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martedì 13 luglio 2021

RECENSIONE | “L’ultimo sogno di Einstein” di Marco Tempestini

 Come sottofondo alle vostre vacanze, oggi vi propongo un bel libro da mettere in valigia. Si tratta del nuovo romanzo di Marco Tempestini, “L’ultimo sogno di Einstein” che riprende idealmente le fila del precedente libro “Le chiavi di Platone” (RECENSIONE), entrambi pubblicati da Bookabook.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
L'ultimo sogno di Einstein
Marco Tempestini

Editore: bookabook
Pagine: 215
Prezzo: € 14,00
Sinossi
Dopo l’ascetica scelta di vita del protagonista di Le chiavi di Platone, Santi riesce finalmente a resuscitare dal letargo Edoardo: in Sicilia sono successi fatti gravi e c’è ancora bisogno delle loro indagini. I due sono convocati da un veggente di Misterbianco, per molti anni vissuto in Germania, chiamato Einstein. Con lui vive la figlia, Lena, una ragazza eterea che sembra soggiogata da una strana magia. Il veggente ha convocato i due amici perché un misterioso pittore, dopo averla dipinta, ha lasciato loro tre pergamene con tre dipinti, e alla vista di ognuno di essi, egli avrebbe fatto un sogno rivelatore di un omicidio. Einstein racconta i primi due, già avvenuti, ma prima di conoscere chi è la vittima dell’ultimo sogno, ci sarà spazio per vecchi e nuovi amori, corruzione e malavita romana…



Svegliati, Edoardo, svegliati, ti ho trovato finalmente, devo raccontarti qualcosa e poi ho bisogno di te, non farti pregare. Ho scoperto delle cose che ti renderanno felice o almeno ti faranno sentire meno infelice. Mi senti? Dai, ti porto a fare colazione e ti spiego tutto.

Dopo l’ascetica scelta di vita del protagonista di “Le chiavi di Platone”, Santi riesce finalmente a ritrovare Edoardo che vive in una tenda sulla riva del Tevere. In Sicilia sono successi fatti gravi e c’è ancora bisogno delle loro indagini. 

Addio. Un’altra volta addio, sponda del Tevere, fiume che mi hai bagnato la vita. Le tue acque le porterò per sempre dentro di me, scorreranno insieme al mio sangue e laveranno le sue macchie, lasciando traccia del passato perché io non dimentichi, perché nessuno dimentichi.

I due sono convocati da un veggente di Misterbianco, chiamato Einstein. Con lui vive la figlia Lena, una ragazza eterea che sembra soggiogata da una strana magia. Il veggente ha convocato Edoardo e Santi perché un misterioso pittore ha lasciato loro tre pergamene con tre dipinti. Dopo aver visto ognuno di essi, il veggente, avrebbe fatto un sogno rivelatore di un omicidio. Einstein racconta i primi due, già avvenuti, ma prima di conoscere chi è la vittima dell’ultimo sogno, ci sarà spazio per vecchi e nuovi amori, corruzione e malavita romana. 

Per Edoardo è giunto il momento di riprendere in mano la sua vita e i suoi doveri. Dovrà fare delle scelte e in base a ciò che deciderà potrà avere una vita pericolosa e difficile ma appagante oppure rifugiarsi in un destino solitario. 

Il destino, non puoi fuggire dal destino, perché quello vive dentro di te, anzi sei tu stesso il destino. Ci vivi ogni giorno, non ti lascia mai in pace. Ci parli, lo ami, lo odi, ma a lui non importa, va per la sua strada, che poi è la tua.

I romanzi di Marco Tempestini hanno la caratteristica di mostrare più piani di lettura. A primo impatto coinvolge il giallo: gli omicidi e le indagini. A una più attenta lettura non sfugge il lato filosofico intrecciato nella storia. I sentieri narrativi ci conducono in una selva interiore fatta di ombre che rendono il protagonista prigioniero del suo passato. Liberarsi dalle ombre per cogliere la vera essenza della realtà, non è cosa facile. Ricordate Platone e la rappresentazione della grotta che tiene l’uomo prigioniero delle ombre che velano ciò che realmente succede alle sue spalle? Si pensa, errando, che siano le ombre la realtà e non ci si accorge di ciò che realmente succede perché è meglio vivere in un mondo rassicurante e far finta di non vedere ciò che realmente succede nella nostra società. L’ombra della corruzione, della malavita organizzata, il fascino nero di un mondo senza regole sono elementi che pian piano alzano il capo oscurando gli orizzonti narrativi. 

Edoardo e Santi sono nuovamente davanti al Male. Qualcuno, in Sicilia, ha ucciso un cugino di Santi e il giornalista, con l’aiuto di Edoardo vuole scoprire il colpevole. Ben presto i due amici dovranno fare i conti con l’enigmatico veggente Einstein. La dura realtà dell’omicidio s’immerge nell’impenetrabile mondo dell’occulto in cui predomina Lena, la figlia di Einstein. 

