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mercoledì 3 febbraio 2021

RECENSIONE | "Venezia Enigma" di Alex Connor [Review Party]

Dopo “I Lupi di Venezia” e “I Cospiratori di Venezia”, la Newton  Compton Editori pubblica “Venezia Enigma” di Alex Connor. L’autrice ci svela l’incredibile ricchezza di Venezia che contrasta con le vite di chi è nel ghetto. I mercanti arrivano in città per far fortuna ma l’inganno e la perversione prosperano portando all’emergere di una società oscura: i Lupi di Venezia. Nessuno conosce la loro identità.



STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Venezia Enigma
(I Lupi di Venezia Series vol. 3)
Alex Connor

Editore: Newton Compton
Prezzo: € 12,00
Pagine: 384
Sinossi

Venezia, XVI secolo. Dopo un disperato tentativo fallito di assassinare il suo aguzzino, Marco Gianetti fugge con la sua amante, Tita Boldini. Angosciato dai crimini che pesano sulla sua coscienza, in cerca di redenzione si è rivolto all’enigmatico olandese Nathaniel der Witt. Ma der Witt brama vendetta: è giunto a Venezia per indagare su una serie di brutali omicidi che hanno sconvolto la città; omicidi legati ai famigerati Lupi di Venezia, ai quali non perdona l’assassinio di sua figlia. Con il suo nuovo alleato, sotto la minaccia dello spietato Pietro Aretino, der Witt inizia la sua ricerca. Mentre a uno a uno i Lupi cominciano a essere scoperti, Marco Gianetti crede di aver trovato finalmente la pace. Ma la vita di qualcuno che gli è molto vicino potrebbe essere in grave pericolo e una spia un tempo fedele ad Aretino, Adamo Baptista, minaccia di svelare i segreti di Marco: la Serenissima è sempre più un luogo sinistro e la sete di sangue dei Lupi di Venezia non è ancora placata… 


Un uomo come una donna non inganna nessuno. In quattro a rufolare in un trogolo di frutta marcia: avanti Cristo, la coda d’oca del Diavolo, dove l’acqua è sangue.

Avevo concluso il secondo volume delle serie dei Lupi di Venezia con questo enigmatico messaggio da decifrare. Ora, con “Venezia Enigma”, il suo significato inizia ad assumere contorni ben definiti.

Venezia, XVI secolo. Marco Gianetti è sempre più solo. Dopo un disperato tentativo fallito di assassinare il suo aguzzino, Gianetti vive nella paura. Angosciato dai crimini che pesano sulla sua coscienza, è in cerca di redenzione. Per porre rimedio ai tanti errori, il ragazzo diventa alleato dell’enigmatico olandese Nathaniel der Witt che è giunto a Venezia per indagare su una serie di brutali omicidi che hanno sconvolto la città. Su questi omicidi pesa l’ombra dei famigerati Lupi di Venezia. Anche la figlia di der Witt è stata assassinata dai Lupi di Venezia e l’uomo non avrà pace finchè non avrà scoperto i nomi dei colpevoli. A Venezia l’olandese dovrà difendersi da varie minacce ma non arretrerà mai granitico nel voler giustizia per l’assassinio di sua figlia. Le indagini, seppur tra molte difficoltà, proseguono e i nomi dei Lupi cominciano a esser scoperti. Tra i sospettati spicca l’ambigua figura di Pietro Aretino, uomo spietato che ama giocare con la vita delle persone. Gianetti, illudendosi di aver trovato finalmente la pace, dovrà, invece, difendersi da gravi pericoli. La Serenissima è sempre più un luogo sinistro e la sete di sangue dei Lupi di Venezia non è ancora placata.

Conosco le regole della sopravvivenza. Conosco gli uomini e le donne e so come funzionano i loro cuori. So che sono capricciosi, vulnerabili, schiavi del denaro. Sono devoti finchè abbandonarsi ai piaceri carnali non dà maggior profitto; sono gentili finchè essere crudeli non dà maggior profitto. E, soprattutto, sono leali finchè non sono chiamati a soffrire.

“Venezia Enigma” è una storia di potere e sangue, vendetta e redenzione. La natura volubile degli uomini è il terreno fertile dove pescare personaggi dalle mille sfaccettature. C’è chi brama il potere, chi vuol essere liberato dal gioco, chi grida vendetta e chi ossessionatamente cerca giustizia.  Con difficoltà occorre restare in equilibrio  in mezzo a intrighi, spargimenti di sangue e delatori.

Chi riuscirà a smascherare i Lupi di Venezia?

Alex Connor ricrea l’ambientazione evocando un’atmosfera inquietante di inganno e perversione  che interagisce con i protagonisti del romanzo, con il loro stile di vita, con la loro personalità. I Lupi non sono stati ancora identificati ma sappiamo che sono individui spregiudicati, famelici, che fiutano le migliori opportunità per acquisire sempre più potere. Chiunque intralci i loro obiettivi viene eliminato e la scalata al potere vede il coinvolgimento di ignare pedine nelle loro oscure trame.

Molti sono i personaggi, immersi in un’accurata realtà storica, che animano il romanzo. Nella città lagunare i crimini si intrecciano al potere nella consapevolezza che la maggior parte degli uomini ha un prezzo. Il Male è ovunque. La città dei Dogi è avvolta da un’aura coinvolgente, un po’ malinconica che le conferisce maggior fascino. Tuttavia sotto la bellezza esteriore, strisciano le debolezze e crudeltà dell’uomo. Tra le calli, i canali, i ponti si può quasi toccare l’anima della città che nasconde nell’ombra i segreti più segreti.

