Visualizzazione post con etichetta Franck Thilliez. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Franck Thilliez. Mostra tutti i post

mercoledì 29 maggio 2024

BLOGTOUR | "Norferville" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

Nessuna strada porta a Norferville. Nessuna strada permette di uscirne. Nell'universo ostile del Grande Nord, nessuno ti può sentire urlare.

Con questo biglietto da visita, il maestro del thriller francese Franck Thilliez presenta il suo ultimo romanzo "Norferville" in libreria dal 28 maggio 2024. La casa editrice è Fazi, la collana è Darkside,  la traduzione di Daniela de Lorenzo.

La mente geniale dell'autore ha dato vita a un vero e proprio labirinto di ghiaccio cosparso di tranelli. Il romanzo è sorretto da un'ambientazione da brivido, siamo tra le gelide foreste del profondo Nord quebecchese. Qui il freddo entra nelle ossa, i lettori non sfuggiranno a tale penitenza, mentre i vari ingranaggi si incastrano perfettamente in un quadro d'insieme complesso e mostruoso. Se questo breve preambolo non ha destato la vostra curiosità, vi elenco 5 motivi per leggere "Norferville"



Norferville
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 384
Prezzo: € 19,50
Sinossi
Léonie è una “mela”: rossa fuori, bianca dentro. Così l’hanno sempre chiamata i nativi americani della riserva, perché è figlia di una madre innu e di un padre bianco. È cresciuta a Norferville, una piccola cittadina mineraria tagliata fuori dal mondo, nel Grande Nord canadese. Dopo la chiusura della miniera, Léonie abbandona la sua terra di ghiaccio e si ripromette di non rimetterci mai più piede, perché Norferville l’ha brutalizzata lasciandole una ferita che non si rimargina. Ma la vita decide altrimenti e, vent’anni più tardi, Léonie si ritrova costretta a tornare in quel luogo maledetto e affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato. Ad altre latitudini, Teddy Schaffran – un criminologo di successo che indossa un’enigmatica benda da pirata sull’occhio sinistro – è tormentato da un antico dolore. Anche lui ha un grosso conto in sospeso con Norferville e le sue sorti sono destinate a incrociarsi con quelle di Léonie. Al centro di tutto, un efferato omicidio che solleva enormi interrogativi e scoperchia un vaso di Pandora di cui Léonie è determinata a vedere il fondo.



I 5 motivi per leggere il romanzo

"Quel posto non si dimenticava, si annidava in fondo allo stomaco come un demone chiuso a riccio e si palesava di notte per grattarne le pareti, finché non ti svegliavi urlando." 

1. Perché "Norferville" è un noir psicologico che penetra nei meandri della mente umana e svela le ambiguità irrisolte dei suoi protagonisti. Norferville simboleggia l'universo ostile del Grande Nord. L'inospitalità della natura si fronteggia con l'inospitabilità degli uomini, il duello non ammette prigionieri. 

Léonie è una "mela": rossa fuori, bianca dentro. Così l'hanno sempre chiamata i nativi americani della riserva, perché è figlia di una madre innu e di un padre bianco. È cresciuta a Norferville una piccola cittadina mineraria tagliata fuori dal mondo, nel Grande Nord canadese. A seguito della chiusura della miniera, Léonie abbandona la sua terra di ghiaccio e si ripromette di non tornarvi più, perché Norferville l'ha brutalizzata lasciandole una ferita che non si rimargina. Ma la vita decide altrimenti e, vent'anni più tardi, Léonie si ritrova costretta a tornare in quel luogo maledetto e affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato. Ad altre latitudini, Teddy Schaffran, un criminologo di successo, viene a sapere che il corpo di sua figlia è stato scoperto proprio a Norferville. Morgane è stata selvaggiamente uccisa e mutilata, le hanno asportato il fegato per poi abbandonarla nella neve non lontano da una riserva indigena. Senza indugio, Teddy parte per la città mineraria, determinato a scoprire cosa sia successo alla figlia. Anche Léonie, che ora è una poliziotta, giunge nel paese natio. Insieme, Léonie e Teddy, indagheranno sull'omicidio. 

Teddy non aveva ormai più dubbi riguardo all'ostilità del mondo in cui era finito. Un universo di bestie feroci, di solitudine e di ghiaccio, in cui il pericolo poteva sopraggiungere da dove meno te l'aspettavi, persino dall'aria. 

2. Perché l'ambientazione è l'emblema del freddo, che finiamo letteralmente per sentire, che culmina con il blizzard, una bufera di neve che fa scendere la temperatura percepita anche a -50 °C. Tutti lottano per sopravvivere e Thilliez è un mago nel trasmettere le emozioni che da tale lotta scaturiscono. Tale ambientazione è lo spunto per denunciare la sorte degli aborigeni. È come se le bufere di neve imprigionassero personaggi e lettori soffiando il freddo, l'odio e la violenza. La violenza della natura e la violenza umana si fronteggiano. Si trema per il freddo e per la paura. Predatori e prede si muovono nel ristretto perimetro di Norferville, "una pietra di ferro in un deserto di ghiaccio". 

Più di otto su dieci denunciano di aver subito vari tipi di violenza o di essere state vittime di stupri. Ma le autorità indagano di rado e male e le donne indigene americane si sentono ultime fra gli ultimi.

3. Perché Franck Thilliez ci fa scoprire la vita, le tradizioni degli indigeni che vivono nella riserva vicino a Norferville. Gli Innu, una popolazione indigena del Québec e del Labrador, sono il perno di questa storia. I bianchi hanno devastato queste terre per estrarre il ferro. Hanno rinchiuso gli indigeni nelle riserve per inculcargli meglio la cultura bianca. Hanno distrutto il loro territorio, hanno negato la loro cultura. Hanno portato alcol, droghe e slot-machine. L'autore descrive la brutalità della polizia, le violenze che le donne indiane devono subire. Nessuno si preoccupa se spariscono nel nulla, sono invisibili e i loro diritti valgono meno. Questi temi vengono approfonditi nel romanzo e danno vita a incubi. Romanzo sociale travestito da noir, mi ha fatto scoprire il concetto di cura geografica che le donne indigene non sempre denunciano. Provano vergogna e hanno paura. Anche le condizioni di vita e di lavoro dei minatori sono difficili a Norferville, un luogo dalla bellezza mozzafiato ma marcio e maledetto. 

Perché questa è la colonizzazione. Questa specie di serpente pernicioso che ti fa dubitare della tua stessa identità. Ti fa dubitare di te stesso.