 Lena è un personaggio affascinante, non si comprende mai se ciò che dice corrisponde a realtà. È talmente bella che non può uscire di casa per non sconvolgere le persone, vive relegata in una stanza dietro una tenda chiusa. Naturalmente “la sua bellezza che porta alla pazzia chi la guarda” è un’esagerazione che, come un mito, nasconde una parte della verità. 

Un altro personaggio misterioso, oserei dire poetico, è lo zio Anselmo. È una persona buona, è cieco ma ha in sé una grande sensibilità e non fa gravare la sua situazione su nessuno. 

“L’ultimo sogno di Einstein” è un romanzo che vede come protagonista il mistero. 

Il romanzo è zeppo di citazioni che rappresentano dei camei lungo il sentiero della verità reso ancor più emozionante dalla presenza di poesie, scritte dalla stesso autore, che rappresentano il pensiero dei personaggi che le citano. 

I protagonisti, insoliti e misteriosi, narrano spesso gli eventi in prima persona a testimonianza dell’immediatezza del racconto. Ciò permette al lettore di vivere in diretta una storia attraverso gli occhi e le azioni del personaggio narrante. Alcuni passaggi, invece, vedono l’inserimento di un narratore neutro che narra, in terza persona, senza identità né opinioni personali. 

La storia si evolve principalmente in Sicilia, la regione mostra i suoi tesori naturali, le bellezze create dagli avi ma appare palpabile la voglia di tuffarsi finalmente nel progresso. Le tradizioni possono benissimo coesistere con scelte coraggiose che vanno verso la modernità. 

 “L’ultimo sogno di Einstein” è un romanzo ricco di fascino, elegante, inquietante nei suoi sogni di morte e si percepisce la presenza di una forza oscura che trama nell’ombra. Il romanzo trasmette sempre tensione anche se si tratta di una storia senza momenti concitati e si respira un’aria sana e malsana allo stesso tempo. I misteri si diffondono come veleni che si nascondono nel passato ma uccidono nel presente e si proiettano maleficamente nel futuro. I personaggi seducono e sembrano vivere in un microcosmo a sé stante. 

 La felicità segue molte vie differenti. Alcune volte si può essere felici nel dolore. Il dolore è qualcosa che scava dentro l’anima e, alla fine, scavando nella sabbia dell’anima ci trova l’acqua che lo disseta, anche se è salata per la mescolanza delle lacrime. 

Alla fine del romanzo i dubbi del protagonista, le sue fragilità, il suo senso della morale e della giustizia non potranno che avervi lasciato un senso di affetto verso di lui. Avrà Edoardo trovato il perdono che tanto brama? La pace sarà scesa nel suo cuore? È tutto nelle sue mani o il fato governa la vita? 

lunedì 18 marzo 2019

RECENSIONE | "Le chiavi di Platone" di Marco Tempestini

Trovato dentro un sacco a pelo il corpo di un barbone con gli occhi ancora sbarrati dall’orrore di una morte crudele. A fargli compagnia, almeno una dozzina di scorpioni che avevano danzato sul suo corpo prima della festa finale.
Con questa macabra notizia lo scrittore, Marco Tempestini, ci accoglie nel suo romanzo “Le chiavi di Platone”, edito dalla casa editrice Bookabook. È l’inizio di un viaggio misterioso e avvincente, in cui realtà e immaginazione si fondono. Il viaggio è per l’uomo un “andare” simbolico, alla ricerca della propria anima, alla ricerca di un perdono nascosto nella polvere della strada, nelle piaghe purulente di un passato, nella solitudine di un tempo senza fine. Quanto durerà questo viaggio è difficile a dirsi. Frammenti di vita si sciolgono all’alba di ogni giorno. Le scelte fatte nel passato sono i pesi che ci trascinano all’inferno. Allora non ci resta che entrare nel romanzo di Tempestini, inoltrarci per i sentieri narrativi e giungere a vedere la verità per quella che è realmente. Prestate, però, molta attenzione a non rimanere incatenati nella caverna in compagnia delle ombre e dell’eco delle voci. Platone insegna: l’amore per la conoscenza porterà l’uomo a liberarsi delle gabbie dell’esperienza comune per giungere  a una comprensione reale del mondo. Infondo siamo tutti prigionieri della caverna (il mondo) e non possiamo nemmeno immaginare cosa succede alle nostre spalle. Noi tutti crediamo che le ombre siano l’unica realtà, rimaniamo nel nostro mondo rassicurante e preferiamo ignorare tante cose per non doverle affrontare. Barattiamo la nostra tranquillità con “il non vedere” ciò che nella società succede. La politica, l’economia, i grandi poteri sono le nostre catene. A noi scegliere!