“Venezia Enigma” è un romanzo sulla notte della Serenissima, è un gioco di potere che vede l’arma del ricatto muovere le sue pedine sullo scacchiere della vita.

Con una scrittura accattivante e dal ritmo dinamico, la Connor  sfida il lettore inducendolo a fare varie ipotesi per scoprire il nome dei colpevoli. Non si sofferma in cruenti e perversi dettagli ma riesce a tener viva l’attenzione sulla narrazione con una trama ricca e mai noiosa. La società veneziana è preda di conflitti, vizi e pettegolezzi crudeli. Tutto ciò assicura una suspense che si realizza nell’attesa degli eventi già sapendo, almeno in parte, ciò che tramano i cattivi. Ogni personaggi non è totalmente cattivo o buono, alcuni si mostrano crudeli e altri ingenui. Insieme danno vita a una storia nera come il Male e rossa come il sangue.

E ricordate: “Coloro che riescono a farti credere delle assurdità, possono farti commettere delle atrocità.” (Voltaire)

lunedì 14 settembre 2020

RECENSIONE | "I cospiratori di Venezia" di Alex Connor

 “I Cospiratori di Venezia” di Alex Connor (Newton Compton), è il secondo libro di una serie avvincente iniziata con “I Lupi di Venezia”. Per chi ha letto “I Lupi di Venezia” (recensione), chi non l’ha fatto è gentilmente invitato a colmare questa lacuna, è giunto il momento di far ritorno tra le calli della Serenissima dove i Lupi di Venezia sono di nuovo a caccia.

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STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
I cospiratori di Venezia
(I Lupi di Venezia Series vol. 2)
Alex Connor 

Editore: Newton Compton
Pagine: 352
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Venezia, XVI secolo. La dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l'abbagliante ricchezza della città lagunare, meta di mercanti provenienti da ogni parte del mondo per fare fortuna. Ma alla prosperità, si sa, si accompagna spesso la corruzione. In un'epoca in cui l'inganno, la malizia e la perversione prosperano al pari dell'arte e della filosofia, i lupi hanno vita facile. Sono individui spregiudicati, che si muovono famelici, fiutando le migliori opportunità per acquisire sempre più potere, coinvolgendo ignare pedine nelle loro oscure trame. Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto; Ira Tabat un mercante ebreo; Giorgio Gabal lavora come apprendista di bottega; Giovanni Spoletto è un condannato senza appello. I loro destini stanno per piegarsi al volere di individui molto in vista, come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista. Il ruggito del leone di Venezia sembra essersi placato, ora che i lupi sono a caccia.


Ho due vite sulla coscienza. Fardelli che non pesano come dovrebbero. Erano passati due anni da quando Ira Tabat era stato giustiziato per l’omicidio di sua sorella. Un omicidio che non aveva commesso. Un omicidio per il quale ero stato io a permettere che venisse condannato. Da allora il suo fantasma si era unito a quello di mia madre e si scambiavano ruolo nei sogni che turbavano il mio riposo, le rare volte in cui riuscivo a chiudere occhio.

Nel primo libro di questa serie avevamo lasciato Marco Giannetti, assistente di bottega del celebre Tintoretto, in preda a cupi pensieri. Deve fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. Corrotto dallo scrittore Pietro Aretino, che lo ricatta piegandolo al suo volere, il giovane Marco è ormai odiato dagli ebrei del ghetto che lo incolpano di un crimine atroce. Giannetti, col passar del tempo, si rende conto che la sua immensa ricchezza rappresenta un pericolo per la sua vita. Il rimorso lo tormenta mentre una serie di brutali delitti sconvolge la città. Tra le vittime del misterioso assassino c’è la figlia dello speziale olandese Nathaniel der Witt, che non riesce a darsi pace per la sua morte e decide di indagare per scoprire la verità. La sua indagine lo porterà a conoscere personaggi come Tintoretto; ma anche Adamo Baptista, una spia; il mercante francese Lauret e la donna più desiderata di Venezia, Caterina Zucca.

Nella Venezia del XVI secolo, tra i canali della Serenissima, qualcuno tesse oscure trame, manipolando i destini di persone innocenti: sono i Lupi di Venezia.

“I Cospiratori di Venezia” è un romanzo dal fascino senza tempo che trasporta il lettore in una città bellissima e pericolosa dove uomini avidi e ambiziosi tessono le loro trappole. Qui prosperano inganni, cattiveria e perversione. Tutti nascondono il loro vero volto e si prodigano in una girandola di alleanze e di spie che indugiano nell’ombra.

Facciamo un passo indietro, giusto per riprendere il filo narrativo, e ritroviamo una città dai mille segreti. La dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto, contrasta con l’abbagliante ricchezza della città lagunare. Ovunque regnano corruzione e tradimento mentre i “lupi” hanno vita facile e fiutano le migliori opportunità per acquisire sempre più potere. Sono uomini senza alcuna pietà, crudeli, astuti e immorali, pronti a condannare a crudeli destini, ignare pedine coinvolte nelle loro oscure trame.

In questo secondo volume, che ho atteso con vero interesse, ritroviamo i personaggi che hanno animato l’inizio di una storia che ha molte voci ma poche certezze. Una colonna del male è senz’altro il poeta Pietro Aretino. La sua abilità nell’estorcere informazioni e l’esperienza nello scoprire i segreti altrui, lo avevano reso l’uomo più pericoloso di Venezia. Alla sua corte incontreremo la pericolosa cortigiana Tita Boldini e Adamo Baptista, un uomo senz’anima con una nomea terrificante.

