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lunedì 1 ottobre 2018

RECENSIONE | “Il mistero della reliquia dimenticata” di Stefano Santarsiere

Cari lettori, oggi vi presento un romanzo molto particolare, un thriller in cui Bibbia e Scienza si contrappongono dando vita a una storia che vi farà spesso sorridere ma vi indurrà anche a riflettere sui nuovi peccati che affliggono la nostra società. Il libro in questione è “Il mistero della reliquia dimenticata” di Stefano Santarsiere per Newton Compton Editori.

Ho già avuto il piacere di leggere altri due romanzi di questo scrittore: “La mappa della Città Morta” (recensione) e “I guardiani dell’isola perduta” (recensione).  

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Il mistero della reliquia dimenticata
Stefano Santarsiere

Editore: Newton Compton
Pagine: 328
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Mentre un’epidemia di antrace flagella gli allevamenti della Val d’Agri, il cuore petrolifero della Basilicata, qualcuno fa apparire dei misteriosi altari nelle campagne, opera forse della stessa mano che ha tentato di sottrarre una preziosa reliquia da una chiesa locale. Quando, su un altare, tra croci e candele viene deposto il cadavere di una vecchia, gli eventi prendono una piega inattesa. Le accuse ricadono su Lucio Lobello, trentenne ludopatico e tossicodipendente che nasconde un segreto inconfessabile: quello di essere il diavolo, il principe delle tenebre in persona, che da millenni erra per il mondo sotto mentite spoglie sfuggendo a un gruppo di arcangeli che vorrebbe ricacciarlo negli inferi. O almeno così crede lui. Ma per scampare a una condanna per omicidio, stavolta Lobello dovrà allearsi proprio con uno dei suoi inveterati avversari: un prete…


Osservo la sorprendente e multiforme inclinazione dell’uomo a generare da sé i suoi inferni, in nome di un aleatorio concetto di benessere. Non c’è motivo, sapete, di sussurrare al lato oscuro del vostro animo, di imbastire tranelli. La tentazione è un codice già scritto dentro di voi. È il segreto del vostro successo di specie. Ho il sospetto che Dio stesso ve l’abbia instillata, nel più profondo della vostra essenza, per poi incolpare me quale artefice delle lusinghe che il vostro stesso cuore ordisce.
A pronunciare queste parole è il diavolo in persona. La sua voce, però, non giunge dal sotterraneo regno dei morti ma dall’irrequieto mondo degli esseri viventi.

Nelle campagne della Val d’Agri, in Basilicata, appaiono misteriosi altari mentre un’epidemia di antrace flagella gli allevamenti della zona. Qualcuno, inoltre, ha tentato di rubare la preziosa reliquia di San Rocco di Montpellier, custodita in una chiesa del paesino di Santerio. Gli eventi precipitano quando tra croci e candele, viene commesso l’omicidio di una anziana donna. Le accuse ricadono su Lucio Lobello, trentenne ludopatico e tossicodipendente che nasconde a tutti la sua vera identità: lui è il principe delle tenebre in carne e ossa. Da millenni erra per il mondo sotto mentite spoglie per sfuggire a un gruppo di arcangeli che vorrebbe ricacciarlo negli inferi. Stavolta, però, le cose si mettono male. La polizia l’accusa di essere il killer dei misteriosi omicidi. A Lobello non resta che allearsi con il suo peggior nemico, un prete.
Perfino quando calpesti la terra, così forte è la tua brama di Inferno?
Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato. Il protagonista è un diavolo molto umano che ha come amici non più i demoni Legione, Belial e Belzebù, ma la droga, il gioco d’azzardo e l’alcol. Sulla Terra questi “nuovi peccati” uccidono e causano tante sofferenze al genere umano. Il Male si nasconde ovunque nelle pieghe dell’umanità. Agisce nell’ombra: riviste patinate, spinelli, giochi elettronici, corruzione, voti di scambio, minacce anonime per ricevere favori sottobanco. La lista sarebbe infinita. Il diavolo vive “di fianco agli uomini. Stupito, irresistibilmente attratto da essi.”