4. Perché il romanzo è una trappola ben congeniata. Suspense, intrighi, rallentano il ritmo degli eventi. Innescano un senso di paura che è direttamente proporzionale alle temperature che in questi luoghi scendono a -20 °C. la natura è padrona incontrastata della scena, detta le sue leggi e ridona vita a credenze ancestrali. La vita è una lotta, gli uomini si sono adattati a tali ambienti grazie al loro istinto per la caccia. L'istinto predatorio è in noi, sicuramente ben nascosto, ma c'è. Come in un eterno dissidio si ripresenta il fronteggiarsi tra modernità e tradizione, tra emancipazione e sottomissione, tra libertà e repressione. 

Non era per scelta che la gente viveva qui. Gli artigli di Norferville non hanno mai liberato le povere anime che avevano imprigionato.

5. Perché Thilliez crea una nuova coppia di investigatori, entrambi fragili, direttamente interessati dal caso. L'indagine si svolgerà a porte chiuse a Norferville, scoprire la verità non sarà facile anche perché l'autore ha deciso di porre Teddy e Léonie davanti al concretizzarsi di una leggenda: il Windigo. Leggenda nata per impedire la pratica del cannibalismo nelle comunità indigene, vede il Windigo una creatura metà uomo e metà animale con un cuore di ghiaccio. Si nutre di cose vive, con una predilezione per la carne umana. 

"Norferville" è un thriller che vi conquisterà, vi farà conoscere e riflettere su situazioni sociali rimaste nell'ombra per tanto tempo. E poi, su tutto, aleggia un gran monito: 

Per quanto lontano si possa scappare, si è destinati a ritornare dove tutto è iniziato.



venerdì 3 novembre 2023

BLOGTOUR | "Vertigine" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

Novembre sarà sicuramente un mese ricco di uscite editoriali in libreria. Tra i più graditi e attesi ritorni vi segnalo in uscita il 7 novembre “Vertigine” (Fazi nella collana Darkside) del maestro del thriller francese Franck Thilliez. Il romanzo è una crudele quanto affascinante dissezione dell’animo umano messo davanti al pericolo. Un enigma intricato con un’ambientazione da brivido.

Franck Thilliez continua a giocare e manipolare, ma questo noi lettori affezionati già lo sappiamo. Per chi non dovesse conoscere il maestro del rompicapo letterario, sarò ben lieta di elencare cinque motivi per leggere “Vertigine”.



Vertigine
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 312
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Jonathan Touvier, ex alpinista cinquantenne, si risveglia intontito e non sa dove si trova. Attorno a lui soltanto buio, umidità, freddo. È finito in fondo a una grotta e non ha idea di come sia successo. Non è solo. Insieme a lui ci sono il suo fedele cane Pokhara e due sconosciuti: Farid, giovane di origini maghrebine, e Michel, uomo di mezza età che lavora in un macello. Jonathan è incatenato al polso, Farid alla caviglia; Michel è libero, ma la sua testa è coperta da una spaventosa maschera di ferro, che esploderà se si allontana dagli altri due. Sulla schiena hanno tre biglietti con altrettante domande: «Chi sarà il ladro?», «Chi sarà il bugiardo?», «Chi sarà l’omicida?». Qualcuno sta giocando con loro, e ha tessuto con cura una ragnatela inestricabile per intrappolarli. Chi è? E perché l’ha fatto? Ben presto, però, la domanda più urgente diventerà un’altra: fino a che punto si può arrivare per non soccombere in una situazione così estrema? Se la natura può rivelarsi un’assassina spietata, l’uomo può trasformarsi in un predatore senza scrupoli: tra menzogne e mezze verità, scatta una disperata lotta per la sopravvivenza, da affrontare con ogni mezzo e strategia possibile.



I 5 motivi per leggere il romanzo

Siamo scossi da un vento di sconfitta e mi rendo conto che, martoriato dalla fame, sono diventato come loro: un predatore pronto a tutto. Ho sentito, vivido e pressante, l’istinto della caccia.

1. Perchè la trama è già una trappola per i lettori, leggendola non potrete non voler leggere questo nuovo geniale enigma firmato Franck Thilliez. 

Jonathan Touvier, ex alpinista cinquantenne, si risveglia intontito e non sa dove si trova. Attorno a lui solo buio, umidità e freddo. È finito in fondo a una grotta e non ha idea di come sia successo. Con lui ci sono il suo fedele cane Pokhara e due sconosciuti: Farid, giovane di origini maghrebine, e Michel, uomo di mezza età che lavora in un macello. Jonathan è incatenato al polso, Farid alla caviglia; Michel è libero, ma la sua testa è coperta da una spaventosa maschera di ferro che esploderà se si allontana dagli altri due. Sulla schiena hanno ognuno un pezzetto di stoffa bianca su cui sono vergate tre domande: “Chi sarà il ladro?”, “Chi sarà il bugiardo?”, “Chi sarà l’omicida?”. 

Chi li ha portati lì? E perché l’ha fatto? Qualcuno ha tessuto con cura una ragnatela inestricabile per intrappolarli, ma la domanda più urgente diventerà un’altra: fino a che punto si può arrivare per non soccombere in una situazione così estrema? 

Eccovi dunque uniti nella cattiva sorte. Nessuno sa di voi, a parte me, ma dubito di potervi essere di qualche aiuto, da dove sono ora. E credetemi, non vi troveranno mai. Vi sia ben chiara una cosa: morirete tutti. Il punto è scoprire quanto a lungo riuscirete a resistere e perché.

2. Perchè se la natura può rivelarsi un’assassina spietata, l’uomo può trasformarsi in un predatore senza scrupoli. I protagonisti, tra menzogne e verità, affronteranno una dura lotta per la sopravvivenza mettendo in atto ogni strategia possibile. Allora conosciamoli meglio questi tre uomini compagni di sventura. 

Jonathan Touvier da giovane ha scalato un bel po’ di montagne. Sua moglie Francoise è malata di leucemia e solo un trapianto di midollo potrebbe salvarle la vita. 

Michel Marquis è un uomo imponente. Per vivere macella i maiali. 

Farid Houmad, vent’anni, non ha moglie né figli. Il suo passato è avvolto nel mistero. 

Tre personaggi, tre forti personalità, tre antagonisti, dovranno comprendere che solo l’unione può dar loro, forse, una possibilità di salvezza. Con loro io ho provato subito una gran empatia nutrita dalla sofferenza fisica e morale, dai segreti che verranno pian piano svelati. 

