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venerdì 7 aprile 2023

BLOGTOUR | "Il peso del coraggio" di Michele Navarra | Recensione in anteprima

“Il peso del coraggio” è il nuovo lavoro letterario di Michele Navarra edito da Fazi nella collana Darkside in uscita l'11 aprile. In questo nuovo episodio della serie di legal thriller che lo vede protagonista, l’avvocato Alessandro Gordiani  torna nelle aule del tribunale per un difficile e delicato processo.

Nelle aule del tribunale le vie processuali e le storie “personali” di presunte vittime e carnefici, si intrecciano in un mix di riflessioni e tematiche universali, sul coraggio di fare determinate scelte e sulle conseguenze che queste scelte hanno su di noi e sugli altri. Con scrittura incisiva Navarra parla di un tema purtroppo sempre di attualità, parla di dignità umana, di rispetto violato, del valore della vita umana. Nell’immane dramma della pedofilia, vittima e colpevole hanno gli stessi diritti? Cosa fare per un mondo più giusto? Quanto si è capaci di mettersi in gioco per cambiare? Qual è il “peso” del coraggio? Michele Navarra pone Gordiani davanti allo sguardo di un’infanzia violata, diventa depositario dell’orrore, custode di una terribile rivelazione, di un disagio che cresce e pretende giustizia. A volte, però, la giustizia annega nelle aule dei tribunali e la vendetta appare all’orizzonte. È giusto sostituire la giustizia con la vendetta?



STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Il peso del coraggio
Michele Navarra

Editore: Fazi
Pagine: 334
Prezzo: € 17,50
Sinossi

In questo nuovo episodio che lo vede protagonista, l’avvocato Gordiani torna nelle aule del tribunale per un processo molto difficile e delicato. Alessandro Gordiani sta attraversando un momento complicato. Le cose in famiglia non vanno bene, la moglie è sempre distante e la figlia più grande, iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, è spesso in polemica con lui. Come avvocato di parte civile, è da poco alle prese con un processo delicato: assiste la famiglia di un bambino che sostiene di essere stato abusato dal suo allenatore di calcio, un medico e stimato professionista, nonché padre di un suo compagno di classe. Nel corso del processo, il ragazzo, sentito come persona offesa, incorre in una serie di contraddizioni e confonde particolari importanti, al punto che, nonostante gli sforzi di Gordiani, l’accusato, e quasi sicuramente colpevole, viene assolto per insufficienza di prove. In seguito alla sentenza di assoluzione, che in qualche modo lo qualifica come “bugiardo”, il piccolo cade in una crisi profonda. Qualche tempo dopo, l’uomo accusato di averlo abusato viene trovato cadavere all’interno del suo appartamento e i sospetti portano dritti al padre del ragazzo. C’è comunque qualcosa che non torna e Gordiani, con l’aiuto della collega Patrizia, cerca di capire come siano andate realmente le cose lavorando con la sua squadra in vista di un processo che si preannuncia particolarmente difficile e complesso.





Prima o poi andrò in pezzi, lo so. Non adesso però. Perché adesso devo rispettare l’impegno che ho preso con i genitori di Diego. Domani devo riuscire a far condannare il gran pezzo di fango che l’ha violentato.

Alessandro Gordiani, come avvocato di parte civile, è da poco alle prese con un processo delicato: assiste la famiglia di un bambino che sostiene di essere stato abusato dal suo allenatore di calcio, un medico e stimato professionista. Nel corso del processo, il ragazzo, durante la sua testimonianza, incorre in una serie di contraddizioni e confonde particolari importanti, al punto che, nonostante gli sforzi di Gordiani, l’accusato, quasi sicuramente colpevole, viene assolto per insufficienza di prove. Diego, il bimbo abusato, viene qualificato come “bugiardo” e cade in una profonda crisi. Qualche tempo dopo, l’uomo accusato di averlo abusato, viene trovato cadavere e i sospetti portano dritti al padre del ragazzo. Gordiani, con l’aiuto della collega Patrizia, cerca di capire come siano andate realmente le cose lavorando con la sua squadra in vista di un processo che si preannuncia difficile e complesso.

