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giovedì 22 ottobre 2020

RECENSIONE | "La storia perduta" di Elisabetta Gnone

In occasione del 15° anniversario della saga, un nuovo capitolo della saga Fairy Oak  ci aspetta in libreria e sugli store online da oggi, 22 ottobre. “La storia perduta” di Elisabetta Gnone, Salani Editore, ci permette di oltrepassare la soglia della magia per far ritorno al villaggio di Fairy Oak dove le gemelle Pervinca e Vaniglia ci racconteranno una storia di magia, amori e avventure ammalierà i lettori.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 9
La storia perduta
Elisabetta Gnone

Editore: Salani Editore
Prezzo: € 18,00
Sinossi

Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà. 


Le radici dei popoli sono come le radici degli alberi: consolidano il terreno per le generazioni future. E ogni storia perduta, o dimenticata, può contenere molte verità.

Fairy Oak è un villaggio di pietra, antico e incantato, sperduto tra le pieghe di un tempo immortale e cresciuto intorno a una quercia fatata, da cui ha preso il nome. Nel villaggio, in perfetta armonia, vivono umani e creature magiche. Le fate, piccole e luminose, vengono chiamate dai Magici per badare ai bambini. Felì è la fatina a cui è affidato il compito di proteggere le streghe gemelle Vaniglia e Pervinca, nate con opposti poteri e simbolo vivente di un’eterna alleanza, quella fra Luce e Buio. Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak.

Ad accoglierci a Fairy Oak, per una nuova avventura, sono proprio le streghe gemelle che, in questo inaspettato romanzo, torneranno indietro nel tempo guardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Così i ricordi riportano le due sorelle a un anno molto particolare, l’anno della balena. Tutto era cominciato con una lezione di storia e un compito davvero intrigante: scoprire l’origine di Fairy Oak. Sulla nascita del villaggio ci sono molte ipotesi e la verità è tutta da scoprire attraverso la consultazione di antichi libri, interviste agli anziani e la compilazione di un albero genealogico della propria famiglia. Facendo le ricerche in biblioteca, Pervinca si imbatte in una leggenda antica quanto il mare che si intreccia con la loro indagine che durerà per tutto l’anno scolastico. La leggenda ritrovata metterà le gemelle e i loro amici sulle tracce di una storia perduta.

Anche in questo romanzo, come nei precedenti, riscopriamo il ruolo principale che la Natura ricopre nella vita del villaggio e dei suoi abitanti. Attraverso le avventure delle due gemelle, la scrittrice si rivoge ai suoi lettori affrontando temi importanti come il rispetto e l’amore per la Natura, l’amicizia, l’amore, la lealtà e il coraggio. Ancora una volta, attraverso il racconto di una missione importante da compiere, Elisabetta Gnone si fa testimone di come ognuno di noi può trovare dentro di sé la forza necessaria per affrontare le sfide che la vita ci propone.

“La Storia Perduta” è un lasciapassare per ritornare nella meravigliosa valle di Verdepiano dove si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.

Pervinca e Vaniglia sono due deliziose streghe identiche e inseparabili, tuttavia opposte. Una aveva il potere del Buio, l’altra il potere della Luce. Tra loro non c’è opposizione, sono due facce della stessa medaglia. La natura, pensateci un momento, ha in sé sia il potere creativo che quello distruttivo. Il fluire delle stagioni rappresenta quest’alternanza tra Luce e Buio in un’equilibrio fragile che tutti noi dobbiamo difendere.

Un altro tema importante che viene trattato nel romanzo è l’importanza dello studio della Storia. Nei primi capitoli conosceremo un nuovo personaggio Orcomorto, un professore di Storia capace di seminare il panico tra i suoi studenti. Tutti odiavano le ore di Storia, e il professore Absenzio Enormous sembrava odiare i suoi alunni.

Lo chiamavamo Orcomorto, per via del fatto che era grosso quanto lo sarebbe stato un orco, camminava come secondo noi camminavano gli orchi, biascicava come immaginavamo biascicassero gli occhi, teneva sempre le palpebre abbassate e non alzava mai lo sguardo, come un morto. Era informe e grigio… Era noioso da strapparsi le unghie.