3. Perchè leggere Thilliez è come entrare in un labirinto precipitando in un vortice di suspense. È davvero intrigante il modo in cui l’autore crea il mondo oscuro dei suoi thriller. Mondo in cui le perversioni umane sono liberate da qualsiasi catena e i personaggi hanno personalità scomposte in mille pezzi che si riflettono e si moltiplicano nella narrazione. “Vertigine” è una “guida alla sopravvivenza” in territorio ostile. Tutti sono assediati da paure primordiali e danno vita a un clima perverso di cui solo lo scrittore possiede la chiave. Thilliez gioca, come sempre, con i suoi lettori conducendoli in una storia machiavellica e soffocante. Nell’abisso ghiacciato il lato oscuro dei personaggi viene alla luce e preparatevi a leggere di eventi cruenti, scelte dolorose ma necessarie. 

La sopravvivenza abbatte le barriere della coscienza. Tutto quello che credevamo sepolto, rimosso, riemerge in quel momento con, alle volte, una violenza decuplicata.

4. Perchè “Vertigine” è un thriller implacabile, cupo, che vi porterà a immedesimarvi con i vari personaggi o a eleggere il vostro preferito in un contesto di grandi emozioni. Fate attenzione a chi eleggerete come vostro protetto perché i tre uomini sicuramente non sono agnellini. 

Forse inizialmente i tre prigionieri e il cane, anche il fido animale avrà un ruolo decisivo nella storia, penseranno di unire le forze per collaborare e sostenersi a vicenda cercando un modo per ritrovare la libertà. In loro c’è speranza. 

Nella grotta di ghiaccio in cui sono reclusi troveranno dei “doni”. La speranza ancora vive. 

Poi subentra la fame, il freddo trafigge i loro corpi, a tratti la ragione si spegne, i dubbi aumentano. La speranza inizia a inclinarsi. 

Le forze diminuiscono, il trascorrere del tempo svanisce sostituito dal ritmo interno e ancestrale dell’uomo, gli istinti prendono il posto della ragione e ognuno sospetta dell’altro. La speranza non c’è più. 

La carne sopravvive alla carne. La vita alla vita.

5. Perchè Thilliez è un maestro nel conquistare l’attenzione dei lettori e lo fa anche tramite un semplice elenco di “doni” che i tre uomini trovano nella grotta. 

Due paia di guanti, due sacchi a pelo e due paia di calzettoni, ma loro sono in tre. 

Due arance, un vecchio giradischi e due bottiglie di Vodka. 

Una pentola, due piatti e due forchette di plastica, un accendino, un fornello e alcune bombole di propano. Ma non c’è cibo da cucinare. 

Un forziere di metallo chiuso con una combinazione a sei cifre. Cosa contiene? 

Una macchina fotografica e una pistola con un proiettile. 

Tanti oggetti per aiutarli a sopravvivere, ma sarà proprio così? 

Se posso permettermi un consiglio, prestate molta attenzione ai dettagli perché ogni cosa ha un significato in questo viaggio che ben presto richiederà un impegno psichico eccezionale. Vi sembrerà di udire il rumore delle unghie della follia che graffiano le pareti della ragione. 

Quindi se come me amate i luoghi ostili e indicibili segreti, un’atmosfera inquietante e uomini incatenati messi a dura prova, maschere pronte a esplodere e lotta per la sopravvivenza, allora “Vertigine” è il romanzo che fa per voi.



venerdì 26 maggio 2023

BLOGTOUR | "Labirinti" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

“Labirinti”, in libreria per Fazi Editore dal 30 maggio, è il nuovo romanzo del re del thriller francese, Franck Thilliez. Ho aspettato con ansia questa nuova pubblicazione per scoprire un nuovo mistero nato dalla mente geniale dell’autore. “Labirinti” è un dedalo infernale lastricato di tranelli e vicoli ciechi, in cui i personaggi verranno intrappolati.

Se siete pronti a inseguire misteri e a farvi incantare da personaggi enigmatici, ecco cinque motivi per leggere “Labirinti”, un thriller che non potrete lasciare prima di aver letto l’ultima, sconvolgente, pagina.

Deve sapere che ci sono cinque protagoniste nel racconto che sto per condividere con lei. Solo donne. Scriva, è importante per il prosieguo: “la giornalista”, “la psichiatra”, “la rapita”, “la scrittrice”… Manca la quinta persona... Arriva solo in seguito, ed è la chiave di tutto.



Labirinti
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 334
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Una giovane poliziotta, Camille Nijinski, si trova nello studio del dottor Fibonacci, uno psichiatra che si accinge a raccontarle una storia incredibile di cui è l’unico depositario. Si tratta della testimonianza raccolta da una paziente, la quale è stata trovata priva di sensi e di memoria in un bosco accanto al cadavere di un uomo. Camille, incaricata di seguire le indagini, ha bisogno di capire di più riguardo a questa improvvisa perdita di memoria, ma lo psichiatra ha molto altro da rivelarle. Prima di dimenticare tutto, la sua paziente ha condiviso con lui i fatti del suo passato: una storia lunga e complessa, senza dubbio la più straordinaria che Camille ascolterà in tutta la sua carriera. Le protagoniste sono cinque. Tutte donne. La giornalista, la psichiatra, la rapita, la scrittrice… E la quinta? La quinta donna è il filo del labirinto, è colei che fornirà le risposte a tutte le domande e, forse, anche una via d’uscita.



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché “Labirinti” è un rompicapo letterario, una tela nera tessuta da cinque donne pronte a giocare una partita a scacchi con il male.

Una giovane poliziotta, Camille Nijinski, si trova nello studio del dottor Fibonacci, uno psichiatra che si accinge a raccontarle una storia incredibile di cui è l’unico depositario. Si tratta della testimonianza raccolta da una paziente, la quale è stata trovata priva di sensi e di memoria in un bosco accanto al cadavere di un uomo con la faccia ridotta in poltiglia a colpi di attizzatoio. Camille, incaricata di seguire le indagini, ha bisogno di  capire di più riguardo a questa improvvisa amnesia, ma lo psichiatra ha molto altro da rivelarle. Prima di dimenticare tutto, la sua paziente ha condiviso con lui i fatti del suo passato: una storia complessa, senza dubbio la più straordinaria che Camille ascolterà in tutta la sua carriere. Le protagoniste sono cinque. Tutte donne. La giornalista, la psichiatra, la rapita, la scrittrice. E la quinta? La quinta donna è il filo del labirinto, è colei che fornirà le risposte a tutte le domande e, forse, anche una via d’uscita.

Passò la notte raggomitolata sul letto, senza chiudere occhio. Quando si accese la luce, scoprì la ragione di quella visita notturna. Su un grande foglio era disegnato un labirinto. Nella vaschetta attaccata alla lavagna c’era un pennarello nero. Una sfida. Dopo averle mostrato l’orrore, quel pazzo voleva giocare. Come ai bei vecchi tempi.