“Il peso del coraggio” è un legal thriller che nasce nelle aule di giustizia dei tribunali italiani e affascina con un incedere sicuro tra diritto e letteratura in una ricostruzione rigorosa dal punto di vista legale, medico, scientifico e delle procedure di indagine. Sicuramente nei romanzi di Navarra assume notevole importanza il lato psicologico dei personaggi. L’avvocato Gordiani deve fare i conti con la propria coscienza. Impegnato in una difesa penale sa bene che il suo cammino sarà sicuramente costellato da decisioni difficili da prendere. Anche in famiglia le cose non vanno bene, la moglie è sempre più distante e la figlia più grande, iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, è spesso in polemica con lui.

Purtroppo, nella vita ci vuole coraggio, a volte si devono fare delle scelte, bisogna venire a patti con la propria coscienza e, soprattutto, bisogna rischiare. Considero la mia integrità come un punto di vanto, qualcosa di cui andare orgoglioso. Ho sempre agito secondo la legge, rispettando le regole del gioco, e adesso deviare da questo percorso mi pesa.

Deve decidere, Gordiani, se fare la cosa giusta, ma prima deve capire qual è la cosa giusta da fare. Soprattutto deve comprendere se sarà abbastanza forte da sopportare il peso delle sue scelte, il peso del suo coraggio.

Quando il “mostro” viene assolto, la giustizia fallisce. Quando il “mostro” viene ucciso, la vendetta trionfa. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

 “Il peso del coraggio” è un romanzo profondo che tratta un argomento molto delicato mostrando come gli uomini siano capaci di comportamenti terribili. L’autore non si limita a una visione superficiale dei fatti, ma dà voce all’urlo di dolore e di rabbia che alberga nel cuore della vittima e dei suoi genitori per gli orrendi abusi subiti. Il romanzo presenta una struttura a scatole cinesi, una partita aperta per un cambio di rotta, per dare  la possibilità di un nuovo inizio a chi soffre.

È un romanzo triste e malinconico, con un finale non scontato. È un filo diretto tra aule di giustizia e società, tra dolore e vergogna, tra manipolazione e violenza sessuale. I protagonisti sono profondamente e personalmente coinvolti nella vicenda mettendo in primo piano emozioni e sentimenti che siedono tra i banchi del tribunale. Tra procedure giudiziarie, strategie accusatorie e difensive, indagini condotte da investigatori privati, dovrebbe emergere la verità. Ma non sempre ciò avviene, il ragionevole dubbio è sempre in agguato. Alcuni protagonisti di questo romanzo, sono ambigui e da ciò deriva un fascino a cui è difficile sottrarsi. Il tema trattato ci porta immediatamente a schierarci con il piccolo Diego nella speranza che la vicenda si concluda con il trionfo della giustizia. Purtroppo non è sempre così, una sentenza sbagliata si accanisce sulla vittima.

“Il peso del coraggio” è un legal thriller che conferma la bravura di Michele Navarra, regalando a noi lettori una storia appassionante che riesce a coinvolgerti fin dal primo momento. Giustizia o vendetta? È questa la domanda che aleggia tra le pagine di questo romanzo con un sottofondo musicale facilmente riconoscibile in una canzone, “Il peso del coraggio” della mitica Fiorella Mannoia:

Sono come buchi neri Questi buchi nei pensieri Si fa finta di niente Lo facciamo da sempre Ci si dimentica Che ognuno ha la sua parte in questa grande scena Ognuno ha i suoi diritti, ognuno la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta. Il peso di ogni passo. Il peso del coraggio.



venerdì 10 giugno 2022

BLOGTOUR | "Una giornata cominciata male" di Michele Navarra | I 5 motivi per leggere il romanzo

Dopo “Solo Dio è innocente” e “La tana del serpente”, Michele Navarra, avvocato penalista dal 1992, tornerà in libreria il 14 giugno con “Una giornata cominciata male”, un legal thriller che vi conquisterà. Tutti i romanzi di Navarra sono pubblicati da Fazi nella collana Darkside.

