sono divertita a ricreare l’albero genealogico dei tre nuclei familiari. Ciò mi ha permesso di seguire al meglio gli eventi in movimento continuo tanto che mi sono sentita una lettrice con la valigia in mano pronta a spostarsi da una città all’altra. Ho intrapreso un viaggio nel tempo emozionante e ho scoperto anche una storia misteriosa che ruota intorno a un quadro il cui autore sembra svanito nel nulla.

Così come nella precedente trilogia, Carmen Korn usa capitoli brevi, uno stile di scrittura sobrio con frequenti cambi di prospettiva con cui riesce a trasmettere alla perfezione lo spirito del tempo. C’è anche una fugace apparizione, ad Amburgo, del dottor Theo Unger e di sua moglie Henny, personaggi della Trilogia del secolo.

La saga delle tre città è una panoramica su  ambienti e ceti diversi, l’autrice si ispira alla vita reale e mostra come i tempi difficili hanno creato un involucro protettivo intorno alle persone. Ora è tempo di uscire dal privato, le famiglie aprono le porte al futuro tenendo bene a mente l’importanza della libertà riconquistata. La crudeltà della Storia lascia il posto all’amore e all’amicizia. Non è tutto perfetto, i destini completamente felici non esistono ma esiste la speranza. Il finale tronca di netto il fluire degli eventi e dà appuntamento al prossimo capitolo.

lunedì 2 marzo 2020

RECENSIONE | "Aria di novità" di Carmen Korn

Esce oggi, 2 marzo, “Aria di novità”, l’ultimo romanzo della trilogia di Carmen Korn. La serie, che comprende “Figlie di una nuova era” ed “È tempo di ricominciare”, ci conduce nella Germania del secolo scorso. Henny, Kathe, Ida e Lina saranno le nostre guide attraverso un mondo che cambia e che vedrà le loro vicende personali intrecciarsi in una rete intricata di relazioni, battaglie politiche, sfide lavorative, lutti e perdite. Quattro donne, quattro amiche nella Germania del Novecento, che raccontano la loro quotidianità, le difficoltà dovute a ben due guerre mondiali, la ricostruzione del dopoguerra e la loro speranza nel futuro. Speranza, a volte, pietrificata in un muro che divide e allontana a testimonianza di come la guerra sia sempre e inevitabilmente presente nel cuore degli uomini.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Aria di novità
Carmen Korn (traduzione di Manuela Francescon)

     Trilogia "Figlie di una nuova era"     
#1 Figlie di una nuova era (recensione)
#2 È tempo di ricominciare (recensione)
#3 Aria di novità


Editore: Fazi Pagine: 390 Prezzo: € 20,00
Sinossi

È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni.


La vita procede per vie contorte e vicoli ciechi, e spesso i tesori più preziosi li troviamo lungo una strada diversa da quella che avevamo deciso di imboccare.
È il 1970 e Henny è presa dai preparativi per il suo settantesimo compleanno. Con lei le amiche di sempre, i loro mariti, i figli e i nipoti. Ritroveremo Katja, diventata fotografa per documentare con le immagini ciò che succede nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale che tornerà ad Amburgo con una notizia strabiliante; Ruth, giornalista e militante, che faticherà a liberarsi  dalla travagliata relazione con un uomo violento vicino alle frange più estreme. Katja, Florentine e Ruth sono unite, così come le loro madri, da una profonda amicizia. Insieme affronteranno difficoltà, paure, momenti importanti e quotidianità. Condivideranno felicità e sfortune, successi e gravi perdite. Come sempre, a far da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta. Rivivremo le dure atmosfere della Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione, le attività della RAF, l’AIDS, il blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del muro nel 1989. Le nostre protagoniste e le loro famiglie attraverseranno questi anni inquieti sempre a testa alta anche se le loro vite subiranno diversi scossoni.