Poi, causa piccolo incidente, Orcomorto lascia la scuola e arriva la supplente Illuminata Foresta e tutto cambiò perché era una strega sorprendentemente viva e vitale, capace di calore umano e dotata d’ingegno. Tutti iniziarono ad appassionarsi allo studio della Storia. Infatti studiare la Storia è importante perché ci porta a conoscere il passato, le nostre radici, ci avvicina a un mondo lontano nel tempo che però ci permette di comprendere meglio il nostro presente.

Leggendo “La Storia Perduta” ho notato come la storia fantasy non è solo un momento d’intrattenimento ma scoprirete temi su cui riflettere come la fragilità dell’adolescenza, l’importanza dell’amicizia, l’impegno nel difendere la Natura.

Quello di Elisabetta Gnone è un fantasy ricco di emozioni, è originale ed avvincente. Oltre alla scrittura curata, il libro si arricchisce d’immagini colorate che conferiscono un’atmosfera pacata e accogliente. Le illustrazioni ricreano il mondo che la scrittrice aveva in mente da quando, molti anni fa, aveva fatto un viaggio in Normandia e in Scozia. La splendida copertina è opera di Claudio Prati e raffigura un’enorme balena. All’interno le illustrazioni  sono di Barbara Baldi e Valeria Turati.

Quindi non ci resta che far ritorno nel villaggio della Quercia Fatata per leggere una storia che intreccia avventura e fantasia. Una storia animata da personaggi straordinari che ci accoglieranno a braccia aperte  per volare, con tutti noi, sulle ali della fantasia.

lunedì 29 ottobre 2018

RECENSIONE | "Olga di carta - Misteriosa" di Elisabetta Gnone

Oggi, 29 ottobre, arriva in libreria “Misteriosa” il terzo capitolo della serie “Olga di carta” di Elisabetta Gnone, edito Salani. Questi episodi hanno come protagonista la giovane Olga Papel, una ragazzina gentile ed esile come un foglio di carta. La giovane Papel ha una dote speciale: sapeva raccontare magnifiche storie e tutti interrompono ciò che stanno facendo per ascoltarla. Nei suoi racconti la ragazzina mostra a tutti noi, un nuovo mondo in cui nessuno teme di mettere a nudo le proprie fragilità, le proprie paure. Grandi e piccini hanno in comune la vulnerabilità e le imperfezione dell’essere umano. Io ho già letto i primi due capitoli della serie. “Il viaggio straordinario” (recensione), in cui l’autrice affronta con delicatezza e lieve  ironia le imperfezioni che ci rendono umani. Segue “Jum fatto di buio” (recensione), centrato sul vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo una persona cara. Infine giungiamo a “Misteriosa” che parla della paura di crescere e di affrontare il mondo.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Olga di carta. Misteriosa.
(Olga di carta #3)
Elisabetta Gnone

Editore: Salani
Pagine: 192
Prezzo: € 14,90
Sinossi
Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l'etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà. La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po' bambini.


"Si può avere paura di crescere?"

Sì, sicuramente sì, semplicemente sì!
Non fosse stato per i vestiti che le stavano grandi, sarebbe sembrata una bambina come tante: né alta né bassa, né magra né grassa, non brutta e forse anche un po’ bella, intelligente, sì, ma non un genio, insomma un tipo comune. Possedeva anche un nome comune, uno come tanti, ma tutti la chiamavano Misteriosa.
Crescere è sicuramente una questione complicata. È un percorso accidentato, difficile, ma non impossibile e Olga lo sa bene. Per rassicurare una giovane amica che “non vuol crescere”, Olga racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi. Misteriosa era il suo nome e i suoi genitori si disperavano perché la loro bambina spariva letteralmente nei vestiti.
Qualunque capo d’abbigliamento a Misteriosa stava grande. Anche se sulla targhetta c’era scritta la sua età, anche se l’etichetta riportava la sua taglia, anche se sua mamma la misurava prima di uscire e poi nei negozi tirava fuori il metro e misurava i vestiti, e solo se altezze e larghezze combaciavano al millimetro, acquistava i capi, neppure così c’era verso di farle andare bene una maglia o un paio di calzoni.
Quando si presentava una situazione difficile, Misteriosa aveva l’abitudine di nascondersi nei quadri, nei disegni, nelle fotografie e nelle locandine dei film. Se una cosa non le piaceva o l’annoiava, la ragazzina spariva. Invece, davanti a un’immagine piacevole e senza minacce all’orizzonte, Misteriosa lasciava il mondo reale per entrare in quello della fantasia. Qui succedeva una cosa strana: quando la bambina era nei disegni sembrava che i vestiti le calzassero a pennello. Magia.