Anche questo romanzo, come i precedenti, ha come protagonista l’avvocato Alessandro Gordiani, penalista coscienzioso che si divide tra le pesanti responsabilità della professione e la sua indole ironica e scherzosa. Ora vi spiego perché dovete leggere “Una giornata cominciata male”.




Una giornata cominciata male
Michele Navarra

Editore: Fazi
Pagine: 316
Prezzo: € 17,00
Sinossi
Durante una sera d’agosto sferzata da un nubifragio estivo, l’imprenditore romano Federico Santini guida a tutta velocità verso l’Argentario per raggiungere Claudia, la sua ultima conquista, mentre rimugina sull’ennesima questione legale in cui lo sta trascinando la sua ex moglie. Tra distrazione ed eccesso di velocità, l’auto di Santini travolge un ciclista. Non sembra esserci nessuno nei paraggi, e l’uomo, incurante dell’accaduto, riprende la sua corsa.
Nel giro di pochi giorni, però, tutto precipita. La mattina di Ferragosto, Santini si risveglia con la mente confusa e la memoria offuscata in un luogo che non conosce. Non riesce a ricordare nulla della notte precedente e, mentre decide di cercare Claudia nella speranza di scoprire cos’è accaduto, si trova invischiato nelle indagini su un terribile omicidio. Sarà l’avvocato Gordiani ad accettare di aiutare Santini, provando a districare la matassa e a ricostruire i fatti avvenuti a Ferragosto. Insieme alla sua abile quanto affascinante collaboratrice, l’avvocato trascorrerà le calde giornate d’estate tra Roma e l’Argentario, tra yacht ormeggiati nei porticcioli e suggestivi scorci del paesaggio toscano, cercando di farsi strada verso la verità e, possibilmente, verso la giustizia.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché la trama coinvolge e diventa specchio della nostra società. Durante una sera d’agosto sferzata da un nubifragio estivo, l’imprenditore romano Federico Santini guida a tutta velocità verso l’Argentario per raggiungere Claudia, la sua ultima conquista, mentre rimugina sull’ennesima questione legale in cui lo sta trascinando la sua ex moglie. Tra distrazione ed eccesso di velocità, l’auto di Santini travolge un ciclista. Non sembra esserci nessuno nei paraggi e l’uomo, incurante dell’accaduto, riprende la sua corsa. Alcuni giorni dopo, la mattina di Ferragosto, Santini si risveglia con la mente confusa e la memoria offuscata in un luogo che non conosce. Non riesce a ricordare nulla della notte precedente e, mentre cerca di contattare Claudia nella speranza di scoprire cos’è accaduto, si trova coinvolto nelle indagini su un terribile omicidio. Sarà l’avvocato Gordiani ad accettare di aiutare Santini, provando a districare la matassa e a ricostruire i fatti avvenuti a Ferragosto. Insieme alla sua abile quanto affascinante collaboratrice, l’avvocato trascorrerà le calde giornate d’estate tra Roma e l’Argentario, tra yacht ormeggiati nei porticcioli e suggestivi scorci del paesaggio toscano, cercando di farsi strada verso la verità e, possibilmente, verso la giustizia.

2. Perché inizialmente tutto appare incomprensibile e l’amnesia del sospetto omicida, complica ancor di più ogni cosa. Le ipotesi, i dubbi e le incertezze si moltiplicano celando la sorprendente verità. È un gioco di specchi costruito magistralmente che indaga il lato oscuro dell’animo umano. Crimini e corruzioni, segreti e bugie, il labile confine che separa il lecito dall’illecito, i legami familiari. La ricerca della giustizia sono elementi che creano il prolifico substrato del narrare arricchito da tematiche sociali sempre attuali. Chì infrange la legge verrà punito anche se la farraginosa e imperfetta macchina della giustizia può riservare delle sorprese. Infatti  può succedere che la verità processuale e quella reale non sempre coincidono. La legge è fatta dagli uomini ed è imperfetta.