Stupito! In fondo l’uomo non ha bisogno di alcun diavolo per sporcare la propria vita. Ci riesce benissimo da solo inventandosi i suoi aguzzini che si chiamano Denaro, Potere, Fanatismo, Droghe, Guerre dei tempi che furono e Guerre Moderne con armi biologiche.

Nel romanzo troverete in primo piano l’accavallamento di più intrecci e personaggi che operano nell’ombra generando una tensione costante. Vorrei però invitarvi a riflettere sulle tematiche coinvolgenti che si affacciano alla nostra attenzione. Nel thriller di Santarsiere non riscoprirete l’eterno scontro tra Bene e Male ma l’opportunità di leggere come gli uomini, ahimè, sono in grado di autodistruggersi. A un certo punto Lobello vi starà pure simpatico perché spesso subisce le azioni umane e non ha armi diaboliche se non la sua intelligenza che forse potrebbe meglio impiegare.

Bravo lo scrittore nel creare il corpo del romanzo come un fitto intreccio di arterie e vene. Nelle arterie scorrono i buoni sentimenti, la volontà di giustizia e la parte sana del tessuto sociale. Le vene, invece, trasportano un liquido più marcatamente sporco reso nocivo da rifiuti tossici come l’alcolismo, la ludopatia, la dipendenza da droghe, l’ambiente violato. Scienza e Bibbia vanno a braccetto esaltandosi in una storia terribilmente attuale.

“Il mistero della reliquia dimenticata” è un thriller ben scritto che si legge piacevolmente complice l’ironia con cui si affrontano i lati più sinistri degli uomini. Il male è ovunque, nella grande città come nel paesino. Sboccia in ogni luogo, spesso si cela in attesa di momenti propizi. Forse anche il diavolo indossa una maschera e quando la toglie ecco che compare l’uomo. Naturalmente non è per tutti così ma anche il diavolo riesce a far del bene contro la sua volontà. Riflettete e chiedetevi: “Lobello è davvero il diavolo, si crede un diavolo o è un povero diavolo?”. Comunque sia sempre di diavolo trattasi.

venerdì 7 aprile 2017

RECENSIONE | "I guardiani dell'isola perduta" di Stefano Santarsiere [Review Party]

Carissimi lettori è con vero piacere che vi parlo del romanzo “I Guardiani Dell’Isola Perduta” di Stefano Santarsiere, edito Newton Compton.

L’autore, nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha diretto il cortometraggio “Scaffale 27”, aggiudicandosi il primo premio nel contest Complete Your Fiction 2012. Ha pubblicato i romanzi “L’arte di khem, “Ultimi quaranta secondi della storia del mondo”, e con la Newton Compton “La mappa della città morta”.

Io ho letto “La mappa della città morta” (recensione), un’avventura mozzafiato fra le montagne del Mato Grosso, e ho apprezzato Charles Fort, avventuroso protagonista spinto dalla sete di conoscenza. Con curiosità ho iniziato la lettura de “I guardiani dell’isola perduta”. Io amo il mare e mi affascinano gli enigmi nascosti nei fondali oceanici, quindi non potevo perdermi questa seconda avventura di Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero.

Con la mia recensione ho preso parte al Review Party dedicato al romanzo, ecco gli altri blog coinvolti: FLAUTO DI PAN | GRAPHOMANIA | LA FENICE BOOK | LIBERI DI SCRIVERE


STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 7
I guardiani dell'isola perduta
Stefano Santarsiere

Editore: Newton Compton
Pagine: 381
Prezzo: € 7,90
Sinossi
Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un'altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall'uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell'incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell'arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall'altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull'esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale...