2. Perchè Franck Thilliez non si stanca mai di giocare proponendoci enigmi intricati, sorretti da ambientazioni da brivido e una tensione costante. I suoi romanzi sono puzzle diabolici in cui realtà e finzione si intrecciano in un abbraccio mortale. L’autore racconta, con grande maestria, stati d’animo e mostri provenienti dal profondo. Noi lettori diventiamo testimoni di crudeltà indicibili perché, non dimentichiamolo mai, l’umano e il disumano procedono insieme dandosi la mano. Tuttavia l’autore, come sempre, intreccia il mistero con alcune tematiche importanti come l’elettroipersensibilità: insieme di sintomi fisici e psicologici correlati alla vicinanza di campi magnetici, elettrici ed elettromagnetici. Le persone sensibili alle onde elettromagnetiche accusano  sintomi   come acufeni, psoriasi, insonnia e atroci emicranie. È il caso di Véra, la psichiatra di “Labirinti” che per vivere è costretta a rifugiarsi in una foresta sui Vosgi, dove non esistono moderni mezzi di comunicazione.

I criminali sono i volti del male, la negazione dell’umano e, in fondo, ci rassicurano, perché pensiamo di non essere come loro. Abbiamo bisogno di vedere quei volti, di stare a guardare le azioni più vergognose, per evitare di dover affrontare cosa succede in casa nostra. Ma, in realtà, siamo tutti i mostri di qualcuno.

3. Perchè se amate i labirinti mentali, questo thriller è pane per i vostri denti. Vi ritroverete proiettati in un meccanismo perfetto che vi riporterà, per i lettori affezionati come me, sulle tracce di “Il Manoscritto” e “C’era due volte” i precedenti romanzi di Thilliez. Per stuzzicare la vostra curiosità vi svelo che in “Labirinti” farà capolino una vecchia conoscenza creando uno stupefacente gioco di specchi tra i romanzi e al centro di tale macabro gioco ci sarà Julie, rapita giovanissima da un genio della scrittura, che vivrà un incubo a occhi aperti fatto di sfide con il suo carnefice. State attenti però a non perdere il filo di Arianna perché potreste incontrare il Minotauro.

4. Perchè fin dalle prime pagine la narrazione procede in parallelo tra ben quattro piani diversi. In ogni piano è collocata una storia che sembra godere di vita propria. Leggendo, capitolo dopo capitolo, mi sono ritrovata a inseguire tante facce della verità nutrita da oscure emozioni. Le protagoniste sono ingranaggi di un orologio narrativo perfetto. Thilliez apre le porte dell’universo femminile e fate attenzione a ogni pur minimo dettaglio per separare, se ci riuscirete, il vero dal falso. Vi faranno compagnia anche Lysine, una giornalista coinvolta in un’indagine iniziata con il ritrovamento di un filmino orripilante che mescola perversità e ricerca artistica. Per ampliare ancor di più la schiera delle protagoniste, Thilliez ci presenta Sofia, la scrittrice, che ha il dono, forse, di prevedere ciò che accadrà. Naturalmente saranno tutti eventi raccapriccianti, un filo rosso che attraverserà tutto il libro fino all’epilogo davvero sorprendente ma che lascia totalmente soddisfatti della lettura.

5. Perchè la Fazi, per festeggiare l’uscita nelle librerie del nuovo rompicapo del re del thriller francese Franck Thilliez, ha organizzato, in collaborazione con The Impossible Society, un’Escape Room dedicata a “Labirinti”, un’esperienza divertente e intrigante ispirata alle suggestioni e ambientazioni del romanzo. Se siete appassionati di gialli, amanti della suspense e della tensione, potrete divertirvi e mettervi alla prova, in una corsa contro il tempo, con codici, enigmi, indovinelli per trovare la “via di fuga” dal labirinto totalizzante del capolavoro do Franck Thilliez. Avrete a disposizione un’ora per vincere e uscire da questo mondo parallelo, per tornare alla realtà, grazie all’intuito, la logica e il gioco di squadra, misurando le vostre abilità di detective.

La  temporary room sarà aperta al pubblico dal 24 maggio al 31 luglio in centro a Milano (Corso di Porta Ticinese 107). Riuscirete a trovare la via d’uscita?

“Labirinti” è un thriller ipnotico e perfetto in cui perdersi. Lo consiglio a tutti coloro che amano le sfide e che vogliono scoprire chi sia la quinta donna, la chiave di tutto.



venerdì 28 ottobre 2022

BLOGTOUR | “Puzzle" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

Dopo “Il manoscritto”, “Il sogno” e “C’era due volte”, il 31 ottobre Franck Thilliez tornerà nelle librerie con un nuovo enigma che si preannuncia una sfida per il lettore costretto a muoversi costantemente sul filo del rasoio tra realtà, finzione e deliri paranoici.  Si tratta di “Puzzle”, pubblicato da Fazi nella collana Darkside.

Un romanzo psicologicamente intrigante, a cominciare dal titolo, che vi conquisterà portandovi a dubitare di tutto e di tutti ma soprattutto vi  trasporterà nella complessità dei misteri del cervello e della memoria.  Se ciò non vi basta, ecco cinque motivi per leggere “Puzzle”.



Puzzle
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 430
Prezzo: € 18,50
Sinossi
Lucas Chardon è rinchiuso in un ospedale psichiatrico e per la prima volta chiede di raccontare come sono andate le cose il giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre. Quel giorno, la polizia ha rinvenuto otto cadaveri trucidati in un rifugio. Insieme a loro c’era lui, in lacrime, ricoperto di sangue e privo di memoria. Altrove, Ilan Dieduset riceve una telefonata: è la sua ex ragazza, Chloé. Dice di aver trovato l’ingresso a Paranoia, un ambitissimo gioco di ruolo gestito da un’entità misteriosa: tutti lo stanno inseguendo, ma nessuno conosce le regole. Ilan è stato un giocatore compulsivo, in passato, e la tentazione è troppo forte. Dopo un inquietante processo di selezione, Ilan e Chloé, insieme ad altri sei candidati, vengono convocati in un ospedale psichiatrico in disuso isolato tra le montagne. Regola numero uno: niente di quello che stai per vivere è vero; questo è un gioco. Regola numero due: uno di voi morirà. La partita comincia e, quando il gruppo inizia a sospettare la presenza di un intruso, la paranoia prende lentamente corpo. Con il passare delle ore, la competizione assume forme sempre più perverse, in una sorta di folle e angosciante meccanismo. Dove finisce il gioco e dove comincia la realtà? Chi accetterebbe di morire per un gioco?