“La giustizia in realtà non esiste, esiste solo la sua ombra furtiva, di cui spesso dobbiamo accontentarci.”

3. Perché Michele Navarra ha creato un personaggio letterario, l’avvocato  Alessandro Gordiani, con una propria visione di ciò che è giusto e di ciò che non lo è. Gordiani, penalista romano, è un uomo con dubbi e paure. Teme di essere inadeguato per il suo lavoro, ha molte incertezze e prova a dare sempre il massimo per non deludere le aspettative di chi si affida a lui. Legge e giustizia, lo sa bene Gordiani, non combaciano quasi mai. Applicare correttamente la legge non sempre vuol dire far trionfare la giustizia. L’avvocato difensore, Gordiani in primis, vorrebbe esser sicuro di difendere un innocente. A volte accade, come in questo romanzo, che il sospettato taccia su vari particolari temendo di sembrare ancor più colpevole. Alla fine non ci saranno veri e propri vincitori perché non sempre è possibile separare nettamente i buoni dai cattivi. Quando si commette un crimine, qualunque sia la sentenza, si è tutti un po’ perdenti. L’avvocato Gordiani non è un eroe, vuol far bene il proprio lavoro, ha coraggio e intraprendenza e molti dubbi ma è un protagonista vincente.

4. Perché Michele Navarra racconta, con una prosa intrigante e scorrevole, gli elementi e i protagonisti del processo penale italiano senza mai rinunciare a una irresistibile dose di ironia. Per me è davvero un piacere leggere i suoi romanzi perché trovo le storie narrate affascinanti. Ogni caso non è mai solo bianco o solo nero, ma presenta varie sfumature. Questa ambiguità, in cui la storia evolve, è basilare per generi letterari come il legal thriller dove, a ben vedere, nessuno è del tutto innocente.

5. Perché è interessante conoscere il mondo che ruota attorno alla figura dell’avvocato Gordiani. Un mondo fatto di crimini e indagini, verità celate e omicidi, processi e pentimenti. Il tutto è reso con molto realismo ed esattezza giuridica. Ogni romanzo è una partita a scacchi tra Gordiani e i suoi antagonisti. L’autore modella le storie prendendo spunto da casi reali e li trasforma, attraverso la fantasia, in romanzi giudiziari ben scritti e coinvolgenti. I crimini narrati catturano il lettore con il loro fascino perverso e Navarra non risolve solo l’enigma individuale, ma cerca di comprenderlo. Tra le righe, i più attenti, scopriranno riflessioni sulla condizione umana sia negli aspetti positivi che in quelli negativi.

L’avventura, disseminata in lungo e largo nei fatti di cronaca e nelle aule di giustizia, tende a riportare l’ordine spezzato dal crimine. Con coraggio si combatte contro il male pur sapendo che la sconfitta è sempre possibile. Qualche volta la verità non si saprà mai, Gordiani sicuramente non si arrende e noi con lui.

“Una giornata cominciata male” è una lettura scorrevole, intrigante e appassionante. Perfetta nel caldo torrido dell’estate che si avvicina.



mercoledì 16 giugno 2021

BLOGTOUR | "Nella tana del serpente" di Michele Navarra | I 5 motivi per leggere il romanzo

Dopo “Solo Dio è innocente”, Michele Navarra torna in libreria dal 17 giugno con “Nella tana del serpente” (Fazi Editore), un nuovo avvincente romanzo con protagonista l’avvocato Alessandro Gordiani.

Michele Navarra, avvocato penalista dal 1992, nel corso della sua carriera ha avuto modo di seguire in prima persona alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica ai fatti della banda della Uno bianca. Ha inventato la figura dell’avvocato Gordiani, personaggio ricorrente nei suoi legal thriller, penalista coscienzioso che si divide tra le pesanti responsabilità della professione e la sua indole ironica e scherzosa. Ora vi spiego perché dovete leggere questo romanzo..





