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martedì 3 marzo 2026

RECENSIONE | "La vedova" di John Grisham

John Grisham, acclamato maestro del legal thriller, torna in libreria con "La vedova", nella traduzione di Luca Fusari e Sara Prencipe per Mondadori. 

Si tratta di un romanzo che si presenta come un giallo classico ricco di tensione, colpi di scena e inganni. A reggere le fila della narrazione sono un'anziana vedova, un avvocato e un'ingente eredità che daranno vita a un romanzo tra mistero e giustizia morale.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
La vedova
John Grisham

Editore: Mondadori
Pagine: 432
Prezzo: € 24,00
Sinossi

Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia alle prese con un lavoro che non lo soddisfa – perlopiù fallimenti, multe e pignoramenti –, un matrimonio finito male, un imminente divorzio e un’attrazione fatale per il gioco d’azzardo. Non se la passa bene neanche economicamente e ha accumulato debiti che fatica a saldare. Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali finché alla porta bussa Eleanor Barnett, un’anziana vedova di ottantacinque anni che vuole fare testamento. A quanto pare, il marito della signora le ha lasciato una fortuna considerevole di cui nessuno è al corrente. A Simon non sembra vero di trovarsi finalmente di fronte alla cliente più ricca della sua ventennale carriera: già pregusta lauti guadagni e decide di occuparsi del testamento in segreto, senza parlarne neanche alla sua fidata collaboratrice. Riempie la propria assistita di attenzioni e consigli, ma presto inizia a sospettare che la sua storia non corrisponda al vero. Quando Eleanor viene ricoverata per un incidente d’auto, all’improvviso la situazione precipita. Simon si ritrova sotto processo per un crimine che sa di non aver commesso: omicidio. Tutti gli indizi portano a lui e l’unico modo per salvarsi è trovare il vero assassino.





I clienti che si rivolgevano al piccolo studio legale dall'aria antiquata all'angolo tra Main e Maple Street portavano con sé problemi che Simon non sopportava più. Fallimenti, multe per guida in stato di ebbrezza, assegni familiari non pagati, pignoramenti, piccoli incidenti d'auto, scivoloni e cadute sospetti, richieste di invalidità discutibili. Dopo diciotto anni di una simile routine, Simon F. Latch, avvocato e consulente legale, era a pezzi. I problemi degli altri lo stavano sfinendo. 

Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia alle prese con un lavoro che non lo soddisfa, un matrimonio finito male, un imminente divorzio e un'attrazione fatale per il gioco d'azzardo. Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali. Fa fatica ad arrivare alla fine del mese, sommerso dai debiti e dai problemi familiari. Fino al giorno in cui alla sua porta bussa Eleanor "Netty" Barnett, un'anziana vedova di ottantacinque anni che vuol fare testamento. Per Simon è l'occasione di vita: la vedova multimilionaria, senza famiglia né amici, ha ereditato da suo marito una fortuna in azioni della Coca-Cola e di Walmart. Nessuno sa dell'esistenza di questa cospicua ricchezza. Simon inizia a pensare a tutti i modi possibili per ottenere più soldi dalla vedova. L'avvocato non avvisa nessuno, neanche la sua segretaria sa in che avventura si sta imbarcando. Le cose però non vanno nel senso auspicato: la visita di Netty è solo l'inizio di una serie di problemi. Quando la vedova è vittima di un incidente d'auto, Simon viene accusato di omicidio. Il movente è lampante: mettere le mani sulla ricchezza di Netty. Per salvarsi, le prove circostanziali sono contro di lui, dovrà trovare il vero colpevole. 

John Grisham realizza un classico giallo deduttivo dove il mistero si svela gradatamente. L'autore intreccia colpa, verità e diritto, in una struttura rigorosa di indagine poliziesca. 

"La vedova" è un romanzo caratterizzato da intrighi legali, avvocati truffaldini, menzogne e sospetti. 

Il ritmo quieto nella prima parte, si fa serrato nella seconda trascinando i lettori in un dramma giudiziario con scene in tribunale tese e avvincenti. Inizialmente occorre un po' di pazienza per seguire depistaggi e menzogne. Il finale rivela una verità più complessa del previsto e offre, al protagonista, la possibilità del riscatto. 

I personaggi sono ben sviluppati, credibili, vulnerabili e spesso subdoli. 

Anche il protagonista mostra fragilità personali e ambiguità morali. 

Simon, moralmente discutibile, non è infallibile, a volte coraggioso ma sempre in equilibrio tra colpa e redenzione. Si mostra sempre gentile con l'anziana donna anche quando comincia a sospettare di essere stato ingannato. Latch non è un personaggio simpatico ma Grisham lo rende interessante nonostante tutti i suoi difetti. Ciò ci mostra come anche il personaggio moralmente più ambiguo possa crescere e cambiare per sempre. 