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché  con “Puzzle” si entra nella paranoia più totale con una trama ricca di enigmi in un contesto ad alta tensione.

Tutto inizia da Lucas Chardon, un uomo rinchiuso in un ospedale psichiatrico dopo che la polizia lo ha rinvenuto insanguinato e privo di memoria accanto ai corpi di otto cadaveri. Ora vuol raccontare, per la prima volta, cosa è realmente successo quella notte. Altrove Ilan Dieduset vive da solo nella grande casa ei suoi genitori a Montmirail. Rimasto orfano, i suoi genitori hanno perso la vita in un incidente in barca, è convinto che qualcuno stia cercando i segreti di suo padre, un ricercatore nel campo della neurologia. Nasconde con cura un disegno fatto da suo padre, sperando un giorno di poterlo decodificare e capirne il segreto. Un giorno  riceve dalla sua ex ragazza Chloé una chiamata in cui lo avverte di aver trovato l’ingresso a Paranoia, un gioco di ruolo ambito da tutti. Ilan, ex giocatore compulsivo, accetta l’invito della ragazza e dopo una dura selezione lui e altri sei candidati si ritrovano in un ospedale psichiatrico in disuso. La partita ha inizio e il gioco ha solo due regole: niente di quello che vivranno è vero e uno di loro morirà. La situazione tra i partecipanti si fa subito tesa, sono consapevoli che c’è un intruso e poco alla volta la competizione assume aspetti sempre più perversi tanto che la paranoia inizia ad avere il sopravvento. Dove finisce il gioco e dove comincia la realtà? Chi accetterebbe di morire per un gioco?

2. Perché, come accade spesso nei romanzi di Thilliez, un evento iniziale, in questo specifico romanzo tutto ha inizio con la scoperta di un massacro, produce una serie di effetti simili ai cerchi concentrici che si formano sulla superficie di uno specchio d’acqua in cui è stato lanciato un sasso. I filoni narrativi sono molteplici e l’autore li gestisce con la consueta abilità. Il risultato è un coinvolgente e inquietante intreccio di storie e di voci che ci permettono di conoscere meglio i personaggi.

3. Perché “Puzzle” è un romanzo machiavellico che va assaporato pagina per pagina. Non c’è un attimo di pace e il ritmo, nella seconda parte, è sempre vertiginoso. L’autore usa la paura e la suspense per costruire un ingranaggio implacabile in cui sarà sempre più difficile la distinzione tra gioco, realtà e follia. Ne consegue che la lettura di ogni capitolo diventa un’immersione in un mondo in cui i personaggi dubiteranno della propria esistenza. È come se un esercito di ombre marciasse lungo i gironi di quest’inferno per indurti a ricercare i ricordi di cui non hai memoria. Sai che esistano ma non riesci ad alzare quel velo che tutto ricopre. Si sviluppa così un filo nero che avvolge una storia inquietante e trascina il lettore in un vortice fatto di ossessioni, paura, cospirazione. Vortice che, a volte, prende il sopravvento sulla realtà e partorisce “mostri” che sconfinano in diverse dimensioni passanti per quella zona del perturbante che affascina e inquieta.

4. Perché “Puzzle” è una storia ambientata in luoghi dal fascino indiscusso. La storia di Lucas si svolge nelle Alpi al rifugio Gran Massif vicino a Morzine, Francia. Ma la maggior parte della storia si svolgerà tra le pareti dell’ospedale psichiatrico dismesso di Swanessong dove avrà inizio il gioco Paranoia. Il manicomio è un luogo isolato, malsano e lugubre, un mix di cemento, sbarre e sofferenza. L’idea non è certamente originale ma l’introduzione di nozioni sulla stanza dell’elettroshock, della lobotomia, delle camicie di forza, e altro rende la realtà manicomiale perfettamente aderente al gioco. È tutto bianco, asettico, fuori l’ospedale è circondato dalla neve. È un luogo isolato dove si dissolve il confine tra ragione e follia. L’orrore del manicomio conferisce una maggiore intensità emotiva alla lettura. Gli eventi porteranno i giocatori a fare, cercare, esplorare le stanze del manicomio. In fondo Paranoia mette subito in chiaro una cosa: la pazzia non va cercata nei manicomi ma dentro di noi, i fantasmi del passato tornano a bussare alla porta di una imperturbabile fantasia.

5. Perché nel titolo c’è il gioco che toccherà a noi lettori risolvere. Durante la lettura fate attenzione a ogni indizio per assemblare il nostro puzzle che avrà soprattutto un carattere psicologico svelato poco a poco. Non abbiate paura di addentrarvi nei meandri più profondi della psiche umana, è tutto un gioco. Forse! Thilliez gioca molto bene con le atmosfere disturbanti costruendo un meccanismo narrativo claustrofobico in cui racchiude i suoi personaggi e noi lettori. Per agitare ancora un po’ la narrazione, troverete all’inizio di ogni capitolo una tessera del puzzle. Attenti alle “illusioni” all’interno del grande ospedale, Paranoia sarà il portale che vi permetterà di entrare nel territorio di gioco. Proverete, ne sono sicura, le stesse forti emozioni che provano gli otto giocatori e avrete molteplici piste da seguire nel mondo labirintico e tormentato che l’autore ha creato per noi.

Quindi lasciate ogni speranza, voi che iniziate a leggere “Puzzle”. Non potrete chiudere il libro prima di aver letto il finale da gustare con i brividi negli occhi e nel cuore.



mercoledì 3 novembre 2021

BLOGTOUR | "C'era due volte" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

Cari lettori, l’attesa è finita! Da domani sarà disponibile nelle librerie “C’era due volte” (Fazi Editore), il nuovo geniale rompicapo di Franck Thilliez, re del thriller francese. Il romanzo è un vero e proprio puzzle disseminato di trappole, in cui ogni tassello vive di vita propria. Dopo il grande successo de “Il manoscritto” e “Il sogno”,  Thilliez ci propone una trama diabolica, imperdibile per tutti gli amanti della suspense. Ed è quindi con grande piacere che vi propongo ben 5 motivi per leggere “C’era due volte”.



C'era due volte
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Prezzo: € 18,50
Pagine: 500
Sinossi
Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia, diciassettenne piena di vita scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose. All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve...



I 5 motivi per leggere il romanzo

1. Perché la trama è un congegno a orologeria che si carica con la frustrazione, l’odio, la rabbia, la speranza, la violenza e la follia dei personaggi. Noi lettori veniamo intrappolati nell’atto del voltar pagina in un conto alla rovescia che non si può fermare.

Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia diciassettenne scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose. All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianterreno dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce. Si reca alla reception dove apprende che è il 2020 e che sono trascorsi 12 anni dalla scomparsa della figlia Julie. La memoria gli ha giocato uno scherza crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve.

2. Perché Franck Thilliez, ingegnere elettronico nato ad Annecy nel 1973, con “C’era due volte”, si conferma un maestro del thriller. Con una scrittura precisa e tagliente, l’autore crea un mix i cui ingredienti sono l’ambientazione cupa, le storie agghiaccianti, le follie e gli incubi, i dettagli raccapriccianti di eventi criminali che vengono a galla in modo crudele e atroce permettendoci una partecipazione immediata agli eventi. Ci si muove tra memoria e oblio, tra rigore scientifico e fervida immaginazione, alla ricerca della verità con indagini parallele, polizia e Gabriel procedono insieme, che ci porterà nei misteri più intimi della vittima e nelle storie delle persone che hanno vissuto questa tragedia. Noi non possiamo che essere avidi di voler sapere come finisce la storia e la conclusione, siatene certi, lascerà una marea di dubbi e ci sarà da ragionare per un bel po’. A mescolare le carte ci si mette anche la “nota dell’autore” che vi riserverà una nuova sorpresa e una nuova tappa della sfida-gioco creatasi tra lettori e autore. Thilliez sicuramente si diverte tanto, noi un po’ meno presi dalla voglia irrefrenabile di conoscere ogni piccolo dettaglio di una storia.

3. Perché c’è una chicca per tutti noi che abbiamo amato “Il manoscritto”: ritroveremo una vecchia conoscenza, che tornerà a fare capolino in queste pagine creando un affascinante gioco di specchi fra i due romanzi. La parola “Xifòpago”, vi ricorda qualcosa? Forse il nome Caleb Traskman vi riporta alla mente vecchi e mai sepolti incubi? Ricordate che quello che leggerete è solo la metà di quello che c’è realmente. Un vero enigma vi aspetta! quindi attenzione durante la lettura e ricordate che ogni romanzo è un gioco di illusioni, tutto è vero quanto falso.

4. Perché Thilliez ha la capacità di catapultare il lettore in un mondo che forse non esiste ma dove ogni cosa è frutto di un preciso disegno. Diventa una sfida voler scoprire come l’autore spiegherà, in modo razionale, una pioggia di uccelli morti (che evoca Hitchcock) e un blackout di 12 anni nella vita del protagonista. I capitoli con finale sospeso ci spingono a proseguire e sicuramente non avremo un attimo di quiete. Tra le righe scopriremo un testo nascosto, proseguire tra palindromi e anagrammi, tra labirinti e xiphopages, sarà un’avventura dal fascino indiscutibile. In alcuni momenti, posso testimoniare, avrete l’impressione che un vento gelido vi stia accarezzando il corpo. Brividi.

5. Perché il titolo “C’era due volte” è già un mistero, è un riferimento alle fiabe ma è anche la sorgente da cui sgorga un enigma. “Due volte” implica una ripetizione, un rinnovamento, una seconda possibilità. Il tutto naturalmente disseminato di insidie. Un labirinto diabolico, oscuro, intelligente in cui il protagonista, affetto da amnesia retrograda psicogena, ci conduce. Nel labirinto si muovono personaggi tormentati, profondi e complessi, che affrontano i loro demoni. L’ambientazione è suggestiva a tratti cupa. Infatti anche la natura selvaggia, con boschi impervi e percorsi secondari, ha un ruolo e ricorda i meandri delle menti criminali. Menti in cui aleggia l’ossessione del delitto perfetto. Per raggiungere la perfezione occorre non far ritrovare mai i corpi delle vittime, non lasciare tracce che possano aiutare nell’indagine o passare a miglior vita prima di poter rispondere dei propri crimini? Lascio a voi l’ardua sentenza ma non dimenticate l’evoluzione delle indagini investigative grazie alla tecnologia.

“C’era due volte” è un romanzo machiavellico ed è impossibile non accettare la sfida che Thilliez lancia ai suoi lettori. Dobbiamo trovare la chiave dell’enigma e fate attenzione perché l’aver paura potrebbe piacervi! Sarà l’ennesima prova di coraggio a cui l’autore ci sottopone. 




lunedì 6 luglio 2020

BLOGTOUR | “Il sogno" di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

“Il sogno” è un romanzo di Franck Thilliez, uno dei più talentuosi autori francesi di thriller. Il libro, nelle librerie dal 2 luglio, è pubblicato da Fazi Editore nella collana Darkside.




Il sogno
Franck Thilliez (traduzione di Federica Angelini)

Editore: Fazi

Prezzo: € 18,50
Sinossi
Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L’indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l’unica sopravvissuta a un terribile incidente d’auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell’episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.



I 5 motivi per leggere il romanzo

Per far conoscere questo intrigante romanzo, la Fazi ha organizzato un Blog Tour che coinvolge molti blog tutti entusiasti nel presentare vari aspetti del thriller firmato da Thilliez, un maestro nell’evocare l’emozione della paura per usarla come un grimaldello che vi permetterà di entrare in un mondo spaventoso. Quindi, con gran piacere, vi propongo cinque ottimi motivi per leggere “Il sogno”.

1. Perchè è un romanzo “mutilato”. Sì, avete letto bene! Leggendo vi accorgerete di dover risolvere il mistero del “capitolo mancante”. Infatti dopo il capitolo 56 troverete il capitolo 58. Non si tratta di un errore. Chi vuole andare fino in fondo ha la possibilità di scaricare il capitolo 57 grazie a un codice di 7 cifre che verrà chiaramente citato da uno dei personaggi. Leggete, quindi, con molta attenzione ma non è tutto. I capitoli non sono disposti in ordine cronologico, l’autore ama giocare con i suoi lettori e collegandovi ad un sito web potrete accedere a un indice che vi mostrerà i capitoli per leggere la storia in ordine cronologico. Questo vi permetterà di affrontare la storia sotto una luce nuova. Coglierete dettagli che potrebbero esservi sfuggiti e comprenderete come l’autore è riuscito a costruire questo romanzo che vi condurrà in un mondo di suspense e di paura.