La storia intreccia i destini di questi personaggi e l’autrice crea un mix di relazioni che fanno viaggiare il lettore sull’onda delle emozioni. Pian piano si svelano alcuni misteri ma la caccia ai “lupi” è ben lontana dalla conclusione.

I Lupi di Venezia esistono davvero. Non avete potere contro di loro, non potete difendervi. Dio non vi aiuterà.

Ad aggiungere ancora più mistero compare un messaggio in codice, un enigma che agita gli spiriti maligni della città:

Un uomo come una donna non inganna nessuno.

In quattro a rufolare in un trogolo di frutta marcia: avanti Cristo, la coda d’oca del Diavolo, dove l’acqua è sangue.

Lascio ai protagonisti del romanzo l’arduo compito di sciogliere l’enigma nella consapevolezza che il cuore nero della storia è ancora ben celato e lungi dall’essere scoperto. La verità ha mille facce, ognuno la plasma a suo piacimento mescolando le carte del destino.

“I Cospiratori di Venezia” è un thriller storico ricco di eventi che vede molti personaggi diventare marionette tra le mani di uomini malvagi. Tuttavia anche le marionette possono avere un istinto di ribellione, desiderare la vendetta per liberarsi dal cappio del ricatto. Servo e padrone si scambieranno i ruoli e tutto diventerà possibile in una città che vive un periodo d’angoscia con le famiglie in preda al panico, misteriosi omicidi, corpi mutilati ritrovati nei canali o sotto i ponti. La paura si annida ovunque e la ferocia diventa un’arma crudele ma efficace.

Alex Connor ci propone l’immagine di una città in cui scorre la linfa vitale del commercio, ma deturpata da molti vizi come il traffico dei corpi, la cupidigia, la passione per il potere. L’innocenza è merce rara e non rappresenta uno scudo per sfuggire alle ingiustizie.

La storia è sospesa tra la dura realtà e la fantasia emotiva dell’arte. I quadri del Tintoretto, così come le opere di Tiziano, avranno un ruolo importante negli eventi. È stato intrigante leggere della rivalità tra questi due artisti, scoprire il modo in cui preparavano i modellini per i loro dipinti e le tecniche usate per rendere i colori brillanti e dalle sfumature particolari.

Alex Connor  è una scrittrice che riesce a coinvolgere il lettore con i suoi romanzi, è capace di incrociare la vita dei personaggi intrecciandole in una fitta ragnatela modellando la verità in base agli eventi.

“I Cospiratori di Venezia” è un thriller storico che ci permette di entrare in un mondo vario e cosmopolita in cui si muovono uomini e donne senza scrupoli. Tutti lottano per un futuro migliore secondo i propri principi. Per alcuni significa uccidere e mettere in scena ogni orripilante mezzo per ottenere ciò che si vuole. Per altri è un rialzare la testa, un voler sfuggire al proprio passato oltrepassando quell’illusorio confine tra il bene e il male. La ricerca della verità, però, s’interrompe sul più bello. Il romanzo chiude il sipario con i protagonisti che si fermano, immobili nel tempo, come pedine in attesa delle prossime mosse. La storia dei Lupi di Venezia non è ancora finita. Il meglio deve ancora arrivare.

lunedì 13 luglio 2020

RECENSIONE | "Tempesta maledetta" di Alex Connor [Review Party]

“I padri abbandonavano i figli ammalati. I notai si rifiutavano di far visita ai moribondi per redigere testamento. Frati e suore si occupavano dei malati, e i monasteri e i conventi si svuotarono presto quando anch’essi vennero colpiti dalla malattia. I corpi venivano abbandonati nelle case vuote, e non c’era nessuno a dar loro una degna sepoltura.” (Anonimo, Venezia 1508) 
Se volgiamo lo sguardo al passato possiamo affermare che nel corso del XVI secolo ci furono molte epidemie di peste. La morte nera, che colpì Venezia nel 1510, fece tante vittime. Molte non avevano nome e la peste non risparmiò nessuno, neanche Giorgione, un pittore veneziano tra i più enigmatici della storia dell’arte. Quindi se anche a voi piace viaggiare nel tempo e scoprire i misteri dell’anima e del cuore di una figura affascinante come Giorgione, non vi resta che leggere “Tempesta Maledetta” (Newton Compton) di Alex Connor, autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. I suoi romanzi, tutti bestseller, sono in cima alle classifiche di vendita.



STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 6
Tempesta maledetta
Alex Connor

Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: € 9,90
Sinossi
1510.
A Venezia la peste riempie le calli di cadaveri. Giorgione sta trascorrendo nel suo studio il coprifuoco imposto a tutti i veneziani, quando la sua nuo­va opera, la Tempesta maledetta, viene esposta per la prima volta. Ma l’iden­tità della figura femminile che vi è dipinta provoca un vero scandalo in città. E la situazione precipita quando il quadro svanisce nel nulla, come la modella: Giorgione è costretto a la­sciare il suo studio per salvarsi la vita e a indagare nei vicoli sferzati dalla malattia.
2020.
Mentre i morti da Coronavirus au­mentano, le gallerie d’arte di Lon­dra, New York e Venezia chiudono e le città si svuotano sotto l’effetto del coprifuoco. Ma il rischio di contagio non ferma la criminalità: un famo­so dipinto, la Tempesta maledetta di Giorgione, viene rubato.
Quando a Venezia e a Londra ven­gono uccisi due commercianti d’arte, Gil Eckhart si mette sulle tracce dei responsabili e si trova alle prese non solo con le restrizioni imposte dalle quarantene e con la spietatezza dei criminali, ma anche con un miste­rioso informatore che prende a tor­mentarlo, suggerendo che la chiave per scovare il colpevole sia legata alla figura di Giorgione…

