Buon dì cari lettori :) “Segreto di famiglia” è un thriller presentato come “il libro
dell’anno” e “il bestseller svedese diventato un caso mondiale”. Potevo mai resistere? Certamente no!
Così ho iniziato a
leggere questo romanzo pregustando una storia adrenalinica e ricca di emozioni.
L’ho letto in due giorni. Non è sicuramente il massimo ma una giusta dose di
intrecci psicologici lo rendono un thriller piacevole dai risvolti inaspettati.
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Prezzo: € 12,00
La rete nazionale, la TV4, si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un'inviata specializzata in cronaca nera: Ellen Tamm. Davanti alle prime indagini della polizia, i due genitori interrogati cominciano a darsi la colpa a vicenda. Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare Lycke all'ingresso dei campi di tennis, senza però scendere dalla macchina. Non si è così accorta che il centro fosse chiuso per ristrutturazione. La donna, madre a sua volta da poco, cerca di tutelare la propria serenità familiare, ma ci sono delle ombre nella sua testimonianza e i rapporti con il marito sembrano incrinarsi. Mentre la madre di Lycke non si dà pace e invoca un maggior aiuto delle forze dell'ordine, la tragedia incombe. Nel frattempo la reporter Ellen Tamm si impegna in una ricerca sempre più spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare di tutto per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi necessariamente con il suo doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano...
Stoccolma. In un freddo e piovoso venerdì di maggio,
scompare improvvisamente la piccola Lycke, di soli otto anni. La polizia inizia
le indagini e anche i giornalisti accorrono come api sul miele.
La rete televisiva tv4 manda sul campo Ellen Tamm,
giornalista specializzata in cronaca nera. La bambina sembra esser svanita nel
nulla. I genitori di Lycke, separati da tempo, raccontano le loro verità in cui
s’incastra l’operato di Chloè, nuova moglie del padre della bambina. Apparenze
e verità si scontrano inevitabilmente. Le prime tendono a inquinare i fatti, la
verità, dolorosa e sorprendente, coglie tutti impreparati. Solo la tata Mona
appare sinceramente addolorata per la scomparsa di Lycke. Man mano che i giorni
passano le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano.
Per l’ennesima volta si rigirò nel letto. Dormire era impossibile. Le gambe non trovavano pace. Fissò la parete. Chiuse le palpebre, ma le riaprì dopo qualche secondo. Si tirò il cuscino sopra la testa, cercando di isolare le voci…
Perdono, sussurrò.
Le lacrime le scorrevano lungo le guance mentre mormorava:
Prego te, Nostro Signore,
Dei bambini il protettore,
Pensa a chi così piccino
Nel mondo avvia il suo cammino, e la felicità affida al Divino.
La felicità viene e la felicità se ne va, pensa a chi mai amore riceverà.
PERSONAGGI, SPECCHIO DEI NOSTRI TEMPI
“Segreto di famiglia” è un romanzo che si basa su un
delicato ingranaggio in cui i personaggi sono esempi di una società in continua
evoluzione. Procediamo con ordine tenendo conto che i temi trattati nel romanzo
sono attualissimi: la famiglia allargata, la depressione post partum, il senso
di colpa, la solitudine, il diritto a una infanzia serena e felice. Tutto
questo in un thriller? Si, miei cari lettori, questo e molto altro.
Lycke, la bambina scomparsa, ha otto anni. Frequenta una
scuola privata. E’ introversa, non ha amici. I suoi genitori si occupano di lei
a settimane alterne: sette giorni con la mamma e sette con il papà e la sua
nuova famiglia.
Helena, madre di Lycke, è un agente immobiliare. Appare come
una donna fredda, incapace di provare vere emozioni. Non ha superato la
sofferenza per il divorzio dal marito e non ha mai affrontato la depressione
post partum.
Harald, padre di Lycke, gestisce un albergo a conduzione
familiare. Si è risposato con Chloé, da cui ha avuto un bambino. E’ un padre
assente, non conosce realmente sua figlia, non si preoccupa per lei, non vede i
suoi problemi.