2. Perché è un viaggio nelle terre del male in compagnia di Abigael. Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigael sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigael, la psico-criminologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che la porta a confondere sogno e realtà. Per assicurarsi di essere sveglia deve ricorrere a bruciature e tatuaggi. Dite la verità, una protagonista narcolettica non vi era mai capitata. La narcolessia provoca attacchi di sonno improvvisi, cataplessia ( improvvisa e transitoria perdita del tono muscolare che si verifica dopo una forte emozione), allucinazioni ipnagogiche (esperienze intense e vivide che si verificano quando il soggetto crede di essere sveglio). Quando Abigael si addormenta tutto si confonde e si procede per vie tortuose. Per la maggior parte delle persone, il sogno si interrompe quando si svegliano. Non è così per la nostra protagonista costretta a lottare contro i suoi difetti. Naturalmente i gendarmi conoscono la sua narcolessia e il farmaco necessario per limitarne gli effetti. La narcolessia mina i suoi ricordi più remoti ma non altera minimamente le sue capacità di giudizio e di logica. Per la polizia il suo aiuto è fondamentale.


L’indagine a cui sta lavorando riguarda un rapitore seriale di bambini. Sono stati rapiti tre bambini, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri.

Il rapitore costruisce una specie di spaventapasseri, utilizzando gli abiti della vittima precedente, incluse le scarpe, e lo inchioda a un albero. Gli abiti sono strappati da graffi e macchiati di sangue. La testa è fatta con un sacchetto di tela e i capelli sono quelli del bambino appena rapito. Sulla faccia, con un pennarello nero, il rapitore disegna grandi occhi neri a forma di stella, denti enormi, naso adunco…
3. Perchè questo romanzo è una trappola in cui l’autore rinchiude il lettore. L’architettura del romanzo è simile a una spirale che attira verso il fondo in caduta libera senza sapere se stai sognando o è realtà. Tutto ciò è altamente inquietante anche perché c’è una figura, date un’occhiata alla cover, che si comporta come uno spirito malvagio. Confonde il lettore, mescola i capitoli e ci proietta in un labirinto di situazioni drammatiche dove, come la protagonista, anche noi proviamo atroci dubbi. Il romanzo, l’avrete compreso, si legge in totale empatia con Abigael. Si percepiscono le paure, i tormenti, i dubbi, le ossessioni dei personaggi che ci coinvolgono isolandoci dal mondo reale e proiettandoci in una storia ben divisa tra la narrazione dei fatti e le emozioni dei personaggi. Abigael ci conduce nel suo mondo investigativo, ci presenta i bambini scomparsi e inevitabilmente sorgono spaventose domande. “Le vittime sono ancora vive o sono state uccise? Come può un essere angelico, come un bambino, sopportare tutto ciò?”

4. Perché è un mix tra il romanzo poliziesco e il thriller psicologico. La protagonista dovrà seguire due indagini, una relativa ai bambini scomparsi e l’altra più personale che vede coinvolta la sua famiglia. L’autore crea un’enigma diabolico che sonda la profondità dell’animo umano dove si nascondono i segreti più oscuri. Nel mondo creato da Thilliez si muovono uomini malvagi travolti dalle loro ossessioni. I mostri sono ovunque e il buio respinge la luce così come la morte cancella la speranza. L’autore è davvero bravo nel mettere a nudo la psicologia, la complessità, il passato dei personaggi. Di Abigael noi riusciremo a percepire i suoi pensieri, i suoi dubbi, i suoi limiti. Le sue indagini porteranno a sorprendenti eventi da cui nascono forti conflitti psicologici. Il lettore non può far a meno di sentirsi subito coinvolto, c’è tanta curiosità che cammina sul filo del dubbio.

5. Perchè “Il sogno” è un thriller duro che toglie il respiro. Originale nella forma, è ricco di colpi di scena e descrizioni dettagliate. I forti temi trattati (il rapimento dei bambini, la doppia vita di alcuni personaggi, il killer psicopatico, la malattia e la manipolazione) non sono estranei al genere thriller ma Thilliez è un formidabile narratore che rielabora gli argomenti plasmandoli a nuova vita. In un mare di dolore, morte e sofferenza, si erge un mostro che sparge i semi del male.

“Il sogno” è un serpente che cambia pelle, è un inganno pericoloso, è la perversione razionale che manovra la capacità umana del pensare. Il lettore si sentirà come un pellegrino che procede a piccole tappe tra dubbi, incubi e risposte poco affidabili. La frammentarietà degli episodi è alla base di un gioco che coinvolge il lettore, un modo per tener desta sempre l’attenzione e tentare di cogliere indizi importanti in una trama complicata e nella cronologia ballerina dei capitoli.

Se questi cinque motivi non vi hanno ancora convinto del tutto, sappiate che Franck Thilliez, nei suoi romanzi, propone un tema scientifico. Si prepara facendo molte ricerche, legge libri specializzati sull’argomento per poi trasmettere la sua conoscenza a noi lettori. Ad esempio “Il manoscritto”, thriller implacabile che ho molto apprezzato, si basa sui temi perturbanti del doppio e della memoria.

Quindi se volete provare brividi di paura restando comodamente seduti sul vostro divano, allora non vi resta che leggere “Il sogno” e ricordate : 
“Il caso è Dio che passeggia in incognito.” (Albert Einstein)


mercoledì 4 settembre 2019

BLOGTOUR | “Il manoscritto” di Franck Thilliez | I 5 motivi per leggere il romanzo

“Il manoscritto” è un romanzo di Franck Thilliez, pluripremiato maestro del giallo francese, pubblicato da Fazi Editore nella collana Darkside. È una storia dura e implacabile che percorre, senza esitazioni, le vie del male e le vie della speranza. Lo troverete in libreria da domani, 5 settembre. 




Il manoscritto
Franck Thilliez

Editore: Fazi
Pagine: 480
Prezzo: € 18,00
Sinossi
Caleb Traskman, famoso scrittore di thriller, si suicida lasciando incompiuto il suo ultimo manoscritto, che racconta la storia di Léane, a sua volta scrittrice di successo. Sposata con Jullian, ha visto il suo matrimonio naufragare dopo il misterioso assassinio della figlia Sarah, il cui corpo non è mai stato trovato, nonostante un serial killer abbia rivendicato l'omicidio. Sono ormai trascorsi anni, ma Jullian, che ha continuato a indagare, è convinto che sua figlia sia in realtà ancora viva. Gli indizi raccolti dall'uomo sembrano assumere un senso quando, al confine con la Svizzera, due poliziotti ritrovano nel bagagliaio di un'auto il cadavere di una giovane donna dal volto strappato e senza mani. Ma Jullian viene aggredito e perde la memoria: tocca a Léane prendere in carico l'indagine del marito e cercare di rimettere insieme i tasselli di un enigma che, indizio dopo indizio, si rivela sempre più complesso. E tocca al figlio di Caleb Traskman scrivere il finale della storia...