La trilogia di Carmen Korn trova in questo volume la sua commovente conclusione. Tuttavia vorrei, ancora per un momento, ricordare che questa storia mi ha permesso di conoscere quattro donne straordinarie che hanno fatto dell’amicizia uno scudo per difendersi dai travagli della vita. Ho seguito con partecipazione i loro turbamenti, le loro gioie e i dolori nell’affrontare il mondo. Sempre unite, pronte a sostenersi l’un l’altra. Henny, Kathe, Lina e Ida sono molto diverse tra loro. Hanno caratteri complementari e un’estrazione sociale alquanto differente, alta e piccola borghesia, classe operaia, che non le allontana ma le unisce ancor di più. Insieme affrontano la vita e assistono a una rivoluzione politica che cambierà l’esistenza di tutti. Naturalmente l’età comincia a farsi sentire per le vivacissime amiche ma figli e nipoti diventeranno linfa vitale. Linfa che darà loro la forza per affrontare i momenti bui, per raccogliere i cocci e ricominciare fino ad approdare alla fine del millennio.
Le traiettorie di vita si possono correggere.
Quattro donne, quattro famiglie e un secolo. Non tutto fila sempre liscio ma quando hai dei veri amici al tuo fianco è più facile sopportare l’amarezza e il dolore di alcuni eventi. Per me è stato meraviglioso far parte di questa storia e devo confessare che qualche lacrima è stata versata vedendo compiersi il destino delle protagoniste. Ognuna ha affrontato la vecchiaia in modo diverso e mi sono ritrovata, con profonda tristezza, a dire addio ai tanti personaggi che ho amato provando con loro tante emozioni che colorano la vita.
Nella vita ho imparato che le immagini dolorose bisogna scacciarle via. Si vive più a lungo.  
“Aria di novità” è un microcosmo straordinario, una grande famiglia di amici, con personaggi che vivono la vita sempre da protagonisti affrontando difficoltà e sofferenze ma anche momenti di serena felicità: l’amicizia, l’amore, la speranza e la voglia di ricominciare andando incontro alla vita. Un microcosmo che si apre all’evoluzione della Storia e ne condivide pregi e difetti.

È stato bello leggere le vicende familiari mediante le vicissitudini dei suoi componenti. Attraverso più generazioni abbiamo assistito ai loro successi, agli intrecci, ai drammi e alle scelte sentimentali. Le storie sono magistralmente accompagnate dai cambiamenti politici e sociali che hanno mutato il volto della società tedesca. Ho letto storie d’amore e di morte, di gelosia e d’amicizia, che si susseguono attraverso più generazioni passandosi il testimone e adattandosi ai nuovi tempi. Tuttavia nella diversità dei tempi e dei personaggi, l’elemento che  unisce le varie storie è “un grande cuore” e il coraggio di andare avanti, di rialzarsi dopo esser caduti.

“Aria di novità”  è il viaggio affascinante di chi è padrone della propria esistenza. Mi piace, infatti, leggere le dinamiche dei rapporti interni alle famiglie. Le loro contraddizioni, i problemi, l’unione che le caratterizza nei momenti difficili. In alcune famiglie scoprirete un lato nascosto ma i grandi legami della vita, alla fine, vincono sempre.

In generale posso dire che la trilogia del secolo è una raccolta di storie emozionanti sulle relazioni umane, sul cuore nero che può esistere in noi. I personaggi sono tanti e differenti tra loro. Si muovono in una società che muta e vanno incontro al loro destino con lo sguardo di chi quel destino è deciso a cambiarlo.
 La vita è ciò che ti succede mentre sei occupato a fare altri piani.
Carmen Korn affascina con la sua scrittura senza ornamenti, è fluida e senza maschere poiché riesce a catturare l’attenzione del lettore ispirandosi alla vita vera dando spazio ai problemi che nascono nel cercare la propria strada.