Chloé è colei che ha accompagnato la bambina al centro
sportivo , dove se ne sono perse le tracce. Non sopporta Lycke, la considera un
pericolo in quanto trait d’union tra il marito e l’ex moglie. Prova per la
piccolina un odio viscerale.
Ellen, giornalista di nera, si occupa del caso considerato,
dal direttore della rete televisiva, “il genere di notizia per cui i
telespettatori impazziscono. La sindrome della graziosa bambina scomparsa.”
Ellen ha un passato doloroso che la tiene prigioniera.
Occupandosi di questo caso rivivrà il suo dramma.
La tata Mona, anziana signora prossima alla pensione, si
occupa con amore di Lycke condividendo con lei sofferenze e solitudine. La
bambina appare invisibile agli occhi dei genitori che invece d’amarla e
proteggerla si rimpallano accuse e responsabilità.
PERCHÈ SI, PERCHÈ NO
“Segreto di famiglia” non è sicuramente un thriller che
raggiunge momenti di insostenibile tensione anche se ben strutturato e dalla
fluida lettura. I capitoli danno voce ai vari protagonisti che si mostrano in
un gioco di specchi tra apparenze e verità. Il disagio esistenziale fa da
sfondo all’intera vicenda resa ancora più amara dal cinismo dei giornalisti
pronti a tutto pur di attirare l’attenzione degli spettatori e arrivare per
primi a render noti eventuali sviluppi della storia. Come appassionata di
thriller non posso che biasimare il comportamento della polizia, fin dall’inizio
delle indagini appare evidente un modo di approcciarsi all’evento drammatico
del tutto erroneo. I poliziotti chiedono ai genitori di Lycke se la bambina
aveva dei programmi, se aveva l’abitudine di scappare. Mah! Novelli Sherlock
Holmes cercasi. Come se ciò non bastasse l’autrice ci mostra anche alcuni
poliziotti che s’inchinano al dio denaro. Corruzione dove dovrebbe regnare la
giustizia.
Ogni personaggio mostra zone d’ombra nei suoi comportamenti.
Nel corso del romanzo sono stati seminati numerosi indizi che fanno sospettare,
a turno, di tutti. Io ho creduto spesso di aver individuato il colpevole, ho
fallito miseramente.
Ho letto il romanzo con molta curiosità, volevo conoscere
“il segreto di famiglia” a cui il titolo faceva riferimento. Ho dovuto
aspettare un bel po’ prima di vedere la mia curiosità appagata. E’ un segreto
che porta con sé un profondo e logorante senso di colpa. A chi appartiene
questo segreto? Lasciamo un po’ di mistero e leggendo il romanzo capirete come
gli scheletri negli armadi possano minare l’intera esistenza.
RIFLESSIONE
Man mano che procedevo nella lettura avevo la sensazione di
trovarmi al cospetto di un libro apripista. Mi spiego.
La figura che emerge preponderante dalle pagine del libro è
quella di Ellen. La scomparsa di Lycke appare un pretesto narrativo per
presentare al lettore un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature.
Sicuramente ritroveremo la giornalista coinvolta in altre storie di cronaca
nera. Spero che, nei prossimi romanzi sia data maggiore importanza
all’indagine, quasi inesistente in questo primo caso, e mi piacerebbe poter
conoscere meglio tutti i protagonisti implicati nella storia.
IN CONCLUSIONE
Ad essere sincera il finale mi ha spiazzato positivamente e
mi ha dato l’opportunità di riflettere sui comportamenti umani. Il male si
nasconde ovunque e può assumere forme impensabili.
In conclusione posso dirvi che “Segreto di famiglia” non è,
per me, il libro dell’anno anche se ha un suo fascino che risiede nei temi
affrontati e nelle motivazioni di taluni comportamenti. E’ un romanzo ben
scritto e una piacevole lettura anche se non raggiunge i vertici del thriller
altamente coinvolgente.

