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lunedì 28 luglio 2014

Vi presento " I Fantasmi dei Natali passati " di Federica Soprani e Vittoria Corella

Buongiorno cari lettori, come procedono le vostre vacanze? Sicuramente, al mare o in montagna, non avrete dimenticato i nostri amici libri, inseparabili compagni.
Oggi vorrei presentarvi  "I Fantasmi dei Natali passati" di Federica Soprani e Vittoria Corella, quarto e ultimo (ahimé) episodio della serie Victorian Solstice.

Ho già letto e molto apprezzato i primi tre racconti:

1  La società degli spiriti  (recensione)
2  La Lega dei Gentiluomini Rossi  (recensione + intervista)
3  I Figli del Pozzo di carne (recensione)

Devo confessare di essermi affezionata ai personaggi irrequieti e coinvolgenti che le due scrittrici hanno creato per questa serie. L'epoca vittoriana, l'intreccio tra noir e mistero, i mille risvolti dell'amore, i tormenti dell'anima e la follia della mente, creano un caleidoscopio di emozioni che prendono per mano il lettore e lo conducono tra le vie di una città, Londra, che diventa palcoscenico delle avventure di  Jericho e Jonas, i due protagonisti.
Sono proprio curiosa di leggere cosa si sono inventate le nostre bravissime scrittrici. 

L'uscita del racconto è prevista per domani martedì 29 luglio. 

Nell'attesa ecco a voi la sinossi :)


I Fantasmi dei Natali passati

Sinossi
Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Data pubblicazione: 29 luglio 2014

domenica 16 febbraio 2014

RECENSIONE "I Figli del Pozzo di carne" di Federica Soprani e Vittoria Corella


 Cari lettori,
se cito le nebbie della Londra vittoriana, la passione e la follia, un Medium e un ex Ispettore, l’istinto e la ragione, due cuori spezzati…a cosa e a chi pensate immediatamente? 
episodio 1
recensione - ebook
  
episodio 2
recensione+intervista - ebook
Ma bravi, avete capito che mi riferisco a Jericho e Jonas, travagliate creature nate dal talento di due bravissime scrittrici. Lo so che non c’è bisogno di dire i loro nomi perché tutti noi le conosciamo, ma giusto per quei pochi che ancora non lo sanno, dirò che mi sto riferendo a Federica Soprani e Vittoria Corella
Dopo “La Società degli Spiriti” e La Lega dei Gentiluomini Rossi”, le due talentuose scrittrici hanno confezionato il terzo episodio della serie Victorian Solstice.  Mi riferisco al racconto:  I Figli del Pozzo di Carne



Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Casa EditriceLite
Pagine: 102 p.
Prezzo:  1,99 ebook
Serie: Victorian Solstice 

Episodio: 3




Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.





STILE: 9
STORIA: 8
COPERTINA: 7


 

Che dire! Splendido!

Iniziamo con ordine. Il titolo è già un chiaro indizio su ciò che le due autrici hanno elaborato per noi lettori. 
Il Pozzo di carne di Macklin Street era un luogo che non c’era… Era un luogo che non era un luogo, al crocevia di strade con nomi di re, una zona d’ombra in pieno sole, una pustola purulenta sul seno immacolato di una regina vergine”.

Il breve romanzo ha un inizio d’impeto travolgente, le autrici non si perdono in giri di parole, il mistero è presente fin dalle prime pagine, l’inquietudine ti avvolge complice le nebbie londinesi e ti cela l’avvicinarsi dell’Uomo Nero (Boogeyman). 
Attento lettore! Questa storia fa venire la pelle d’oca e non c’è via di scampo: si rimane ipnotizzati dall’evolversi vorticoso degli avvenimenti. Se avete paura del buio sappiate che Boogeyman non è più l’incubo dei bambini che non vogliono dormire, le loro paure diventano realtà. 

In questo racconto ritroviamo Jericho e Jonas che hanno preso possesso della casa 'Fine del Mondo'. La presenza di Jonas influisce positivamente sull’animo tormentato di Jericho.
“Jonas Marlowe che gli diceva che non era più solo… che respirava da qualche parte nella casa silenziosa. Lo assordava, quel respiro, perfino quando tentava di scivolare via, di perdersi nella tomba silenziosa che si portava dentro. Lo distraeva dal laudano. Lo distraeva da se stesso”.

