martedì 18 giugno 2019

RECENSIONE | "La casa del manoscritto maledetto" di Claudio Aita

Dopo aver apprezzato il thriller  “Il monastero dei delitti” (recensione), ho letto con vivo piacere un’altra avventura che vede protagonista Geremia Solaris, un personaggio decadente che io oserei definire “la voce della nostra coscienza”. Il nuovo romanzo è “La casa del manoscritto maledetto” di Claudio Aita, Newton Compton Editori.

Questo libro non è solo un buon thriller, non vi procurerà solo angoscia e brividi sulla pelle ma vi darà l’occasione per riflettere sul problema del male. Purtroppo che il male esista è una gran verità e mi attrae il modo in cui Geremia Solaris si avvicina a una visione della vita colma di amarezza. Le sue riflessioni non sconvolgeranno nessuno ma riporteranno temi noti su cui, forse, non ragioniamo più. Se eliminassimo le guerre, la violenza, se rispettassimo i diritti di tutti, se prestassimo attenzione all’agonia del nostro Pianeta morente, pensa Geremia, la terra potrebbe essere un paradiso. Sicuramente l’uomo dovrebbe mutare i propri comportamenti vivendo in pace con il suo prossimo. Aita, tramite Solaris, ci ricorda che l’uomo deve fare i conti con la presenza reale del male anzi esiste un connubio tra uomo e male. Intesa che nessuno riesce a scalfire ma, forse, questa affermazione non è del tutto vera. Qualcuno al male si è opposto ma non ha fatto una bella fine. 

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
La casa del manoscritto maledetto
Claudio Aita

Editore: Newton Compton
Pagine: 346
Prezzo: € 7,90
Sinossi
Geremia Solaris ha cinquant'anni e non ha ancora rimesso in sesto la sua vita: si attribuisce la colpa per la morte della moglie, non riesce a pubblicare il suo romanzo e la bottiglia di Chianti è l'unica amica fedele che gli è rimasta. Un giorno si presenta alla porta dello studioso un avvocato che intende assumerlo per conto di un uomo misterioso. Incuriosito, Geremia lo segue in una villa nel circondario di Firenze e qui incontra il conte Guidi, prossimo a morire, ma deciso a ritrovare suo figlio, sparito in circostanze misteriose. Il conte sostiene che è stato ammaliato da una giovane donna, che deve averlo indotto a svuotare il conto in banca e fuggire. Ma la presenza di Geremia è cruciale perché nell'appartamento dell'uomo è stato rinvenuto il Libro delle Evocazioni, un antico manoscritto di magia nera. Il conte teme che l'incolumità di suo figlio sia a rischio e vuole ricorrere alle abilità di Geremia per ritrovarlo. Lo ritiene, infatti, l'unico in grado di decifrare l'antico volume. Quello che Geremia non sa è che accettare significherebbe, una volta ancora, mettere la sua vita in grave pericolo.


Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. Il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.  (Genesi 6, 5-6)
Perdere la speranza non è una gran bella cosa e anche se tutto rema contro l’ottimismo umano, una piccola speranza c’è. In una terra dove il male prospera rigoglioso, ecco spuntare una tenera piantina. È la speranza in un domani migliori, in una vita più semplice e vera, in un amore puro e semplice. A noi curare quella piantina!

Sui muri della civilissima Firenze, appaiono strani simboli legati ad antichissimi riti sanguinari. Simboli del colore del sangue. Simboli del male che ricostruiscono una mappa dell’orrore. Cosa rappresentano e cosa sta per accadere?