E adesso sono venuti per uccidermi, per l’amore di una donna, per la vendetta di un uomo. Se faccio ritorno a casa, gli assassini mi uccideranno. Se rimango per strada, la peste mi ucciderà. E così mi raccomando a Dio – io, il pittore Giorgio Barbarelli da Castelfranco, noto come Giorgione – nell’anno di Nostro Signore 1510.
1510. A Venezia la pestilenza ha decimato la città e ha riempito le strade di cadaveri. Giorgione vive sotto il coprifuoco imposto a tutti i veneziani. Ma l’identità della figura femminile nel suo dipinto “La Tempesta” provoca uno scandalo e il pittore si ritrova scacciato dal suo studio. Tra le strade piene di peste una mano amica lo salverà.

2020. Con l’aumentare delle morti per Coronavirus, le gallerie d’arte di Londra, New York e Venezia vengono chiuse al pubblico e le città si svuotano sotto il coprifuoco. Ma il rischio di contagio non ferma il crimine e il famoso dipinto di Giorgione, “La Tempesta”, viene rubato.

Quando due commercianti d’arte vengono uccisi a Venezia e a Londra, Gil Eckhart inizia a investigare.
Quello dell’arte è un mondo claustrofobico; un ambiente riservato in cui la conoscenza vuol dire denaro, e le attribuzioni vanno di pari passo con il profitto. I commercianti migliori operano come i principi Borgia, sono una élite, al di sopra di ogni sospetto. Ma basta girare la medaglia e questo mondo puzza di vecchi avanzi di galera, trafficanti, falsari e leccapiedi che farebbero qualsiasi cosa per denaro.
“Tempesta maledetta” è un thriller storico che indaga il nostro presente e svela misteri vecchi di secoli. Arte, tradimenti, peste, omicidi, attraversano la linea del tempo per legare il famoso dipinto di Giorgione al nostro drammatico presente. Il romanzo è caratterizzato da una dicotomia narrativa tra i giorni neri della Venezia del 1500 e il nostro tempo sconvolto dalla pandemia di Coronavirus. La narrazione oscilla, come un pendolo, tra due estremi che mostrano il loro fascino pauroso e mortale ma seducente.

Iniziamo con il posizionare i pochi tasselli certi di questo maxi puzzle. 2020, il mondo vive con ansia e incertezza l’attacco da coronavirus. La nostra vita cambia, le abitudini più semplici vengono cancellate, si vive in una grande bolla di paura e incertezza sul futuro. Le città si fermano e sembrano dormire in un silenzio surreale. Il mondo spera nel miracolo di un vaccino, il tempo si dilata e i giorni, le settimane, i mesi si confondono. Solo il crimine non si ferma, il furto prospera e gli assassini non rispettano la quarantena.

Il virus Sars-CoV-2 è il nostro nemico invisibile. La storia, però, ha conosciuto altri nemici invisibili come il batterio Yersinia pestis o cocco-bacillo di Alexander Yersin, dal nome del ricercatore che lo isolò. Prima del 1894 il morbo veniva chiamato “morte nera” e nessuno sapeva come fermarla. La peste a Venezia destabilizzò i rapporti sociali ed economici, il terrore del contagio provocò la disgregazione di ogni regola civile. La gente iniziò a morire tra atroci sofferenze, bubboni e sangue. Sono gli anni in cui in città Giorgione dipingeva i suoi capolavori e sarà proprio il pittore, dalla vita misteriosa, il protagonista di una malinconica e disperata storia d’amore che non si arrenderà neanche davanti alla morte.

Leggere “Tempesta maledetta” è come entrare in un tempo sospeso, vivere le atrocità del passato e sentire il cuore battere per un’amore nato già finito. Florenza, la donna amata dal Giorgione, è una donna bella ma pericolosa. Amante del ricco Gabriele Vendramin, Florenza ruba il cuore di Giorgione e i due vorrebbero fuggire insieme. Il sogno però verrà trasformato dalla peste in un incubo a occhi aperti. Passano i secoli ma gli uomini continuano a sognare anche se il risveglio è la dura realtà. la stessa dura realtà che accoglierà il ritorno di Gil Eckhart, ricercatore ed ex investigatore di crimini d’arte, che verrà coinvolto dalla polizia nelle indagini per gli omicidi di due commercianti d’arte. 

Conosceremo collezionisti avidi e ossessivi, commercianti corrotti che farebbero di tutto per avere il dipinto che non ha nessun altro. L’oggetto del desiderio è proprio quella tela, “La Tempesta”, che vide Giorgione ritrarre la sua amata. Il dipinto verrà rubato e il furto unirà Londra, Venezia e New York con la Venezia del XVI secolo, devastata dalla peste.