Ma gli incubi del Medium continuano, hanno un unico nome: Cristophe Safire il cui ricordo si “anima” e diventa “presenza”.  
“Sei ancora molto romantico, Cristophe…Ci sono cose che non muoiono- disse il mago. Jericho evitava di guardargli le labbra. Sapeva che erano blu. Cianotiche.”

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Con questa “dolce follia” ha inizio la nuova avventura dei nostri gentiluomini che dovranno far luce sulle misteriose sparizioni dei bambini  del Mondo Di Sotto dove regna il Re Dei Topi. Ancora una volta Londra è il palcoscenico di un dramma che si svolge senza che nessuno se ne occupi. Le strade londinesi sono lo spartiacque tra il Mondo di Sopra e il Mondo Nascosto, regno delle fogne, dove vige la legge del Taglione. 
Jericho e Jonas riusciranno a ritrovare i bambini scomparsi? Cosa succederà?


Londra è una città misteriosa e pericolosa, divisa, da una immaginaria linea di confine, in due parti: il Mondo di sopra e il Mondo di sotto. La violenza, però, non conosce barriere e i nostri due eroi dovranno risolvere un caso misterioso che vede la scomparsa di un bambino di nome Ansel. In verità i bambini scomparsi sono tanti, la polizia non si cura di loro, ma possono Jericho e Jonas abbandonare dei teneri fanciulli a un atroce destino? Ma certo che no! Sicuramente la vita dei due gentiluomini non è tranquilla e piacevole. I fantasmi del passato non vogliono saperne di dileguarsi anzi “ritornano”. Ma non c’è tempo per perdersi nei ricordi che si personificano, bisogna agire! Il ritmo serrato della storia travolge il lettore che viene subito a contatto con personaggi molto, molto particolari…
Lancelot Mercyful, puntaspilli umano: 
“Era un giocattolo anche lui, una bambola di pezza con le cuciture in rilievo, un puntaspilli di carne e stoffa, gingillo e creazione del suo Giocattolaio”.
Galahad, fanciullo biondo dal volto paradisiaco ma dagli occhi da vecchio.
Tristan Mercyful, padre di Lancelot e Galahad, macellaio che vuol sempre accontentare i clienti.
“Tristan fischiettava sempre, quando lavorava, quando vedeva la sua bella moglie ammiccare civettuola agli altri uomini. Lui fischiava mentre lavorava con il coltello…”

E’ tutto un susseguirsi di colpi di scena in questo racconto che concentra in pochissime pagine un magnifico esempio di “palpitazione da lettura”. Leggendo, anzi divorando, questo romanzo mi sono resa conto che Federica e Vittoria hanno realizzato una storia avvincente che si colora con sfumature gialle e nere. Non si può rimanere passivi davanti a scene cruenti narrate senza la ricerca del particolare macabro, ma credetemi, sembra di leggere dei versi quasi poetici. Coraggio, follia, disperazione sono i sentimenti alla base dell’agire di Jericho e Jonas che dovranno combattere contro dei “Mostri che hanno fame”. Tra le pagine del racconto sgorgano lacrime, scorre del sangue, terrore e morte si mescolano in momenti ad altissima tensione. I protagonisti, tutti in egual misura, sono perfettamente descritti con un’analisi psicologica che rende tutto più reale. “Le parole” sono usate come un’arma anzi come la lama di un coltello.

Vittoria e Federica hanno dimostrato, ancora una volta, di essere in piena sintonia, scrivono amalgamando alla perfezione i loro “istinti letterari”. Le parole si piegano ai loro voleri, con molteplicità di termini, nomi fantasiosi, l’uso caleidoscopico dell’aggettivo. Queste scrittrici sono caratterizzate dall’avere una notevole potenza narrativa con uno stile diretto e personale. Con loro ogni emozione violenta si trasforma in un trionfo di delicate sensazioni a cui nessuno può sottrarsi. 