I 5 motivi per leggere il romanzo


Caleb Traskman, famoso scrittore di thriller, si suicida lasciando incompiuto il suo ultimo manoscritto, che racconta la storia di Léane, a sua volta scrittrice di successo. Sposata con Jullian, ha visto il suo matrimonio naufragare dopo il misterioso assassinio della figlia Sarah, il cui corpo non è mai stato ritrovato, anche se un serial Killer ne ha rivendicato l’omicidio. Jullian continua a indagare convinto che sua figlia sia ancora in vita. Gli indizi raccolti dall’uomo sembrano assumere un senso quando, al confine con la Svizzere, due poliziotti ritrovano nel bagagliaio di un’auto il cadavere di una giovane donna dal volto strappato e senza mani. Quando Jullian viene aggredito perdendo la memoria, toccherà a Léane cercare di mettere insieme i tasselli di un enigma sempre più complesso. E toccherà al figlio di Caleb Traskman scrivere il finale della storia.

La Fazi ha organizzato un interessante blogtour per promuovere il romanzo e la mia tappa vi elencherà 5 motivi per leggere “Il manoscritto”. Leggete “Il manoscritto” perché…

1. È un romanzo freddo come la neve e duro come l’acciaio
La cosa interessante non è tanto ciò che succede ma perché succede e quali sono le conseguenze. È interessante scoprire cosa accade alle persone dopo aver subito eventi drammatici e la curiosità  viene stuzzicata continuamente con indizi mostrati e poi nascosti. Molteplici le chiavi di lettura che rendono il romanzo fonte di coinvolgimento e arrovellamento. Cercherete di scoprire da soli chi si nutre di questo incubo ma troverete solo buio e fantasmi che si nascondono nelle pieghe del tempo. Non aspettatevi incubi alla Sthepen King ma scelte che diventano dannazioni, che diventano morte, che diventano maledizioni. È un gioco mortale che mescola più storie e nasconde la verità sotto una coltre di violenza e di doppie identità. Non troverete un po’ di calore umano per riscaldar gli eventi, i cuori sono diventati di pietra anzi di acciaio.

2. È un esercizio di funambolismo tra verità, istinti primordiali e follia.
L’ultima fatica letteraria di Franck Thilliez è un thriller corposo composto da quasi 500 pagine. Chi legge i thriller sa bene come sia complesso confezionare una trama intrigante e ben congegnata che tenga incollato il lettore fino all’ultima pagina senza mai far calare il suo interesse. La lettura è fluida e scorre come un fiume in piena con cascate che tolgono il respiro fino a giungere al finale che vi riserverà un altissimo tasso di suspense. L’adrenalina vi terrà compagnia per tutta la lettura e potrete godere dell’intreccio tra passato e presente dando ascolto a più punti di vista poiché il narratore assume il volto di vari personaggi che vi aiuteranno a ricomporre un puzzle macchiato di sangue. Tra sospetti e dubbi arriverete a dubitare di tutti e non sarete da soli. Anche alcuni protagonisti arriveranno a diffidare del loro operato, dei loro ricordi. La memoria diventa fallace e ben presto vi renderete conto che nulla è come sembra. In un continuo gioco di specchi non saprete di chi fidarvi. Voi vi ritroverete a dover camminare su una fune tesa al di sopra di tutto questo orrore ma non abbiate paura, passo dopo passo, pagina dopo pagina, avanzerete sul filo della storia.

3. È una lunga, instancabile ricerca della verità.
Con una scrittura coinvolgente e mai banale, lo scrittore sommerge la verità sotto strati di false piste e sorprese continue. Munitevi di pazienza, aguzzate la vostra attenzione e aiutandovi con qualche volo pindarico dell’immaginazione arriverete al reperto tanto atteso. Qual è la verità? Chi è capace di tanta inaudita violenza? Nessun personaggio è totalmente buono e tantomeno è totalmente cattivo. Ognuno ha la sua verità e vi toccherà scavare nella loro psicologia ed entrare nella mente contorta, imprevedibile e vendicativa di personaggi agghiaccianti e feroci. Mi direte: “Anche un malvagio può avere buone ragioni per diventar quel che è!”A tutti verrà data la possibilità di parlare e solo alla fine scoprirete il confine tra menzogna e verità. A voi ascoltare e decidere.

4. È un romanzo matrioska
Una storia che appare subito complicata ma che nasconde un gioco d’incastri pronti a conquistarvi. Tutto è connesso, all’apparenza leggerete di storie che sembrano lontane anni luce tra di loro e invece finiranno per allacciarsi in una girandola di eventi, ricordi e spietati omicidi. Immaginate, ora, di avere tra le vostre mani il libro. È la grande matrioska. Apritelo e iniziate a leggere, troverete la seconda matrioska che vi narrerà la storia di un rapimento. Vi racconterà di ragazze che scompaiono quando il buio ha fame. Svitate le due metà e troverete la matrioska che rappresenta un padre che non si rassegna davanti alla presunta morte della figlia. Disperazione, sconforto, rabbia, depressione e vendetta coabitano in lui. Andate avanti, aprite l’ennesima matrioska e conoscerete Vic Altran, un ispettore che soffre di ipermnesia. Egli ha un’eccezionale capacità di memorizzare ogni cosa, ogni particolare. Il suo punto debole è il non rispetto per le procedure e la burocrazia. Nell’ultima matrioska troverete forse la verità ma dovrete stare molto attenti perché si nasconde dietro alla perversione, alla predazione, alla manipolazione e alla sottomissione.

5. È un romanzo ricco di fascino perverso
“Il manoscritto” vi propone un romanzo che gioca con i temi del doppio e della memoria, incastrando in ogni svelamento un nuovo mistero. Nel disorientante e labirintico gioco di specchi si nascondono personaggi pericolosi pronti a oltrepassare il confine dei desideri illeciti. Scoprirete abissi di male assoluto in cui l’animo umano si frantuma e si libera del bene, lasciando il male libero d’agire. Le maschere sociali cadono e favoriscono il crearsi di atmosfere inquietanti in cui aleggiano disordine e capovolgimenti e smarrimento e angoscia. La storia evolverà verso il ripristino dell’ordine. Il male deve essere eliminato e il dualismo ridotto in frantumi per favorire la sua scomparsa. Il fascino perverso esercitato dal Male sull’uomo ha qui libero sfogo. Il mostro genera carisma.

Il bel romanzo mozzafiato di Franck Thilliez ci  condurrà nelle tenebre della mente regalandoci brividi freddi per evadere dal caldo di questa lunga estate.