Un amico morto, una valigia piena di reperti, un segreto proveniente dal mare profondo, per Charles Fort inizia una ricerca che potrebbe cambiare la storia.
Vi dico immediatamente che questo romanzo  si nutre di avventura, colpi di scena, avidità umana e inquietanti omicidi. Situazioni drammatiche e imprese rischiose conferiscono fascino alla storia e catturano subito l’attenzione del lettore.

Charles Fort, giornalista del paranormale, responsabile del sito internet “La voce dei dannati”, viene convocato dalle autorità per riconoscere il corpo del suo amico Luca Bonanni, morto in un incidente stradale. Selena, la compagna di Bonanni, non crede si tratti d’incidente. Secondo il suo parere,qualcuno ha ucciso Luca e chiede aiuto a Fort. I due trovano a casa del defunto, una valigia colma di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico. Chi ha recuperato questi oggetti? Perché Bonanni era inquieto e timoroso negli ultimi giorni prima dell’incidente? Cosa cercava  lungo le coste messicane e nell’arcipelago delle Fiji? Chi o cosa sono gli hermanos del mar? Per rispondere a queste domande, Charles Fort e Selena dovranno affrontare un viaggio che li porterà dall’altra parte del mondo e dovranno affrontare mille pericoli. Una scoperta scioccante li aspetta: ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani si intrecciano agli affari di una spietata multinazionale.


Non voglio svelarvi i misteri racchiusi in questo romanzo, sappiate che vi confronterete con i miti sugli abitanti dei fondali marini. Un mito può essere reale? Perché l’uomo ha da sempre un forte legame con l’oceano? L’attrazione e la paura per le profondità marine, cosa nascondono?

“I guardiani dell’isola perduta” è un romanzo ricco d’avventura e di imprese straordinarie. I protagonisti vivranno momenti ricchi di suspense, esploreranno luoghi misteriosi, affronteranno rischi mortali. Al centro del contendere ci sono il mare e le sue creature, la civiltà tecnologica e l’avidità umana.

L’autore calcola al millesimo realtà e finzione. Al lettore sarà impossibile scindere questi due elementi narrativi che finiscono per fondersi dando vita a una storia di fantasia con radici nella realtà. Se leggerete con attenzione vi sembrerà di udire un misterioso suono provenire dalle profondità oceaniche, il bloop, che per anni ha alimentato leggende sull’esistenza di creature intelligenti (vedi la teoria della scimmia acquatica).

Una cosa è certa, noi conosciamo pochissimo gli ambienti oceanici e i loro misteriosi abitanti. L’uomo è sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuove conoscenze. Santarsiere sfida la nostra curiosità, ci conduce verso l’esplorazione dell’ultima frontiera presente sulla Terra: gli oceani. In queste acque la nostra immaginazione corre libera, si nutre di grandi emozioni, si confronta con il rischio, affronta le sfide e soprattutto esplora l’ignoto.

“I guardiani dell’isola perduta” è un romanzo dal fascino indiscusso: isole sperdute e oceani sconfinati vi accoglieranno a braccia aperte. Il ritmo avvincente, momenti di tensione si alternano ad altri più tranquilli, vi condurrà per i sentieri dell’avventura e sarete conquistati dal piacere della lettura penetrando nel mondo dei personaggi. Condividerete con loro emozioni, speranze, riflessioni. Il tutto vi porterà ad ottenere una maggiore capacità di scrutare l’animo dell’uomo per trarne considerazioni di carattere morale. Il progresso scientifico non è sempre al servizio dell’umanità. Spesso uomini arroganti e dominati dall’assillo della ricchezza o del potere, calpestano i diritti degli altri. Questa, miei cari lettori, è l’avventura più bella che il destino vi possa riservare. La vita, l’ignoto, la conoscenza, le nostre origini, il nostro passato, la nostra storia. Se avete sete di scoperte, “I guardiani dell’isola perduta” è il romanzo che fa per voi. 

mercoledì 30 marzo 2016

RECENSIONE | "La Mappa della Città Morta" di Stefano Santarsiere

Buongiorno :) La recensione odierna riguarda una storia che vi terrà incollati al libro e sarà in grado di incuriosire e soddisfare i lettori più esigenti. 