Nella tana del serpente
Michele Navarra

Editore: Fazi
Prezzo: € 16,00
Sinossi
Tra gli alti palazzi del Corviale, alla periferia di Roma, la vita è grigia come il cemento che ricopre i suoi edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante che cerca di tirare avanti come può, mentre suo figlio viene risucchiato dalle false promesse della banda del quartiere, chiamato volgarmente "Serpentone". Uomo amareggiato e scontroso, Elia si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono attorno a lui. Quando uno di questi viene ritrovato morto, Elia diventa immediatamente il principale sospettato. Eppure, l'uomo giura di essere innocente e chiede aiuto a Gordiani. Destreggiandosi abilmente fra bande criminali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti, in questo incalzante romanzo, Alessandro Gordiani si ritroverà alle prese con una situazione molto più complicata del previsto dove la verità si nasconde nel degrado e nelle abitudini di un quartiere pieno di rancore.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè la trama giudiziaria – con tutti i tasselli di innocenza, colpevolezza, indagine, dubbio, ricerca della verità – suscita sempre interesse nei lettori perché ha radici nella realtà e poi si trasforma, grazie alla fantasia dell’autore, in un romanzo accattivante e ben scritto. 

Tra gli alti palazzi del Corviale, alla periferia di Roma, la vita è grigia come il cemento che ricopre i suoi edifici. Elia Desideri è un piccolo commerciante alle prese con i problemi nati da una crisi economica che non conosce confini. Anche nella sua famiglia i guai non mancano: suo figlio si è lasciato ammaliare dalle false promesse della banda del quartiere chiamato volgarmente “Serpentone”. Elia, uomo scontroso e amareggiato, si scaglia spesso contro gli immigrati che vivono attorno a lui, primi fra tutti i Bayazid, rifugiati siriani suoi vicini di casa. Quando il giovane Nadir Bayazid viene ritrovato morto, Elia diventa il principale sospettato. L’uomo portato in carcere, si dichiara innocente, chiede l’aiuto di Gordiani. L’avvocato dovrà destreggiarsi abilmente fra bande rivali, procuratori inflessibili e amori mai sopiti. La verità si nasconde nel degrado e nelle abitudini di un quartiere pieno di rancori, una zona oscura e impenetrabile dove la violenza soffoca le buone abitudini e la diversità è vista come minaccia.

2. Perché è un legal thriller incalzante, intrigante e scorrevole che vi farà riflettere sul concetto di giustizia e di legge. Molto spesso, davanti a crimini di violenza inaudita, vorremmo essere noi i giustizieri ma la società evoluta in cui viviamo ci impone di sottostare alla legge. Navarra definisce la giustizia come qualcosa di divino. La legge è umana, scritta da uomini che, in quanto esseri imperfetti, emanano leggi che non corrispondono alla giustizia. Applicare la legge non vuol dire fare automaticamente giustizia,

«Vede, signor Desideri, non sempre è facile poter affermare che la giustizia, e parlo di quella con la G maiuscola, abbia trionfato», cominciò a spiegare Gordiani senza riuscire a nascondere un pizzico di disillusione nella voce, «molto spesso, in realtà, alla fine di un processo non ci sono né vinti né vincitori».

3. Perchè questo romanzo è un cattura-lettori. Se comincerete a leggerlo difficilmente riuscirete a smettere conquistati da uno stile elegante e fluido. Potrete allenare la vostra materia grigia e rilassarvi provando il brivido dell’azione senza essere realmente in pericolo. La storia inizia quasi in sordina poi le acque si agitano e gli esseri umani iniziano a mostrare le loro debolezze, l’avidità, i difetti che rendono la realtà crudele. Sarete curiosi, inutile negarlo, di svelare il passato dell’imputato, la vita privata della vittima e ovunque scoprirete scheletri nell’armadio. Curiosità che aumenterà man mano che vi addentrerete nella storia, man mano che il vostro desiderio di giustizia diventerà inderogabile soprattutto quando vi troverete dinnanzi a tematiche scottanti come la pratica dei matrimoni combinati diffusa in altre culture. Scusate ma il pensiero vola alla trista vicenda di Saman Abbas, la 18enne scomparsa nel nulla da oltre un mese in provincia di Reggio Emilia. Ha detto di no alle nozze combinate e la sua famiglia, a quanto pare, l’ha uccisa.