In attesa di sviluppi, che spero non tarderanno ad arrivare, sulla “dolce follia” di Jericho e “sulla trasformazione”  di Jonas, invito tutti a leggere “I Figli del Pozzo di Carne”. Non potete perdervi una storia che vi emozionerà tenendo alta la tensione, per tutta la narrazione, disegnando luci e ombre dell’animo umano.  Leggetela, è un consiglio di Aquila Reale!

venerdì 12 luglio 2013

RECENSIONE + INTERVISTA "La Lega dei Gentiluomini Rossi" di Federica Soprani e Vittoria Corella

La Lega dei Gentiluomini Rossi

Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo. Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo "La figura del Vampiro nel Teatro tra '800 e '900". Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.
BIBLIOGRAFIAHa partecipato ad alcuni concorsi letterari e vinto il Primo premio nel concorso In omaggio a H.P. Lovecraft indetto dal comune di Parma in associazione con Mondadori Parma nel 2004. 
Ha pubblicato in un paio di antologie (il racconto La vittima designata in PROGENIE – Ritorno all’incubo, a cura di Alessio Lazzati, Edizione Scudo; 6-12-1815 in  Il Primo Amore a cura della Keltia Editrice) e su riviste (STRANE STORIE NUOVA SERIE – N° 1, Pavesio editore; La Luna di Traverso numero 19 e numero 20, MUP Editore) e periodici (Informazione di Parma, Polis). 
A febbraio 2013 è uscito in formato e-book per la Lite Editions La Società degli Spiriti, il primo di quattro racconti polizieschi ambientati nella Londra vittoriana che ha scritto con Vittoria Corella. La serie si intitola Victorian Solstice. Il 21 maggio è uscito il secondo episodio, La Lega dei Gentiluomini RossiIl Società degli Spiriti esce anche nella raccolta San Valentino: storie da leggersi in due, sempre della Lite.
A breve il racconto inedito Un passo dietro la morte comparià su Asylum, antologia edita dalla ST-Books.
Sempre per la ST-Books apparirà nell'antologia Il sole a mezzanotte il racconto inedito Al sicuro nel cuore.
A marzo 2013 è uscita 50 schegge di terrore, antologia ebook e audio libro a cura del portale Letteratura Horror contenente tre sue “schegge” di mille battute.
Il romanzo Corella ha vinto il Premio Letterario di Mondoscrittura e verrà pubblicato entro l'estate 2013.

Vittoria Corella  è uno pseudonimo. La persona che si cela dietro questo nome ha lavorato come giornalista per il Romagna Corriere, il quotidiano più diffuso in Romagna dopo il Resto del Carlino. Vive a Riccione, lavora nel turismo e ha una gatta a tre zampe.
BIBLIOGRAFIA
Terra di nessuno  (LA MELA AVVELENATA BOOKPRESS)
Justify the Strong  (EROS EDIZIONI, 2013)
La società degli spiriti (LITE EDITIONS, 2013)
San Valentino - Storie da leggersi in due  (La società degli spiriti)
La Lega dei Gentiluomini Rossi (LITE EDITIONS, 2013)
.
Casa EditriceLite
Pagine: 102
Prezzo: € 1,99 ebook
Serie: Victorian Solstice 
Episodio: 2
Trama: Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.



STILE: 7
STORIA: 8
COPERTINA: 6


Quando ho finito di leggere “La società degli Spiriti” ho lasciato Jonas e Jericho alle prese con le loro rispettive disperazioni, ho pensato che il loro fascino si identificasse proprio nel loro dolore, nelle ferite dell’animo, nei meandri di una mente che avrebbe voluto ricercare nell’oblio un po’ di pace. Tuttavia credo che siano proprio queste inquietudini, queste lacerazioni nell’animo a fare di Jericho e Jonas, due affascinanti –inquietanti- eroi. 

Oggi, leggendo  “La  lega dei Gentiluomini Rossi”, secondo episodio della serie Victorian Solstice scritto da Federica Soprani e Vittoria Corella, ho ritrovato la strana coppia Jericho e Jonas, J & J per gli amici, di nuovo insieme per affrontare, ancora una volta le perversioni umane. Londra, una carrozza percorre i viali di Southwark, tra il silenzio della notte e le miserie della vita, ha inizio una truce spietata caccia all’uomo. Giovanotti dai capelli rossi spariscono nel nulla e nell’indifferenza della polizia ma quando a sparire è un giovane appartenente ad una nobile famiglia, le cose cambiano. È qui che entra in scena la novella coppia d’investigatori, Jericho e Jonas, che affronteranno insieme questo caso che li porterà a percorrere i meandri della follia umana. In un susseguirsi incalzante degli eventi notiamo subito un’evoluzione dei nostri protagonisti. Jericho, il medium, si mostra più fragile ma sempre seducente, fa dell’ironia la sua arma vincente e continua ad avere uno strano rapporto con la sua stessa esistenza perché è costretto a vivere quando ciò che desidera di più è morire. Abita a "Fine del Mondo" in una casa in cui trascorre notti insonni perso nei suoi ricordi e nell’inquietudine del presente. Jonas, l’ispettore, è l’uomo dai mille perché; è l’uomo che vive un doloroso conflitto interno, non trovando pace ripensando alla morte della moglie Alice. Due solitudini, due modi diversi di affrontare il dolore e la vita.