La Mappa della Città Morta di Stefano Santarsiere

Editore: Newton Compton
Pagine: 336 | Prezzo: € 12,00 cartaceo 

Sinossi: Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo…


STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 8

Da sempre gli indigeni del Pantanal e delle montagne si tramandano la leggenda della Cidade Encantada do Roncador, la città perduta. Secondo gli indios, gli abitanti della Cidade sono stati annientati dal “Grande Tremore”, un evento che ha ucciso gli esseri umani ma che non è riuscito a distruggere la Cidade, i cui edifici sono rimasti in piedi con tutti i loro tesori. L’indio che ha disegnato la chenchama deve aver scoperto e visitato la città. E’ la prima volta che vedo con i miei occhi una prova della sua esistenza.
Il professor Laurenzi, dopo aver ricevuto il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario, è convinto che suo figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Affida a Charles Fort, giornalista che si occupa di tutto ciò che è avvolto dal mistero, il compito di ritrovare Angelo. L’impresa, ai limiti dell’impossibile, lo porterà nel cuore del Brasile per svelare un enigma che nessun studioso è riuscito a risolvere: quali sono state le cause della glaciazione dell’Antartide e perché non ci sono più testimonianze dell’esistenza dell’antico popolo degli Oltolechi? Attraversare la giungla brasiliana si rivelerà un’impresa ardua anche perché Charles Fort non è l’unico a inseguire “l’antica conoscenza” in grado di garantire il potere per dominare il mondo.

“La Mappa Della Città Morta” è un libro che ci dona la possibilità d’intraprendere un lungo viaggio ricco d’avventure e  di scoperte. Al fascino dell’ignoto io non resisto, e voi? Se siete  tipi avventurosi, amanti del rischio, delle grandi emozioni, seguitemi. Vi condurrò in luoghi lontani e misteriosi, vi porterò al cospetto della Città Morta.

L’avventura mi ha sempre affascinata ed è stato coinvolgente seguire Charles Fort e la sua spedizione alla ricerca di antiche testimonianze dell’esistenza del popolo degli Oltolechi. Nella foresta amazzonica i protagonisti saranno a diretto contatto con la natura e non sarà un’impresa facile sopravvivere.

In questo romanzo l’elemento avventuroso, le conoscenze geografiche e scientifiche, l’azione dei personaggi si fondono alla perfezione. Io sono rimasta con il fiato sospeso e ho apprezzato le accurate descrizioni geografiche che danno ampio respiro alla narrazione. I capitoli brevi sono intensi e avvincenti.

“La Mappa Della Città Morta” è un viaggio nella Storia, nella fantasia, nel futuro dell’umanità. Mi piace pensare all’uomo come parte integrante della natura e non come suo carnefice. Nel romanzo il rapporto natura e uomo è strettissimo anche se si contrappongono i sostenitori del “progresso a tutti i costi” e i fautori del rispetto e della “compassione". Il nostro pianeta custodisce ancora molti segreti.

Dopo un viaggio lungo quasi 800 Km attraverso il cuore del Mato Grosso, tra rocamboleschi inseguimenti, tribù non sempre pacifiche, scoperte affascinanti, vi sentirete stanchi ma soddisfatti. Ora si pone un dilemma: “Volete godere un meritato riposo o siete pronti per un’altra avventura?”
Se volete saper ancor di più allora vi informo che per i più intraprendenti e inguaribili cacciatori di segreti, lo scrittore Santarsiere propone, nelle ultime pagine del libro, un nuovo viaggio che potrebbe incrementare o svelare il mistero della città perduta.