Olga racconta la storia di Misteriosa mentre con i suoi amici, fra cui Mirina che non era mai stata in campagna, si avvia su per i sentieri di montagna. Una gita in montagna che si trasformerà ben presto in un’avventura mozzafiato.
Non si dovrebbe mai smettere di fare un saltino nella fantasia.
Lo sapete, io adoro Olga e ascoltare le sue storie è sempre un vero piacere. “Misteriosa” è un libro affascinante e stimolante che solleva questioni importanti, senza età. Ogni pagina è ricca di suggestioni e offre spunti di riflessione. Apre le porte della fantasia senza mai perdere di vista la realtà e afferma una grande verità: “diventare grandi non significa abbandonare i bambini che eravamo.”

Tutti abbiamo provato la paura di crescere. Il mondo spesso fa spavento e quando non riusciamo ad affrontare le difficoltà a testa alta allora ci rifugiamo in qualcosa. Inventiamo scuse per non affrontare un problema, ci nascondiamo in un libro o ci nascondiamo dietro una montagna di pretesti. Parliamo poco e vorremmo scomparire nei nostri vestiti proprio come Misteriosa. Mettiamo in discussione ogni cosa e scappiamo via facendo, magari, un saltino nella fantasia per vedere il mondo con occhi nuovi e scoprire nuovi orizzonti. La fantasia ci permette di essere eroi coraggiosi e non semplici uomini fragili e vulnerabili.

Adoro il modo in cui Elisabetta Gnone affronta questi temi. Con garbo e dolcezza, un pizzico d’ironia e tanto amore, la scrittrice riesce a parlare direttamente al cuore di noi lettori di tutte le età. Non ci sono rimproveri o sentenze, nessuna condanna o denigrazione. Ogni pagina è una possibilità, un incoraggiamento, un dire: “Ce la puoi fare!”

Fantasia e realtà corrono parallele con i confini ben delineati ma con la possibilità di passare da una dimensione all’altra senza alcun problema. Questo potere non è solo dei bambini, anche noi adulti possiamo essere cittadini del mondo della fantasia. L’importante è saper tornare nella realtà per vincere e superare le proprie paure e spostare avanti i nostri limiti. Bisogna credere in se stessi e nelle proprie capacità. Mai fuggire da responsabilità e doveri. Mai arrendersi. Rimanere fanciulli non è una soluzione. Anzi la fanciullezza è l’inizio di un viaggio che ci farà affrontare tante difficoltà. A volte sorrideremo, spesso avremo gli occhi colmi di lacrime, qualche volta incontreremo persone rassicuranti, avremo al nostro fianco veri amici e lo stupore non ci lascerà mai. Saranno tutti compagni di un lungo percorso e ci insegneranno a non aver timore di affrontare ciò che c’è fuori dal nostro nido. Apprezzare la realtà non vuol certo dire che dobbiamo dimenticare la fantasia. L’impegno e la volontà saranno le armi di tutti e non dimenticate il ruolo della scuola e della famiglia nel preparare i giovani a non temere il mondo. Bisogna dar loro gli strumenti per comprendere la realtà e conquistare il proprio posto nel mondo. Bisogna far loro comprendere che “cadere” è normale ma bisogna ogni volta “rialzarsi” e andare avanti.

“Misteriosa” è arricchito dai meravigliosi paper cut di Linda Toigo. Le parole e le immagini aiutano “a vedere” anche con gli occhi, la storia narrata da Olga di carta. Alla fine del libro ho provato un senso di appagamento e di condivisione totale con la sua morale. È facile ritrovarsi in Misteriosa con i vestiti larghi in cui nascondersi. I bambini devono poter crescere, devono avere il tempo di crescere senza bruciare le tappe verso il mondo degli adulti. Noi adulti dobbiamo, invece, ricordare come si fa a saltare nel mondo della fantasia per guardare la realtà con gli occhi dei bambini. Arrivederci alla prossima storia, cara Olga.