“Tempesta maledetta” è un romanzo duro ma dal cuore tenero, a volte brutale ma con intarsi di amicizia, amore, solidarietà. Il pericolo è sempre in agguato, si traveste con ampi mantelli o completi alla moda ma non smette mai di minare la strada che i nostri personaggi devono percorrere. Una strada narrativa che ci porterà a riflettere su ciò che stiamo vivendo, sul “cigno nero” che ha stravolto le nostre esistenze.
Le persone stanno perdendo il senno, alcuni credono che la peste sia il giudizio divino e che si ammalino soltanto i peccatori. Li denunciano per purificare la città dal male, ma in realtà lo fanno per purificare loro stessi. 
L’economia globale è in ginocchio e se il Coronavirus fosse una sorta di guerra chimica? Un virus letale capace di uccidere se rilasciato nell’aria? Se fosse sfuggito accidentalmente da un laboratorio? Ieri come oggi, l’economia di tutto il mondo inizia a vacillare, gli uomini sono chiusi in casa e aspettano un barlume di speranza.

Leggere un libro scritto da Alex Connor è sempre un piacere, mai una delusione. Dai suoi romanzi traspare l’amore per l’arte ed è palpabile il fascino che la vita degli artisti esercita su di lei. Un lavoro certosino la vede impegnata a far emergere dal passato la figura di personaggi che appartengono alla Storia, ne illumina i pregi e i difetti, i caratteri irrequieti e i misteri che si riflettono nei loro lavori artistici. I libri di Alex Connor appassionano e coinvolgono e “Tempesta maledetta” non è da meno.

martedì 10 dicembre 2019

RECENSIONE | "I lupi di Venezia" di Alex Connor

È ambientato nella Venezia del XVI secolo “I lupi di Venezia”, il nuovo thriller storico di Alex Connor. Una moltitudine di personaggi si muovono fra le calli veneziane e il ghetto ebraico: mercanti di varie nazionalità, un medico ebreo e uno speziale olandese, famosi pittori, ricattatori e spie, cortigiane e umili fanciulle. Nell’acqua si riflettono meravigliosi palazzi e lugubri prigioni, vita e morte si rincorrono. Il buio nasconde le brutte verità, la luce mostra il viso di una città seducente che attrae e affascina. Un sogno, una fiaba, una trappola in cui uomini corrotti vendono l’anima al diavolo per il potere e il denaro.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
I lupi di Venezia
(I Lupi di Venezia Series vol. 1)
Alex Connor (traduzione di T. Bernardi)

Editore: Newton Compton
Pagine: 382
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Venezia, XVI secolo. La dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l'abbagliante ricchezza della città lagunare, meta di mercanti provenienti da ogni parte del mondo per fare fortuna. Ma alla prosperità, si sa, si accompagna spesso la corruzione. In un'epoca in cui l'inganno, la malizia e la perversione prosperano al pari dell'arte e della filosofia, i lupi hanno vita facile. Sono individui spregiudicati, che si muovono famelici, fiutando le migliori opportunità per acquisire sempre più potere, coinvolgendo ignare pedine nelle loro oscure trame. Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto; Ira Tabat un mercante ebreo; Giorgio Gabal lavora come apprendista di bottega; Giovanni Spoletto è un condannato senza appello. I loro destini stanno per piegarsi al volere di individui molto in vista, come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista. Il ruggito del leone di Venezia sembra essersi placato, ora che i lupi sono a caccia.


Venezia, 1549. La dura vita di bottegai e prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l’immensa ricchezza della città lagunare. Mercanti, provenienti da ogni parte del mondo, si prodigano negli affari senza disdegnare corruzioni e ricatti. In quest’epoca così ricca, i lupi hanno vita facile. Uomini spregiudicati e famelici, fiutano le loro prede e le catturano per trarne illeciti guadagni. Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto, Ira Tabat un medico ebreo. I loro destini stanno per incontrarsi e piegarsi al volere di uomini potenti come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista. Sotto il leone di Venezia i lupi sono a caccia.

La città dei vizi ha i suoi segreti custoditi nell’ombra dei fastosi palazzi che si specchiano nella laguna. La Serenissima trabocca di spezie, seta e musica. Inganno, malizia e perversioni prosperano al pari dell’arte e della filosofia. Dove però risplende la luce dell’ingegno c’è sempre il buio di anime malvagie che sono pronte alla caccia con ricatti e orrori. La Venezia che si riflette tra le pagine di questo libro non è una città romantica e indossa una maschera per ingannare e nascondersi. Uomini malvagi, personificazione del male, seminano morte nel nome del denaro e del potere.
Venezia era una magnifica aberrazione, di una bellezza accecante, vergognosamente prospera, popolata dalle sgualdrine più succose e lascive e dagli opportunisti più scellerati. Essendo una Repubblica e sentendoci già perfetti, accoglievamo ambiziosi e avventurieri scurrili; accettavamo mercanti e commercianti di ogni nazionalità e colore della pelle, approfittando delle loro capacità e delle loro tasche per vendere e comprare.
La voce narrante del romanzo appartiene al personaggio di Marco Gianetti, apprendista del maestro Tintoretto il “Furioso”. All’ombra della bottega del grande pittore, si gioca una partita molto pericolosa che vede un susseguirsi di personaggi destinati a cadere, ad uno ad uno, sotto le fauci di spietati assassini. Purtroppo i lupi cattivi hanno un fascino a cui alcuni uomini non sanno resistere firmando così la loro condanna. Uomini che si travestono da lupi, ingannano con l’ambiguità delle parole, offrono piaceri e notorietà, bella vita e un posto sul palcoscenico “di chi conta” e poi mostrano i denti aguzzi per riscuotere il loro compenso.
Attenta ai Lupi di Venezia.
Sono in quattro… non meno. Non permettere che ti dicano il contrario.
Avidità e ambizione strisciano come pericolosi serpenti tra le pagine del romanzo. Il tradimento si erge contro la lealtà. L’innocenza china il capo davanti alla corruzione. Un ritratto sconvolgente della città emerge da questa storia affascinante che cattura come un’onda gigante per condurti sulla spiaggia di un finale che rimanda a un secondo libro spero di prossima pubblicazione. Tanti i personaggi, tante le storie che intrecciano destini e spengono vite. Conosceremo Pietro Aretino, un’aquila in mezzo ai passerotti, poeta e ricattatore che si muoveva per gli ambienti veneziani ed era intoccabile. Ammireremo il Tintoretto osservando il suo modo di lavorare, i suoi dipinti, le sue modelle, e scopriremo l’origine di quel “Furioso” che accompagna il suo nome emblema del suo carattere forte e dell’uso drammatico della prospettiva. Con Ira e Rosella Tabat scopriremo il ghetto ebraico dal quale non si poteva uscire né di notte né durante le festività cristiane. A mezzanotte i ponti venivano chiusi con dei cancelli e riaperti al mattino. Seguiremo, inizialmente con fiducia poi con riprovazione, le scelte del ricco Marco Gianetti. Un lupo travestito d’agnello?