Geremia Solaris, un tempo studioso e uomo brillante, dopo varie disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni, si ritrova senza soldi, senza lavoro, con l’unica compagnia di una bottiglia di Chianti. In lui alberga tenace un profondo senso di colpa per la morte della moglie. Un giorno un avvocato si avvicina a Geremia proponendogli un incontro con un uomo misterioso che ha bisogno di lui. Solaris, incuriosito, va all’incontro e conosce il conte Guidi, prossimo alla morte, deciso a ritrovare suo figlio sparito nel nulla. Per Geremia inizia un viaggio diabolico fra antichi riti blasfemi, divinità che sembrano dimenticate da millenni, logge massoniche, sette sataniche e oscure leggende. Tutto ruota intorno a un codice maledetto che riporta sulla copertina quel simbolo apparso sui muri della città. Per scoprire la verità Geremia dovrà scendere nei sotterranei di Firenze dove si celano oscure verità. Un fiume di sangue attende il nostro studioso, un fiume alimentato dal male che si nutre di sangue innocente.
 Anima pro anima, sanguine pro sanguine, vita pro vita.
Giusto per incuriosirvi ecco il mantra infernale che fa da trait d’union tra le varie vicende che arricchiscono una storia ben scritta e dall’architettura infernale. L’uomo è sempre stato sedotto dal fascino del male, dell’immortalità, della ricchezza oltre ogni limite. Il mondo è sempre stato pieno di persone folli e credulone. Se poi queste persone  dispongono della capacità economica e del potere per realizzare i loro sogni, allora le cose si complicano e nascono veri problemi. Lo scrittore ambienta anche questo thriller nella bellissima Firenze dando risalto, però, al lato buio della città in cui c’è un rapporto molto stretto tra satanismo e massoneria. Alla Firenze splendente con i suoi magnifici tesori d’arte, si contrappone una città viva nel sottosuolo dove c’è un labirinto di cunicoli che si perdono nelle viscere della città del giglio. Qui si trovano le tombe di esseri sospesi tra la vita e la morte, esseri con una sete inestinguibile di sangue umano. Leggende? Chi sono “coloro che vivono nell’ombra”? A Geremia l’ardua sentenza.

“La casa del manoscritto maledetto” è un romanzo dall’anima nera che si muove procedendo a piccoli passi. Il lettore non può sottrarsi dal seguire la mappa del male che lo scrittore tesse con abilità intrecciando false piste, sospetti, cattivi presagi, oscuri simboli collegati ad antichi culti sanguinari. Leggerete di sorprendenti scoperte e molte certezze, soprattutto in ambito religioso, verranno messe in dubbio. L’uomo è in perenne ricerca “dell’autentica conoscenza”. Le verità assolute non esistono. Esistono il male e il bene. Si combattono da sempre e procedono l’uno affianco all’altro. Dal cielo all’inferno la lotta continua.

mercoledì 12 giugno 2019

BLOGTOUR | "Attacco dalla Cina" di Michael Dobbs | La guerra cibernetica

La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. Il caos è la continuazione della guerra con mezzi ancora migliori.
Cari lettori, il 13 giugno uscirà in libreria “Attacco dalla Cina" di Michael Dobbs, traduzione di Giuseppe Marano, collana Darkside, Fazi Editore. Si tratta di un nuovo thriller politico mozzafiato scritto dall’autore della serie “House of Cards”. Dopo “Il giorno dei Lord”, proseguono le avventure di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato. Anche in questo romanzo, come nel precedente, lo scrittore racconta la politica senza mitigare il suo essere crudele e spietato. Dobbs descrive la grandezza della politica ma anche i suoi compromessi, i suoi retroscena. Non c’è monotonia nella sua narrazione intrisa di passione e abilità. Egli dipinge con brio gli avvenimenti che s’incastrano in un’avventurosa storia di uomini potenti e crudeli, di spie immolate sull’altare della politica, ma anche di uomini coraggiosi e onesti.

In questa tappa del blogtour per la presentazione di “Attacco dalla Cina”, avrò il compito di trattare un argomento spinoso ma affascinante: La guerra cibernetica.


Attacco dalla Cina
(Serie di Harry Jones #2)
Michael Dobbs (traduzione di G. Marano)


Editore: Fazi | Prezzo: € 16,00 
Sinossi
Il mondo è sull'orlo del baratro: la Cina minaccia un attacco cibernetico di proporzioni inaudite al cuore dell'Occidente. I cinesi si preparano all'assalto finale contro i loro vecchi nemici, per metterli in ginocchio con una guerra che non vedrà sparare un solo colpo. I computer sono subentrati ai missili e basta un clic per scatenare il disastro globale: la guerra cibernetica annienta le nazioni staccando le linee energetiche, paralizzando i mercati finanziari, privando i leader di autorità. Per scongiurare il pericolo il primo ministro britannico convoca un ristrettissimo gabinetto che comprende la presidente usa, il presidente russo e l'immancabile Harry Jones, i quali si riuniscono in un castello in Scozia. Hanno un fine settimana per salvare il pianeta, e devono farlo da soli. Nel frattempo, a Pechino avvengono fatti preoccupanti: manovre militari, truppe sulle strade. Ma i leader riuniti nel castello scozzese, completamente isolati dal resto del mondo e distratti da una serie di dinamiche interpersonali, devono affrontare un pericolo assai più vicino...