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
Le chiavi di Platone
Marco Tempestini

Editore: bookabook
Pagine: 192
Prezzo: € 14,00
Sinossi
1963, Roma, Lungotevere. Un barbone, chiamato Platone, viene trovato ucciso. L'amico di avventure, Edoardo detto Sigaro, decide di indagare sull'omicidio. Platone gli ha lasciato in eredità due chiavi e una specie di indovinello che dovrebbe svelare segreti indicibili e il perché della sua morte. Durante le ricerche, l'uomo si troverà dinnanzi a misteri e personaggi bizzarri, avrà l'occasione di vivere la freschezza di un nuovo amore e conoscerà strani compagni di avventura, in un viaggio esistenziale che è insieme ricerca della verità e bisogno di redenzione.



La porta dell’inferno non sta nelle viscere ma sopra il paradiso. Se la trovi in un antro non fare buon viso. Per aprirla, questa chiave, all’apparenza d’oro, ha bisogno di una compagna, accecata dal grigio del Purgatorio.
1963. A Roma, sul Lungotevere, viene trovato il corpo senza vita di un barbone chiamato Platone. L’amico di  avventure, Edoardo detto Sigaro, decide di indagare sul delitto. Platone gli ha lasciato due chiavi e un indovinello che dovrebbero svelare segreti indicibili e il perché della sua morte. Edoardo, durante le ricerche, avrà a che fare con personaggi bizzarri e vivrà l’emozione di un nuovo amore. Con loro percorrerà un viaggio esistenziale che è insieme ricerca della verità e bisogno di redenzione.

“Le chiavi di Platone” è un romanzo che affascina già dal titolo. Con grande piacere ho letto una storia in cui la realtà e la filosofia vanno a braccetto, caratterizzando le tappe di un viaggio esistenziale scaturito da un profondo senso di colpa. A costruire un muro tra sé e il mondo reale è Edoardo diventato clochard per scelta e non per necessità. Nel suo passato l’uomo si rivede militare, costretto a vivere in caserma con uomini pieni di frustrazioni, egocentrismi e perversioni. Un tragico evento lo induce a lasciare la vita militare. Rinuncia a ogni suo avere e inizia un cammino di espiazione diventando invisibile tra gli invisibili. Sceglie la vita di strada per autopunirsi. Per aver tradito un’amicizia importante, Edoardo si allontana dalla vita agiata, ed è sempre per amicizia che ritorna alla vita mondana. Edoardo vuole scoprire chi ha ucciso Platone. Per lui, investigatore allo sbaraglio, le cose si complicano subito e solo grazie a nuove conoscenze riuscirà nell’impresa. Tuttavia il suo cammino non sarà facile. Edoardo ha difficoltà nei rapporti con gli altri, c’è sempre un’inquietudine in lui che lo rende quasi impalpabile. Un’eterna fuga dal piacere di un abbraccio, dal sorriso per una carezza. Lui non merita di essere felice, deve soffrire e mai gioire. Il senso di colpa devasta la sua anima e non ci sono spiragli di speranza.

La vicenda narrata dallo scrittore si svolge nel 1963, un anno lontano nel tempo ma vivo nel ricordo degli eventi che lo hanno caratterizzato. Nel 1963 muoiono papa Giovanni XXIII, autore dell’enciclica “Pace in terris”, e John Fitzgerald Kennedy. In Italia assistiamo impotenti al disastro del Vajont. Il mondo è sull’orlo di una nuova guerra con la crisi Cubana. Questi eventi faranno da sfondo alla ricerca di verità di Edoardo.

“Le chiavi di Platone” è un romanzo che ti guarda dritto negli occhi e ti pone davanti a scelte difficili. È una lettura dal cuore morbido in cui il pensiero si arricchisce d’immagini che scaturiscono dai capitoli ricchi di descrizioni degli ambienti e di un mix di mistero, amicizia, amore e poesia. Sì, cari lettori, avrete la possibilità di leggere poesie intense che vi emozioneranno rendendo questo romanzo ancor più prezioso. C’è un lato camaleontico in questo intreccio di storie. In alcuni momenti vi sentirete agenti segreti in missione, per poi indossare le vesti di mercenari del potere e concludere con una buona dose di filosofia intesa come interpretazione personale soprattutto dei momenti dai quali scaturisce il malessere.

Edoardo, dopo aver dato un volto e un nome all’omicida di Platone, farà una scelta difficile per purificare, almeno un po’, la sua anima.
Mi sento a un bivio, non so se posso ricominciare a vivere o se devo continuare a combattere per la verità. Riparare agli errori commessi, sfidando con coraggio le forze del male e le ingiustizie.
Guardando la cover il mio pensiero è volato a Diogene che, con la lanterna, cercava l’uomo che fosse davvero capace di vivere secondo la propria autentica natura per essere felice. Forse anche Edoardo cerca qualcosa, cerca il perdono per se stesso e una briciola di felicità.