Il personaggio di Eleanor, la vecchia signora pignola ed evasiva, è intrigante nel suo modo di fare. Vive modestamente, non si fida completamente di nessuno, nemmeno del suo avvocato. Il declino di Eleanor, fisico e psicologico, la portano a essere sempre più dipendente da Simon. Eppure un alone di segretezza continua a schermare la sua vita. Sembra un enigma vivente. Ci si può fidare di lei? 

"La vedova" è un romanzo dalla doppia anima: legal thriller e giallo. 

La narrazione accattivante rende la lettura piacevole ma lenta all'inizio con Simon che spende soldi che non ha per entrare nelle grazie dell'anziana cliente, che cerca di resistere al gioco d'azzardo e alla sua passione per l'alcol. Ho preferito la seconda parte quando Simon viene arrestato e processato per un crimine che non ha commesso. Si assiste a un effetto domino: l'arresto dell'avvocato ha conseguenze dannose per la sua famiglia costretta a trasferirsi per sfuggire all'assedio della stampa. A volte la conoscenza giuridica non basta e occorre intraprendere vie traverse per arrivare alla verità. Simon abbandonerà i panni da avvocato per indossare quelli da detective, chiederà l'aiuto di hacker informatici e di un vecchio amico dell'FBI. Tutto illegale ma necessario per scoprire il colpevole. 

"La vedova" è un classico dramma giudiziario combinato con un inquietante e inaspettato giallo: avvocati, denaro, allibratori, FBI e tribunali. Una lettura che esplora i limiti del sistema giudiziario, l'avidità, la corruzione. Un mistery in cui si scoprono i difetti e le debolezze umane. In primo piano osserviamo la corruzione economica e il potere che il denaro esercita sugli uomini. Il denaro genera sempre sospetti, mina i rapporti famigliari, induce in tentazione. 

"La vedova" è un giallo classico che propone un mistero costruito passo dopo passo. La tensione cresce quasi impercettibilmente e diventa motore di colpe, errori e rimorsi. Tra le righe è facile individuare una critica sociale che induce a riflessione. 

Grisham è abile nel gestire ambiguità morali, giustizia e ravvedimento. Intreccia con cura indizi e depistaggi trasformando un cliente da sogno in un incubo. La narrazione inaffidabile, sulla ricchezza della vedova e le intenzioni dell'avvocato, tiene i lettori col fiato sospeso. A chi credere? La verità vi sorprenderà e vedrà la luce attraverso molte difficoltà.

lunedì 27 giugno 2016

RECENSIONE | "La vedova" di Fiona Barton

Carissimi, sopravvivo all’estenuante caldo solo grazie ai miei thriller che mi regalano brividi rigeneranti.  L’ultima lettura racchiude il suo più intimo significato in una bellissima frase di Virginia Woolf: “Le donne sono servite in tutti questi secoli come specchi che possiedono il potere magico e delizioso di riflettere la figura dell’uomo al doppio della sua dimensione naturale.” Quando lui, marito esemplare muore, lei, moglie devota, non si annulla nella disperazione ma inizia una rinascita dalla voce dirompente. 

La vedova
Fiona Barton
(traduzione di Carla Palmieri)


Editore: Einaudi

Pagine: 372

Prezzo: € 18,50


Sinossi: Lo hanno visto tutti, il mostro, sbattuto in tv e sulle prime pagine dei giornali. Era accusato di un crimine raccapricciante, ma adesso che è morto, la verità finirà sepolta con lui. A meno che Jean, la vedova, la moglie devota che gli è sempre stata a fianco in tribunale, non si decida a parlare. A meno che Jean alla fine non decida di raccontare la sua storia.


STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 8

Glen è morto, sapete? Tre settimane fa. Investito da un autobus appena fuori dal supermercato. Un minuto prima era lì a stressarmi perché non avevo comprato i cereali giusti, e poi bum, lungo e disteso sull’asfalto. Trauma cranico, hanno detto. Insomma, morto. Io stavo lì impalata, lo guardavo e basta. Gente che correva qua e là in cerca di coperte, il marciapiede un po’ sporco di sangue. Non tanto, eh. Lui sarebbe stato contento: odiava il disordine. Erano tutti molto gentili con me e cercavano di non farmi vedere il cadavere, e io non è che potessi dirglielo, ma ero così contenta che se ne fosse andato. Niente più sciocchezze.
Marito devoto o killer spietato? La vedova, lei sì, deve saperlo.

Glen è un uomo accusato di un crimine raccapricciante. La sua colpevolezza non viene mai provata senza alcun ragionevole dubbio. Tutti lo considerano un mostro i giornali hanno pubblicato la sua storia con grande risalto ma, ora che è morto, la verità rischia di giacere accanto a lui per l’eternità. A meno che Jean, la moglie devota che lo ha sempre difeso, non si decida a parlare.