lunedì 27 novembre 2017

RECENSIONE | "Olga di carta. Jum fatto di buio" di Elisabetta Gnone

Carissimi lettori, inutile negarlo, spesso ci sentiamo fragili e in balia delle nostre paure. Vogliamo apparire forti ma dentro di noi proviamo un vuoto incolmabile. Un vuoto lasciato dalla perdita di una persona cara, da un sogno infranto, da un’amicizia tradita, da un amore che si perde nelle pieghe dell’anima.  In questi casi ci sentiamo persi, i timori ci rinchiudono nel vuoto e diventiamo prigionieri del dolore. Trovare la forza per reagire non è sempre facile. Mai perdere la speranza perché c’è sempre una luce che ci aspetta per illuminare il buio. A mostrarci questa luce è una bambina strana, nata in una notte di tempesta, che ama raccontare le storie in cui racchiude i “mostri” che noi tutti, prima o poi, affronteremo. Chi è questa bambina? Vi vedo sorridere, avete già capito che “lo scricciolo” in questione è “Olga di carta” nata dalla prodigiosa penna di Elisabetta Gnone. Dopo “Olga di carta. Il viaggio straordinario” (recensione), ritorna la piccola Papel con il fido Valdo per narrare una nuova storia, anzi tante storie, in “Olga di carta. Jum fatto di buio.” edito Salani.

STILE: 9 | STORIA: 9 | COVER: 8
Olga di carta. Jum fatto di buio.
(Olga di carta #2)
Elisabetta Gnone

Editore: Salani
Pagine: 215
Prezzo: € 14,90
Sinossi
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. 

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare…
A Balicò è arrivato l’inverno, il Natale si avvicina e un candido manto di neve ricopre ogni cosa. A riscaldare il cuore degli abitanti ci pensa Olga narrando le sue straordinarie storie che hanno come protagonista Jum fatto di buio.

Quando perdiamo qualcosa o qualcuno che ci è caro abbiamo in noi un gran vuoto, buio e freddo. La disperazione trasforma ogni cosa e le lacrime scendono giù copiose, inarrestabili. Jum si nutre di quelle lacrime, è il suo cibo quotidiano. Jum, essere informe e molliccio, odia tutti e non conosce pietà. È sempre assetato e predilige le lacrime dei bambini che definisce “miele dal cielo”. Olga narra di Jum e della sua fame, narra del mostro che cresce grazie al nostro dolore, che porta con sé parole crudeli. Angoscia e sgomento sono le armi con cui l’invisibile, ma percepibile, Jum colpisce l’animo umano. Cosa fare? Olga non ha delle risposte ma dona le sue storie a chi ne ha bisogno, sono una carezza, una coccola per dire di non arrendersi mai. La speranza ci tende sempre la mano, a noi stringerla per asciugare le nostre lacrime e trovare la giusta medicina per ciascuno di noi.

Ho letto “Olga di carta. Jum fatto di buio.” Tutto d’un fiato. Amo le storie e i loro poteri. Sì le storie hanno il potere di consolare, alleviare, salvare, far ridere e riflettere. Narrare è un momento magico,un rapporto esclusivo tra chi narra e chi ascolta, danno vita ai nostri ricordi di bambini. In questo secondo volume della serie Olga di carta, ho trovato molte storie che mi hanno emozionata e commossa. Mi piace il messaggio di speranza che traspare dai racconti: il vuoto può essere riempito e una luce di speranza giunge a riscaldare i nostri cuori.
Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.
È il nostro essere umani che ci porta a provare mille paure ma anche mille gioie, la felicità è sempre vicino a noi basta cogliere la sua luce, la speranza che spazza via il buio.

Con un linguaggio lieve, l’autrice ha creato un piccolo gioiello reso ancora più prezioso dal lavoro di Linda Toigo autrice delle illustrazioni dei due libri di “Olga di carta”, realizzati con la tecnica del Paper Cut (incisioni su carta) e completati con sfondi colorati nel primo libro, in bianco e nero nel secondo.

Nel libro si riflette non solo sul potere del distacco ma anche sul tema dell’amicizia, della natura, dell’amore e del rispetto per gli animali, sugli errori che si fanno quando si è in balia della paura. Questi romanzi sono per i lettori di tutte le età. Ancor oggi mi piace ascoltar storie, provar empatia con i personaggi, immedesimarmi nelle vicende. Ho appena chiuso il libro eppur sarei felicissima di ascoltare ancora Olga che racconta. Il fascino dell’ignoto che trasforma le difficoltà in sogni e speranze è già un motivo per tendere l’orecchio e ascoltare la bambina che suggerisce a tutti come vincere la paura dei mostri che tutti noi temiamo. Racconta ancora, Olga Papel, le tue storie. Noi ti ascolteremo per scaldare i nostri cuori e asciugare le nostre lacrime.