LA GUERRA CIBERNETICA

La storia inizia con il mondo sull’orlo del baratro. La Cina minaccia un attacco cibernetico di proporzioni inaudite al cuore dell’occidente. I cinesi vogliono vendicarsi di tutti i loro nemici storici, vogliono metterli in ginocchio senza sparare un solo colpo. Basterà un click per scatenare il disastro mondiale.
L’arte suprema della guerra è quella di sottomettere il nemico senza combattere.
(Sun Tzu)
L’uomo ha sostituito i missili con i computer e la guerra cibernetica non risparmierà nessuno staccando le linee energetiche, entrando nel cuore delle centrali nucleari, paralizzando i mercati finanziari. Per scongiurare tutto ciò, il primo ministro britannico convoca un summit che comprende la presidente USA, il presidente russo e l’immancabile Harry Jones. I “potenti” si riuniscono in un castello in Scozia, hanno solo 48 ore per salvare il mondo e devono farlo da soli. I leader, isolati da tutto e da tutti, devono trovare un accordo, fare fronte comune verso una minaccia sempre più concreta. Però, mentre loro discutono e si guardano con diffidenza, la minaccia si trasforma in realtà. La guerra cibernetica ha inizio.

L’uomo dipende in tutto e per tutto dai computer e ciò lo rende sempre più vulnerabile. Tutto è ormai controllato dalla rete e gli attacchi hacker avvengono ma noi non lo sappiamo. Forse già esiste un cyber esercito pronto a mandare il mondo in corto circuito con segnali sbagliati e informazioni false.
Non ci sarebbero stati cannoni in quella guerra, né missili, né scie di condensazione che si allungavano nei cieli come dita accusatrici, nessuna di quelle esplosioni distruttive e di quelle improvvise vampate di oscurità che ci si aspetterebbe. Nemmeno un urlo. Non ci fu niente, solo un timido picchiettare di tasti su una tastiera da quattro soldi. Ma non ci s’inganni: era guerra, e avrebbe portato il mondo sull’orlo del baratro. E la genialità del tutto era che nessuno se ne sarebbe reso conto.
La guerra cibernetica fa del computer la sua arma ideale per paralizzare, ingannare e distruggere il nemico. Per gettare nel caos ogni sistema di controllo provocando guasti, manipolando il funzionamento e mandando in tilt ogni cosa. Ogni chip diventa letale, la guerra si muove sinuosa nel buio dei circuiti e non si sa nemmeno che sta avanzando, non si ha la percezione del pericolo finchè non è troppo tardi. Basta impadronirsi dei sistemi informatici che controllano il mondo e tutto verrà paralizzato. Non c’è una vera e propria dichiarazione di guerra, ma una serie di incidenti che gli hacker provocano. Incidenti che hanno lo scopo di indebolire la volontà del nemico e la sua capacità di reagire. Sottomettere il nemico con la paura è il risultato di un’operazione di guerra perfetta e la guerra cibernetica è una lotta informatica. Vincere senza combattere, senza sganciare bombe o muovere eserciti. Lo sapete che, a livello strategico, lo spazio cibernetico è considerato il più recente ambiente di guerra? Il quinto dominio dopo terra, mare, cielo e spazio.

Esistono vari tipi di attacco nella guerra cibernetica.

Attacco a infrastrutture critiche come i servizi energetici, idrici, di combustibili, di comunicazioni, commerciale, dei trasporti e militari.

Vandalismo web, attacchi che hanno il fine di modificare pagine web o rendere inagibili i server.