Alex Connor sa come creare la suspense nei lettori e tenerli incollati al libro dalla prima all’ultima pagina con un romanzo coinvolgente che mostra la società del tempo descritta con intrighi, arte, paure e passioni. Nessun segreto è al sicuro e abili burattinai giocano con la vita delle persone. Come sempre, nei libri dell’autrice, anche in questo suo thriller non manca il mondo dell’arte con le sue invidie, le gelosie e i pettegolezzi.

“I lupi di Venezia” è un thriller dall’atmosfera cupa e avvincente, intrigante e affascinante. I venti del narrare soffiano impetuosi su questa storia ed è bello fare incontri interessanti conoscendo tanti personaggi che entrano in scena cammin facendo. Cortigiane e mercanti, spie e assassini, ci conducono in un’epoca in cui sfarzi e orrori vanno a braccetto. Il tutto ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una donna con gli arti mozzati. A dare un nome al corpo martoriato è Tintoretto, pittore dal gran talento. Intorno al mistero si muovono personaggi ambigui capitanati da Pietro Aretino, il flagello dei principi, e dalla spia Adamo Battista sempre di nero vestito. Tra false amicizie e illusorie nobiltà, gli eventi ci mostrano uomini che tramano nell’ombra. Ne percepiamo la presenza ma non ne conosciamo il nome, sono i lupi di Venezia. “Sono in quattro…non meno.”

Non vi svelo più nulla della trama ricca e solida che caratterizza questo romanzo storico in cui una molteplicità di voci narrano la loro verità, tessono oscure congiure, manipolando i destini di persone innocenti. Non vi sarà difficile percepire la presenza di uno spiritello che, senza neanche nascondersi troppo, vi sussurrerà di non fidarvi di nessuno. I “lupi” attaccano sempre l’agnello più debole, quello che resta in fondo al gregge. Nella città del doge il pericolo è in agguato e crea una continua tensione con numerosi colpi di scena. Gli omicidi irrisolti ci danno appuntamento al prossimo volume di questa serie appassionante. All’appello io non mancherò!
Venezia è una città che non tace mai. Senti come spettegolano, come si accapigliano come corvi davanti a un brandello di carne per ogni frammento di notizia. La gente ama gli scandali, gli omicidi, le pene.
I lupi, vestiti di seta, ci aspettano nella città dei sogni.

lunedì 6 marzo 2017

RECENSIONE | "Il dipinto maledetto" di Alex Connor

Carissimi lettori, se avete letto e amato “Cospirazione Caravaggio” di Alex Connor (recensione), non potete perdervi il suo ultimo lavoro ambientato nel mondo dell’arte. Leggerete del grande pittore Tiziano e di un suo dipinto che cela un antico segreto. Farete un balzo nel passato, nella Venezia rinascimentale, ma attenzione: tra i canali della città affiorano inquietanti cadaveri sfigurati. Se volete scoprire chi è l’assassino che semina il terrore non vi resta altra possibilità se non quella di seguirmi tra le pagine del libro.

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7

Il dipinto maledetto
Alex Connor (traduzione di F. Noto)

Editore: Newton Compton
Pagine: 381
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Venezia, 1555. Nella città del doge il pericolo è in agguato. Un rigido inverno avvolge la città nella bruma, e sulle banchine affiorano degli inquietanti cadaveri. Sono le vittime di uno spietato serial killer, rese irriconoscibili dalle torture... Londra, oggi. Gli studiosi d'arte di tutto il mondo sono in fibrillazione per un antico dipinto di Tiziano, che si credeva perduto per sempre. È il ritratto di Angelico Vespucci, noto mercante veneziano. Il grande artista è riuscito a riportare sulla tela, con estremo realismo, i tratti somatici dell'uomo, ma non la crudeltà del suo animo. Proprio quel Vespucci, infatti, potrebbe essere il terribile mostro che ha scuoiato numerose giovani donne: una colpa che nessuno riuscì a provare e che rimase senza condanna. All'indomani del ritrovamento del quadro, però, vengono rinvenuti in giro per il mondo una serie di cadaveri senza pelle. Un sanguinario assassino è stato richiamato dal regno dei morti, ed è assetato di vendetta...