Due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.

Tra i cocci Jonas acquisisce nuova forza, si mostra tenace quasi avventato, prende decisioni importanti, diventa un uomo d’azione rude e burbero. Jericho fa un passo indietro e lascia la scena a Jonas, dando la possibilità all’ispettore di esprimersi al meglio in un’indagine che vedrà coinvolti personaggi importanti della Londra che conta. Un’indagine dai risvolti impensabili che farà luce su storie di incesti e perversioni, intrighi e passioni, che si manifestano con un erotismo mai volgare, che lega tra loro i protagonisti, misere anime di un mondo apparentemente normale. Vittoria e Federica descrivono con maestria un vortice di perversione che vede la sua forza alimentata dai rapimenti, nei quartieri bassi, di giovani uomini per poi travolgere tutto nelle alcove dell’alta borghesia. Nelle stanze della perversione si consumano rapporti morbosi, ma Jonas e Jericho riescono a squarciare quel velo di silenzio omertoso che tende a soffocare ogni possibile ribellione. Il finale, signori miei, è travolgente. Io, lettrice, conquistata dalla strana coppia, vorrei tanto essere li con loro, passeggiare per quel viale alberato dove bambini sorridenti giocano soavemente, innocenti e fiduciosi. Quale viale vi chiederete, quali bambini? Non lo sapete ancora? Allora non vi resta che leggere “La lega dei Gentiluomini rossi” oppure, se siete portati, prendete i tarocchi, mischiate velocemente per sette volte e voltate le carte, ma attenti alla torre! Eh si, Federica e Valentina sono ormai “due penne” che hanno ben capito come coccolare e catturare l’attenzione di noi lettori, realizzando dei piccoli capolavori di genere poliziesco-erotico. Mi piacciono le emozioni che scaturiscono dai loro scritti, le autrici, centellinando le informazioni su Jonas e Jericho creano una dipendenza lettore-storia che lascia sempre con la voglia di sapere. Misterioso il filo rosso dell’erotismo che unisce virtualmente i primi due episodi. Ogni fatto è sempre circondato dalle nebbie di una città che mostra un cuore che pulsa ma che nasconde l’esistenza di personaggi alla deriva morale. Non si giudica, non si razionalizza la perversione, si resta solo in attesa di un amore con la A maiuscola. Ancora una volta, con stile semplice ma elegante, le scrittrici riescono a coinvolgere il lettore trascinandolo nella Londra dell’epoca vittoriana ed è li che aspetterò con ansia la pubblicazione di altri episodi di Jonas e Jericho, ormai nel mio cuore.



Do il benvenuto sul blog “Penna d’Oro”  a Federica Soprani e Vittoria Corella, autrici della serie “Victorian Solstice”. Grazie per aver accettato di rispondere a questa intervista a due voci.

Per cominciare raccontateci qualcosa di voi e soprattutto come nasce la vostra collaborazione?

Federica : Mi sono imbattuta in Vittoria su un forum dedicato al Doctor Who. Dopo cinque minuti stavamo già litigando riguardo a Cesare Borgia e Caterina Riario Sforza. Ho deciso che era meglio averla come amica che come nemica e l’ho convinta a creare con me un forum di Gioco di ruolo ambientato nella Londra vittoriana. Per lei il massimo del gioco fino ad allora era Monopoli e, ingenua, mi ha seguito senza sapere in che ginepraio si stava cacciando.

Vittoria : Federica mi ha trovata su internet e manipolata, facendomi credere di poter scrivere dei libri. Io credo a tutto.

Quali autori hanno influito sulla vostra formazione?

Federica : Sono sempre stata una lettrice onnivora, e ho avuto la fortuna di avere insegnanti che mi hanno lasciata libera di seguire il mio naso più delle direttive ministeriali. E soffrendo di rinite allergica… Ho un passato di Umanista alle spalle, con un amore non sempre corrisposto per i classici. Dopo che qualcuno è riuscito a convincermi che dopo l’Ottocento c’è stato anche il Novecento ho allargato un po’i miei orizzonti. Come modelli di riferimento cito solo Tanith Lee, Paola Capriolo, Angela Carter.