Raccolta dati che favorisce lo spionaggio rubando informazioni riservate ma non adeguatamente protette.

Intralcio alle apparecchiature, qualsiasi ordine e comunicazione può essere intercettata e cambiata.

Tutto ciò non è fantascienza, è realtà.

I virus informatici sono i nuovi soldati, una tastiera e un codice malvagio le nuove bombe atomiche. I nuovi giganti potrebbero essere gli stati più deboli ma con tecnologie avanzate, basta riuscire a penetrare le difese avversarie solo una volta. Il nemico rimane nell’ombra, non è rintracciabile con precisione. Astuzia, velocità e creatività sono le nuove pallottole usate dai cyber-soldati. Un click potrebbe innescare un nuovo conflitto. L’uomo non ha imparato nulla dalle guerre mondiali. Parla di pace e prepara la guerra. Distruzione, stragi, paura e miseria diventano frammenti di incubi diventati realtà. I politici di tutto il mondo dovrebbero riflettere tanto, ma proprio tanto, prima di parlare. Dovrebbero chiedersi se ciò che stanno per dire sia la verità, se è cosa buona e se è indispensabile dirlo. Quanti conflitti si potrebbero evitare!

L’umanità deve mettere fine alla guerra, o la guerra metterà fine all’umanità.
(John Fitzgerald Kennedy)

giovedì 6 giugno 2019

RECENSIONE | "Favola di New York" di Victor LaValle

Carissimi lettori, oggi vorrei attirare la vostra attenzione su un libro dalla trama carismatica: “Favola di New York” di Victor LaValle, Fazi Editore. È un romanzo che indaga le paure dei nostri giorni e che affonda le sue radici nella realtà per poi proiettarsi in un mondo metafisico dove tutto è possibile. Leggerete di normale quotidianità che s’intreccia con il mito e la leggenda. Non potrete sottrarvi al suo potere ipnotico e inizierete un arduo percorso verso luoghi misteriosi, luoghi dove il terrore regna sovrano ma che vi regaleranno la possibilità di un viaggio straordinario in bilico tra ragione e follia.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Favola di New York
Victor LaValle (traduzione di S. Terziani)

Editore: Fazi
Pagine: 512
Prezzo: € 20,00 
Sinossi
Il piccolo Apollo, figlio della New York di oggi, cresce con la madre, giovane single di origini ugandesi. Il padre, che è sparito nel nulla, gli ha lasciato solo una scatola di libri e uno strano incubo ricorrente. Da grande, Apollo diventa un commerciante di libri antichi e si innamora della bibliotecaria Emma, insieme alla quale ha presto un figlio. Ma il nuovo arrivato incrina l’idillio della coppia: lui rivive l’abbandono del padre e, alle prese con i propri fantasmi, fatica a comprendere che in lei qualcosa è cambiato. Emma si comporta in modo strano, è sempre più distante e insofferente fino a quando, un giorno, compie un gesto indicibile. Quanto possono essere oscuri i segreti delle persone che più amiamo? Inizia così l’avventura di Apollo alla ricerca della verità su quell’atto terribile: un viaggio che lo porterà su un’isola misteriosa nel cuore della metropoli dove accadono cose al di là di ogni immaginazione e dove la vita quotidiana in una modernissima New York si sospende per lasciare spazio al mito e alla leggenda.


I vampiri non possono entrare in casa tua a meno che tu non li inviti, e postare qualcosa è come lasciare la porta aperta e invitare i mostri a entrare.
Con ritmo vivace intriso di romanticismo, inizia la storia d’amore tra Lillian Kagwa e Brian West. Siamo a New York, nel lontano 1968, e i due ragazzi, entrambi emigranti, decidono di unire i loro destini per sempre. Si amano e hanno un figlio, che chiameranno Apollo, ma all’improvviso tutto cambia. Avevano vissuto per alcuni anni felici e contenti ma il “per sempre” non è una caratteristica dei sentimenti umani. Brian va via di casa. Apollo cresce senza un padre, diventa un mercante di libri rari e sposa Emma, una bibliotecaria.
Un pensiero, un’idea, un sogno condiviso; essere genitori è una storia che si comincia a raccontare in due.
La favola ricomincia, Emma e Apollo vivono un amore magico e assoluto. Niente cuori infranti, forse la felicità esiste, forse. Dal loro amore nasce un figlio che chiamano Brian, come il nonno scomparso. Così, giorno dopo giorno, la loro felicità cresce, Brian cresce, la sensazione di essere invincibili indossando l’armatura della felicità cresce, ma la catastrofe è dietro l’angolo. Anche questa volta “il vissero felici e contenti” si rivela un’enorme bugia. Nella storia si spegne la luce dei bei sentimenti e di un futuro meraviglioso per lasciare il posto al buio e all’orrore.