“Aria di novità” è un romanzo complesso sulle relazioni umane. Mai semplici, molte volte aggrovigliate con luci e ombre che si riflettono nello specchio della vita. La pluralità dei destini è la grande ricchezza di questa saga. L’amicizia, la riconoscenza, il rispetto, l’affetto, l’amore sono parte dei sentimenti che legano i personaggi tra loro e che li rendono vivi, umani, cari al nostro cuore.

lunedì 8 aprile 2019

RECENSIONE | "È tempo di ricominciare" di Carmen Korn

L’attesa è finita. Oggi, 8 aprile 2019, tornano in libreria Henny, Kathe, Ida e Lina con “È tempo di ricominciare”, secondo volume dell’appassionante trilogia di Carmen Korn iniziata con “Figlie di una nuova era”. Entrambi i volumi sono stati pubblicati da Fazi Editore nella collana Le strade.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
È tempo di ricominciare
Carmen Korn (traduzione di M. Francescon)

     Trilogia "Figlie di una nuova era"     
#1 Figlie di una nuova era (recensione)
#2 È tempo di ricominciare
#3 Aria di novità (recensione)

Editore: Fazi
Pagine: 564
Prezzo: € 20,00 
Sinossi
È il 1949. La guerra è finita. I nazisti sono stati sconfitti. Come molte altre città, Amburgo è ridotta a un cumulo di macerie e in parecchi si ritrovano senza un tetto sulla testa. Fra questi, Henny, che ha finalmente accettato di sposare Theo e continua a cercare la cara Käthe, che risulta ancora dispersa nonostante l’amica sia sicura di avere incrociato il suo sguardo, la sera di San Silvestro, su quel tram… Nel frattempo, mentre Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in città, Ida si sente delusa dal modesto ménage coniugale con il cinese Tian, pur avendo mandato all’aria il suo precedente matrimonio per stare con lui, e ricorda con nostalgia la sua giovinezza di rampolla di una famiglia altolocata. Sono in molti ad aver perso qualcuno di caro, e sono in molti ad attendere il ritorno di qualcuno, giorno dopo giorno, alla finestra. Ma per i sopravvissuti tornare a casa non è facile, si ha paura di cosa si potrebbe trovare, o non trovare più.

Gli anni passano, i figli delle protagoniste crescono e anche loro hanno delle storie da raccontare. Sullo sfondo, la ripresa dell’economia tedesca e le rivoluzioni sociali che hanno scandito gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, il riarmo e la paura del nucleare, l’arrivo della pillola anticoncezionale, l’irruzione della televisione nella vita quotidiana delle famiglie, l’inizio dei movimenti studenteschi e la musica dei Beatles.

Dopo Figlie di una nuova era, il secondo, attesissimo capitolo di questa fortunata e appassionante trilogia che racconta la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento.



Aspetta a metterti il cuore in pace. Il diavolo ne ha sempre una pronta.
È il 1949. La guerra è finita, i nazisti sono stati sconfitti e  Amburgo, come molte altre città, è ridotta a un cumulo di macerie. Molte persone non hanno più una casa e hanno perso parenti e amici. Henny ha accettato la proposta di matrimonio di Theo ma non smette di cercare Kathe, l’amica del cuore, che risulta ancora dispersa. Henny è sicura di averla vista su un tram la sera di San Silvestro. Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in centro mentre Ida è sempre più delusa dal suo matrimonio con il cinese Tian. Purtroppo la guerra ha causato molto dolore e distruzione. In tanti aspettano il ritorno di una persona cara, di un amico. Per i sopravvissuti non è facile tornare a casa perché hanno paura di cosa potrebbero trovare o  non trovare più.
La paura di arrivare a casa, ce l’hanno in tanti.
Trascorrono gli anni, i figli delle protagoniste crescono e raccontano le loro storie che s’intrecciano con la ripresa economica tedesca e le rivoluzioni sociali negli anni Cinquanta e Sessanta.