Spesso noi lettori ci lamentiamo perché non troviamo una relazione diretta tra titolo e romanzo. Tante volte abbiamo acquistato libri affascinati da titoli avvincenti carichi di promesse inevitabilmente non mantenute. Con il romanzo “La Vedova” questo non succede perché il titolo è lo specchio di una storia capace di creare un filo diretto tra i personaggi e il lettore. Fin dalle prime pagine Glen mi è stato antipatico mentre Jean mi ha incuriosita. Ho subito notato come il suo comportamento non corrispondesse ai suoi pensieri che tradiscono un desiderio di rivalsa con tutti. Che Glen abbia commesso qualcosa di atroce è subito evidente, scoprirò la sua grande colpa dopo vari capitoli: pedopornografia online e il rapimento di una bambina.

La scomparsa della piccola Belle, svanita nel nulla mentre giocava nel giardino della sua casa, è l’inizio di una grande caccia all’uomo che si arena davanti alla villetta dei coniugi Taylor. La polizia ritiene Glen il responsabile del rapimento ma non riesce a trovare prove che possano dimostrare la sua colpevolezza. Ci sono molte prove indiziarie ma nulla più. Glen è un uomo intelligente, con una risposta per tutto, è pronto a sfidare la polizia raccontando la sua verità. Durante gli interrogatori l’uomo esprime due verità: una esplicita tramite le parole, l’altra è la verità espressa dai suoi gesti. Braccia strette contro il petto, chiusura quasi impercettibile degli occhi, piedi in continuo movimento. Ho subito pensato alla comunicazione non verbale non perché ne sia a conoscenza ma perché amo la serie televisiva “Lie To Me” dove il protagonista è in grado di capire, dalle espressioni facciali e di tutto il corpo, quando una persona mente. Ritornando al mostro Glen posso tranquillamente dire di aver odiato immediatamente la sua figura ancor prima di conoscere il crimine di cui si era macchiato. Non mi è piaciuto il modo in cui manipolava sua moglie Jean anche se poi mi sono resa conto della presenza di più manipolatori. La narrazione copre un lasso temporale di quattro anni in cui si alternano più visioni della stessa storia plasmata con depistaggi vari. I personaggi si muovono creando, a volte, una cortina di bugie che difende la preziosa verità. Jean è una moglie che vive in funzione del marito, lo considera il suo principe azzurro ed è disposta a difenderlo a ogni costo. Al suo fianco si schiera l’irriducibile reporter Kate che trasforma le dichiarazioni di Jean rendendole più appetibili per il suo pubblico. In antitesi troviamo la verità narrata dalla mamma di Bella impegnata a tener sempre vivo l’interesse dell’opinione pubblica sul dramma della sua bambina. Tante verità o riflessi diversi di un unico specchio?

Tutto nasce e muore con lei, con Jean la vedova. Durante l’evolversi della storia ho conosciuto una donna che accetta passivamente i racconti del marito, asseconda le sue bugie, lo difende a spada tratta senza mai fermarsi un momento a riflettere.

Virginia Woolf scriveva: “La bellezza del mondo è una lama a doppio taglio, uno di gioia, l’altro di angoscia, e taglia il cuore in due.”

Anche per Jean arriverà il momento in cui dovrà decidere se continuare nella sua falsa gioia familiare o affrontare il lato oscuro del suo matrimonio. La morte di Glen segna la rinascita della donna che libera da ogni condizionamento fa sentire, finalmente, la sua voce. Capitolo dopo capitolo la vedova si mostra un personaggio a tutto tondo. Dopo la morte di Glen diventa imprevedibile, decide con la sua testa, mostra le sue riflessioni i suoi pensieri scoprendosi in grado di essere artefice della propria vita. Per anni è stata succube del marito, poi ha subito l’assedio dei media che volevano la sua testimonianza. Ora riesce a scrollarsi da dosso i condizionamenti del coniuge e si trasforma in  paladina della giustizia. Infine la verità vedrà la luce e sarà un momento ad alta intensità emotiva. Un finale perfetto per un romanzo che cambia continuamente pelle cercando di confondere il lettore e che finisce per conquistarlo completamente.

Sbirciando tra i commenti vip ho letto che l’Observer considera questo libro come il nuovo “La ragazza del treno” di Paula Howkins. Invece Stephen King scrive: “Se avete amato 'La ragazza del treno' dovete leggere 'La vedova'. Un libro che vi terrà sulla corda.”

Io non ho molto apprezzato il libro della Howkins anche se devo ammettere che i due romanzi hanno dei punti in comuni. Le protagoniste sono due donne che lavorano senza grandi profitti e riconoscimenti. Sono donne fragili che si sentono emarginate e sono affamate d’amore. Jean perdona tutto al marito per salvare il suo matrimonio che le conferisce un ruolo ben preciso nella società. Pur vivendo in una casa modesta, in un quartiere povero, lei si considera una principessa perché è amata da Glen, il suo principe azzurro. Entrambe le protagoniste dovranno affrontare avvenimenti drammatici che le vedono al centro dell’evoluzione delle storie.

Ultimamente ho notato di aver letto molti thriller scritti da donne e che hanno donne come protagoniste. Questi romanzi hanno una marcia in più. Vi consiglio di inserire “La vedova” tra le vostre prossime letture.