“Favola di New York” è un romanzo affascinante e inquietante che cattura e ammalia. All’inizio ho pensato si trattasse di una storia d’amore poi ho iniziato a cogliere i sintomi di una tragedia imminente come se un serpente strisciasse tra le pagine pronto a mordere. E come un serpente anche la verità cambia pelle, si trasforma e non è più liscia e lucente ma buia e fredda. Tutti indossano una maschera per nascondere il vero volto dell’uomo che si è lasciato affascinare dalla modernità, dalla tecnologia e non vede più il mostro nascosto nell’ombra. Ed è proprio l’ombra degli errori del mondo a condurci in un luogo metafisico dove il razionale, il reale, il concreto svaniscono e i mostri, loro sì, diventano reali.

Un tempo, si narra, i mostri non potevano varcare la soglia di casa se tu non li invitavi ad entrare. Oggi non è così. La tecnologia ci ha regalato una casa senza mura, senza finestre da chiudere. Il computer, il cellulare sono diventati le abitazioni dell’uomo. Lì raccontiamo ogni minuto della nostra vita e della vita dei nostri figli. Condividiamo tutto. Più foto, più like. Più like, più ci sentiamo bene. Abbiamo bisogno di quel momento di gloria che vede aumentare il numero dei nostri like e siamo pronti a salutare con la manina la nostra privacy. Il mondo virtuale ci fagocita, è la trappola in cui siamo tutti caduti perdendo di vista la vita reale. I genitori non sono da meno quando, orgogliosi come non mai, postano foto dei loro figli e condividono, con perfetti sconosciuti, ogni informazione. Anche solo una foto può rimanere online per sempre e non sappiamo nulla del percorso che la foto può fare nel web.

Al di là della realtà esiste un mondo di ombre in cui i mostri vivono la “tecnologia” e sono in agguato pronti a seguire le orme che noi lasciamo. Quando il mostro si palesa noi rimaniamo sconvolti e ci trasformiamo, a nostra volta, in eroi pronti a tutto per salvare chi amiamo.
Se devi salvare la persona che ami, diventi una persona diversa, ti trasformi. L’unica magia è in quello che siamo capaci di fare per le persone che amiamo.
“Favola di New York” è un romanzo camaleonte che vi offrirà le sue tante sembianze come in una danza magica intorno al fuoco che proietta mille ombre sul viso dei partecipanti. Allora lasciamoci conquistare dalla scrittura magnetica di Victor LaValle e riflettiamo sui molteplici temi trattati nel romanzo: le ansie e le difficoltà che i genitori devono affrontare, il valore psicologico delle favole che tutti abbiamo ascoltato da bambini e che ora raccontiamo ai nostri figli.
"Vissero felici e contenti". Ti rendi conto dei danni che hanno arrecato all’umanità queste quattro parole?
La vita è un continuo cambiamento nulla è “per sempre”. La felicità, per chi ha la fortuna d’incontrarla, non è mai “per sempre”.
Una brutta fiaba ha sempre qualche maledetta morale. Una grande fiaba dice semplicemente la verità.
Quindi non ci resta che ricordare come “c’era una volta” e c’è ancora, l’uomo con le sue paure, i suoi desideri e i suoi sogni custoditi in fondo al cuore. Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare che l’uomo nero non morirà mai! Si nutre delle nostre paure e anche questa volta, alla fine del romanzo, fa una bella riverenza a noi lettori e scompare. Attenti però, la felicità per la sua scomparsa è solo momentanea. Essere felici è un attimo, è il presente, è l’oggi, mai il domani.