“È tempo di ricominciare” riparte dal marzo del 1949 e narra la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento mettendo in luce i lati oscuri e dimenticati di un periodo storico ricco di eventi storici e politici. Le protagoniste, ognuna con un carattere ben definito, ci trasmettono, con le loro storie, sentimenti ed emozioni. Vivono tempi difficili, la resa non è nel loro DNA. Malgrado la guerra abbia travolto le loro esistenze, sono pronte a ricominciare tra sconfitte e conquiste. La loro è una strada in salita ma possono contare l’una sull’aiuto delle altre per andare avanti. Le quattro amiche dovranno fare i conti con cambiamenti, storici e culturali, di notevole portata. La presenza della televisione nelle case, lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, la pillola anticoncezionale, la crisi di Cuba e la Guerra Fredda. Il mondo non sembrava aver imparato nessuna lezione, l’umanità era sull’orlo della terza guerra mondiale.

Si cammina su un terreno minato. La politica che aveva dominato la vita dei tedeschi ora è vista con sospetto e paura. Si vive nell’incubo del passato e nell’incertezza del futuro. Tuttavia bisogna pur ricominciare a vivere, non è mai troppo tardi per un nuovo inizio. I personaggi del libro riprendono in mano la loro vita pronti a ricostruire non solo l’aspetto pratico ma, soprattutto, sono pronti a curare la propria interiorità per dar pace al loro cuore. Scacciare dalla loro testa le immagini delle persecuzioni, di una lunga prigionia è quasi impossibile. Pensieri cupi, vergogna, risentimento albergano nel cuore di qualcuno e richiede coraggio il mandarli via. Non tutti ci riescono. Alcuni soccombono, altri vanno incontro al cambiamento con curiosità e con il desiderio di eliminare i possibili ostacoli che intralciano il cammino. Dopo tanto dolore è giusto esser felici? Chi si è salvato dalla Morte in guerra ha il diritto, negato a chi non c’è più, di esser felice? Occorre accettare il dolore, non soffocare nel senso di colpa. Nonostante il dolore, qualunque esso sia, è possibile dare valore alle piccole e semplici cose della vita. L’amore, l’amicizia, il lavoro, la famiglia servono a rafforzare le relazioni e a conoscere meglio le persone. Il dolore non va dimenticato ma trasformato in energia vitale per guardare avanti e sorridere alla vita.
Rudi ha paura di dimenticare. Ha paura che la vita facile e le belle cose ricoprano completamente la memoria dei morti.
Nel romanzo si assiste a un’implacabile ma necessaria opera di sostituzione. Nel primo capitolo della saga, le nostre quattro amiche avevano affrontato la fame, l’umiliazione, la prigionia, la morte. Ora, dopo la fine della guerra, hanno la possibilità di sostituire la morte con la vita, il dolore con la felicità, l’umiliazione con la speranza. Naturalmente il dopoguerra non si presenta come un’oasi di pace, la Guerra Fredda e la costruzione del Muro di Berlino, sono minacce travestite da politica per la difesa della pace. Il mondo dovrà affrontare altre prove sanguinose. Il futuro è nelle mani dei giovani e, nel romanzo della Korn, la nuova generazione è pronta a lottare per realizzare i suoi sogni attraverso la rinascita sociale e la ricostruzione sia materiale che emotiva.

“È tempo di ricominciare” è un romanzo che narra un’epoca nuova colma di speranze e di problemi. Il finale è un inno alla vita che ritroveremo nel terzo capitolo della trilogia. Gli avvenimenti sono guidati dal fluire della memoria. Il passato, il presente e il futuro si alternano sulla scena e si cedono la parola l’un l’altro. I personaggi mostrano i loro caratteri attraverso il loro modo di comportarsi, nei loro discorsi, nel modo di pensare. Non ci sono eroi ma persone a volte incerte e confuse, a volte capaci di assumersi delle responsabilità e di cercarsi un ruolo nella vita. I sopravvissuti sono i depositari della vita pronti a ricominciare da zero. In loro c’è la pena per la sofferenza del mondo ma anche l’invito ad amare la vita e la libertà.