“Lo sa qual è il colore della giustizia, signor Desideri?” chiese Alessandro pensieroso. “Vede, il vero colore della giustizia non è il bianco, dove alla fine sono sempre i “buoni” a vincere, dove alla fine hanno sempre ragione quelli che è giusto l’abbiano. E non è nemmeno il nero, dove a vincere sono sempre i “cattivi”, dove la ragione viene data sempre alla parte sbagliata, a quella che era nel torto. E di certo non è neanche il rosso, il colore del sangue, proprio quello che i tanti  giustizialisti, forcaioli e vendicatori dell’ultima ora vorrebbero. In verità il colore della giustizia è il grigio pur con tutte le sue sfumature.”

4. Perchè potrete osservare Gordiani, uomo imperfetto e realista, alla ricerca della verità nel tentativo di smontare le accuse a carico del suo assistito. Sempre in giro sulla sua Vespa bianca, l’avvocato avrà il compito di convincere carabinieri e Procura ad allargare lo spettro delle indagini su un caso all’apparenza molto semplice ma che semplice non è. Lui è perennemente insoddisfatto per la consapevolezza dell’inconciliabile dicotomia tra “giustizia e legge”. Come se non bastasse, Gordiani sta attraversando un momento di grande incertezza nella sua vita privata, che lo porterà a mettere in discussione i valori in cui crede. Alessandro dovrà entrare nel lato grigio della giustizia.

In verità il colore della giustizia è il grigio. Quel colore spento, opaco, di cenere e cemento, proprio come quello dei muri di Corviale, quel serpente nascosto dentro la sua gigantesca tana, in attesa di mordere e inoculare in qualcuno il suo veleno.

5. Perchè  è un legal thriller che ci permette di conoscere il complesso architettonico di Corviale con la sua complessità sociale e culturale. Corviale ha un fascino tutto suo, fascino che suscita attrazione e inquietudine. Il Serpentone, come viene comunemente chiamato per via della lunghezza del suo edificio principale (la monumentale “stecca” di circa 980 metri), è divenuto l’emblema del degrado della capitale, portandosi dietro questa etichetta fino a oggi. Ora, forse, il futuro di Corviale si tinge dei colori della speranza grazie all’opera di grandi professionisti come la professoressa Guendalina Salimei (la cui storia ha ispirato il film di Riccardo Milani “Scusate se esisto” con Paola Cortellesi e Raoul Bova). Anche i suoi abitanti hanno un forte desiderio di legalità  per eliminare l’etichetta negativa che ha accompagnato la struttura fin dall’origine. Certo le difficoltà sono tante (in primis il traffico di stupefacenti) ma si può e si deve fare sempre meglio per restituire Corviale a quella che avrebbe dovuto essere la sua funzione abitativa e sociale nelle intenzioni e nella visione del suo progettista, l’architetto Mario Fiorentino.

E se 5 motivi non vi bastano, ne aggiungo un sesto che io considero molto importante.

6. Perchè “Nella tana del serpente” potrete constatare la differenza tra il nostro giallo giudiziario e il tipico legal thriller di stampo prettamente statunitense. Per chi legge i romanzi di Grisham, ad esempio, sono evidenti le differenze tra la realtà giudiziaria statunitense e quella italiana. Il romanzo giudiziario italiano si basa sul rigido rispetto descrittivo delle vere regole che disciplinano il mondo del diritto. Navarra, con la sua creatura di carta Alessandro Gordiani, ha dimostrato che quando si ha capacità ed esperienza sul campo, si può scrivere un ottimo romanzo giudiziario senza annoiare i lettori italiani. Gli avvocati di casa nostra spesso devono fare i conti oltre che con la propria coscienza, anche con la paura di aver scelto una strategia processuale sbagliata. Aggiungono inquietudine anche i tanti deficit della giustizia italiana. Quindi è facile condividere con il personaggio dell’avvocato le sue ansie, le sue paure. Navarra, attraverso Gordiani, può dire tutto ciò che pensa del mondo in cui vive e lavora.