lunedì 2 ottobre 2017

RECENSIONE | Fairy Oak - "Gli incantevoli giorni di Shirley" e "Flox sorride in autunno" di Elisabetta Gnone

Carissimi lettori, oggi vi propongo una doppia recensione che tratterà una storia di sublimi incantesimi e di amicizia, di danze bizzarre e di colori. Ritorniamo, con immenso piacere, nel magico e antico villaggio di Fairy Oak. Le gemelle Vaniglia e Pervinca, le creature magiche, gli uomini senza potere e le fate, ci aspettano per vivere insieme mirabolanti avventure. A stuzzicare la vostra fantasia troverete, all’interno dei due volumi, incantevoli illustrazioni a colori da gustare con gli occhi e con un sorriso sulle labbra.

Salani | € 14,90 | 261 pg 
Salani | € 14,90 | 278 pg

A Fairy Oak è finalmente giunta la primavera. L'aria profuma di narcisi, di giornate lunghe e di giochi. Ma anche di pioggia. E infatti piove, diluvia, grandina perfino! Per lunghi, interminabili giorni. Menomale che c'è Shirley Poppy a sollevare gli animi dei giovani del villaggio, con un nuovo, intricato mistero. Nascosto nel laboratorio di sua zia, infatti, la giovane e potentissima strega, ha trovato un ricettario molto, molto strano. Non a uova e farina si fa cenno nelle antiche pagine sgualcite, ma a spade di sale, a pezzi di cielo, a cuori di pietra e a un segreto, il Segreto del Bosco. Decisa a scoprire di cosa si tratta, Shirley coinvolge le gemelle Vaniglia e Pervinca e tutta la Banda del Capitano in una serie di mirabolanti avventure. Sarà pericoloso, i ragazzi lo sanno, ma ciò che vedranno e impareranno li ripagherà di ogni ferita e paura.
Succede sempre così, un giorno di settembre, qualcuno commette una stranezza più strana delle solite stranezze, e da quel momento, per un mese, a volte due, da Fairy Oak è bandita la normalità. La chiamano "La danza delle follie di stagione". È esilarante quel che avviene in quei giorni e bellissimo, perché ciascuno sembra dare davvero il meglio di sé quanto a fantasia, forza, abilità e... stravaganza. Anche gli alberi non scherzano, l'intera Valle sembra stregata. E Flox ha una teoria al riguardo: basta guardare gli occhi di chi danza per capire che... Lasciamolo dire a Flox, questo mistero lo svelerà lei, la ragazza arcobaleno, l'amica del cuore di Vi e Babù. Questa storia è dedicata a lei e all'amicizia, quella che ovunque ti volti te la ritrovi davanti e qualche volta ti lascia i lividi. E non solo sulla pelle... 
(Fairy Oak. I quattro misteri #2 e #3)
STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8

Le avrei fatte ridere perché il terzo racconto era divertente, e ora, che conoscevano i protagonisti, avrebbero riso ancora di più immaginandoli mentre ballavano la Danza Delle Follie Di Stagione. Di quella e di amicizia raccontai.
“Gli incantevoli giorni di Shirley” è il secondo capitolo della saga di Fairy Oak. La fata Felì aggiunge un nuovo racconto che vede il villaggio magico al centro di un’avventura straordinaria. Una delle protagoniste di questo capitolo è la giovane e potentissima strega Shirley Poppy, lei è l’infinito Potere, alle prese con un nuovo e intricato mistero. Ha trovato un ricettario molto strano, non contiene ricette ma parla di spade di sale, di pezzi di cielo, di cuori di pietra. In alcune pagine, sgualcite dal tempo, è contenuto il Segreto del Bosco. Solo un accenno ma tanto basta alle gemelle Vaniglia e Pervinca, insieme alla Banda Del Capitano, per tuffarsi in una nuova avventura. Vivranno mille pericoli ma impareranno a combattere la paura. Insieme tutto è possibile.

In “Flox Sorride in Autunno”, la fata Felì aggiunge un nuovo tassello al magico mondo di Fairy Oak. Seduta nel centro di un placido lago, circondata dalle altre fate, Felì si appresta a svelare il terzo segreto: una storia d’amicizia, di misteri e sorrisi. Siamo in autunno, nel magico villaggio vive Flox la protagonista di questa storia. L’Autunno a Fairy Oak è una stagione in cui tutti gli abitanti sono più strani del solito. Questo periodo è detto La Danza Delle Follie Di Stagione, l’intera Valle sembra stregata. Sarà Flox, la ragazza arcobaleno, la strega del Buio pasticciona e buffa, l’amica del cuore di Vì e Babù, a formulare una teoria per svelare questo mistero. Ancora una volta l’amicizia è la fonte da cui assumere forza e coraggio.