Leggere “È tempo di ricominciare” è come sfogliare un album di fotografie in bianco e nero che fermano l’attimo per poi riversarsi nel fluire del tempo. Carmen Korn accosta, dispone, organizza tali immagini e le rende efficaci, pregne di una forte tensione emotiva. La speranza dei vivi non mette a tacere il dolore per i morti in guerra ma trasforma le urla di odio in parole di pace. Il messaggio dell’autrice è tutto nel titolo: basta distruggere la vita, è ora di salvarla e continuarla. Il Male è sempre stato presente nell’uomo, nella sua Storia. Nel XX secolo i Potenti hanno liberato il Male e a combattere è stato l’uomo comune segnato per sempre nel corpo e nello spirito.

giovedì 18 ottobre 2018

RECENSIONE | "Figlie di una nuova era" di Carmen Korn

È da oggi in libreria “Figlie di una nuova era”, primo volume della trilogia scritta da Carmen Korn e pubblicato in Italia da Fazi Editore nella collana Le strade. È una trilogia tutta al femminile che racconta, attraverso le storie di quattro amiche, gli anni dal 1919 al 1948. Anni difficili del primo dopoguerra che consegnano le macerie di un mondo lacerato dalla guerra nelle mani di un uomo che avrebbe portato il mondo sull’orlo di un’altra  catastrofe.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 9
Figlie di una nuova era
Carmen Korn (traduzione di M. Francescon e S. Jorio)

     Trilogia "Figlie di una nuova era"     
#1 Figlie di una nuova era
#2 È tempo di ricominciare (recensione)
#3 Aria di novità (recensione)

Editore: Fazi
Pagine: 522
Prezzo: € 17,50
Sinossi
Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all'ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l'amica di sempre Ka?the, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un'appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s'intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d'interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell'amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d'epoca di un mondo che non c'è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d'appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d'oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista...  


Henny e Käthe erano cresciute così, facendo su e giù fra le rispettive case. I genitori di Henny si erano trasferiti in quella parte del quartiere, verso Brambeck, poco dopo l’inizio delle elementari. Henny l’aveva notata subito, nel tragitto da casa a scuola, la ragazzina con le trecce e il grembiule allacciato di sghembo.
Le protagoniste di “Figlie di una nuova era” sono quattro ragazze nate, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Le loro vite saranno segnate da paure, incertezze, lutti, speranze, lotte e sconfitte. Un’intera generazione nata nel 1900 che vivrà due guerre mondiali e vedrà il suo mondo frantumarsi ma saprà rialzare la testa e rinascere dalle macerie. Vi presento le fragili e coraggiose ragazze.

Henny, 19 anni, vive con la madre Else e sogna l’indipendenza. Suo padre è morto nella Grande Guerra. Studia per diventare ostetrica. Voleva assistere al nascere della vita dopo tutto il dolore e lo strazio che aveva visto, ogni giorno, all’ospedale militare.

Käthe, amica da sempre di Henny. Ha 19 anni, vive con i genitori. I suoi fratelli più piccoli sono morti di difterite durante la guerra. Anche lei vuol diventare ostetrica. Rudi è il suo fidanzato, un inguaribile romantico. Käthe è una ragazza emancipata e impegnata politicamente. È una comunista convinta.

Ida, 17 anni, appartiene a una famiglia benestante. È ricca e viziata. Nasconde un animo ribelle ma nulla può quando suo padre, per ottenere un ingente prestito, la concede in sposa al banchiere Campmann. Ida si ritroverà intrappolata in un matrimonio senza amore. Noia e solitudine cullano la sua malinconia.