martedì 21 luglio 2020

BLOGTOUR | “Solo Dio è innocente" di Michele Navarra | I 5 motivi per leggere il romanzo

“Solo Dio è innocente” di Michele Navarra, Fazi Editore, è un intrigante legal thriller ambientato tra la Roma degli studi legali e la Sardegna primitiva. Oscure minacce, vendetta, ricerca della verità, sono gli elementi portanti di questo romanzo scritto da Navarra con maestria e ritmo incalzante. Una lettura avvincente scandita da complesse dinamiche familiari, in cui le colpe dei padri, coinvolti in faide interminabili, ricadono inevitabilmente sui figli. Io amo le storie a matrioska, l’intreccio abile che semina indizi qua e là, l’opportunità di conoscenza e riflessione che la trama mi offre. Quindi, senza indugi, ecco i cinque motivi per leggere “Solo Dio è innocente”.




Solo Dio è innocente
Michele Navarra
Editore: Fazi

Prezzo: € 16,00
Sinossi
L’assassinio di un ragazzo nella terra appartata e misteriosa del Gennargentu dove il codice barbaricino, tramandato fin da tempi antichissimi, è ancora una realtà difficile da contrastare.
Nella Sardegna profonda, tra le alture della Barbagia, l’omicidio a sangue freddo di un quindicenne riapre vecchie ferite. La faida implacabile che oppone da sempre due famiglie rivali sembra non risparmiare proprio nessuno. Il principale sospettato del delitto, Mario Serra, ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e di sangue, forse troppo per poter credere che vi sia ancora un briciolo di umanità in lui. Questo è il dubbio che tormenta l’avvocato incaricato della sua difesa, Alessandro Gordiani, che, dal suo studio di Roma, parte per l’isola in vista di un processo che minerà le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia, che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Costretto a immergersi in una società antiquata e omertosa, Gordiani si sposterà tra Roma e la Sardegna per prepararsi, anche emotivamente, a un complicato processo penale.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perchè il romanzo di Michele Navarra è un legal thriller, un romanzo giudiziario all’italiana con protagonista l’imperfetto avvocato Gordiani. Navarra è uno scrittore di genere, scrive storie giudiziarie prendendo spunto dalla realtà. In “Solo Dio è innocente” ad affascinare il lettore è la storia più che il delitto. L’avvocato Gordiani, incaricato della difesa del presunto colpevole d’omicidio, è una ricca fonte di riflessioni con le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia. Giustizia che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Non aspettatevi numerosi colpi di scena, nel mono giudiziario italiano prevale un lavoro certosino di ricerca e studi preparatori. Nel romanzo troverete i dubbi e le perplessità di un avvocato alle prese con un cliente difficile. Toccherete con mano il mondo giudiziario italiano con i suoi aspetti accattivanti e le sue disfunzioni. Fare l’avvocato, riflette Gordiani, è sempre difficile, le cause durano all’infinito e ottenere giustizia è un’impresa quasi impossibile. Attraverso i suoi romanzi, Michele Navarra ci offre l’opportunità di comprendere come funziona il processo penale italiano. Il presunto colpevole, che nel romanzo risponde al nome di Mario Serra, è già noto. Occorre dissolvere i dubbi, analizzare l’azione delittuosa, esaminare e capire se ciò che sembra è verità. Una cosa è certa: spesso i due concetti di “legge” e “giustizia” vengono confusi. Il romanzo ci permette di seguire, con vivo interesse, il susseguirsi degli eventi e la preparazione della difesa. Realtà, fantasia, esperienze personali, sentimenti, si mescolano per dare origine aduna storia che parte da un frammento di verità ma che, occorre ricordare, è opera della fantasia generatrice di un gioco d’intrecci abilmente distribuiti nella storia. 