Vittoria : Sono di formazione anglosassone: classici inglesi, americani, australiani, neozelandesi e anche moltissimi africani in lingua inglese (ci sono autori grandiosi).  Citarne alcuni? A me basta che parlino inglese. E l’accento ‘british’ mi fa anche sesso.

Se vi fosse stata data la possibilità di scegliere, in quale epoca avreste voluto vivere?

Federica : Idealmente Rinascimento italiano, primo Ottocento inglese (ho creduto per anni di essere la reincarnazione di Percy Shelley e se mi chiamano Shilo mi volto ancora. Ma solo se lo fa Byron), epoca vittoriana, sempre in Inghilterra. Sono decisamente filo-albionica, nonostante la mia passione viscerale per le guerre napoleoniche e le figure umane di Napo e dei suoi marescialli. Riconosco tuttavia che l’epoca in cui vivo mi offre molte più opportunità e la speranza di non essere falciata da un lanzichenecco mentre porto fuori il cane.

Vittoria : Mi piace scrivere quasi esclusivamente di epoche passate, ma come donna me la sarei vista brutta in tutte, per cui mi va bene il XXI secolo, anche se non è che siano rose e fiori anche oggi.

Come nasce la serie poliziesca-erotica Victorian Solstice?

Federica : Come detto prima, io e Vittoria abbiamo creato e gestito per tre anni un gioco di ruolo di ambientazione vittoriana, Victorian Solstice. A un certo punto abbiamo deciso che tutte quelle storie e quei personaggi meritavano uno spazio maggiore di quello offerto dal forum, e così siamo partire per questo nuovo viaggio.

Vittoria : MANIPOLAZIONE MENTALE. Vedi domanda 1.

La genesi della coppia Jericho e Jonas è stata travagliata?

Federica : No, non direi. Vittoria aveva pensato bene di far morire Safire nel Gioco di Ruolo. Il minimo che poteva fare era dare al medium un’altra possibilità. Inoltre ci piaceva l’idea di affiancare due personaggi che non potessero essere più diversi e incompatibili, almeno di primo acchito.

Vittoria : No, serviva una controparte per Jericho. Jericho lo conosco molto bene, visto che gli ho rovinato la vita nel peggiore dei modi. Gli dovevo ‘qualcuno’ che gli stesse vicino e lo facesse almeno un po’ sorridere.

I loro nomi Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe da dove traggono origine?

Federica : Marmaduke Bonthrop Shelmardine è un personaggio di Virginia Woolf che appare nel romanzo Orlando. Racchiude in sé tutti gli archetipi dell’eroe romantico: passa il tempo doppiando il Capo di Buona Speranza col mare in tempesta, quando non è impegnato a combattere per l’indipendenza di un qualche paese lontano; conosce l’opera omnia di Percy Shelley a memoria e la recita alla propria donna dopo aver fatto l’amore. E ovviamente è bello e tormentato.

Vittoria : Mi piacciono i nomi corti da scrivere, perché sono pigra: ecco Jonas, un gradino sopra ‘Ugo’. Marlowe per via del drammaturgo inglese pugnalato a Deptford perché spia di Elisabetta I. Vedere domanda 2, in ogni caso.

Una frase di Franz Kafka recita: “Un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”. E’ così, in J&J c’è un cuore ghiacciato?

Federica : Ce ne sono due, ma personalmente spero che avvicinandoli si scatenerà una miracolosa reazione chimica che scioglierà il ghiaccio e colmerà il vuoto. Vittoria si diverte a deludere la mia speranza.

Vittoria : In Jonas sì, c’è moltissimo ghiaccio che copre una corona di spine, che cinge la fronte del crepacuore.

Perché, secondo voi, questi novelli investigatori piacciono così tanto al pubblico dei lettori?

Federica : Piacciono? Davvero?... ;) Credo che piacciano per motivi diversi a lettori diversi. Per esempio molte ragazze fanno semplicemente il tifo per vederli prima o poi insieme, nella miglior tradizione del M/M. Ce li shippano pure. Io credo che possano affascinare perché si lasciano scoprire a poco a poco, a ogni racconto, un velo dopo l’altro, e forse questa imprevedibilità accende la curiosità di chi legge e fa venire voglia di andare avanti.