Lina, 20 anni, indipendente e anticonformista. Deve tutto ai suoi genitori morti letteralmente di fame per garantirle la sopravvivenza. Lina ha un fratello, Lud, ingenuo senza speranza. Lui ha paura della solitudine e sogna una famiglia numerosa. Lina lo protegge e sogna di diventare una maestra.

Sono queste le ragazze coraggiose che ci condurranno per le vie di un mondo in trasformazione. La Germania aveva chinato la testa dopo la prima guerra mondiale, la nuova repubblica era in una profonda crisi economica, politica e sociale. Per ritornare all’antica potenza occorreva un capo carismatico che garantisse sicurezza e ordine. Adolf Hitler fu quel capo carismatico che la Germania aspettava e la follia ebbe inizio.
Accendeva gli animi con la facilità di un incendio in un bosco arido, ed erano in pochi a storcere il naso di fronte alle sue farneticazioni. Dal nazionalismo al populismo, e da questo al più bieco nazismo, il passo era breve.
Ampi settori della popolazione lo adoravano, in molti lo sottovalutarono e in pochi ne ebbero paura.

In questa società in fermento s’incastrano le vicende personali delle protagoniste. Leggeremo di relazioni clandestine matrimoni d’interesse, lutti e perdite, battaglie politiche e scelte lavorative. Le ragazze vogliono realizzarsi nel lavoro e ottenere l’indipendenza. Scommettono sul loro futuro lottando contro un destino crudele e cercando di conciliare i loro sogni con la realtà.
Senza coraggio non si va da nessuna parte.
Ho letto questo romanzo con curiosità ed emozione, incapace di posare il libro, completamente conquistata dai temi trattati e dalla forza dei personaggi. Mi è parso di vivere in un mondo che non c’è più. Ho bevuto i cocktail al vermut, ho ammirato gli orologi da taschino, ho danzato nei locali da ballo e cenato nei grandi ristoranti. Ho ammirato il lavoro negli ospedali e ho assistito, incredula, alla realizzazione di pranzi con praticamente nulla in mano. Una patata, un cespo di lattuga, una ciotolina di burro erano preziosi alimenti per una cucina povera e fantasiosa. Ho visto l’anima nera delle case d’appuntamento e delle fumerie d’oppio del quartiere di St. Pauli. Tutto è pericolosamente in bilico tra la voglia di pace e il non rendersi conto della minaccia nazista sempre più reale. Quando scoppia la seconda Guerra mondiale mi sono sentita partecipe delle sofferenze dei protagonisti. Intense e drammatiche le pagine che descrivono i bombardamenti sulla città di Amburgo, gli incendi e i rifugi antiaerei. Devastazione e morte.

Carmen Korn riesce perfettamente a trasmettere la tensione, gli affanni, le preoccupazioni di un’intera generazione piegata ma non spezzata dalla guerra. La scrittrice pone attezione nei dettagli e mette in evidenza la psicologia dei personaggi che si riflette nelle loro azioni, nel loro impegno civico e morale, nell’aiuto reciproco e nei tradimenti politici.

Per me è stato facile subire il fascino di Henny e delle sue amiche. Il finale, un arrivederci al prossimo capitolo di questa saga avvincente, è una luce di speranza tra le tenebre della follia umana.
In fondo al vulcano si dipartono strade che portano fuori dall’abisso.
Riuscirà il seme della speranza a germogliare nuovamente? Diamo a tutti noi una possibilità di salvezza, ricordiamo sempre lo sterminio di popoli innocenti, non volgiamo mai lo sguardo altrove. La memoria sia una nostra fedele alleata per non dimenticare e per tagliare del tutto quel filo spinato.

Vi consiglio assolutamente la lettura di “Figlie di una nuova era”. Alla Fazi un grazie di cuore e un’esortazione a pubblicare il prima possibile il secondo capitolo di questa trilogia. Henny, Käthe, Lina e Ida già mi mancano!