“La Mappa Della Città Morta” vi conquisterà con la sua storia intrigante, ben scritta, con personaggi ben delineati. Verità e fantasia si sostengono a vicenda in questa storia dal ritmo serrato che ho letto tutta d’un fiato, ammaliata dai misteri della Storia. Ammaliata dai misteri del mondo.



Vi ricordo che ieri si è concluso il blogtour dedicato a "La Mappa della Città Morta". Nell'ultima tappa c'è anche un giveaway che vi permetterà di vincere ben due copie cartacee del romanzo. Avete tempo fino alla mezzanotte di oggi per partecipare, i vincitori verranno estratti domani. Buona fortuna :) 

giovedì 10 marzo 2016

BLOGTOUR "La Mappa della Città Morta" di Stefano Santarsiere | Terza Tappa - Approfondimento sui luoghi

Buongiorno, cari lettori :) Oggi ho il piacere di ospitare la terza tappa del blogtour dedicato al romanzo “La Mappa Della Città Morta” scritto da Stefano Santarsiere per la Newton Compton Editori. Alla fine del blogtour ci sarà anche un giveaway con in palio ben due copie cartacee. Trovate maggiori informazioni alla fine del post.

La Mappa della Città Morta di Stefano Santarsiere

Editore: Newton Compton
Pagine: 336 / Prezzo: € 12,00 cartaceo | € 4,99 ebook

Sinossi: Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo…


STEFANO SANTARSIERE | Nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato il suo primo romanzo, L’arte di Khem, nel 2005 e il secondo, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, nel 2011. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il premio di miglior corto nel contest Complete Your Fiction 2012. La mappa della città morta, inizialmente autopubblicato, ha scalato le classifiche dei libri digitali più venduti sul web. Il sito dell'autore è http://www.santarsiere.it/




Vi dico subito che ho già letto il romanzo ed è stato come intraprendere un lungo viaggio ricco d’avventure e scoperte. Al fascino dell’ignoto io non resisto, e voi? Se siete tipi avventurosi, amanti del rischio, del pericolo, delle grandi emozioni, seguitemi. Vi condurrò in luoghi lontani e misteriosi, vi porterò al cospetto della Città Morta. In questa tappa del blogtour approfondiremo la conoscenza dei luoghi in cui la fervida immaginazione di Santarsiere ha ambientato la storia. Sono luoghi geograficamente ben definiti che celano, ancor oggi, tanti segreti. 

 Terza Tappa | Approfondimento sui luoghi


La voce narrante del romanzo  appartiene a Charles Fort, giornalista e scrittore, e sarà con la sua spedizione che anche noi andremo alla ricerca di antiche testimonianze dell’esistenza del popolo degli Oltolechi.
Siamo nel cuore del Brasile. Il Mato Grosso è un territorio grande tre volte l’Italia con un ventesimo della popolazione. Qui ci troviamo lungo il margine meridionale del bacino amazzonico. Viaggiando noterà sempre poche strade, poche case, spazi a perdita d’occhio. Oppure incontrerà mandrie di buoi, che si contano a milioni, la più grande riserva del mondo con centinaia di fazende prospere come piccole nazioni [...] Ma questa regione la stupirà soprattutto per le sue caratteristiche morfologiche e per la biodiversità. A ovest c’è il Pantanal, la più grande pianura alluvionale che sconfina in Paraguay e Bolivia. Acquitrini che pullulano di alligatori, enormi serpenti, giaguari, tucani e jabiru. A nord sistemi montagnosi che si estendono lungo tutto il confine settentrionale, della Serra das Oncas fino alla Serra do Roncador. Cime tra le più impervie del mondo, popolate da tribù che non hanno mai visto un uomo bianco.
Mentre siamo alla ricerca della città perduta degli Oltolechi, negli equilibri narrativi della storia fanno la loro comparsa ben quattro mappe antichissime.

La mappa di Piri Reis
Costa settentrionale dell’Antartide, include la costa occidentale dell’Africa 
e quella orientale del Sud America.