Sicuramente in tanti conoscerete il meraviglioso mondo di Fairy Oak creato dalla ricca immaginazione della bravissima Elisabetta Gnone. Io adoro la tenerezza, la semplicità, il garbo accattivante con cui la scrittrice ci narra l’avventura straordinaria delle due gemelle. Vaniglia e Pervinca hanno poteri contrastanti: la prima è una strega della Luce, la seconda è una strega del Buio. Insieme sono il simbolo vivente dell’Alleanza.

Luce e Buio. Uno crea, l’altro distrugge. Insieme possono affrontare ogni nemico contando sul rispetto, sulla fiducia, sul coraggio, sull’amicizia, sulla lealtà e sull’amore. Spesso, leggendo questi romanzi fantastici, ho chiuso gli occhi per immaginare la Valle di Verdepiano e con estrema facilità sono entrata, in punta di piedi per non disturbare, in un mondo scintillante di fantasia e avventura. L’autrice ci narra una favola meravigliosa, per bambini e adulti, con personaggi stravaganti e simpaticissimi sempre pronti ad aiutarsi l’un l’altro. Si sorride leggendo questi libri, si provano intense emozioni e la magia parla con la voce del cuore. La dolce e fragile Vaniglia vi conquisteranno e non abbiate timore nel dire, come me, che vi piacciono le favole. Anche nel cuore di noi adulti c’è un posticino per sognare un luogo incantato in cui tutto è possibile, per credere ancora nell’amicizia e nell’amore. Difficile? No! Chiudete gli occhi, Fairy Oak vi aspetta.

sabato 1 aprile 2017

RECENSIONE | “Capitan Grisam e l’Amore” di Elisabetta Gnone

Carissimi lettori, oggi non vi parlerò di storie nere. Metto momentaneamente da parte il Male e sorrido al tenero e simpaticissimo romanzo di Elisabetta Gnone. La scrittrice ha pubblicato nel 2004 “Il Segreto Delle Gemelle”, il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, seguito da “L’Incanto Del Buio” e “Il Potere Della Luce”. Io ho già letto la trilogia e ricordo con gran piacere le gemelle Vaniglia e Pervinca. Elisabetta fa rivivere i suoi personaggi in una nuova serie di quattro titoli di cui “Capitan Grisam e L’Amore” segna il primo, emozionante capitolo.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8

Capitan Grisam e l'Amore
(Fairy Oak. I quattro misteri #1)
Elisabetta Gnone

Editore: Salani

Pagine: 244

Prezzo: € 14,90
Sinossi
In una grotta segreta, fra le cascate ghiacciate dall'inverno, cinque giovani amici aprono un antico baule e liberano una storia che per molti anni era stata chiusa e dimenticata! E si troveranno a mettere insieme i pezzi della storia del loro Capitano, fitta, come scopriremo, di colpi di scena. Pochi indizi, inattese scoperte e laconici ricordi aiuteranno i ragazzi a ricostruire i pezzi di un passato sepolto che a tratti appare oscuro e addirittura spaventa.

In quel momento decisi che avrei raccontato alle mie compagne quattro misteri di Fairy Oak,

uno per ogni sera per quattro sere,

dopo di che non avrei più parlato del passato.

La prima sera parlai d’amore,

la seconda di mirabolanti incantesimi,

la terza di amicizia,

la quarta sera raccontai un addio.
Amore, incantesimi, amicizia, sentimenti sono gli elementi che rendono queste storie affascinanti e avventurose.

“Capitan Grisam E L’Amore” narra di ragazzi intrepidi e d’amore riportandoci, con il cuore e con la mente, nel meraviglioso mondo di Fairy Oak e dei suoi abitanti. La voce narrante è Felì, la fatina che in qualità di tata si è occupata, per quindici anni, di Vaniglia e Pervinca, le streghe gemelle.
Luce e Buio, un potere crea, l’altro distrugge. Uniti ed opposti, sono inseparabili, né buoni né cattivi, necessari entrambi, come il giorno e la notte.
Fairy Oak è un villaggio magico e antico nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. È abitato da creature magiche e uomini senza poteri, vivono in pace ed è impossibile distinguere gli uni dagli altri. Maghi, streghe e cittadini normali abitano le case di pietra da tempo immemorabile, pronti ad aiutarsi reciprocamente nessuno fa più caso alle stranezze. A parte le fate che sono molto piccole, luminose e volano.