Venezia, 1555

Ho paura dell’acqua. Anche se sono nato con l’amnio in testa, il che, secondo la tradizione popolare, è una protezione sicura contro l’annegamento. Nessuno lo sa, perché la gente sa poco, di me. Questo è il mio talento, rendermi invisibile. Andarmene in giro tra le persone non visto, come i mostri sotto la Laguna, con le loro viscide coperte di alghe che scivolano sotto i ponti e l’eco degli uomini annegati, sbiancati e dissanguati sul fondale marino.
Alex Connor, lei stessa è un’artista, ambienta questo suo nuovo thriller nel mondo dell’arte ponendo particolare attenzione nella descrizione dei tratti psicologici dei personaggi. Il cuore pulsante del romanzo si divide tra due piani temporali, la Venezia rinascimentale e la Londra odierna.

Londra, oggi. Un antico dipinto di Tiziano viene ritrovato. Il mondo dell’arte è in fermento. Tutti vogliono il dipinto e per averlo sono disposti a tutto. Sulla famosa tela è ritratto il viso di Angelico Vespucci, mercante veneziano, noto alle cronache del tempo con il nome di “Cacciatore di Pelli”. Vespucci era sospettato di essere il mostro colpevole di aver scuoiato numerose giovani donne. Nessuno riuscì a provare la sua colpa. Il mercante non fu mai condannato. Dopo il ritrovamento del quadro accade qualcosa di impensabile: vengono ritrovati, in giro per il mondo, una serie di cadaveri senza pelle. Una leggenda accompagnava il ritratto di Vespucci: "Quando il ritratto tornerà in circolazione, così farà anche lui."

Da questa macabra leggenda prende corpo una serie di terribili accadimenti. Un sanguinoso assassino è ritornato dal regno dei morti? La sua sete di vendetta verrà placata dal sangue di vittime innocenti? Le pelli delle vittime, feticci con cui il killer rivivere l’emozione dell’omicidio, saranno mai ritrovate?

“Il Dipinto Maledetto” è un thriller serrato, dal ritmo perfetto che non ammette sospensioni nella lettura. Io ne sono stata subito catturata anche se la trama, ben architettata, non è del tutto originale. La storia comunque offre un alto tasso di adrenalina e rivela un mistero che troverà la più inaspettata delle soluzioni.

Inizialmente ogni capitolo offre l’opportunità di conoscere vari personaggi: collezionisti d’arte, potenziali vittime, carnefici in ombra. Le tessere del mosaico sono sparpagliate tra Londra, Tokyo, Venezia e New York. Avvincente il prologo che ci riporta nella Venezia del 1555 presentandoci un’ombra che avrà un ruolo importante nella storia. In tutto il romanzo aleggiano misteri, intrighi e morte. Il male allunga i suoi artigli attraverso i secoli, giunge ai giorni nostri con il suo carico di odio e vendetta. Mi è piaciuta la descrizione dell’autrice del mondo dell’arte. I collezionisti, non tutti naturalmente, sono descritti come uomini pronti a tutto pur di accaparrarsi il ritratto. Con molta attenzione Alex Connor descrive la psicologia dei mercanti d’arte definendoli uomini geniali che nascondono le loro fragilità umane. Sono tra loro rivali, ogni accordo nasconde una trappola. L’avidità non ha limiti. Per bilanciare il male presente nel racconto appare, fin dal primo capitolo, un eroe. Si tratta di Nino Bergstrom. Sarà lui a lottare contro la leggenda mentre la polizia appare sullo sfondo coinvolta solo in un secondo momento.

Leggendo il thriller mi sono chiesta se Tiziano avesse realmente ritratto un mercante di nome Angelico Vespucci. A parte il pittore, è tutto frutto della fantasia dell’autrice che ha il dono di fondere Storia e vicende tratteggiate con realismo. Ho apprezzato il lato emotivo dei personaggi e il filo di sangue che congiunge il passato con il presente.

“Il Dipinto Maledetto” è un thriller che si legge con piacere nell’attesa di vedere ogni tassello collocato al suo posto. Se credete nelle leggende, in ognuna c’è un fondo di verità, prestate attenzione a chi potrebbe seguirvi nell’ombra. Il Cacciatore di Pelli non ha mai smesso di cacciare. Buona lettura.

giovedì 19 maggio 2016

RECENSIONE | "Cospirazione Caravaggio" di Alex Connor

Buongiorno cari lettori :) Se vi appassionano i thriller ambientati nel mondo dell’arte, non potete perdervi l’ultimo lavoro di Alex Connor. 

Cospirazione Caravaggio
Alex Connor (traduzione di M. Lanfranco)

Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Prezzo: € 9,90

Sinossi: 1608. Michelangelo Merisi da Caravaggio, il più grande artista del suo tempo, viene espulso dall’Ordine dei Cavalieri di Malta per un crimine misterioso. La sua colpa deve restare un segreto gelosamente custodito. 
2014. In una galleria d’arte di Londra vengono ritrovati i cadaveri dei proprietari, i gemelli Weir. La scena è raccapricciante: i corpi, nudi e legati insieme da una corda, presentano segni di tortura e oscene mutilazioni. Chi può aver commesso un crimine tanto brutale? E perché? La polizia brancola nel buio, ma l’investigatore privato Gil Eckhart, esperto d’arte, potrebbe avere una pista: il delitto Weir ricorda un altro raccapricciante duplice omicidio avvenuto a Berlino anni prima e un filo rosso pare collegare le vittime, galleristi di successo, con due capolavori del maestro Caravaggio scomparsi in circostanze misteriose. Costretto a confrontarsi con un passato che pensava di essersi lasciato alle spalle per sempre, Gil seguirà gli indizi lungo un percorso che porta dalle prestigiose gallerie di New York fino alle buie catacombe di Palermo e scoprirà che nel mondo dell’arte il bene e il male sono dipinti con lo stesso pennello intinto nel sangue. 