Il Mappamondo di Oronzio Fineo (Orontius Finaeus)
Una delle più misteriose ed enigmatiche mappe, datata 1531, 
che raffigura una parte dell’Antartide priva di ghiacci. 

L’Atlante di Gerard Kremer, detto il Mercator, 1569
Mappa contenente raffigurazioni di zone antartiche libere dalla calotta 
ancor più estese che nel mappamondo di Fineo.

La Carta di Philippe Buache, 1737
Offre la vista dell’Antartico come un arcipelago di due grandi isole divise da un braccio di mare, con zone ghiacciate a ridosso delle cose interne e in corrispondenza del lago Vostok.
 

Se disponete queste 4 mappe nell’ordine Bauche, Fineo, Mercator e Piri Reis osserverete una progressiva glaciazione dell’Antartide. Ma come era stato possibile realizzare queste mappe con dettagli di qualità strabiliante?
La sequenza dimostrava che una civiltà evoluta aveva ripetutamente cartografato il continente antartico e le terre limitrofe, nel corso di un periodo di glaciazioni durato una manciata di secoli, un tempo geologicamente breve.
Cosa dimostrano queste mappe? Perché sono così importanti? Forse sono una prova ulteriore dell’esistenza di una civiltà stanziale prima della fondazione dei primi centri abitati dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa continentale, intorno all’8000 a.C.?

Mistero. Cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti nasconde l’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana?

Per trovare le risposte a queste domande dovremo addentrarci nell’inferno amazzonico.

“La Mappa Della Città Morta” è un viaggio nella Storia, nella fantasia, nel futuro dell’umanità. Mi piace pensare all’uomo come parte integrante della natura e non come suo carnefice. Nel romanzo il rapporto tra  natura e uomo è strettissimo anche se si contrappongono i sostenitori del “progresso a tutti i costi” e i fautori del rispetto e della “compassione”.

Il nostro pianeta custodisce ancora molti segreti che alimentano la nostra fantasia. Dopo un viaggio di quasi 800 km attraverso il cuore del Mato Grosso, tra rocamboleschi inseguimenti, tribù non sempre pacifiche, scoperte affascinanti, vi sentite stanchi ma soddisfatti? Volete godere un meritato riposo? Allora vi informo che per i più intraprendenti e inguaribili cacciatori di segreti, lo scrittore Santarsiere propone, nelle ultime pagine del libro, un nuovo viaggio che potrebbe gettare una nuova luce sul mistero della città perduta.

“La Mappa Della Città Morta” vi conquisterà anche perché lo scrittore ha inserito un’ottima documentazione di base nel racconto. Verità e fantasia si sostengono a vicenda in questo libro che ho letto tutto d’un fiato ammaliata dai misteri della Storia. Ammaliata dai misteri del Mondo.







CALENDARIO BLOGTOUR

#1 | (1 marzo) Liberi di scrivereIntroduzione al romanzo e intervista all'autore
#2 | (8 marzo) Blog Expres - Approfondimento sui personaggi
#3 | (10 marzo) Penna d'oro - Approfondimento sui luoghi 
#4 | (15 marzo) Thriller Magazine - Condivisione di alcuni estratti
#5 | (22 marzo) Thriller pages - Intervista completa all'autore: la scrittura, il genere, l'ambientazione
#6 (29 marzo) Il flauto di pan - Recensione e giveaway




REGOLE PER PARTECIPARE AL GIVEAWAY
La Newton Compton mette in palio due copie cartacee del romanzo. 
Per poter partecipare basta seguire queste semplici regole:

– Commentate tutte le tappe del blogtour.
– Diventate follower dei blog partecipanti.
– Mettete “mi piace” alla pagina FB dedicata al romanzo e a quella di Newton Compton.
– Lasciare la propria email dove potervi contattare in caso di vittoria

L'estrazione (tramite random.org) si terrà il 31 marzo sul blog "Il flauto di Pan"

Buona fortuna :)