In questo primo capitolo della nuova serie, un mistero avvolge il passato di  William Talbooth, il capitano giunto nel magico villaggi molti anni prima. Toccherà a Vaniglia e Pervinca e al giovane mago Grisam, alla buffa Flox, e all’intera Banda Del Capitano scoprire la verità. Inizia una ricerca appassionata, con pochi indizi i ragazzi ricostruiranno la storia di Talbooth. Man mano che il mistero viene svelato, davanti agli occhi dei ragazzi si ricompone una storia inizialmente oscura ma infine rischiarata dal sorriso dell’amore.

Ho apprezzato questo “primo mistero” vivendo il piacere della lettura, immergendomi in una storia delicata dove la magia dell’amore è una presenza costante e confortante. Ritrovare le streghe gemelle è stato come rivedere vecchi amici con cui si ritrova complicità e voglia di stare insieme. Vaniglia e Pervinca sono cresciute, il Male è stato vinto, la loro esistenza ha la luce dell’amore. Ah, l’amore!

Nel romanzo, arricchito dalle bellissime illustrazioni di Alessia Martusciello, Claudio Prati e Barbara Bargiggia, prendono vita numerosi tipi d’amore.

Con la dolcezza nel cuore scopriremo l’amore promesso, l’amore negato, l’amore nascente, l’amore per la famiglia, l’amore per la musica e gli animali. Non abbiate paura, non farete un’indigestione di zucchero ma sicuramente il cuore vi ringrazierà per aver trascorso qualche ora in compagnia di belle emozioni. Io ho già letto la saga di Fairy Oak, ho vissuto l’infanzia di Vaniglia e Pervinca, la scoperta dei loro poteri, il ritorno di un antico Nemico, il tentennamento dell’Antica Alleanza, la guerra che coinvolge tutti e tutto. Era stato già tutto detto? No, fortunatamente no!

Riprendere una saga, ampliarla con nuovi capitoli è sempre una sfida coraggiosa. Sfida che, secondo me, Elisabetta Gnone, autrice anche dell’apprezzato “Olga di carta – Il viaggio straordinario” (recensione), ha vinto alla grande.

“Capitan Grisam e l’Amore” è una storia adatta ai piccoli e grandi lettori. Il romanzo è ben scritto, gode di una fluida narrazione arricchita con colpi di scena e dialoghi semplici ma efficaci. C’è la forza dell’amicizia e dell’amore a sostenere la Banda Del Capitano e noi non possiamo che far il tifo per loro. Una storia di segreti e batticuori. Ora sono impaziente di ascoltare ancora Felì e i suoi racconti. Aspetterò con ansia “la seconda sera in cui, la dolce fatina, racconterà di mirabolanti incantesimi.” Per il momento godiamoci il potere dell’amore e la sua dolcissima magia.

giovedì 11 febbraio 2016

RECENSIONE | "Olga di carta. Il viaggio straordinario" di Elisabetta Gnone

Buongiorno cari lettori, correva l’anno 2005 quando ho conosciuto il meraviglioso e fantastico mondo di Fairy Oak. Ricordo con piacere questa saga, pubblicata dalla De Agostini, che narrava le avventure di due sorelle gemelle, Vaniglia e Pervinca, il cui amore era più forte di qualunque potere.

9 novembre 2015, la letteratura per ragazzi, che affascina anche gli adulti, si arricchisce di un nuovo mondo fantastico dove tutto può accadere. Autrice di questi mondi fatati è la scrittrice Elisabetta Gnone che ci regala la possibilità di un nuovo viaggio tra fantasia e realtà.

Olga di carta
Il viaggio straordinario
(Olga di carta #1)
Elisabetta Gnone

Editore: Salani
Pagine: 297
Prezzo: € 14,90

Sinossi: Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio, sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell’infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: Olga s’imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare a remi. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare…

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STILE: 9 | STORIA: 8 | COPERTINA: 8

Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello. Ha un dono, riesce a raccontare delle storie incredibili in cui può capitare di tutto. Un giorno Olga, per consolare il suo amico Bruco, decide di raccontargli la storia della bambina di carta che all’età di 10 anni, intraprese un viaggio per andare a trovare la maga Ausolia affinché la facesse diventare di carne e ossa, come tutti gli altri.