2. Perchè non potete non subire il fascino oscuro di una sanguinosa faida che si protrae da anni tra le due famiglie protagoniste di “Solo Dio è innocente”. I Serra e i Rutzu si odiano da sempre. Da una parte Davide Rutzu, 19 anni, era convinto della propria invulnerabilità, non aveva paura di nulla, quasi di nulla, temeva solo un nome che nella sua famiglia tutti conoscevano ma evitavano di pronunciare: Mario Serra, Mario il bastardo, Mario l’assassino. Per colpa di un muretto, sconfinato per neanche mezzo metro nelle terre di Serra, Mario aveva ucciso Efisio Rutzu. I Rutzu non avevano ottenuto giustizia dal tribunale e quindi ecco farsi avanti la “vendetta” feroce e inesorabile: il millenario codice barbaricino. 
Giustizia di tribunale che tarda, giustizia di fucile che interviene.

3. Perchè la vicenda si svolge nel cuore della Sardegna, in Barbagia, un tempo terra di un codice barbaricino composto da leggi non scritte. È un codice basato sull’onore, il rispetto e sulla vendetta. Contano solo i vincoli della famiglia. La vendetta assume il compito di ricostruire l’ordine che è stato destabilizzato. L’offesa del sangue è la più grave, non può essere mai dimenticata. Le parole “perdono” e “misericordia” erano state per sempre cancellate a vantaggio di lutti e rovine. Chi non vendica le offese, che non cadono mai in prescrizione, non è un uomo d’onore. Così gli odi si stratificano nel tempo e le vendette sono inesauribili. Lo Stato è impotente.

4. Perché i personaggi principali del romanzo conferiscono alla storia un fascino che cattura il lettore e lo aiutano a calarsi nella storia. Alcuni personaggi si amano immediatamente, sono simpatici e ispirano fiducia. Altri si odiano profondamente, senti a pelle la loro cattiveria, non ti fidi e ne hai paura. L’imperfetto avvocato Gordiani ispira fiducia. Per accettare la difesa di un presunto colpevole, doveva esser convinto lui per primo dell’innocenza del suo cliente o avere un ragionevole dubbio. Ciò che lo rende umano, non un eroe, è la sua paura di poter deludere le aspettative del cliente, l’ansia di aver tralasciato qualche particolare importante, di sottovalutare una testimonianza, un documento. Il presunto colpevole, Mario Serra, è un uomo sicuramente cattivo che ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e sangue, sicuramente è un assassino, ma c’è il ragionevole dubbio che in questo evento criminale sia innocente. La vittima è il giovane Gregorio Rutzu. Mario si difende dall’accusa di omicidio dando la sua versione dei fatti. Non è completamente colpevole. Non è del tutto innocente. 

Poi c’è il super cattivo che risponde al nome di Salvatore Cossu, un uomo prepotente che esercita una violenza psicologica e fisica su sua moglie. Lui lo odierete con tutto il cuore. 

Nel mezzo conoscerete molti altri personaggi e seguirete le loro vicissitudini con passione scoprendo una morale e un finale che ha il sapore amaro della vittoria.

5. 
Unu solu Deus est senza defetu. 
Perché solo Dio è senza peccato, solo Dio è innocente. E forse nemmeno lui. Sicuramente tutti sono, in qualche modo, colpevoli. In questo romanzo non ci sono vinti e vincitori. Tutti sono perdenti. Tutti colpevoli. Non aspettatevi una rigorosa divisione tra buoni e cattivi. Non ci sono buoni da salvare e innocenti da assolvere. Il finale vi mostrerà la sconfitta di tutti i personaggi coinvolti nella drammatica vicenda. 
Tutti colpevoli, a eccezione di Dio, perché solo Lui poteva dirsi senza peccato, solo Lui poteva essere considerato innocente. Ma era davvero così?
“Solo Dio è innocente” è un romanzo che intrappola il lettore in un labirinto di dubbi e supposizioni. La trama è un intrigante insieme di storie che si incastrano l’una nell’altra. L’avvocato Gordiani si muove in un mondo nero alla ricerca inquieta dei colpevoli tra ingiustizie, violenze, omertà. Una spirale di menzogne che crea un gioco di specchi appassionante.