Vittoria : Beh, suppongo perché sono imperfetti. Come tutti noi.
Quanto vi sentite emotivamente coinvolte nei confronti dei personaggi che avete creato?

Federica : Moltissimo. Non riesco a mantenere il distacco da loro. Soffro spesso per il loro dolore (che io stessa ho inflitto, vabbè…). Fortunatamente la cosa non è reciproca. Ai loro occhi credo di essere una specie di portinaia impicciona che amministra dispoticamente il condominio in cui sono costretti a vivere e che può solo assistere con trepidazione alle loro storie.

Vittoria : Non molto. Io li guardo da fuori e li muovo. Sono un regista. O una divinità assiro-babilonese.

C’è una particolarità del carattere dei due investigatori che non sopportate?

Federica : Jonas è ‘odiosamente integro’ come non mancherà di affermare qualcuno nel quarto racconto. A me personalmente piace anche questo suo aspetto, ma suppongo che alle volte i suoi spigoli possano risultare ostici. Di Jericho non apprezzo l’istinto di autodistruzione, ma per fortuna sta guarendo, pian piano.

Vittoria Il famosissimo ‘palo in quel posto’ che ha Jonas. Di Jericho non sopporto il distacco verso i suoi figli (spoilers!).

Avete mai subito “il blocco” dello scrittore?
Federica : Purtroppo sì. Bisogna fare i conti con la vita, giorno dopo giorno, col lavoro e con tutte quelle cose squisitamente materiali che ci ammorbano e appesantiscono le nostre ali con la grigia polvere dei giorni. Ma poi passa. Scrivere mi fa stare troppo bene.

Vittoria : Sì, quando sono depressa, ma poi prendo le mie medicine.


Qual è il lavoro di ricerca da cui nascono i vari episodi?
Federica : Io e Vittoria parliamo molto, il nostro brainstorming è costante. Il fatto che per la maggior parte del tempo diciamo idiozie non significa che prima o poi non ne potremmo trarre qualcosa di buono. Già ai tempi del forum cercavamo di curare molto la veridicità storica e di costume, quindi andiamo avanti a leggere e cercare notizie sui libri e sulla rete.
Vittoria Leggo libri di vari argomenti sull’epoca storica che tratto: vita sociale, politica, sessualità, letteratura. Anche libri per bambini. Uso molto internet.


Con un mix perfetto di collaborazione avete creato uno stile raffinato, curato nei minimi particolari. E’ difficile scrivere in due?

Federica : No, mi trovo benissimo con Vittoria, nonostante non possano esistere due persone più diverse di noi (un po’ come J e J ;)).  Ci stimoliamo molto a vicenda e come per magia tutti i tasselli si incastrano, prima o poi, anche quelli che sembravano destinati a non trovarsi mai. Lei è molto severa e un po’rompiscatole quando si tratta di editing, ma mi ha aiutata a migliorare molto in questi ultimi mesi e di questo le sarò sempre grata.

Vittoria : Non con Federica.
Che sensazione provate nel digitare l’ultima parola di un racconto?
Federica : sto benissimo, poi malissimo. La crisi d’astinenza subentra dopo le prime 48 ore.
Vittoria : Rispondo con Violetta della Traviata:


“Sempre libera degg´io

folleggiare di gioia in gioia,

vo´che scorra il viver mio
pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
sempre lieta ne´ ritrovi,
a diletti sempre nuovi
dee volare il mio pensier”


Progetti per il futuro?
Federica : Tanti. Una serie di racconti Steampunk che racconteranno le avventure di un supereroe Vittoriano e della sua nemesi, un racconto sempre Steampunk su Byron e Shelley e un romanzo storico che coprirà qualcosa come settant’anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Ma nel frattempo cerchiamo di non perdere il ritmo. Abbiamo scritto perfino un romance, anche se Vittoria non vuole che si sappia in giro. Ops, non dovevo dirlo?... Nel frattempo portiamo avanti progetti in solitario. Il mio romanzo storico Corella, l’ombra del Borgia, uscirà entro l’estate (pubblicità progresso ;))

Vittoria : Per ora qualcosa di Steampunk. Forse.


Grazie per la vostra disponibilità, ad maiora Federica e Vittoria!


Federica : Grazie a te! Alla prossima.

Vittoria : God save the Queen!