http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png
STILE: 8 | STORIA: 9 | COPERTINA: 8

Cork Street, Londra
Gennaio 2014, ore 8.36

La polizia aveva delimitato l’area con il nastro giallo, bloccando l’accesso alla strada di entrambi i lati per evitare che le auto entrassero o uscissero dal perimetro. Un’ambulanza con la sirena muta era parcheggiata all’ingresso della Weit Gallery e c’erano due poliziotti di guardia […]

I fratelli Weir erano decisamente morti. Erano seduti, schiena contro schiena, nudi, i colli legati insieme con del fil di ferro. Le gambe erano piegate nella posizione yoga del loto, in modo che i genitali fossero ben esposti […] intorno alla loro bocca c’era colla di coniglio […] a entrambi i fratelli erano stati rimossi gli scalpi che poi erano stati invertiti.
Con un incipit così brutale e avvincente, la Connor ci trasporta nel suo romanzo per regalarci una storia in cui la realtà sposa la fantasia. In una trama sospesa tra passato e presente, alcuni orribili omicidi seminano il terrore nel mondo dell’arte. Sulle fredde labbra dei cadaveri, un nome sembra prender vita: Caravaggio.

1608. Michelangelo Merisi da Caravaggio, il più grande artista del suo tempo, venne espulso dall’ordine dei Cavalieri di Malta. Non si seppe mai che crimine avesse commesso, ma fu definito “membro fetido e putrido”. Ebbe così inizio la sua vita da fuggiasco.

2014.I gemelli Weir, proprietari di una galleria d’arte a Londra, vengono ritrovati cadaveri. I loro corpi presentano segni di torture e multiple mutilazioni. La polizia brancola nel buio. Anche l’investigatore privato Gil Eckhart, esperto d’arte, si occupa di questo duplice omicidio che ricorda un altro delitto avvenuto sette anni prima a Berlino. Cosa unisce le vittime, galleristi di successo? Perché il nome del Caravaggio è associato ai delitti? Non vi svelo altro, la trama vi renderà lettori girovaghi portandovi da Londra a Berlino a New York per giungere, inaspettatamente, fino alle buie catacombe di Palermo dove il mistero vi sarà svelato  

http://i.imgur.com/Pv75Dw4.jpghttp://i.imgur.com/LjG9sof.jpg“La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco D’Assisi” e “Il Ritratto di Fillide Melandroni”, sono due capolavori perduti del Caravaggio.

Il primo fu trafugato nel 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai più recuperato.

Il secondo, ritratto di una cortigiana dell’epoca (Fillide Melandroni), andò distrutto, durante la seconda guerra mondiale, nell’incendio della Flakturn Friedrchshain di Berlino.


Tra le varie “voci” che popolano il mondo dell’arte si sussurra che queste tele non siano andate perse. Un uomo, Luca Meriss, dice di essere un discendente di Caravaggio e sostiene di sapere dove sono nascoste le due opere credute perse. Il mondo dell’arte è in subbuglio, tutti vorrebbero giungere ad un accordo con Meriss. Gli omicidi dimostrano che qualcuno è capace anche di uccidere pur di riuscire nel suo intento. In questa ragnatela, dipinta con il sangue, si ritrova intrappolato Gil Eckhart che dovrà confrontarsi con un passato che credeva di essersi lasciato alle spalle per sempre. Non potrà fidarsi di nessuno, il mondo dell’arte ha un cuore velenoso pronto a colpire. Vari personaggi ruotano attorno a Gil mostrandosi per quello che non sono. Non c’è lealtà tra loro, la competitività è al massimo, i segreti danno vita a ricatti. Una sola cosa è certa: il Killer è un uomo spietato, subdolo, paziente, disciplinato, imperturbabile, cova odio, tortura uomini e donne. Il modus operandi è identico in tutti gli omicidi. È un’ombra, una maledetta ombra, a cui Gil darà un nome. Ma non sarà facile, per una verità svelata cento misteri si presenteranno.

La storia del pittore maledetto è un affascinante connubio di luci e ombre, di passato e presente. Il romanzo presenta la classica divisione in capitoli. A intervalli irregolari compaiono brevi incursioni nel passato in cui dalla diretta voce del Caravaggio conosciamo l’epilogo della sua vita. Una vita che si sarebbe trasformata in leggenda.

“Cospirazione Caravaggio” è un thriller dall’intreccio armonioso arricchito da un ritmo serrato e da un finale che vi lascerà senza fiato. È un libro che rispecchia la conoscenza del mondo dell’arte e l’autrice riscrive la storia del Caravaggio con estrema bravura. Non sono riuscita a identificare subito il colpevole, mi sono goduta ogni pagina del libro schierandomi apertamente e spudoratamente con Gil, l’eroe senza macchia. La traduzione perfetta di Marta Lanfranco, lo stile fluido ed energico regalano una lettura davvero piacevole. Il romanzo è un piccolo gioiellino come un quadro d’autore. Il Caravaggio ringrazia.