Durante il viaggio Olga di carta incontrerà tanti personaggi come il tasso parlante, il coniglio barcaiolo, un orso sarto e affronterà molti ostacoli senza mai arrendersi. I sogni non sono facili da realizzare, occorre perseveranza e coraggio.

Olga di carta dovrà affrontare dei nemici naturali come la pioggia, il fuoco, il vento. Spesso la bambina si sentirà sola e fragile, in alcuni momenti non avrà la forza per proseguire il suo viaggio ma, in suo aiuto, arriveranno dei personaggi fantastici. Incontrerà un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera, chiederà aiuto a un venditore di tracce e si perderà per essere poi trovata da un circo. Finché, un giorno, Olga giunse davanti alla casa della maga Ausolia. Era arrivato il momento della verità.
“Quando incontrerai la maga dovrai spiegarle bene ciò che desideri. Altrimenti potrebbe sbagliare incantesimo e trasformarti in qualcosa di peggio!”

“Peggio??” si disse la bambina.

“Una zebra d’alabastro, un cucchiaino di sabbia…”

“Tu sai cosa vuoi, vero? Intendo esattamente!”

“Si” rispose Olga. “Voglio essere normale!”

IL MANTRA DI OLGA: "VOGLIO ESSERE NORMALE!"
Secondo voi, cosa significa essere normali? Ognuno di noi è unico e speciale. Le differenze non devono essere motivo di odio ma fonte di ricchezza. Cercare se stessi, valorizzare i propri “doni”, credere nel futuro,  costruire il mondo che vogliamo, è questa la normalità.

Olga deve affrontare un lungo viaggio per poter comprendere molte cose. Bisogna aver pazienza e tenacia, bisogna continuare a provare per superare gli ostacoli che inevitabilmente incontreremo lungo il nostro cammino.

IMPERFEZIONE. VULNERABILITÀ. FRAGILITÀ
Olga affascina tutto il paese con i suoi racconti, tutti si fermano per ascoltarla, per rimanere con occhi sognanti a sentire i racconti di storie che si trasformano in momenti di esaltazione della fragilità, dell’imperfezione, della vulnerabilità che ci rendono umani. Il cammino verso l’età adulta è difficile ma troviamo un aiuto nell’amicizia, nell’amore, nella solidarietà. A volte saremo tentati di prendere delle scorciatoie, scelte sbagliate, pericolose.

UN SOGNO NEL CASSETTO
Tutti abbiamo un sogno che vorremmo realizzare, non sarà facile realizzarlo ma bisogna provare e riprovare senza mai arrendersi. Con coraggio, avendo fiducia in noi stessi, potremmo dar vita ai nostri desideri. Sarà normale sbagliare, l’importante è riconoscere l’errore e correggersi. Attenzione, però, a cosa siamo disposti a fare per concederci la possibilità di riuscire nei nostri intenti. Lo sappiamo bene, per ogni cosa c’è un prezzo da pagare. Siamo disposti a tutto? Ricordatevi che non siam fatti solo di carne, in noi vivono amori, ricordi, amicizie, speranze. Ognuno di noi è unico al mondo.

“Olga di carta” è un romanzo per tutte le età, una storia tenera e poetica. Olga raccoglie le paure dei bambini e le trasporta in mondi dove si trasformano in momenti di riflessione. Ogni personaggio rappresenta una diversità, la normalità non esiste se non in noi stessi. Attraverso il viaggio, metafora del divenire  adulti, ognuno scopre se stesso e si rende conto di avere in sé tanti doni. Le avventure della fragile bambina, che più volte si piega ma non si rompe, ci parlano di forza di volontà, pazienza, generosità, gentilezza, intraprendenza. Crescere è un difficile e lungo viaggio che tutti siamo chiamati a intraprendere.

Con penna sensibile e fantasiosa, Elisabetta Gnone parla al nostro cuore e crea un mondo in cui bisogna sempre andare avanti, alla ricerca di ciò che ci rende unici. La lettura fluida e ricca di emozioni vi regalerà l’opportunità di condividere questo viaggio straordinario con una persona speciale. Leggetelo con i vostri bambini, con i nipotini, con coloro che amate e a cui volete presentare una nuova grande amica: Olga di carta.